XVIII Legislatura

VI Commissione

Resoconto stenografico



Seduta n. 12 di Mercoledì 2 dicembre 2020
Bozza non corretta

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 2 

Audizione in videoconferenza del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, sulle tematiche relative all'operatività dell'Agenzia (ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del Regolamento) :
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 2 
Minenna Marcello , direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ... 3 
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 11 
Martinciglio Vita (M5S)  ... 11 
Cancelleri Azzurra Pia Maria (M5S)  ... 12 
Minenna Marcello , direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ... 12 
Ungaro Massimo (IV)  ... 14 
Minenna Marcello , direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ... 14 
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 15 
Minenna Marcello , direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ... 16 
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 17 
Ungaro Massimo (IV)  ... 17 
Minenna Marcello , direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ... 17 
Trano Raffaele (Misto)  ... 18 
Minenna Marcello , direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ... 20 
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 22 
Minenna Marcello , direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ... 22 
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 22 

ALLEGATO: Documentazione depositata dal direttore Minenna ... 23

Sigle dei gruppi parlamentari:
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Lega - Salvini Premier: Lega;
Forza Italia - Berlusconi Presidente: FI;
Partito Democratico: PD;
Fratelli d'Italia: FdI;
Italia Viva: IV;
Liberi e Uguali: LeU;
Misto: Misto;
Misto-Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro: Misto-NI-USEI-C!-AC;
Misto-Azione-+Europa-Radicali Italiani: Misto-A-+E-RI;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.;
Misto-Centro Democratico-Italiani in Europa: Misto-CD-IE;
Misto-MAIE - Movimento Associativo Italiani all'Estero: Misto-MAIE;
Misto-Popolo Protagonista - Alternativa Popolare (AP) - Partito Socialista Italiano (PSI): Misto-PP-AP-PSI.

Testo del resoconto stenografico
Pag. 2

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
ALBERTO LUIGI GUSMEROLI

  La seduta comincia alle 15.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

Audizione in videoconferenza del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, sulle tematiche relative all'operatività dell'Agenzia.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del Regolamento, l'audizione in videoconferenza del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, professor Marcello Minenna, sulle tematiche relative all'operatività dell'Agenzia. Do innanzitutto il benvenuto al direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, che saluto e ringrazio per la presenza.
  Ricordo che l'audizione si svolgerà in videoconferenza con la partecipazione da remoto dei deputati e dell'audito, nel rispetto delle misure di tutela adottate dalla Camera per prevenire il contagio da Coronavirus e secondo le modalità stabilite dalla Giunta per il Regolamento nella riunione del 4 novembre 2020.
  Darei quindi la parola al professor Minenna, invitandolo a contenere la relazione illustrativa sul provvedimento in quindici minuti al massimo, anche al fine di lasciare adeguato tempo al successivo dibattito. Invito i colleghi che hanno espresso l'intenzione di formulare quesiti e osservazioni a contenere il Pag. 3proprio intervento in due minuti per consentire a tutti di intervenire, anche al fine di lasciare un adeguato tempo alla fase di replica.

