INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
PAISSAN. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
i drammatici eventi che hanno di recente colpito l'Italia settentrionale, in particolare il Piemonte e la Valle d'Aosta, confermano ciò che verdi e ambientalisti denunciano ormai da almeno vent'anni: la estrema delicatezza e la vulnerabilità del suolo, soprattutto nel nord e più in generale nelle zone montuose del Paese, diventano causa di grandi disastri ogni volta che le precipitazioni atmosferiche oltrepassano il livello medio, cosa che da noi accade, soprattutto in questa stagione, con sempre maggior frequenza anche a causa dell'aumento delle temperature;
in una recente dichiarazione il Presidente del Consiglio dei ministri ha ammesso che bene avrebbero fatto le istituzioni e la politica ad ascoltare le denunce e le proposte sulla tutela del territorio fatte dai verdi in questi anni, addebitando a tale disinteresse un ruolo importante nella catena di responsabilità che provocano i disastri in parola -:
quale risposta ritenga di dover dare ai verdi che in occasione della sessione di bilancio hanno proposto di attribuire alla difesa del suolo maggiori risorse, di verificare con maggiore attenzione la compatibilità idrogeologica dei progetti e che premono per una sollecita attuazione dei piani stralcio approvati dalle autorità di bacino un anno fa e quali iniziative intenda mettere in campo per contribuire alla lotta in atto in tutto il mondo contro i cambiamenti climatici e comunque quali iniziative si preveda di attuare in Italia nel breve e medio periodo per contrastare l'effetto serra, migliorare l'efficienza energetica, ridurre la dipendenza dal petrolio e incrementare il ricorso alle fonti alternative oggi disponibili.
(3-06469)
(24 ottobre 2000)
CAMBURSANO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
l'esito dell'asta Umts non è stata una pagina brillante per la nostra politica di regolazione ed ha prodotto un risultato deludente sul piano delle entrate;
questo esito non è sorprendente, poiché in Italia non esistevano né sono mai esistite le condizioni per la realizzazione di un'asta sul modello sperimentato in Gran Bretagna e Germania;
i Democratici avevano proposto un meccanismo di assegnazione diverso, diretto a premiare i contenuti industriali dei progetti, con precisi impegni anche sulle tariffe. Un meccanismo alternativo, che attraverso un sistema misto, costituito da un contributo composto da una quota fissa iniziale, da versare all'assegnazione della licenza Umts, e da una royalty in proporzione del fatturato realizzato sul mercato specifico avrebbe assicurato, in relazione alla crescita dei fatturati, una cifra molto più elevata di quanto si incasserà ora, senza garanzie di sorta -:
se il Governo intenda indagare su possibili accordi antecedenti l'asta, già intervenuti tra i concorrenti e se risponda a verità che il Ministro delle comunicazioni era stato già all'inizio delle procedure dell'asta pubblica informato da Blu delle intenzioni del consorzio di ritirarsi, se il Governo intenda prevedere un tetto massimo del mercato Umts detenuto da un singolo operatore, in modo da favorire la concorrenza e limitare le forme di monopolio che si possono realizzare, come il Governo intenda risolvere il problema derivante dall'articolo 63 della legge finanziaria, che destina il 10 per cento delle risorse dell'asta a varie importanti iniziative, tra cui la ricerca, la formazione ed interventi ambientali, ivi compreso il finanziamento di misure urgenti per i territori alluvionati del Piemonte.
(3-06470)
(24 ottobre 2000)
MANCUSO e LEONE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
in un'intervista pubblicata dal Corriere della Sera del 22 ottobre 2000, Alvaro Loiacono, condannato in Italia per l'omicidio del cittadino greco Mitis Mantakas e per altro, ha riferito quanto segue a proposito della propria latitanza iniziata nel 1980: «Andai in Algeria grazie ad una presentazione ufficiale del Partito comunista italiano al Fronte di liberazione nazionale. Se ne occupò mio padre, Geppo Loiacono, iscritto al Pci dagli anni cinquanta, che contattò le persone giuste nel partito per procurarmi la raccomandazione con gli algerini»; così ponendo in essere, il Loiacono, le condizioni sufficienti per l'insorgere di uno specifico interesse generale all'accertamento di una asserzione - intanto avallata dall'ex brigatista Oreste Scalzone e dal difensore della D.C. come riferito dal quotidiano Roma del 24 ottobre 2000 - e che, se verificata, non potrebbe esser sottratta alla cognizione del Parlamento;
l'auspicio della infondatezza di tale grave asserzione si deve accompagnare, difatti, all'auspicio di una adeguata investigazione della intiera vicenda, pur con la premessa della scarsa affidabilità di principio del suo autore, già avvertibile nella falsità dell'altra asserzione del Loiacono secondo la quale egli sarebbe stato condannato per l'omicidio Mantakas solo perché colto, durante il dibattimento di appello, in atteggiamento di intesa con alcuni testimoni -:
di quali informazioni il Governo sia già in possesso in ordine alle circostanze che hanno accompagnato e/o favorito l'espatrio clandestino del Loiacono e comunque come intenda procedere al fine di procurarsele sollecitamente, veridicamente, disinteressatamente e lealmente.
