TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 783 di Mercoledì 4 ottobre 2000


MOZIONE
relativa alla mancata conversione del decreto-legge n. 111 del 2000
in materia di cancellazione dalle liste elettorali dei cittadini irreperibili

La Camera,
preso atto della sconcertante ed allarmante replica del Governo all'interpellanza ex articolo 138-bis, a firma Pisanu, Selva, Pagliarini, Follini, Volontè e Rebuffa, in ordine alla decadenza del decreto-legge 10 maggio 2000, n. 111,

impegna il Governo

a compiere senza indugio gli atti indispensabili a ripristinare la situazione anteriore al decreto-legge e a rendere così conformi alla legislazione vigente le liste elettorali;
a comunicare alla Camera entro il 30 settembre 2000 gli atti compiuti e l'elenco degli elettori cancellati e reintegrati nelle liste elettorali indicandoli con le complete generalità.
(1-00473)
«Pisanu, Selva, Pagliarini, Volontè, Follini, Rebuffa».
(20 luglio 2000).


INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

FRATTINI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nella seduta del 2 ottobre 2000 il Consiglio dei ministri ha approvato tre decreti legislativi concernenti il riodino del personale direttivo e dirigenziale della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri;
per quanto concerne la Polizia di Stato, il decreto rinvia per evidente mancanza di copertura finanziaria, ad un futuro e incerto atto legislativo le decorrenze dei nuovi inquadramenti, cioè il cuore del riodino; che, ancora, disattende le richieste degli ispettori e del personale tecnico, categorie a cui il Governo aveva promesso solennemente di garantire una serie perequazione normativa e retributiva; che infine, non viene rivalutata la posizione funzionale del capo della polizia - direttore del dipartimento PS - cui la legge 121 attribuisce il coordinamento fra le forze di polizia, e dunque tale funzionario oggi possiede un livello funzionale equiparato ( e non più sovraordinato, come nello spirito e nella «ratio» della legge 121) rispetto al Comandante generale dell'Arma che logicamente ha assunto il più elevato rango di capo di una forza armata;
per quanto concerne l'Arma dei Carabinieri, il Governo ha omesso persino di indicare il decreto presidenziale (che resta incredibilmente segreto) con cui viene istituito e disciplinato l'UCSI che procede, pur in mancanza di esplicita e conoscibile disciplina normativa a raccogliere informazioni sulle persone fisiche e giuridiche avvalendosi anche dell'Arma dei Carabinieri;
in tal modo, si continua a privare il cittadino - come esplicitamente denunziato dal Comitato Parlamentare di controllo sui servizi sotto la presidenza del senatore Brutti - di un riferimento legislativo sulla raccolta di informazioni riservate sui cittadini e le imprese ai fini del rilascio dei nulla osta di sicurezza, atti che - a prescindere dalla loro utilità sostanziale - vengono attualmente firmati in numero particolarmente elevato ogni anno;
non si conoscono indirizzi e propositi per l'attuazione delle delega relativa al personale dei gradi meno elevati, e cioè proprio coloro che più direttamente sono esposti al rischio per la difesa dei cittadini, e che ancora dovranno attendere per conoscere in che modo e con quali risorse verrà data risposta alle loro aspettative -:
se il Governo ritenga di impegnare almeno in parte, rinunciando alle elargizioni elettoralistiche «a pioggia», il bonus fiscale con una quota di risorse non inferiore a 1.500 miliardi, per le esigenze di incremento contrattuale del comparto difesa e sicurezza oltre ai fondi contrattuali già stanziati e del tutto irrisori; per un piano immediato di rinnovo delle dotazioni di mezzi, strutture, armamenti e tecnologie per il personale delle forze di polizia; per il completamento di attuazione delle deleghe previste dalla legge n. 78 del 2000. (3-06361)
(3 ottobre 2000)

