CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 17 gennaio 2019
127.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2018.
C. 1432 Governo, approvato dal Senato.

RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

  La VIII Commissione,
   esaminato il disegno di legge C. 1432 Governo, approvato dal Senato, recante «Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2018»;
   premesso che l'articolato del disegno di legge europea 2018, quale approvato dal Senato, contiene 19 articoli, suddivisi in 8 capi, e le disposizioni di specifico interesse della VIII Commissione sono recate agli articoli 11, 16 e 17;
   richiamata la disciplina dell'articolo 11, volta ad adeguare l'ordinamento interno alla normativa comunitaria sulla partecipazione alle aste delle quote di emissioni dei gas a effetto serra e, in particolare, a dare piena attuazione al regolamento (UE) n. 1031/2010 (regolamento Aste);
   preso atto che l'articolo 16 apporta modifiche alla disciplina interna attuativa della direttiva 2012/19/UE concernente i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (direttiva RAEE), allo scopo di definire il caso EU Pilot 8718/16/ENVI evitando l'apertura di una procedura di infrazione comunitaria;
   evidenziato che anche l'articolo 17, modificato dal Senato, relativo allo smaltimento degli sfalci e delle potature, risulta finalizzato alla chiusura del caso Eu-Pilot 9180/17/ENVI, nell'ottica di evitare l'apertura di una procedura di infrazione comunitaria,

DELIBERA DI RIFERIRE
FAVOREVOLMENTE.

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ALLEGATO 2

5-01230 Muroni: Danni ambientali e sulla salute dei cittadini conseguenti all'incendio dell'impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti di via Salaria a Roma, occorso l'11 dicembre 2018.
5-01231 Trancassini: Danni ambientali e sulla salute dei cittadini conseguenti all'incendio dell'impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti di via Salaria a Roma, occorso l'11 dicembre 2018.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste, si premette che, nell'immediatezza dell'evento, sono intervenuti sul luogo, numerosi uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco che hanno posto in essere misure per impedire il diffondersi dell'incendio agli altri compartimenti. Si è, inoltre, condotta da subito una verifica, da parte dell'Arpa, sui parametri di misura delle centraline più prossime all'impianto. Successivamente, in data 12 dicembre la stessa Agenzia ha effettuato il campionamento dei rifiuti presenti nell'impianto.
  Con specifico riguardo alla qualità dell'aria, l'Arpa ha fatto presente che dalle stazioni della rete di monitoraggio di Villa Spada, Bufalotta e Corso Francia, i dati orari dei parametri di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e benzene risultavano in linea con quelli misurati nelle giornate precedenti e al di sotto dei limiti di legge. Per il PM10, invece, relativamente alla giornata dell'11 dicembre è emerso il superamento del valore limite di legge nelle stazioni di Villa Ada e Tiburtina. Anche nella giornata successiva è stato riscontrato il superamento del valore limite del PM10 nella stazione di Villa Ada. I dati di monitoraggio riferiti al ciclo di rilevamento del 13 dicembre non hanno, invece, riscontrato superamenti dei valori limite per tutti gli inquinanti monitorati. Durante le attività di monitoraggio, l'Arpa ha, peraltro, predisposto una simulazione modellistica, necessaria per individuare le aree di potenziale massima ricaduta delle emissioni generate dall'incendio.
  Conseguentemente all'evento, il Comune di Roma ha adottato determinazioni dirigenziali di informazione alla cittadinanza e di decongestione veicolare ed ha chiesto ad AMA di provvedere al lavaggio delle strade, per limitare il sollevamento delle polveri inquinanti depositate. Si segnala, inoltre, che la ASL Roma 1 ha ritenuto presente il rischio di contaminazione degli alimenti e dei mangimi ed ha, pertanto, attivato una apposita Unità di Crisi Locale contattabile h24.
  La Regione Lazio ha comunicato, altresì, che al momento risulta garantita la capacità di trattamento che prima dell'incendio era svolta presso il TMB Salario, distribuita nei diversi impianti della Regione ed in particolare tra l'impianto di Ecologia Viterbo s.r.l. di Viterbo, TMB1 e 2 di Malagrotta, SAF di Colfelice e Rida Ambiente s.r.l. di Aprilia. È stata, peraltro, inoltrata proposta di proroga degli accordi con la Regione Abruzzo, ed è stato concesso l'aumento degli stoccaggi presso l'impianto di Rocca Cencia. L'AMA ha, inoltre, attivato l'impianto mobile a propria disposizione e una stazione di trasferenza presso l'impianto, già autorizzato alla gestione dei rifiuti, di Ponte Malnome.
  Fermo restando quanto esposto, si evidenzia che la questione si inserisce in un quadro più ampio di criticità del sistema, Pag. 57già oggetto del Gruppo di lavoro tecnico istituito con Decreto ministeriale n. 267 del 2018 al fine di supportare le attività di indirizzo politico della Cabina di Regia che sta lavorando per la sostenibilità del ciclo dei rifiuti e la salvaguardia delle correlate matrici ambientali nel territorio della Città metropolitana di Roma Capitale.

