Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento Istituzioni
Titolo: Determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica - D.Lgs. 177/2020
Riferimenti: SCH.DEC N.225/XVIII
Serie: Atti del Governo   Numero: 225/1
Data: 02/08/2022
Organi della Camera: I Affari costituzionali

 

 

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Dossier n. 330/1

 

 

 

 

 

 

 

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Atti del Governo n. 225/1

 

 

 

 

La redazione del presente dossier è stata curata dal Servizio Studi della Camera dei deputati

 

 

 

 

 

 

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AC0445b

 

 


INDICE

 

 

 

 

la determinazione dei collegi elettorali: Il decreto legislativo n. 177 del 2020. 5

La Camera dei deputati 19

Le circoscrizioni elettorali 19

I collegi uninominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa. 21

I collegi plurinominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa. 27

Il Senato della Repubblica.. 33

Le circoscrizioni elettorali 33

I collegi uninominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa. 36

I collegi plurinominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa. 41

 

I COLLEGI UNINOMINALI E PLURINOMINALI (CAMERA E SENATO) 47

Piemonte. 51

Lombardia.. 65

Trentino-Alto Adige. 93

Veneto.. 105

Friuli-Venezia Giulia.. 121

Liguria.. 133

Emilia-Romagna.. 143

Toscana.. 157

Umbria.. 169

Marche. 175

Lazio.. 185

Abruzzo.. 203

Molise. 211

Campania.. 217

Puglia.. 235

Basilicata.. 247

Calabria.. 253

Sicilia.. 263

Sardegna.. 281

Valle d’Aosta.. 291

 

COMUNI COMPRESI NEI COLLEGI UNINOMINALI DELLA CAMERA.. 295

Circoscrizione Piemonte 1. 297

Circoscrizione Piemonte 2. 299

Circoscrizione Lombardia 1. 304

Circoscrizione Lombardia 2. 306

Circoscrizione Lombardia 3. 309

Circoscrizione Lombardia 4. 312

Circoscrizione Veneto 1. 315

Circoscrizione Veneto 2. 317

Circoscrizione Friuli-Venezia Giulia.. 320

Circoscrizione Liguria.. 322

Circoscrizione Emilia-Romagna.. 324

Circoscrizione Toscana.. 327

Circoscrizione Umbria.. 330

Circoscrizione Marche. 331

Circoscrizione Lazio 1. 333

Circoscrizione Lazio 2. 335

Circoscrizione Abruzzo.. 337

Circoscrizione Molise. 339

Circoscrizione Campania 1. 340

Circoscrizione Campania 2. 342

Circoscrizione Puglia.. 345

Circoscrizione Basilicata.. 348

Circoscrizione Calabria.. 349

Circoscrizione Sicilia 1. 352

Circoscrizione Sicilia 2. 354

Circoscrizione Sardegna.. 356

Circoscrizione Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste. 358

Circoscrizione Trentino-Alto Adige/ Südtirol. 359

 

COMUNI COMPRESI NEI COLLEGI UNINOMINALI DEL SENATO.. 361

Regione Piemonte. 363

Regione Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste. 369

Regione Lombardia.. 370

Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. 379

Regione Veneto.. 381

Regione Friuli-Venezia Giulia.. 385

Regione Liguria.. 386

Regione Emilia-Romagna.. 388

Regione Toscana.. 391

Regione Umbria.. 393

Regione Marche. 394

Regione Lazio.. 396

Regione Abruzzo.. 399

Regione Molise. 401

Regione Campania.. 402

Regione Puglia.. 406

Regione Basilicata.. 408

Regione Calabria.. 409

Regione Sicilia.. 412

Regione Sardegna.. 415

 

 


la determinazione dei collegi elettorali: Il decreto legislativo n. 177 del 2020

Il decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177 – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 321 del 29 dicembre 2020 – reca la determinazione dei nuovi collegi elettorali, a seguito dell’entrata in vigore della legge costituzionale n. 1 del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari ed in attuazione della delega di cui all’articolo 3 della legge n. 51 del 2019.

 

Il decreto legislativo si compone di sei articoli e di quattro Tabelle allegate.

L’articolo 1 riguarda la determinazione dei collegi per la Camera dei deputati.

Sono previsti 147 collegi uninominali (inclusa la Valle d’Aosta) e 49 collegi plurinominali.

L’articolo 1 rinvia – per l’elenco dei comuni ricompresi nei singoli collegi uninominali – a quanto previsto dalla Tabella A.1 e per la determinazione dei confini dei collegi plurinominali alla Tabella A.2.

 

L’articolo 2 riguarda la determinazione dei collegi per il Senato della Repubblica.

Per il Senato sono previsti 74 collegi uninominali (inclusa la Valle d’Aosta) e 26 collegi plurinominali.

L’articolo 2 rinvia – per l’elenco dei comuni ricompresi nei singoli collegi uninominali – a quanto previsto dalla Tabella B.1 e per la determinazione dei confini dei collegi plurinominali alla Tabella B.2.

 

Le Tabelle recano, per ciascuna circoscrizione elettorale:

·       un codice alfanumerico e la denominazione della circoscrizione elettorale;

·       la denominazione del collegio;

·       la denominazione del comune o dell’area sub-comunale con la maggiore ampiezza demografica inclusi nel collegio;

·       la denominazione del comune o dell’area sub-comunale inclusi nel collegio.

 

Nei successivi paragrafi del presente dossier solo ripercorsi, per ciascuna regione, i confini dei nuovi collegi elettorali sulla base di quanto previsto nelle Tabelle A.1, A.2 e B.1 e B.2, con i dati di riferimento.

Nel Volume II sono in particolare elencati i comuni ricompresi in ciascun collegio uninominale.

 

Il decreto legislativo n. 177 del 2020 è stato adottato, come ricordato, in attuazione di quanto disposto dalla legge 51 del 2019 che, all’articolo 3, ha delegato il Governo alla determinazione dei collegi – uninominali e plurinominali – da esercitare entro 60 giorni nel caso in cui, entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge stessa, fosse intervenuta la promulgazione di una legge costituzionale modificativa del numero dei parlamentari. Con la legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre 2020 ed entrata in vigore il 5 novembre 2020, è stata approvata la riduzione del numero dei parlamentari.

 

La legge 27 maggio 2019, n. 51 ha modificato le norme per l’elezione della Camera e del Senato, al fine di assicurarne l'applicabilità indipendentemente dal numero dei parlamentari.

Le modifiche non incidono direttamente sulla configurazione del vigente sistema elettorale, come definito dalla legge n. 165 del 2017, essendo volte a determinare il numero di seggi da attribuire nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali sulla base di un rapporto frazionario, pari a tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni.

In tal modo il sistema elettorale può trovare applicazione indipendentemente dal numero dei parlamentari, senza che siano necessarie modifiche alla normativa elettorale, a seguito dell’entrata in vigore della riforma costituzionale che riduce il numero di parlamentari.

 

La riduzione del numero di parlamentari

 

La legge costituzionale n. 1 del 2020 modifica gli articoli 56, secondo comma, e 57, secondo comma, della Costituzione, riducendo il numero dei parlamentari: da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi. Conseguentemente è ridotto il numero dei parlamentari eletti nella circoscrizione estero: per la Camera da 12 a 8, per il Senato da 6 a 4.

I parlamentari da eleggere nel territorio nazionale sono dunque 392 deputati e 196 senatori.

Il testo interviene anche sulla previsione costituzionale dell'art. 57, terzo comma, che individua un numero minimo di senatori per ciascuna Regione. Rispetto al testo previgente, si stabilisce che sia pari a tre il numero minimo di senatori elettivi per ciascuna regione o provincia autonoma; resta immutata la rappresentanza senatoriale del Molise (due senatori) e della Valle d'Aosta (un senatore) prevista dal vigente articolo 57, terzo comma, della Costituzione.

Viene inoltre fissato a cinque il numero massimo di senatori a vita di nomina presidenziale, mentre non è modificata la previsione costituzionale vigente circa gli ex Presidenti della Repubblica senatori di diritto a vita.

 

 

In base all’art. 3 della legge n. 51 del 2019 alla determinazione dei nuovi collegi uninominali e dei collegi plurinominali si è dunque proceduto con decreto legislativo adottato previo parere delle competenti Commissioni parlamentari (atto del governo n. 225 - v. infra), le quali erano chiamate ad esprimersi entro 15 giorni dalla trasmissione del relativo schema di decreto legislativo, sulla base dei criteri e dei principi direttivi previsti all'articolo 3 della legge 51 del 2019 e all'articolo 3 della legge n. 165 del 2017.

Per i criteri di delega, infatti, l’articolo 3 della legge 51 del 2019, rinvia a quelli stabiliti dalla legge 156 del 2017 e, in particolare, a quanto previsto dall’articolo 3, commi 1 e 2 che - alla lettera b) – contengono i criteri per la costituzione dei collegi plurinominali; alle lettere c) e d) recano i criteri comuni per la costituzione dei collegi uninominali e plurinominali ed alla lettera e) intervengono sulla costituzione dei collegi uninominali nella circoscrizione Friuli-Venezia Giulia.

Non erano invece oggetto della delega legislativa le disposizioni riguardanti la circoscrizione Estero, alla quale sono assegnati, a seguito dell’entrata in vigore della legge costituzionale n. 1 del 2020, 8 seggi alla Camera e 4 seggi al Senato.

Non era inoltre oggetto di modifica quanto disposto per la regione Valle d’Aosta, alla quale spetta un solo seggio in ciascun ramo del Parlamento, secondo modalità di elezione - con metodo maggioritario - disciplinate da specifiche norme [1] .

 

Il sistema elettorale

 

Il sistema elettorale delineato dalla legge 165 del 2017 è un sistema elettorale misto, in cui i seggi sono attribuiti in parte in collegi uninominali maggioritari, in parte con metodo proporzionale

L’elettore dispone di un voto, da esprimere su un'unica scheda, recante: il nome del candidato nel collegio uninominale; il contrassegno di ciascuna lista o, nel caso di liste collegate in coalizione, i contrassegni di tali liste, con a fianco i nominativi dei candidati – da due a quattro, indicati secondo l’ordine di presentazione - nel collegio plurinominale.

Il territorio nazionale è ripartito in circoscrizioni, collegi plurinominali e collegi uninominali.

Alla Camera, dove il territorio è articolato in 28 circoscrizioni, la legge (D.P.R. 361 del 1957, Testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di seguito T.U. Camera) prevede la costituzione di un numero di collegi uninominali pari ai tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni, con arrotondamento all’unità inferiore.

Al Senato, dove il territorio è articolato in 20 circoscrizioni corrispondenti al territorio delle 20 regioni, la legge (D.Lgs. 533 del 1993, Testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di seguito T.U. Senato) prescrive la costituzione di un numero di collegi uninominali pari ai tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni regionali, con arrotondamento all'unità più prossima, assicurandone uno per ogni circoscrizione.

Nei collegi uninominali è proclamato eletto il candidato che ha ottenuto più voti, applicando quindi un metodo maggioritario; in caso di parità, è eletto il candidato più giovane.

 

Sia alla Camera sia al Senato il territorio è altresì suddiviso in collegi plurinominali in cui - previo riparto dei seggi con metodo proporzionale (a livello nazionale alla Camera, a livello regionale al Senato) tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento - sono proclamati eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista del collegio plurinominale, secondo l'ordine di presentazione.

 

 

L’articolo 3 del decreto legislativo n. 177 del 2020 specifica inoltre – analogamente a quanto era disposto dal precedente D.Lgs. n. 189 del 2017 sui collegi elettorali - che, nel caso in cui, prima della convocazione dei comizi elettorali, vengano istituiti nuovi comuni mediante fusione o distacco territoriale di comuni preesistenti ed i comuni di origine facciano parte di più collegi uninominali o plurinominali, il comune di nuova istituzione si intende assegnato al collegio uninominale o plurinominale nel cui ambito originario insisteva il maggior numero di popolazione residente ora confluita nel nuovo comune (comma 1).

La disposizione è dunque volta ad evitare incertezze applicative nel caso di mutamento delle circoscrizioni territoriali dei comuni stabilendo il criterio del collegio dove vi è il maggior numero della popolazione residente.

 

La modifica delle circoscrizioni territoriali dei comuni, compresa la creazione di nuovi comuni, è prevista dall’art. 133, primo comma, Cost. che ne attribuisce la competenza alle regioni, sentite le popolazioni interessate.

L’istituzione di un nuovo comune avviene mediante: fusione tra due o più comuni; costituzione in un comune autonomo di due o più frazioni o borgate appartenenti allo stesso comune o a comuni diversi che si distaccano dal comune di origine; incorporazione di uno o più comuni in altro comune contiguo.

 

Il comma 2 dispone inoltre in merito all’ipotesi di distacco di un comune da una regione e di aggregazione ad altra regione ai sensi dell’art. 132, secondo comma. Cost.

