A) Interpellanze:
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:
dopo la requisitoria che i pubblici ministeri Claudiani e Marzella hanno svolto, a porte chiuse presso il Tribunale di Modena il 16 e 17 maggio scorso, il parroco di Staggia e San Biagio (Modena), don Giorgio Govoni, per il quale erano stati chiesti quattordici anni di carcere, è stato stroncato da un infarto;
don Giorgio Govoni, accusato dai magistrati sulla base delle dichiarazioni di un gruppo di bambini di essere a capo di una setta satanica, dedita alla violenza sui minori ed alla celebrazione di messe nere nei cimiteri, durante le quali sarebbero stati torturati ed uccisi un numero imprecisato di bambini, si era sempre proclamato innocente ed aveva avuto la piena solidarietà del vescovo di Modena, dei parroci, della comunità parrocchiale, di tutti i cittadini dei comuni della bassa modenese in cui esercitava il suo ministero;
oltre alla dichiarazione dei bambini non è stato fornito alcun riscontro che potesse dimostrare che don Giorgio Govoni era una personalità criminale tale da meritarsi una richiesta di quattordici anni di carcere -:
se, in seguito alla verifica del contenuto delle requisitorie dei pubblici ministeri non ravvisi la sussistenza di elementi tali da giustificare l'avvio di un procedimento disciplinare.
(2-02416) «Giovanardi».
(22 maggio 2000)
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:
in data 5 giugno 2000 il tribunale di Modena ha condannato a lunghe pene detentive gli imputati in un processo per pedofilia;
contestualmente il tribunale ha dichiarato non doversi procedere per morte del reo a carico di don Giorgio Govoni, parroco di Staggia, stroncato da un infarto il giorno dopo che i pubblici ministeri avevano chiesto per lui 14 anni di reclusione, riconoscendolo come il capo di una setta satanica specializzata in abusi sessuali su bambini e bambine;
tutto il processo è stato istruito sulle dichiarazioni di numerosi bambini, tolti alle famiglie dai servizi sociali, dichiarazioni nelle quali i bambini hanno progressivamente parlato di riti satanici avvenuti di giorno e di notte nei cimiteri della bassa modenese e addirittura di bambini loro coetanei, alcune volte indicati anche con nome e cognome, violentati, fatti a pezzi, con la testa tagliata dal busto, appesi a dei ganci eccetera, racconti ritenuti verosimili dai pubblici ministeri in quanto ogni anno spariscono in Italia un certo numero di minorenni, mentre le indagini non hanno riscontrato nella bassa modenese nessuna sparizione di bambini, né morti sospette;
oltre a don Giorgio Govoni altri sacerdoti, e persino il vescovo di Crema, sono stati riconosciuti dai bambini come il diavolo che li portava a partecipare ai riti satanici; nel corso del processo le perizie mediche, che avrebbero dovuto stabilire se sui bambini fosse stato effettivamente compiuto abuso, sono state del tutto controverse, avendo alcuni periti addirittura negato che i bambini avessero mai subito violenze;
si è arrivati così alla vigilia della sentenza, all'incredibile situazione di un imputato, don Giorgio Govoni, difeso da un parte pubblicamente e solennemente dall'arcivescovo di Modena, da tutto il clero della diocesi, dai suoi parrocchiani, dai cittadini dei comuni della bassa modenese e dagli amministratori comunali, senza che una sola voce si sia alzata nella società civile per mettere in dubbio la limpidezza del suo comportamento di uomo e sacerdote, e, dall'altra, accusato soltanto dai bambini sottratti alle famiglie, che inizialmente però avevano parlato di un Giorgio sindaco, medico, con la tonaca,come la figura che guidava i pedofili;
dopo la morte per infarto di don Govoni, avvenuta il giorno dopo la richiesta dei pubblici ministeri di 14 anni di reclusione, uno dei membri del collegio giudicante ha dichiarato testualmente al giornale Ultime Notizie, che il tragico evento «non cambierà il giudizio che avevo maturato» -:
i motivi per i quali non sia stato contestato agli imputati il reato di omicidio, sulla base dei ripetuti e circostanziati racconti dei bambini, definiti verosimili dai pubblici ministeri;
se ritenga che sia stato rispettato il diritto degli imputati ad un giusto processo nel momento in cui uno dei giudici, prima ancora di ascoltare le arringhe dei difensori, ha dichiarato pubblicamente di aver già maturato il giudizio.
(2-02464) «Giovanardi».
