CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 17 ottobre 2018
XVIII LEGISLATURA
Fascicolo di seduta
A.C. 183-A
EMENDAMENTI
Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta, a chilometro zero o utile.
Relatrice: CIMINO.

N. 2.

Seduta del 17 ottobre 2018

(Il fascicolo non comprende gli emendamenti votati)

  Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:
  Art. 2-bis. – 1. Lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere misure per favorire l'incontro diretto tra agricoltori produttori, di cui all'articolo 2, e i soggetti gestori, pubblici e privati, della ristorazione collettiva.
2. 0400. La Commissione.

  Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:
  Art. 2-bis. – 1. Lo Stato e le regioni incentivano, con canali e strumenti infor

mativi e informatici, nonché attraverso i PIF dei propri Piani di Sviluppo Rurale, la costruzione di piattaforme per l'incontro diretto tra agricoltori produttori di cui all'articolo 2, e i soggetti gestori, pubblici e privati, della ristorazione collettiva.
2. 010. Cenni.

ART. 3.
(Vendita dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero o utile e di quelli provenienti da filiera corta).

  Sopprimerlo.
3. 5. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Sostituirlo con il seguente:
  Art. 3. – 1. Le disposizioni di cui all'articolo 12 della legge 6 ottobre 2017, n. 158, si applicano anche alla vendita dei prodotti agricoli alimentari a chilometro zero o utile e di quelli provenienti da filiera corta.
3. 102. Gadda, Enrico Borghi, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Sostituire il comma 1 con il seguente:
  1. Al fine di migliorare l'accesso ai mercati dei prodotti agricoli a chilometro zero o di filiera corta le Regioni, d'intesa con i comuni e con le associazioni di rappresentanza degli agricoltori, definiscono azioni volte a favorire l'attività di vendita di tali prodotti anche prevedendo l'individuazione da parte dei comuni nelle aree destinate a mercati agricoli di cui all'articolo 22 della legge 28 luglio 2016, n. 154, di una riserva di posti destinati agli imprenditori agricoli, singoli o associati in diverse forme di aggregazione, che esercitano la vendita diretta di prodotti di filiera corta o a chilometro zero.
3. 103. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 1, premettere le parole: In conformità alle disposizioni in materia di mercati agricoli di vendita diretta, di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 20 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007,

  Conseguentemente,
   al medesimo comma, sopprimere le parole: ,
nel caso di apertura di mercati in aree pubbliche,
   all'articolo 7, al comma 1, premettere il seguente:
  01. L'articolo 22 della legge 28 luglio 2016, n. 154, è abrogato.
3. 100. Benedetti.

  Al comma 1, sostituire le parole: in aree pubbliche con le seguenti: agricoli per la vendita diretta ai sensi del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 20 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007;

  Conseguentemente,
   al medesimo comma, sopprimere le parole:
o utile.
   sopprimere il comma 2
   alla rubrica sopprimere le parole:
o utile
*3. 104. Squeri, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 1, sostituire le parole: in aree pubbliche con le seguenti: agricoli per la vendita diretta ai sensi del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 20 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007;

  Conseguentemente,
   al medesimo comma, sopprimere le parole:
o utile.
   sopprimere il comma 2
   alla rubrica sopprimere le parole:
o utile
*3. 109. Moretto.

  Al comma 1, sostituire le parole: in aree pubbliche con le seguenti: agricoli di cui all'articolo 22 della legge 28 luglio 2016, n. 154.
**3. 101. Gallinella.

  Al comma 1, sostituire le parole: in aree pubbliche con le seguenti: agricoli di cui all'articolo 22 della legge 28 luglio 2016, n. 154.
**3. 105. Moretto.

  Al comma 1, sostituire le parole: in aree pubbliche con le seguenti: agricoli di cui all'articolo 22 della legge 28 luglio 2016, n. 154.
**3. 106. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 1, sopprimere le parole: utile e di quelli.

  Conseguentemente:
   al comma 2, sopprimere le parole:
utile e di quelli.
   alla rubrica, sopprimere le parole: utile e di quelli.
3. 107. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
  1-bis. Le amministrazioni comunali favoriscono, con propri atti deliberativi, l'assegnazione a titolo gratuito di spazi pubblici ad associazioni di cittadini, produttori o consumatori, per l'istituzione di mercati contadini periodici, a cadenza settimanale o mensile e di luoghi per i gruppi di acquisto solidale. A tale fine, le medesime associazioni si impegnano a definire un sistema di garanzia partecipativa (SGP) adottando un proprio regolamento per evidenziare la tracciabilità e la qualità dei prodotti e stabilire i criteri di sostenibilità ecologica e sociale dei prodotti e dei processi produttivi, l'ampiezza delle aree di provenienza per le diverse categorie di prodotto, che non può comunque superare l'ambito locale, le caratteristiche strutturali, dimensionali e sociali delle aziende e le modalità di accesso al mercato. Le associazioni sono altresì tenute a rendere pubblico il regolamento e adottano sistemi di autocontrollo. Le amministrazioni comunali possono effettuare verifiche e, nel caso di mancato rispetto del regolamento, revocano l'assegnazione.
  1-ter. I mercati contadini che azzerano la produzione dei rifiuti sono esentati dalla tassa sullo smaltimento dei rifiuti.
3. 2. Fornaro, Muroni.

  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. Gli imprenditori agricoli, nell'ambito dell'attività di vendita di cui al comma 1, al fine di favorire il consumo responsabile e consapevole da parte del consumatore, espongono in luogo ben visibile all'interno del proprio spazio espositivo, anche mediante l'apposizione di cartelli, le informazioni in merito alla tipologia di prodotti in vendita. Nel caso in cui l'imprenditore agricolo ponga in vendita all'interno dello stesso spazio anche prodotti agricoli diversi da quelli di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), dispone tali prodotti in spazi separati e identificabili.
3. 108. Spena, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. Per poter esercitare la vendita diretta, la parte non prevalente delle produzioni degli imprenditori agricoli di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, deve essere prodotta a una distanza non superiore a 70 chilometri di raggio dal luogo di vendita, o, comunque, all'interno della stessa provincia.
3. 10. Luca De Carlo, Caretta, Ciaburro.

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Istituzione del logo «chilometro zero o utile» e del logo «filiera corta»).

  Sopprimerlo.
4. 5. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: e del turismo aggiungere le seguenti: di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.

  Conseguentemente, al medesimo comma, secondo periodo, aggiungere, in fine, le parole: nonché le modalità di verifica e attestazione della provenienza in ambito territoriale, gli adempimenti relativi alla tracciabilità e alle modalità con cui fornire una corretta informazione al consumatore.
4. 100. Viviani, Liuni, Golinelli, Gastaldi, Coin, Lo Monte, Lolini, Vallotto, Zanotelli.

  Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole da: , da emanare fino alla fine del comma, con le seguenti: e del Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione e della trasformazione agroalimentare e acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari, sono definite le caratteristiche dei prodotti «a chilometro zero» e «provenienti dalla filiera corta», nonché le modalità di verifica e attestazione della provenienza dall'ambito territoriale, gli adempimenti relativi alla tracciabilità e alle modalità con cui fornire una corretta informazione al consumatore.
4. 102. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: da emanare con le seguenti: da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

  Conseguentemente, al medesimo comma:
   al secondo periodo, aggiungere, in fine, le parole:
, anche al fine di assicurare il rispetto della clausola di invarianza finanziaria di cui al seguente periodo;
   al terzo periodo, sostituire la parola: comma con la seguente: articolo.
4. 300. (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento)

  Al comma 1, primo periodo, sostituire le parole: sono istituiti il logo «chilometro zero o utile» e con le seguenti: è istituito.
4. 101. Caretta, Luca De Carlo, Ciaburro.

  Al comma 1, primo periodo, sopprimere le parole: o utile.

