CAMERA DEI DEPUTATI - XIII LEGISLATURA
Resoconto della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse

SOMMARIO

Martedì 21 settembre 1999


Sulla pubblicità dei lavori ... 85

Audizione del commissario delegato all'emergenza rifiuti della regione Campania, Giuseppe Romano (prefetto di Napoli) e del presidente del Comitato tecnico di supporto ai commissari, dottor Mario Di Carlo ... 85

Audizione del dottor Valerio Bernardi, direttore generale del Consorzio imballaggi in alluminio ... 88


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse - Resoconto di martedì 21 settembre 1999

TESTO AGGIORNATO AL 29 SETTEMBRE 1999


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Martedì 21 settembre 1999. - Presidenza del Vicepresidente Franco Gerardini.

La seduta comincia alle 13.10.

(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente)

Sulla pubblicità dei lavori.

Franco GERARDINI, presidente, avverte che, non essendovi obiezioni, l'odierna seduta verrà ripresa mediante il sistema televisivo a circuito chiuso; avverte inoltre che verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta.

Audizione del commissario delegato all'emergenza rifiuti della regione Campania, Giuseppe Romano (prefetto di Napoli) e del presidente del Comitato tecnico di supporto ai commissari, dottor Mario Di Carlo.

Franco GERARDINI, presidente, illustra le finalità delle audizioni odierne e dà la parola al prefetto Romano.

Giuseppe ROMANO, prefetto di Napoli e commissario delegato all'emergenza rifiuti per la regione Campania, nel premettere che le ordinanze emergenziali lo indicano come incaricato di provvedere all'approntamento dei siti per le discariche e all'espletamento dei relativi procedimenti ablatori reali, ritiene di poter affermare che - per questo specifico profilo - si è a buon punto. Come infatti è previsto dai provvedimenti d'ordinanza, la parte della gestione commissariale di sua competenza sarà in grado di consegnare le discariche ai consorzi provinciali e, per quel che concerne la provincia di Avellino, alla società mista ivi costituita, entro i termini previsti. Le imprese private coinvolte nella realizzazione dei siti hanno garantito livelli di affidabilità tranquillizzanti.
Più in generale, tuttavia, intende esporre una pluralità di elementi di preoccupazione.
In primo luogo i siti approntati avranno esaurito le loro capacità di smaltilmento non più tardi del 31 marzo 2000. Da quella data in poi si porranno nuovamente problemi di localizzazione e costruzione di impianti di discarica. Ciò


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tuttavia sarà un'operazione assai difficoltosa, specialmente per quel che riguarda la decisione circa l'ubicazione delle discariche, poichè già durante l'attuale gestione commissariale contro le decisioni del prefetto si è levata, talora fomentata dalle amministrazioni comunali, la protesta delle popolazioni. Cita il caso della provincia di Avellino in cui si sono avuti incidenti con scontri con la polizia.
In secondo luogo ritiene che l'amministrazione regionale, per la sua parte di compentenza, sia molto in ritardo. Essa era stata incaricata dai provvedimenti emergenziali di curare la parte programmatoria e quella relativa alle tecnologie di smaltimento, ma è risultata largamente carente nelle realizzazioni: ciò vale sicuramente per la precedente giunta regionale, mentre in quella attualmente in carica intravede una maggiore sensibilità. Occorre comunque determinazione ed efficacia d'azione per colmare i ritardi. Permangono infatti situazioni di diffusa contrarietà delle popolazioni alla localizzazione di impianti sul territorio senza che la parte politica riesca a svolgere la propria opera di composizione degli interessi. Cita al proposito i casi di Battipaglia e Acerra. Teme perciò che, se la situazione non muterà entro brevissimo tempo, ci si troverà dinnanzi a problemi maggiori di quelli che portarono al commissariamento.
A titolo di esempio cita il progetto che la prefettura aveva predisposto di realizzare una discarica in località Terzigno, a ridosso del vesuviano, al di fuori tuttavia del Parco del Vesuvio. In tale località, infatti, è stata individuata una voragine nel terreno che costituisce motivo di preoccupazione per la tenuta idrogeologica della zona, tanto che in qualche maniera occorrerà comunque provvedere a una colmata. Di qui il progetto della discarica, che tuttavia ha incontrato la fermissima opposizione dell'Ente parco e delle associazioni ambientaliste.

