TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 793 di Mercoledì 18 ottobre 2000


MOZIONE
relativa alla mancata conversione del decreto-legge n. 111 del 2000
in materia di cancellazione dalle liste elettorali dei cittadini irreperibili

La Camera,
preso atto della sconcertante ed allarmante replica del Governo all'interpellanza ex articolo 138-bis, a firma Pisanu, Selva, Pagliarini, Follini, Volontè e Rebuffa, in ordine alla decadenza del decreto-legge 10 maggio 2000, n. 111,

impegna il Governo:

a compiere senza indugio gli atti indispensabili a ripristinare la situazione anteriore al decreto-legge e a rendere così conformi alla legislazione vigente le liste elettorali;
a comunicare alla Camera entro il 30 settembre 2000 gli atti compiuti e l'elenco degli elettori cancellati e reintegrati nelle liste elettorali indicandoli con le complete generalità.
(1-00473)
«Pisanu, Selva, Pagliarini, Volontè, Follini, Rebuffa».
(20 luglio 2000)



INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

CAVANNA SCIREA, MANZIONE, PIVETTI, APOLLONI, SCOCA e MIRAGLIA DEL GIUDICE. - Al Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
la legge n. 335 del 1995 e successive modifiche, per la parte relativa alle pensioni di invalidità ed indennità di accompagnamento, prevede l'obbligo del controllo medico ogni due anni per i soggetti beneficiari;
l'estrema gravità di numerose patologie, quali la periplegia nelle sue svariate forme, il nanismo, la sindrome di down ed altre non meno rilevanti patologie dotate del carattere della irreversibilità, rende del tutto superfluo un controllo medico periodico, che finisce con il giustificarsi, unicamente, sotto un profilo burocratico e formale;
non si può, inoltre, non riconoscere come il descritto adempimento rappresenti per i soggetti che ad esso si devono sottoporre, un momento estremamente penoso e poco rispettoso per la loro dignità, nonché doloroso e difficile per le famiglie che li accompagnano;
con riferimento al lungo processo, intrapreso ormai da anni, per la semplificazione e sburocratizzazione della pubblica amministrazione, le procedure di cui ci stiamo occupando rappresentano un'evidente e rilevante distorsione del sistema -:
se il Governo intenda adottare, anche attraverso l'emanazione di una nota esplicativa, un'interpretazione che, tenendo conto delle regole esistenti in materia di semplificazione amministrativa, consenta a tutti i soggetti beneficiari di pensioni di invalidità ed indennità di accompagnamento ed affetti da patologie irreversibili di non dover sottostare al superfluo, quanto penoso, adempimento del controllo biennale, ciò, eventualmente, anche attraverso un'autocertificazione periodica.(3-06417)
(17 ottobre 2000)

PRESTIGIACOMO, MISURACA, AMATO, CASCIO, CRIMI, DELL'UTRI, FLORESTA, GARRA, GAZZARA, GIUDICE, MANCUSO, MARTINO, MATRANGA, PALUMBO, STAGNO D'ALCONTRES, MICCICHÈ. - Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che:
i sindaci dei comuni petroliferi siciliani stanno conducendo da mesi una battaglia per ottenere la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi in Sicilia, dove si producono e raffinano gran parte dei carburanti usati in Italia e dove tali produzioni hanno provocato nel tempo gravi danni ambientali senza alcun vantaggio per le popolazioni locali;
la commissione finanze della Camera nelle scorse settimane ha effettuato una missione nell'isola per illustrare una proposta di legge inserita nel calendario della commissione che introduce la riduzione del 70 per cento delle accise sui prodotti petroliferi consumati in Sicilia -:
quale sia - al di là di promesse che hanno il mero sapore elettorale - la reale posizione del Governo nei confronti della richiesta dei sindaci e di tutti i Siciliani.(3-06424)
(17 ottobre 2000)

