CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 30 settembre 2020
444.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Trasporti, poste e telecomunicazioni (IX)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-04681 Mulè: Sull'interruzione dei voli di Alitalia dall'aeroporto di Malpensa.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  In premessa ricordo che, nell'ambito del processo di liberalizzazione del trasporto aereo, i vettori titolari di licenza di trasporto aereo rilasciata da uno Stato membro dell'Unione europea hanno la possibilità di scegliere le rotte sulle quali operare e di fissare le tariffe aeree per il trasporto passeggeri e merci, così come stabilito dal Regolamento europeo n. 1008/2008. Pertanto l'opportunità di istituire o eliminare collegamenti aerei all'interno del territorio sono lasciati alle logiche imprenditoriali e di mercato, e si inquadrano in una dimensione concorrenziale che, come tale, non ci consente di intervenire sulle scelte operate dalle imprese.
  Come è noto, l'area di Milano è servita da tre aeroporti, ognuno con la sua specializzazione in termini di traffico aereo, vale a dire Linate (voli point to point solo all'interno della UE da parte di vettori comunitari), Malpensa (voli nazionali e internazionali, incluso lungo raggio) e Bergamo Orio al Serio (voli point to point prevalentemente offerti da compagnie low cost).
  Lo scalo su cui Alitalia ha una maggiore presenza operativa è Linate, da cui la compagnia opera voli verso destinazioni nazionali ed europee mentre su Malpensa è focalizzata sui voli di lungo raggio verso Tokyo e New York.
  A causa delle restrizioni legate alla pandemia da Covid-19, vi è stata una inevitabile contrazione dei collegamenti intercontinentali su Malpensa.
  Una volta riprese le operazioni su Linate, il 24 luglio 2020 Alitalia ha continuato a mantenere due frequenze giornaliere sulla rotta Roma Fiumicino-Milano Malpensa, che ha registrato una perdita di circa euro 450.000,00 nei mesi di agosto e settembre 2020, con un coefficiente di riempimento degli aeromobili (c.d. load factor) del 42 per cento ad agosto e intorno al 45 per cento nel mese di settembre. Lo stesso livello di riempimento è previsto, secondo la miglior stima, per il mese di ottobre 2020.
  In tale contesto, l'amministrazione straordinaria di Alitalia – nell'ambito degli interventi di riorganizzazione ed efficientamento della struttura e delle attività aziendali previste dal decreto-legge 2 dicembre 2019, n. 137 – ha ritenuto di disporre una temporanea sospensione di voli operati da e per Malpensa a partire dal 1o ottobre 2020.
  Di tale decisione è stato informato l'Amministratore delegato designato dalla NewCo.

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ALLEGATO 2

5-04682 Morelli: Sull'interruzione dei voli di Alitalia dall'aeroporto di Malpensa.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  L'amministrazione straordinaria di Alitalia – nell'ambito degli interventi di riorganizzazione ed efficientamento della struttura e delle attività aziendali previste dal decreto-legge 2 dicembre 2019, n. 137 – ha ritenuto di disporre una temporanea sospensione di voli operati da e per Malpensa a partire dal prossimo 1o ottobre.
  Quanto alla gestione dei servizi di terra, Alitalia ha stipulato, nel 2009, un contratto con Airport Handling, per le attività svolte presso l'aeroporto di Milano Linate, che prevede la gestione esclusiva delle attività c.d. di piazzale (carico e scarico bagagli, servizio bus, scale, push-back, servizio toilette e water, lost & found, ecc.) da parte di detta società, mentre l'attività di front line con il passeggero è ripartita, sulla base dei voli annui, tra Alitalia e Airport Handling nella misura di un massimo di 12.560 voli per Alitalia e circa 18.000 voli per Airport Handling.
  Attualmente l'operatività dello scalo di Linate è inferiore del 50 per cento rispetto alla programmazione prevista in epoca pre-Covid.
  Presso l'aeroporto di Linate Alitalia impiega, per il servizio di handling, 116 persone, con contratti a tempo determinato e indeterminato.
  A causa degli effetti della pandemia da Covid-19, che hanno causato la chiusura dell'aeroporto da marzo a luglio 2020, i dati di traffico su Linate – consuntivi e previsionali al 31 dicembre 2020 – evidenziano una contrazione di 2.595 voli rispetto alla soglia di voli assistiti in proprio da Alitalia, come stabilito nel contratto per lo svolgimento dei servizi di handling in autoproduzione.
  La riduzione dell'operatività nell'aeroporto di Linate ha inciso anche sui volumi di attività di assistenza passeggeri affidata ad Airport Handling.
  Concludo ribadendo che la NewCo provvederà a predisporre ed attuare, anche in relazione agli scali aeroportuali lombardi, progetti di sviluppo in grado di assicurare la competitività, secondo le regole di mercato, attraverso nuove alleanze e partnership, salvaguardando al contempo i livelli occupazionali compatibilmente alla tempistica dettata dalla ripresa del mercato e all'andamento dell'epidemia Covid-19.

