CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 18 ottobre 2018
76.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Lavoro pubblico e privato (XI)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-00235 Nardi: Iniziative per promuovere la sicurezza dei lavoratori nelle cave di marmo delle Alpi Apuane.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Innanzitutto desidero esprimere profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie dei lavoratori deceduti negli incidenti verificatisi nella Provincia di Massa Carrara nei mesi di maggio e luglio, fatti sui quali sono in corso le indagini della magistratura alla quale spetta accertare l'esatta dinamica dei fatti e le responsabilità connesse. Per quanto di competenza, voglio preliminarmente ribadire l'impegno del Governo a proseguire nelle attività necessarie ad assicurare la legalità nei luoghi di lavoro.
  Dagli accertamenti esperiti dalle sedi territoriali dell'Inail è emerso che l'infortunio occorso al signor Pampana l'11 maggio 2018 è avvenuto nello svolgimento di lavori in cava, mentre l'infortunio mortale occorso l'11 luglio 2018 al signor Savio Luca è avvenuto in un deposito marmi.
  Entrambi i casi sono stati presi tempestivamente in carico dagli uffici territoriali dell'istituto e, ad oggi, risultano già costituite le rendite spettanti ai rispettivi superstiti dei lavoratori deceduti ed erogati gli assegni funerari previsti dall'articolo 85 del decreto del Presidente della Repubblica dei 30 giugno 1965, n. 1124.
  Inoltre, per i predetti casi l'Inail provvedere all'erogazione del beneficio una tantum a carico del Fondo per le vittime di gravi incidenti sul lavoro.
  Per quanto riguarda l'infortunio occorso al signor Savio, l'Inail ha precisato che il lavoratore, dal 9 luglio 2018, era alle dipendenze della società F.C. Autogrù s.r.l. con contratto a tempo pieno determinato come operaio. Detta società, con sede legale in Castelnuovo Magra, svolge come attività prevalente il noleggio di gru ed altre attrezzature con operatore per l'attività di costruzione, demolizione e, a decorrere dal 10 gennaio 2017, deposito marmi conto terzi nel locale di viale Zaccagna a Marina di Carrara.
  Anche per questo evento sono ancora in corso le indagini da parte delle autorità competenti per accertare la reale dinamica dell'evento.
  Per entrambi i casi, in base ai risultati delle indagini in corso l'Inail valuterà la possibilità di agire in via di rivalsa contro il datore di lavoro o eventuali responsabili civili.
  Per quanto concerne l'attività di vigilanza di competenza dell'Ispettorato nazionale del lavoro (INL) nel settore lapideo, tale Ispettorato ha precisato che la propria attività ha come oggetto la verifica del rispetto della normativa in materia di lavoro e di legislazione sociale, mentre la vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è limitata alle attività elencate nell'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2008, tra le quali non rientra il settore in parola. Tengo a precisare, infatti, che la vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro viene svolta prioritariamente dai servizi ispettivi delle ASL competenti per territorio.
  Nell'ambito delle proprie competenze, a decorrere dal 2015, oltre all'ordinaria attività di vigilanza nel settore, l'INL ha effettuato nella provincia di Massa Catara alcune vigilanze speciali in tale settore; alcune si sono svolte principalmente nei bacini marmiferi mentre altre si sono Pag. 98svolte nel settore della lavorazione del marmo (laboratori e segherie) nei comuni di Massa, Carrara e Montignoso.
  Nell'ambito di tali accertamenti è stata eseguita la verifica dell'eventuale superamento delle 48 ore lavorative settimanali con il sistema multi periodale nel periodo di riferimento previsto sui quattro mesi (CCNL lapideo industria estrattiva). Pur non avendo riscontrato violazioni circa il superamento dell'orario di lavoro, le aziende hanno comunque manifestato un trend lavorativo borderline. In altri termini le aziende si sono mantenute al di sotto della citata media settimanale pur avendo spesso superato le 40 ore di lavoro settimanali. La verifica circa il rispetto della normativa sull'orario di lavoro ha tuttavia evidenziato casi di superamento del limite massimo di lavoro straordinario fissato, dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 66 del 2003, in 250 ore ad anno.
  L'azione di contrasto così organizzata ha consentito il raggiungimento di significativi obiettivi. Le irregolarità rilevate, in particolare, hanno riguardato fattispecie di intermediazione di manodopera, la violazione dell'articolo 4 legge n. 300 del 1970 (installazione non autorizzata di impianto di videosorveglianza nel piazzale ove operavano i lavoratori), nonché l'utilizzo di personale in nero – in misura superiore al 20 per cento – con conseguente provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale.
  Quanto alle iniziative del Governo, in tema di prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, evidenzio l'estrema centralità nell'azione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dell'Inail, tanto sui piano della tutela di diritti fondamentali dei lavoratori e delle lavoratrici quanto su quello della necessità che le imprese comprendano e condividono l'importanza di approcciare in modo diverso da come è stato fino ad ora il tema sicurezza e prevenzione.
  Sul piano giuridico, una disciplina fondamentale in materia è rappresentata dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (cosiddetto Testo Unico in materia di salate e sicurezza sul lavoro) attraverso il quale è stato realizzato un riordino complessivo della normativa al fine di semplificare, coordinare e razionalizzare le disposizioni esistenti in un unico testo.
  Occorre tuttavia considerare che molteplici fattori, spesso connessi tra loro, hanno determinato, nel corso del tempo, un mutamento delle condizioni di lavoro e l'insorgere di nuovi rischi; basti pensare, ad esempio, all'innovazione tecnologica, al progressivo invecchiamento della popolazione attiva e alla difficoltà, per le piccole e medie imprese, di valutare le situazioni di rischio e di adottare strategie appropriate per mettere in sicurezza i propri lavoratori.
  Tale nuovo contesto richiede un'attenzione costante da parte di tutti gli attori coinvolti, che non può esaurirsi nel necessario aggiornamento del quadro normativo ma che deve riguardare anche il rafforzamento del sistema istituzionale e l'accrescimento della cultura e della sensibilità sui temi della prevenzione.
  In tale prospettiva ricordo che nel 2019 è previsto, da parte del settore ricerca dell'INAIL, uno studio a carattere nazionale sui fattori di rischio infortunistico del settore estrattivo e delle cave.
  È chiaro che nella materia della sicurezza del lavoro occorra porre sempre la massima attenzione e seguire l'evoluzione tecnico scientifica nei vari rami in cui il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) è organizzato.
  Il Governo infatti ha in programma una serie di miglioramenti normativi con particolare attenzione al Testo Unico sul lavoro in quanto materia di primaria importanza per l'attuale Governo.

