CAMERA DEI DEPUTATI - XIII LEGISLATURA
Resoconto della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse

SOMMARIO

Giovedì 24 luglio 1997


Sulla pubblicità dei lavori. ... 138

Audizione del dottor Giovanni Melillo, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli. ... 138

Comunicazioni del Presidente. ... 139


Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività ad esso connesse - Resoconto di giovedì 24 luglio 1997


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Giovedì 24 luglio 1997. - Presidenza del Presidente Massimo SCALIA.

La seduta comincia alle 17,40.

Sulla pubblicità dei lavori.

Il Presidente Massimo SCALIA avverte che, non essendovi obiezioni, l'odierna seduta verrà ripresa mediante il sistema televisivo a circuito chiuso; avverte inoltre che verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta.

Audizione del dottor Giovanni Melillo, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli.

Il Presidente Massimo SCALIA ringrazia il dottor Melillo per aver aderito all'invito a partecipare ai lavori della Commissione e gli dà la parola per svolgere una relazione introduttiva, in particolare sui rapporti fra la criminalità organizzata ed il trattamento dei rifiuti nella regione campana.

Il dottor Giovanni MELILLO ricorda che, alla fine del 1992, emersero chiaramente i legami fra le organizzazioni criminali e l'intero ciclo dello smaltimento dei rifiuti nella zona di Napoli e nell'intera Campania. Da quel momento è iniziata un'attività conoscitiva della magistratura volta a fornire una lettura organica del fenomeno, che ha dato sicuramente frutti positivi.
Premesso che dal 1993 ad oggi in Campania sono stati sciolti circa quaranta consigli comunali, con motivazioni diverse ma tutte attinenti al ruolo svolto dalla criminalità organizzata, fornisce informazioni varie sui rapporti fra le imprese operanti nel settore e gli altri cicli imprenditoriali.
Le indagini svolte hanno evidenziato che nella regione sono stati interrati rifiuti speciali e tossici, con effetti devastanti sul piano ambientale, fino al punto da farla diventare una vera e propria «pattumiera»: tale situazione critica si sta attualmente spostando in altre regioni, quali l'Abruzzo, il Lazio e la Basilicata.
Espone in seguito una serie di dati tecnici sull'utilizzo dei siti, sui materiali inerti e sui trattamenti di inertizzazione posti in essere a più riprese: il fenomeno, nel suo complesso, ha coinvolto un numero notevole di persone ed ha reso possibili enormi guadagni, anche perché in materia il sistema sanzionatorio non appare adeguato.
Facendo riferimento ai metodi adottati nelle indagini finora svolte, osserva che con la ricostruzione dei ruoli ricoperti dai soggetti imprenditoriali si sono compiuti notevoli passi in avanti, anche perché le


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forme di coordinamento attuate dalla procura nazionale antimafia hanno conseguito notevoli successi.
Successivamente richiama l'attenzione della Commissione sulle misure di prevenzione che devono essere adottate nei confronti dei soggetti criminali interessati, con riguardo ai patrimoni da sottoporre all'azione giudiziaria, anche con l'intervento delle procure distrettuali antimafia.
Fatto riferimento all'opera svolta da alcune preture facenti parte del distretto della corte d'appello di Napoli, che si sono occupate delle discariche per i rifiuti pericolosi, considera importante l'effettività dei controlli amministrativi preventivi, in Campania particolarmente carenti, anche perché le imprese criminali nel settore sono di facile costituzione e condizionano spesso l'attività delle amministrazioni locali.

Pongono domande e formulano osservazioni il Presidente Massimo SCALIA, che esprime in particolare preoccupazione per il quadro complessivo testé emerso, i senatori Giovanni POLIDORO, Giovanni LUBRANO DI RICCO, Angelo RESCAGLIO e Franco ASCIUTTI, i quali si soffermano soprattutto sull'efficacia dei controlli amministrativi, sui rapporti fra le procure territoriali e quella distrettuale antimafia in Campania, sulla localizzazione dei siti, sul coordinamento tra gli organi giudiziari e gli enti locali, nonché sulla legislazione in materia varata dagli altri Stati europei.

Ad essi risponde dettagliatamente il dottor MELILLO, il quale ribadisce che la frammentazione delle competenze dal punto di vista amministrativo determina, di fatto, una notevole carenza dei controlli.

Il Presidente Massimo SCALIA pone ulteriori domande, facendo anche riferimento all'audizione svolta in Commissione nelle settimane scorse dal procuratore nazionale antimafia aggiunto dottor Maritati; in particolare chiede notizie su alcune «famiglie» mafiose agenti nel territorio campano e su alcuni collaboratori di giustizia in relazione a procedimenti giudiziari in corso.

Replica diffusamente il dottor Giovanni MELILLO, il quale fornisce ampie informazioni anche sulle indagini relative alla ricostruzione complessiva dell'attività posta in essere da alcune specifiche imprese criminali.

Il Presidente Massimo SCALIA ringrazia il dottor Melillo, invitandolo a far pervenire alla Commissione le integrazioni che riterrà opportune riguardo ai temi testé esposti.

Comunicazioni del Presidente.

Il Presidente Massimo SCALIA ricorda che l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha deliberato, nelle riunioni del 2 luglio e 22 luglio scorsi, di avvalersi della collaborazione di alcuni esperti, ai sensi dell'articolo 6 della legge istitutiva n. 97 del 1997 e dell'articolo 21 del regolamento interno della Commissione. Fa conoscere successivamente i nominativi, con le cariche da essi rivestite.
Avverte che l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si riunirà giovedì 31 luglio 1997, alle ore 13,30, per definire il calendario alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.
Avverte, altresì, che una delegazione della Commissione si recherà in missione in Campania il 30 luglio prossimo.

La seduta termina alle 19,40.