  MARCELLO MINENNA, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Grazie, signori commissari, per l'invito di oggi. L'Agenzia delle dogane e dei monopoli svolge un'attività molto ampia e su diversi settori. Innanzitutto i dipendenti sono 10 mila e l'Agenzia versa circa 80 miliardi di euro di gettito nelle casse dello Stato e opera – come dice l'acronimo stesso ADM – nei settori delle accise, delle dogane, dei monopoli e dei giochi.
  Per quanto riguarda le accise, noi autorizziamo dalle grandi raffinerie ai singoli distributori di benzina e controlliamo le attività antifrode in materia di carburante, svolgiamo le attività in materia di accise anche relativamente all'alcol. Sulle dogane abbiamo la responsabilità, in base al diritto doganale e alla disciplina unionale e nazionale, del contrasto a gravi reati in materia di merci e di valuta. Solo da inizio anno abbiamo sequestrato 10.000 tonnellate di merci, tra rifiuti, stupefacenti, farmaci contraffatti, giocattoli tossici, tessuti che non godevano delle caratteristiche per poter essere indossati, eccetera. Per quanto riguarda le valute abbiamo fermato circa 150 milioni di dollari equivalenti che avrebbero lasciato il Paese senza rispettare le regole. In tema di monopoli e di accise, autorizziamo dal grande distributore e produttore di tabacco al singolo tabaccaio, di cui addirittura discipliniamo le ferie, essendo servizi essenziali. In tema di giochi, l'Agenzia svolge un importante ruolo di ente regolatore di vigilanza, presiede il Comitato dove siedono tutte le forze di Polizia, il Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori, per lo svolgimento delle attività di vigilanza sul territorio. Pag. 4
  L'Agenzia partecipa stabilmente ai lavori della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, ha un proprio funzionario di riferimento in tutte le procure d'Italia, perché – come dicevo – i nostri 10 mila dipendenti sono tutti agenti e ufficiali di polizia giudiziaria. È quindi un unicum nell'ambito degli apparati e degli enti dello Stato. I suoi laboratori chimici hanno svolto e svolgono importanti ruoli. Sono laboratori di fede pubblica, perché i nostri chimici sono funzionari di polizia giudiziaria e oltre a certificare dalla qualità energetica degli elettrodomestici, all'origine delle vinacce di una grappa o di un prodotto alcolico, alle caratteristiche della plastica, se riciclata o meno, fino alla tossicità degli stupefacenti, anche preliminarmente al loro smaltimento, i laboratori chimici dell'Agenzia sono stati particolarmente utili durante la pandemia, in quanto nel ponte diretto che ha portato tre miliardi di mascherine in Italia dalla Cina nella task force tra l'Agenzia, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e lo Stato maggiore della difesa, hanno verificato e certificato le caratteristiche delle mascherine, essendo ovviamente prodotti non dotati di marchio CE. Così come l'Agenzia ha portato terapie intensive, ventilatori, ospedali da campo che venivano dalla Cina, presso gli ospedali colpiti dall'incredibile pandemia che ha visto il nostro Paese al centro dei primi focolai e delle prime problematicità che ben conosciamo tutti.
  Di recente i laboratori sono stati anche investiti di una nuova funzione di certificazione dell'italian sounding, in quanto nel decreto-legge n. 104 del 2020, cosiddetto decreto Agosto, è stata data la possibilità di costituire la società Qualitalia Spa, società in house dell'Agenzia, che certificherà – consentitemi latu sensu anche per sintesi – l'italian sounding, in quanto l'Agenzia certifica la qualità doganale e quindi dà anche una sorta di bollino verde all'origine dei prodotti, alle caratteristiche della Pag. 5filiera produttiva e alla loro presenza nel singolo manufatto che poi viene avviato all'esportazione, così in sede di importazione verifica l'origine. Ad esempio certificherà se un pomodoro viene dalla Spagna, come si aspetta l'importatore, oppure viene dalla Cina o è un prodotto che ha dei livelli di tossicità.
  I laboratori inoltre sono a servizio anche di diverse indagini – come potete immaginare – dell'autorità giudiziaria, anche in materia di anticontraffazione. L'Agenzia è anche strumento di indirizzo, relativamente alle Autorità portuali, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attraverso il protocollo delle Autostrade del mare, che consente un'interazione importante con le varie Autorità portuali e svolge anche alcune funzioni in materia di difesa, in particolar modo di sdoganamento di componenti e di armi e anche di supporto per le attività di sdoganamento alle nostre truppe quando vanno ad effettuare missioni di pace. Per esempio ora tutta la componentistica degli F-35 è soggetta alle attività doganali svolte dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli insieme allo Stato maggiore della difesa.
  Per motivi di sintesi mi fermo qui per una raccolta delle attività. Da quando ho assunto l'incarico a febbraio scorso sono state realizzate diverse attività, anche importanti. Abbiamo effettuato sequestri e contribuito ai lavori di sequestri di stupefacenti per quasi un miliardo di euro nel porto di Salerno, è stata senza sosta l'attività al porto di Gioia Tauro, con livelli di sequestri di cocaina non raggiunti negli anni precedenti. Di recente abbiamo anche contribuito in maniera importante ai lavori con l'Agenzia delle entrate, il Ministero dell'economia e delle finanze, la SOGEI e la Presidenza del Consiglio dei ministri relativamente al progetto della lotteria degli scontrini. Quasi un milione di richieste di registrazione nelle ultime trentasei ore. Pag. 6
  In questi mesi di mia direzione abbiamo annullato quello che la stampa definì «il concorso truffa» a 70 dirigenti che diversi anni fa fu anche oggetto di importanti trasmissioni televisive in RAI, quello delle Gazzette Ufficiali contraffatte. Anche questa è stata un'attività non facile, perché questo concorso è durato circa dieci anni e non si riusciva a riprendere il bandolo della matassa e di recente abbiamo anche bandito – con l'autorizzazione e il supporto strategico del Ministero per la pubblica amministrazione e del Ministero dell'economia e delle finanze – un concorso a oltre 1200 posti – speriamo con l'idoneità di raggiungere anche numeri più importanti – per portare in Agenzia le necessarie professionalità. L'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha nei suoi ruoli professionali ingegneri, chimici, revisori dei conti, commercialisti, periti industriali, geometri, biologi, architetti e ingegneri, una varietà di professionalità dunque, proprio per il tipo di controlli e di intelligence che l'Agenzia svolge sul territorio. Dodici sale di intelligence per seguire il traffico di merci, di carburante, di tabacchi e dei giochi, di cui l'Agenzia conosce nei suoi data warehouse tutte le giocate, tutti i posizionamenti, ovviamente al fine di prevenire fenomeni di illegalità e di riciclaggio.
  È forte l'interazione con l'Unità di informazione finanziaria e ovviamente con la Guardia di Finanza, che appartiene, come noi, all'amministrazione finanziaria della Repubblica. Recenti protocollazioni anche con i Carabinieri e in prospettiva anche con la Polizia di Stato, per definire le collaborazioni nel rispetto dei protocolli previsti dal decreto-legge n. 13 del 2017, cosiddetto decreto Minniti.