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ALLEGATO 2

5-00389 Rizzetto: Ripristino della cassa integrazione per cessazione di attività, con particolare riguardo alla situazione dei dipendenti dello stabilimento Bekaert di Figline Valdarno.

TESTO DELLA RISPOSTA

  La vicenda che sta interessando la società Bekaert, multinazionale belga che nel 2014 ha acquisito lo stabilimento Pirelli di Figline Valdarno, è solo uno dei tanti casi di crisi aziendale sui quali questo Governo ha riposto la massima attenzione.
  È, infatti, circostanza ormai nota che su tale vicenda sono stati svolti numerosi tavoli di confronto presso il MISE, soprattutto da quando il gruppo societario, che da sempre ha evidenziato la strategicità del sito produttivo, la salvaguardia dei livelli occupazionali, nonché lo sviluppo di nuovi progetti di ricerca e sviluppo, ha reso noto 1o scorso giugno di voler avviare la procedura di licenziamento collettivo per oltre 300 dipendenti, senza alcun preventivo confronto con i soggetti interessati.
  Una decisione grave, del tutto inaspettata, e con inevitabili ricadute sui profili occupazionali dei lavoratori interessati e sull'economia del territorio.
  Come Governo ci siamo impegnati per trovare una soluzione, sia agendo in generale sul fenomeno delle continue delocalizzazioni che affliggono il Paese, sia nello specifico della crisi Bekaert.
  A tal riguardo voglio ricordare che con il «Decreto Dignità» abbiamo introdotto specifiche misure sanzionatorie per il contrasto alla delocalizzazione delle imprese che abbiano avuto dallo Stato aiuti per costituire, ampliare e sostenere le proprie attività economiche.
  L'impresa italiana o estera, ma comunque operante sul territorio nazionale, che dopo aver beneficiato di un aiuto di Stato per la realizzazione di investimenti produttivi decida poi di trasferire l'attività economica, o una parte di essa, dal sito produttivo incentivato ad altro, decadrà dal beneficio medesimo e andrà incontro a specifiche sanzioni amministrative pecuniarie, i cui proventi verranno utilizzati per il finanziamento dei contratti di sviluppo e, quindi, per l'immediata riconversione del sito produttivo delocalizzato.
  Voglio, però, precisare che in situazioni di crisi aziendale, come quella di cui in oggetto, la priorità è un'altra, vale a dire quella di evitare che centinaia di famiglie si riti ovino a casa, senza un lavoro e senza uno Stato pronto a sostenerli.
  È per questo motivo che nel «Decreto Genova» abbiamo ripristinato nel nostro ordinamento il ricorso all'intervento dell'integrazione salariale straordinaria per tutti quei lavoratori di aziende che abbiano cessato, o stiano per farlo, la propria attività produttiva, come nel caso Bekaert.
  Una volta tutelati i dipendenti di Bekaert, siamo adesso impegnati per assicurare un futuro a questo stabilimento ed è per questo che garantiremo il coinvolgimento dei vari partner istituzionali, per sostenere il progetto di reindustrializzazione del sito e per la scelta del gruppo imprenditoriale che accompagnerà tale rilancio produttivo.

