Mercoledì 15 aprile 1998. - Presidenza del Vicepresidente Vito LECCESE, indi del Presidente Achille OCCHETTO. - Interviene il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Rino Serri.
La seduta comincia alle 9,10.
7-00420 CALZAVARA: Sulla situazione in Tibet.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) dopo aver rilevato come il calendario sia stato modificato due volte e questo ostacoli i lavori della Commissione, esprime rammarico per la presentazione della risoluzione del deputato Ranieri, ricordando come nella precedente seduta dedicata alla discussione della sua risoluzione si fosse convenuto di limitarsi a presentare emendamenti e non testi alternativi. Riguardo poi al contenuto della risoluzione n. 7-00469, osserva come nelle premesse sia contenuto un capoverso assai singolare relativo alla tutela dell'ambiente e siano presenti nella parte finale alcune affermazioni che non coincidono con il pensiero del Dalai Lama. È tuttavia disponibile a modificare la sua risoluzione introducendovi il secondo capoverso del dispositivo della risoluzione del deputato Ranieri, purchè vengano soppresse le parole «anche informali e riservati». Ricorda quindi come in Tibet siano stati uccisi un milione e 500 mila tibetani e come il 90 per cento dei monasteri siano stati rasi al suolo. Risultano inoltre promossi insediamenti di coloni provenienti da altre regioni della Cina ed è stato designato un erede del Dalai Lama diverso da quello ufficiale. Dichiara infine di non ritenere possibile un ulteriore rinvio del seguito della discussione e chiede che la sua risoluzione venga posta oggi stesso in votazione.
Achille OCCHETTO, presidente, concorda sul piano procedurale con il deputato Calzavara, ricordando come nella scorsa seduta si fosse convenuto di limitarsi a modificare la risoluzione da lui presentata. Ritiene peraltro che la risoluzione del deputato Ranieri debba essere interpretata come un contributo volto a fornire materiale per la presentazione di emendamenti. Rileva quindi come nella risoluzione del deputato Calzavara sia contenuta una denuncia della violazione dei diritti umani in Cina che sarebbe assai singolare eliminare. Ritiene in conclusione che come base per la discussione debba essere assunta la risoluzione del deputato Calzavara, salva la possibilità di modificarla.
Dario RIVOLTA (gruppo forza Italia) nel rilevare come le due risoluzioni presentino un contenuto assai difforme, ricorda come nella precedente seduta il sottosegretario Toia avesse invitato ad attenuare i toni della risoluzione Calzavara, facendo osservare come in caso contrario vi fosse il rischio di compromettere le relazioni con la Repubblica popolare di Cina. Rileva quindi come la risoluzione del deputato Calzavara affermi con nettezza che è avvenuta un'invasione del Tibet da parte della Cina con l'intento di colpire la popolazione tibetana, mentre la risoluzione del deputato Ranieri non evidenzia tale aspetto e si limita a rivolgere un generico invito al dialogo. Nel riconoscere come i cinesi siano assai suscettibili alla questione tibetana, osserva tuttavia che se in nome di una politica realistica non si intende approvare la risoluzione Calzavara, risulterebbe comunque privo di significato modificarla privandola di un effettivo contenuto. Sottolinea in conclusione come la risoluzione del deputato Calzavara abbia una impostazione «filo-diritti umani» e quella del deputato Ranieri evidenzi una impostazione «filo-cinese».
Marco PEZZONI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo), nel ricordare la discussione svolta nella precedente seduta, osserva come il suo gruppo abbia contribuito a superare la contrapposizione tra «filo-cinesi» e «filo-diritti umani». È infatti necessario porre al primo posto i diritti umani, ma occorre poi individuare gli strumenti politici per una loro effettiva tutela. Ritiene peraltro che se si intende fare polemica con gli assenti e tessere alleanze politiche non sia il caso di richiamarsi ai diritti umani, facendo presente che nessun deputato del suo gruppo ha ritenuto di aggiungere la sua firma a quella del deputato Ranieri per mantenere fede all'impegno di assumere come testo base per la discussione la risoluzione Calzavara. Ritiene peraltro che quest'ultima risoluzione sia debole sul piano politico e non tenga conto delle iniziative in corso nell'ambito del Parlamento italiano e del Parlamento europeo per la ripresa dei negoziati tra Cina e Dalai Lama. Propone quindi di modificare le premesse della risoluzione del deputato Calzavara, chiarendo che l'obiettivo da perseguire è quello di una vera autonomia del Tibet. Concorda inoltre sull'opportunità di recepire il secondo periodo del dispositivo della risoluzione del deputato Ranieri sopprimendo le parole «anche informali e riservati». Non ritiene invece opportuno affrontare nei termini della risoluzione Calzavara il tema del genocidio, osservando come vi sia il rischio che, analogamente a quanto avvenuto in occasione dell'approvazione di un documento in materia da parte del Bundestag, si apra una crisi diplomatica con la Cina. Ricorda inoltre in proposito come già con riferimento alla questione del Kurdistan la Commissione abbia approvato una risoluzione in cui si dichiarava a favore della costituzione di uno Stato indipendente che non ha sortito alcun effetto.
