CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 12 gennaio 2021
505.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
ALLEGATO
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ALLEGATO 1

5-05236 Rizzetto: Presunti ritardi nella definizione delle procedure per la verifica da parte dell'INPS dei requisiti dei percettori di Reddito di cittadinanza.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Passo ad illustrare l'atto concernente lo scambio di dati tra Inps e Ministero della giustizia ai fini del riconoscimento del reddito di cittadinanza.
  Al riguardo, ritengo doveroso preliminarmente sottolineare che l'impegno dell'Inps nell'implementazione di un sistema di controlli integrato per garantire al meglio il rispetto delle norme che disciplinano la concessione e la erogazione del Reddito di cittadinanza, valorizzando il patrimonio informativo a disposizione, è stato tempestivo ed è costante.
  A riprova di ciò, secondo quanto riferito dall'istituto, a fronte di circa 3.200.000 domande trasmesse fino ad oggi (ivi incluse le domande di rinnovo), oltre 850.000 sono state respinte, mentre oltre 313.000 sono state poste in decadenza. Inoltre, circa 19.000 sono state le revoche a seguito di verifica successiva di mancato possesso di uno o più requisiti, mentre circa 4.000 sono state le domande poste in decadenza in base a verifiche sul rispetto dei requisiti in itinere, anche a seguito di verbali ispettivi.
  L'Inps ha, altresì, reso noto che, a partire da aprile 2019, inoltre, sono stati puntualmente gestiti circa 1.300 provvedimenti giudiziari di sospensione ex articolo 7-ter del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
  Ulteriori verifiche a campione sono state effettuate sulle autocertificazioni rese in virtù di quanto previsto all'articolo 5, comma 5, decreto-legge n. 4/2019, in quanto i requisiti previsti per l'accesso alle prestazioni (ad eccezione di quelli economici che si considerano posseduti per la durata della attestazione ISEE in vigore al momento della domanda), si considerano posseduti sino a quando non intervenga comunicazione contraria da parte delle amministrazioni competenti alla verifica degli stessi. È stata altresì avviata una intensa collaborazione con le forze dell'ordine, in particolare fornendo sin dal mese di maggio 2019 i dati dei nuclei beneficiari al Nucleo Antifrode del Comando Generale della Guardia di Finanza, permettendo l'attivazione di una importante attività di intelligence che ha consentito l'individuazione di percettori indebiti, per i quali si è provveduto alla revoca della prestazione.
  Con specifico riferimento al quesito posto in ordine alla Convenzione con il Ministero di Giustizia, le interlocuzioni avviate dall'Inps hanno prodotto due effetti significativi:

   a) l'invio di una nota circolare a tutti gli Uffici giudiziari volta a standardizzare i processi di comunicazione dei provvedimenti ex articolo 7-ter del decreto-legge 4/2019;

   b) l'invio della proposta di Convenzione CERPA per l'accesso puntuale al Casellario giudiziale la cui attuazione permetterà un primo avvio delle verifiche necessarie per l'accertamento del possesso dei requisiti previsti dalle norme.

  Voglio evidenziare che, in virtù di tale Convenzione, l'Inps sarà in grado verificare, nel rispetto delle disposizioni contenute nel DPR 28 dicembre 2000, n. 445, le autodichiarazioni rese in sede di presentazione delle istanze per l'erogazione dei benefici, con riferimento alle informazioni in possesso dell'Autorità Giudiziaria.
  L'Inps ha precisato, inoltre, che alla predetta Convenzione, per la quale sono stati forniti agli uffici competenti i necessari e immediati riscontri, dovrà fare seguito una Pag. 98Convenzione apposita per il Reddito di cittadinanza, atteso che l'ampia platea dei beneficiari richiede un controllo di tipo massivo da svolgere nel rispetto delle indicazioni fornite dal Garante per la privacy e recepite nel disciplinare adottato dall'Inps.
  Infine faccio presente che nelle more della definizione di tale Convenzione, l'Inps ha rafforzato la collaborazione con la Guardia di Finanza per l'ulteriore incremento dell'attività di controllo a posteriori anche con particolare riferimento alle dichiarazioni rese relativamente all'assenza di condanne definitive per i reati di cui all'articolo 7, comma 3, del decreto-legge n. 4/2019, oltre che relativamente allo stato detentivo.