(7 giugno 2000)
B) Interrogazione:
DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la cittadinanza di Fossano lamenta da tempo una situazione di assoluta anarchia all'interno della stazione ferroviaria della cittadina cuneese;
ad ogni ora si verificano risse, aggressioni e schiamazzi, mentre dopo le ore 23 la stazione diventa assolutamente impraticabile;
prostitute ed extra-comunitari rendono la zona assolutamente invivibile;
appare necessario intervenire al fine di garantire la fruibilità della stazione di Fossano a tutti gli utenti riportando ordine, allontanando i violenti ed assicurando sicurezza -:
quali iniziative urgenti intendano assumere per «bonificare» la stazione di Fossano (Cuneo) dalla presenza non ulteriormente tollerabile di prostitute e di extra-comunitari violenti, restituendo la struttura all'utilizzo tranquillo degli utenti delle tratte ferroviarie. (3-06343)
(3 ottobre 2000)
C) Interrogazione:
SAVARESE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che:
fin dal 7 luglio 2000 risultano essere stati approvati e sottoscritti, in sede di conferenza Stato-regioni, gli accordi di programma, ai sensi dell'articolo 9 e 12 del decreto-legge n. 422 del 1997, come modificato dal decreto-legge n. 400 del 1999, tra le regioni ed il ministero dei trasporti per concordare e disciplinare le modalità di subentro delle regioni allo Stato nell'esercizio delle funzioni e dei compiti di amministrazione e programmazione relativamente ai servizi ferroviari svolti tramite concessione a F.S. Spa ovvero a società diverse;
gli accordi predetti avrebbero dovuto trovare applicazione a decorrere dal 1o ottobre 2000, data da cui decorre l'obbligo, per le regioni stesse subentranti, di stipulare appositi contratti di servizio «sperimentali» con F.S. Spa e/o con le altre società concessionarie delle linee;
gli accordi in parola avrebbero dovuto essere perfezionati ed adottati con appositi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, già a far data dal 30 ottobre 1999, secondo le modifiche apportate dal decreto-legge 400 del 1999 all'articolo 8, comma 4 del decreto-legge n. 422 del 1997, per cui è evidente come si sia fatto trascorrere, dal governo Amato, un intero anno senza fare nulla di quanto stabilito dal legislatore e concordato con le regioni;
rilevato che i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri debbano contenere, tra l'altro, la quantificazione delle risorse umane e finanziarie che vengono riconosciute e trasferite a ciascuna regione, in mancanza delle quali si determina una situazione di aggravio sui bilanci regionali, chiamati a far fronte, comunque, all'esigenza di garantire il servizio, ed assicurare la clientela -:
quali siano le ragioni che determinano il grave ritardo nella pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e quali impegni intendano assumere per accelerare le procedure di trasferimento dei beni, dei mezzi, delle risorse umane e finanziarie alle regioni secondo il dettato legislativo. (3-06513)
(2 novembre 2000)
D) Interrogazione:
BORGHEZIO. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che:
i ritardi e i reiterati episodi di soppressione dei convogli o, sempre più frequentemente, la riduzione del numero delle carrozze degli stessi sulla tratta ferroviaria Torino-Milano stanno creando enormi disagi ai pendolari ed alla generalità dell'utenza, sfociati ultimamente in eclatanti e motivate proteste;
a questa situazione, non più tollerabile su una linea che collega le due metropoli della Padania produttiva, si aggiungono le condizioni da terzo mondo in cui i viaggiatori sono costretti ad affrontare il percorso su tale linea, a causa del superaffollamento e della presenza endemica di prostitute nigeriane, dai comportamenti poco educati;
le condizioni dei servizi e, in genere, lo stato di pulizia delle carrozze sono ben al di sotto degli standard normali nei paesi europei -:
quali urgenti provvedimenti si intendano attuare in merito alla situazione sopra esposta. (3-06661)
(6 dicembre 2000)
E) Interrogazione:
SELVA e MUSSOLINI. - Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che:
lo stabilimento di Cirio a Pagani, uno dei più produttivi del gruppo, rischia tra poche settimane la chiusura;
l'attività conserviera svolta dalla Cirio a Pagani dà lavoro a 350 lavoratori stagionali, a una trentina di dipendenti fissi, e attraverso l'indotto, a un gran numero di famiglie;
i vertici dell'azienda intenderebbero creare due grandi poli alimentari, uno a Caivano e l'altro a Piacenza, con grave danno per l'occupazione e, più in generale, per l'economia dell'intera zona;
lo stabilimento ha in prospettiva, considerate le esigenze del mercato, grandi possibilità di sviluppo -:
quali iniziative si intendano adottare per salvaguardare un'attività che rappresenta una risorsa di particolare importanza anche per la valorizzazione del prodotto tipico dell'area di Pagani e delle aree vicine;
che cosa i Ministri interrogati propongano di fare per tutelare il personale che, nell'eventualità di una chiusura dello stabilimento, non avrebbero altre prospettive di impiego. (3-05003)
(28 gennaio 2000)
F) Interrogazione:
DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che:
certamente l'aumento del prezzo delle benzine ha svolto un ruolo importante nella ripresa dell'inflazione;
il Governo, consapevole dei rischi connessi alla crescita della spirale inflazionistica, sta tentando di porre freno a tale fenomeno;