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ALLEGATO 3

5-00447 Legnaioli: Iniziative per tutelare la dignità degli ex dipendenti dell'azienda Tmm di Pontedera.

TESTO DELLA RISPOSTA.

  In merito all'interrogazione dell'Onorevole Legnaioli relativa alla vicenda della TMM di Pontedera (PI), rappresento quanto segue.
  La vicenda dei lavoratori, coinvolti nella messa in liquidazione della TMM – azienda dell'indotto Piaggio s.p.a. adibita alla produzione di marmitte nel territorio di Pontedera –, è oggetto di attenta analisi da parte di questo Governo.
  In seguito alla messa in liquidità dell'azienda, deliberata dall'assemblea dei soci nel mese di agosto 2017, un gruppo di lavoratori ha proclamato lo stato di agitazione sindacale, come riferito dalla Prefettura di Pisa, attraverso cortei e presidi fissi.
  Durante uno dei presidi permanenti, il 22 gennaio 2018, gli ex operai manifestando davanti ai cancelli hanno impedito il passaggio di un camion che avrebbe dovuto prelevare materiale e macchinari da portare all'esterno. In seguito a tale episodio, il liquidatore ha avviato un contenzioso ordinario davanti al Tribunale di Pisa avente ad oggetto una richiesta di risarcimento danni per la somma stimata di circa un milione di euro. A tale proposito, la Prefettura di Pisa ha reso noto che la prima udienza è fissata per il prossimo 15 novembre.
  Il 2 agosto 2018, i dipendenti della TMM hanno smantellato il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, di fatto chiudendo la vertenza aziendale. Successivamente, in data 10 agosto, è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo per cessazione totale dell'attività.
  A seguito della procedura di licenziamento è stata costituita una cooperativa, denominata «Presidio Metalmeccanico Pontedera», da parte di 26 ex lavoratori con l'obiettivo di operare nel settore della meccanica attraverso la partecipazione a corsi di formazione finanziati dalla regione Toscana, non ancora entrati a regime.
  È necessario sottolineare che la cessazione dell'attività aziendale ha avuto un impatto sociale pesante all'interno del territorio provinciale pisano.
  A tal proposito, vorrei ribadire che le vite dei lavoratori e delle loro famiglie rappresentano una preoccupazione costante di questo Governo, che si sta adoperando per migliorare le situazioni occupazionali.
  L'impegno del Governo è costante nel fronteggiare le conseguenze negative derivanti dalle innumerevoli crisi aziendali che stanno segnando il nostro tessuto produttivo, ed è in questa prospettiva che nel Decreto Genova abbiamo previsto la reintroduzione della CIGS per cessazione attività che il Governo Renzi aveva abrogato.
  Per concludere, nelle more della definizione del procedimento giudiziario in corso davanti al Tribunale di Pisa, posso assicurare che l'attenzione del Governo nei confronti degli ex lavoratori della TMM resterà «alta».