CAMERA DEI DEPUTATI - XIII LEGISLATURA
Resoconto della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse

SOMMARIO

Martedì 30 maggio 2000


Sulla pubblicità dei lavori ... 145

Audizione di Roberto Campisi, procuratore della Repubblica di Siracusa, e di Gaetano Maria Fara, direttore dell'istituto di igiene dell'università La Sapienza di Roma ... 145

Seguito dell'esame della proposta di documento sulla gestione dei rifiuti speciali industriali (relatore: Presidente Scalia) ... 147

Comunicazioni del Presidente ... 148


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse - Resoconto di martedì 30 maggio 2000


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Martedì 30 maggio 2000. - Presidenza del Presidente Massimo SCALIA.

La seduta comincia alle 13.45.

(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).

Sulla pubblicità dei lavori.

Massimo SCALIA, presidente, avverte che, non essendovi obiezioni, l'odierna seduta verrà ripresa mediante il sistema televisivo a circuito chiuso; avverte inoltre che verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta.

Audizione di Roberto Campisi, procuratore della Repubblica di Siracusa, e di Gaetano Maria Fara, direttore dell'istituto di igiene dell'università La Sapienza di Roma.

Massimo SCALIA, presidente, ricorda che fin dall'inizio della sua attività la Commissione ha avuto modo più volte di svolgere sopralluoghi nel territorio della provincia di Siracusa, rilevando anche la presenza di comportamenti illeciti: in base alle risultanze disponibili sono stati poi formulati alcuni esposti alla procura della Repubblica di Siracusa. Invita il dottor Campisi a far conoscere lo stato attuale dei procedimenti giudiziari.

Roberto CAMPISI, procuratore della Repubblica di Siracusa, fa presente innanzitutto il contenuto delle inchieste giudiziarie in corso: quella relativa alla discarica «Cisma», quella legata allo smaltimento dei rifiuti nei comuni di Melilli ed Augusta, nonché quella conseguente agli esposti presentati da alcuni cittadini per un traffico di rifiuti tossico-nocivi che interessa il comprensorio di Melilli, Augusta e Priolo, la cui provenienza si può rinvenire oltre che nella provincia di Siracusa anche in altre province.
Per quanto riguarda in particolare la discarica «Cisma», dà conto dei blocchi stradali e delle manifestazioni effettuati


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dalla popolazione per impedire la sua costruzione, avendo alcuni studi scientifici sostenuto che essa potrebbe costituire una «bomba» ecologica con effetti devastanti sull'area circostante.
Rilevato che nel territorio del siracusano si è manifestata in passato una notevole concentrazione di interessi economici relativi al ciclo dei rifiuti, si sofferma diffusamente sulla composizione societaria delle ditte che si occupano dello smaltimento, sottolineando in particolare che le discariche in passato in funzione facevano riferimento alle famiglie Aprile e Quercioli, che si interessano del settore nelle sue varie implicazioni.
Fornisce infine diffuse indicazioni sull'attività svolta dalla procura in merito all'individuazione dei limiti connessi alle autorizzazioni legate al trattamento dei rifiuti.

Giuseppe LO CURZIO (PPI) ritiene che la procura di Siracusa abbia condotto con coraggio ed impegno la sua azione in ordine alle irregolarità riscontrate nelle attività relative al ciclo dei rifiuti.
Stigmatizzato il fatto che, nonostante le rimostranze della popolazione, l'assessorato al territorio ed all'ambiente della regione Sicilia abbia dato corso alla costruzione della discarica, riferisce poi sulle denunzie connesse allo sversamento di rifiuti nella discarica «Cisma» il 23 e 25 maggio scorsi ed auspica che sia possibile nelle prossime settimane rinvenire elementi sufficienti per interrompere i lavori in corso.
Chiede quali misure si intendano intraprendere per impedire la costituzione di nuove discariche nel territorio provinciale e per evitare che si verifichino ulteriori conferimenti di rifiuti pericolosi; chiede anche quali siano i programmi della regione e della provincia riguardo alla progettazione e costruzione di impianti di incenerimento.
Facendo riferimento alla relazione del consulente scientifico professor Aureli, si augura che l'interruzione dei lavori avvenga al più presto nell'ulteriore considerazione che potrebbe essere interessata una falda acquifera sottostante. Con queste motivazioni, potrebbe rivelarsi opportuno un sopralluogo della Commissione sull'area interessata.

Giuseppe SPECCHIA (AN) si associa innanzitutto alle valutazioni testè espresse circa la necessità di adottare provvedimenti urgenti nel territorio in esame, al fine di impedire un'ulteriore proliferazione di discariche che generano scontento presso la popolazione.
Chiede dapprima se risulti all'autorità giudiziaria che dai porti di Augusta e Siracusa vengono esportati all'estero manufatti contenenti amianto.
Chiede poi informazioni sul funzionamento delle discariche di rifiuti speciali non pericolosi presenti nell'area siracusana, in particolare dell'impianto IGM1 nella contrada Dominici di Siracusa, e della discarica per rifiuti speciali di seconda categoria tipo B - secondo il decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 1982 - della ditta Andolina, sempre di Siracusa.