Stefano MORSELLI (gruppo alleanza nazionale) ritiene che la Commissione stia affrontando una discussione importante ricorrendo a degli escamotage procedurali. Osserva infatti come i componenti del gruppo del deputato Ranieri potrebbero sottoscrivere la sua risoluzione consentendo alla Commissione di discuterne in modo approfondito. Dopo aver rilevato come tutti debbano condividere la necessità di assicurare il rispetto dei diritti umani nel Tibet, osserva come si tratti di un Paese occupato, dove da mezzo secolo è in corso una durissima repressione che non è possibile sottovalutare rivolgendo generici inviti al dialogo. Considera infatti doveroso affrontare in modo netto e risoluto la questione, individuando gli strumenti politici e diplomatici idonei. Ritiene che la risoluzione del deputato Ranieri non prenda in considerazione l'effettivo realtà del Tibet e sia pertanto opportuno concentrarsi sulla risoluzione del deputato Calzavara, osservando come ogni ulteriore rinvio non risulterebbe comprensibile.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale) osserva come gli uomini politici che si recano in Turchia dovrebbero tener conto della realtà del Tibet.
Ramon MANTOVANI (gruppo rifondazione comunista-progressisti) nel ricordare come nella scorsa seduta fosse stato deciso di lavorare sulla risoluzione del deputato Calzavara per giungere ad una soluzione unitaria, osserva come la risoluzione del deputato Ranieri rappresenti pertanto una novità sulla quale è opportuno discutere, evitando tuttavia di distinguere tra posizioni politiche e posizioni non politiche. Rileva quindi come non sempre l'equilibrio e la diplomazia siano da preferire alle prese di posizione forti quando si intende raggiungere determinati risultati. Fa quindi presente che la risoluzione del deputato Calzavara è, limitatamente al dispositivo, più moderata di quella del deputato Ranieri perché non entra nel merito degli assetti istituzionali del Tibet. Dopo aver rilevato come la risoluzione Calzavara sia tuttavia assai più efficace nelle premesse, dichiara che il suo gruppo è favorevole a modificarla sulla base del dispositivo della risoluzione del deputato Ranieri. Osserva quindi come la Cina, a differenza dell'Iraq, non sia un paese in stato di guerra e benefici tra l'altro della clausola di paese privilegiato nei rapporti economici con gli Stati Uniti, rilevando come per tali ragioni sia opportuno applicare alla Cina, senza esitazioni, le regole in materia di diritti umani che valgono per tutti gli altri paesi. Ritiene che la Commissione esteri dovrebbe applicare sempre tale criterio, che dovrebbe tra l'altro essere fatto valere nei confronti della Serbia che non riconosce i diritti della popolazione albanese del Kossovo.
Il sottosegretario SERRI dichiara che il Governo condivide la preoccupazione per la tutela dei diritti umani nel Tibet, che viene del resto costantemente espressa nei rapporti con il governo cinese. Il Governo ravvisa tuttavia una evoluzione della condotta del governo cinese che ha sottoscritto la dichiarazione sui diritti economici e culturali e sta valutando l'opportunità di sottoscrivere la dichiarazione sui diritti civili e politici. Per il Governo non è pertanto questo il momento delle scosse, ma di continuare ad esercitare una pressione che sta dando dei risultati. Il Governo intende inoltre rafforzare il rapporto con i partner europei per condurre un'azione quanto più possibile congiunta. Nel prendere quindi atto delle premesse della risoluzione Calzavara che, nei primi due capoversi, contiene delle valutazioni unilaterali in merito alle quali nutre delle perplessità, osserva come il dispositivo impegni il Governo ad agire negli organismi internazionali quando è stato già sperimentato che la strada della internazionalizzazione non è quella più utile in quanto genera una reazione negativa da parte del governo cinese. Il Governo ritiene invece assai più produttivi i rapporti bilaterali mentre non considera parte della sua politica l'internazionalizzazione della questione tibetana. Dichiara infine di non condividere l'equiparazione, implicita nella risoluzione, tra la Cina, il Tibet, il Turchestan orientale e la Mongolia inferiore.
