CAMERA DEI DEPUTATI - XIII LEGISLATURA
Resoconto della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse

SOMMARIO

Martedì 28 luglio 1998


Sulla pubblicità dei lavori. ... 102

Audizione dei rappresentanti della Confindustria, della CNA, della Confapi, della Lega delle cooperative, delle associazioni dei consumatori, di Legambiente, WWF, Ambiente e/è vita, Amici della terra. ... 102

Comunicazioni del Presidente. ... 105


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse - Resoconto di martedì 28 luglio 1998


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Martedì 28 luglio 1998. - Presidenza del Presidente Massimo SCALIA, indi del Vicepresidente Franco GERARDINI.

La seduta comincia alle 13,30.

Sulla pubblicità dei lavori.

Il Presidente Massimo SCALIA avverte che, non essendovi obiezioni, l'odierna seduta verrà ripresa mediante il sistema televisivo a circuito chiuso; avverte inoltre che verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta.

Audizione dei rappresentanti della Confindustria, della CNA, della Confapi, della Lega delle cooperative, delle associazioni dei consumatori, di Legambiente, WWF, Ambiente e/è vita, Amici della terra.

Il Presidente Massimo SCALIA ricorda che la Commissione, fin dalla sua costituzione, ha svolto riflessioni ed approfondimenti sull'attuazione del decreto legislativo n.22 del 1997, noto come «decreto Ronchi».
In tale contesto, si è riunito più volte il gruppo di lavoro coordinato dal Vicepresidente Gerardini che, oltre ad esaminare sotto vari aspetti la normativa contenuta nel predetto decreto, si è anche occupato del suo impatto sulla pubblica amministrazione, sugli operatori e sulle imprese: da ciò nasce l'elaborazione del documento in esame, che si occupa di definire un quadro certo ed innovativo in ordine agli incentivi alle imprese per uno sviluppo sostenibile.

Il rappresentante delle associazioni dei consumatori, Michele BOATO, precisa che le sue osservazioni sono formulate a nome della consulta delle associazioni dei consumatori presso il Ministero dell'industria, commercio ed artigianato e presso il consorzio nazionale degli imballaggi.
Esprime un parere sostanzialmente positivo sul documento predisposto dal gruppo di lavoro coordinato dal Vicepresidente Gerardini, auspicando anzi un'estensione delle tematiche da esso trattate: oltre ad introdurre nella normativa i primi pur necessari incentivi, deve essere anche possibile l'introduzione successiva di incentivi ulteriori, anche perchè con l'evoluzione del sistema EMAS e con la sua attuazione potranno essere ridefiniti gli scenari complessivi.
Formula poi alcuni suggerimenti per modificare alcune parti del documento proposto, in particolare quella relativa al sostegno alle piccole imprese ed alle imprese artigiane, nonchè quella relativa all'adozione di semplificazioni amministrative ed al superamento delle non conformità ambientali.


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Il responsabile della Confindustria, Lucio SCIALPI, esprime pieno apprezzamento alla Commissione per le riflessioni e gli approfondimenti svolti in merito all'attuazione del «decreto Ronchi»: in particolare, ritiene che lo spirito del documento proposto dal gruppo di lavoro in merito agli incentivi alle imprese nel quadro della compatibilità ambientale debba essere sicuramente condiviso.
Consegna poi alla Presidenza il rapporto «Ambiente e competitività», presentato nel giugno scorso, su proposta della Confindustria, dall'Istituto per l'ambiente con il supporto anche finanziario dei soci promotori: l'Unioncamere nazionale, l'Unioncamere della Lombardia e la Camera di commercio di Milano. In esso viene sottolineato che ci si deve muovere in tre direzioni, per la razionalizzazione e la semplificazione dei sistemi di controllo, per l'identificazione di strumenti di supporto alle imprese, in particolare a quelle piccole e medie, nonchè per lo sviluppo dell'industria ecologica a valle.
Formula una serie di osservazioni migliorative all'articolato proposto, in particolare riguardo al campo di applicazione del sistema EMAS, alla distinzione fra revisori e verificatori ambientali, alle semplificazioni amministrative ed al superamento delle non conformità ambientali, con rilievi specifici sull'istituto della fideiussione.
Espresso ringraziamento alla Commissione per la sensibilità dimostrata nei confronti delle tematiche relative all'attività delle industrie, auspica in futuro una collaborazione con la Confindustria sempre più stretta, al fine di definire con precisione gli obiettivi della società complessa che si va delineando, anche facendo riferimento alle esperienze dei Paesi tecnologicamente ed ambientalmente più avanzati, come ribadito nel rapporto in precedenza presentato.