Massimo SCALIA, presidente, ricorda che in passato la Commissione ha espresso diverse valutazioni agli uffici della procura in merito alle discariche gestite dalle famiglie Andolina e Aprile: chiede notizie in merito.
Chiede se la discarica della ditta SOEM faccia riferimento alle famiglie Aprile e Quercioli e quale sia la proprietà della discarica in costruzione nella contrada Dominici di Siracusa.

Roberto CAMPISI risponde dettagliatamente ai quesiti formulati, esprimendo diffuse considerazioni sull'attività delle ditte testè menzionate.
Ritiene che, per individuare le responsabilità connesse al ciclo dei rifiuti, debbano essere innanzitutto individuate le aree in cui sono stati sversati i materiali, anche tenendo conto delle denunzie a più riprese formulate; ulteriori elementi possono sorgere anche dalle audizioni dei sindaci della zona e di altri rappresentanti delle istituzioni. È poi necessario indagare sull'esatta provenienza dei rifiuti.


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Affermato che non ci sono finora elementi probatori sufficienti per accertare gli interessi della criminalità organizzata nel ciclo dei rifiuti, esprime alcune osservazioni sulle possibilità di intervento della magistratura a seguito di comportamenti illeciti nel settore.

Massimo SCALIA, presidente, sottolinea la necessità di prestare particolare attenzione alle possibili infiltrazioni del percolato nelle falde acquifere: a tal fine ritiene opportuno disporre una consulenza tecnica per accertare eventuali contaminazioni.

Roberto CAMPISI si sofferma ampiamente sulle attività della procura circa le discariche Andolina ed IGM1 di Siracusa, auspicando che l'amministrazione regionale si attivi al più presto per non permettere la proliferazione nella zona di ulteriori discariche.
Fornisce notizie sulla composizione societaria delle ditte SOEM ed Econova, nonché sulla presenza di manufatti di amianto nello stabilimento Eternit di Siracusa, per il quale è in corso un procedimento giudiziario.

Massimo SCALIA, presidente, invita il professor Fara a prendere la parola, in particolare sulla pericolosità dei rifiuti ospedalieri infettivi al fine di limitare la possibilità di contagi presso la popolazione.

Gaetano Maria FARA, direttore dell'istituto di igiene dell'università La Sapienza di Roma, afferma che non sono accertati danni alla salute della popolazione nel caso della manipolazione di rifiuti sanitari: essi quindi non sono meritevoli di particolare tutela sotto il profilo igienico.
Ripercorre diffusamente, anche da un punto di vista scientifico, le procedure connesse agli obblighi derivanti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 1982 e dal successivo decreto ministeriale del 1984 in merito all'utilizzo dei disinfettanti ed alla sterilizzazione dei contenitori di rifiuti sanitari.

Massimo SCALIA, presidente, osserva che emerge dalle dichiarazioni del professor Fara che la sterilizzazione, sotto il profilo igienico, è più efficace di ogni altra azione specifica.

Gaetano Maria FARA formula ampie considerazioni sul contenuto dell'articolo 45 del «decreto Ronchi», secondo il quale i rifiuti ospedalieri debbono essere trattati dall'impianto di incenerimento; se esso non è disponibile, possono essere sterilizzati e successivamente conferiti in discarica. Tutto ciò però è inoperante, non essendo stato emanato il decreto di attuazione da parte dei Ministeri della sanità e dell'ambiente: il primo sostiene che è sufficiente il trattamento per mezzo dell'inceneritore, mentre il secondo ritiene che è ancor meglio procedere attuando dapprima la sterilizzazione. Il ritardo nell'emanazione del decreto costa alla sanità diverse centinaia di miliardi ogni anno.

Massimo SCALIA, presidente, domanda quale sia la situazione in materia in altri Paesi, in particolare dell'area comunitaria.

Gaetano Maria FARA risponde brevemente, soffermandosi in particolare sulle direttive europee in materia e sulle procedure adottate in Germania.

Massimo SCALIA, presidente, ringrazia gli intervenuti e li congeda, invitando il dottor Campisi a consegnare gli atti relativi ai procedimenti cui ha fatto riferimento.

Seguito dell'esame della proposta di documento sulla gestione dei rifiuti speciali industriali (relatore: Presidente Scalia).

Massimo SCALIA, presidente, ricordato che nella seduta del 25 maggio scorso è proseguito l'esame della proposta in titolo con l'intervento di alcuni commissari sul complesso del documento, constata che non vi sono ulteriori richieste di intervento.


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Ritiene quindi che eventuali proposte emendative possano essere presentate presso gli uffici di segreteria entro le ore 18 di martedì 6 giugno, essendo previsto per il successivo 7 giugno, alle ore 13.30, il seguito dell'esame del documento.

Comunicazioni del Presidente.

Massimo SCALIA, presidente, avverte che la Commissione tornerà a riunirsi martedì prossimo, 6 giugno 2000, alle ore 12.15, per ascoltare l'assessore alla sanità della regione Lombardia ed il sindaco di Broni (Pavia), nonché i rappresentanti dell'ARPA Lombardia e del comitato difesa ambiente di Broni.

La seduta termina alle 15.15.

N.B.: il resoconto stenografico è pubblicato in un fascicolo a parte.