Achille OCCHETTO, presidente, osserva come la risoluzione Calzavara potrebbe essere modificata accogliendo innanzitutto il rilievo del deputato Pezzoni relativo alla necessità di introdurre nelle premesse un riferimento alla istituzione di una vera e propria autonomia del Tibet. Dichiara quindi di comprendere l'obiezione del Governo relativa ai fori internazionali, rilevando tuttavia come vi debbano essere dei momenti di decisione e spetti poi al Governo calibrare la sua azione. Per quanto riguarda il secondo rilievo del Governo, osserva come, dopo la parola «Cina», potrebbero essere aggiunte le seguenti «e, in particolare,». Condivide infine la proposta di recepire il secondo capoverso del dispositivo della risoluzione del deputato Ranieri, sopprimendo le parole «anche informali e riservati».
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) dichiara
di comprendere le ragioni per le quali il Governo ha avanzato taluni rilievi, osservando tuttavia come la risoluzione contenga delle premesse forti che nessuno ha peraltro chiesto di modificare. Tali premesse riprendono del resto i contenuti di numerose risoluzioni approvate dal Parlamento europeo. Ritiene possibile accogliere anche il primo capoverso del dispositivo della risoluzione del deputato Ranieri, mentre considera opportuno accogliere il secondo capoverso solo fino alle parole «e il governo cinese». Sottopone conclusivamente alla Commissione la seguente nuova formulazione della sua risoluzione:
ad agire in tal senso e far sì che l'incontro tra il Dalai Lama e i rappresentanti del Governo della Repubblica Popolare Cinese possa avere luogo al più presto, nella ricerca di un accordo possibile e che sia tale da garantire anche il rientro degli esuli;
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale) nel sottolineare la rilevanza della modifica proposta dal deputato Pezzoni, esprime perplessità in merito alla posizione del Governo che intende limitare la sua azione al piano bilaterale senza considerare il rilievo dei fori internazionali dove potrebbe agire in accordo con gli altri paesi europei.
La Commissione approva quindi, all'unanimità, la risoluzione Calzavara ed altri 7-00420 come riformulata.
La seduta termina alle 10,30.
Mercoledì 15 aprile I998. - Presidenza del Presidente Achille OCCHETTO. - Interviene il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri Piero Franco Fassino.
La seduta comincia alle 10,30.
Disegno di legge:
La Commissione prosegue l'esame del disegno di legge.
Achille OCCHETTO, presidente, ricorda che martedì 14 aprile scorso, alle ore 12, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti. Comunica quindi che risultano presentati emendamenti pubblicati in allegato.
Mario BRUNETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti), relatore, raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 1.1 e 1.2, finalizzati a migliorare il testo dal punto di vista tecnico, e si rimette alla Commissione sull'emendamento Leoni e Pezzoni 2.1.
Il sottosegretario Rino SERRI esprime parere favorevole su tutti gli emendamenti presentati.
La Commissione approva l'emendamento 1.1 del relatore.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) osserva come l'emendamento 1.2 aumenti da uno a due i rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti nel Comitato, osservando come tale scelta appaia priva di giustificazione.
Mario BRUNETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti), relatore, osserva come la presenza dei rappresentanti sindacali venga giustificata sulla base della necessità di sensibilizzare gli iscritti a tali organizzazioni al tema dei diritti umani.
La Commissione approva l'emendamento 1.2 del relatore.
La Commissione approva quindi l'articolo 1 come modificato.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) osserva come l'approvazione dell'emendamento 2.1, in assenza di precise rassicurazioni da parte del Governo, rappresenterebbe un precedente pericoloso.
Il sottosegretario Rino SERRI fa presente come le spese previste dal disegno di legge in esame debbano essere effettuate entro il l998, rilevando come se vi fosse la necessità di applicare le norme di contabilità dello Stato non sarebbe possibile rispettare tale scadenza temporale.