Il Presidente Massimo SCALIA ringrazia il dottor Scialpi per gli apprezzamenti rivolti all'attività della Commissione, ricordando che il 28 maggio scorso è stato approvato un documento, anch'esso predisposto dal gruppo di lavoro coordinato dal Vicepresidente Gerardini, che si occupa della realizzazione di un sistema industriale nella gestione dei rifiuti per una nuova politica ambientale: esso è stato sottoposto all'esame del Parlamento e del Governo, affinchè possano essere adottate le opportune iniziative legislative.

Il rappresentante del WWF, Aldo IACOMELLI, si dichiara innanzitutto favorevole alle proposte contenute nel documento in esame e sottolinea la necessità che siano varate norme tendenti all'introduzione nel codice penale del delitto ambientale, come del resto avviene in alcuni Paesi europei, ad esempio la Germania e la Spagna.
Ritenendo giunto il momento di prendere coscienza dell'importanza del rapporto con l'ambiente da parte di tutte le istituzioni, ritiene che nella premessa del documento in esame debba essere richiamato con forza il protocollo del convegno di Kyoto per favorire la riduzione costante dell'emissione nell'atmosfera di CO2.
Formula in seguito alcune proposte migliorative all'articolato in esame, sottolineando in particolare che deve essere maggiormente chiarita la distinzione fra revisori e verificatori ambientali, al fine di evitare una duplicazione dei ruoli ed una confusione operativa; valuta anche opportuno un chiarimento terminologico in merito alla parola «sito», l'inserimento di un ulteriore comma nella parte riguardante le semplificazioni amministrative al fine di monitorare l'efficacia dell'istituto del silenzio-assenso, nonchè l'inserimento di norme tendenti a salvaguardare il principio «chi inquina paga», anche in riferimento alle imprese con meno di venti dipendenti.

Il rappresentante degli Amici della terra, Giovanni MASTINO, presenta un documento che sintetizza le sue osservazioni al documento in esame.
Sottolinea, in generale, che ogni riduzione di impatto ambientale costituisce un sicuro risparmio per lo Stato e per le imprese, e che si rivela essenziale l'introduzione


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nella futura normativa di un'agevolazione per quelle imprese che si impegnano a ridurre almeno del 25 per cento l'uso delle risorse negli anni che vanno dal 2000 al 2010.
Al fine di non far rimanere le prescrizioni e le certificazioni ambientali mere dichiarazioni di principio senza una reale attuazione nel tessuto industriale e sociale, ritiene che nella normativa vi debba essere un riferimento puntuale alla percentuale prima detta: infatti, i programmi di politica economica ed ambientale di alcuni Paesi europei hanno già adottato tale procedura ed esiste una notevole letteratura scientifica e tecnica che dimostra la disponibilità sul mercato di tecnologie adatte a ridurre l'uso delle risorse del 75 per cento. Quindi, puntare alla percentuale del 25 per cento costituisce un obiettivo non ambizioso ma sicuramente ragionevole e realistico, anche nella considerazione che l'obiettivo di riduzione del 10 per cento in tre anni vale già come condizione di accesso ai finanziamenti per la ristrutturazione industriale previsti dalla legge n.488 del 1994.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FRANCO GERARDINI

Il rappresentante della CNA, Tommaso CAMPANILE, dà atto al gruppo di lavoro di aver colto gli aspetti fondamentali del rapporto fra sviluppo industriale e compatibilità ambientale.
Ritiene sicuramente necessario favorire quelle procedure che alimentino la cultura ambientale soprattutto nelle piccole e medie imprese, seguendo del resto l'esempio di altri Paesi tecnologicamente e culturalmente più avanzati: esiste un regolamento comunitario in materia di certificazione ambientale, e la normativa interna deve adeguarsi e varare quelle norme che si rivelino necessarie per la sua completa attuazione.
Auspica che la Commissione, dimostratasi finora assai sensibile alle tematiche connesse ai rapporti fra attività industriale ed esigenze ambientali, svolga ulteriori riflessioni sull'attuazione del «decreto Ronchi», soprattutto su quelle parti che hanno creato qualche difficoltà alle imprese artigiane.