  Conseguentemente:
   al medesimo comma, secondo periodo, sostituire le parole:
attribuzione del logo con le seguenti: impiego dei loghi ai fini dell'etichettatura di tali prodotti.
   al comma 2, sostituire le parole da: Il logo fino a: è pubblicato con le seguenti: I loghi possono essere esposti nei luoghi di vendita diretta, nei mercati, negli esercizi commerciali o di ristorazione, nonché pubblicati.
   alla rubrica sopprimere le parole: o utile
4. 104. Squeri, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 1, primo periodo, sopprimere le parole: o utile.

  Conseguentemente, alla rubrica sopprimere le parole: o utile
4. 11. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: del logo con le seguenti: dei loghi, le quali devono comunque garantire la tracciabilità, la sicurezza alimentare e la qualità del prodotto per il quale si chiede il logo.
4. 103. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Sopprimere il comma 2.
4. 105. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Sostituire il comma 2 con il seguente:
  2. I loghi possono essere esposti:
   a) sempre, sui prodotti agricoli e alimentari di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) o relativi contenitori o imballaggi;
   b) nei mercati che forniscono i prodotti agricoli e alimentari di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), sull'insegna che indica la località o il venditore;
   c) negli esercizi di ristorazione che somministrano i prodotti agricoli e alimentari di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), sull'insegna di accesso e sul catalogo dell'offerta al pubblico;
   d) negli esercizi commerciali della piccola, media e grande distribuzione che vendono i prodotti agricoli e alimentari di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), all'esterno del punto vendita e sullo scomparto che ospita i prodotti; l'esposizione all'interno dei locali avviene in spazi espositivi appositamente dedicati.
4. 106. Spena, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 2, dopo le parole: appositamente dedicati aggiungere le seguenti:, o comunque posto in evidenza,
4. 109. Liuni, Viviani, Golinelli, Gastaldi, Coin, Lo Monte, Lolini, Vallotto, Zanotelli.

  Al comma 2, sopprimere le parole:, anche.
4. 107. Squeri.

  Al comma 2, dopo le parole: grande distribuzione aggiungere le seguenti: in luogo ben visibile al consumatore.
4. 108. Spena, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 2, dopo le parole: e alimentari aggiungere le seguenti: trasformati all'interno dell'azienda agricola.
4. 8. Caretta, Luca De Carlo, Ciaburro.

  Al comma 2, dopo le parole: e alimentari aggiungere le seguenti: se trasformati presso l'azienda agricola di produzione della materia agricola primaria utilizzata nella trasformazione del prodotto.
4. 13. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
  3. Il logo non è utilizzabile in nessun caso sui prodotti, sulle loro confezioni e su qualsiasi packaging utilizzato per la vendita.
4. 110. Liuni, Viviani, Golinelli, Gastaldi, Coin, Lo Monte, Lolini, Vallotto, Zanotelli.

(Votazione dell'articolo 4)

  Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:

Art. 4-bis.
(Decreti attuativi).

  1. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e del Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione e della trasformazione agroalimentare e acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari, sono definite le caratteristiche dei prodotti a chilometro zero o provenienti dalla filiera corta, nonché le modalità di verifica e attestazione della provenienza dall'ambito territoriale, gli adempimenti relativi alla tracciabilità e alle modalità con cui fornire una corretta informazione al consumatore.
4. 02. Squeri, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

ART. 5.
(Promozione dei prodotti a chilometro zero o utile o provenienti da filiera corta nella ristorazione collettiva).

  Sopprimerlo.
5. 5. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Al comma 1, capoverso comma 1, sopprimere il quarto periodo.
5. 104. Squeri.

  Al comma 1, capoverso comma 1, sostituire il quarto periodo con il seguente: Si attribuiscono punti tecnici premianti all'offerente che documenti il proprio impegno a fornire una più ampia gamma e quantità di prodotti alimentari e agricoli a chilometro zero o utile o provenienti da filiera corta compatibilmente con il diritto dell'Unione europea e con i principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità.
5. 105. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Al comma 1, capoverso comma 1, quarto periodo, sopprimere le parole:, in quantità congrua,
*5. 101. Squeri, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 1, capoverso comma 1, quarto periodo, sopprimere le parole:, in quantità congrua,
*5. 102. Noja.

  Al comma 1, capoverso comma 1, quarto periodo, sostituire la parola: congrua con le seguenti: pari ad almeno il 25 per cento.
5. 100. Fornaro, Muroni.

  Al comma 1, capoverso comma 1, quarto periodo, sopprimere le parole: o utile.

  Conseguentemente, alla rubrica, sopprimere le parole: o utile.
5. 103. Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

(Votazione dell'articolo 5)

ART. 6.
(Sanzioni).

  Sopprimerlo.
6. 4. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Sostituirlo con il seguente:
  Art. 6. – 1. Chiunque utilizza in maniera non conforme alla presente legge i termini di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), o i loghi di cui all'articolo 4, nell'etichettatura, nella pubblicità, nella presentazione e nei documenti commerciali è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.600 euro a 9.500 euro.
*6. 100. Gadda.

  Sostituirlo con il seguente:
  Art. 6. – 1. Chiunque utilizza in maniera non conforme alla presente legge i termini di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), o i loghi di cui all'articolo 4, nell'etichettatura, nella pubblicità, nella presentazione e nei documenti commerciali è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.600 euro a 9.500 euro.
*6. 101. Squeri, Nevi, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino, Spena.

  Al comma 1, sostituire le parole: violando le con le seguenti: qualificandoli come prodotti a chilometro zero o utile ovvero provenienti da filiera corta, in violazione delle.
6. 102. Gallinella.

  Al comma 1, sostituire la parola: il logo con le seguenti: i loghi.
6. 103. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

  Al comma 1, aggiungere, in fine, le parole: e, ove compatibili, le disposizioni di cui al decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231.
6. 8. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
  2. Nell'ambito del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, è istituito un apposito nucleo che svolge funzioni di prevenzione e di controllo dei prodotti disciplinati dalla presente legge.
  3. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, esercitano i controlli per l'accertamento delle infrazioni alle disposizioni della presente legge.
*6. 6. Caretta, Luca De Carlo, Ciaburro.

  Dopo il comma 1, inserire i seguenti:
  2. Nell'ambito del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, è istituito un apposito nucleo che svolge funzioni di prevenzione e di controllo dei prodotti disciplinati dalla presente legge.
  3. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, esercitano i controlli per l'accertamento delle infrazioni alle disposizioni della presente legge.
*6. 9. Nevi, Spena, Anna Lisa Baroni, Brunetta, Caon, Fasano, Sandra Savino.

(Votazione dell'articolo 6)

ART. 7.

  Sopprimerlo.
7. 1. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Sopprimere il comma 1.
7. 100. Gadda, Cenni, Cardinale, Critelli, Dal Moro, D'Alessandro, Incerti, Portas.

  Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
  3. È facoltà delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano istituire i loghi di cui all'articolo 4 in forma bilingue.
7. 101. Schullian, Gebhard, Plangger, Emanuela Rossini.

(Votazione dell'articolo 7)

A.C. 893-A
EMENDAMENTI
Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale (ai sensi dell'articolo 107, comma 1, del Regolamento).

Relatori: PALMISANO, per la maggioranza; PITTALIS, di minoranza.

N. 2.

Seduta del 17 ottobre 2018

(Il fascicolo non comprende gli emendamenti ritirati)

ART. 1.
(Modifiche al codice penale).