PISTONE. - Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che:
oltre 3.500.000 cittadini non possono usufruire delle detrazioni fiscali per incapienza di reddito -:
se non sia possibile prevedere la concessione di un credito di imposta da utilizzare per il pagamento dell'ICI per la prima casa e per la TARSU, trattandosi di due imposte molto gravose per i cittadini a basso reddito.(3-06356)
(3 ottobre 2000)

BASTIANONI. - Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che:
le associazioni di volontariato contribuiscono a realizzare molte delle finalità assistenziali perseguite dallo Stato e questo giustifica l'intervento pubblico ad incentivare il loro sviluppo ed a sostenere la loro attività, anche mediante trattamenti tributari di favore dei redditi, dei patrimoni, delle elargizioni liberali ad esse destinate;
da tempo le organizzazioni di volontariato hanno fatto richiesta di godere dell'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto con riferimento a beni e servizi acquistati esclusivamente in funzione dello svolgimento di attività solidaristiche;
tale richiesta non sarebbe in contrasto con le disposizioni dell'articolo 13 della VI direttiva, approvata dal Consiglio europeo in data 17 maggio 1977, contenente l'elencazione tassativa delle operazioni che, nell'ambito degli Stati membri, possono essere esentate dall'IVA;
l'esenzione è inoltre conforme al disposto della legge quadro sul volontariato, che al comma 2 dell'articolo 8 stabilisce che «le operazioni effettuate dalle organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 3, costituite esclusivamente per fini di solidarietà, non si considerano cessioni di beni, né prestazioni di servizi ai fini dell'imposta sul valore aggiunto»;
tale disposizione, apparentemente chiara, ha dato luogo a diverse interpretazioni che discriminano ingiustificatamente le associazioni di volontariato sulla base delle tipologie di acquisto;
altra norma che desta incertezza interpretativa è quella relativa al trattamento fiscale dei redditi derivanti dal possesso di immobili, le cui rendite sono destinate al conseguimento delle finalità istituzionali -:
se, data l'importanza dei compiti svolti dagli organismi non lucrativi, il Ministro interrogato intenda intervenire per integrare la legge quadro sul volontariato, includendo nel campo delle agevolazioni fiscali le operazioni che non hanno trovato quella necessaria chiarezza di significato e, in particolare, esonerando tali associazioni dal pagamento dell'IVA sugli acquisti effettuati nell'ambito della loro attività solidaristica, nonché dal pagamento dell'IRPEG sugli immobili e dell'IRAP. (3-06357)
(3 ottobre 2000)

MOLINARI. - Ai Ministri dell'ambiente, dell'interno e del tesoro, bilancio e programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
Legambiente e Confcommercio hanno presentato una indagine svolta dall'istituto Serico del gruppo Cresme che ha evidenziato come nel nostro Paese quasi 3000 comuni siano a rischio estinzione;
cinquantatrè indici demografici economici e sociali hanno individuato i centri del cosiddetto «disagio insediativo» che colpiscono le zone montane alpine e appenniniche, da nord a sud, dove risiedono il 35 per cento del totale dei comuni italiani ma con solo l'8,7 per cento della popolazione, con un reddito e un tasso di scolarizzazione inferiore alla media nazionale;
Molise, Calabria e Basilicata risultano nell'ordine le regioni maggiormente colpite da questo drammatico fenomeno con percentuali che vanno dall'81 per cento al 72 per cento del totale dei loro comuni;
in questi centri diminuiscono le nascite, si assiste ad un progressivo spopolamento e ad una involuzione della stessa qualità della vita tant'è che la scure dei tagli colpisce gli stessi servizi essenziali, dalla Sanità, con la chiusura degli ospedali e persino dei presidi di guardia medica, ma anche con la soppressione delle scuole dell'obbligo, delle Poste, dei distributori di benzina e anche delle caserme dei Carabinieri;
l'abbandono di questi territori rappresenta un rischio anche per l'equilibrio dell'ecosistema come viene evidenziato anche dalle recenti calamità naturali -:
quali iniziative intenda intraprendere il Governo affinché questa «Italia minore» venga salvaguardata attraverso il recupero e la valorizzazione delle risorse storiche, culturali e ambientali, presenti con una politica di network volta a garantire i servizi essenziali e che possa consentire una inversione di tendenza rispetto a quanto fatto registrare da questa indagine. (3-06353)
(3 ottobre 2000)

