TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 817 di Giovedì 30 novembre 2000

INTERPELLANZE URGENTI

A)

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
in data 10 settembre 1997 è stato bandito un concorso pubblico per il conferimento di 158 posti di vice commissario del ruolo dei commissari della polizia di Stato, pur essendo vacanti, alla data del 31 giugno 1996, 472 posti, di cui 464 proprio per le qualifiche di vice commissario e commissario;
la graduatoria di merito è stata pubblicata in data 4 aprile 2000;
il Ministero degli interni ha, successivamente, utilizzato la graduatoria concorsuale nominando vincitori, a seguito dell'aumento di un decimo dei posti messi a concorso, 174 concorrenti;
risulta all'interpellante che il ministero degli interni è in procinto di bandire un «nuovo» concorso, anche sull'onda del crescente allarme sociale provocato dal fenomeno della microcriminalità, nonostante la presenza, in graduatoria di merito, di 18 candidati risultati idonei alle precedenti prove concorsuali. Si tratta, in particolare di: Dell'Apa Monica; Fioravanti Federico; La Marca Linda; Rende Agostino Antonio; Furcolo Margherita; Esposito Stefania; Fumarola Maria; Interdonato Giuseppina; Falco Francesca; Peroni Patrizia; Cotardo Rosalba; Pagano Patrizia; Pala Bibiana; Gola Elena; Panarace Gabriella; Di Lalla Vittorio; Lomartire Maria; Villano Anna Maria;
in base al decreto del Presidente della Repubblica n. 487 del 1994, articolo 15, le graduatorie dei vincitori rimangono efficaci per un termine di 18 mesi, dalla data di pubblicazione della graduatoria, per eventuali coperture di posti per i quali il concorso è stato bandito, termine aumentato a 24 mesi dall'articolo 20 della legge n. 488 del 1999;
l'accertata vacanza di personale imporrebbe, quindi, al ministero competente, di coprire tali posti, disponendo l'aumento delle assunzioni, in considerazione dell'immediata disponibilità di idonei a cui assegnare il posto;
tale comportamento è, tra l'altro, confermato dalla prassi sino ad oggi seguita dalle pubbliche amministrazioni, dalla migliore dottrina e dalla costante giurisprudenza che, in applicazione dei princìpi costituzionali (articolo 97 della Costituzione) e dei princìpi generali dell'ordinamento giuridico, prevedono, nei casi di vacanza di posti dalla pianta organica, l'immediato ampliamento delle assunzioni, onde realizzare l'interesse pubblico, attraverso: l'immediata assunzione di altro personale; un notevole risparmio dell'erario (evitando un'ulteriore concorsuale); la tutela delle aspettative giuridicamente tutelate degli idonei non vincitori collocati utilmente in graduatoria -:
quali iniziative il Ministro intenda adottare in relazione alla questione posta ed in particolare se intenda o meno disporre l'ampliamento dei posti relativi al concorso in oggetto, nonché lo scorrimento della graduatoria a favore dei 18 candidati risultati idonei, nel caso di rinunce, dimissioni o decadenze dei vincitori.
(2-02586)
«Manzione».
(19 settembre 2000).


B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
nella cittadina di Siculiana, in provincia di Agrigento, alla immediata vigilia della presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio comunale, nella notte del 29 ottobre 2000, è stata data alle fiamme e devastata la villetta a mare del pensionato Stefano Bruno poche ore dopo l'annuncio della sua candidatura a sindaco del predetto paese;
la notizia ampiamente riportata dagli organi d'informazione (La Sicilia e Giornale di Sicilia, 31 ottobre 2000), come attentato intimidatorio a danno del surriferito Stefano Bruno, candidato a sindaco per il raggruppamento politico della Casa delle Libertà, ha confermato un clima di forte tensione nel quale è maturato l'attentato incendiario di cui sopra particolarmente inquietante per esserci già in precedenza verificati altri fatti criminosi a danno dello stesso Stefano Bruno e di altri esponenti politici locali;
in conseguenza del vile attentato Stefano Bruno ha deciso di ritirare la propria candidatura, seguito dagli altri candidati della lista della Casa della Libertà;
con nota del 30 ottobre 2000 i rappresentanti politici di Fi, An e Cdu, hanno chiesto il rinvio delle elezioni ed il ristabilimento di sicure condizioni di legalità democratica per una espressione del voto veramente libera senza condizionamenti e paure;
per quanto sopra detto viene a mancare la partecipazione alla campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione del comune di Siculiana di consistenti forze politiche espresse dalla Casa della Libertà e ciò non può non rappresentare un grave vulnus per la democraticità e l'effettiva regolarità della competizione elettorale -:
se risulti al Ministro interpellato che:
siano stati individuati e puniti i responsabili dei fatti criminosi che hanno preceduto il vile attentato intimidatorio contro il candidato sindaco Stefano Bruno;
se non sia il caso di prendere in seria considerazione la richiesta di rinvio delle elezioni avanzata dalle forze politiche della Casa della Libertà;
se e come, comunque, il Ministro intenda intervenire per ripristinare un clima di normale e democratica convivenza nella cittadina siculianese, seriamente allarmata per quanto accaduto e quale, concrete iniziative intenda all'uopo adottare.
(2-02701)
«Selva, Marino».
(7 novembre 2000).