Mario BRUNETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti), relatore, dichiara che, pur condividendo in linea di principio il rilievo del deputato Calzavara, comprende le motivazioni addotte dal rappresentante del Governo. Per tali ragioni ha ritenuto di rimettersi alla Commissione.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) nel prendere atto delle affermazioni del sottosegretario Serri, preannuncia voto contrario sull'emendamento 2.1.
Marco PEZZONI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo) osserva come sarà possibile celebrare il 50o anniversario della Dichiarazione dei diritti umani solo se
verrà approvato l'emendamento 2.1. L'approvazione di tale emendamento non comporterebbe peraltro alcuna deroga ai criteri di trasparenza e di efficienza, ma significherebbe solo prendere atto che la prevalenza di una logica ragionieristica impedirebbe l'attuazione del provvedimento.
Stefano MORSELLI (gruppo alleanza nazionale) nel ritenere assai debole la difesa dell'emendamento 2.1, osserva come non sia più possibile procedere per deroghe senza individuare regole che consentano un controllo rigido della spesa pubblica. Le celebrazioni in questione erano del resto da tempo previste ed il Governo ha con ogni probabilità omesso di presentare tempestivamente un disegno di legge in materia proprio per poter operare in deroga. Preannuncia pertanto il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento 2.1.
Il sottosegretario Rino SERRI ritiene che gli eventi di questi mesi abbiano dimostrato come il Governo sia estremamente rigoroso in materia di spesa pubblica. Per quanto riguarda il provvedimento in esame, rileva come si ponga esclusivamente il problema di disciplinare le procedure di spesa, mentre le decisioni relative alla finalizzazione dei finanziamenti dovranno essere assunte da un Comitato ove saranno presenti alcuni parlamentari. Ribadisce quindi che la mancata approvazione dell'emendamento 2.1 impedirebbe di spendere i fondi entro il 1998.
Achille OCCHETTO, presidente, pur concordando con la posizione espressa dal sottosegretario Serri, osserva come sarebbe possibile anticipare la presentazione di alcuni disegni di legge per esigenze di rigore finanziario. Invita quindi la Commissione a tener conto delle dichiarazioni del rappresentante del Governo.
Mario BRUNETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti), relatore, nel rilevare come la Commissione stia affrontando un problema estremamente delicato che non è tuttavia possibile approfondire nella sede in cui si procede, fa presente che le esigenze espresse dal rappresentante del Governo lo hanno indotto a rimettersi alla Commissione.
Stefano MORSELLI (gruppo alleanza nazionale) ritiene opportuno dare un segnale al Governo che approfitta della volontà della Commissione di operare nell'interesse generale del Paese. Nel ritenere pertanto necessario richiamare in questa occasione il Governo alle sue responsabilità, ribadisce che il suo gruppo esprimerà un voto contrario sull'emendamento 2.1.
La Commissione approva l'emendamento Leoni e Pezzoni 2.1.
Mario BRUNETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti), relatore, rileva l'opportunità, già evidenziata in una precedente seduta, di modificare le finalizzazioni della spesa contenute nella relazione tecnica. Andrebbero infatti incrementati i finanziamenti per il lavoro educativo: la voce «dichiarazione universale ed altri testi fondamentali sui diritti dell'uomo» dovrebbe essere aumentata a 250 milioni e quella «materiale didattico» per docenti a 150-200 milioni. Le spese per i «corsi di formazione» e per il «materiale audiovisivo» dovrebbero essere aumentate, rispettivamente, a 150-200 milioni e a 120-200 milioni. Gli aumenti di spesa indicati dovrebbero essere ripartiti nel biennio considerato dalla relazione tecnica. Si potrebbero viceversa ridurre i fondi per i «concorsi nazionali a premi per scuole di ogni ordine e grado», finalizzazione che appare il frutto di una metodologia sbagliata, nonché le spese per le visite guidate alle sedi delle maggiori organizzazioni internazionali del sistema ONU, iniziative queste riservate a pochi ed assai costose, e quelle per le conferenze nazionali promosse dal Comitato, conferenze che appaiono troppo numerose
e che vertono su temi determinati quando non vi è ancora un programma ufficiale. In tutti i casi indicati le spese potrebbero essere ridotte ai minimi termini o addirittura non previste.
Il sottosegretario Rino SERRI dichiara di apprezzare lo spirito delle proposte avanzate dal relatore e si impegna a verificarle con attenzione.
Mario BRUNETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti), relatore, nel rilevare l'evidente collegamento tra il provvedimento in esame e il disegno di legge 4316 relativo al Comitato interministeriale per i diritti dell'uomo, propone di chiedere, anche per il disegno di legge in titolo, il trasferimento in sede legislativa.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) concorda con la proposta formulata dal relatore.