ORLANDO. - Al Ministro delle politiche agricole e forestali. - Per sapere - premesso che:
la giunta della regione Lombardia, su proposta del presidente Roberto Formigoni, ha approvato un progetto di legge che istituisce un proprio Corpo forestale costituito fino a un massimo di 300 unità;
il personale avrà la qualifica di agente o ufficiale di polizia giudiziaria con proprie uniformi e distintivi di riconoscimento;
eserciterà la vigilanza sugli stessi territori e ambienti oggi sottoposti a vigilanza e controllo da parte del Corpo forestale dello Stato, nonché funzioni di lotta agli incendi, di protezione civile e di pubblico soccorso, anch'esse attualmente svolte dal Corpo forestale;
tale iniziativa appare in netto contrasto con la riforma del Corpo forestale approvata dal Parlamento che ne trasferisce una parte alle regioni, nonché con l'ordinamento maggioritario fra gli addetti al Corpo medesimo che sollecitano una revisione della riforma stessa in modo da salvaguardarne il carattere unitario e il rapporto con l'amministrazione centrale dello Stato (ministero dell'ambiente);
gli stessi alleati politici del presidente Formigoni, come il vicepresidente della Camera Giovanardi, hanno così commentato la decisione della giunta lombarda: «in teoria il Corpo forestale può essere regionalizzato, ma in uno Stato democratico una decisione di questo tipo spetta al Parlamento»;
il presidente Formigoni non nasconde il carattere strumentale della sua iniziativa, vale a dire la creazione di un Corpo forestale regionale alle dirette dipendenze della regione per favorire il sollecito trasferimento del personale statale dallo Stato alla Lombardia;
autorevoli rappresentanti del popolo lombardo, come Giovanni Bianchi, hanno definito la decisione del presidente Formigoni: «un attacco all'unità nazionale»;
tale provocazione del presidente lombardo segue agli annunziati referendum di devoluzione e ad altri atti tesi a sottolineare non lo spirito regionalista, di cui è testimonianza anche la recente approvazione alla Camera delle riforme costituzionali in senso federale, ma uno spirito di aperta contrapposizione fra lo Stato centrale e la sua regione più forte, dando altresì a tale contrapposizione caratteristiche di uno scontro fra governi di diverso orientamento politico, quello nazionale di centrosinistra e quello regionale di centrodestra -:
quali iniziative il Governo intenda prendere per rivedere i decreti Bassanini per la parte relativa al Corpo forestale dello Stato in modo da salvaguardare il massimo di unitarietà del Corpo medesimo e come intenda replicare a iniziative regionali che costituiscono vere e proprie milizie locali armate, apparentemente ausiliarie ma in realtà concorrenti e forze quanto prima contrapposte ai corpi nazionali di polizia, i soli abilitati dalla legge a garantire la sicurezza dei cittadini. (3-06360)
(3 ottobre 2000)

LAMACCHIA. - Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che:
l'intensificarsi delle piogge negli ultimi giorni ha provocato in quasi tutta la Locride, per l'ennesima volta, smottamenti, allagamenti e blocchi delle principali vie di comunicazione;
l'evidenza del gravissimo dissesto idrogeologico in cui versa l'intero territorio nazionale ed, in particolare, quello del Mezzogiorno, al di là di eventuali responsabilità di carattere penale, non può restare ancora a lungo priva di risposte;
dopo i fatti di Soverato e ciò che si è verificato nei giorni scorsi, la popolazione di quei territori necessita di tutta la solidarietà ed assistenza possibili -:
quali iniziative si intendano assumere nell'immediato per far fronte alle necessità ed emergenze della popolazione della Locride e, inoltre, quali misure si intendano adottare nel medio periodo onde evitare ulteriori drammatici eventi. (3-06358)
(3 ottobre 2000)