C)

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
la legge n. 472 del 1999 autorizza la spesa di 6 miliardi e mezzo per riclassificare gli aeroporti nazionali, aggiornando la tabella A ai fini dell'erogazione del servizio antincendio;
in fase di approvazione della legge n. 472 del 1999, il Governo ha accolto un ordine del giorno presentato dall'interpellante, con il quale si è impegnato a riclassificare e trasferire in tabella A, fra gli altri, l'aeroporto di Taranto Grottaglie, entro due mesi dall'approvazione della legge avvenuta il 29 settembre 1999;
a distanza di 13 mesi ancora ciò non risulta essere stato fatto;
conseguentemente, il servizio antincendio, indispensabile per il corretto espletamento delle operazioni aeroportuali dello scalo di Grottaglie, non può essere attivato;
ove non fossero rimossi gli attuali impedimenti, la società Goldwing, che ha espresso l'intento di utilizzare l'aeroporto per i voli di linea per e da Roma e Milano a partire dal 20 dicembre 2000, rischia di non poterlo fare, con grave penalizzazione delle popolazioni joniche e della economia del territorio tarantino -:
se non ritenga, nel rispetto della legge n. 472 del 1999 e dell'ordine del giorno approvato dalla Camera, disporre con urgenza la riclassificazione in tabella A dell'aeroporto di Grottaglie, considerato che anche l'Ente nazionale per l'aviazione civile, ha espresso, a questo proposito, parere positivo, sollecitando il Ministero agli adempimenti conseguenti.
(2-02707)
«Angelici, Boccia».
(8 novembre 2000).


D)

I sottoscritti, chiedono di interpellare il Ministro dei trasporti e della navigazione, per sapere - premesso che:
l'alluvione del 13-16 ottobre 2000 ha pesantemente danneggiato il sistema del trasporto ferroviario in Piemonte e Valle d'Aosta con la caduta di alcuni ponti e il danneggiamento di massicciate e binari. In particolare risultano interrotte le relazioni tra Chivasso-Ivrea-Aosta (linea Torino-Aosta) e Pinerolo-Torre Pellice (linea Torino-Pinerolo-Torre Pellice), il cui ripristino comporta importanti lavori di ricostruzione;
si tratta di linee di alta frequentazione pendolare e i servizi sostitutivi di autobus risolvono solo in parte le esigenze degli utenti (numero inferiore di corse, tempi di percorrenza allungati);
inoltre queste linee sono oggetto di richieste di raddoppio e miglioramento tecnologico per meglio rispondere alle esigenze delle comunità locali -:
se il Ministro interpellato abbia emanato direttive alle Ferrovie dello Stato per una rimodulazione degli orari e delle corse degli autobus sostitutivi relative alle tratte interrotte in modo da rispondere al meglio alle esigenze degli utenti riducendo i disagi;
se nelle opere di ripristino delle tratte siano previste opere che consentano anche il miglioramento delle tratte (raddoppio dei binari, elettrificazione nel caso della Torino-Aosta);
quali siano i tempi del ripristino delle linee e l'impegno finanziario per il miglioramento delle stesse.
(2-02685)
«Gardiol, Paissan, Boato, Cento, De Benetti, Galletti, Leccese, Procacci, Turroni».
(30 ottobre 2000).