Achille OCCHETTO, presidente, avverte che la richiesta di trasferimento in sede legislativa verrà inoltrata al Presidente della Camera una volta accertata la sussistenza delle condizioni richieste dall'articolo 92, comma 6, del regolamento.
La seduta termina alle 11,5.
Mercoledì 15 aprile 1998. - Presidenza del Vicepresidente Vito LECCESE. - Interviene il Sottosegretario di Stato per gli Affari esteri Piero Franco Fassino.
La seduta comincia alle 11,10.
Vito LECCESE, presidente, ricorda che la Commissione dovrà proseguire l'esame degli emendamenti (pubblicati in allegato al Bollettino delle Giunte e delle Commissioni del 26 marzo scorso) e dei subemendamenti (pubblicati in allegato al Bollettino delle Giunte e delle Commissioni del 10 aprile scorso), a partire da quelli riferiti all'articolo 4.
L'articolo 4 è sostituito dal seguente:
1. Il comma 1 dell'articolo 4 della legge 6 novembre 1989, n. 368, è sostituito dal seguente:
2. Al comma 4 dell'articolo 4 della legge 6 novembre 1989, n. 368, la parola: «sono» è sostituita dalle seguenti: «possono essere».
Conseguentemente, all'articolo 6, sopprimere il comma 4, all'articolo 14, capoverso, sostituire la parola: «dieci» con la parola: «ventinove» e la parola: «designati» con la parola: «nominati» e all'articolo 16, comma 1, sostituire la parola: «dieci» con la parola: «ventinove».
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 4.1 nuova formulazione, esprimendo parere contrario su tutti gli altri emendamenti riferiti all'articolo 4.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO concorda con il parere espresso dal relatore.
Mario BRUNETTI (gruppo rifondazione comunista-progressisti) osserva come il relatore abbia riproposto l'attuale composizione del CGIE, sfuggendo tuttavia alla necessità di rappresentare le minoranze linguistiche presentì all'estero.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, ricorda come il CGIE sia il frutto di una elezione di secondo grado ad opera dei Comitati degli italiani all'estero, osservando come non manchi la previsione di rappresentanze regionali.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) nel condividere quanto affermato dal deputato Brunetti, non ritiene che le minoranze linguistiche siano sufficientemente rappresentate. Illustra quindi il suo subemendamento 0.4.1.1, osservando come nel CGIE debbano essere presenti solo i rappresentanti dei cittadini all'estero e di parlamentari. Non comprende in particolare per quale motivo debbano essere designati dei rappresentanti della stampa.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, osserva come la presenza di rappresentanti della stampa si giustifichi, in particolare, in quanto la stampa estera usufruisce di contributi pubblici in misura assai inferiore alla stampa nazionale.
La Commissione respinge, con votazioni per parti separate, il subemendamento Calzavara 0.4.1.1.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira i suoi emendamenti 5.1, 5.3 e 5.4.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Calzavara 5.2 e raccomanda l'approvazione del suo emendamento 5.50.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO concorda con il parere del relatore.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara 5.2.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania» ritira i suoi emendamenti 6.1, 6.2, 6.18 e 6.19.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, esprime parere contrario sul subemendamento Calzavara 0.6.3.1, sugli emendamenti Calzavara 6.6, 6.7, 6.9, 6.20, 6.21, parere favorevole sull'emendamento Pezzoni ed altri 6.3, si
rimette alla Commissione sull'emendamento Rivolta ed altri 6.5 e raccomanda alla Commissione l'approvazione del seguente emendamento che recepisce il parere con condizioni espresso dalla Commissione bilancio:
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO si associa al parere espresso dal relatore, esprimendo tuttavia parere contrario sull'emendamento Rivolta ed altri 6.5.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) illustrando il suo subemendamento 0.6.3.1 osserva come le province autonome non abbiano motivo di esistere in uno stato federale.
La Commissione respinge il subemendamento Calzavara 0.6.3.1.
Dario RIVOLTA (gruppo forza Italia) invita il Governo a riconsiderare il proprio parere in merito al suo emendamento 6.5.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO si dichiara favorevole all'emendamento Rivolta ed altri 6.5.
La Commissione approva in linea di principio l'emendamento Rivolta ed altri 6.5, restando precluso l'emendamento 6.6.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 7.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO si associa al parere del relatore.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Rivolta ed altri 7.1 e 7.2.