Si prevede che, nel caso in cui, prima della convocazione dei comizi, vi sia il distacco di un comune da una regione e l’aggregazione ad un’altra con conseguente mutamento di circoscrizione, il suddetto comune si intende assegnato, nell'ambito della nuova circoscrizione, al collegio plurinominale ed al collegio uninominale ad esso territorialmente contigui. Se più collegi sono territorialmente contigui, il suddetto comune si intende assegnato al collegio uninominale nel cui ambito insiste il minore numero di popolazione residente.

 

Ciò è avvenuto con la legge 5 dicembre 2017, n. 182, che ha disposto – prima della convocazione dei comizi per le elezioni politiche del 4 marzo 2018 (DPR 28 dicembre 2017, n. 209) - il distacco del comune di Sappada dalla Regione Veneto e l’aggregazione alla Regione Friuli-Venezia Giulia.

Il D.Lgs. n. 189 del 2017, per la determinazione dei collegi in attuazione della legge n. 165 del 2017, reca analoga disposizione.

 

Il comma 3, infine, reca una disposizione volta a precisare che le sezioni elettorali che interessano più collegi uninominali o plurinominali si intendono assegnate al collegio uninominale o plurinominale nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio elettorale di sezione.

 

Analoga disposizione era prevista dall’art. 3 del decreto legislativo n. 189 del 2017 e dall’art. 2 del decreto legislativo n. 122 del 2015 di determinazione dei collegi plurinominali della Camera dei deputati in attuazione della legge n. 52 del 2015 e dall’art. 2 del decreto legislativo n. 535/1993 relativo alla delimitazione dei collegi uninominali sulla base della legge n. 276/1993. L’ipotesi di sezioni che interessano più collegi può verificarsi in particolare nei casi in cui i collegi dividano il territorio comunale; la disposizione pone dunque una norma di chiusura in attesa di una revisione delle sezioni nei territori comunali in coerenza con la nuova disciplina elettorale.

 

L’articolo 4 dispone in ordine alla decorrenza dell’applicazione dei nuovi confini dei collegi elettorali specificando – in armonia con quanto disposto dalla legge costituzionale n. 1 del 2020 – che le disposizioni del decreto legislativo in esame si applicano a decorrere dal primo scioglimento o dalla prima cessazione di ciascuna Camera successivo al 4 gennaio 2021.

 

La legge costituzionale n. 1 del 2020 prevede infatti – all’articolo 4 – che le disposizioni di cui agli articoli 56 e 57 della Costituzione, come modificati da tale legge costituzionale, “si applicano a decorrere dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale e comunque non prima che siano decorsi sessanta giorni dalla predetta data di entrata in vigore”.

 

Dal momento dell’applicazione del decreto legislativo n. 177 del 2020  cessano di conseguenza di avere applicazione le corrispondenti disposizioni del decreto legislativo n. 189 del 2017 di determinazione dei collegi elettorali, che è stato adottato sulla base della legge n. 165 del 2017 e del numero di deputati e senatori antecedente alla riduzione disposta dalla legge costituzionale n. 1 del 2020.

 

 

Nella Relazione illustrativa allo schema di decreto legislativo (atto del governo 225) si evidenzia che la previsione risponde all’esigenza di coordinare l’applicabilità delle nuove disposizioni di determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per l’elezione di ciascuna Camera con l’effettiva applicazione della riduzione del numero dei parlamentari; allo stesso tempo, la previsione di cui all’articolo 4 assicura che le disposizioni di cui al citato decreto legislativo n. 189 del 2017 siano applicabili fino alla data dalla quale decorre l’applicazione della riduzione dei componenti di ciascuna Camera. In tal modo si chiarisce l’ambito di applicazione dal punto di vista temporale sia delle vigenti disposizioni sia delle nuove disposizioni per la determinazione dei collegi elettorali, assicurando l’operatività della legislazione elettorale di riferimento, in relazione alla diversa composizione numerica delle Camere.

In questo modo, da un lato, si garantisce che, a seguito di un eventuale scioglimento delle Camere prima dell’applicabilità della riduzione del numero dei parlamentari, possano svolgersi correttamente le elezioni sulla base dei collegi elettorali predisposti dal D.Lgs. n. 189 del 2017 e, dall’altro, che nel corso dell’attuale legislatura sia possibile utilizzare i collegi elettorali previsti dal richiamato decreto legislativo ai fini di eventuali elezioni suppletive.

Viene infine ricordato che la disposizione si pone in linea con la giurisprudenza costituzionale, secondo la quale «gli organi costituzionali o di rilevanza costituzionale non possono essere esposti alla eventualità, anche soltanto teorica, di paralisi di funzionamento» (sentenza n. 29/1987). Essa risponde alla «suprema esigenza di salvaguardia di costante operatività» dell’organo costituzionale nonché all’esigenza di «scongiurare l’eventualità di «paralizzare il potere di scioglimento del Presidente della Repubblica previsto dall’art. 88 Cost.» (sentenza n. 13/2012 e, tra le ultime, sentenza n. 1/2014).

La delega per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, invece, ai sensi dell’art. 3, commi 1 e 2, della legge n. 51 del 2019, deve essere esercitata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della predetta legge costituzionale. Pertanto, il decorso dei sessanta giorni per l’esercizio della delega terminerà con lo spirare del giorno 4 gennaio 2021 mentre le disposizioni della legge costituzionale n. 1 del 2020, che prevedono la riduzione del numero dei parlamentari, saranno applicabili spirato tale giorno, ossia dal 5 gennaio 2021.

 

L’articolo 5 reca la consueta clausola di neutralità finanziaria.

 

L’articolo 6 prevede che il decreto legislativo entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, quindi il 30 dicembre 2020 (G.U. n. 321 del 29 dicembre 2020).

 

 

La Commissione di esperti

 

Ai fini della predisposizione dello schema di decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali della Camera e del Senato il Governo si è avvalso – in base alle previsioni legislative della disposizione d delega - di una Commissione composta dal Presidente dell’Istat, che la presiede, e da dieci esperti in materia attinente ai compiti che la Commissione è chiamata a svolgere, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato (legge 165/2017, art. 3, comma 3).

 

La disposizione di delega (articolo 3 della legge n. 51 del 2019) dispone infatti che, per l’attuazione della stessa, si applicano i commi 3, 4 e 5 dell'articolo 3 della legge 3 novembre 2017, n. 165 ed è fatto salvo quanto disposto dal comma 6 del medesimo articolo 3 della legge 3 novembre 2017, n. 165 [2] .

 

Il comma 6 del citato articolo 3 della legge 165 del 2017 prevede che il Governo aggiorni con cadenza triennale la composizione della Commissione.

 

La Commissione è stata istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 novembre 2017, cui sono seguiti il dPCM 5 dicembre 2019 e il dPCM 13 gennaio 2020.

 

La Commissione, in relazione alle risultanze del censimento generale della popolazione, formula indicazioni per la revisione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali, secondo i criteri previsti dalla disposizione di delega, e ne riferisce al Governo. Per la revisione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali il Governo presenta un disegno di legge alle Camere [3] .

 

Si ricorda che la popolazione considerata ai fini della definizione dei collegi previsti dal decreto legislativo n. 177 del 2020 è quella determinata con decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2012 (pubblicato nella G.U. n. 294 del 18 dicembre 2012) sulla base del XV Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni condotto dall’Istat nel 2011 i cui dati si riferiscono al 9 ottobre 2011. I valori sono riscostruiti con riferimento alla geografia amministrativa vigente alla data della relazione trasmessa al Governo dalla Commissione di esperti.

 

In merito al censimento generale ed alla determinazione della popolazione legale, si ricorda che, fino alle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2018, l’Istat effettuava il Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni con cadenza decennale e su tale rilevazione era basata la determinazione della popolazione legale, con decreto del presidente della Repubblica.

Il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni è stato introdotto dall'articolo 3 del decreto-legge 179 del 2012 che ha segnato il passaggio dal censimento decennale al censimento permanente, tale cioè da produrre dati con cadenza annuale. Dopo un periodo di sperimentazione, la legge 205 del 2017, ai commi 227-237, ha disciplinato la materia. Le norme stabiliscono, tra l’altro, che l’Istat dall’anno 2018 effettua il censimento permanente della popolazione e delle abitazioni e che la popolazione legale è determinata con decreto del Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati del censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, secondo la metodologia e la cadenza temporale indicate nel Piano generale di censimento.

 

Nel corso dell’audizione svolta dalle Commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato il 3 dicembre 2020, il Presidente dell’Istat Blangiardo, ha informato che l’Istat fornirà i risultati del censimento permanente della popolazione e delle abitazioni finalizzati a determinare la popolazione legale del Paese riferita al 2021.

Il Piano generale di censimento, approvato dal Consiglio dell’Istat a seguito del parere del Ministero dell’economia e delle finanze e dell’intesa in sede di Conferenza unificata, stabilisce infatti che l’Istat fornirà i risultati del censimento permanente della popolazione e delle abitazioni finalizzati a determinare la popolazione legale del Paese riferita al 2021.

La popolazione legale sarà perciò determinata con decreto del presidente della Repubblica sulla base delle risultanze del censimento generale permanente al 31 dicembre 2021. Sino ad allora rimarrà vigente il censimento 2011. Il Presidente Blangiardo ha preannunciato, in proposito, nel corso della predetta audizione, che la popolazione legale potrà essere disponibile nella seconda parte dell’anno 2022.

 

Il parere parlamentare

La disposizione di delega (art. 3, commi 4 e 5 della legge 165 del 2017), richiamata dalla legge 51 del 2019, prevede – come ricordato - che lo schema del decreto legislativo per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali della Camera e del Senato sia trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Le Commissioni sono tenute a pronunciarsi nel termine di 15 giorni dalla data di trasmissione. Viene espressamente previsto che, qualora il decreto legislativo non sia conforme al parere parlamentare, il Governo, contemporaneamente alla pubblicazione del decreto, deve inviare alle Camere una relazione contenente adeguata motivazione. È altresì specificato che in caso di mancata espressione del parere delle Commissioni parlamentari nel termine previsto di 15 giorni, il decreto legislativo può comunque essere emanato.

 

Il 26 novembre 2020 è stato assegnato alle competenti Commissioni parlamentari lo schema di decreto legislativo (atto del Governo n. 225) adottato in attuazione dell’art. 3 della legge n. 51 del 2019.

 

In data 10 dicembre 2020, le Commissioni Affari costituzionali della Camera e del Senato hanno entrambe espresso parere favorevole con un’osservazione.

L’osservazione, in entrambi i pareri, ha riguardato la definizione dei tre collegi plurinominali della Circoscrizione Camera Lazio 1, proponendo una definizione dei tre territori (coincidente in entrambi i pareri) alternativa a quella indicata nello schema di decreto, con l'obiettivo – rappresentato nei pareri parlamentari - di rendere maggiormente omogenei, sul piano socio-economico e infrastrutturale, i territori interessati (si veda infra, la scheda sulla regione Lazio).

Il parere della I Commissione Senato contiene, inoltre, una raccomandazione inerente i collegi uninominali della regione Friuli - Venezia Giulia per l’elezione della Camera, chiedendo di valutare se soluzioni alternative rispetto a quella individuata siano suscettibili di permettere un migliore accesso alla rappresentanza dei cittadini espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 38 del 2001.

 

Il decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177 ha recepito l’osservazione contenuta nel parere parlamentare modificando la determinazione dei collegi plurinominali della circoscrizione Lazio 1.

Rispetto allo schema trasmesso al Parlamento (atto del Governo n. 225) non sono state apportate altre modificazioni.

 

Nella Relazione illustrativa all’atto 225 allo schema di decreto legislativo in esame, viene inoltre ripercorso il procedimento operativo definito dalla Commissione di esperti, presieduta dal Presidente dell’ISTAT, ai sensi della legge n. 51 del 2019, per la formazione dei collegi uninominali e plurinominali all’interno di ciascuna circoscrizione elettorale della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, unitamente ai dati e alle mappe geografiche dei nuovi collegi elettorali.

In tale sede viene altresì ricordato che le soluzioni tecniche indicate nella relazione trasmessa al Presidente del Consiglio dei ministri sono state accolte dal Governo che le ha assunte come base per la predisposizione dello schema di decreto legislativo trasmesso alle Camere, ritenendo di recepire integralmente le determinazioni adottate dall’organo tecnico istituito per tale finalità. Pertanto alla Relazione illustrativa è allegata la Relazione trasmessa dal Presidente della Commissione di esperti.

 

Relativamente al procedimento operativo seguito dalla Commissione di esperti, illustrato nella Relazione allegata all’atto del Governo n. 225, tenuto conto dei principi e criteri direttivi di delega, viene ricordato come il risultato dei passaggi operativi vada considerato nella sua interezza; i criteri non hanno un’applicazione gerarchica e possono essere utilizzati per favorire priorità che si impongano in realtà territoriali specifiche.

In tale quadro, per quanto riguarda i collegi uninominali della Camera dei deputati, è stato in primo luogo calcolato l’ammontare medio della popolazione dei collegi della circoscrizione e sono stati determinati i valori soglia (+/- 20% rispetto alla media) da rispettare.

La continuità territoriale all’interno dei collegi è assicurata garantendo che essi aggreghino sempre unità amministrative (comuni o aree sub-comunali) con parte di perimetro in comune, salvo per quelle insulari.