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ALLEGATO 3

5-01232 Mazzetti: Ripristino dell'invaso acquifero del lago Fiorenzo in Toscana.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste, sulla base di quanto riferito dalla Regione Toscana, si fa presente che l'invaso in questione costituisce un'opera di natura e con obiettivo di natura privata, che tuttavia nel corso degli anni ha assunto funzioni più ampie, con particolare riferimento al profilo turistico, paesaggistico, ambientale, antincendio e anche idraulico.
  La Regione Toscana ha, inoltre, evidenziato che il danneggiamento della traversa fluviale, verificatosi nel dicembre 2017, ha indotto il Comune di Vernio a manifestare la forte volontà di sostituirsi all'Associazione Pro Loco come gestore dell'opera di ripristino. Al fine di predisporre i necessari interventi, il Comune ha deciso di avvalersi del Consorzio della Bonifica Renana. Quest'ultimo ha provveduto a definire la stima dei costi di progettazione e ad effettuare una valutazione preliminare dei costi dell'intervento.
  Il Comune di Vernio ha comunicato, da parte sua, di aver presentato richiesta di finanziamento alla Regione e richiesta di contributo erariale al Ministero dell'interno ed è, attualmente, in attesa di risposta.
  Fermo restando quanto detto, per quanto concerne, più in generale, le emergenze dovute al dissesto sul territorio nazionale, il Ministero dell'ambiente ha avviato il Piano Operativo Nazionale per il periodo 2015-2020. Tale Piano raccoglie il fabbisogno manifestato dalle Regioni, attraverso le proposte di intervento inserite nel sistema ReNDiS-web. Sebbene l'inserimento di un intervento nella citata banca dati non rappresenti, di per sé, garanzia di finanziamento, esso costituisce comunque condizione necessaria affinché l'intervento stesso possa essere valutato ai fini di un eventuale inserimento in future programmazioni. Ciò subordinatamente all'accertamento dell'ammissibilità al finanziamento e alla disponibilità delle risorse da destinare per l'avvio delle nuove programmazioni anzidette.
  A tal proposito, si precisa che non risultano, ad oggi, inserite nel sistema ReNDiS richieste di finanziamento di interventi relative al ripristino delle sponde del lago Fiorenzo.