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ALLEGATO 2

5-05237 Zangrillo: Iniziative in materia di riforma del sistema dei centri per l'impiego.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto parlamentare, l'Onorevole interrogante richiama l'attenzione del Governo sull'azione di rafforzamento dei Centri per l'impiego che svolgono un ruolo fondamentale nell'ambito della ripartenza dell'occupazione lavorativa, soprattutto in questo periodo.
  Al riguardo, non posso non evidenziare che gli effetti socioeconomici del Coronavirus sono stati e sono tutt'ora determinanti. Ma grazie alle misure introdotte dal Governo l'Italia è riuscita a contenerli e a non subirli. Adesso, con l'inizio della campagna vaccinale, possiamo e dobbiamo ripartire. Le risorse europee, insieme a quelle stanziate con la legge di Bilancio, ci danno l'opportunità di fare in modo che il lavoro sia più equo e meno precario.
  Al riguardo, tra i diversi obiettivi che il Ministero del lavoro intende portare avanti, si colloca la riforma delle politiche attive.
  Tale riforma deve puntare – a partire dai lavoratori più fragili, quali possono considerarsi i beneficiari del Reddito di cittadinanza – ad individuare percorsi di presa in carico personalizzata, con un chiaro assessment dei bisogni di competenze in un contesto di rafforzamento dell'offerta formativa disponibile sul territorio, mobilitando i diversi attori anche in forma di partenariato pubblico-privato.
  Un ruolo imprescindibile da questo punto di vista è quello giocato dai centri per l'impiego, il cui rafforzamento – anche di natura infrastrutturale – è stato oggetto di un Piano straordinario connesso all'istituzione del Reddito di cittadinanza, aggiornato nel corso del 2020. Il Piano e la sua declinazione in Piani attuativi regionali – andrà attentamente monitorato al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci si è posti in questa legislatura, considerato che nel corso di un triennio il personale dei centri per l'impiego raddoppierà per effetto delle risorse rese disponibili a livello nazionale. Andrà posta particolare attenzione – sulla base anche delle risorse che eventualmente verranno rese disponibili nell'ambito del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza – alle forme di integrazione con i servizi sociali territoriali, oggetto di specifica raccomandazione da parte della Commissione Europea nell'ambito della Strategia EU 2020, in una prospettiva che impone una maggiore prossimità degli interventi.
  Il coordinamento tra i centri per l'impiego e i servizi sociali dei comuni è infatti essenziale, considerato che le famiglie con maggiori fragilità tipicamente necessitano di una progettazione complessa per il raggiungimento degli obiettivi di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale.
  Pertanto, in tale ottica l'impegno del Ministero sarà dedicato in particolare alla piena implementazione e interoperabilità delle piattaforme digitali per il coordinamento rispettivamente dei centri per l'impiego e dei Comuni. Tali piattaforme saranno sviluppate nell'ambito del sistema informativo del Reddito di cittadinanza per favorire l'implementazione omogenea della misura nell'intero territorio nazionale quale livello essenziale delle prestazioni sociali.
  L'azione di rafforzamento dei centri per l'impiego, così come dei servizi sociali proseguirà con una rinnovata programmazione degli interventi a valere sulle risorse finanziarie del Fondo per la lotta alla povertà e delle risorse europee del PON Inclusione.
  Infine, voglio ricordare che il Piano straordinario di potenziamento, adottato con Decreto del Ministro del Lavoro del 28 Pag. 100giugno 2019 ha durata triennale e può essere aggiornato annualmente.
  Il Piano di potenziamento ha destinato specifiche risorse per l'assunzione di 3.000 unità di personale dei CpI nel 2020, ulteriori risorse sono previste per l'annualità 2021 destinate all'assunzione di 3.000 unità di personale nonché alla stabilizzazione dei 1.600 addetti a tempo determinato assunti in attuazione del Piano di rafforzamento dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro del 21 dicembre 2017.
  Infine, il piano prevede la possibilità di destinare ulteriori risorse a copertura degli oneri di gestione dei CpI per l'anno 2021. Le risorse stanziate nel triennio prevedono l'assunzione in organico di 11.600 unità di personale che si andranno ad aggiungere alle 7.852 unità censite alla fine del 2018. Concludo, pertanto rassicurando gli Onorevoli interroganti che si sta procedendo all'implementazione del Piano di rafforzamento dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro anche attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti della rete (pubblici e privati) ivi comprese le agenzie per il lavoro private.