Il criterio relativo alla non divisibilità del territorio di un comune è rispettato, salvo i casi imposti dalla dimensione demografica come avviene per i comuni capoluogo di città metropolitana con popolazioni elevate.

È stata favorita l’integrità delle unità amministrative (province e città metropolitane) e funzionali (sistemi locali) sulle quali i collegi insistono.

In particolare:

- ovunque possibile il collegio uninominale coincide con il territorio di una provincia o città metropolitane (CM), ovvero di una sua parte, ovvero include integralmente due o più province fino a raggiungere la dimensione demografica consentita;

- qualora l’inclusione integrale delle unità amministrative non permetta di rispettare le soglie di popolazione, vengono utilizzati i sistemi locali che vi insistono, minimizzando il numero di province/città metropolitane da frazionare, procedendo alla “cessione/acquisizione” di sistemi locali interi e privilegiando la ricomposizione di quelli inter-provinciali.

Il ricorso ai sistemi locali, indicato espressamente per la Camera dei deputati, viene utilizzato, in generale, anche per il Senato della Repubblica in modo da facilitare il raccordo fra le geografie elettorali delle due Camere;

- se l’utilizzo di sistemi locali interi non è in grado di garantire il rispetto delle soglie di popolazione o di assicurare la coerenza del bacino territoriale dei collegi, vengono considerate ulteriori unità territoriali, definite e utilizzate dalle amministrazioni regionali e provinciali, dalle città metropolitane e dai comuni per l’erogazione dei servizi;

- qualora per il rispetto delle soglie demografiche sia necessario scorporare comuni appartenenti a un sistema locale si è minimizzata la numerosità della popolazione da sottrarre, tenendo altresì conto dell’omogeneità socio-economica dei territori;

- ove sia stato necessario aggregare a province/CM porzioni di altre unità amministrative si è evitato, se possibile, di includere in un collegio uninominale più di un capoluogo di provincia/CM.

Si è tenuto conto altresì dei seguenti fattori:

- dell’accessibilità viaria e/o ferroviaria ai comuni inclusi nel collegio;

- della presenza di assi infrastrutturali rilevanti per l’articolazione degli insediamenti residenziali, in particolare negli ambiti peri-urbani;

- della presenza di discontinuità morfologiche evidenti, se da questi separatori geografici naturali derivino discontinuità del tessuto insediativo e/o produttivo.

 

Per i comuni capoluogo di città metropolitana, allorché la dimensione demografica imponga la suddivisione del territorio comunale in più di un collegio, si è così proceduto:

- utilizzando le aree sub-comunali vigenti e riconosciute da ciascun comune (quali quartieri, municipi ecc. si veda il Prospetto 2 della Relazione) e tenendo conto delle loro caratteristiche morfologiche, economico-sociali e storico-culturali;

- formando il numero minimo possibile di collegi non costituiti interamente da porzioni del territorio del comune capoluogo (collegi misti).

In questo caso, per poter rispettare le soglie di popolazione, si è proceduto o includendo in tali collegi il numero minimo di comuni confinanti (se la popolazione del comune capoluogo è di poco inferiore a quella necessaria per definire uno o più collegi mono-comunali), o facendovi confluire la quota minima di popolazione del capoluogo (se la sua popolazione è di poco superiore a quella necessaria per definire uno o più collegi mono-comunali); in ogni caso, sono state considerate l’articolazione del tessuto insediativo e le relazioni funzionali fra i comuni in modo da preservare, quanto più possibile, la coerenza interna dei collegi misti.

Nel Prospetto 1 della Relazione, viene evidenziato inoltre come non si verifica in alcuna circoscrizione la coincidenza fra il numero dei collegi uninominali del Senato della Repubblica 1993 (decreto legislativo n. 535/1993) e quello dei collegi uninominali della Camera dei deputati, così come determinato in applicazione della legge n. 51/2019 e delle modifiche introdotte dalla legge costituzionale n. 1/2020. Tuttavia, la formazione dei nuovi collegi, comunque nel rispetto dei criteri attuali, tiene conto in modo residuale delle perimetrazioni dei collegi elettorali Camera 2017, definiti in applicazione della legge n. 165/2017 la quale indica la prescrizione enunciata precedentemente.

I collegi uninominali della Camera dei deputati che insistono sul territorio dei 14 comuni capoluogo di città metropolitane sono 26.

I comuni di Venezia, Bologna, Firenze, Bari, Reggio di Calabria, Catania, Messina e Cagliari sono compresi interamente in un unico collegio uninominale; nel caso di Bologna e Firenze il collegio coincide con il territorio del capoluogo (collegio mono-comunale).

In ragione della loro dimensione demografica per sei comuni capoluogo di CM è stato necessario definire più di un collegio uninominale: due a Torino e Napoli e tre a Milano i quali comprendono soltanto territorio del comune e insieme lo esauriscono; sette a Roma (quattro mono-comunali e tre misti); due a Genova, entrambi misti, e due a Palermo, uno mono-comunale e uno misto.

Nel complesso, i collegi che includono esclusivamente l’intero territorio del comune capoluogo di CM o soltanto sue parti (collegi mono-comunali) sono 14 su 26.

 

Per la formazione dei collegi uninominali del Senato della Repubblica si è perseguita la congruenza con quelli relativi alla Camera dei deputati, aggregando questi ultimi laddove venga rispettata l’integrità delle unità amministrative.

I collegi uninominali del Senato del Repubblica (SU) che insistono sul territorio dei 14 comuni capoluogo di città metropolitana sono 18.

Per Milano e Roma, a motivo della loro dimensione demografica, è stato necessario ripartire il territorio in più di un collegio uninominale. Per Genova il territorio comunale è stato suddiviso in due collegi, da formare comunque in questo numero per la collocazione intermedia del capoluogo all’interno della regione, la quale viene separata dal comune in due parti (per dettagli, si veda la parte B della relazione, regione Liguria). Complessivamente, in 5 casi su 18 è stato possibile disegnare collegi uninominali del Senato mono-comunali; in particolare, per Milano è mono-comunale uno dei due collegi, per Roma lo sono due su tre; per Torino e Napoli i confini dei rispettivi collegi SU comprendono interamente i territori dei comuni.

 

Per i collegi plurinominali considerato che – come già ricordato - la legge non ne predetermina il numero, salvo che per alcune circoscrizioni, il disegno geografico dei collegi plurinominali si è ottenuto per aggregazione di collegi uninominali contigui nell’ambito di ciascuna circoscrizione elettorale, seguendo un procedimento operativo che ha previsto:

- il rispetto dei principi e criteri direttivi previsti dalla legge;

- l’assegnazione a ciascun collegio di un numero di seggi plurinominali compreso tra 3 e 8 per la Camera dei deputati e tra 2 e 8 per il Senato della Repubblica, rendendo minimo tendenzialmente il numero di collegi ai quali è assegnato un numero di seggi inferiore al valore medio di riferimento, come stabilito dalla disposizione di delega;

 - la distribuzione quanto più possibile equa dei seggi fra i collegi plurinominali all’interno di ciascuna circoscrizione.

Seguendo tale procedimento operativo descritto si è potuto pervenire, per ciascuna circoscrizione, all’individuazione di alcune possibili geografie dei collegi plurinominali sia per la Camera sia per il Senato.

Per la valutazione comparativa delle eventuali diverse soluzioni possibili sono considerate l’omogeneità dell’ampiezza demografica dei collegi (attraverso il coefficiente di variazione delle loro popolazioni) e l’integrità territoriale delle unità amministrative e funzionali incluse nei collegi stessi; si è valutata, inoltre, la compattezza della loro forma, quale indicatore di prossimità della popolazione.

Infine viene ricordato come nella formazione dei collegi, la Commissione di esperti si è costantemente attenuta al rispetto massimo possibile dell’integrità delle province/città metropolitane (CM).

Ciò comporta che l’omogeneità interna dei collegi – sui diversi piani rilevanti – ricalchi sostanzialmente quella rilevabile per le province/CM che ne fanno parte. L’inclusione di sistemi locali interi all’interno dei collegi, salvo limitate eccezioni necessitate, garantisce ulteriormente l’omogeneità economico-sociale.

Le caratteristiche storico-culturali assumono un significato importante a livello di micro-aree, molto meno a quello di provincia o di gruppo di province.

Quando specificità storico-culturali del territorio siano presenti, esse risultano sottese, generalmente, al tessuto amministrativo.

Nel disegno dei collegi è stata favorita, ovunque fosse possibile, l’inclusione integrale dei territori così connotati in un unico collegio uninominale o plurinominale.

Conclusivamente, l’omogeneità dei collegi sotto i profili precedenti è stata garantita essenzialmente rispettando la geografia amministrativa disegnata dalle province/CM, quella consolidata a livello sub-comunale per i capoluoghi di città metropolitane frazionati in più collegi e quella funzionale relativa ai sistemi locali.

 

 

 

 


 

La Camera dei deputati

Le circoscrizioni elettorali

Per l’elezione della Camera dei deputati il territorio nazionale è ripartito in 28 circoscrizioni elettorali, individuate nella Tabella A allegata al T.U. Camera.

Per alcune circoscrizioni, dunque, il territorio coincide con quello dell'intera regione mentre per altre il territorio regionale è ripartito in più circoscrizioni (2 in Piemonte, 4 in Lombardia, 2 in Veneto, 2 in Lazio, 2 in Campania, 2 in Sicilia).

 

Si ricorda che le circoscrizioni elettorali per l’elezione della Camera dei deputati, non modificate dalla legge 51 del 2019, sono quelle individuate dalla legge 165 del 2017 che ha sostituito la citata Tabella A del Testo unico per le elezioni della Camera (dPR n. 361/57). Tali circoscrizioni sono il risultato dell'aggregazione di più collegi uninominali come definiti dal D.Lgs. n. 535 del 1993, recante la determinazione dei collegi uninominali del Senato della Repubblica, adottato in attuazione della legge n. 276 del 1993.

 

Secondo quanto stabilito dall’articolo 56 Cost. i deputati da eleggere nel territorio nazionale sono 392, essendo 8 i deputati eletti nella circoscrizione estero.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua - ai sensi dell’art. 56 Cost., comma 3 - dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per 392 e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

 

Si ricorda che ai sensi dell'articolo 3 del TU per l'elezione della Camera, l'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni elettorali, di cui alla tabella A, è effettuata - sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istat - con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per l'interno, da emanare contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi.

 

La seguente Tabella mostra la ripartizione matematica di 392 seggi tra le circoscrizioni sulla base del numero degli abitanti risultante dall’ultimo censimento Istat, tenuto conto delle vigenti disposizioni costituzionali.

Come ricordato, il censimento cui si fa riferimento è il 15° Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni, condotto dall’ISTAT nel 2011 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012 (D.P.R. 6 novembre 2012).

 

 


 

I collegi uninominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa

 

L’articolo 1, comma 2, del T.U Camera, modificato dall’articolo 1 della legge 51 del 2019, stabilisce che nel territorio nazionale devono essere costituiti un numero di collegi uninominali pari ai tre ottavi del numero di deputati da eleggere (392), arrotondato all’unità inferiore.

 

Il numero complessivo di collegi uninominali che devono essere costituiti è pertanto pari a 147.

 

Tali collegi devono essere ripartiti nelle circoscrizioni elettorali, in proporzione alla popolazione residente, con il metodo dei quozienti interi e dei maggiori resti, fermo restando le seguenti prescrizioni dettate dalla legge (art. 1, comma 2):

 

§  la circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol è ripartita in un numero di collegi uninominali pari alla metà dei seggi assegnati alla circoscrizione (che sono 7), con arrotondamento all'unità pari superiore; pertanto sono 4 i collegi uninominali della circoscrizione;

 

§  le circoscrizioni cui sono assegnati 3 deputati sono ripartite in 2 collegi uninominali (art. 1, comma 2); con i numeri conseguenti la riforma costituzionale questa ipotesi non si verifica;

 

§  le circoscrizioni cui sono assegnati 2 deputati sono costituite in un collegio uninominale; è il caso della circoscrizione Molise;

 

§  nella regione Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste, che è circoscrizione elettorale, è costituito un solo collegio uninominale corrispondente al territorio dell’intera regione, al quale spetta un solo seggio attribuito con metodo maggioritario (art. 2 e Titolo VI).

 

La disposizione di delega legislativa per la determinazione dei collegi elettorali recata dall’art. 3 della legge n. 51 de 2019 (v. anche infra) dispone, quindi (comma 2, lett. a), n. 1) che - ai fini dell'elezione della Camera dei deputati - nelle circoscrizioni del territorio nazionale è costituito un numero di collegi uninominali pari a quello risultante dall'applicazione dell'articolo 1, comma 2, del T.U Camera.

 

 

 

La seguente Tabella mostra la ripartizione dei seggi da attribuire nei collegi uninominali applicando le disposizioni contenute nel T.U. Camera, all’articolo 1, comma 2, come modificato dalla legge 51 del 2019, sulla base del numero degli abitanti risultante dall’ultimo censimento Istat, tenuto conto delle vigenti disposizioni costituzionali.