Vito LECCESE, presidente, fa presente che il relatore ha presentato la seguente nuova formulazione del suo emendamento 8.1:
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira i suoi emendamenti 8.3, 8.4 e 8.6.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 8.1 nuova formulazione, esprimendo parere contrario sugli altri emendamenti presentati.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO si associa al parere del relatore.
La Commissione approva l'emendamento 8.1 nuova formulazione del relatore, restando precluso l'emendamento 8.2.
Dario RIVOLTA (gruppo forza Italia) ritira il suo emendamento 8.5.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, con riferimento all'emendamento 8.7, osserva come le riunioni del CGIE si tengono a Roma, salvo diversa decisione del Comitato di Presidenza del CGIE.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) illustrando il suo emendamento 8.7, osserva come proponga una soluzione chiara ed equilibrata nel rispetto di tutti i popoli presenti in Italia.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara 8.7.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania), illustrando il suo emendamento 8.8, rileva come si tratti di una proposta di carattere provocatorio ma che rende giustizia sia al Nord che al Sud.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara 8.8.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) osserva come il suo emendamento 8.50 abbia una impostazione di tipo federalista.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara 8.50.
Dario RIVOLTA (gruppo forza Italia) illustra le ragioni per le quali ha ritirato il suo emendamento 8.5.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) osserva come la Commissione abbia respinto i suoi emendamenti volti a decentrare la sede di riunione del CGIE, dimostrando di non possedere una cultura di tipo federalista.
Marco PEZZONI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo) osserva come avrebbe un carattere apertamente centralista decidere in Parlamento la sede di riunione del CGIE ed appaia invece opportuno rimettere tale scelta al Comitato di presidenza del CGIE.
La Commissione approva quindi l'articolo 8.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira i suoi emendamenti 9.1, 9.2, 9.3, 9.4 e 9.5.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale) relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Pezzoni ed altri 9.6.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO si associa al parere del relatore.
La Commissione approva in linea di principio l'emendamento Pezzoni ed altri 9.6.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira i suoi emendamenti 10.4, 10.15, 10.17, 10.18, 10.21, 10.24 e il suo subemendamento 0.10.6.1.
Dario RIVOLTA (gruppo forza Italia) ritira i suoi emendamenti 10.6 e 10.12.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti Calzavara 10.5, 10.11, 10.13, 10.14, 10.16, 10.22, 10.23 e 10.25 e sul subemendamento Calzavara
0.10.26.1, si rimette alla Commissione sull'emendamento Calzavara 10.26.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO si associa al parere espresso dal relatore, esprimendo tuttavia parere favorevole sul subemendamento Calzavara 0.10.26.1 e sull'emendamento Calzavara 10.26.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, l'emendamento Calzavara e Rossi 10.5 e l'emendamento Calzavara 10.11.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira il suo subemendamento 0.10.26.1.
La Commissione approva l'emendamento Calzavara 10.26.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Calzavara e Rossi 11.1 e sull'emendamento Calzavara 11.3; esprime parere favorevole sull'emendamento Amoruso 11.2.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO concorda con il parere del relatore.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara e Rossi 11.1.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira il suo emendamento 12.1.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 12.10 e 12.11.
Il sottosegretario Piero Franco FASSINO concorda con il parere del relatore.
La Commissione approva l'emendamento 12.10 del relatore.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira il suo emendamento 13.1.
La Commissione approva l'articolo 13.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira l'articolo aggiuntivo Calzavara e Rossi 16.01.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, esprime parere contrario sul subemendamento Calzavara e Rossi 0.16.02.1 e parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 16.02.
Il Sottosegretario Piero Franco FASSINO si associa al parere espresso dal relatore.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) illustrando il suo subemendamento 0.16.02.1, che riformula eliminando la modifica relativa al comma 1, osserva come questo sia volto a rendere più funzionale la
conferenza prevista dall'articolo aggiuntivo 16.02. Chiede quindi che sia posto in votazione per parti separate.
Dario RIVOLTA (gruppo forza Italia) condivide la preoccupazione relativa alla possibilità che la conferenza prevista dall'articolo aggiuntivo 16.2 risulti un organismo pletorico, privo di un ruolo effettivo. Dichiara pertanto di condividere il subemendamento 0.16.02.2, con l'eccezione della modifica relativa al comma 2.