sembra che le compagnie petrolifere non stiano collaborando con il Governo, atteso che, a fronte del calo, ancorché lento, del prezzo del greggio, i prezzi delle varie benzine continuano a restare fissati ai massimi storici;
il calo del prezzo, dunque, non è stato trasferito sul prezzo delle benzine;
i consumatori ricordano invece la contestualità degli aumenti dei prezzi sulle colonnine dei distributori rispetto all'aumento del prezzo del greggio o alle variazioni del dollaro;
trattasi di speculazioni miliardarie che meritano di essere rigorosamente controllate e disciplinate -:
quali iniziative si intendano assumere nei confronti dell'unione petrolifera, al fine di ottenere l'impegno, da parte delle compagnie, a rendere coerenti i tempi degli aumenti dei prezzi con i tempi delle riduzioni dei medesimi. (3-05393)
(22 marzo 2000)
G) Interrogazione:
FINO e DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che:
la deliberazione del Cipe 30 giugno 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 1999, prevedeva la costruzione, da parte dell'Italgas, della rete gas nel comune di Altomonte, in provincia di Cosenza, ed in tutti i comuni del bacino di metanizzazione;
da parte dell'Italgas, ora, viene avanzata la vera e propria minaccia di non dare esecuzione a quanto deliberato dal Cipe;
tale decisione ha generato, da una parte, sconforto in quanti, da lustri, lavorano per raggiungere l'obiettivo di modernizzazione dell'area cosentina e, dall'altra, l'indignazione di cittadini che hanno coltivato ipotesi di insediamenti produttivi (alcuni dei quali addirittura in fase di ultimazione), concepita anche in ragione delle programmate forniture di gas;
l'eventuale mancata metanizzazione dell'area avrebbe, come fatale conseguenza, un mortale passo indietro di una terra che, faticosamente, sta cercando di uscire, con le sue forze, dalle sacche della disoccupazione e della povertà;
il sindaco del comune di Altomonte, rendendosi interprete delle preoccupazioni delle comunità civili dell'intera area, ha già provveduto, con lettera 10 luglio 2000, a richiedere l'intervento determinato dal Ministro dell'industria per scongiurare gli effetti devastanti della incomprensibile ed incondivisa decisione dell'Italgas -:
se non ritenga urgente e doveroso rassicurare enti locali, forze sociali e popolazioni civili circa la volontà di dare esecuzione alla deliberazione del Cipe 30 giugno 1999, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 1999;
se non ritenga di assumere immediati contatti con l'Italgas per chiarire la posizione di quest'ultima azienda in relazione alle preoccupanti dichiarazioni che da essa, più o meno ufficialmente, promanano;
se non ritenga di dover rassicurare l'imprenditoria locale la quale non può essere soggetta ad incertezze decisionali che potrebbero indurla a rinunciare ad investimenti o a dirottarli in altre aree dotate di moderne infrastrutture;
se non ritenga di dovere, anzi, rassicurare l'area calabrese circa il fatto che la metanizzazione dell'area costituisce il primo passo di un lungo cammino di modernizzazione che sarà compiuto dagli enti locali con il doveroso e convinto sostegno del governo centrale. (3-06078)
(19 luglio 2000)
H) Interrogazione:
COSENTINO. - Ai Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero. - Per sapere - premesso che:
l'articolo 18, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 prescrive che le direttive per la concessione ed erogazione delle agevolazioni di cui al decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, sono decise con decreto del ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con la conferenza Stato-regioni;
è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 14 luglio 2000, serie generale, n. 163, il decreto del 3 luglio 2000 del ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, con il quale è stato approvato il testo unico delle direttive per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni nelle aree depresse, ai sensi della legge 14 dicembre 1992, n. 488;
dal testo del citato decreto non risulta essere stato acquisito l'atto d'intesa tra il ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato e la Conferenza Stato-regioni, previsto dall'articolo 18, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, per cui risulterebbe essere gravemente inficiata la legittimità del citato decreto del 3 luglio 2000 -:
quali siano le ragioni della mancata acquisizione dell'atto d'intesa con la Conferenza Stato-regioni e quali tempestivi ed urgenti iniziative intenda assumere in proposito il Governo. (3-06156)
(4 settembre 2000)
VII Commissione permanente (Cultura):
(La Commissione ha elaborato un nuovo testo).
VIII Commissione (Ambiente):
S. 3188. - Senatori NAVA ed altri: Interventi a favore del comune di Pietrelcina (Approvata dalla VIII Commissione permanente del Senato). (5987)
(La Commissione ha elaborato un nuovo testo).
A tale proposta sono abbinate le proposte di legge MARIO PEPE ed altri n. 4717, DI NARDO e PIVETTI n. 4762 e SIMEONE ed altri n. 4832.
POLI BORTONE ed altri: Norme per il restauro, la tutela e la conservazione del patrimonio architettonico e artistico barocco della città di Lecce. (941)
S. 4080. - Senatori ROSSI ed altri: Interventi in favore del comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII (Approvata dal Senato). (7448)
A tale proposta è abbinata la proposta di legge FROSIO RONCALLI ed altri n. 6629.