  Sostituirlo con il seguente:
  ”Art. 1. – 1. Al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il Capo I del Titolo II della parte IV è sostituito dal seguente:

Capo I
(DEI DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO CULTURALE)
  Art. 169. – (Furto di beni culturali). – È punito con la reclusione da due a sei anni e della multa da euro 800 a euro 40.000 chiunque si impossessa di un bene culturale, sottraendolo a chi lo detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.
  La pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da euro 1.200 ad euro 60.000 se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo

comma dell'articolo 625 o se il furto di beni culturali appartenenti allo Stato è commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dalla legge.
  Art. 170. – (Appropriazione indebita di beni culturali). – Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di un bene culturale altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso è punito con la reclusione da uno a quattro anni e la multa da euro 1.200 ad euro 40.000.
  Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.
  Art. 171. – (Ricettazione di beni culturali). – Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta beni culturali provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nei farli acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da tre a dieci anni e della multa da euro 1.200 ad euro 60.000.
  Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile, ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.
  Art. 172. – (Riciclaggio di beni culturali). – Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce beni culturali provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e della multa da euro 10.000 ad euro 90.000.
  La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.
  Si applica il secondo comma dell'articolo 171.
  Art. 173. – (Illecita detenzione di beni culturali). – Fuori dei casi di ricettazione, chiunque detiene senza averne fatto denuncia immediatamente all'Autorità un bene culturale sapendo della sua provenienza illecita è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa fino a euro 20.000.
  Art. 174. – (Violazioni in materia di alienazione di beni culturali). – È punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 80.000 e comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene:
   a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena beni culturali;
   b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine di trenta giorni, la denuncia degli atti di trasferimento della proprietà o della detenzione di beni culturali;
   c) l'alienante di un bene culturale soggetto a prelazione che effettua la consegna della cosa in pendenza del termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia di trasferimento.
  Art. 175. – (Uscita o esportazione illecite di beni culturali). – Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque trasferisce all'estero beni culturali, senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, è punito con la reclusione da uno a quattro anni o con la multa fino a euro 20.000. La pena prevista al primo comma si applica, altresì, nei confronti di chiunque non fa rientrare nel territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni culturali per i quali siano state autorizzate l'uscita o l'esportazione temporanee, nonché nei confronti di chiunque rende dichiarazioni mendaci al fine di comprovare al competente ufficio di esportazione, ai sensi di legge, la non assoggettabilità di cose di interesse culturale ad autorizzazione all'uscita dal territorio nazionale.
  Se il fatto è commesso da chi esercita attività di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di beni culturali, alla sentenza di condanna consegue l'interdizione ai sensi dell'articolo 30 del codice penale e la pubblicazione della sentenza penale di condanna ai sensi dell'articolo 36 del codice penale.
  Art. 176. – (Danneggiamento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici). – Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa fino a euro 50.000 comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.
  Chiunque, fuori dei casi di cui al primo comma, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero destina beni culturali a un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico ovvero pregiudizievole per la loro conservazione o integrità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore ad euro 3.000 e comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.
  La sospensione condizionale della pena è subordinata all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.
  Art. 177. – (Danneggiamento, deturpamento imbrattamento e uso illecito colposi di beni culturali o paesaggistici). – Chiunque, con una o più azioni, commette per colpa taluno dei fatti di cui all'articolo 176 è punito con la reclusione fino a due anni.
  Art. 178. – (Devastazione e saccheggio di beni culturali). – Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio aventi ad oggetto beni culturali ovvero istituti e luoghi della cultura è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.
  Art. 179. – (Contraffazione di opere d'arte). – È punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa fino a euro 10.000:
   a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffà altera o riproduce un'opera di pittura, scultura o grafica ovvero un oggetto di antichità o di interesse storico o archeologico;
   b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in commercio, detiene per fame commercio, introduce a questo fine nel territorio dello Stato o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura o grafica, di oggetti di antichità o di oggetti di interesse storico o archeologico;
   c) chiunque, conoscendone la falsità, autentica opere od oggetti, indicati alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o riprodotti;
   d) chiunque, mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione di timbri o etichette o con qualsiasi altro mezzo, accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsità, come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.

  Se i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attività commerciale, la pena è aumentata e alla sentenza di condanna consegue l'interdizione a norma dell'articolo 30 del codice penale.
  La sentenza di condanna per i reati previsti al primo e al secondo comma è pubblicata su tre quotidiani con diffusione nazionale designati dal giudice ed editi in tre diverse località. Si applica l'articolo 36, terzo comma.
  È sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel primo e nel secondo comma, salvo che si tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose confiscate è vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di reato.
  Art. 180. – (Casi di non punibilità). – Le disposizioni dell'articolo 179 non si applicano a chi riproduce, detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere, di pittura, di scultura o di grafica, ovvero copie o imitazioni di oggetti di antichità o di interesse storico o archeologico, dichiarate espressamente non autentiche, mediante annotazione scritta sull'opera o sull'oggetto o, quando ciò non sia possibile per la natura o le dimensioni della copia o dell'imitazione, mediante dichiarazione rilasciata all'atto dell'esposizione o della vendita. Non si applicano del pari ai restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l'opera originale.
  Art. 180-bis. – (Attività organizzate per il traffico illecito di beni culturali). – Fuori dai casi di cui all'articolo 416, chiunque, al fine di conseguire un ingiusto profitto o vantaggio, ed allo scopo di commettere più delitti con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, trasferisce, aliena, scava clandestinamente o comunque gestisce illecitamente beni culturali è punito con la reclusione da due a sette anni e con la multa fino a 80.000 euro e comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.
  Art. 180-ter. – (Aggravante in materia di tutela dei beni culturali o paesaggistici). – Quando un reato avente ad oggetto beni culturali o paesaggistici cagiona un danno di rilevante gravità ovvero è commesso nell'esercizio di un'attività professionale o commerciale, la pena è aumentata da un terzo alla metà.
  Se il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale o commerciale, si applica la pena accessoria di cui all'articolo 30 del codice penale e la pubblicazione della sentenza penale di condanna ai sensi dell'articolo 36 del codice penale.
  Art. 180-quater. – (Ravvedimento operoso). – Le pene previste per i reati di cui al presente titolo sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori o per assicurare le prove del reato o per l'individuazione degli altri responsabili ovvero dei beni provenienti dal delitto.
  Art. 180-quinquies. – (Confisca). – Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dal presente titolo, è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
  Quando non è possibile procedere alla confisca di cui al primo comma, il giudice ordina la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona, per un valore equivalente.
  Le navi, le imbarcazioni, i natanti e gli aeromobili, le autovetture e i motocicli sequestrati nel corso di operazioni di polizia giudiziaria a tutela dei beni culturali sono affidati dall'autorità giudiziaria in custodia giudiziale agli organi di polizia che ne facciano richiesta per l'impiego in attività di tutela dei beni medesimi.
  Art. 180-sexies. – (Fatto commesso all'estero). – Le disposizioni del presente titolo si applicano altresì quando il fatto è commesso all'estero in danno del patrimonio culturale nazionale.
  Art. 180-septies. – (Possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli). – È punito con l'arresto fino a due anni chi è colto in possesso di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli, dei quali non giustifichi l'attuale destinazione, all'interno di aree e parchi archeologici, di zone di interesse archeologico, se delimitate con apposito atto dell'amministrazione competente, o di aree nelle quali sono in corso lavori sottoposti alle procedure di verifica preventiva dell'interesse archeologico secondo quanto previsto dalla legge.
  Art. 180-octies. – (Opere illecite). – 1. È punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 38.734,50:
   a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell'articolo 10;
   b) chiunque, senza l'autorizzazione del soprintendente, procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, anche se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall'articolo 13;
   c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell'articolo 10, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza inviare, nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l'autorizzazione.

  2. La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di inosservanza dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente ai sensi dell'articolo 28.
  Art. 180-novies. (Collocazione e rimozione illecita). – 1. È punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 38.734,50 chiunque omette di fissare al luogo di loro destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni culturali appartenenti ai soggetti di cui all'articolo 10, comma 1.
  2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare notizia alla competente soprintendenza dello spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora, ovvero non osserva le prescrizioni date dalla soprintendenza affinché i beni medesimi non subiscano danno dal trasporto.
  Art. 180-decies. (Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta). – 1. È punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 38.734,50 chiunque non osserva le prescrizioni date dal Ministero ai sensi dell'articolo 45 comma 1.