 

 

Si ricorda che ai sensi dell'articolo 3 del TU per l'elezione della Camera con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per l'interno, da emanare contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della  popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, è determinato il numero complessivo di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione nei collegi plurinominali, compresi i seggi spettanti ai collegi uninominali.

 


 

 

 

 

 

 

 

I nuovi collegi uninominali della Camera dei deputati

 

 

 


 

Il perimetro dei collegi uninominali assegnati a ciascuna circoscrizione è determinato in base alla delega legislativa esercitata dal Governo, ai sensi dell’art. 3, comma 2, lett. a) della legge 51 del 2019, secondo i principi ed i criteri direttivi a cui la stessa norma rinvia, contenuti all’articolo 3, comma 1, lettere b), c), d) ed e), della legge 165 del 2017.

 

Nello specifico, i criteri per la determinazione dei collegi uninominali della Camera sono contenuti nelle lettere c), d) - che contengono i criteri di delega comuni per la costituzione dei collegi uninominali e plurinominali - ed e):

 

1)    la popolazione di ciascun collegio uninominale non può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi uninominali della circoscrizione di oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto (lett. c));

2)    nella formazione dei collegi uninominali sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio, tenendo altresì conto delle unità amministrative su cui insistono i territori e, ove necessario, dei sistemi locali e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari (lett. d));

 

I criteri del rispetto della coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio, dell’omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari, erano presenti anche nella delega al Governo per la determinazione dei collegi plurinominali della Camera prevista dall’art. 4 della legge n. 52/2015 ed attuata con il decreto legislativo n. 122/2015 e nella delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali prevista dall’art. 7 della legge n. 277/1993 ed attuata con il decreto legislativo n. 536/1993. I sistemi locali del lavoro (SLL), come definiti dall’Istat sulla base delle indicazioni presenti in ambito europeo, “rappresentano una griglia territoriale i cui confini sono definiti utilizzando i flussi degli spostamenti giornalieri casa/lavoro (pendolarismo) rilevati in occasione dei Censimenti generali della popolazione e delle abitazioni. Poiché ogni sistema locale è il luogo in cui la popolazione risiede e lavora e dove quindi esercita la maggior parte delle relazioni sociali ed economiche, gli spostamenti casa/lavoro sono utilizzati come proxy delle relazioni esistenti sul territorio”.

 

3)    i collegi uninominali, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi (lett. d));

4)    nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai suddetti princìpi e criteri direttivi, deve tenere conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi (lett. d));

5)    nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia uno dei collegi uninominali è costituito in modo da favorire l'accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell'articolo 26 della legge 23 febbraio 2001, n. 38 (lett. e)).

 

La medesima lettera d) prevede che, nelle circoscrizioni nelle quali il numero dei collegi uninominali è pari a quello previsto dal decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 535, recante “Determinazione dei collegi uninominali del Senato della Repubblica”, adottato in attuazione della c.d. legge Mattarella (n. 276 del 1993) la formazione dei collegi uninominali sia effettuata adottando come riferimento, ove possibile, le delimitazioni dei collegi previste dal medesimo decreto legislativo n. 535 del 1993. Come risulta anche dalla Relazione illustrativa, tale condizione non si è verificata in alcuna circoscrizione.

 

 


 

I collegi plurinominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa

 

Per l’assegnazione dei seggi da attribuire nel territorio nazionale con metodo proporzionale (245 seggi alla Camera), il testo unico per l’elezione della Camera (non modificato al riguardo dalla legge 51 del 2019) stabilisce che ciascuna circoscrizione sia ripartita in collegi plurinominali costituiti dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi – per la Camera - non inferiore a 3 e non superiore a 8 (art. 1, comma 3, T.U. Camera).

 

Pertanto, mentre il numero dei collegi uninominali è determinato dalla legge, il numero dei collegi plurinominali è rimesso, quanto alla sua determinazione, all’esercizio della delega. Applicando quanto stabilito dalla legge è possibile calcolare il numero di seggi che, in ciascuna circoscrizione, sono attribuiti con metodo proporzionale nei collegi plurinominali.

 

Si ricorda che ai sensi dell'articolo 3 del TU per l'elezione della Camera con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per l'interno, da emanare contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi, sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto nazionale di statistica, è determinato il numero complessivo di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione nei collegi plurinominali, compresi i seggi spettanti ai collegi uninominali.

 

La seguente Tabella mostra per ciascuna circoscrizione, il totale dei seggi assegnati, il numero di collegi uninominali e il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali, sulla base di una ripartizione matematica tenuto conto del numero degli abitanti risultante dall’ultimo censimento Istat e delle vigenti disposizioni legislative.

 

 

 


 

 

I principi e criteri direttivi per la costituzione dei collegi plurinominali, secondo quanto stabilito dall’articolo 3 della legge 51 del 2019, sono dettati dall’articolo 3, comma 1, della legge 165 del 2017, con riguardo alle lettere b), c) e d).

 

La disposizione di delega (lettera b) prevede in primo luogo che, fatta eccezione per la Valle d’Aosta, cui spetta un seggio da attribuire con metodo maggioritario, in ogni circoscrizione del territorio nazionale, i collegi plurinominali sono formati dall'aggregazione di collegi uninominali contigui. La legge al contempo specifica che ciascun collegio uninominale della circoscrizione è compreso in un collegio plurinominale.

 

Il numero dei collegi plurinominali costituiti in ciascuna circoscrizione e il relativo territorio è determinato in modo che in ciascun collegio plurinominale, sulla base della popolazione residente determinata ai sensi dei risultati dell’ultimo censimento generale effettuato dall’Istat (che si riferisce all’anno 2011), sia assegnato un numero di seggi determinato dalla somma del numero dei collegi uninominali che lo costituiscono e di un ulteriore numero di seggi, di norma, non inferiore a tre e non superiore a otto, “in modo tale che tendenzialmente risulti minimo il numero di collegi plurinominali nei quali è assegnato un numero di seggi inferiore al valore medio” (art. 3, comma 1, lett. b), legge 165 del 2017).

 

Nella Relazione illustrativa si ricorda come la Commissione di esperti abbia operato rendendo minimo tendenzialmente il numero di collegi con una numerosità di seggi inferiore a 6 (valore medio calcolato come [(8+3)/2]=5,5, arrotondato per eccesso) per la Camera dei deputati e a 5 (valore medio calcolato come [(8+2)/2=5]) per il Senato della Repubblica e, contestualmente, prediligendo la soluzione che comporta la minimizzazione del numero di collegi con una numerosità di seggi inferiore alla media della singola circoscrizione di appartenenza.

In proposito si vedano anche le Tabelle infra.

 

La medesima disposizione di delega, inoltre, contiene disposizioni specifiche per singole circoscrizioni:

 

§  alla circoscrizione Molise è assegnato un seggio da attribuire con metodo proporzionale;

 

§  nelle circoscrizioni Trentino-Alto Adige/Südtirol, Umbria e Basilicata è costituito un unico collegio plurinominale comprensivo di tutti i collegi uninominali della circoscrizione.

 

Gli altri criteri di delega sono i medesimi previsti anche per la determinazione dei collegi uninominali dalle lettere c) e d) (v. supra):

 

§  la popolazione di ciascun collegio uninominale non può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi uninominali della circoscrizione di oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto (lett. c));

 

§  nella formazione dei collegi uninominali sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio, tenendo altresì conto delle unità amministrative su cui insistono i territori e, ove necessario, dei sistemi locali e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari (lett. d));

 

§  i collegi uninominali, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi (lett. d));

 

§  nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai suddetti princìpi e criteri direttivi, deve tenere conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi (lett. d)).

 

 

 

Le Tabelle che seguono riepilogano i collegi plurinominali come definiti dal decreto legislativo n. 177 del 2020, Tabella A.2. (vedi infra), ed indicano, per ciascuno di essi, il numero di seggi da attribuire con metodo proporzionale.

 


Camera dei deputati - Riepilogo del numero di collegi plurinominali per seggi attribuiti

Camera dei deputati – Collegi plurinominali


segue Camera dei deputati – Collegi plurinominali

 


 

Il Senato della Repubblica

Le circoscrizioni elettorali

Per l’elezione del Senato della Repubblica – eletto su base regionale ai sensi dell’art. 57 della Costituzione e la cui disciplina è recata dal D.Lgs. 533 del 1993 (testo unico per l’elezione del Senato, di seguito T.U. Senato) – il territorio nazionale è suddiviso in circoscrizioni elettorali corrispondenti alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano.

 

Con riguardo all’elezione del Senato su base regionale, si ricorda che è in corso di esame parlamentare presso la Commissione Affari costituzionali della Camera la proposta di legge costituzionale A.C. n. 2238 a prima firma Fornaro che, all’articolo 1, modifica il primo comma dell'articolo 57 della Costituzione il quale, nella vigente formulazione, stabilisce che il Senato è eletto "a base regionale" – fatti salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero – prevedendo che sia eletto "su base circoscrizionale".

 

Secondo quanto stabilito dalla dall’articolo 57 Cost., come modificato dalla legge costituzionale n. 1 del 2020, i senatori da eleggere nel territorio nazionale sono 196, essendo 4 i senatori eletti nella circoscrizione estero.

 

Come già ricordato, la riforma costituzionale è intervenuta anche nella definizione del numero minimo di senatori per ciascuna regione, definito al comma 3. Rispetto al testo previgente, si stabilisce che sia pari a 3 il numero minimo di senatori elettivi per ciascuna regione o provincia autonoma.

 

Oltre a ridurre proporzionalmente il numero minimo di senatori da eleggere in ciascuna regione, la riforma aggiunge in Costituzione il richiamo alle province autonome (di Trento e di Bolzano); parallelamente, al comma 4, concernente la ripartizione dei seggi tra le regioni, dopo la parola ‘regioni’ sono aggiunte le parole ‘province autonome’.

 

Resta, invece, immutata – rispetto al testo previgente - la rappresentanza senatoriale del Molise (due senatori) e della Valle d'Aosta (un senatore).

 

La ripartizione dei seggi tra le regioni e le province autonome, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero e quanto stabilito in relazione al numero minimo di senatori per regione, si effettua – ai sensi dell’art. 57 Cost., comma 4 - in proporzione alla popolazione delle regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

 

Si ricorda che ai sensi dell'articolo 1 del T.U. Senato, l'assegnazione del numero dei seggi alle singole regioni, è effettuata - sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell’Istat - con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per l'interno, da emanare contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi.

 

La seguente Tabella mostra la ripartizione di 196 seggi tra le regioni e le province autonome, secondo le disposizioni costituzionali e sulla base del numero degli abitanti risultante dall’ultimo censimento Istat.

Come già ricordato, il censimento cui si fa riferimento è il 15° Censimento Generale della popolazione e delle abitazioni, condotto dall’ISTAT nel 2011 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2012 (D.P.R. 6 novembre 2012).

 

Il numero minimo di senatori previsto per ciascuna regione e provincia autonoma si applica, come mostra la tabella nella colonna denominata “seggi fissi”, alle due province autonome ed alla regione Basilicata. A queste regioni, infatti, applicando la ripartizione proporzionale dei seggi sulla base della popolazione, verrebbero assegnati un numero di seggi inferiore a quello stabilito dalla Costituzione.

 

 

 


 

Senato della Repubblica

 

 

 

 

 

I collegi uninominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa

L’articolo 1, comma 2, del T.U Senato, modificato dall’articolo 2 della legge 51 del 2019, stabilisce che nel territorio nazionale debbano essere costituiti un numero di collegi uninominali pari ai tre ottavi del numero di senatori da eleggere (196), arrotondato all’unità più prossima e assicurandone uno per ogni circoscrizione. Il numero complessivo di collegi uninominali che devono essere costituiti è pertanto pari a 74.

 

Tali collegi devono essere ripartiti nelle circoscrizioni, in proporzione alla popolazione residente, con il metodo dei quozienti interi e dei maggiori resti, fermo restando le seguenti prescrizioni dettate dalla legge:

 

§  in ciascuna circoscrizione, deve essere assicurata la costituzione di almeno 1 collegio uninominale (art. 1, comma 2);

 

§  le regioni che eleggono un solo senatore sono costituite in unico collegio uninominale (art. 1, comma 3);

 

§  la circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita in sei collegi uninominali definiti ai sensi della legge 422 del 1992, ovvero in un numero di collegi uninominali individuato nel numero pari più alto nel limite dei seggi assegnati alla regione (art. 1, comma 4).

 

Con riguardo alla circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol si ricorda che la legge 422 del 1991 definisce i sei collegi del Senato in attuazione della “misura 111” del cosiddetto pacchetto conseguente l’accordo De Gasperi-Gruber a favore della popolazione alto-atesina [4] ; 3 interamente costituiti nella Provincia autonoma di Bolzano e 3 interamente costituiti nella Provincia autonoma di Trento.

 

I suddetti collegi sono stati poi ripresi nella definizione dei sei collegi uninominali previsti sia dal decreto legislativo n. 535 del 1993, che ha determinato i collegi uninominali in attuazione della legge 276 del 1993, sia dal decreto legislativo 189 del 2017 che ha determinato i collegi in attuazione della legge 165 del 2017.