  Mi sono accorto in questi mesi che ci sono dei profili di difficoltà gestionali, collegati anche al fatto che negli anni l'Agenzia si è trovata a dover affrontare tante criticità, tanti nuovi compiti e funzioni, magari c'è stato qualche ritardo Pag. 7ordinamentale e anche nell'aggiornamento dell'apparato normativo di supporto dell'Agenzia stessa. Nel mio tentativo di migliorare la qualità dell'ente, per renderlo più efficiente e a supporto dell'attività che l'Agenzia in qualche maniera ha la responsabilità di svolgere sul territorio della Repubblica, mi sono permesso di segnalare alcuni profili di attenzione. Forse il profilo di attenzione più rilevante riguarda la parte organizzativa e dirigenziale. Oggi io vi parlo dal mio ufficio di Catanzaro, dove da due giorni ho una direzione ad interim. Purtroppo per una serie di stratificazioni normative, mi trovo oggi ad essere direttore generale e ad interim vicedirettore, direttore della Direzione giochi, direttore nella Direzione energie e alcoli, della Direzione tabacchi, della Direzione strategie e della Direzione interregionale Campania e Calabria. Ce ne sono anche altre, per non parlare degli uffici di secondo livello. Questo per una serie di situazioni che si sono stratificate.
  L'elemento che conferma un po' questo ritardo di coordinamento legislativo con le attività dell'Agenzia, in qualche modo viene anche dalla stessa nostra denominazione. L'Agenzia si chiama Agenzia delle dogane e dei monopoli da prima che io entrassi, nei testi normativi – magari anche con rischi di contenzioso – continua a chiamarsi Agenzia delle dogane. In alcuni testi addirittura siamo ancora Amministrazione doganale, Ufficio delle dogane. Questo ha portato a segnalare – già durante la mia audizione alla Commissione finanze del Senato – l'esigenza di alcuni provvedimenti normativi. Forse uno dei più importanti riguarda il Comitato di gestione. Io depositerò comunque questa ipotesi di lavoro, per chiedere anche il supporto della Commissione in questa prospettiva, perché il Comitato di gestione è composto da quattro membri. Due sono stati nominati, gli altri due no, in quanto, anche qui per una serie di stratificazioni normative, gli altri due membri potrebbero Pag. 8 essere soltanto due dirigenti in pensione da non più di un certo numero di anni – credo uno, se ricordo bene – dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Ora capite che questo non vuol dire ispirarsi ad un criterio manageriale e di efficientamento di una struttura, che peraltro, rammento, è coinvolta nella guerra dei dazi, nella Brexit, nella Via della seta e dalle innovazioni che stanno avvenendo ed è evidente che richiedono una flessibilità gestionale.
  Qui c'è un'altra proposta. È giusto che il vertice dell'Agenzia delle dogane possa rimodulare ad invarianza finanziaria la quota tra direzioni apicali e direzioni non apicali – cioè tra dirigenti di prima fascia e di seconda, dirigenti generali e non generali, per essere chiaro con i signori membri della Commissione – per poter avere una flessibilità operativa, in relazione alle importantissime sfide che dovremo affrontare e di cui vi ho citato soltanto le ultime che nei prossimi mesi vedono l'Agenzia, come l'hanno vista durante la pandemia, in prima linea.
  Un'ulteriore richiesta è quella di ripristinare – e su questo c'è stata anche un'interazione positiva col Ministero degli interni – le targhe per le vetture di servizio, come i Vigili del Fuoco e la Capitaneria di porto, che, come sapete, hanno una propria targa. Noi abbiamo una targa civile, mentre un tempo c'era una targa dogane. Questo vuol dire che nei porti e aeroporti, dove noi dobbiamo effettuare le attività, c'è una difficoltà per motivi di sicurezza, che chi gestisce porti e aeroporti segnala. Noi, che dobbiamo effettuare i controlli sottobordo negli aeroporti e nei porti presso le navi con i nostri scanner, abbiamo difficoltà ad accedere con i nostri mezzi. Una targa ADM è evidente che risolverebbe.
  Da anni, forse 15, l'Agenzia ha un istituto di formazione costituito con una determina direttoriale, non è questo il modo di procedere. Bisogna costituire un ente di formazione e questo Pag. 9si fa con una norma che consenta all'Agenzia di poter interagire in maniera più moderna, anche con le università e fornire anche all'esterno quel gran patrimonio culturale di cui l'Agenzia dispone.
  Poi ci sono dei temi anche molto operativi. Per esempio il whistleblowing: la normativa su questo argomento si applica ad altre amministrazioni dello Stato – cito ad esempio la Commissione nazionale per le società e la Borsa – CONSOB, di cui sono stato direttore prima di assumere l'incarico di direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli – mentre l'Agenzia non ha questo tipo di norma, eppure i miei funzionari sono tutti ufficiali di polizia giudiziaria che hanno rapporti con concessionari di gioco, del tabacco, con gli spedizionieri doganali, con i grandi operatori del trasporto, per non parlare del petrolio, dei minerali, dei combustibili e dei carburanti; vi rendete conto quanto sarebbe utile. I nostri dati sono nel perimetro di sicurezza informatico con una serie di provvedimenti che si ripresentano periodicamente: forse converrebbe formalizzarlo.
  Il tema degli acquisti e-commerce è strategico. Noi abbiamo la possibilità di operare in maniera anonima nel settore dei giochi, ma non nel settore dell'e-commerce. Quando è stato lanciato dall'Interpol – e noi l'abbiamo raccolto – l'allarme sui vaccini COVID-19 falsi, rendetevi conto quanto sarebbe utile per l'Agenzia poter effettuare degli acquisti sulle piattaforme e-commerce, invece di vederli online, magari anche sul dark web e non poter fare nulla o comunque poco rispetto a quello che potrebbe svolgere.
  Sul tema dell'esigenza di una maggiore flessibilità di società in house, io rammento a tutti che l'Agenzia per legge ha il compito ingrato di smaltimento di tutte le res derelictae, ovvero di tutti i corpi abbandonati sulle linee doganali e sui punti di Pag. 10confine. Per essere chiari, noi siamo l'Agenzia che smaltisce le imbarcazioni di Lampedusa e, nonostante possa sembrare poco, solo nelle ultime settimane ne avremo smaltite 140-150. È chiaro che tutto è fattibile e si può migliorare, ma muoversi con le procedure ordinarie di gara per smaltimenti d'urgenza, mette in difficoltà la direzione generale, anche rispetto a un'esigenza sentita e avvertita su cui abbiamo in corso ulteriori coordinamenti per fare il nostro meglio, ma una società in house dedicata, sul modello delle società in house degli enti locali, renderebbe il tutto – in base al codice degli appalti – assolutamente più fruibile.
  È importante anche il tema di levelling the playing field nel settore dei tabacchi. Oggi i tabacchi lavorati, i liquidi da inalazione, i tabacchi senza combustione, hanno una disciplina di tracciabilità non omogenea. Ricordiamo che la grande lotta al contrabbando del tabacco lavorato – che ci vede al primo posto in Europa – è avvenuta proprio tracciando tutto, conoscendo del singolo pacchetto di sigarette, non solo dove si produce, ma anche il tabaccaio che lo vende e la composizione chimica della singola sigaretta, che i nostri laboratori sono in grado di verificare. Oggi per gli altri prodotti di penetrazione dei tabacchi senza combustione mancano dei pezzi nella filiera. Immaginate che per le cartine e i filtri – vi può sembrare una cosa da poco – è talmente assente la filiera che il 90 per cento di cartine e filtri che girano sul territorio della Repubblica sono di contrabbando ed è difficile fare enforcement su questa attività. A prescindere dai livelli di tassazione, su cui possono esservi weltanschauung diverse, io credo che la prima cosa da fare – come ho avuto modo di proporre in Senato – sia il livellamento del piano di gioco.
  Voglio rimanere nei quindici minuti, come che mi ha chiesto il Presidente, e segnalo che le proposte normative, con relazione Pag. 11illustrativa e tecnica, sono disponibili in calce alla documentazione depositata. Sono completamente a disposizione per eventuali domande.