  Conseguentemente all'articolo 5, comma 2, sopprimere la lettera b).
1. 40. Bartolozzi, Costa, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Sostituirlo con il seguente:
  «Art. 1. – 1. Al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, il Capo I del Titolo II della Parte IV è sostituito dal seguente:

Capo I
(DEI DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO CULTURALE)
  Art. 169. – (Furto di beni culturali). – È punito con la reclusione da due a otto anni chiunque si impossessa di un bene culturale, sottraendolo a chi lo detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.
  La pena è della reclusione da quattro a dodici anni se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell'articolo 625 o se il furto di beni culturali appartenenti allo Stato è commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dalla legge.
  Art. 170. – (Appropriazione indebita di beni culturali). – Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di un bene culturale altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
  Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.
  Art. 171. – (Ricettazione di beni culturali). Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta beni culturali provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da tre a dodici anni.
  Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile, ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.
  Art. 172 – (Riciclaggio di beni culturali). – Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce beni culturali provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da cinque a quattordici anni.
  La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.
  Si applica il secondo comma dell'articolo 171.
  Art. 173. – (Illecita detenzione di beni culturali). – Fuori dei casi di ricettazione, chiunque detiene un bene culturale sapendo della sua provenienza illecita è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa fino a euro 20.000.
  Art. 174. – (Violazioni in materia di alienazione di beni culturali). – È punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 80.000:
   a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena beni culturali;
   b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine di trenta giorni, la denuncia degli atti di trasferimento della proprietà o della detenzione di beni culturali;
   c) l'alienante di un bene culturale soggetto a prelazione che effettua la consegna della cosa in pendenza del termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia di trasferimento.
  Art. 175. – (Uscita o esportazione illecite di beni culturali). – Chiunque trasferisce all'estero beni culturali, senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, è punito con la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da euro 258 a euro 5.165.
  La pena prevista al primo comma si applica, altresì, nei confronti di chiunque non fa rientrare nel territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni culturali per i quali siano state autorizzate l'uscita o l'esportazione temporanee, nonché nei confronti di chiunque rende dichiarazioni mendaci al fine di comprovare al competente ufficio di esportazione, ai sensi di legge, la non assoggettabilità di cose di interesse culturale ad autorizzazione all'uscita dal territorio nazionale.
  Se il fatto è commesso da chi esercita attività di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di beni culturali, alla sentenza di condanna consegue l'interdizione ai sensi dell'articolo 30.
  Art. 176. – (Danneggiamento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici). – Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
  Chiunque, fuori dei casi di cui al primo comma, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici, ovvero destina beni culturali a un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico ovvero pregiudizievole per la loro conservazione o integrità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
  La sospensione condizionale della pena è subordinata all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero, se il condannato non si oppone, alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.
  Art. 177. – (Danneggiamento, deturpamento e imbrattamento colposi di beni culturali o paesaggistici). – Chiunque, con una o più azioni, commette per colpa taluno dei fatti di cui all'articolo 176 è punito con la reclusione fino a due anni.
  Art. 178. – (Devastazione e saccheggio di beni culturali). – Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio aventi ad oggetto beni culturali ovvero istituti e luoghi della cultura è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.
  Art. 179. – (Contraffazione di opere d'arte). – È punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa fino a euro 10.000:
   a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffà, altera o riproduce un'opera di pittura, scultura o grafica ovvero un oggetto di antichità o di interesse storico o archeologico;
   b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in commercio, detiene per fame commercio, introduce a questo fine nel territorio dello Stato o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura o grafica, di oggetti di antichità o di oggetti di interesse storico o archeologico;
   c) chiunque, conoscendone la falsità, autentica opere od oggetti, indicati alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o riprodotti;
   d) chiunque, mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione di timbri o etichette o con qualsiasi altro mezzo, accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsità, come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.

  Se i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attività commerciale, la pena è aumentata e alla sentenza di condanna consegue l'interdizione a norma dell'articolo 3 0 del codice penale.
  La sentenza di condanna per i reati previsti al primo e al secondo comma è pubblicata su tre quotidiani con diffusione nazionale designati dal giudice ed editi in tre diverse località. Si applica l'articolo 36, terzo comma.
  È sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel primo e nel secondo comma, salvo che si tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose confiscate è vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di reato.
  Art. 180. – (Casi di non punibilità). – Le disposizioni dell'articolo 179 non si applicano a chi riproduce, detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere di pittura, di scultura o di grafica, ovvero copie o imitazioni di oggetti di antichità o di interesse storico o archeologico, dichiarate espressamente non autentiche, mediante annotazione scritta sull'opera o sull'oggetto o, quando ciò non sia possibile per la natura o le dimensioni della copia o dell'imitazione, mediante dichiarazione rilasciata all'atto dell'esposizione o della vendita. Non si applicano del pari ai restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l'opera originale.
  Art. 180-bis. – (Attività organizzate per il traffico illecito di beni culturali). – Chiunque, al fine di conseguire un ingiusto profitto o vantaggio, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, trasferisce, aliena, scava clandestinamente o comunque gestisce illecitamente beni culturali è punito con la reclusione da due a otto anni.
  Art. 180-ter. – (Aggravante in materia di tutela dei beni culturali o paesaggistici). – Quando un reato avente ad oggetto beni culturali o paesaggistici cagiona un danno di rilevante gravità ovvero è commesso nell'esercizio di un'attività professionale o commerciale, la pena è aumentata da un terzo alla metà.
  Se il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale o commerciale, si applica la pena accessoria di cui all'articolo 30 del codice penale.
  Art. 180-quater. – (Ravvedimento operoso). – Le pene previste per i reati di cui al presente titolo sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori o per assicurare le prove del reato o per l'individuazione degli altri responsabili ovvero dei beni provenienti dal delitto.
  Art. 180-quinquies. – (Confisca). – Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dal presente titolo, è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
  Quando non è possibile procedere alla confisca di cui al primo comma, il giudice ordina la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona, per un valore equivalente.
  Le navi, le imbarcazioni, i natanti e gli aeromobili, le autovetture e i motocicli sequestrati nel corso di operazioni di polizia giudiziaria a tutela dei beni culturali sono affidati dall'autorità giudiziaria in custodia giudiziale agli organi di polizia che ne facciano richiesta per l'impiego in attività di tutela dei beni medesimi.
  Art. 180-sexies. – (Fatto commesso all'estero). – Le disposizioni del presente titolo si applicano altresì quando il fatto è commesso all'estero in danno del patrimonio culturale nazionale;
  Art. 180-septies. – (Possesso ingiustificato di strumenti per il sondaggio del terremo di apparecchiature per la rilevazione dei metalli). – È punito con l'arresto fino a due anni chi è colto in possesso di strumenti per il sondaggio del terreno o di apparecchiature per la rilevazione dei metalli, dei quali non giustifichi l'attuale destinazione, all'interno di aree e parchi archeologici, di zone di interesse archeologico, se delimitate con apposito atto dell'amministrazione competente, o di aree nelle quali sono in corso lavori sottoposti alle procedure di verifica preventiva dell'interesse archeologico secondo quanto previsto dalla legge.
  Art. 180-octies. – (Opere illecite). – 1. È punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 38.734,50:
   a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell'articolo 10;
   b) chiunque, senza l'autorizzazione del soprintendente, procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, anche se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall'articolo 13;
   c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell'articolo 10, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza inviare, nel più breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l'autorizzazione.

  2. La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di inosservanza dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente ai sensi dell'articolo 28.
  Art. 180-novies. – (Collocazione e rimozione illecita). – 1. È punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 3 8.734,50 chiunque omette di fissare al luogo di loro destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni culturali appartenenti ai soggetti di cui all'articolo 10, comma 1.
  2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare notizia alla competente soprintendenza dello spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora, ovvero non osserva le prescrizioni date dalla soprintendenza affinché i beni medesimi non subiscano danno dal trasporto.
  Art. 180-decies. – (Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta). – 1. È punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 38.734,50 chiunque non osserva le prescrizioni date dal Ministero ai sensi dell'articolo 45 comma 1.”».