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ALLEGATO 3

5-04683 Rotelli: Sulla conversione delle patenti di guida dei cittadini extraeuropei.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  Come ricordato dall'Onorevole interrogante, l'articolo 41 della Convenzione internazionale sulla circolazione stradale di Vienna del 1968, ratificata dall'Italia con la legge 5 luglio 1995, n. 308, prevede che:
   a) ogni conducente di un autoveicolo deve essere titolare di una patente di guida;
   b) le Parti contraenti si impegnano a far sì che le patenti di guida vengano rilasciate solo dopo che le autorità competenti abbiano verificato le conoscenze e le capacità richieste al conducente.

  Ai sensi del paragrafo 2 del citato articolo 41, le Parti contraenti riconoscono:
   a) ogni patente nazionale redatta nella loro lingua o in una delle loro lingue o, se non è redatta in una di dette lingue, accompagnata da una traduzione certificata conforme;
   b) ogni patente nazionale conforme alle disposizioni dell'allegato 6 della presente Convenzione;
   c) oppure ogni patente internazionale conforme alle disposizioni dell'allegato 7 della presente Convenzione, come valevole per la guida sul loro territorio di un veicolo che rientri nelle categorie coperte dalla patente, a condizione che detta patente sia valida e che sia stata rilasciata da un'altra Parte contraente o da una delle sue parti costitutive o da un'associazione abilitata a tale scopo da tale altra Parte contraente o da una delle sue parti costitutive.

  L'articolo 135 del Codice della strada, in attuazione delle previsioni di cui all'articolo 41 sopra menzionato, disciplina la circolazione con patenti di guida rilasciate da Stati non appartenenti all'Unione europea o allo Spazio economico europeo, prevedendo che i titolari di tali patenti possano condurre sul territorio nazionale i veicoli, alla cui guida li abilita la patente posseduta, a condizione che non abbiano acquisito la residenza in Italia o che l'abbiano acquisita da non oltre un anno.
  Inoltre, la patente deve essere in corso di validità e deve essere accompagnata da un permesso interazionale ovvero una traduzione ufficiale in lingua italiana della stessa.
  L'articolo 136 del Codice della strada disciplina, invece, la differente ipotesi della conversione di patenti rilasciate da uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo, prevedendo – tra l'altro – che, fermo restando quanto previsto da accordi internazionali, il titolare di patente di guida rilasciata da uno di tali Stati, che ha acquisito residenza anagrafica in Italia, possa richiedere la conversione della patente posseduta in una patente italiana, senza sostenere esami di idoneità.
  La conversione è possibile soltanto se è prevista da specifiche intese bilaterali, a condizioni di reciprocità, e se la patente posseduta è in corso di validità. Inoltre, è sempre necessaria la verifica del possesso dei requisiti di idoneità psico-fisica previsti dall'articolo 119 del Codice della strada.
  Quanto alle specifiche intese bilaterali, a condizioni di reciprocità previste dall'articolo Pag. 124136 del Codice della strada, evidenzio che la loro sottoscrizione avviene esclusivamente all'esito di una specifica istruttoria tecnica finalizzata a verificare che la formazione teorica e l'abilità di guida conseguita con ciascuna patente di guida rilasciata nello Stato aspirante contraente siano di fatto equipollenti a quelle di una corrispondente categoria di patente di guida italiana.
  Per questa ragione ogni intesa bilaterale reca in allegato delle tabelle tecniche, che riassumono gli esiti dell'istruttoria e che definiscono l'equipollenza delle categorie di patenti convertibili, sulla base di numerose informazioni e valutazioni: in primis la circostanza che la normativa dello Stato contraente condivida i medesimi principi in materia di circolazione in sicurezza, come definiti dalle convenzioni internazionali e recepiti nell'ordinamento italiano.
  Alla luce delle considerazioni che precedono, in relazione alla richiesta formulata dall'Onorevole interrogante, evidenzio che qualunque modifica dell'attuale assetto regolamentare, recato dagli articoli 135 e 136 del Codice della strada, esige una preventiva verifica della sua compatibilità con gli obblighi internazionali assunti dall'Italia (derivanti dalla sopra menzionata Convenzione di Vienna e dagli Accordi bilaterali fondati sul principio della reciprocità di trattamento), nonché con il più generale principio di garantire la massima sicurezza della circolazione.