RODEGHIERO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
a pochi giorni dalla Sua visita alla città di Padova inquietanti episodi di criminalità e denunce di associazioni di categoria confutano i dati ufficiali che darebbero in calo il numero di reati compiuti nella provincia padovana;
in particolare l'Unione provinciale artigiani di Padova ha denunciato pubblicamente una situazione diffusa di ricatti ed estorsioni, ad opera in prevalenza di soggetti extracomunitari, ed usura, che hanno come obiettivo in particolare le imprese artigiane del settore edile dell'alta padovana;
da tempo si verificano fenomeni estesi di criminalità, in particolare furti ed intrusione di soggetti extracomunitari nelle case e nelle aziende, specialmente in molti comuni dell'alta padovana, da S. Pietro in Gù a Gazzo Padovano, da Cittadella a Carmignano, da Villafranca a Limena, da Massanzago a Campodarsego, da Reschigliano a Cadoneghe, fino al più recente episodio a Campo S. Martino che ha avuto come vittima l'ex presidente dell'Associazione industriali della provincia di Padova;
le forze dell'ordine, i cui sindacati denunciano l'arretratezza nella dotazione di mezzi, per far fronte alla situazione necessitano di un presidio adeguato con rinforzi di almeno 80 carabinieri e 50 poliziotti, tuttavia gli stessi sindacati e pure le associazioni di categoria ritengono inutile una militarizzazione del territorio se non si interviene anche a livello legislativo introducendo il reato di clandestinità e garantendo l'efficienza del sistema penale, in particolare la certezza della pena;
dal 1996 a tutt'oggi il sottoscritto ha presentato numerose interrogazioni sul problema criminalità a Padova e provincia, in particolare sugli episodi di usura veniva presentata una interrogazione il 26 settembre 1996, relativa ad un sondaggio della Swg di Trieste che accertava l'esistenza di estorsione ed usura a Padova e provincia: ad essa in data 8 aprile 1997 il Governo rispondeva che la provincia di Padova rimane estranea alla diffusione di fenomeni estorsivi, e nulla è stato reso noto sull'inchiesta aperta sul caso dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Padova;
quali iniziative intenda adottare per adeguate ed approfondite indagini nella città e nella provincia di Padova, al fine di verificare la diffusione di fenomeni estorsivi riguardanti categorie particolarmente a rischio, quale gli artigiani, e quali provvedimenti si intendano adottare per un adeguato svolgimento delle funzioni istituzionali della pubblica sicurezza a tutela dei cittadini.(3-06423)
(17 ottobre 2000)

MERLO e SORO. - Ai Ministri dell'interno, dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che:
il Piemonte e la Valle d'Aosta sono letteralmente sconvolti da tre giorni di pioggia violenta che ha provocato lo straripamento di fiumi e torrenti;
ad oggi si contano una decina di morti e alcuni dispersi ma si tratta di un bilancio, purtroppo, solo provvisorio;
sono molte le strade chiuse, alcuni ponti sono crollati e le ferrovie sono interrotte in più punti tanto che il sistema dei trasporti è praticamente bloccato;
vi sono problemi di rifornimento idrico a Torino e nei paesi della cintura mentre in Valle d'Aosta occorre far bollire l'acqua;
si calcola che siano almeno 40.000 gli utenti senza elettricità mentre in molte zone si sono verificati black-out telefonici -:
quali provvedimenti urgenti e straordinari si intendano porre in essere per il ripristino delle comunicazioni e degli adeguati servizi di approvvigionamento idrico ed elettrico, per alleviare i notevoli danni economici subiti da centinaia di aziende, nonché infine, per gli abitanti sfollati o per coloro che hanno comunque subito danni di diversa natura.(3-06420)
(17 ottobre 2000)

ORTOLANO. - Ai Ministri dell'interno, dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che:
il Piemonte, la Valle d'Aosta e, più in generale, tutto il nord-ovest del nostro Paese sono stati sconvolti, in questi giorni, dall'immenso dramma di una nuova terribile alluvione che ha arrecato gravi danni alle persone, alle strutture economiche, sociali e civili, devastando il territorio, la sua vivibilità presente e futura;
è un dramma che ci parla di antichi ritardi nell'adeguamento dell'assetto idrogeologico alle nuove e sconvolgenti condizioni meteorologiche e che richiede un piano complessivo di riassetto del territorio per porlo al riparo da altre esperienze del genere ed interventi urgenti per il risarcimento dei danni e il pronto ristabilimento delle condizioni più elementari di vivibilità del territorio -:
quali iniziative il governo stia predisponendo per corrispondere rapidamente e positivamente alle suindicate esigenze.(3-06418)
(17 ottobre 2000)

ROGNA MANASSERO DI COSTIGLIOLE. - Ai Ministri dell'interno, dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che:
in relazione agli eventi alluvionali dei giorni scorsi in Piemonte, e in particolare nelle zone di Torino, Moncalieri e Chivasso -:
quali mezzi di pronto intervento siano stati messi a disposizione delle popolazioni colpite, quali fondi siano stati stanziati per il primo intervento, quali fondi siano stati messi a disposizione delle amministrazioni locali per un immediato aiuto alle popolazioni e alle attività produttive colpite e come si intenda avviare, visto il ripetersi a soli sei anni di distanza e addirittura con maggiore estensione per le aree invase dal Po, una sistemazione tale da consentire un maggior grado di sicurezza.(3-06419)
(17 ottobre 2000)