  Conseguentemente all'articolo 5, comma 2, sopprimere la lettera b).
1. 41. Bartolozzi, Costa, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Sostituirlo col seguente:
  1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) dopo il capo III-bis del titolo XIII del libro secondo è inserito il seguente:

«Capo IV
DEI DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO CULTURALE

Art. 649-ter.
(Furto di beni culturali).

  È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 1.200 a 25.000 euro chiunque si impossessa di un bene culturale, sottraendolo a chi lo detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri.
  La pena è aumentata se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell'articolo 625 o se il furto di beni culturali appartenenti allo Stato è commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dalla legge.
  Ai fini del presente capo, per beni culturali s'intendono tutte quelle cose mobili e immobili individuate dall'articolo 10 decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, che presentano un interesse artistico, storico, archeologico, archivistico, bibliografico, etnoantropologico, nonché un interesse quali testimonianze aventi valore di civiltà. I beni paesaggistici, individuati dall'articolo 134 decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, sono porzioni di territorio più o meno estese che presentano un interesse quali espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici di una determinata area geografica.

Art. 649-quater.
(Appropriazione indebita di beni culturali).

  Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di un bene culturale altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 1.000 a 20,000 euro.
  Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.

Art. 649-quinquies.
(Ricettazione di beni culturali).

  Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta beni culturali provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da 5.000 a 50.000 euro.
  Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile, ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.

Art. 649-sexies.
(Riciclaggio di beni culturali).

  Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce beni culturali provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da cinque a quattordici anni e con la multa da euro 10.000 ad euro 90.000.
  La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.
  Si applica il secondo comma dell'articolo 649-quinquies.

Art. 649-septies.
(Impiego illecito di beni culturali).

  Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi di ricettazione e riciclaggio di beni culturali illecitamente impiega in attività economiche o finanziarie beni culturali provenienti da delitto, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25,000.
  La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.
  La pena è diminuita se il fatto è di particolare tenuità.
  Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile, ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.

Art. 649-octies.
(Autoriciclaggio di beni culturali).

  Chiunque avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, Imprenditoriali o speculative, beni culturali provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa è punito con la pena della reclusione da tre a dieci anni e della multa da euro 5.000 a euro 25.000.
  Se i beni culturali provengono dalla commissione di un delitto non colposo punito con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni, la pena è della reclusione da due a quattro anni e della multa da euro 3.000 a euro 15.000.
  La pena è aumentata quando i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attività professionale. La pena è diminuita fino alla metà per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che le condotte siano portate a conseguenze ulteriori o per assicurare le prove del reato e l'individuazione dei beni culturali provenienti dal delitto.
  Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile, ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.

Art. 649-novies.
(Falsificazione in scrittura privata relativa a beni culturali).

  Chiunque forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa o, in tutto o in parte, altera, distrugge, sopprime od occulta una scrittura privata vera; in relazione a beni culturali mobili, al fine di farne apparire la lecita provenienza, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 649-decies.
(Violazioni in materia di alienazione di beni culturali).

  È punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 80.000:
   a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena beni culturali;
   b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine di trenta giorni, la denuncia degli atti di trasferimento della proprietà o della detenzione di beni culturali;
   c) l'alienante di un bene culturale soggetto a prelazione che effettua la consegna della cosa in pendenza del termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia di trasferimento.

Art. 649-undecies.
(Uscita o esportazione illecite di beni culturali).

  Chiunque trasferisce all'estero beni culturali, senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, è punito con la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da euro 2.500 a euro 10.000.
  La pena prevista al primo comma si applica, altresì, nei confronti di chiunque non fa rientrare nel territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni culturali per i quali siano state autorizzate l'uscita o l'esportazione temporanee, nonché nei confronti di chiunque rende dichiarazioni mendaci al fine di comprovare al competente ufficio di esportazione, ai sensi di legge, la non assoggettabilità di cose di interesse culturale ad autorizzazione all'uscita dal territorio nazionale.
  Se il fatto è commesso da chi esercita attività di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di beni culturali, alla sentenza di condanna consegue l'interdizione ai sensi dell'articolo 30 e la pubblicazione della sentenza penale di condanna ai sensi dell'articolo 36.

Art. 649-duodecies.
(Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici).

  Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 2.500 a 15.000 euro.
  Chiunque, fuori dei casi di cui al primo comma, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici, ovvero destina beni culturali a un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico ovvero pregiudizievole per la loro conservazione o integrità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 1.500 e 10.000.

Art. 649-terdecies.
(Devastazione e saccheggio di beni culturali).

  Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio aventi ad oggetto beni culturali ovvero istituti e luoghi della cultura è punito con la reclusione da otto a quindici anni e con la multa da 5.000 a 50.000 euro.

Art. 649-quaterdecies.
(Contraffazione di opere d'arte).

  È punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa fino a euro 10.000:
   a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffà, altera o riproduce un'opera di pittura, scultura o grafica ovvero un oggetto di antichità o di interesse storico o archeologico;
   b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in commercio, detiene per farne commercio, introduce a questo fine nel territorio dello Stato o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura o grafica, di oggetti di antichità o di oggetti di interesse storico o archeologico;
   c) chiunque, conoscendone la falsità, autentica opere od oggetti, indicati alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o riprodotti;
   d) chiunque, mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione di timbri o etichette o con qualsiasi altro mezzo, accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsità, come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.

  Se i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attività commerciale, la pena è aumentata e alla sentenza di condanna consegue l'interdizione a norma dell'articolo 30.
  La sentenza di condanna per i reati previsti al primo e al secondo comma è pubblicata su due quotidiani con diffusione nazionale designati dal giudice ed editi in tre diverse località. Si applica l'articolo 36, terzo comma.
  È sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel primo e nel secondo comma, salvo che si tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose confiscate è vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di reato.

Art. 649-quinquiesdecies.
(Casi di non punibilità).

  Le disposizioni dell'articolo 649-terdecies non si applicano a chi riproduce, detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere di pittura, di scultura o di grafica, ovvero copie o imitazioni di oggetti di antichità o di interesse storico o archeologico, dichiarate espressamente non autentiche, mediante annotazione scritta sull'opera o sull'oggetto o, quando ciò non sia possibile per la natura o le dimensioni della copia o dell'imitazione, mediante dichiarazione rilasciata all'atto dell'esposizione o della vendita. Non si applicano del pari ai restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l'opera originale.

Art. 649-sexiesdecies.
(Attività organizzate per il traffico illecito di beni culturali).

  Chiunque, al fine di conseguire un ingiusto profitto o vantaggio, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, trasferisce, aliena, scava clandestinamente o comunque gestisce illecitamente beni culturali è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa fino a 80.000 euro.

Art. 649-septiesdecies.
(Circostanze aggravanti).

  La pena è aumentata quando un reato avente ad oggetto beni culturali o paesaggistici:
   a) cagiona un danno di rilevante gravità;
   b) è commesso nell'esercizio di un'attività professionale o commerciale;
   c) è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio, impiegato nella conservazione o nella protezione di beni culturali mobili o immobili, se si è intenzionalmente astenuto dallo svolgere le proprie funzioni con il fine di ottenere un indebito vantaggio o nella prospettiva di esso;
   d) è commesso nell'ambito di un'associazione a delinquere.

  Se il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale o commerciale, si applica la pena accessoria di cui all'articolo 30 e la pubblicazione della sentenza penale di condanna ai sensi dell'articolo 36.

Art. 649-duodevicies.
(Circostanze attenuanti. Causa di non punibilità).

  La pena è diminuita di un terzo quando un reato avente ad oggetto beni culturali o paesaggistici cagioni un danno di speciale tenuità, ovvero comporti un lucro di speciale tenuità, quando anche l'evento dannoso o pericoloso sia di speciale tenuità.
  La pena è diminuita da un terzo alla metà qualora il colpevole, prima del giudizio, abbia consentito l'individuazione dei correi o di coloro che hanno commesso uno dei reati previsti dal presente titolo.
  La pena è diminuita dalla metà ai due terzi nei confronti di chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa fosse portata a conseguenze ulteriori, ovvero abbia fatto assicurare le prove del reato o individuare gli altri responsabili o recuperare i beni provenienti dal delitto.
  La punibilità è esclusa quando l'autore restituisce, reintegra o consente comunque di recuperare il bene culturale proveniente dal delitto.