  PRESIDENTE. Ringrazio il professor Minenna per la sua esposizione. Do la parola ai colleghi che desiderano intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  VITA MARTINCIGLIO. Direttore, come ben sa esiste una tassazione fortemente scontata sulle sigarette a tabacco riscaldato, tipo IQOS, prodotto di cui la Philip Morris è monopolista sul mercato. Negli ultimi anni il mercato del tabacco riscaldato ha goduto di uno sconto pari al 75 per cento delle accise, determinando da un lato un incentivo al consumo di questi prodotti, essendo il prezzo al dettaglio inferiore rispetto a quello delle sigarette tradizionali, e dall'altro una perdita di gettito per l'erario, a causa proprio dello spostamento dei consumatori dalle sigarette tradizionali al tabacco riscaldato, con un incremento dei volumi di vendita pari al 60 per cento solo nel 2020. È quantificata in circa 800 milioni di euro annui la perdita di gettito associata al predetto sconto fiscale del 75 per cento di cui oggi godono i prodotti a tabacco riscaldato.
  Sulla base di questi dati, solo il ripristino dell'incidenza fiscale del tabacco riscaldato al 50 per cento, come previsto dal legislatore sino al 31 dicembre 2018, produrrebbe un maggiore gettito, pari a 350 milioni di euro. A titolo esemplificativo, solo per quest'anno si stima una perdita di gettito derivante dal calo delle vendite delle sigarette tradizionali pari a 100 milioni di euro. Considerato che i produttori di tabacco riscaldato, ai sensi della normativa vigente, hanno depositato un dossier presso l'Istituto superiore di sanità, al fine di ottenere il riconoscimento del rischio ridotto, ovvero della minore tossicità dei prodotti del tabacco riscaldato e che l'esito della valutazione è Pag. 12stato negativo, si chiede se l'Agenzia fosse a conoscenza della posizione del Ministero della salute, quando lo sconto d'accisa è stato ulteriormente diminuito dal 50 al 25 per cento rispetto a quello dei prodotti del tabacco tradizionale.
  Inoltre si domanda se l'Agenzia intenda tener conto degli aspetti di salute pubblica, evidenziati proprio dall'Istituto superiore di sanità, nel proporre un nuovo schema fiscale per i prodotti del tabacco riscaldato.

