CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 10 giugno 2020
385.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-04120 De Lorenzo: Iniziative per garantire la continuità occupazionale dei lavoratori dello stabilimento Jabil di Marcianise (CE).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto parlamentare, l'Onorevole interrogante richiama l'attenzione del Governo sulla vertenza riguardante la multinazionale americana Jabil con sede a Marcianise (CE).
  Al riguardo posso riferire che grazie alla mediazione condotta dal Ministro Catalfo insieme ai tecnici del Ministero del lavoro e del Sottosegretario allo sviluppo economico Alessandra Todde, Jabil ha deciso di revocare i 190 licenziamenti dello stabilimento di Marcianise.
  Il 3 giugno scorso, infatti, si è raggiunto un importante accordo tra Azienda e Sindacati per la revoca immediata dei licenziamenti di 190 lavoratori coinvolti.
  Questo risultato arriva al termine di una lunga trattativa, in videoconferenza per l'emergenza da COVID-19 – iniziata il 23 maggio scorso e proseguita in alcuni giorni per tutta la notte – e che ha richiesto specifiche interlocuzioni telefoniche tra il Ministro Catalfo e il Sottosegretario Todde anche con i vertici statunitensi di Jabil Circuit Inc.
  L'accordo definisce un percorso condiviso tra Azienda, Sindacati e Istituzioni che consentirà la ripresa del processo di ricollocazione dei lavoratori in esubero al fine di assicurare loro la necessaria continuità occupazionale.
  Durante il periodo di ricollocazione l'Azienda potrà proseguire nell'utilizzo della CIGO per causale «Covid-19» e accedere, successivamente, al «Fondo nuove competenze» – appena introdotto con il decreto-legge «Rilancio» per iniziativa del Ministero che rappresento – al fine di sostenere il processo di formazione del personale interessato alla ricollocazione.
  Con l'accordo siglato il 3 giugno, Jabil ha anche confermato il proprio progetto industriale, mantenendo la presenza operativa in Italia e nel sito di Marcianise.
  Le fasi successive saranno oggetto di incontri periodici tra Azienda e sindacati presso il Ministero dello sviluppo economico, con la partecipazione dei rappresentanti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e della regione Campania, per verificare la concreta attuazione dell'accordo raggiunto.
  Pertanto, con le misure ordinarie e straordinarie messe in campo dal Ministero che rappresento e dal Ministero dello sviluppo economico per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, i lavoratori di Jabil non solo riceveranno un sostegno al reddito con la cassa integrazione, ma saranno accompagnati in un percorso di ricollocazione verso altre aziende.
  Nel sottolineare la rilevanza della vicenda, il Ministero che rappresento continuerà a seguire la questione, assicurando che venga garantita un'adeguata prospettiva occupazionale a tutti i lavoratori coinvolti. A tal proposito, segnalo che proprio ieri pomeriggio, si è tenuto il primo incontro fra Jabil e i sindacati presso il Ministero dello Sviluppo Economico al quale ha partecipato il ministro Catalfo insieme al sottosegretario Alessandra Todde. Si tratta di un primo passo volto a individuare altre aziende presso cui ricollocare, su base volontaria, i lavoratori dello stabilimento di Marcianise e accompagnarli così lungo un percorso concreto di continuità occupazionale.