La Commissione respinge quindi, con votazioni per parti separate, il subemendamento Calzavara e Rossi 0.16.02.1.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, osserva come l'articolo aggiuntivo 16.02 sia volto a coinvolgere il Governo nel suo complesso nelle materie che riguardano gli italiani all'estero. Rileva quindi come sarebbe opportuno prevedere in modo esplicito che il segretario generale del CGIE è componente della Conferenza prevista dall'articolo aggiuntivo.
Il Sottosegretario Piero Franco FASSINO rileva l'opportunità che il sottosegretario di stato delegato ai problemi delle comunità italiane all'estero partecipi in ogni caso alla conferenza.
Marco PEZZONI (gruppo democratici di sinistra-l'Ulivo) riformula l'articolo aggiuntivo 16.2 di cui è primo firmatario aggiungendo, alla fine dell'alinea del comma 3, le parole «e dal segretario del CGIE» e sostituendo, alla lettera a) del medesimo comma 3, la lettera «o» con la lettera «e».
La Commissione approva quindi in linea di principio l'articolo aggiuntivo 16.2 così come riformulato.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) ritira il suo subemendamento 0.17.2.1.
Mirko TREMAGLIA (gruppo alleanza nazionale), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Calzavara e Rossi 17.1 e parere favorevole sull'emendamento Calzavara 17.2.
Il Sottosegretario Piero Franco FASSINO si associa al parere del relatore, chiedendo tuttavia al presentatore di riformulare l'emendamento 17.2, sopprimendo le parole «di enti e istituti» e le parole «di fondazioni» e prevedendo che l'utilizzo delle risorse derivanti da atti di liberalità avvenga nel rispetto della normativa vigente.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara e Rossi 17.1.
Fabio CALZAVARA (gruppo lega nord per l'indipendenza della Padania) sottopone alla Commissione la seguente nuova formulazione del suo emendamento 17.2.
La Commissione approva in linea di principio l'emendamento Calzavara 17.2 nuova formulazione.
Vito LECCESE, presidente, ricorda che gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi approvati in linea di principio verranno trasmessi alle Commissioni competenti per il parere. Rinvia quindi ad altra seduta il seguito della discussione.
La seduta termina alle 12,30.
N.B.: Il resoconto stenografico è pubblicato in un fascicolo a parte.
7-00469 RANIERI: Sulla situazione in Tibet.
(Discussione congiunta e approvazione, con modificazioni, della risoluzione 7-00420).
La III Commissione,
considerato che
nel Tibet occupato è in corso una durissima repressione, che assume forme di vero e proprio genocidio, non soltanto culturale, programmato e praticato anche attraverso un massiccio trasferimento di popolazioni dalla Cina popolare allo scopo di estinguere per diluizione la popolazione tibetana;
decine di migliaia di prigionieri politici sono detenuti sul territorio della Repubblica popolare cinese nei famigerati «Laogai», all'interno dei quali le condizioni di detenzione sono letteralmente disumane;
il Dalai Lama, premio Nobel per la pace 1989 e capo spirituale e politico dei tibetani, nella fermezza non violenta e gandhiana propone incessantemente dialogo e negoziato con il governo di Pechino, sotto l'egida delle Nazioni unite e del loro segretario generale, per istituire una vera e propria autonomia del Tibet;
l'assemblea generale delle Nazioni unite ha ripetutamente affrontato la tragedia con le risoluzioni n. 1353 (XIV) del 1959, 1723 (XVI) del 1961, 2070 (XX) del 1965;
il Parlamento europeo ha reiteratamente levato la sua voce con le risoluzioni del 15 ottobre 1987, 16 marzo 1989, 15 marzo 1990, 12 settembre 1991, 13 febbraio 1992, 15 dicembre 1992, 25 giugno 1993, 17 settembre 1993, 13 luglio 1995, 14 dicembre 1995, nelle quali vengono denunciate le violazioni dei diritti umani in Tibet nonché l'invasione e l'occupazione del Tibet da parte della Repubblica Popolare di Cina;
risoluzioni sulla situazione in Tibet sono state approvate di recente dal Bundestag tedesco, dalla Camera dei deputati e dal Parlamento lussemburghese;
ad assecondare e sostenere l'eventualità di incontri preliminari, per la ripresa del dialogo tra il Dalai Lama e il Governo cinese;
a porre in essere ogni sforzo politico e diplomatico per promuovere negli organismi internazionali, in particolare presso il Consiglio d'Europa e le Nazioni unite, iniziative in favore del rispetto dei diritti umani nella Repubblica popolare di Cina, e, in particolare, nel Tibet, nel Turchestan orientale ed in Mongolia inferiore per la immediata scarcerazione dei detenuti politici e per la chiusura dei «Laogai».