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ALLEGATO 3

5-05238 Durigon: Salvaguardia dei livelli occupazionali in vista della fase post pandemia.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto parlamentare, gli Onorevoli interroganti richiamano l'attenzione del Governo sulla salvaguardia dei livelli occupazionali in questa fase post pandemia.
  Al riguardo voglio sottolineare che le dinamiche in atto nel mercato del lavoro a seguito dell'emergenza epidemiologica produrranno cambiamenti destinati a durare nel tempo, oltre che ad accelerare processi di trasformazione strutturale già in atto (si pensi alla digitalizzazione e alla transizione verde). Il periodo che abbiamo davanti sarà caratterizzato quindi dalla necessità di accompagnare il cambiamento con decisioni il più possibile «informate», dotandosi di strumenti che permettono di identificare con dettaglio – innanzitutto settoriale e territoriale – le dinamiche in atto e i fabbisogni che ne conseguono. Andrà quindi reso operativo l'Osservatorio del mercato del lavoro e promossa la costituzione di analoghe strutture a livello territoriale da coordinare in una Rete nazionale, al fine di orientare il riallineamento delle competenze, superare gli squilibri tra domanda e offerta di lavoro, valutare l'efficacia delle politiche.
  In tale contesto, quale misura di protezione e sviluppo del mercato del lavoro, risulta fondamentale la valorizzazione ed il rafforzamento delle politiche attive. Un primo passo lo abbiamo già compiuto inserendo nella legge di bilancio per il 2021, oltre alla «Decontribuzione Sud» una decontribuzione al 100 per cento per le assunzioni di giovani e donne disoccupate. Inoltre per poter salvaguardare i livelli occupazionali occorre agire su due fronti.
  Il Ministero del lavoro mira a creare nuove opportunità di lavoro investendo bene le risorse che abbiamo a disposizione. Si pensi, in particolare, ai settori del digitale e a quello dell'economia ecosostenibile. Dall'altro, è necessario accompagnare la crescita con un piano straordinario di politiche attive che assicuri ai lavoratori le competenze necessarie per poter cogliere appieno queste opportunità.
  Il primo tassello di questo piano è il Fondo nuove competenze, uno strumento creato per permettere alle aziende di riqualificare i propri dipendenti con l'aiuto dello Stato. A poco più di un mese dal suo avvio, sono già oltre 48 mila i lavoratori coinvolti che, a parità di salario e senza alcun onere per le imprese, svolgeranno 4 milioni e mezzo di ore di formazione. Lo scopo principale è quello di rendere sempre più sinergici i sistemi d'istruzione e formazione con il mercato del lavoro migliorando la qualità di tali sistemi, attraverso processi di acquisizione e di riconoscimento delle competenze, favorendo lo sviluppo di nuove professionalità sfruttando le potenzialità dell'apprendimento.
  Infine voglio segnalare due progetti: il primo è la Garanzia per l'occupabilità dei lavoratori. Si tratta di uno strumento che inserisce i cittadini disoccupati e i percettori di sostegno al reddito in percorsi di politiche attive costruiti sulle loro specifiche necessità, aumentandone le possibilità di occupazione.
  Il secondo progetto è la riforma degli ammortizzatori sociali su cui, a breve è previsto il confronto con le parti sociali, con l'obiettivo di arrivare velocemente alla sua approvazione.
  Reso attivo, il sistema degli ammortizzatori sociali, verrà collegato alla formazione e all'acquisizione di nuove competenze contribuendo alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

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ALLEGATO 4

5-05239 Barzotti: Iniziative per la disciplina dell'attività dei creatori di contenuti per internet (cd. stremaer)

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto parlamentare, gli Onorevoli interroganti richiamano l'attenzione del Governo sulla tutela dei cosiddetti Straemers.
  Al riguardo, voglio evidenziare, sin da subito, che si tratta di attività lavorative che solo di recente si caratterizzano per diffusione e intensità della prestazione.
  Ciò premesso, cogliendo lo stimolo lanciato dall'Unione Europea a dare una risposta coordinata alle sfide giuridiche poste dai continui cambiamenti tecnologici nel mercato del lavoro – il Ministero che rappresento, dopo un approfondito esame della questione e laddove richiesto, potrà valutare la possibilità di estendere anche a tali categorie di lavoratori i principi e le tutele recentemente introdotte per i lavoratori dipendenti dalle piattaforme digitali adibiti alle consegue a domicilio.
  Voglio ricordare, infatti, che con la circolare n. 17 del 19 novembre 2020 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha provveduto ad esplicitare il dettato normativo in tema di tutela del lavoro dei ciclo-fattorini (cosiddetti riders) delle piattaforme digitali.
  La circolare, infatti evidenzia come la normativa in vigore riconosca ai riders autonomi una serie diritti e forme di tutela, quali il diritto a ottenere la stipula di un contratto formale, a ricevere ogni informazione utile sulle condizioni applicabili al contratto per la tutela dei loro interessi e della loro sicurezza, l'estensione della disciplina antidiscriminatoria stabilita per i lavoratori subordinati in quanto compatibile con la tutela della libertà e dignità del lavoratore, il divieto di esclusione dalla piattaforma ascrivibile alla mancata accettazione della prestazione.