Art. 649-undevicies.
(Confisca).

  Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dal presente titolo, è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
  Quando non è possibile procedere alla confisca di cui al primo comma, il giudice ordina la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona, per un valore equivalente.
  Le navi, le imbarcazioni, i natanti e gli aeromobili, le autovetture e i motocicli sequestrati nel corso di operazioni di polizia giudiziaria a tutela dei beni culturali sono affidati dall'autorità giudiziaria in custodia giudiziale agli organi di polizia che ne facciano richiesta per l'impiego in attività di tutela dei beni medesimi.

Art. 649-devicies.
(Fatto commesso all'estero).

  Le disposizioni del presente titolo si applicano altresì quando il fatto è commesso all'estero in danno del patrimonio culturale nazionale».
1. 203. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, premettere la seguente lettera:
   0a) all'articolo 240-bis, primo comma, sostituire le parole: «e 517-quater» con le seguenti: «517-quater, 518-quater, 518-quinquies, 518-sexies, 518-septies e 518-sexiesdecies».
1. 201. Orlando, Verini, Bazoli, Morani, Vazio, Annibali, Bordo, Miceli, Ferri.

  Al comma 1, lettera a), alinea, sostituire le parole: Titolo VIII con le seguenti: Titolo XIII

  Conseguentemente:
   al capoverso Titolo VIII-
bis sostituire le parole: VIII-bis con le seguenti: XIII-bis;
   al capoverso «Art. 518-
bis», sostituire le parole: 518-bis con le seguenti: 649-ter;
   al capoverso «Art. 518-ter», sostituire le parole: 518-ter con le seguenti: 649-quater;
   al capoverso «Art. 518-quater», sostituire le parole: 518-quater con le seguenti: 649-quinquies;
   al capoverso «Art. 518-quinquies», sostituire le parole: 518-quinquies con le seguenti: 649-sexies;
   al capoverso «Art. 518-sexies», sostituire le parole: 518-sexies con le seguenti: 649-septies;
   al capoverso «Art. 518-septies», sostituire le parole: 518-septies con le seguenti: 649-octies;
   al capoverso «Art. 518-octies», sostituire le parole: 518-octies con le seguenti: 649-novies;
   al capoverso «Art. 518-novies», sostituire le parole: 518-novies con le seguenti: 649-decies;
   al capoverso «Art. 518-decies», sostituire le parole: 518-decies con le seguenti: 649-undecies;
   al capoverso «Art. 518-undecies», sostituire le parole: 518-undecies con le seguenti: 649-duodecies;
   al capoverso «Art. 518-duodecies», sostituire le parole: 518-duodecies con le seguenti: 649-terdecies;
   al capoverso «Art. 518-terdecies», sostituire le parole: 518-terdecies con le seguenti: 649-quaterdecies;
   al capoverso «Art. 518-quaterdecies», sostituire le parole: 518-quaterdecies con le seguenti: 649-quinquiesdecies;
   al capoverso «Art. 518-quinquiesdecies», sostituire le parole: 518-quinquiesdecies con le seguenti: 649-sexiesdecies;
   al capoverso «Art. 518-sexiesdecies», sostituire le parole: 518-sexiesdecies con le seguenti: 649-septiesdecies;
   al capoverso «Art. 518-septiesdecies», sostituire le parole: 518-septiesdecies con le seguenti: 649-duodevicies;
   al capoverso «Art. 518-duodevicies», sostituire le parole: 518-duodevicies con le seguenti: 649-undevicies;
   al capoverso «Art. 518 undevicies;», sostituire le parole: 518-undevicies; con le seguenti: 649-vicies;
   al capoverso «Art. 518 vicies;», sostituire le parole: 518-vicies; con le seguenti: 649-vicies semel.
1. 230. Bartolozzi, Costa, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-bis», sostituire il primo comma con il seguente:
  «Chiunque si impossessa di un bene culturale, sottraendolo a chi lo detiene, al fine di trarne profitto, per sé o per altri, è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da novecentoventisette a millecinquecento euro».

  Conseguentemente al medesimo capoverso, secondo comma, sostituire le parole: dodici anni con le seguenti: dieci anni e della multa da novecentoventisette a duemila euro.
1. 204. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-bis», primo comma, sostituire le parole: otto anni con le seguenti: sei anni e con la multa da euro 800 a euro 40.000.
1. 42. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-bis», primo comma, sostituire le parole: otto anni con le seguenti: sei anni e con la multa da euro 1.200 a euro 25.000.
1. 205. Schullian, Vitiello.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-bis», primo comma, dopo le parole: otto anni aggiungere le seguenti: e con la multa da 5.000 a 50.000 euro.
1. 71. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-bis», secondo comma, sostituire le parole: della reclusione da quattro a dodici anni con la seguente: aumentata.
1. 92. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-bis», secondo comma, sostituire le parole: da quattro a dodici anni con le seguenti: da tre a dieci anni e della multa da euro 1.200 ad euro 60.000.
1. 45. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-bis»: dopo il secondo comma aggiungere il seguente:
  Ai fini del presente capo, per beni culturali s'intendono tutte quelle cose mobili e immobili individuate dall'articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, che presentano un interesse artistico, storico, archeologico, archivistico, bibliografico, etnoantropologico, nonché un interesse quali testimonianze aventi valore di civiltà. I beni paesaggistici, individuati dall'articolo 134 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, sono porzioni di territorio più o meno estese che presentano un interesse quali espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici di una determinata area geografica.
1. 94. Vitiello.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-ter», primo comma, sostituire le parole: quattro anni con le seguenti: tre anni e con la multa da 1.000 a 20.000 euro.
1. 206. Schullian, Vitiello.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-ter», primo comma, aggiungere in fine, le parole: e con la multa da 5.000 a 50.000 euro.
1. 72. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-ter» primo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da euro 1.200 ad euro 40.000.
1. 47. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-ter» primo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da euro 516 ad euro 1.500.
1. 300. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-quater» primo comma, sostituire le parole: tre a dodici anni con le seguenti: quattro a dieci anni e con la multa da 1.032 a 15.000 euro.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, dopo il primo comma, aggiungere il seguente:
  La pena è aumentata quando il fatto riguarda beni culturali provenienti dai delitti di rapina aggravata ai sensi dell'articolo 628, terzo comma, e di estorsione aggravata, ai sensi dell'articolo 629, secondo comma.
1. 207. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-quater» primo comma, sostituire le parole: dodici anni con le seguenti: dieci anni e con la multa da euro 1.200 ad euro 60.000.
1. 48. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-quater» primo comma, sostituire le parole: dodici anni con le seguenti: dieci anni e con la multa da euro 5.000 ad euro 50.000.
1. 208. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-quater», primo comma, aggiungere, in fine, le parole: e con la multa da euro 5.000 a euro 50.000.
1. 209. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-quater», primo comma, aggiungere, in fine, le parole: e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.
1. 100. Bazoli, Verini, Orlando, Ferri, Morani, Vazio, Annibali, Bordo, Miceli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-quinquies» primo comma, sopprimere la parola: illecitamente