  AZZURRA PIA MARIA CANCELLERI. Grazie al direttore per la sua illustrazione. Lei ci ha parlato di alcune difficoltà operative che incontra, legate a ritardi di aggiornamento normativo, il quale non ha seguito l'evoluzione dell'operatività dell'Agenzia nel tempo. Questo aspetto mi ha colpita, perché ritengo che questa Commissione non possa non tenere conto di questo allarme, di questa segnalazione che lei ci ha esposto. Mi riservo di leggere il documento con le sue proposte. Nel frattempo vorrei – se è possibile – che lei ritornasse su un tema che ci ha già annunciato, quello del Comitato di gestione, perché ci ha detto che su questo aspetto lei ha già anche una proposta e mi interesserebbe avere dei dettagli. Ci ha anche detto che su quattro membri, due sono stati nominati e due no, quindi vorrei sapere il perché e chi sono questi membri.
  Ritengo poi che l'aspetto dell'aggiornamento normativo per rendere migliore l'operatività, vista l'importanza dei temi che la sua Agenzia tratta, sia un compito necessario e un obbligo per noi della Commissione finanze. Mi interesserebbe avere delle informazioni aggiuntive su questo aspetto.

  MARCELLO MINENNA, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Vorrei rispondere intanto, se consente, presidente. Per quanto riguarda la questione del settore dei tabacchi, l'Agenzia è l'ente di regolazione, di enforcement, che anche con Pag. 13i suoi laboratori chimici è in grado addirittura di verificare la presenza di aromi caratterizzanti. Sapete che di recente il mentolo è stato dichiarato non legale e noi siamo in grado anche di fare simili verifiche, per cercare poi di attivare le azioni di enforcement del caso, che vuol dire vietare la vendita di alcuni tipi di tabacco.
  L'eterogeneità fiscale che viene segnalata dalla commissaria fa parte di una stratificazione normativa e di scelte di indirizzo politico che ovviamente non competono all'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Per questo motivo mi sono permesso di segnalare una razionalizzazione di quella che è la tracciatura delle varie tipologie di prodotto. È evidente che se l'Agenzia non ha la governance dei prodotti che vengono venduti sul territorio della Repubblica – perché ci sono dei buchi nella filiera della tracciatura che consentono il contrabbando – è difficile, a mio avviso, fare stime di gettito. Se le stime di gettito sono difficili e imprecise, è anche difficile valutare eventuali sistemi di tassazione. Per questo motivo sicuramente può essere ragionevole una convergenza verso livelli più alti della tassazione dei prodotti che ora sono meno tassati rispetto al tabacco lavorato, che è il più tassato di tutti, oltre 50 per cento. Però allo stesso tempo è opportuno ponderare eventuali cambiamenti del regime fiscale, in mancanza di questo passaggio, che ritengo assolutamente propedeutico.
  Per quanto riguarda la questione del Comitato di gestione, come dicevo, ci sono due membri che sono stati nominati e lavorano al Ministero dell'economia e delle finanze: il consigliere Glauco Zaccardi e l'avvocato Sara Lusi. Mentre per gli altri due membri – d'intesa con il Ministro – si è ritenuto più opportuno soprassedere, in quanto, come dicevo, per una serie di stratificazioni normative, non si potrebbe di fatto nominare nessuno o quasi, perché i soggetti che potrebbero essere nominati Pag. 14 sarebbero due o tre dirigenti dell'Agenzia in pensione, peraltro da poco tempo. Se si vuole dare una spinta di innovazione, io credo che si debba poter accedere a personale dirigenziale con competenze specifiche nel campo della vigilanza, nel campo della regolamentazione e che abbiano esperienze importanti, in maniera tale da dare una qualità all'attività del Comitato di gestione che, ripeto, è comunque un organo gestionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.

  MASSIMO UNGARO. Volevo fare due domande al direttore. Una puntuale sempre in tema di tabacco, ma in realtà da un altro punto di vista. Vorrei sapere se lei ritiene auspicabile pensare a un rinvio del pagamento delle accise sul tabacco. Io sono favorevole all'aumento della tassazione a regime, ma adesso, di fronte alla crisi... Nel 2020 c'è stato un rinvio di qualche mese del pagamento dell'accisa di febbraio-marzo – stiamo parlando di migliaia di tabaccai in Italia che devono pagare questa tassa. Lei pensa che, a causa delle restrizioni delle zone rosse che abbiamo osservato negli ultimi mesi, sia una strada percorribile quella di fare un secondo rinvio del pagamento dell'accisa ai primi mesi del 2021?
  La seconda domanda – mi scusi se lei l'ha detto nella relazione, ma io non l'ho colto –: lei sa che il settore del gioco pubblico aspetta a una riforma organica da tanto tempo, mi sembra di capire che il Governo e anche la sua Agenzia abbiano intenzione di procedere a una riforma organica nel 2021 e di procedere al bando delle nuove gare, successivamente alla riforma, nel 2022. Non so se lei è già in condizione di poter descrivere ai commissari i due o tre assi portanti di questa riforma organica del gioco pubblico.