LO PRESTI, SELVA, ARMAROLI, MANTOVANO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il 15 dicembre 1999 il Parlamento ha approvato la legge relativa all'istituzione del fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, la n. 512 del 22 dicembre 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio 2000;
a tutt'oggi non è stato emanato il regolamento di attuazione, ne alcuno schema di regolamento è stato sottoposto all'esame delle competenti Commissioni parlamentari, che detta legge prevede all'articolo 7 nel termine temporale di quattro mesi dall'entrata in vigore, e cioè entro lo scorso mese di maggio per individuare le modalità di gestione del fondo ed altre modalità operative di gestione dello stesso;
in mancanza del regolamento di attuazione rischiano di non essere riconosciuti i diritti di coloro ai quali spetta il risarcimento per effetto di sentenze pronunciate prima della data di entrata in vigore della legge e per le quali l'articolo 5 della legge stessa prescrive la presentazione della domanda al fondo «a pena di decandenza (...) entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge stessa» -:
quali opportune iniziative il Governo intenda assumere per emanare quanto prima il regolamento in oggetto. (3-06354)
(3 ottobre 2000)

DALLA ROSA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
il Governo italiano subisce sistematiche condanne in sedi internazionali per la lentezza dei processi civili e penali; tale patologica disfunzione colpisce anche il sistema di affidamento dei bambini;
lo Stato italiano in tale materia presenta alti costi per il mantenimento dell'apparato, composto dalla magistratura dei minori, dagli assistenti sociali e dai centri di accoglienza;
tale struttura, per il numero delle persone coinvolte, per le loro presunte «competenze», nonché per i «controlli» da queste esercitate, dovrebbe escludere a priori rischi e/o pericoli per i minori stessi -:
se, a fronte di tutto ciò, il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti ricollegabili a decisioni della magistratura lesive dell'integrità psicofisica dei minori e, in caso affermativo, quali provvedimenti, di propria competenza, anche in sede ispettiva, abbia adottato o intenda adottare. (3-06355)
(3 ottobre 2000)

GUERRA, CHERCHI, RIZZA e CAPITELLI. - Ai Ministri della giustizia, dell'interno e per la solidarietà sociale. - Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi si è appresa la notizia della scoperta, da parte della Procura di Torre Annunziata, a seguito di una lunga indagine, di una estesa rete di pedofili, operante tra l'Italia e la Russia, che commercializzava materiale pornografico su minori tramite Internet;
il materiale recuperato è di una violenza inaudita: bambini, in maggioranza provenienti dall'Europa dell'est, sottoposti a violenze di ogni genere, episodi spesso culminanti nella morte della piccola vittima;
sono stati emessi otto avvisi di custodia cautelare nei confronti di altrettanti cittadini italiani cosiddetti «insospettabili», liberi professionisti e studenti;
dei tre cittadini russi arrestati, Victor Kuznetsov, uomo d'affari moscovita considerato il capo dell'organizzazione criminale, è stato rimesso in libertà poiché ha potuto usufruire di una recente amnistia;
la legge 3 agosto 1998, n. 269 «Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù», ha apportato modifiche al codice penale in materia di pedofilia, con l'individuazione precisa sia dei reati contro i minori che vanno dalla detenzione di materiale pornografico alla sua commercializzazione, allo sfruttamento sessuale dei minori, che delle pene da attribuire, avviando nel contempo un programma di informazione e prevenzione -:
se il Governo intenda venire in Aula a riferire quanto prima sullo stato di applicazione della legge 3 agosto 1998, n. 269, così come previsto espressamente dalla citata legge, a due anni dalla sua approvazione, sia per la parte generale sia per quella inerente l'azione di prevenzione. (3-06359)
(3 ottobre 2000)