(7-00420)
«Calzavara, Leccese, Oreste Rossi, Rodeghiero».
(nuova formulazione)
C. 4499 Governo: Iniziative e manifestazioni celebrazione del 50o anniversario
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
(Seguito dell'esame e richiesta di trasferimento in sede legislativa).
La Commissione approva quindi l'articolo 2 come modificato.
Fa quindi presente che il relatore ha presentato la seguente nuova formulazione del suo emendamento 4.1:
«1. Il CGIE è composto da novantaquattro membri dei quali sessantacinque in rappresentanza delle comunità italiane all'estero e ventinove nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri secondo la ripartizione indicata al comma 5».
3. Il comma 5 dell'articolo 4 della legge 6 novembre 1989 n. 368 è sostituito dal seguente:
«5. I ventinove membri di nomina governativa sono designati come segue:
a) dieci dalle associazioni nazionali dell'emigrazione;
b) sette dai partiti che hanno rappresentanza parlamentare;
c) nove dalle confederazioni sindacali e dai patronati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale e che siano rappresentati nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro;
d) uno dalla Federazione nazionale della stampa;
e) uno dalla Federazione unitaria della stampa italiana all'estero;
f) uno dalla organizzazione più rappresentativa dei lavoratori frontalieri».
4. 1 (nuova formulazione)
Tremaglia.
La Commissione approva quindi in linea di principio l'emendamento 4.1 nuova formulazione del relatore, restando preclusi gli emendamenti 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.7, 4.8. 4.9, 4.10, 6.22, 6.23, 6.8, 6.10, 6.11, 6.12, 6.13, 6.14, 6.15, 6.16 e 6.17.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5.
La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 5.50.
La Commissione approva l'articolo 5 come modificato.
La Commissione passa all'esame dell'articolo 6.
All'articolo 6, comma 5, capoverso, aggiungere, infine, il seguente periodo: «Agli eventuali oneri derivanti dall'applicazione del presente comma si provvede a carico degli ordinari stanziamenti di bilancio del Ministero degli affari esteri».
6.101.
Il relatore.
La Commissione approva in linea di principio l'emendamento Pezzoni ed altri 6.3. restando precluso l'emendamento 6.4.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Calzavara 6.7 e 6.9.
La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 6.101.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Calzavara 6.20 e 6.21.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara 7.4, restando preclusi gli emendamenti 10.1, 10.2, 10.8 e 10.9.
La Commissione respinge l'emendamento 7.5, restando precluso l'emendamento 10.30.
La Commissione approva l'articolo 7.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8.
All'articolo 8, sostituire il comma 1 con il seguente: 1. All'articolo 1 della legge 6 novembre 1989, n. 368, la parola: «presidente», ovunque ricorra, è sostituita dalle seguenti: «segretario generale» e, al secondo periodo, la parola: «presidente» è sostituita dalla seguente: «segreteria generale».
8.1 (Nuova formulazione).
Il relatore.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10.
La Commissione respinge con distinte votazioni, gli emendamenti Calzavara 10.13, l0.14 e 10.16.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara e Rossi 10.22.
La Commissione respinge l'emendamento Calzavara 10.23 e quindi l'emendamento Calzavara e Rossi 10.25.
La Commissione approva l'articolo 10 come modificato.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11.
La Commissione approva quindi in linea di principio l'emendamento Amoruso 11.2, restando precluso l'emendamento 11.3.
La Commissione passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 12.
La Commissione approva l'emendamento 12.11 del relatore.
La Commissione approva quindi l'articolo 12 come modificato.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13.
La Commissione approva l'articolo 15 cui non risultano riferiti emendamenti.
La Commissione passa all'esame degli articoli aggiuntivi relativi all'articolo 16.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 17.
All'articolo 17, dopo il comma 1, aggiungere il seguente: 1-bis. Per le proprie attività istituzionali il CGIE può avvalersi anche di risorse provenienti da atti di liberalità e di finanziamenti pubblici e privati, nel rispetto della normativa vigente».
17.2 (nuova formulazione).
Calzavara.
La Commissione approva l'articolo 17-bis cui non risultano riferiti emendamenti.