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ALLEGATO 4

5-04684 Gariglio: Sul progetto di collegamento ferroviario AV tra la linea Venezia-Trieste e l'aeroporto Marco Polo.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  L'intervento Collegamento ferroviario con l'aeroporto di Venezia rappresenta una priorità per il Paese, che consentirà un collegamento diretto tra uno dei principali scali aerei italiani e la rete ferroviaria nazionale, ed è inserito nell'elenco degli interventi ferroviari funzionali alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
  Conseguentemente, l'intervento deve essere ultimato prima dell'inizio della manifestazione olimpica.
  Tale intervento ha un costo pari a circa 475 milioni di euro, di cui 425 già interamente finanziati nel Contratto di Programma-parte Investimenti 2017-2021 tra il MIT e RFI ed i restanti 50 finanziati con una Convenzione tra RFI, la Società Aeroporto di Venezia (SAVE) ed ENAC.
  L'opera si sviluppa interamente nel territorio della Regione Veneto ed è soggetta alla Valutazione di Impatto Ambientale regionale, attualmente in corso.
  Il progetto dell'opera si è sviluppato nel tempo attraverso diversi confronti e studi sugli aspetti trasportistici ed è stato modificato tenendo conto delle possibili alternative di tracciato, passanti e non.
  A seguito dell'approvazione da parte del CIPE, con delibera n. 69/2005, del progetto preliminare, è stato predisposto un progetto definitivo che, nel recepire le prescrizioni del CIPE, contiene alcune modifiche rispetto al progetto preliminare, anche sulla base del Protocollo di intesa sottoscritto nel 2017 tra RFI, ENAC e SA VE.
  Il Protocollo, oltre a condividere il tracciato della linea ferroviaria in ambito aeroportuale, ha coordinato la progettazione della galleria ferroviaria e lo sviluppo del Master Plan Aeroportuale, che ultimamente ha concluso l'intero iter approvativo.
  In data 30 luglio 2020 si è tenuta la Conferenza di Servizi relativa al progetto definitivo dell'intervento, all'esito della quale buona parte delle Amministrazioni e degli Enti invitati hanno inviato i propri pareri, nei quali sono stati evidenziati le problematiche e le proposte di miglioramento del progetto esaminato.
  Attualmente, sono in corso gli approfondimenti necessari sugli esiti della Conferenza di Servizi.

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ALLEGATO 5

5-04685 Tasso: Sull'attivazione di voli per i passeggeri presso l'aeroporto di Taranto Grottaglie.

TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA

  In premessa ricordo che l'aeroporto di Taranto-Grottaglie è stato inserito tra gli aeroporti di interesse nazionale prevalentemente per le finalità connesse alla sua vocazione di piattaforma logistica a supporto della produzione industriale aeronautica, particolarmente radicata sul territorio, ed è stato riconosciuto infrastruttura strategica per le attività di spazioporto con atto di indirizzo del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per realizzare le politiche governative a sostegno della space economy e delle attività suborbitali che si stanno concretizzando in ragione dell'evoluzione tecnologica.
  In proposito, l'ENAC riferisce che nelle prossime settimane adotterà il Regolamento per la certificazione degli spazioporti e che l'aeroporto di Taranto-Grottaglie sarà certificato per questa funzione nell'osservanza del medesimo Regolamento. D'altro canto, lo scalo è volto allo sviluppo anche di altre attività innovative come il sito di prova per i droni avanzati.
  Peraltro, la società Aeroporti di Puglia, nella sua autonomia imprenditoriale, ha adottato una strategia di potenziamento di tutti gli scali pugliesi in maniera organica attraverso una valorizzazione non solo del traffico passeggeri, promosso principalmente sugli scali di Bari e Brindisi, ma anche delle esigenze di protezione civile e di soccorso alle comunità locali, assicurate in particolare dall'infrastruttura dello scalo di Foggia, nonché delle prospettive di crescita legate allo sviluppo tecnologico nel settore dell'industria aeronautica e della ricerca aerospaziale, a cui lo scalo tarantino risulta maggiormente vocato.
  Nell'ambito di tale pianificazione non risultano esclusi progetti per l'implementazione anche di altre tipologie di impiego delle varie infrastrutture aeroportuali allo scopo di una crescita rafforzata dell'intera rete regionale.