Allegato A
Seduta antimeridiana 141 del 4/2/1997

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INTERPELLANZA ED INTERROGAZIONI

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A) Interrogazioni:

RUFFINO. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
Luigi Chirdo, diciannove anni, cadetto all'Accademia di Modena, si è suicidato;
il generale Bruno Loi, dal 1995 comandante dell'Accademia, avrebbe commentato il tragico gesto con le parole: «all'esercito non servono ragazzi in lotta con se stessi, qui non c'è posto per loro», e con altre considerazioni sull'incapacità dei giovani italiani di «affrontare l'esistenza con i sacrifici, le attese, le delusioni» -:
se corrisponda al vero che queste siano state le dichiarazioni del generale Loi;
se, in caso affermativo, se ritenga che il generale Loi abbia dimostrato quell'equilibrio e quella sensibilità che sono una caratteristica indispensabile di chi dirige una struttura formativa, seppur di tipo particolare, come l'Accademia di Modena.(3-00513)
(2 dicembre 1996)

CANGEMI, NARDINI e VALPIANA. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
le affermazioni del comandante dell'Accademia militare di Modena, generale Bruno Loi, a poche ore dal tragico suicidio del cadetto Luigi Chirdo, hanno suscitato lo sdegno e la protesta di una parte dell'opinione pubblica;
si è riproposta l'antica e desueta litania militarista contro i giovani «attaccati alle gonne delle madri», ribadendo che nell'Accademia «non c'è posto per chi è in lotta contro se stesso»;
tali gravi affermazioni non dovrebbero mai essere pronunciate da un ufficiale di un esercito democratico, e sono tanto più pesanti in quanto provengono da un ufficiale incaricato di formare la nuova leva dei quadri dirigenti dell'esercito stesso;
invece di una correzione delle affermazioni rese inopinatamente dal generale Loi (e nonostante questa correzione fosse stata richiesta pubblicamente dal sottosegretario per la difesa, senatore Brutti), è arrivata una preoccupante rivendicazione di quanto affermato in una successiva dichiarazione da parte dell'ufficiale stesso -:
se non ritenga necessario rivedere i metodi ed i contenuti educativi dell'Accademia militare di Modena, valorizzando il potenziale umano degli allievi ed evitando di mortificarne lo spirito con una riedizione di una cultura del «guerriero indomito e virile», che è sempre più distante da un esercito che si impronta allo spirito democratico e ai valori fondamentali della Costituzione;
quali provvedimenti intenda assumere nei confronti del generale Loi e se non ritenga in particolare che le sue affermazioni, immediatamente successive al suicidio del cadetto Luigi Chirdo, siano incompatibili con la permanenza dell'ufficiale in questione nel delicato ruolo di comandante dell'Accademia militare di Modena. (3-00515)
(3 dicembre 1996)


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B) Interrogazione:

PISTELLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
presso la Camera dei deputati si è svolto recentemente un ampio dibattito sul dramma dell'alluvione abbattutasi in Garfagnana ed in Versilia;
è emersa la volontà unanime di sostenere le popolazioni colpite ed il tessuto produttivo;
il 30 giugno 1996 sono scaduti i termini per alcuni adempimenti fiscali quali, ad esempio, il pagamento dell'Ici;
le aziende danneggiate dall'alluvione sono impossibilitate ad onorare i titoli di credito (cambiali, mutui, eccetera), mentre sono in corso di attivazione le procedure di recupero forzoso -:
se intenda intervenire urgentemente, mediante apposito decreto, per sospendere i termini di scadenza degli adempimenti nelle zone colpite;
se e con quali forme intenda intervenire per sospendere il recupero forzoso o la maturazione della mora sui titoli di credito che le aziende non sono materialmente in grado di pagare.(3-00086)
(4 luglio 1996)

C) Interrogazione:

SCANTAMBURLO, MANZATO, BASSO, SAONARA e MAZZOCCHIN. - Ai Ministri delle finanze e dell'interno. - Per sapere - premesso che:
ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo n. 504 del 1992, i comuni devono provvedere alla notifica dell'avviso di liquidazione dell'imposta Ici, relativa alle dichiarazioni presentate nel 1994, entro il termine del 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, vale a dire entro il 31 dicembre 1996;
per poter emettere gli avvisi di liquidazione, è necessario confrontare i dati e gli elementi desumibili dalle dichiarazioni con i rispettivi versamenti ai comuni del consorzio Anci-Cnc per conto del ministero delle finanze, forniti su supporto informatico nei mesi di giugno-luglio del 1996 e relativi alla situazione dei contribuenti nel 1993;
il forte ritardo con il quale tali dati sono arrivati ai comuni richiede, in sede di prima applicazione dell'imposta, ampi tempi tecnici per i necessari interventi di riorganizzazione dei servizi (dalla richiesta di dati integrativi al controllo delle denunce presentate per la verifica di errori di caricamento dei dati stessi, al fine di evitare inutili contenziosi, con conseguente aggravio di spese e di lavoro per le amministrazioni);
per gli avvisi di liquidazione relativi all'anno 1993, di competenza del ministero delle finanze, il tempo a disposizione è di cinque anni -:
se siano a conoscenza delle difficoltà, pressoché insuperabili per i comuni, di rispettare la scadenza attualmente stabilita per la notifica dell'avviso di liquidazione dell'Ici;
se non ritengano assolutamente necessario e urgente emettere un provvedimento di proroga del termine in questione di almeno un anno. (3-00269)
(2 ottobre 1996)