Franco GERARDINI, presidente, nell'osservare che proprio nei pressi vi è una cava, domanda se il progetto prevede anche l'uso della cava stessa come discarica.

Giuseppe ROMANO precisa che il progetto non prevede l'uso della cava come discarica ma una seria verifica delle condizioni di sfruttamento della stessa. Peraltro osserva che il comune di Terzigno (NA) non è pregiudizialmente contrario al progetto, purchè la sua realizzazione avvenga con le dovute garanzie. D'altronde la capacità della discarica sarebbe di 1.200 mila metri cubi. Se vi conferissero altri enti il comune ne riceverebbe anche un introito.
Concludendo, osserva che, rimanendo così le cose, alla fine del regime emergenziale ci si troverebbe dinnanzi a un vero e proprio dramma per far fronte al quale ai vertici degli enti locali non resterebbe che avvalersi del potere di ordinanza previsto dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 22 del 1997. Sicchè, o si palesa una chiara volontà politica di concludere efficacemente il commissariamento, oppure esso lascerà intatti i problemi gravissimi che mirava a superare.

Mario DI CARLO, presidente del comitato tecnico-scientifico di supporto ai commissari delegati, rileva che dei compiti consultivi demandati al comitato tecnico, in realtà, la gestione commissariale non si è pienamente avvalsa.
Al riguardo, ricorda che il sub-commissario delegato della precedente giunta regionale aveva trasmesso al comitato il piano regionale di smaltimento dei rifiuti, ma - pertenendo esso alla gestione ordinaria - non era competenza del comitato esprimere su di esso una valutazione. Viceversa è stato successivamente il comitato ad avanzare alla gestione straordinaria due proposte, l'una relativa allo smaltimento dei volumi e l'altra alla raccolta differenziata. Tali proposte contenevano sia indicazioni di tipo tecnico, sia indirizzi di natura amministrativa volti ad accellerare i tempi di realizzazione.
La gestione commissariale dal canto suo, mentre non ha preso affatto in considerazione la proposta relativa alla


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raccolta differenziata, ha sostanzialmente fatto propria quella relativa allo smaltimento, ma lo ha fatto - a suo avviso - scorrettamente, senza darne comunicazione al comitato ma indicando pubblicamente lo stesso come fautore della costruzione di talune discariche.
In seguito a ciò, si è avuto un logoramento dei rapporti tra il comitato tecnico e la gestione commissariale, sia dal punto di vista istituzionale che personale.
Con la nuova giunta regionale il comitato tecnico-scientifico ha avviato relazioni istituzionali migliori, ma i tempi purtroppo ormai si sono ristretti. È stato predisposto un nuovo progetto comprendente un impianto di produzione di CDR, un termodistruttore e una discarica a servizio. Su questo nuovo progetto attende il riscontro delle autorità preposte.

Franco GERARDINI, presidente, domanda, alla luce dei risultati esposti, quali modifiche sarebbe necessario apportare al «modello istituzionale» del commissariamento in Campania: per esempio chiede se sia utile indicare espressamente dei sub-commissari per la raccolta differenziata e se sia opportuno potenziare il ruolo degli enti locali.
In secondo luogo chiede quale ruolo sia stato svolto dalle imprese private nella gestione commissariale.
Infine domanda se sarà opportuna una proroga dei termini dell'ultima ordinanza emergenziale.

Giuseppe ROMANO non vede l'utilità di sub-commissari provincia per provincia, dato che i problemi investono la regione nella sua globalità.
Quanto alla proroga, afferma che prorogare la durata di una gestione emergenziale sarebbe una contraddizione in termini, giacchè un'emergenza che dura troppo diventa normalità. È necessario anzi che si torni presto ad un regime ordinario e che le regioni e gli altri enti locali tornino nel pieno esercizio delle loro competenze in maniera tale che possano essere responsabilizzate e assumere le decisioni che loro spettano.
Ritiene utile informare che presso la prefettura di Napoli opera un «gruppo ispettivo antimafia» da lui istituito inizialmente per seguire le vicende relative agli appalti per l'alta velocità, ma ora impegnato anche sul monitoraggio delle imprese che svolgono la raccolta dei rifiuti. A tal proposito comunica che gli risulta che l'80 per cento circa di tali imprese evidenzia aspetti critici dal punto di vista dell'affidabilità.