E)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell'industria, del commercio, dell'artigianato e del commercio con l'estero, per sapere - premesso che:
in questi giorni, abbiamo registrato la fusione avvenuta tra Enel-Wind-Infostrada, peraltro approvata dal Governo il quale, con atto estremamente coraggioso e responsabile, ha posto le basi per dare continuità ad un processo che assume positivi riflessi in termini di occupazione non solo nel Sud, ma nell'intero Paese;
l'operazione condotta consente di accelerare il processo di valorizzazione e diversificazione dell'Enel nell'interesse del Paese, in questa fase nuova importante e delicata, che può segnare il passaggio verso una gestione di grande discontinuità;
occorre dare atto al Governo della grande capacità espressa in direzione di un processo innovativo dell'Enel che, da un lato può liberare l'ente dalla vecchia gestione e, dall'altro, farsi carico delle condizioni atte a selezionare e consolidare una imprenditoria meridionale del settore che ha dimostrato impegno e professionalità;
in controtendenza con gli orientamenti del Governo e gli obiettivi che l'ente per l'energia elettrica si prefigge sul piano dell'esaltazione dell'imprenditoria sana ed efficiente, risulta che la rete elettrica nazionale della distribuzione verrebbe progressivamente trascurata dall'Enel, che non solo non adempirebbe più ai suddetti impegni contrattuali, ma continuerebbe, anche in questi ultimi mesi, a ridurre il proprio personale specializzato nei servizi di intervento e manutenzione:
l'Enel, dal 1996, non fornisce dati ufficiali sulle interruzioni nella rete di bassa tensione, cioè quella che, dalle cabine arriva direttamente nelle case e nelle aziende, e non effettuerebbe più investimenti nella manutenzione e nell'ammodernamento della rete;
a quanto risulta, le aziende del settore, se non vedranno riconosciuto il loro diritto a svolgere le attività contrattuali previste per effetto di aggiudicazione da parte dell'Enel a seguito dell'esperimento di gare, saranno costrette a licenziare migliaia di lavoratori e, cosa forse anche più grave, a lasciare la nostra rete elettrica, con un'età media, in molti tratti, superiore ai quarant'anni;
diverse imprese elettriche del meridione vanterebbero nei confronti dell'Enel un credito dell'ammontare di circa cinquecento miliardi, derivante da obblighi contrattuali;
la situazione avrebbe aperto un contenzioso che, oltre alla rinuncia ad ogni forma di rapporto con l'Enel, avrebbe costretto le imprese ad adire l'autorità giudiziaria per il recupero dei crediti e il risarcimento dei danni subiti;
ciò porta a mettere in atto una sorta di contraddittorietà ove si consideri che viene chiesto alle imprese il rispetto degli adempimenti fiscali e si consente ad una azienda dello Stato, quale è Enel di non onorare i suoi impegni anche attraverso il ricorso alla sua posizione dominante;
stando a quanto riferito dalla totalità delle stesse imprese meridionali, l'Enel nelle procedure d'appalto, non si atterrebbe alle normative previste dalla legge sui lavori pubblici dell' 11 febbraio 1994, n. 109 e seguenti, nonché della legge n. 287 del 1990 in materia di antitrust;
per il mancato soddisfacimento dei propri crediti, oltre trecento imprese del Mezzogiorno rischiano il fallimento e su oltre seimila lavoratori del settore incombe la minaccia di licenziamento, con le immaginabili conseguenze sul processo economico-produttivo e sul mondo del lavoro;
in Puglia, nel Salento e in Calabria, per esempio, l'Enel, invertendo precedenti orientamenti, avrebbe avviato una vera e propria politica di disinvestimento, mettendo in mora persino contratti di appalto già sottoscritti e determinando una situazione di grave difficoltà per il complesso delle imprese e per la tenuta degli attuali livelli occupazionali;
per quanto sopra, gli interpellanti hanno presentato l'interpellanza n. 2-02325 del 23 marzo 2000 e la risoluzione n. 7-00913 in data 6 aprile 2000, ad oggi, ancora risultanti prive di riscontro;
occorre assumere seri provvedimenti, anche attraverso un processo selettivo delle imprese, in direzione della salvaguardia dell'imprenditoria che assume un ruolo preponderante nel processo economico e produttivo nel nostro Paese -:
quali strumenti intendano attivare una volta accertata la veridicità di quanto esposto con riferimento alle imprese elettriche appaltatrici di Enel della Puglia, Campania, Calabria e Basilicata per: il rispetto e l'osservanza reciproca delle norme legislative in materia di appalti, così come avviene con altre aziende (Alitalia, Autostrade, Ferrovie, Acquedotto); la qualificazione delle imprese attraverso la certificazione da parte di istituti riconosciuti a livello europeo; il doveroso riconoscimento da parte dell'Enel delle associazioni territoriali di categoria e la risoluzione bonaria del contenzioso legale di circa 40 imprese;
se non intendano, altresì, disporre e far sì che l'ENEL: accetti di verificare se la sua rete elettrica di bassa tensione risponde ai parametri di efficienza e sicurezza fissati dall'Autority per l'energia elettrica e comprenda l'improrogabilità di dare inizio al rapporto contrattuale che lo lega alle aziende aggiudicatrici delle gare d'appalto dello scorso anno per la manutenzione e il pronto intervento sulle linee elettriche;
se non ritengano, inoltre, rimuovere i vincoli di natura giuridica o legale che di fatto consentono all'Enel di sottoscrivere accordi contando su un vero e proprio abuso di posizione dominante e promuovere una politica che consideri prioritaria la manutenzione della rete elettrica di alta, media e bassa tensione intesa come infrastruttura primaria per sostenere e sviluppare l'economia nazionale e l'armonioso sviluppo della vita sociale del Paese;
se non ritengano, infine, porre le basi attraverso le quali impegnare l'Enel in direzione di una politica di forte rilancio degli investimenti produttivi nel Mezzogiorno, quale vero banco di prova di un interesse forte alla ripresa del Sud in coerenza con gli obiettivi di crescita e di nuova occupazione che Governo e Parlamento perseguono con il massimo impegno e perché venga data concretezza al fine per cui è nata la fusione Enel-Wind-Infostrada che, così come hanno dichiarato gli stessi dirigenti Enel, vuol significare investimenti in direzione occupazionale nel nostro Paese e, soprattutto, nel meridione d'Italia.
(2-02664)
«Paolo Rubino, Abaterusso, Angelici, Bonito, Cappella, Caruano, Cennamo, Corvino, Di Capua, Di Fonzo, Faggiano, Gatto, Giardiello, Domenico Izzo, Luongo, Malagnino, Mastroluca, Mauro, Occhionero, Oliverio, Olivo, Rabbito, Ricci, Rizza, Rossiello, Rotundo, Soriero, Stanisci, Gaetano Veneto, Leccese, Malentacchi, Olivieri».
(19 ottobre 2000).