  MARCELLO MINENNA, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Per quanto riguarda il tema delle accise sul Pag. 15tabacco, è evidente che analisi quali-quantitative di eventuali criticità in tema di liquidità legate al lockdown sono disponibili da parte dell'Agenzia nei confronti dell'organo politico, come ausilio per prendere una simile decisione, tenuto conto che il settore è stato colpito, anche se relativamente rispetto ad altri settori. Qui mi connetto a quello del gioco, dove invece c'è stata una chiusura totale, quindi se il gioco pubblico è chiuso, le strade sono due: o non si gioca o si gioca illegalmente. Per tale motivo l'Agenzia ha riattivato i lavori del Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori con operazioni svolte con le altre forze di Polizia – Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato – come prevede il protocollo del Comitato medesimo, che è presieduto dal direttore generale dell'Agenzia.
  Sul tema del gioco pubblico, tra le proposte che presentai al Senato, c'era quella di una legge delega di riforma del gioco in cui la direzione generale dell'Agenzia potesse fare una proposta organica. È evidente che la legislazione concorrente – Stato, regioni e anche enti locali – e le difficoltà che si incontrano di trovare il in medio stat virtus tra la contrarietà e la liberalizzazione di questo settore richiedono ormai un importante ripensamento. Fermo restando che il gioco illegale va contrastato in ogni modo e a questo l'Agenzia ha dedicato molti dei suoi sforzi, anche durante il lockdown. Serve una riforma organica. La disciplina del gioco pubblico è nel testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza, uno dei tre testi unici, insieme a quello delle accise e delle dogane, che disciplinano l'attività dell'Agenzia, insieme ad altre 600 norme: si immagini la stratificazione.

  PRESIDENTE. In attesa dell'intervento dell'onorevole Trano, le pongo un quesito. Lei ha detto nella sua relazione che il controvalore di quanto gestito dall'Agenzia delle dogane e dei Pag. 16monopoli è pari a circa 80 miliardi di euro. Quale è stato, su questo valore, l'effetto della crisi COVID del 2020? Sempre nella relazione ha detto che avete smaltito 150 imbarcazioni di scafisti. Volevo capire in che periodo.

  MARCELLO MINENNA, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Per quanto riguarda l'effetto, le analisi le vedremo nel consuntivo 2020. Non le nascondo che mi sentirei di dire che un buon 25 per cento sia una stima adeguata della riduzione a cui siamo andati incontro per via del lockdown e di quello che è successo.
  Per quanto riguarda le imbarcazioni di schiavisti, mi riferisco all'incirca agli ultimi due mesi. Potrei essere più preciso, ma è un dato relativo proprio all'ultimo periodo, perché si è intensificato non solo un fenomeno di grandi dimensioni – ad esempio l'ultima imbarcazione era da 50 tonnellate di ferro, con cinque motori diesel e carburanti, per la quale abbiamo addirittura dovuto fare una gara europea per lo smaltimento – ma ormai è molto in voga il fenomeno delle piccole imbarcazioni che vengono dal Nord Africa e secondo me una gran parte, purtroppo, non arriva nemmeno e non ne abbiamo neanche percezione, perché sono mezzi di bassissimo cabotaggio. L'Agenzia, per rinforzare il suo monitoraggio e anche un minimo la governance del Canale di Sicilia, nei limiti delle prerogative della direzione generale, ha anche costituito un ufficio Canale di Sicilia, una sorta di ufficio mobile su un'imbarcazione che abbiamo sequestrato nel corso delle nostre attività e che a breve entrerà in esercizio, proprio per meglio coadiuvare e monitorare le attività di competenza. Nei prossimi tre o quattro giorni effettueremo l'alaggio di ulteriori 30 imbarcazioni di piccolo cabotaggio. Sono proprio numeri recenti e sarà mia cura inviarle un dato più puntuale degli ultimi sei mesi relativamente alla sua domanda, presidente.

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  PRESIDENTE. Grazie, professore. L'onorevole Ungaro vorrebbe fare una replica rapidissima.

  MASSIMO UNGARO. Grazie direttore per la sua risposta molto esaustiva sul gioco pubblico. Come ha esattamente detto lei, il gioco pubblico non solo rappresenta un indotto di 800.000 lavoratori e il 3 per cento delle entrate tributarie, ma è soprattutto un presidio importante della legalità e quindi un alleato importante nella lotta alla ludopatia. Mi chiedevo quindi se lei concorda sul fatto che sarà importante permettere ai concessionari e agli operatori di gioco pubblico di riaprire appena le condizioni sanitarie lo permetteranno, in linea, per esempio, con palestre, piscine, musei e cinema.