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ALLEGATO 4

5-01233 Ilaria Fontana: Tempi per la messa in funzione dell'impianto di depurazione delle acque reflue sito ad Anagni (FR).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste, si fa presente che, in occasione dell'aggiornamento periodico sulle procedure d'infrazione che il Ministero dell'ambiente, per il tramite della Presidenza del Consiglio dei Ministri, invia alla Commissione europea, la Regione Lazio rispettivamente, in due diverse note dell'aprile e luglio scorso, ha trasmesso gli elementi informativi sulle opere progettate.
  Più in particolare, la Regione ha comunicato la previsione di un progetto di opere fognarie atte a collettare tutto l'agglomerato di Anagni presso il Depuratore ASI, già realizzato ma non ancora avviato e ha rappresentato che sono attualmente in corso le relative procedure con il Consorzio ASI di Anagni per disciplinare i termini di avviamento dell'impianto.
  Per quanto concerne gli aspetti finanziari, si segnala, inoltre, che per la realizzazione delle dorsali fognarie che consentiranno l'allaccio dell'agglomerato al Depuratore ASI, è disponibile l'importo totale di euro 8.282.118,00 di cui, euro 5.797.483,00 (70 per cento) a valere sui fondi del Ministero dell'ambiente e euro 2.484.635,00 (30 per cento) quale cofinanziamento proveniente dalla tariffa del Sistema Idrico Integrato.
  Nelle more della definizione del dossier «Depuratore ASI», il gestore Acea Ato5 ha realizzato progettazioni alternative, attualmente in fase di autorizzazione, che prevedono anch'esse, attraverso interventi sui depuratori esistenti, un percorso di rientro dalla procedura di infrazione.
  Detti progetti prevedono l'adeguamento di due depuratori: il «Ponte Piano», con un costo di intervento pari a 3.456.104,40 euro, a carico del Sistema Idrico Integrato e l'adeguamento del «San Bartolomeo» con importo pari a 350.000 euro, anch'esso a completo carico del Sistema Idrico. Gli importi per i due interventi sono in quota parte previsti nel Piano degli Interventi per il biennio 2018-2019.
  Alla luce delle informazioni esposte, nel caso vi sia la chiusura dell'iter autorizzativo con esito positivo per entrambi gli impianti in tempi brevi, considerando altresì il necessario iter di aggiudicazione, nonché la successiva fase di progettazione esecutiva e realizzazione degli interventi, il raggiungimento della conformità per l'agglomerato di Anagni dovrebbe essere previsto per la fine del mese di dicembre 2021.

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ALLEGATO 5

5-01234 Lucchini: Verifica del rispetto dei requisiti ambientali per l'impianto industriale della Color Glass Spa di Città di Castello.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste, si fa presente in via preliminare che, in seguito alla prima seduta della Conferenza di servizi del 28 settembre 2017, relativa al rinnovo dell'autorizzazione concessa alla Color Glass, nell'aprile 2018 l'ARPA ha svolto una serie di controlli che hanno evidenziato difformità nel quadro emissivo e del lay-out del processo produttivo. La Regione Umbria ha, quindi, diffidato la Ditta con sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni dell'autorizzazione. Secondo quanto riferito dalla Regione, successivamente la Color Glass ha comunicato l'avvenuto ripristino delle condizioni autorizzative, come confermato anche dagli accertamenti svolti dall'Arpa. Veniva, pertanto, riavviato l'esercizio dell'impianto, ma nel rispetto di ulteriori condizioni e di un nuovo quadro emissivo, sulla base di un cronoprogramma che prevedesse il dettaglio delle fasi di messa in esercizio e messa a regime e dei relativi controlli.
  Nel corso della seconda Conferenza di servizi si è, peraltro, stabilito di installare un postcombustore in aggiunta ai sistemi di abbattimento già presenti in azienda ed oggetto di migliorie in seguito agli accertamenti di ARPA dell'aprile 2018. La Conferenza verrà, pertanto, riconvocata per la valutazione della documentazione integrativa, riferita in particolare al predetto presidio per il trattamento delle emissioni, previsto ad ulteriore cautela, con conseguente potenziamento dell'efficienza di abbattimento. Sempre secondo quanto evidenziato dall'Amministrazione regionale, in data 1o ottobre 2018, la Ditta ha rinunciato all'aumento della capacità produttiva e alle modifiche impiantistiche per le quali era stata richiesta la verifica di assoggettabilità a VIA. L'eventuale rinnovo dell'autorizzazione non prevede modifiche al lay-out impiantistico né alla tipologia e alla quantità dei rifiuti trattati e già autorizzati. Per tali ragioni, trattandosi di stabilimento esistente, la normativa di settore non prevede la procedura di VIA.
  L'Arpa ha segnalato, infine, che sulla base delle valutazioni svolte nelle diverse Conferenze di Servizi, con la partecipazione anche della ASL competente, si è ritenuto che l'attività della Ditta non consiste in una fabbricazione di biossido di titanio ma in un recupero di biossido di titanio da un rifiuto non pericoloso e, pertanto, non è stata ritenuta una industria ricadente nell'elenco del decreto ministeriale del 5 settembre 1994.