F)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle politiche agricole e forestali, per sapere - premesso che:
il decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1965 n. 162, all'articolo 46, stabilisce che con decreto ministeriale vengano fissate caratteristiche di composizione e modalità di preparazione dell'«aceto balsamico di Modena»;
il decreto ministeriale 3 dicembre 1965 ha disposto tali caratteristiche e modalità;
successivamente, con decreto ministeriale 15 novembre 1989, veniva riconosciuta la denominazione di origine «aceto balsamico di Modena»;
è in corso, in sede comunitaria, la procedura per l'ottenimento della Igp dell'aceto balsamico di Modena mentre per l'aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia, tutelato a livello nazionale dalla legge n. 93 del 3 aprile 1986, è stato ottenuto il riconoscimento Dop;
in questi anni, in virtù del sopracitato decreto ministeriale del 15 novembre 1989, diverse aziende hanno investito nei territori delle province di Modena e Reggio Emilia per produrre aceto balsamico con il nome «Modena»;
il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, accogliendo il ricorso presentato dalla ditta De Nigris, ha annullato la sentenza del Tar del Lazio e, conseguentemente, il decreto ministeriale 15 novembre 1989;
tale decisione ha come effetto la scomparsa dell'aceto balsamico di Modena, prodotto diverso e non confondibile per qualità e prezzo con l'aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia;
il disciplinare presentato per l'ottenimento della Igp per l'aceto balsamico di Modena prevede precisa indicazione geografica in ordine alla provenienza dei mosti cotti da vitigni esclusivamente rientranti nel territorio dell'Emilia Romagna -:
quali provvedimenti urgenti intenda assumere per porre rimedio alla situazione determinatasi;
in quale modo intenda affrontare la questione in sede comunitaria relativamente alla richiesta di Igp.
(2-02726)
«Manzini, Albertini, Biasco, Bindi, Ceremigna, Chiappori, Diliberto, Faggiano, Ferrari, Foti, Marco Fumagalli, Sergio Fumagalli, Gastaldi, Giancarlo Giorgetti, Giovanardi, Guerzoni, Francesca Izzo, Morselli, Petrini, Pinza, Sabattini, Salvati, Santandrea, Sedioli, Soda, Stradella, Susini, Tattarini, Turci, Ventura, Bandoli, Migliavacca, Saraca, Turroni».
(14 novembre 2000).