  Conseguentemente, al medesimo capoverso:
   al medesimo comma, sostituire le parole:
quattro a dodici anni con le seguenti: cinque a tredici anni e con la multa da 6.000 a 30.000 euro
   sopprimere il secondo e il terzo comma
1. 210. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-quinquies» primo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da 5000 a 25000 euro.
1. 211. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexies, primo comma, sostituire le parole: quattordici anni con le seguenti: dodici anni e con la multa da euro 10.000 ad euro 90.000.
1. 49. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexies, primo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da euro 10.000 ad euro 90.000.
1. 214. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexies, primo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da 25.000 a 50.000 euro.
1. 101. Bazoli, Verini, Orlando, Ferri, Morani, Vazio, Annibali, Bordo, Miceli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexies, primo comma, aggiungere, in fine, le parole: e con la multa da 5.000 a 50.000 euro.
1. 74. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexies, primo comma, aggiungere, in fine, le parole: e con la multa da 6.000 a 30.000 euro.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, sostituire il secondo e terzo comma con i seguenti:
  La pena è diminuita se i beni culturali provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.
  Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui i beni culturali provengono non è imputabile o non è punibile ovvero quando manca una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.
1. 212. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexies, primo comma, aggiungere, in fine, le parole: e con la multa da 5.000 a 25.000 euro.
1. 213. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-septies, primo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da 6.000 a 30.000 euro

  Conseguentemente, sostituire il secondo, terzo, quarto e quinto comma con il seguente:
  Se i beni culturali provengono dalla commissione di un delitto non colposo, punito con la reclusione inferiore nel massimo a cinque anni, si applica la pena della reclusione da due a cinque anni e la multa da 3.000 a 15.000 euro.
1. 215. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-septies, primo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da 5.000 a 25.000 euro

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, secondo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
1. 216. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), dopo il capoverso Art. 518-septies, aggiungere il seguente:
  «Art. 518-septies. 1 – (Violazioni in materia di ricerche archeologiche) – 1. Chiunque esegue ricerche archeologiche ed opere per il ritrovamento di beni culturali senza concessione ovvero non osserva le prescrizioni date dall'Amministrazione in materia è punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa da euro 310 a euro 5.000.»

  Conseguentemente, all'articolo 5, comma 1, lettera b), dopo la parola: 174, aggiungere la seguente: 175,
1. 200. Bazoli, Verini, Morani, Vazio, Annibali, Bordo, Miceli, Ferri, Orlando.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-octies, primo comma, sostituire le parole: sei mesi a tre anni con le seguenti: uno a quattro anni.
1. 217. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-novies», alinea, sostituire le parole da: fino a due anni fino a: multa fino con le seguenti: da sei mesi a due anni e con la multa da euro 2.000.
1. 218. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-novies», alinea, dopo le parole: euro 80.000 aggiungere le seguenti: e comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.
1. 64. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), dopo il capoverso «Art. 518-novies», aggiungere il seguente:
  Art. 518-novies. 1 – (Importazione illecita di beni culturali) – 1. Chiunque, al di fuori dei casi di cui agli articoli 518-quater, 518-quinquies, 518-sexies, 518-septies e 518-sexiesdecies, introduce nel territorio dello Stato beni culturali esportati illecitamente da un altro Stato è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 258 a euro 5165.
1. 219. Bazoli, Verini, Morani, Vazio, Annibali, Bordo, Miceli, Ferri, Orlando.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-decies», primo comma, premettere le parole: Fuori dei casi di concorso nel reato,.
1. 65. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-decies», primo comma, sostituire le parole: beni culturali con le seguenti: cose di interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico nonché quelle mobili indicate all'articolo 11, comma 1, del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, al secondo e terzo comma, sostituire le parole: beni culturali con le seguenti: cose di interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, bibliografico, documentale o archivistico nonché quelle mobili indicate all'articolo 11, comma 1, del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
1. 220. Bazoli, Verini, Morani, Vazio, Annibali, Bordo, Miceli, Ferri, Orlando.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-decies», primo comma, sostituire le parole: da euro 258 a euro 5.165 con le seguenti: fino a euro 20.000.
1. 51. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-decies», primo comma, sostituire le parole: 258 a euro 5.165 con le seguenti: 2.000 a euro 20.000.
1. 221. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-decies», primo comma, sostituire le parole: 258 a euro 5.165 con le seguenti: 2.500 a euro 10.000.
1. 75. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», primo comma, dopo le parole: o paesaggistici, aggiungere le seguenti: propri o altrui.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, secondo comma, dopo le parole: o paesaggistici aggiungere le seguenti: propri o altrui.
1. 56. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», primo comma, sostituire le parole: da uno con le seguenti: da due

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, terzo comma:
   dopo le parole:
è subordinata aggiungere le seguenti: al ripristino dello stato dei luoghi o
   sopprimere le parole:, se il condannato non si oppone,
1. 222. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», primo comma, sostituire le parole: cinque anni con le seguenti: quattro anni e con la multa da 2.500 a 15.000 euro

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, secondo comma, aggiungere in fine, le parole: e con la multa da 1.500 a 10.000 euro.
1. 225. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies» primo comma, aggiungere in fine, le seguenti parole: e con la multa da 2.500 a 15.000 euro.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, al secondo comma, aggiungere, in fine, le seguenti parole: e con la multa da 1.500 e 10.000.
1. 76. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», primo comma, aggiungere, in fine, le parole: e con la multa fino a euro 50.000 comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.

  Conseguentemente, dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.
(Fondo per il ripristino dei centri storici).

  1. I comuni istituiscono, nei propri bilanci, un fondo per il ripristino del patrimonio culturale dei propri centri storici.
  2. Il fondo è alimentato dai proventi delle multe di cui all'articolo 518-undecies, primo comma, del codice penale, quando esse siano frutto di reati commessi contro beni culturali conservati nei centri storici.
  3. Lo Stato trasferisce ai comuni dove si sono verificati i reati di cui all'articolo 518-undecies, primo comma, le risorse derivanti dalle relative multe.
  4. Il funzionamento del fondo di cui al comma 1 è disciplinato da regolamento comunale».
1. 224. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», primo comma, aggiungere, in fine, le parole: e con la multa fino a
euro 50.000 comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.
1. 54. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», secondo comma, aggiungere in fine le parole: e con la multa non inferiore ad euro 3.000 e comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.
1. 55. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», dopo il secondo comma, aggiungere il seguente: Se i fatti di cui al presente articolo sono commessi in danno di beni culturali storici o artistici siti all'interno di centri storici, le pene sono aumentate da un terzo alla metà.
1. 226. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso «Art. 518-undecies», dopo il secondo comma, aggiungere il seguente: Se i fatti di cui al presente articolo sono commessi in danno di centri storici che rivestono carattere storico, artistico, o di particolare pregio culturale, le pene sono aumentate da un terzo alla metà.
1. 223. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso ”Art. 518-undecies, sopprimere il terzo comma.
1. 88. Vitiello.

  Al comma 1, lettera a), sopprimere il capoverso Art. 518-duodecies.
*1. 87. Vitiello.