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ALLEGATO 2

5-04121 Rizzetto: Accelerazione delle procedure di certificazione dei dispositivi di protezione individuale da parte dell'INAIL.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto parlamentare, l'Onorevole interrogante richiama l'attenzione del Governo sulla necessità di garantire, nell'attuale periodo emergenziale, una celere certificazione dei dispositivi di protezione individuale, affinché vengano messi in vendita in tempi rapidi e possano essere disponibili per tutti i cittadini.
  Al riguardo, va infatti evidenziato che, l'avvio della fase 2 dell'emergenza epidemiologica e la progressiva rimodulazione delle severe misure di contenimento richiedono, in favore delle imprese e dei cittadini, la più ampia disponibilità di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale, anche per consentire la ripresa in sicurezza delle attività produttive nel rispetto dei protocolli validati dal Comitato tecnico scientifico ed applicabili alle diverse attività ed ai differenti settori.
  Proprio per far fronte a tali esigenze, per la gestione dell'emergenza COVID-19 e fino al termine dello stato di emergenza, l'articolo 15 del decreto Cura Italia ha inserito una speciale normativa, in deroga alla disciplina armonizzata comunitaria, per consentire una procedura di validazione straordinaria, di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale.
  La deroga introdotta dal legislatore con l'articolo 15 del decreto-legge n. 18 del 2020, fino al termine dello stato di emergenza, riguarda la procedura e la relativa tempistica e non gli standard di qualità e sicurezza dei DPI, che devono rispondere alle norme vigenti.
  L'INAIL, interpellato sulla questione, ha specificato che la procedura straordinaria di verifica dei DPI è effettuata sulla base dell'autocertificazione presentata e della documentazione prodotta a corredo della stessa e che non sono previste prove di laboratorio sui prodotti ed ha rappresentato inoltre che le validazioni positive, sono pochissime (al 2 giugno 2020 sono 191 su 3231 provvedimenti emessi, meno del 6 per cento).
  Le carenze documentali riscontrate riguardano principalmente: l'assenza di report sulle prove effettuate sui dispositivi, ovvero l'allegazione di test report carenti o non rispondenti nei risultati esposti ai limiti indicati nella normativa tecnica di riferimento; la presentazione di «attestazioni di conformità» o di «certificati di compliance» non valutabili perché rilasciati su base volontaria da enti non accreditati per i DPI e, in alcuni casi, non risultati presenti nei database dei predetti enti e da ultimo, la mancata indicazione puntuale dei modelli di prodotto o del produttore.
  Al fine di mitigare tali criticità e di favorire la più ampia disponibilità di prodotti per la ripresa in sicurezza delle attività produttive nella cosiddetta fase 2, a seguito della progressiva rimodulazione delle misure imposte per il contenimento della pandemia nella fase 1, è allo studio una disposizione che possa risolvere le principali criticità relative all'applicazione del citato articolo 15 del decreto-legge n. 18 del 2020, con particolare riferimento all'importazione, semplificando e decentrando, secondo un criterio di prossimità, la gestione operativa dell'attività di validazione, da inserire, laddove possibile, nella fase di conversione del decreto-legge n. 34 del 2020.Pag. 227
  L'attenzione rivolta al tema da parte del Governo in questa delicata fase emergenziale è pertanto altissima.
  In conclusione, pur non potendo allo stato fornire le puntuali indicazioni che richiede l'Onorevole Interrogante, voglio rassicurare sul fatto che questa tematica è ben presente, in tutta la sua complessità, a questo Esecutivo, che farà il possibile per risolverla in tempi rapidi.