(3-06471)
(24 ottobre 2000)
CAPARINI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri- Per sapere - premesso che:
in Germania, dove il traffico telefonico è inferiore seppur di poco a quello dell'Italia, lo Stato ha ricavato dalla vendita delle licenze Umts l'equivalente di circa 100.000 miliardi di lire. In Italia dall'asta è stata ricavata una cifra 4 volte inferiore;
il regolamento varato dal Governo prevedeva che vi fosse un numero di concorrenti superiore al numero delle licenze con la clausola che, quando il numero si fosse ridotto a quello delle licenze in palio, la gara sarebbe terminata. Il Governo avrebbe dovuto abbassare le licenze messe all'incanto da cinque a quattro, salvaguardando la competizione ed evitando qualsiasi sospetto di collusione. L'asta per i telefonini è fallità perché il Governo italiano l'ha strutturata in modo non corretto copiando male un modello che altrove - in Inghilterra - aveva avuto successo. Il sistema inglese risulta molto rischioso da utilizzare quando il numero dei partecipanti supera appena di poco il numero delle licenze. Gli altri partecipanti erano a conoscenza del fatto che Blu appariva debole già prima che l'asta iniziasse e che non avevano bisogno di rilanciare in modo aggressivo. Se il Governo avesse scelto le offerte finali in busta chiusa, nessuno avrebbe fatto offerte inferiori. Il Governo italiano avrebbe potuto prevedere che non ci sarebbero stati molti partecipanti - al contrario dei 13 in Inghilterra - e quindi avrebbe dovuto dichiarare in anticipo dì voler passare alle offerte in busta chiusa qualora il numero dei concorrenti fosse sceso soltanto a uno più delle licenze disponibili;
il ministero del tesoro era in questa occasione in posizione di evidente conflitto d'interesse dovuto al fatto di essere sia beneficiario dell'asta sia azionista di Wind, Telecom Italia e Blu;
era del tutto ovvio che i contendenti, tutti privati, avrebbero fatto i loro interessi, sfruttando tutto quello che era a loro disposizione legalmente per agire entro i confini delle regole della gara. E se le regole, appunto, erano fatte male, adesso il Governo non può che accusare se stesso del risultato molto deludente;
il Ministro Cardinale nel periodo immediatamente precedente l'asta ha continuato a rassicurare gli operatori e li ha convocati a Caltanissetta - suo collegio elettorale - per un maxi-convegno. La paventata esistenza di cartelli ha indotto la procura di Roma ad aprire un fascicolo a riguardo -:
se non intenda accertare le responsabilità in sede istituzionale e i conseguenti riflessi che il mancato incasso avrà sul bilancio dello Stato.
(3-06472)
(24 ottobre 2000)
GIOVANNI BIANCHI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
è ormai evidente per tutti gli osservatori, ed è motivo più che di apprensione di angoscia per la pubblica opinione del nostro Paese, la situazione di stallo drammatico creatasi tra israeliani e palestinesi;
il diffondersi dello scontro armato giorno dopo giorno e il protrarsi di guerriglia e repressione rischiano di trasformarsi in una guerra civile sanguinosissima;
in una lettera tanto accorta nella visione quanto accorata nel tono, alcuni intellettuali si chiedono se sia «possibile continuare ad accettare la logica che sembra affermarsi negli oltranzisti dei due campi, per cui il dolore e l'indignazione dei concittadini vengono confiscati come proprietà esclusive della comunità religiosa di appartenenza»;
in Italia si va formando un ampio movimento di opinione a sostegno della pace -:
quali passi il Governo intenda compiere, dopo alcuni atteggiamenti né fortunati né univoci della nostra diplomazia, per promuovere un processo di distensione in Israele e quindi in tutto il medio oriente, contribuendo alla necessaria ripresa di iniziativa dell'Unione europea.