D) Interrogazione:

GALATI. - Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che:
nella città di Lamezia Terme e nel suo comprensorio la Guardia di finanza è attualmente presente con una tenenza che conta circa trentacinque uomini;
l'attuale reparto opera nel vasto territorio lametino con gravi difficoltà e


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risulta insufficiente per contrastare i fenomeni di illegalità che appaiono in preoccupante crescita nella zona;
le esigenze di controllo del territorio richiedono una presenza più incisiva della Guardia di finanza, che potrebbe realizzarsi elevando a compagnia l'attuale tenenza e potenziando la compagnia dei "baschi verdi", che oggi conta circa sessanta uomini, mentre in passato arrivava a centocinquanta;
per provvedere a questo potenziamento non vi sarebbero problemi logistici nè strutturali, essendo la Guardia di finanza dotata presso Lamezia di nuovi locali adeguati ai livelli di funzionalità operativa necessari per l'istituzione di una compagnia -:
se sia a conoscenza dei fatti esposti e se ritenga opportuno elevare l'attuale tenenza di Lamezia Terme a compagnia e, allo stesso tempo, potenziare significativamente la compagnia dei "baschi verdi" fino a riportarla ad un numero di circa centocinquanta elementi;
quali altri atti e iniziative intenda adottare o intraprendere per far fronte alle esigenze di difesa e di controllo del territorio, in considerazione dei frequenti episodi di illegalità e del conseguente allarme sociale che provoca l'attuale tendenza a ridurre la presenza del corpo della Guardia di finanza in un territorio, molto vasto e difficilmente controllabile, come quello di Lamezia Terme.(3-00343)
(17 ottobre 1996)

E) Interpellanza e interrogazioni:

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
dopo la condanna e l'ordine di scarcerazione di Priebke, il Ministro di grazia e giustizia, Giovanni Maria Flick, si recò presso il carcere militare di Forte Boccea per curare personalmente le procedure attraverso le quali potesse essere disatteso l'ordine del tribunale militare e mantenuto in carcere l'imputato;
dopo la sentenza definitiva di condanna per l'omicidio Calabresi di Sofri, Bompressi e Pietrostefani, è stato il sottosegretario per la grazia e la giustizia, onorevole Franco Corleone, a precipitarsi nel carcere di Pisa per concordare con i condannati la possibilità di uscire al più presto dal carcere, aggirando le disposizioni dell'articolo 21 della legge penitenziaria -:
come intenda tutelare, di fronte a simili devastanti precedenti, il principio dell'articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di condizioni personali e sociali.
(2-00379)«Giovanardi»
(28 gennaio 1997)

BIONDI, FRAGALÀ e SERRA. - Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che:
il sottosegretario per la grazia e la giustizia, onorevole Corleone, ha assunto l'iniziativa di fornire consulenza ai detenuti Sofri e Bompressi in ordine all'applicabilità, più o meno fondata, dell'articolo n. 21 della «legge Gozzini» -:
quale sia in proposito la valutazione del Ministro interrogato;
se, in particolare, sia stato o meno messo al corrente dell'iniziativa del suo sottosegretario;
se analoghi comportamenti siano stati, o saranno assunti, da parte del Ministro interrogato o dei sottosegretari, nei confronti di tutti i condannati, potenziali beneficiari delle previsioni della "legge Gozzini", o di altre analoghe;
se, al contrario, valutata l'atipicità dell'iniziativa del sottosegretario Corleone, obbediente a personali simpatie e preferenze, non intenda ribadire che il dovere di imparzialità e di garanzia del buon


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andamento dell'amministrazione della giustizia impone di ricordare a tutti, ed anche al sottosegretario, che l'articolo 3 della Costituzione afferma l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, indipendentemente dalle convinzioni maturate delle passate o presenti militanze di questo o di quell'altro membro del Governo;
se non ritenga che comportamenti come questo inducano sconcerto e sfiducia della pubblica opinione e di tutti coloro che credono ancora nello Stato di diritto.(3-00662)
(29 gennaio 1997)

SARACENI. - Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi si sono levate voci critiche nei confronti della ventilata ipotesi di ammissione al lavoro esterno, ai sensi dell'articolo 21 della legge penitenziaria, dei condannati per il «caso Calabresi»;
a prescindere dalla loro palese infondatezza sul piano tecnico (il lavoro esterno è incondizionatamente applicabile ai fatti antecedenti al giugno 1991), le predette critiche rivelano una preconcetta ostilità verso una delle misure maggiormente idonee al reinserimento sociale dei condannati, secondo la funzione di riabilitazione assegnata alla pena dalla carta costituzionale -:
quali iniziative intenda assumere perché la predetta misura trattamentale possa trovare la sua massima estensione applicativa, pur in presenza delle inique limitazioni introdotte con la riforma del 1991. (3-00677)
(3 febbraio 1997)