 

A seguito della riforma costituzionale di riduzione del numero di parlamentari la circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol elegge 6 senatori (ovvero, secondo la nuova dizione costituzionale, ciascuna provincia autonoma elegge 3 senatori), nei collegi uninominali per espressa previsione della legge e 7 deputati, 4 dei quali in collegi uninominali e i restanti 3 nel collegio plurinominale costituito dal territorio dell’intera regione.

 

La disposizione di delega legislativa per la determinazione dei collegi elettorali recata dall’art. 3 della legge n. 51 de 2019 (v. anche infra) dispone, quindi (comma 2, lett. b) n. 1) che - ai fini dell'elezione del senato della Repubblica - il territorio nazionale è suddiviso nel numero di collegi uninominali che risulta dall'applicazione dell'articolo 1, comma 2, del TU Senato.

 

La Tabella che segue mostra la ripartizione dei seggi da attribuire nei collegi uninominali applicando le disposizioni contenute nel TU Senato, all’articolo 1, come modificato dalla legge 51 del 2019.

 

Si ricorda che ai sensi dell'articolo 1, comma 2-ter del TU per l'elezione del Senato, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, da emanare contemporaneamente alla convocazione dei comizi, è determinato il numero complessivo di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione regionale nei collegi plurinominali, compresi i seggi spettanti ai collegi uninominali, determinati – entrambi - in attuazione della delega legislativa in esame.

 

 


 

Senato della Repubblica

 

 


 

 

I nuovi collegi uninominali del Senato della Repubblica

 

 

 

Applicando le disposizioni di legge, dunque, sono cinque le regioni in cui è costituito un solo collegio uninominale: Friuli Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo, Molise e Basilicata, oltre alla regione Valle d’Aosta che elegge un solo senatore nell’unico collegio uninominale.

 

Salvo i collegi uninominali della circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol e quelli il cui territorio coincide con l’intera regione, il perimetro dei collegi uninominali assegnati a ciascuna circoscrizione regionale è determinato in base alla delega legislativa esercitata dal Governo, ai sensi dell’art. 3, comma 2, lett. b) della legge 51 del 2019, secondo i principi ed i criteri direttivi a cui la stessa norma rinvia, contenuti all’articolo 3, comma 2, lettere b), c), d) ed e) della legge 165 del 2017.

 

I criteri direttivi per la determinazione dei collegi uninominali del Senato sono i medesimi previsti per la costituzione dei collegi uninominali della Camera e sono contenuti nelle lettere c), d) ed e):

 

§  la popolazione di ciascun collegio uninominale non può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi uninominali della circoscrizione di oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto;

 

§  nella formazione dei collegi uninominali sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio, e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari;

 

§  i collegi uninominali, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi;

 

§  nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai suddetti princìpi e criteri direttivi, deve tenere conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi;

 

§  nella circoscrizione Friuli Venezia Giulia uno dei collegi uninominali è costituito in modo da favorire l'accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena, ai sensi dell'articolo 26 della legge 23 febbraio 2001, n. 38.

 

I collegi plurinominali ed i criteri per l’esercizio della delega legislativa

 

Per l’assegnazione dei seggi da attribuire nel territorio nazionale con metodo proporzionale (122 seggi al Senato), il testo unico per l’elezione del Senato (non modificato a riguardo dalla legge 51 del 2019) prevede che ciascuna circoscrizione regionale è ripartita in collegi plurinominali costituiti dalla aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi – per il Senato - non inferiore a 2 e non superiore a 8 (art. 1, comma 2-bis, T.U. Senato).

Pertanto, mentre il numero dei collegi uninominali è determinato dalla legge, il numero dei collegi plurinominali è rimesso all’esercizio della delega. Applicando quanto stabilito dalla legge è possibile calcolare il numero di seggi che, in ciascuna regione, sono attribuiti con metodo proporzionale nei collegi plurinominali.

 

La Tabella che segue mostra per ciascuna regione, il totale dei seggi assegnati, il numero di collegi uninominali e il numero di seggi da attribuire nei collegi plurinominali.

 

Si ricorda che ai sensi dell'articolo 1, comma 2-ter del TU per l'elezione del Senato, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, da emanare contemporaneamente alla convocazione dei comizi, è determinato il numero complessivo di seggi da attribuire in ciascuna circoscrizione regionale nei collegi plurinominali, compresi i seggi spettanti ai collegi uninominali, determinati – entrambi - in attuazione della delega legislativa in esame.

 

 

 

 

 

 


 

I principi e criteri direttivi per la costituzione dei collegi plurinominali per l’elezione del Senato, secondo quanto stabilito dall’articolo 3 della legge 51 del 2019, sono dettati dall’articolo 3, comma 2, della legge 156 del 2017, in particolare alle lettere b), c) e d).

La disposizione di delega (lettera b)) prevede in primo luogo che, fatta eccezione delle regioni Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Molise, in ciascuna delle restanti regioni i collegi plurinominali sono formati dall'aggregazione di collegi uninominali contigui. La legge al contempo specifica che ciascun collegio uninominale della regione è compreso in un collegio plurinominale.

Il numero dei collegi plurinominali costituiti in ciascuna regione e il relativo territorio sono determinati in modo che in ciascun collegio plurinominale, sulla base della popolazione residente determinata ai sensi dei risultati dell’ultimo censimento generale effettuato dall’Istat (che si riferisce quindi all’anno 2011), sia assegnato un numero di seggi determinato dalla somma del numero dei collegi uninominali che lo costituiscono e di un ulteriore numero di seggi, di norma, non inferiore a due e non superiore a otto “in modo tale che tendenzialmente risulti minimo il numero di collegi plurinominali nei quali è assegnato un numero di seggi inferiore al valore medio” (art. 3, comma 2, lett. b), legge 165 del 2017).

 

Come già evidenziato per la Camera, nella Relazione illustrativa si ricorda come la Commissione di esperti abbia operato rendendo minimo tendenzialmente il numero di collegi con una numerosità di seggi inferiore a 6 (valore medio calcolato come [(8+3)/2]=5,5, arrotondato per eccesso) per la Camera dei deputati e a 5 (valore medio calcolato come [(8+2)/2=5]) per il Senato della Repubblica e, contestualmente, prediligendo la soluzione che comporta la minimizzazione del numero di collegi con una numerosità di seggi inferiore alla media della singola circoscrizione di appartenenza.

In proposito si vedano anche le Tabelle infra.

 

 

Gli altri criteri di delega sono i medesimi previsti anche per la determinazione dei collegi uninominali (v. supra):

 

§  la popolazione di ciascun collegio plurinominale non può scostarsi dalla media della popolazione dei collegi plurinominali della circoscrizione di oltre il 20 per cento in eccesso o in difetto;

 

§  nella formazione dei collegi sono garantite la coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio, e, di norma, la sua omogeneità sotto gli aspetti economico-sociale e delle caratteristiche storico-culturali, nonché la continuità del territorio di ciascun collegio, salvo il caso in cui il territorio stesso comprenda porzioni insulari;

 

§  i collegi, di norma, non possono dividere il territorio comunale, salvo il caso dei comuni che, per le loro dimensioni demografiche, comprendano al loro interno più collegi;

 

§  nelle zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute, la delimitazione dei collegi, anche in deroga ai suddetti princìpi e criteri direttivi, deve tenere conto dell'esigenza di agevolare la loro inclusione nel minor numero possibile di collegi.

 

Le Tabelle che seguono riepilogano i collegi plurinominali come definiti dal decreto legislativo n. 177 del 2020, Tabella B.2. (vedi infra) ed indicano, per ciascuno di essi, il numero di seggi da attribuire con metodo proporzionale.

 

 

Senato della Repubblica - Riepilogo del numero di collegi plurinominali per seggi attribuiti

 

 


 

Senato della Repubblica – Collegi plurinominali

 


I COLLEGI UNINOMINALI E PLURINOMINALI (CAMERA E SENATO)


Avvertenza

 

Le schede seguenti illustrano, regione per regione, la ripartizione del territorio in collegi uninominali e plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati e per l’elezione del Senato della Repubblica.

Ogni scheda contiene, oltre una descrizione sintetica del territorio, una tabella per ciascuna tipologia di collegi. Reca inoltre la mappa geografica dei confini dei collegi plurinominali ed uninominali di ciascuna circoscrizione elettorale, tratta dalla Relazione allegata allo schema di decreto legislativo.

Per ciascun collegio uninominale, le tabelle Collegi uninominali Camera 2020 e Collegi uninominali Senato 2020, riportano:

-       il numero sequenziale;

-       la denominazione del collegio indicata nel decreto legislativo;

-       il comune o, nel caso delle città il cui territorio è suddiviso in più collegi uninominali, l’area sub-comunale con la maggior ampiezza demografica ricadente nel territorio del collegio; nel caso di collegi uninominali composti dall’aggregazione di parti del territorio di una città e altri comuni, il collegio è identificato dal nome della città, seguito dall’area sub-comunale più popolosa e dal nome del comune aggregato con la maggior ampiezza demografica;

-       la sigla della o delle provincie e città metropolitane il cui territorio (in tutto o in parte) insiste nel collegio;

-       la popolazione residente in base al censimento 2011;

-       la variazione percentuale della popolazione rispetto alla media della circoscrizione;

-       il numero di comuni compresi nel collegio.

Per ciascun collegio plurinominale, le tabelle Collegi plurinominali Camera 2020 e Collegi plurinominali Senato 2020, riportano:

-       il numero sequenziale;

-       la denominazione del collegio indicata nel decreto legislativo;

-       i collegi uninominali aggregati per costituire il collegio plurinominale e il numero degli stessi;

-       la sigla della o delle provincie e città metropolitane il cui territorio (in tutto o in parte) insiste nel collegio;

-       la popolazione residente in base al censimento 2011;

-       la variazione percentuale della popolazione rispetto alla media della circoscrizione;

-       il numero complessivo di seggi attribuiti nel collegio e il numero di seggi da attribuire con metodo proporzionale.


Piemonte

 


I collegi per l’elezione della Camera dei deputati

 

Per l’elezione della Camera dei deputati la regione Piemonte è suddivisa in due circoscrizioni: la circoscrizione Piemonte 1, che corrisponde al territorio della città metropolitana di Torino e la circoscrizione Piemonte 2, che corrisponde al territorio delle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.

In base alla popolazione risultante dal censimento 2011 alla circoscrizione Piemonte 1 sono assegnati 15 seggi, 5 dei quali attribuiti in collegi uninominali, mentre alla circoscrizione Piemonte 2 sono assegnati 14 seggi, 5 dei quali attribuiti in collegi uninominali.

 

Circoscrizione Piemonte 1

 

Nella circoscrizione Piemonte 1 sono assegnati 15 seggi, di cui 5 uninominali. La circoscrizione è interamente costituita dal territorio della città metropolitana di Torino.

 

Collegi uninominali

La Tabella n. 1 mostra le principali caratteristiche dei 5 collegi uninominali.

(*) Il territorio del comune di Torino è diviso fra 2 collegi uninominali.

 

Il territorio del comune di Torino è diviso in 2 collegi uninominali, costituiti dall’aggregazione delle 8 circoscrizioni in cui è ripartito il comune a fini amministrativi.

Gli altri 3 collegi aggregano il territorio dei comuni che fanno parte della città metropolitana di Torino.

 

 

Collegi plurinominali

Nella circoscrizione sono stati costituiti 2 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 10 seggi. In ciascuno dei due collegi vengono attribuiti 5 seggi.

La Tabella n. 2 mostra la composizione dei collegi plurinominali.

 

 

Il collegio plurinominale n. 1 aggrega i collegi uninominali numeri 1, 2 e 3 e comprende il comune di Torino e il suo hinterland nord-occidentale.

Il collegio plurinominale n. 2, aggrega i collegi uninominali numeri 4 e 5 e comprende il restante territorio della città metropolitana di Torino.


 

Mappa 1.4 - Camera dei deputati. Collegi uninominali e plurinominali della Circoscrizione Piemonte 1 

 

 

Fonte: Istat

 


 

Circoscrizione Piemonte 2

 

Nella circoscrizione Piemonte 2 sono assegnati 14 seggi, di cui 5 uninominali. La circoscrizione è costituita dal territorio delle restanti province piemontesi: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli.

 

Collegi uninominali

La Tabella n. 3 mostra i 5 collegi uninominali costituiti nella circoscrizione.

 

 

Collegi plurinominali

Nella circoscrizione sono stati costituiti 2 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 9 seggi.

La Tabella n. 4 mostra la composizione dei collegi plurinominali.

 

 

Il collegio plurinominale n. 1, in cui vengono attribuiti 4 seggi proporzionali, aggrega i collegi uninominali n. 2 e n. 3 e comprende quindi il territorio delle province di Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Biella e Novara.

Il collegio plurinominale n. 2, in cui vengono attribuiti 5 seggi proporzionali, aggrega i collegi uninominali n. 1, n. 4 e n. 5 e comprende il territorio delle province di Alessandria, Asti e Cuneo.