  MARCELLO MINENNA, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. La legge va applicata. L'attività del gioco è legale e come tale va trattata. Io mi sono permesso di segnalare eventuali contraddizioni che vanno gestite e risolte. Ad esempio ho detto che la tessera sanitaria – e non ho avuto difficoltà anche a ripeterlo oggi –, così com'è disciplinata, non serve a nulla, non essendo data facoltà all'Agenzia di effettuare nessuna memorizzazione del dato, a seguito dei pareri dell'Autorità della privacy. Anzi, si rischia pure di incentivare attività illegali – è inutile che ignoriamo la realtà. Così come avremmo un po' tutti osservato davanti ai distributori automatici, è la stessa tessera che circola, anche per altre questioni collegate all'altro mondo, quello dei tabacchi. Secondo me serve un po' di sano pragmatismo, affrontando questo tema in maniera equilibrata e tentando di regolamentare bene il settore, perché non regolamentare bene questo settore vuol dire solo spalancare la strada al gioco legale e gioco illegale vuol dire riciclaggio e malavita organizzata.

Pag. 18

  RAFFAELE TRANO. Vorrei ringraziare il direttore Minenna per la sua esposizione, anche perché è a capo di una struttura alquanto complessa. Fa piacere sentire che le dogane si occupano di reperire circa dieci miliardi di gettito in entrata.
  In merito alla sua relazione, ho sentito quanto ha riferito sul Comitato di gestione. Ho fatto una breve verifica, facilmente rinvenibile su Internet, e ho scoperto, con mia grande sorpresa, che addirittura il capo dell'ufficio legislativo finanze del Ministero dell'economia e delle finanze fa parte del Comitato di gestione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Ho letto anche la sua dichiarazione di insussistenza, in cui dichiara che non sussistono cause di inconferibilità e incompatibilità.
  Io chiedo, da un punto di vista politico – e qui apro un po' il dibattito – se è opportuno che il capo di un ufficio legislativo del Ministero dell'economia e delle finanze, che è il soggetto che vigila sull'Agenzia delle dogane e dei monopoli, sia all'interno del Comitato di gestione. Sinceramente questa cosa non mi sembra molto opportuna da un punto di vista politico. Proprio per esigenze di know-how, di alcune specificità che richiede questa Agenzia così delicata mi chiedo se sia opportuno o meno il doppio ruolo del dottor Zaccardi.
  Detto questo vorrei farle qualche domanda, perché è sotto l'occhio di tutti in questo momento quello che sta succedendo da parte delle lobby del tabacco. In particolare c'è un'inchiesta della Procura di Roma, un impianto accusatorio rivolto a dirigenti dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Sembra che fossero completamente asserviti alla multinazionale del tabacco, in particolare alla Philip Morris. La prima domanda: se si andasse avanti, l'Agenzia si costituirà parte civile in un eventuale processo?
  Poi c'è un'inchiesta del Riformista che sta tenendo banco in questi giorni, che ha rivelato pressioni politiche di ogni tipo che Pag. 19sarebbero state esercitate per abbassare la tassazione sul tabacco riscaldato. Di queste pressioni hanno parlato anche ex ministri – quindi persone autorevoli – come l'ex Ministra della salute Giulia Grillo e l'ex Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Fioramonti. Quindi mi chiedo, anche con grande curiosità, se lei ha mai subìto delle pressioni e, se le ha subìte, da chi. Sempre nel merito del tabacco riscaldato, le chiedo se ha ricevuto richieste di pareri in merito alla pressione fiscale e chi, eventualmente, le ha chiesto questi pareri.
  In conclusione c'è il giallo che ha investito la legge di bilancio. In una bozza che è circolata, c'era la previsione dell'articolo 192, comma 6, che vedeva un innalzamento della fiscalità sul tabacco riscaldato, gli HTP, dall'attuale 25 per cento al 25 per cento ad valorem, cioè sul prezzo di vendita, che equivale a circa un 37 per cento. La bozza recava l'orario delle 13.45. Cinque giorni dopo, quando è stato trasmesso il testo definitivo alle Camere, di questo articolo 192 non c'è più traccia, sparisce quel lieve aumento fiscale e incredibilmente spariscono anche le norme anticontrabbando. Non so se lei ci può dare la sua versione, se ci può spiegare quanto è successo. Tra l'altro il contrabbando è un tema principale anche per l'Agenzia che lei dirige, quindi mi chiedo – nel contesto che ho appena esposto – se anche lei ha subìto pressioni e, in caso affermativo, da parte di chi.
  Ultimissima domanda, sempre sul fumo, settore canapa. Da alcuni studi sembra che il prezzo al grammo della canapa sia di circa 10 euro e ci sarebbe un giro complessivo d'affari stimato in circa 150 miliardi di euro l'anno. Applicando l'imposta sul consumo del 10 per cento, ci sarebbe una fiscalità – quindi gettito per lo Stato – di circa 15 miliardi di euro l'anno in più. Non so se su questo tema sono in corso degli studi e se ci potete fornire una valutazione.