Franco GERARDINI, presidente, domanda se il comitato tecnico-scientifico abbia mai fatto un'analisi delle quantità e della composizione dei rifiuti prodotti e se abbia la sensazione che la regione Campania esporti rifiuti. Chiede inoltre se il comitato aveva anche pensato all'ubicazione dell'impianto di termodistruzione progettato.
Domanda altresì se abbia analizzato la problematica dell'utilizzo di cave dismesse come discariche.

Giuseppe ROMANO, intervenendo per completare, afferma che ha fatto svolgere in talune occasioni degli studi sulla composizione dei rifiuti volti a consentire una migliore previsione sui tempi di esaurimento delle discariche. Informa altresì che ha consegnato un'informativa di reato al magistrato competente relativamente alla discarica di Giugliano.

Mario DI CARLO afferma che il comitato non dispone di notizie relative alla routine della gestione. Come ha accennato, dalla regione aveva solo ottenuto il piano regionale di smaltimento e non altri dati.
Per quanto riguarda il progetto tecnologico da ultimo illustrato, afferma che l'adozione di sistemi di CDR e di produzione di energia elettrica costituisce una tendenza che si va affermando in tutto il mondo e che consente di risparmiare sulle discariche. Quanto alla localizzazione, tuttavia, ritiene che questo tipo di decisione viene logicamente viene alla fine del processo decisionale, giacchè iniziare l'attività progettuale dalla localizzazione sarebbe un grave errore. È chiaro infatti che di un


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impianto devono essere prima individuate la necessità e le caratteristiche tecnologiche e poi la localizzazione compatibile. Del resto, anche da un punto di vista politico-amministrativo, è più saggio costruire il consenso dei decisori prima sull'impianto e poi sull'ubicazione, dato che è molto meno agevole, per chi ha riconosciuto l'esistenza del bisogno e concordato su un impianto, poi organizzare il dissenso popolare sulla localizzazione. Peraltro rimane perplesso di fronte alle recenti forme di scontento popolare che non si erano manifestate al cospetto della miriade di discariche abusive sussistenti nella regione.
Conclusivamente osserva che il commissariamento e, all'interno di questo, il contributo del comitato tecnico-scientifico hanno portato alle strutture delle amministrazioni locali un arricchimento di professionalità.

Franco GERARDINI, presidente, nel ringraziare gli intervenuti, li congeda e dà inizio alla seconda audizione prevista all'ordine del giorno.

Audizione del dottor Valerio Bernardi, direttore generale del Consorzio imballaggi in alluminio.

Franco GERARDINI, presidente, ricorda brevemente lo scopo dell'audizione e dà la parola al dottor Valerio Bernardi.

Valerio BERNARDI, direttore generale del Consorzio imballaggio in alluminio, espone che il Consorzio deve importare più della metà dei volumi di alluminio che ricicla, poichè il mercato italiano non dispone di quantità sufficenti per le capacità del Consorzio stesso che, annualmente, si attesta sulle 12 mila tonnellate di materiale riciclato.
Espone che il Consorzio dell'alluminio non avrebbe problemi a far fronte ad un innalzamento delle percentuali previste nella «direttiva imballaggi». Nonostante ciò ritiene che, poichè gli obiettivi attualmente previsti non sono stati conseguiti uniformemente in tutta l'Unione, considera prematuro un ritocco al rialzo delle percentuali.
Per quanto riguarda il recupero energetico, considera errato che la proposta di modifica della direttiva svaluti questa modalità di smaltimento, la quale - anche nel campo dell'alluminio - dà un contributo alla gestione dei rifiuti da imballaggio. Non condivide l'impostazione della proposta di modifica volta a privilegiare il riuso rispetto al riciclaggio.

Franco GERARDINI, presidente, ringrazia l'ospite e lo congeda.

La seduta termina alle 14.40.

N.B.: il resoconto stenografico è pubblicato in un fascicolo a parte.