 

Mappa 1.6 - Camera dei deputati. Collegi uninominali e plurinominali della Circoscrizione Piemonte 2 

 

 

Fonte: Istat

I collegi per l’elezione del Senato della Repubblica

 

Per l’elezione del Senato della Repubblica alla regione Piemonte, in base alla popolazione risultante dal censimento 2011, sono assegnati 14 seggi, 5 dei quali attribuiti in collegi uninominali.

 

Collegi uninominali

Nella regione sono costituiti 5 collegi uninominali, le cui principali caratteristiche sono esposte nella Tabella n. 5.

 

Il territorio della città metropolitana è ripartito in 2 collegi uninominali: il n. 1 costituito dal comune di Torino e il n. 2 costituito solo da comuni della città metropolitana; gli altri 3 collegi sono interprovinciali.

 

 

 

Collegi plurinominali

Nella regione sono stati costituiti 2 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 9 seggi, mediante accorpamenti dei collegi uninominali.

 

La Tabella n. 6 mostra la composizione dei collegi plurinominali.

 

 

Il collegio plurinominale n. 1, in cui vengono attribuiti 4 seggi proporzionali, aggrega i collegi uninominali n. 1 e n. 2 e comprende la gran parte del territorio della città metropolitana di Torino: il capoluogo e il suo hinterland e parte dei comuni situati nella zona centrale e settentrionale della città metropolitana di Torino, compresa parte del canavese (tra cui Rivarolo) ad oriente e la Val Susa ad occidente.

Il collegio plurinominale n. 2, in cui vengono attribuiti 5 seggi proporzionali, aggrega i collegi uninominali n. 3, n. 4 e n. 5 e comprende il restante territorio della regione: tutte le province e la parte della città metropolitana di Torino, non compresa nel collegio plurinominale n. 1.

 

 

 

 

 

 

Mappa 1.7 - Senato della Repubblica. Collegi uninominali e plurinominali  della Circoscrizione Piemonte

Fonte: Istat


 

La precedente ripartizione del territorio (D. Lgs. 189 del 2017)

 

Per l’elezione della Camera dei deputati, alle due circoscrizioni Piemonte 1 e Piemonte 2, erano assegnati, rispettivamente, 23 e 22 seggi.

In base al decreto legislativo n. 189 del 2017, la circoscrizione Piemonte 1 era ripartita in 2 collegi plurinominali, che eleggevano ciascuno 7 deputati, e in 9 collegi uninominali.

Il collegio plurinominale Piemonte 1 - 01 era costituito dal territorio dei 4 collegi uninominali in cui era ripartita la città di Torino (1, 2, 3 e 4) e dal collegio uninominale Piemonte 1 - 06, Collegno che comprendeva 11 comuni ad ovest del comune di Torino fra cui Rivoli, Collegno, Venaria Reale e Grugliasco.

§  I collegi uninominali in cui era ripartita la città di Torino erano i seguenti:

?     Torino 1 che comprende le zone Centro, Cavoretto e Vanchiglia

?     Torino 2 che comprende le zone Aurora e Barca

?     Torino 3 che comprende le zone Le Vallette e San Paolo

?     Torino 4 che comprende le zone Mirafiori Nord e Mirafiori Sud

 

Il collegio plurinominale Piemonte 1 - 02 era costituito dal territorio dei 4 collegi uninominali in cui era ripartito il restante territorio della città metropolitana di Torino:

?     il collegio n. 5 comprendeva Ivrea, il Canavese e la zona nord della città metropolitana di Torino;

?     il collegio n. 7 comprendeva Settimo Torinese e i comuni ad est del comune di Torino;

?     il collegio n. 8 comprendeva Moncalieri e i comuni a sud del comune di Torino;

?     il collegio n. 9 comprendeva Pinerolo e la zona ovest della città metropolitana di Torino.

 

La circoscrizione Piemonte 2 era ripartita in 2 collegi plurinominali e in 8 collegi uninominali.

Il collegio plurinominale Piemonte 2 – 01, in cui venivano attribuiti 8 seggi, aggregava i collegi uninominali di Alessandria, Asti, Cuneo e Alba (n. 5, 6, 7 e 8) e corrispondeva al territorio delle province di Asti e Cuneo e ad una parte della provincia di Alessandria:

?     il collegio uninominale n. 5 di Alessandria comprende i comuni della parte sudorientale della provincia di Alessandria, fra cui il capoluogo, Novi Ligure e Tortona;

?     la parte sudoccidentale della provincia di Alessandria insieme all’intero territorio della provincia di Asti costituiva il collegio uninominale n. 6 di Asti;

?     il territorio della provincia di Cuneo era diviso in due collegi uninominali: il collegio n. 7 di Cuneo, che comprendeva i comuni della parte occidentale della provincia fra cui il capoluogo e

?     il collegio n. 8 di Alba che comprendeva i comuni della parte orientale della provincia fra cui Alba, Bra, Fossano e Mondovì.

§   

Il collegio plurinominale Piemonte 2 – 02, in cui venivano attribuiti 6 seggi, aggregava i collegi uninominali di Verbania, Biella, Novara e Vercelli e corrispondeva al territorio delle relative province e ad alcuni comuni della parte settentrionale della provincia di Alessandria.

?     Il collegio uninominale n. 1 di Verbania comprendeva l’intero territorio della provincia di Verbano-Cusio-Ossola e la parte settentrionale del territorio della provincia di Novara

?     la restante parte del territorio della provincia di Novara costituiva il collegio uninominale n. 2 di Novara;

?     il collegio uninominale n. 3 di Biella comprendeva l’intero territorio della provincia di Biella e la parte settentrionale del territorio della provincia di Vercelli;

?     la restante parte del territorio della provincia di Vercelli era compresa nel collegio uninominale n. 4 di Vercelli che aggregava inoltre i comuni della parte settentrionale della provincia di Alessandria fra cui Casale Monferrato e Valenza.

 

 

Per l’elezione del Senato, alla regione Piemonte erano assegnati 22 seggi, di cui 8 attribuiti in collegi uninominali. Nella regione erano costituiti 2 collegi plurinominali che corrispondevano al territorio delle due circoscrizioni previste per l’elezione della Camera dei deputati.

Il collegio plurinominale n. 1, in cui venivano attribuiti 6 seggi, aggregava infatti i 4 collegi uninominali Senato in cui era suddiviso il territorio della città metropolitana di Torino:

?     il collegio uninominale n. 1 aggregava i due collegi uninominali Camera della fascia alpina, Ivrea e Pinerolo;

?     il collegio uninominale n. 2 aggregava i due collegi uninominali Camera della fascia ad est del comune di Torino, Settimo torinese e Moncalieri;

?     il collegio uninominale n. 3 Torino 2-Collegno era costituito dalla parte del comune di Torino compresa nel collegio uninominale Camera Torino 3 e dal contiguo collegio di Collegno;

?     il collegio uninominale n. 4 Torino 1 comprendeva la parte maggiore del territorio del comune di Torino (collegi uninominali Camera Torino 1, 2 e 4).

 

Il collegio plurinominale n. 2, in cui venivano attribuiti 8 seggi, aggregava gli altri 4 collegi uninominali Senato (n. 5, 6 7 e 8) e comprendeva il territorio delle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli:

?     il collegio uninominale n. 5 aggregava i due collegi uninominali Camera a nord della regione, Verbania e Novara, ricostituendo l’integrità dei rispettivi territori provinciali;

?     il collegio uninominale n. 6 aggregava i due collegi uninominali Camera di Biella e Vercelli;

?     il collegio uninominale n. 7 aggregava i due collegi uninominali Camera di Asti e Alessandria;

?     il collegio uninominale n. 8 aggregava i due collegi uninominali Camera di Cuneo e Alba, ricostituendo l’integrità territoriale della provincia di Cuneo.


Lombardia


I collegi per l’elezione della Camera dei deputati

 

Per l’elezione della Camera dei deputati la regione Lombardia è suddivisa in quattro circoscrizioni; rimangono infatti immutate le circoscrizioni definite con la legge 165 del 2017 come aggregazione dei più collegi uninominali definiti dal d. lgs.  535 del 1993, in attuazione della legge 276 del 1993:

-       la circoscrizione Lombardia 1, costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16, che comprende quasi tutto il territorio della città metropolitana di Milano (ad eccezione di 11 comuni) e l’intero territorio della provincia di Monza e della Brianza;

-       la circoscrizione Lombardia 2, costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 17, 18, 19, 20, 21, 34 e 35, che comprende l’intero territorio delle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio e 35 comuni della provincia di Bergamo;

-       la circoscrizione Lombardia 3, costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 22, 23, 24, 25, 31, 32 e 33, che comprende la maggior parte del territorio della provincia di Bergamo (ad eccezione di 35 comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 2) e la maggior parte del territorio della provincia di Brescia (ad eccezione di 10 comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 4);

-       la circoscrizione Lombardia 4, costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 7, 26, 27, 28, 29 e 30, che comprende l’intero territorio delle province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, 11 comuni della città metropolitana di Milano e 10 comuni della provincia di Brescia.

 

In base alla popolazione risultante dal censimento 2011 alle quattro circoscrizioni sono assegnati i seguenti seggi:

 

 

seggi

di cui uninominali:

da attribuire proporz.

Lombardia 1

25

9

16

Lombardia 2

14

5

9

Lombardia 3

14

5

9

Lombardia 4

11

4

7

 


 

Circoscrizione Lombardia 1

 

Nella circoscrizione Lombardia 1 sono assegnati 25 seggi, di cui 9 uninominali.

 

La circoscrizione è costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16 (Tabella A legge n. 165/2017) e comprende l’intero territorio della provincia di Monza e della Brianza e quasi tutto il territorio della città metropolitana di Milano, ad esclusione di 10 comuni al confine con la provincia di Lodi e del comune di San Colombano al Lambro, enclave amministrativa tra le province di Lodi e Pavia, che fanno parte della circoscrizione Lombardia 4.

 

Collegi uninominali

I 9 collegi uninominali sono illustrati sinteticamente nella Tabella n. 1.

(*) Il territorio del comune di Milano è diviso fra 3 collegi uninominali.

 

Il territorio della provincia di Monza e della Brianza è ripartito in due collegi uninominali (il n. 1, Monza e il n. 2 Seregno).

Il territorio del comune di Milano è diviso in 3 collegi uninominali (i numeri 7, 8 e 9), costituiti dall’aggregazione dei Nuclei di identità locale (NIL) [5] in cui è ripartito il comune a fini amministrativi.

I restanti 4 collegi aggregano il territorio dei comuni che fanno parte della città metropolitana di Milano: n. 3 (Cologno Monzese), n. 4 (Rozzano), n. 5 (Legnano) e n. 6 (Sesto San Giovanni).

 

 

Collegi plurinominali

Nella circoscrizione sono stati costituiti 2 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 16 seggi. In ciascuno dei due collegi vengono attribuiti 8 seggi.

La Tabella n. 2 mostra la composizione dei collegi plurinominali.

 

 

 

Il collegio plurinominale n. 1, cui sono attribuiti 8 seggi, aggrega i 3 collegi uninominali del comune di Milano (n. 7, Milano – Loreto, n. 8 Milano – Bande Nere e n. 9 Milano – Buenos Aires - Venezia) e i collegi uninominali n. 4 Rozzano e n. 5 Legnano, comprendendo quindi il territorio occidentale della città metropolitana di Milano.

Il collegio plurinominale n. 2, cui sono attribuiti 8 seggi, è composto dalla parte nord-orientale della città metropolitana di Milano e dall’intera provincia di Monza e della Brianza; aggrega infatti i collegi uninominali n. 3 Cologno Monzese e n. 6 Sesto San Giovanni e i due 2 collegi uninominali della suddetta provincia (n. 1 e n. 2).


 

Mappa 3.5 - Camera dei deputati. Collegi uninominali e plurinominali della Circoscrizione Lombardia 1

 

 

 

Fonte: Istat

 

 


 

Circoscrizione Lombardia 2

 

Nella circoscrizione Lombardia 2 sono assegnati 14 seggi, di cui 5 uninominali. La circoscrizione è costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 17, 18, 19, 20, 21, 34 e 35 e comprende l’intero territorio delle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio e 35 comuni della provincia di Bergamo, situati al confine con la provincia di Lecco.

 

Collegi uninominali

La Tabella n. 3 mostra le principali caratteristiche dei 5 collegi uninominali.

 

 

Nel territorio della provincia di Varese sono stati costituiti 2 collegi: il n. 1 include la parte settentrionale della provincia e il capoluogo, il n. 2 include la parte meridionale. Il territorio della provincia di Como è ripartito in 2 collegi: il n. 3, interamente comasco, comprende il capoluogo e la parte sud-occidentale della provincia, il n. 4, invece aggrega la parte settentrionale della provincia e l’intera provincia di Sondrio. Il territorio della provincia di Lecco, infine, costituisce il collegio n. 5 con i comuni bergamaschi che fanno parte della circoscrizione Lombardia 2. Nel dettaglio:

 

Collegi plurinominali

Nella circoscrizione sono stati costituiti 2 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 9 seggi.

La Tabella n. 4 mostra la composizione dei 2 collegi plurinominali.