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ALLEGATO 3

5-04122 Serracchiani: Iniziative volte a superare la presente situazione di difficoltà gestionale dell'ANPAL.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Passo ad illustrare l'atto riguardante l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal).
  Innanzitutto per quanto concerne i dati relativi alle spese sostenute, ed alla loro mancata pubblicazione, faccio presente che il Presidente di Anpal, appositamente interpellato, ha comunicato che tutte le informazioni inerenti la trasparenza sono state trasmesse dallo stesso alla Direzione Generale competente della medesima Agenzia, che avrebbe provveduto ad aggiornare la relativa sezione del sito internet istituzionale.
  Per quanto riguarda la mancata approvazione del Piano industriale 2020-22, voglio precisare che si tratta non del Piano industriale di Anpal, bensì quello della sua società in house Anpal Servizi S.p.A. Al riguardo, come riferisce Anpal, si evidenzia che il suddetto Piano non è mai stato respinto ma, dopo essere stato sottoposto dal Presidente all'attenzione del Consiglio di Amministrazione, si è deciso di rimandarne l'approvazione.
  Infatti il CdA di ANPAL ha aggiornato il Piano, affinché fossero chiarite le azioni conseguenti all'emergenza COVID-19.
  Inoltre, data la situazione di emergenza per l'epidemia da COVID-19, il documento non era stato condiviso a livello regionale.
  A tale proposito, voglio segnalare che è stata appena comunicata – con nota dell'8 giugno – da parte della Regione Toscana, coordinatrice della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che nella seduta del 5 giugno 2020 la IX Commissione, competente in tema di lavoro, ha dato mandato al Coordinatore Vicario, di esprimere in sede di CDA di ANPAL apprezzamento per quanto contenuto nel Piano Industriale della società con riferimento alle stabilizzazioni del personale.
  Nel pieno di una crisi economica senza precedenti generata dalla pandemia del Corona Virus e destinata a segnare profondamente gli scenari occupazionali del nostro Paese nel prossimo futuro, il ruolo di ANPAL Servizi, che dispone di una comunità professionale altamente qualificata di operatori presenti su tutto il territorio nazionale, può risultare ancora più prezioso nel processo di innovazione delle politiche del lavoro.
  In particolare, nel breve periodo, occorrerà rafforzare i servizi per il lavoro, così da garantirne la piena funzionalità su tutto il territorio e renderli più adeguati a sopportare una possibile significativa crescita dell'utenza. In questa prospettiva certamente non mancherà il contributo di ANPAL Servizi nel sostenere operativamente il grande lavoro che attende i Centri per l'impiego.
  Nel medio e nel lungo periodo, invece, il Paese non potrà prescindere dal rafforzare l'insieme dei servizi digitali di incontro tra domanda ed offerta di lavoro, al fine di semplificare l'accesso al mercato del lavoro e ridurre le ancora rilevanti asimmetrie informative, avviando una fase di forte alleanza tra sistema produttivo e la rete dei servizi e delle politiche attive.
  Tanto premesso e nell'ottica di un importante sostegno da parte di Anpal e Anpal Servizi spa nella difficile fase di contrasto alla crisi occupazione e nel rilancio delle politiche Attive, garantisco il massimo impegno da parte del Ministero che rappresento e assicuro che verrà svolto un assiduo monitoraggio e controllo sulle questioni oggetto della presente interrogazione.

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ALLEGATO 4

5-04123 Murelli: Tutela della situazione occupazionale dei dipendenti dello stabilimento Zalando di Stradella.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto parlamentare, l'Onorevole interrogante richiama l'attenzione del Governo sul trasferimento di sede dei dipendenti della Società Zalando dallo stabilimento di Stradella in provincia di Pavia al polo di Nogarole Rocca in provincia di Verona.
  Al riguardo, è stata subito interpellata la Regione Lombardia che ha comunicato di non essere stata al momento coinvolta nella problematica segnalata, non avendo ricevuto né una richiesta sindacale, né alcuna segnalazione istituzionale e formale di intervento; ciononostante, consapevole della delicatezza del periodo e della peculiarità del settore della logistica, la Regione Lombardia si è subito attivata con il territorio per avere maggiori informazioni su ciò che sta avvenendo.
  La Regione Lombardia, ha riferito, infatti, la propria disponibilità a contattare immediatamente le organizzazioni sindacali nell'ottica di organizzare incontri finalizzati alla maggior tutela possibile dei lavoratori coinvolti nel trasferimento.
  In conclusione, nell'evidenziare la rilevanza locale della questione, il Ministero che rappresento monitorerà lo sviluppo della vicenda anche al fine di poter valutare possibili azioni di intervento o di tutela per i lavoratori coinvolti e le loro famiglie.