Il rappresentante di Legambiente, Mauro ALBRIZIO, esprime consenso su molte delle proposte formulate nel documento in esame, nella considerazione che deve essere sviluppata in Italia la coscienza ambientale, che porta alla diffusione di un sistema come EMAS volto ad introdurre nella pratica quotidiana la compatibilità fra industria ed ambiente.
Ritiene che la normativa futura debba prevedere espressamente benefìci fiscali per le imprese aderenti al sistema EMAS, nonchè prevedere per esse assistenza tecnica e sostegni economici, soprattutto per quelle piccole e medie: in tale direzione molto è stato già fatto in altri Paesi, la Germania in particolare, con la previsione di finanziamenti anche da parte dei fondi strutturali europei.
Sempre con l'obiettivo di favorire l'incremento della certificazione ambientale da parte delle imprese, esprime l'opportunità che sia ridefinito il ruolo degli enti gestori dei parchi naturalistici.

Il rappresentante di Ambiente e/è vita, Fernando FERRARA, presenta alla Presidenza le osservazioni dell'associazione in merito al documento proposto.
Non avendo l'ambiente capacità infinite di accumulare e metabolizzare i guasti ad esso inferti, è urgente iniziare il risanamento ed il ripristino degli habitat naturali. Al mondo della produzione viene quindi chiesto di abbandonare l'ottica del semplice rispetto degli standards legislativi a favore di obiettivi più ecologici che possano coniugare l'economia e la produttività con la protezione e la salvaguardia dell'ambiente; al cittadino, del resto, vengono richiesti comportamenti e stili di vita diversi dal consumismo sfrenato fondato sull'«usa e getta», mentre alla pubblica amministrazione viene chiesto di inserire i costi occulti ambientali nella programmazione economica e nei bilanci aziendali.


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Il binomio sviluppo sostenibile e contabilità ambientale è ormai inscindibile, come mostrano le esperienze dell'ONU e di alcuni Paesi europei: in tale contesto si pone il sistema EMAS di ecogestione e di audit, che ha l'obiettivo di stimolare i soggetti produttivi, in modo volontario, a dotarsi di nuovi strumenti sia operativi che organizzativi per ottenere miglioramenti concreti di qualità ambientale.
Giudica estremamente positiva l'attività della Commissione in materia: le imprese, quelle grandi ma anche quelle piccole e medie, dimostrano di possedere una coscienza dell'impatto ambientale delle loro attività. È quindi opportuno che le normative cerchino di favorire quelle imprese che mostrano la volontà di migliorare i cicli produttivi, anche al fine di avvantaggiarsi rispetto alla concorrenza: questa può essere la giusta interpretazione del principio comunitario «chi inquina paga».
Dopo aver affermato che i limiti normativi per l'emissione di CO2 debbono essere rispettati, in una nuova visione di rispetto per l'ambiente, svolge alcune osservazioni sull'articolato proposto.

Il rappresentante della Confapi, Roberto FINESI, svolge diffuse osservazioni sulle varie parti del documento in esame, soffermandosi in particolare sulla formazione e sulla preparazione dei revisori ambientali, sul ruolo dell'ANPA nel coordinamento delle iniziative previste, nonchè sui rapporti fra imprese ed autorità preposte al controllo ambientale circa i tempi e le modalità per il superamento della non conformità; ritiene poi che la previsione relativa alla fideiussione debba essere estesa alle imprese con un numero di dipendenti non superiore a cinquanta unità.

Il rappresentante della Lega delle cooperative, Angelo ALGIERI, consente interamente con le osservazioni e le proposte formulate in precedenza dal dottor Campanile della CNA.

Il Presidente Franco GERARDINI ringrazia sentitamente gli intervenuti per il contributo offerto ai lavori della Commissione e preannunzia che le loro osservazioni saranno trasfuse nel documento riguardante gli incentivi alle imprese per lo sviluppo sostenibile, che sarà poi inviato nella nuova formulazione ai presenti.

Comunicazioni del Presidente.

Il Presidente Franco GERARDINI avverte che la Commissione tornerà a riunirsi mercoledì 9 settembre 1998, alle ore 14, per ascoltare il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e per il gas, professor Pippo Ranci.

La seduta termina alle 15,15.

N.B.: Il resoconto stenografico è pubblicato in un fascicolo a parte.