 

 

Il collegio plurinominale n. 1, in cui vengono attribuiti 4 seggi proporzionali, aggrega i 2 collegi uninominali della provincia di Varese (n. 1 e n. 2) e comprende quindi tutto il territorio provinciale.

Il collegio plurinominale n. 2, in cui vengono attribuiti 5 seggi proporzionali, aggrega i collegi uninominali n. 3 Como, n. 4 Sondrio e n. 5 Lecco ed è costituito dalle province di Sondrio, Como, Lecco e dai 35 comuni della provincia di Bergamo.

 

 

 

 

 

 

Mappa 3.7 - Camera dei deputati. Collegi uninominali e plurinominali della Circoscrizione Lombardia 2 

 

Fonte: Istat

 


 

Circoscrizione Lombardia 3

 

Nella circoscrizione Lombardia 3 sono assegnati 14 seggi, di cui 5 uninominali. La circoscrizione è costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 22, 23, 24, 25, 31, 32 e 33 e comprende la maggior parte del territorio della provincia di Bergamo (ad eccezione dei comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 2) e la maggior parte del territorio della provincia di Brescia (ad eccezione dei 10 comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 4).

 

Collegi uninominali

La Tabella n. 5 mostra la consistenza demografica dei 5 collegi uninominali.

 

 

Il territorio della provincia di Bergamo, compreso nella circoscrizione Lombardia 3 è stato ripartito in 2 collegi: il n. 1 include la parte meridionale della provincia, il n. 2 include il capoluogo e la parte settentrionale. Il territorio della provincia di Brescia, compreso nella circoscrizione Lombardia 3, è stato ripartito in 3 collegi: il n. 3 include la parte settentrionale della provincia, il n. 4 include il capoluogo e i comuni limitrofi, il n. 5 la parte meridionale. Nel dettaglio:

 

 

Collegi plurinominali

Nella circoscrizione sono stati costituiti 2 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 9 seggi.

La Tabella n. 6 mostra la composizione dei 2 collegi plurinominali.

 

Il collegio plurinominale n. 1, in cui vengono attribuiti 4 seggi proporzionali, aggrega i 2 collegi uninominali della provincia di Bergamo (n. 1 e n. 2) e comprende quindi tutto il territorio provinciale che rientra nella circoscrizione Lombardia 3.

Il collegio plurinominale n. 2, in cui vengono attribuiti 5 seggi proporzionali, aggrega i 3 collegi uninominali della provincia di Brescia (numeri 3, 4 e 5) e comprende quindi tutto il territorio provinciale che rientra nella circoscrizione Lombardia 3.

 

 

 

 

 

Mappa 3.8 - Camera dei deputati. Collegi uninominali e plurinominali della Circoscrizione Lombardia 3 

 

Fonte: Istat

 


Circoscrizione Lombardia 4

 

Nella circoscrizione Lombardia 4 sono assegnati 11 seggi, di cui 4 uninominali. La circoscrizione è costituita dai territori dei collegi uninominali Senato 1993 Lombardia 7, 26, 27, 28, 29 e 30 e comprende l’intero territorio delle province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, nonché 11 comuni della città metropolitana di Milano (situati al confine con la provincia di Lodi) e 10 comuni della provincia di Brescia (situati al confine con le province di Cremona e Mantova).

 

Collegi uninominali

La Tabella n. 7 mostra le principali caratteristiche dei 4 collegi uninominali.

 

 

Il territorio della provincia di Pavia è ripartito in 2 collegi: il n. 1 include la maggior dei comuni della provincia, compreso il capoluogo e il n. 2 che include il territorio dei comuni pavesi al confine con la provincia di Lodi, l’intero territorio della provincia di Lodi e i comuni della città metropolitana di Milano che fanno parte della circoscrizione Lombardia 4. Il territorio della provincia di Cremona, unitamente ai comuni bresciani che fanno parte della circoscrizione Lombardia 4, costituiscono il collegio n. 3. Il territorio della provincia di Mantova infine costituisce un collegio. Nel dettaglio:

 

 

Collegi plurinominali

Per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 7 seggi, la circoscrizione è costituita in un unico collegio plurinominale.

 

 


 

 

Mappa 3.9 - Camera dei deputati. Collegi uninominali e plurinominali della Circoscrizione Lombardia 4 

 

 

Fonte: Istat

 


 

I collegi per l’elezione della Senato della Repubblica

 

Per l’elezione del Senato della Repubblica alla regione Lombardia, in base alla popolazione risultante dal censimento 2011, sono assegnati 31 seggi, di cui 11 attribuiti in collegi uninominali.

 

Collegi uninominali

Nella circoscrizione sono costituiti 11 collegi uninominali, le cui principali caratteristiche sono esposte nella Tabella n. 9.

 

(*) Il territorio del comune di Milano è diviso fra 2 collegi uninominali.

 

Il territorio delle province di Varese, di Como, di Lecco e di Sondrio è stato ripartito in 2 collegi: il collegio n. 1 che comprende tutta la provincia di Varese e parte dei comuni della provincia di Como e il collegio n. 2 costituito dai restanti comuni della provincia di Como, tra cui il capoluogo, e dalle province di Lecco e di Sondrio.

La città metropolitana di Milano è ripartita in 3 collegi: il n. 3 è costituito dalla quasi totalità del territorio del comune di Milano, ad eccezione di una limitata parte a nord della città che, aggregata ai confinanti comuni della parte settentrionale della città metropolitana, costituisce il collegio n. 4; il collegio n. 5 include la restante parte del territorio della città metropolitana.

La provincia di Monza e della Brianza costituisce il collegio n. 6.

L’insieme del territorio delle province di Bergamo e Brescia è stato ripartito in 3 collegi: il collegio n. 7 che comprende la parte settentrionale della provincia di Bergamo, incluso il capoluogo; il collegio n. 8 che include la parte settentrionale della provincia di Brescia, incluso il capoluogo e il collegio n. 9 costituito dai territori meridionali delle due province.

Il territorio delle province di Pavia e di Lodi costituisce il collegio n. 10, mentre il territorio delle province di Cremona e di Mantova costituisce il collegio n. 11.

Nel dettaglio:

 

 

 

Collegi plurinominali

Nella regione sono stati costituiti 3 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 20 seggi.

La Tabella n. 10 mostra la composizione dei collegi plurinominali.

 

Il collegio plurinominale n. 1, in cui vengono attribuiti 6 seggi proporzionali, include i territori delle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio e Monza e della Brianza.

Il collegio plurinominale n. 2, in cui vengono attribuiti 8 seggi proporzionali, aggrega i territori della città metropolitana di Milano e delle province di Pavia e di Lodi.

Il collegio plurinominale n. 3, in cui vengono attribuiti 6 seggi proporzionali, include i territori delle province di Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona.


 

Mappa 3.10 - Senato della Repubblica. Collegi uninominali e plurinominali della Circoscrizione Lombardia

 

 

 

Fonte: Istat


 

La precedente ripartizione del territorio (D. Lgs. 189 del 2017)

 

Camera dei deputati

Per l’elezione della Camera alle 4 circoscrizioni erano assegnati i seguenti seggi

 

seggi

di cui uninominali:

da attribuire proporz.

Lombardia 1

40

15

25

Lombardia 2

22

8

14

Lombardia 3

23

8

15

Lombardia 4

17

6

11

 

Lombardia 1

La circoscrizione Lombardia 1 era ripartita in 4 collegi plurinominali, che eleggevano complessivamente 25 deputati, e in 15 collegi uninominali.

Il collegio plurinominale n. 1, in cui erano attribuiti 6 seggi, aggregava i 3 collegi uninominali di Seregno, Monza e Gorgonzola (n. 4, 5 e 6) e comprendeva la maggior parte del territorio della provincia di Monza e della Brianza e i 22 comuni della parte più orientale della città metropolitana di Milano.

?    il collegio n. 4 Seregno comprendeva solo comuni della provincia di Monza e della Brianza tra cui Lissone e Desio;

?    anche il collegio n. 5 Monza comprendeva solo comuni della provincia di Monza e della Brianza tra cui oltre il capoluogo Vimercate e Arcore;

?    il collegio n. 6 Gorgonzola comprendeva 15 comuni della parte orientale della provincia di Monza e della Brianza (tra cui Agrate Brianza il più popoloso) e 22 comuni della parte più orientale della città metropolitana di Milano (tra cui Cassano d’Adda e Melzo i più popolosi dopo Gorgonzola).

 

Il collegio plurinominale n. 2, in cui erano attribuiti 6 seggi, aggregava i collegi uninominali n. 3 Bollate, n. 10 Cologno Monzese, n. 7 Cinisello Balsamo e n. 9 Milano-Sesto San Giovanni; risultando quindi costituito dalla zona nord del comune di Milano, dai comuni della zona nord orientale della città metropolitana di Milano e dai 12 comuni della provincia di Monza e della Brianza:

?    il collegio n. 3 Bollate comprendeva 8 comuni della città metropolitana di Milano (tra cui Bollate il più popoloso) e 8 comuni della provincia di Monza e della Brianza tra cui Limbiate, Meda, Lentate sul Seveso;

?    il collegio n. 7 Cinisello Balsamo comprendeva 5 comuni della città metropolitana di Milano, a nord del capoluogo e i confinanti 3 comuni della provincia di Monza e della Brianza (Muggiano, Nova Milanese e Varedo);

?    il collegio n. 9 Milano – Sesto San Giovanni, era costituito dalla parte nord del comune di Milano - zone Niguarda, Bicocca, Viale Monza - e dai comuni di Bresso e Sesto San Giovanni;

?    il collegio n. 10 Cologno Monzese comprendeva 10 comuni della città metropolitana di Milano, a est del capoluogo, e il confinante comune di Brugherio della provincia di Monza e della Brianza.

 

Il collegio plurinominale n. 3, in cui erano attribuiti 7 seggi, aggregava i 5 collegi uninominali interamente costituiti dal territorio del comune di Milano:

?    il collegio n. 8 Milano 5, costituito dalla parte occidentale del comune di Milano, zone Lorenteggio, Baggio, Quinto Romano, Gallaratese, Bovisa, Quarto Oggiaro;

?    il collegio n. 11 Milano 3, costituito dalle zone occidentali limitrofe al centro città, dai Navigli fino a San Siro;

?    il collegio n. 12 Milano 1, costituito dalle zone centrali Duomo, Brera, Ticinese;

?    il collegio n. 13 Milano 2, costituito dalle zone orientali limitrofe al centro città, Porta Romana, Città Studi, Loreto;

?    il collegio n. 14 Milano 4, costituito dalla parte orientale del comune di Milano, zone Stadera, Rogoredo, Lambrate.

 

Il collegio plurinominale n. 4, in cui erano attribuiti 6 seggi, aggregava i 3 collegi uninominali di Rozzano, Abbiategrasso e Legnano, interamente costituiti da comuni della città metropolitana di Milano.

?    il collegio n. 1 Abbiategrasso comprendeva i comuni della zona sud occidentale della città metropolitana di Milano, tra cui oltre al più popoloso Abbiategrasso, Corbetta, Bareggio, Busto Garolfo, Magenta;

?    il collegio n. 2 Legnano comprendeva alcuni comuni della zona occidentale della città metropolitana di Milano; Legnano il comune con la maggiore popolazione, seguono Rho, Parabiago, Cornaredo, Settimo Milanese;

?    il collegio n. 15 Rozzano comprendeva i comuni della zona sud della città metropolitana di Milano, tra cui oltre al più popoloso Rozzano, San Giuliano Milanese, Corsico, Buccinasco.

 

Lombardia 2

La circoscrizione Lombardia 2 era ripartita in 2 collegi plurinominali, che eleggevano complessivamente 14 deputati, e in 8 collegi uninominali.

Il collegio plurinominale n. 1, in cui venivano attribuiti 6 seggi, aggregava i 3 collegi uninominali della provincia di Varese: il n. 2 Varese, il n. 3 Gallarate e il n. 4 Busto Arsizio.

?    il collegio n. 2 Varese comprendeva il capoluogo e i comuni della parte settentrionale della provincia;

?    il collegio n. 3 Gallarate comprendeva i comuni della parte centrale della provincia; Gallarate, Tradate, Sesto Calende i comuni più popolosi;

?    il collegio n. 4 Busto Arsizio comprendeva i comuni della parte meridionale della provincia, tra cui, oltre Busto Arsizio, Saronno, Somma Lombardo, Caronno Pertusella, Samarate, Castellanza.

 

Il collegio plurinominale n. 2, in cui venivano attribuiti 8 seggi, aggregava i restanti 5 collegi uninominali e comprendeva le province di Sondrio, Como, Lecco e i 35 comuni della provincia di Bergamo.

?    il collegio n. 1 Sondrio comprende tutti i comuni della provincia di Sondrio e 49 comuni della fascia nord occidentale della provincia di Como a ridosso del confine svizzero;

?    il collegio n. 5 Como comprende il capoluogo e i comuni della parte sud occidentale della provincia;

?    il collegio n. 6 Cantù comprendeva i comuni della parte sud orientale della provincia di Como; Mariano Comense, Erba, Cermenate i comuni più popolosi oltre Cantù.