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ALLEGATO 5

5-04124 D'Alessandro: Dichiarazioni del presidente dell'INPS in merito ai comportamenti di alcuni imprenditori.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con il presente atto parlamentare, l'Onorevole interrogante, pone l'attenzione su quanto affermato dal Presidente INPS in una recente intervista nella quale il Professor Tridico avrebbe definito gli imprenditori italiani pigri ed opportunisti e chiede di conoscere quali iniziative intende adottare il Ministro del lavoro in difesa del mondo produttivo italiano.
  In via preliminare, corre l'obbligo di evidenziare che il Presidente Tridico, sebbene abbia adoperato termini forti non intendeva puntare il dito nei confronti della generalità degli imprenditori definendoli pigri ed opportunisti, né intendeva addebitare alla generalità dei medesimi la volontà di approfittare della Cassa Integrazione per non riaprire anche quando avrebbero potuto riavviare le loro attività. Il Presidente intendeva, in realtà, fare riferimento ad alcuni casi particolari, peraltro assolutamente disallineati con la generalità degli imprenditori. L'utilizzo di termini e la rappresentazione di fatti in un discorso generico non può fornire occasione per attribuire posizioni che in realtà costituivano mero esempio di un panorama complesso e articolato da contestualizzare in una situazione altrettanto disomogenea.
  L'INPS ed il suo Presidente nella gestione del momento di crisi e degli istituti di sostegno al reddito ed alle imprese hanno potuto infatti toccare con mano come anche nei momenti di crisi generalizzata purtroppo vi sia chi tende ad insinuarsi nelle maglie del sistema per trarne benefici non dovuti. Non può sottacersi, infatti, che le affermazioni di Tridico trovano fondamento nella verifica derivante dalla osservazione di alcuni fenomeni emersi dai controlli effettuati in questi mesi. L'INPS ha riscontrato non pochi problemi di irregolarità sulla fruizione della cassa integrazione. Le anomalie emerse riguardano ad esempio il cosiddetto «lavoro fittizio»: sono state iscritte all'INPS aziende inesistenti in settori incompatibili con il lockdown e sono state presentate migliaia di comunicazioni di assunzioni retroattive per far risultare in servizio al 17 marzo 2020 parenti, affini o comunque soggetti che non lavoravano in quell'azienda. Per comprendere a pieno la portata del fenomeno è opportuno in questa sede riportare anche i dati che sono emersi per ogni singola Regione: in Abruzzo le aziende bloccate risultano 45, in Calabria 95, in Campania 158, nella città di Milano 144, nella città di Napoli 348, nella città di Roma 263, in Emilia Romagna 196, in Friuli Venezia Giulia 20, nel Lazio 264, in Liguria 15, in Lombardia 163, nelle Marche 13, in Molise 3, in Piemonte 19, in Puglia 133, in Sardegna 46, in Sicilia 333, in Toscana 127, in Trentino Alto-Adige 66, in Umbria 82, in Valle d'Aosta 1, in Veneto 15, per un totale complessivo di 2.549 aziende. Questo è il totale delle aziende che risultano «bloccate» nel sistema Frozen perché a forte rischio frode CIG. Se si riflette su tali dati ben si comprende come la apparente durezza e declamata inesistente diffamatorietà delle affermazioni di Tridico trova fondamento nella verifica di situazioni che, seppur residuali, se non scoperte avrebbero privato imprenditori realmente in difficoltà dei sostegni richiesti a favore Pag. 231di quanti invece con comportamenti poco limpidi hanno cercato di beneficiare di sostegni non dovuti.
  Il controllo dell'INPS è stato per questo capillare: si pensi che il numero totale di 2.549 aziende verificate, suddiviso tra tutte le Regioni e le città metropolitane effettuato in soli due mesi risulta di proporzioni ingentissime rispetto all'ordinario controllo effettuato da INPS in un solo anno che è pari per il 2019 a circa 2.300. Proprio dall'imponenza dei controlli sono emerse assunzione ad hoc di familiari; «trasformazione di contratti atipici in contratti di lavoro subordinato»; «assunzioni a ridosso del 17 marzo 2020»; «costituzione/riattivazione di aziende con dipendenti a ridosso del 17 marzo 2020»; «effettuazione di chiamate “ora per allora” di lavoratori intermittenti»; «comunicazioni di assunzione UNILAV effettuate “ora per allora”».
  Le discrasie ed i tentativi di un utilizzo distorto delle misure messe in campo dallo Stato, rese chiare dai numeri che ho appena letto, danno la corretta interpretazione alla reazione apparentemente forte del Presidente dell'INPS che lungi dal costituire attacco generalizzato alla categoria degli imprenditori, è frutto della preoccupazione e del conseguente monito a che la fase attuativa conseguente agli aiuti ed agli incentivi economici stanziati dal Governo, non venga svilita da singoli ed isolati comportamenti.
  È mia premura ribadire che la questione è all'attenzione del Ministro che anche nelle scorse ore ha reso dichiarazioni in questo senso agli organi di stampa a dimostrazione che la vigilanza sull'Inps e su tutti gli Enti che ricadono nella sfera di competenza del Ministero del lavoro è sempre oggetto di forte attenzione.