(3-06473)
(24 ottobre 2000)
SELVA, ALBERTO GIORGETTI e ARMAROLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
il «caso» della presunta aggressione al signor Luis Marsiglia aperto in Parlamento il 20 settembre 2000 è stato chiuso con la piena confessione dell'autore di avere inventato tutto: non è mai stato aggredito, si è procurato da solo i pochi lividi e le poche graffiature che sono stati riscontrati sul suo corpo;
la stessa scritta juden raus accompagnata da una svastica nei pressi e all'interno dell'edificio dove abita il presunto aggredito è stata dipinta da Marsiglia;
è stato dato credito pregiudiziale ed acritico ad una denuncia che, anche tenendo presente la personalità di Marsiglia, appariva molto dubbia, mentre non si è dato alcun peso alle perplessità, ai forti dubbi espressi dall'opposizione circa l'esistenza stessa dell'aggressione;
il Ministro dell'interno Bianco senza alcun dubbio il 26 settembre definì alla Camera che «il fatto è di chiara marca antisemita» dando una indicazione unilaterale agli inquirenti;
di conseguenza si è scatenata una massiccia campagna di denigrazione della città di Verona, coinvolgendo nelle accuse di razzismo e antisemitismo gli amministratori e i politici di centrodestra -:
da quali fonti il Governo abbia ricavato la certezza per le dichiarazioni del Ministro Bianco alla Camera, se risultino i motivi per cui si è attesa la confessione del Marsiglia per svelare le mistificazioni quando tutti gli elementi che dimostravano l'inesistenza del fatto dovevano già essere in possesso degli inquirenti nel periodo dal 19 settembre 2000, data della denuncia, al 26 settembre 2000, quando il Ministro Bianco parlò alla Camera dei deputati, nonché i motivi per cui nel corso delle indagini si sono perquisite case di esponenti di AN e di Azione Giovani, lambiti così dai sospetti che la confessione di Marsiglia ha dimostrato del tutto infondati.
(3-06474)
(24 ottobre 2000)
CAPITELLI, GUERRA e GUERZONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
la recente alluvione che ha colpito le regioni del nord del Paese ha evidenziato problemi relativi alla tutela e protezione del bacino del Po;
le variazioni climatiche che si sono registrate in questi anni anche in Italia fanno prevedere per il prossimo decennio un diverso regime delle piogge;
il Ministro dei lavori pubblici ha dichiarato che saranno necessari interventi per decine di miliardi per la messa in sicurezza del fiume Po -:
quali iniziative siano state assunte e si intendano assumere per la verifica, la progettazione ed esecuzione di opere di tutela e manutenzione da attuarsi in tempi rapidi, nel rispetto dell'esigenza della pulizia degli alvei dei fiumi e della tutela della flora e della fauna, con il pieno coinvolgimento degli enti locali.
(3-06475)
(24 ottobre 2000)
MANZIONE e MIRAGLIA DEL GIUDICE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
le cronache degli ultimi giorni riportano nuovamente la notizia di una ennesimo delitto di matrice camorristica, che apre l'ipotesi dell'esistenza di una nuova guerra tra le «famiglie» per il controllo del narcotraffico nel vesuviano;
in questa occasione l'agguato si è verificato proprio nel cuore di Somma Vesuviana a poca distanza dalla stazione della Circumvesuviana e da una scuola;
le circostanze di luogo e di tempo in cui si è consumato il delitto, rendono evidente la necessità di predisporre delle misure idonee a garantire maggiormente l'incolumità dei cittadini -:
quali provvedimenti il Governo intenda assumere al fine di garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini.
(3-06476)
(24 ottobre 2000)
ORTOLANO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
i commercianti su aree pubbliche e quelli a posteggio mobile, più noti come ambulanti, rappresentano circa 120.000 piccole aziende che offrono beni e servizi di prima necessità ai consumatori, sia nelle città che nelle aree rurali;
la recente ordinanza del ministero della sanità, che prescrive che vengano adeguate alle norme igienico-sanitarie le aree mercatali, comporta per tali operatori adempimenti dì difficile e costosa realizzazione e il termine ravvicinato del settembre del 2001, mentre gli obblighi a carico dei comuni sono fissati due anni dopo;
la necessità di ristrutturare i mercati rionali è stata riconosciuta a valere sui fondi della legge n. 41 del 1988, ma nel frattempo non è mai intervenuto il decreto attuativo rendendo così la disposizione inapplicabile;
l'introduzione dell'euro al 1o gennaio 2002, pone a carico degli operatori la necessità di rinnovare i misuratori fiscali: gli ambulanti riscontrano difficoltà di accesso agli incentivi fiscali previsti dall'articolo 11 della legge n. 449 del 1997, vista la paralisi della legge seguita alla sua regionalizzazione, né possono utilizzare tali incentivi per il rinnovo dell'automezzo che potrebbe per loro essere considerato come un bene strumentale -:
quali indirizzi il Governo intenda assumere per superare i problemi segnalati, eventualmente anche esercitando poteri sostitutivi in relazione agli adempimenti regionali e degli enti locali.
(3-06477)
(24 ottobre 2000)