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ALLEGATO 6

5-01235 Pellicani: Completamento delle opere di marginamento delle macroisole nel porto di Marghera.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento alle questioni poste, si fa presente che, nell'ambito del «Protocollo d'Intesa per l'attuazione del Patto per lo sviluppo della Città di Venezia», siglato il 31 gennaio 2017 dal Ministero dell'ambiente e dal Comune di Venezia, si sono svolte numerose riunioni della Cabina di Regia, appositamente istituita, nel corso delle quali si è discusso, tra l'altro, sulle misure per accelerare le opere di marginamento delle macroisole ed altri interventi di messa in sicurezza. A tal proposito, si segnala in particolare che, nella riunione tenutasi il 21 giugno 2018, in merito ai tratti di marginamento di competenza regionale – ritenuti prioritari – la Società Veneto Acque, in qualità di stazione appaltante, ha dichiarato che i lavori relativi alla sponda Alcoa (Macroisola Fusina) potranno essere iniziati nel 2020, previa procedura di affidamento dell'incarico; la conclusione dei lavori della sponda ENEL (Macroisola Fusina), con il collaudo, è prevista per il 2023; la conclusione dei lavori della sponda Darsena della Rana (Macroisola Nuovo Petrolchimico), con il collaudo, è prevista anch'essa per il 2023.
  Con nota del 12 luglio 2018, la Regione Veneto ha trasmesso il Protocollo tecnico inerente gli interventi di marginamento di propria competenza relativi alle macroisole Fusina e Nuovo Petrolchimico. In particolare, si stanno definendo le modalità di spostamento dei sottoservizi esistenti nei tratti di sponda interessati, interferenti con la realizzazione dei marginamenti. Con nota del 10 agosto 2018, la Regione ha dichiarato, altresì, che «è attualmente in grado di far fronte agli impegni assunti nell'ambito dell'Accordo di Programma del 16 aprile 2012, grazie alle risorse messe a disposizione dal Ministero dell'ambiente, che consentono la copertura finanziaria degli interventi in questione».
  Allo stato attuale, rispetto all'ingente sforzo economico e finanziario posto in essere dal Ministero dell'ambiente per la bonifica del SIN di Venezia Porto Marghera, risultano disponibili oltre 103,7 milioni di euro, di cui: 10,6 milioni di euro disciplinati nell'Accordo di Programma del 16 aprile 2012 per la bonifica e la riqualificazione. Le suddette risorse sono state interamente trasferite dal Ministero dell'ambiente a favore della Regione Veneto e destinate alla realizzazione delle opere di marginamento delle macroisole di «Fusina» e del «Nuovo Petrolchimico»; 22,9 milioni di euro rinvenienti dai contratti transattivi sottoscritti con le società operanti nel S.I.N., di cui circa 19,6 già trasferiti alla Regione; oltre 70 milioni di euro a valere sul Piano Operativo «Ambiente» approvato con Delibera CIPE del 1o dicembre 2016, n. 55. Le suddette risorse sono destinate alle opere di completamento della rete di marginamento delle macroisole del S.I.N.. Detto finanziamento sarà disciplinato in uno specifico Accordo di Programma, in corso di definizione, tra il Ministero dell'ambiente e le altre amministrazioni interessate.