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  MARCELLO MINENNA, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Grazie, onorevole Trano. Il tema dei conflitti di interesse del Comitato di gestione è una questione su cui non mi posso pronunciare, essendo il direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
  Sul tema delle norme che entrano e scompaiono in Commissione finanze del Senato, è agli atti la mia relazione. Io le norme le ho proposte, così come le allego alla presente relazione. Io credo che siano norme volte a mettere in qualità l'Agenzia e soprattutto a regolare in maniera più opportuna i settori accise, energie e alcoli, tabacchi, dogane, monopoli e giochi che sono di competenza regolatoria, vigilanza, enforcement e sanzionatoria dell'Agenzia, anche nell'espletamento di funzioni di polizia giudiziaria. Ho rilevato anch'io che si verificano queste cose. Nell'audizione al Senato la chiamai «la manina che cancella le norme». Addirittura sulle volture dei depositi fiscali segnalai l'urgenza e l'importanza, ai fini di contrastare il carburante di frodo, ricevendo anche la condivisione di tutti i membri della Commissione e di tutto l'arco parlamentare, ma la norma ancora non c'è. Eppure è alla base del contrasto alle pompe bianche e ai carburanti di frodo. Su questo ricordo l'ultima operazione di contrasto nel Lazio per oltre 300 milioni di euro e in quella relazione al Senato, che allego anche a questa mia relazione, se non ricordo male, stimavamo in diverse centinaia di milioni di euro quello che si può recuperare.
  Sul tema delle pressioni, io posso dirle che alla fine credo che ognuno sia figlio della propria storia e del proprio atteggiamento. Io tendenzialmente sono una persona e un dirigente dello Stato che fa capire che le regole si rispettano e si applicano e che allo stesso tempo si opera con fermezza per eliminare le inefficienze della pubblica amministrazione e fare Pag. 21quello che si può per fare della pubblica amministrazione la cinghia di trasmissione per un miglior funzionamento della nostra economia. Che vengano da me a fare pressioni – ripeto, ognuno è figlio della sua storia – lo troverei strano. Per motivi di sana turnazione, appena mi sono insediato ho cambiato i vertici di giochi e tabacchi e anche i vari dirigenti. In alcuni casi, per motivi di malfunzionamento di alcune norme ordinamentali, di cui non c'è colpa – si sono stratificate – oggi ricopro ancora diversi di questi interim. Oggi sono direttore dei giochi, dei tabacchi e dell'energia e alcoli e anche di un ufficio di secondo livello. Questo è quello che posso dire sul tema delle pressioni e del tabacco. La proposta normativa la ripresento anche in questa relazione e come ho detto prima, chiedo ai signori commissari di valutarla, per intervenire, se del caso, in sede emendativa, a supporto dell'operato dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
  Per quanto attiene la canapa sativa, come sapete la regolamentazione è multi concorrente, c'è anche un contenzioso. Quello che io ho potuto fare è semplicemente chiarire al mercato che alcuni prodotti, per i quali c'era già chiarezza, nei negozi che oggi vendono derivati da canapa sativa, non si possono distribuire, perché su quel tipo di negozi c'è una nostra vigilanza, anche se una vigilanza fragile. Nei tabaccai e negozi assimilati io conosco qualsiasi cosa c'è negli scaffali, di un tabaccaio io so quanti pacchetti di sigarette ci sono nello scaffale, che composizione chimica, quindi anche la nostra attività antifrode diventa più semplice. In quei negozi noi non abbiamo quella tracciatura, perché addirittura per i prodotti derivati da canapa sativa noi siamo molto indietro rispetto ai tabacchi senza combustione, liquidi da inalazione, cartine e altro. Il sistema del deposito fiscale, della tracciatura dei prodotti, dell'autorizzazione codice – potrei andare avanti con Pag. 22i vari aspetti della normativa – lì non ci sono. Di fatto lì succede quello che può succedere, ci affidiamo alla buona fede di chi opera e al buon Dio che ci guarda, mi verrebbe da dire. Forse su questo ambito serve un po' di attenzione, ripeto, di omogeneizzazione delle regole. Se noi in farmacia, nei tabaccai o nei punti di vendita autorizzati abbiamo una conoscenza di tutta l'evoluzione di tracciamento, in base alle competenze dei vari enti, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, l'Agenzia italiana del farmaco, forse è il caso che ci sia anche in questo ambito. Senza un giudizio di valore, sia ben chiaro, qui stiamo parlando semplicemente di un giudizio di regolazione omogenea. Su questo anche ho segnalato l'esigenza, la segnalo anche in questa sede. Ripeto il modello di surveillance c'è, è quello che viene già applicato per farmaci, tabacchi e gli altri prodotti derivati. Si tratta di avere la volontà e qui siamo nella sede giusta, perché siamo in Parlamento.

  PRESIDENTE. Ringrazio il professor Minenna.

  MARCELLO MINENNA, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. La ringrazio, signor presidente e signori commissari della Commissione finanze della Camera dei deputati. Buon lavoro.

  PRESIDENTE. Autorizzo la pubblicazione in allegato al resoconto stenografico della seduta odierna della documentazione consegnata dal direttore Minenna (vedi allegato) e dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 15.50.

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