LUCÀ e GUERRA. - Ai Ministri dell'interno, dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che:
le alluvioni che hanno colpito la Val d'Aosta, il Piemonte, la Lombardia e la Liguria negli scorsi giorni hanno provocato terribili conseguenze e enormi disagi per le popolazioni interessate e per il territorio;
si parla di 12 morti accertate, di 15 dispersi, di diecimila persone che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni. Le strade e le linee ferroviarie sono interrotte, gli aeroporti chiusi, alcuni ospedali sono stati evacuati, le scuole sono chiuse;
se è ancora difficile quantificare con esattezza l'entità dei danni causati dall'acqua alle infrastrutture e al tessuto produttivo e sociale della zona colpita, è però inevitabile considerare i fatti degli scorsi giorni alla stregua di una terribile calamità;
di fronte ad una simile catastrofe si chiede -:
quali siano le misure urgenti e gli impegni che il Governo abbia assunto e intenda assumere e quale sia l'entità delle risorse che intenda impegnare sia per i primi interventi che per garantire in tempi brevi i necessari interventi sul territorio, la ripresa delle attività produttive, il ritorno delle famiglie nelle proprie case, il risarcimento dei danni subiti dalla popolazione.(3-06421)
(17 ottobre 2000)

MARTINAT, ZACCHERA, SELVA, ARMAROLI, DELMASTRO DELLE VEDOVE, RASI, LA RUSSA, PAGLIUZZI, ALBONI, LANDI, ARMANI, TOSOLINI, BUTTI, TREMAGLIA, FEI e LOSURDO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, dei lavori pubblici e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che:
le abbondanti precipitazioni che nei giorni scorsi hanno investito soprattutto la parte nord occidentale del nostro Paese hanno provocato una situazione estremamente grave in molte zone di Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta;
in particolare il Piemonte, nelle province di Verbania, Alessandria, Vercelli e Torino, è stato duramente colpito da inondazioni causate da straripamenti di fiumi e laghi e da numerosi movimenti franosi e smottamenti che hanno determinato l'interruzione di gran parte delle arterie stradali causando l'isolamento di intere zone abitate;
anche in questo caso, nonostante l'entità dei primi soccorsi, si è registrato un pesante tributo di vite umane che rende ancor più oneroso e preoccupante il senso di questa tragedia e la consapevolezza che una simile catastrofe poteva essere, in buona parte, evitata con una adeguata politica di prevenzione;
la furia distruttiva dei corsi d'acqua in piena ha colpito vaste aree limitrofe ai corsi d'acqua allagando abitazioni e costruzioni agricole ed industriali, stravolgendo e cancellando intere zone, causando ingenti danni economici e sociali alle popolazioni;
trattandosi, poi, di una delle zone più prosperose ed industrializzate del nostro Paese, centro di attività economiche di rilevanza nazionale ed internazionale, le ripercussioni sul piano economico e finanziario, rischiano di protrarsi oltre tempi ragionevoli e, di conseguenza, di rendere particolarmente difficile il processo di normalizzazione;
inoltre, in questi anni sono chiaramente mancati provvedimenti adeguati nell'ambito di una politica dell'ambiente e del territorio che risultasse coerente con le problematiche geomorfologiche dell'Italia e che fosse al passo con quella degli altri Paesi europei, tanto da far dichiarare, da più parti, che quella di questi giorni, pur nella sua eccezionalità, è una catastrofe «annunciata» -:
quali misure urgenti intenda adottare per un effettivo e rapido ripristino di tutte le vie di comunicazione che hanno subito danni e interruzioni a causa di smottamenti, inondazioni e crolli provocati dalle violente precipitazioni che hanno colpito l'Italia nord occidentale nei giorni scorsi, nonché per un tempestivo intervento di sostegno delle numerose attività produttive colpite duramente da questo evento di inusitata violenza, se non reputi opportuno procedere alla nomina di uno o più commissari incaricati della efficiente gestione e del controllo del processo di ricostruzione e normalizzazione delle zone alluvionate ed, inoltre, se non ritenga di dare l'avvio ad una effettiva politica di cura dell'alveo dei corsi d'acqua che, spesso in una logica superficialmente «ecologista», di fatto non ha permesso il mantenimento delle portate di alveo in grado di smaltire le punte di piena.(3-06422)
(17 ottobre 2000)

LENTI. - Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che:
nel corso di questi mesi il Ministro ha più volte ribadito la carenza di personale docente nella scuola, tanto che prevede di bandire un altro concorso riservato;
attualmente i docenti precari sono stimati, dal sindacato di base, all'incirca in 150 mila: 80 mila tra loro occupano da anni posti vacanti, ossia sono supplenti di nessuno, in 70 mila sono precari da più di dieci anni;
la Finanziaria di quest'anno prevede tagli per il personale scolastico per lo 0,5 per cento;
l'assunzione dalle graduatorie, peraltro provvisorie, non appare risolvere i problemi nell'immediato -:
come intenda il Ministro far fronte al problema del precariato e al tempo stesso avviare in maniera stabile l'anno scolastico tenuto conto che in molte realtà il calendario non si è ancora regolarizzato a causa della mancanza di insegnanti.(3-06425)
(17 ottobre 2000)