?    il collegio n. 7 Merate comprendeva i comuni della parte meridionale della provincia di Lecco, tra cui Merate il più popoloso, e i 35 comuni della provincia di Bergamo tra cui Calusco d'Adda, Brembate di Sopra, Terno d'Isola;

?    il collegio n. 8 Lecco comprendeva il capoluogo e i restanti comuni della provincia di Lecco non compresi nel collegio di Merate.

 

Lombardia 3

La circoscrizione Lombardia 3 era ripartita in 2 collegi plurinominali, che eleggevano complessivamente 15 deputati, e in 8 collegi uninominali.

Il collegio plurinominale n. 1, in cui venivano attribuiti 7 seggi, aggregava i 4 collegi uninominali interamente costituiti da comuni della provincia di Brescia: Brescia, Lumezzane, Desenzano del Garda e Palazzolo sull’Oglio:

?    il collegio n. 1 Brescia, comprendeva il capoluogo di provincia e 10 comuni limitrofi a sud ovest e a nord (dal comune di Castenedolo a sud fino al comune di Nave a Nord);

?    il collegio n. 2 Lumezzane costituito dai comuni delle valli bresciane;

?    il collegio n. 3 Desenzano del Garda, comprendeva i comuni della fascia orientale della provincia di Brescia che lambisce il Lago di Garda e alcuni comuni della fascia meridionale fino a Montichiari e Ghedi;

?    il collegio n. 4 Palazzolo sull’Oglio, costituito dai comuni della fascia occidentale della provincia di Brescia al confine con la provincia di Bergamo.

 

Il collegio plurinominale n. 2, in cui venivano attribuiti 8 seggi, aggregava i restanti 4 collegi uninominali: Bergamo, Albino e Treviglio costituiti interamente da comuni della provincia di Bergamo e il collegio interprovinciale di Romano di Lombardia.

?    il collegio n. 5 Bergamo, comprendeva il capoluogo di provincia e i comuni limitrofi che lo circondano (tra cui Seriate, Dalmine, Ponte San Pietro);

?    il collegio n. 6 Albino, comprendeva i comuni delle valli bergamasche;

?    il collegio n. 7 Treviglio, costituito dai comuni della fascia meridionale della provincia di Bergamo;

?    il collegio n. 8 Romano di Lombardia, è costituito da comuni della fascia meridionale della provincia di Bergamo (tra cui Romano di Lombardia, Caravaggio, Cologno al Serio, Martinengo i più popolosi) e della provincia di Brescia (Leno, Manerbio, Bagnolo Mella i comuni più popolosi).

 

Lombardia 4

La circoscrizione Lombardia 4 era ripartita in 2 collegi plurinominali, che eleggevano complessivamente 11 deputati, e in 6 collegi uninominali.

Il collegio plurinominale n. 1, in cui venivano attribuiti 6 seggi, aggregava i 3 collegi uninominali della parte occidentale della circoscrizione: Vigevano, Pavia e Lodi e corrispondeva dunque al territorio delle province di Pavia e di Lodi e degli 11 comuni della città metropolitana di Milano facenti parte della circoscrizione Lombardia 4:

?    il collegio n. 1 Vigevano, costituito dai comuni della fascia occidentale della provincia di Pavia, comprendeva la Lomellina e parte dell’Oltrepò pavese fino a Vigevano;

?    il collegio n. 2 Pavia oltre al capoluogo provinciale comprendeva tutti i restanti comuni dell’Oltrepò pavese;

?    Il collegio n. 3 Lodi era costituito da tutti i comuni della provincia di Lodi e dai comuni della città metropolitana di Milano che fanno parte della circoscrizione Lombardia 4: 10 comuni situati al confine con la provincia di Lodi (tra cui Melegnano, Mediglia, Paullo) e il comune di San Colombano al Lambro, enclave amministrativa tra la provincia di Pavia e la provincia di Lodi.

 

Il collegio plurinominale n. 2, in cui venivano attribuiti 5 seggi, aggregava i restanti 3 collegi uninominali: Cremona, Suzzara e Mantova e corrispondeva dunque al territorio delle province di Cremona e di Mantova e dei 10 comuni della provincia di Brescia facenti parte della circoscrizione Lombardia 4.

?    il collegio n. 4 Cremona era costituito dai comuni della fascia nord occidentale della provincia, tra cui il capoluogo e Crema;

?    il collegio n. 5 Suzzara era interprovinciale, costituito dai restanti comuni della provincia di Cremona, dai 10 comuni della provincia di Brescia situati al confine con le due province (tra cui Pontevico e Gambara) e dai comuni della fascia nord occidentale della provincia di Mantova, tra cui Suzzara, Viadana, Castel Goffredo, Asola.

?    il collegio n. 6 Mantova era costituito dai restanti comuni in provincia di Mantova, tra cui il capoluogo.

 

Senato della Repubblica

Per l’elezione del Senato, alla regione Lombardia erano assegnati 49 seggi, di cui 18 attribuiti in collegi uninominali. Nella regione erano costituiti 5 collegi plurinominali per l’attribuzione con metodo proporzionale dei restanti 31 seggi.

 

Il collegio plurinominale n. 1, in cui venivano attribuiti 5 seggi, corrispondeva al territorio della circoscrizione Camera Lombardia 4, aggregava infatti i collegi uninominali Senato n. 16 (Pavia), n. 17 (Cremona) e n. 18 (Mantova); esso comprendeva dunque l’intero territorio delle province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, 11 comuni della città metropolitana di Milano e 10 comuni della provincia di Brescia:

?    il collegio uninominale n. 16 (Pavia) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Vigevano e Pavia ed era quindi composto dall’intera provincia di Pavia;

?    il collegio uninominale n. 17 (Cremona) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Lodi e Cremona e comprendeva tutti i comuni della provincia di Lodi, gli 11 comuni della città metropolitana di Milano che fanno parte del collegio Lodi e i comuni della fascia nord occidentale della provincia di Cremona, compreso il capoluogo;

?    il collegio uninominale n. 18 (Mantova) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Suzzara e Mantova ed era composto da tutti i comuni della provincia di Mantova, da una parte dei comuni della provincia di Cremona (fascia occidentale) e dai 10 comuni della provincia di Brescia situati al confine con le province di Mantova e Cremona.

 

Il collegio plurinominale n. 2, in cui venivano attribuiti 7 seggi, corrisponde al territorio della circoscrizione Camera Lombardia 3 e aggregava i collegi uninominali Senato n. 12 (Bergamo), n. 13 (Treviglio), n. 14 (Brescia) e n. 15 (Lumezzane); esso comprende dunque la maggior parte del territorio della provincia di Bergamo (ad eccezione dei comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 2) e la maggior parte del territorio della provincia di Brescia (ad eccezione dei comuni inseriti nella circoscrizione Lombardia 4):

?    il collegio uninominale n. 12 (Bergamo) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Bergamo e Albino composti interamente da comuni della provincia di Bergamo;

?    il collegio uninominale n. 13 (Treviglio) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Treviglio e Romano di Lombardia e comprendeva i comuni della fascia meridionale della provincia di Bergamo e della provincia di Brescia;

?    il collegio uninominale n. 14 (Brescia) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Brescia e Desenzano del Garda composti interamente da comuni della provincia di Brescia (parte centro orientale, compreso il capoluogo);

?    il collegio uninominale n. 15 (Lumezzane) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Lumezzane e Palazzolo sull’Oglio composti interamente da comuni della provincia di Brescia (parte nord occidentale).

 

Il collegio plurinominale n. 3, in cui venivano attribuiti 6 seggi, corrispondeva al territorio della circoscrizione Camera Lombardia 2 e aggregava i collegi uninominali Senato n. 8 (Lecco), n. 9 (Cantù), n. 10 (Como) e n. 11 (Varese); esso comprendeva dunque l’intero territorio delle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio e 35 comuni della provincia di Bergamo:

?    il collegio uninominale n. 8 (Lecco) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Merate e Lecco ed era quindi composto da tutti i comuni della provincia di Lecco e dai 35 comuni della provincia di Bergamo del collegio di Merate;

?    il collegio uninominale n. 9 (Cantù) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Sondrio e Cantù ed era quindi composto da tutti i comuni della provincia di Sondrio e da comuni della fascia nord e sud orientale della provincia di Como;

?    il collegio uninominale n. 10 (Como) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Como e Busto Arsizio e comprendeva i comuni della fascia sud occidentale della provincia di Como, compreso il capoluogo, e i comuni della fascia meridionale della provincia di Varese;

?    il collegio uninominale n. 11 (Varese) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Varese composti interamente da comuni della provincia di Varese.

 

Il collegio plurinominale n. 4, in cui venivano attribuiti 7 seggi, aggregava i collegi uninominali Senato n. 1 (Milano 1), n. 2 (Milano 2), n. 3 (Milano 3 - Legnano) e n. 4 (Rozzano) e comprendeva l’intero territorio del comune di Milano e i comuni della fascia sud occidentale della città metropolitana di Milano:

?    il collegio uninominale n. 1 (Milano 1) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Milano 1 e Milano 2 (rispettivamente zone centrali e zone orientali limitrofe al centro città del comune di Milano);

?    il collegio uninominale n. 2 (Milano 2) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Milano 3 e Milano 4 (rispettivamente zone occidentali limitrofe al centro e zone sud orientali del comune di Milano) e il territorio del comune di Milano (zona nord) compreso nel collegio Camera Milano – Sesto San Giovanni;

?    il collegio uninominale n. 3 (Milano 3 - Legnano) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Milano 5 (parte occidentale del territorio del comune di Milano) e Legnano (ex Rho) comuni della zona occidentale della città metropolitana di Milano;

?    il collegio uninominale n. 4 (Rozzano) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Abbiategrasso e Rozzano ed era quindi composto dai comuni della fascia sud occidentale della città metropolitana di Milano.

 

Il collegio plurinominale n. 5, in cui venivano attribuiti 6 seggi, aggregava i collegi uninominali Senato n. 5 (Cologno Monzese), n. 6 (Monza) e n. 7 (Sesto San Giovanni) e comprende tutti i comuni della provincia di Monza e della Brianza e i comuni della fascia nord orientale della città metropolitana di Milano:

?    il collegio uninominale n. 5 (Cologno Monzese), interprovinciale, aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Cologno Monzese e Gorgonzola; comprendeva comuni della città metropolitana di Milano (ad est del capoluogo) e della provincia di Monza e della Brianza (zona orientale);

?    il collegio uninominale n. 6 (Monza) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Seregno e Monza composti interamente da comuni della provincia di Monza e della Brianza;

?    il collegio uninominale n. 7 (Sesto San Giovanni) aggregava il territorio dei collegi uninominali Camera Bollate e Cinisello Balsamo, cui si aggiunge il territorio dei comuni di Bresso e Sesto San Giovanni compresi nel collegio Camera Milano – Sesto San Giovanni; il collegio risulta perciò composto da 13 comuni della città metropolitana di Milano (situati a nord del capoluogo) e 13 comuni della provincia di Monza e della Brianza (fascia sud orientale della provincia).


Trentino-Alto Adige


I collegi per l’elezione della Camera dei deputati

 

Per l’elezione della Camera dei deputati il territorio della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol costituisce un’unica circoscrizione, cui sono assegnati, in base alla popolazione risultante dal censimento 2011, 7 seggi, 4 dei quali attribuiti in collegi uninominali.

 

Collegi uninominali

Norme specifiche per la definizione del numero di collegi uninominali da costituire nella circoscrizione, sono contenute nell’articolo 1, comma 2, del T.U Camera, modificato dall’articolo 1 della legge 51 del 2019, che stabilisce che la circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol è ripartita in un numero di collegi uninominali pari alla metà dei seggi assegnati alla circoscrizione, con arrotondamento all'unità pari superiore; pertanto sono 4 i collegi uninominali della circoscrizione.

La Tabella n. 1 mostra i 4 collegi uninominali costituiti nella circoscrizione.

 

 

Si ricorda che uno dei criteri di delega contenuti nella legge 165 del 2017, ed espressamente richiamato dalla delega di cui all'art. 3 della legge n. 51 del 2019 cui lo schema di decreto legislativo in esame dà attuazione, riguarda le zone in cui siano presenti minoranze linguistiche riconosciute. La delimitazione dei collegi uninominali e plurinominali nei suddetti territori, anche in deroga agli altri princìpi e criteri direttivi, deve tenere conto dell'esigenza di agevolare l’inclusione delle minoranze linguistiche nel minor numero possibile di collegi (legge 165 del 2017, art. 3, comma 1, lett. d).

In ciascuna delle due province autonome sono stati costituiti 2 collegi uninominali.

I collegi costituiti nel territorio della provincia autonoma di Trento si basano sui confini delle comunità di valle [6] , partizioni amministrative della provincia:

 

Nel territorio della provincia autonoma di Bolzano i collegi sono stati costituiti, secondo quanto riportato nella Relazione illustrativa, seguendo un approccio conservativo rispetto ai collegi definiti dalla legge n. 422 del 1991 (vedi infra) e adottati prima dal decreto legislativo n. 535 del 1993 e successivamente dal decreto legislativo n. 189 del 2017 (di seguito collegi 2017):