  Al comma 1, lettera a), sopprimere il capoverso Art. 518-duodecies.
*1. 250. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), sostituire il capoverso Art. 518-terdecies con il seguente: «Art. 518-terdecies. – (Devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici). – Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio aventi ad oggetto beni culturali, paesaggistici ovvero istituti e luoghi della cultura è punito con la reclusione da dieci a sedici anni».
1. 251. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-terdecies, sostituire le parole: da dieci a diciotto anni con le seguenti: da otto a quindici anni e con la multa da 5.000 a 50.000 euro.
1. 253. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a) capoverso Art. 518-terdecies, aggiungere in fine le parole: e con la multa da 5.000 a 50.000 euro.
1. 78. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-quaterdecies, primo comma, alinea, sostituire le parole: sei anni e con la multa fino con le seguenti: cinque anni e con la multa da euro 3.000.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso:
   sopprimere il secondo comma;
   sostituire il terzo comma con il seguente:
”La sentenza di condanna per il reato di cui al comma precedente commesso nell'esercizio di un'attività commerciale o professionale è pubblicata su tre quotidiani con diffusione nazionale indicati dal giudice ed editi in tre diverse località. Si applica l'articolo 36, terzo comma.
1. 256. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-quaterdecies, primo comma, sostituire le parole: sei anni con le seguenti: cinque anni e con la multa fino a euro 10.000.
1. 254. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-quaterdecies, primo comma, alinea, sostituire le parole: fino a euro 10.000 con le seguenti: da 2.500 a 25.000 euro.
1. 255. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-quaterdecies, primo comma, alinea, sostituire la parola: 10.000 con la seguente: 20.000.
1. 252. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-quaterdecies, terzo comma, primo periodo, sostituire le parole: tre quotidiani con le seguenti: due quotidiani.
1. 84. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso: «Art. 518-sexiesdecies» primo comma, premettere le parole: Fuori dai casi di cui all'articolo 416.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, al medesimo comma:
   dopo la parola: vantaggio aggiungere le seguenti: ed allo scopo di commettere più delitti;
   sostituire le parole: otto anni con le seguenti: sette anni e con la multa fino a 80.000 euro e comunque in misura non inferiore al 20 per cento del valore del bene.
1. 61. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexiesdecies, primo comma, dopo le parole: un ingiusto profitto o vantaggio aggiungere le seguenti: per sé o per altri.
1. 257. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-sexiesdecies, sostituire le parole: otto anni con le seguenti: sei anni e con la multa fino a 80.000 euro.
1. 258. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a) capoverso Art. 518-septiesdecies, primo comma, alinea, sopprimere le parole: da un terzo alla metà.
1. 82. Vitiello.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-septiesdecies, primo comma, sostituire la lettera b) con la seguente:
   b) è commesso nell'esercizio di un'attività professionale, commerciale, bancaria o finanziaria.
1. 260. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-septiesdecies, primo comma, sostituire le lettere c) e d) con le seguenti:
   c) è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio, preposto alla conservazione o alla tutela di beni culturali mobili o immobili, astenendosi dallo svolgere le proprie funzioni al fine di ottenere un indebito vantaggio per sé o per altri;
   d) è commesso nell'ambito dell'associazione per delinquere di cui all'articolo 416.
1. 259. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-duodevicies, sostituire il secondo e il terzo comma con il seguente: La pena è diminuita da un terzo a due terzi nei confronti di chi abbia consentito l'individuazione dei correi o abbia fatto assicurare le prove del reato o si sia efficacemente adoperato per evitare che l'attività delittuosa fosse portata a conseguenze ulteriori o per chi abbia recuperato o fatto recuperare i beni culturali oggetto del delitto.
1. 261. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Al comma 1, lettera a), capoverso Art. 518-duodevicies, terzo comma, sopprimere le parole: o recuperare i beni provenienti dal delitto.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, aggiungere infine il seguente comma: La punibilità è esclusa quando l'autore restituisce, reintegra o consente comunque di recuperare il bene culturale proveniente dal delitto.
1. 262. Vitiello.

  Al comma 1, lettera b), capoverso Art. 707-bis, dopo le parole: con l'arresto fino a due anni aggiungere le seguenti; e con l'ammenda da 500 a 2.000 euro.
1. 263. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

(Votazione dell'articolo 1)

  Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:
  Art. 1-bis.(Modifica all'articolo 169 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di sanzioni per opere illecite eseguite su beni culturali). – 1. All'articolo 169 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
  «2-bis. Qualora il sopraintendente rilasci l'autorizzazione per gli interventi di cui all'articolo 21, comma 4, secondo le procedure di cui al comma 2-ter del presente articolo, la disposizione del comma 1 del presente articolo non si applica:
   a) ai lavori, realizzati in assenza o difformità dall'autorizzazione prevista su beni immobili costituenti beni culturali, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o di volumi, ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati;
   b) all'impiego di materiali in difformità dall'autorizzazione rilasciata;
   c) ai lavori eseguiti su beni immobili costituenti beni culturali e configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria ai sensi dell'articolo 3 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

  2-ter. Il proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del bene culturale interessato dagli interventi di cui al comma 2-bis presenta apposita domanda al sopraintendente ai fini del rilascio dell'autorizzazione. Il sopraintendente si pronuncia sulla domanda entro centottanta giorni. Qualora sia rilasciata l'autorizzazione, si applicano le disposizioni dell'articolo 36 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, se si tratta di lavori eseguiti su beni immobili; negli altri casi, è irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 euro a 20.000 euro, tenendo conto della gravità del fatto.
  2-quater. La completa e originaria rimessione in pristino dei beni culturali da parte del trasgressore, prima che intervenga la condanna, estingue il reato di cui al comma 1».
1. 03. Schullian.

  Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:
  Art. 1-bis. (Fondo per il ripristino dei centri storici). – 1. I comuni istituiscono, nei propri bilanci, un fondo per il ripristino del patrimonio culturale dei propri centri storici.
  2. Il fondo è alimentato dai proventi delle multe di cui all'articolo 518-undecies, primo comma, del codice penale, quando esse siano frutto di reati commessi contro beni culturali conservati nei centri storici.
  3. Lo Stato trasferisce ai comuni dove si sono verificati i reati di cui all'articolo 518-undecies, primo comma, le risorse derivanti dalle relative multe.
  4. Il funzionamento del fondo di cui al comma 1 è disciplinato da regolamento comunale”.
1. 01. Varchi, Lucaselli, Maschio.

  Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:
  Art. 1-bis. (Fondo per la conservazione e il restauro dei beni culturali). 1. Le multe previste dagli articoli 518-novies, 518-decies, 518-quaterdecies e dalle altre disposizioni di tutela dei beni culturali, e i proventi derivanti dall'alienazione dei beni confiscati, confluiscono in un apposito Fondo per la conservazione e il restauro dei beni culturali, istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali.
*1. 02. Varchi, Maschio, Lucaselli.

  Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente:
  Art. 1-bis. (Fondo per la conservazione e il restauro dei beni culturali). 1. Le multe previste dagli articoli 518-novies, 518-decies, 518-quaterdecies e dalle altre disposizioni di tutela dei beni culturali, e i proventi derivanti dall'alienazione dei beni confiscati, confluiscono in un apposito Fondo per la conservazione e il restauro dei beni culturali, istituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali.
*1. 0264. Bartolozzi, Costa, Zanettin, Cassinelli, Cristina, Ferraioli, Pittalis, Sarro.

ART. 2.
(Modifica all'articolo 51 del codice di procedura penale).

  Al comma 1, sostituire le parole: 518-sexiesdecies del codice penale con le seguenti: 649-quinquiesdecies del codice penale,”.
2. 200. Vitiello.
 NON SEGNALATO

(Votazione dell'articolo 2)

ART. 3.
(Modifica all'articolo 9, comma 1, della legge 16 marzo 2006, n. 146, in materia di operazioni sotto copertura).

  Al comma 1, sostituire le parole: 518-sexiesdecies del codice penale con le seguenti: 649-quinquiesdecies del codice penale,”.
3. 200. Vitiello.
 NON SEGNALATO

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Modifica al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, in materia di responsabilità delle persone giuridiche).

  Sostituirlo con il seguente:
  1. Dopo l'articolo 25-terdecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono inseriti i seguenti:
  «Art. 25-quaterdecies. – (Delitti contro il patrimonio culturale). – 1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 649-octies e 649-undecies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a quattrocento quote.
  2. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 649-quater e 649-novies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da duecento a cinquecento quote.
  3. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 649-decies e 649-terdecies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da trecento a settecento quote.
  4. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 649-ter, 649-quinquies e 649- septies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da quattrocento a novecento quote.
  5. Nel caso di condanna per i delitti di cui ai commi precedenti, si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a due anni.

  Art. 25-quinquiesdecies. – (Riciclaggio, devastazione e saccheggio di beni culturali e attività organizzata per il traffico illecito di beni culturali). – 1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 649-sexies, 649-duodecies e 649-quinquiesdecies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cinquecento a mille quote.
  2. Se l'ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei delitti indicati al comma 1, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3».
4. 200. Vitiello.
 NON SEGNALATO

(Votazione dell'articolo 4)

  Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:
  Art. 4-bis(Modifica alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, in tema di aree protette). 1. All'articolo 30 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, il comma 3 è sostituito dal seguente: «In caso di violazioni costituenti ipotesi di reato perseguite ai sensi del Titolo VIII-bis del Libro secondo, degli articoli 733-bis e 734 del codice penale, il sequestro di quanto adoperato per commettere gli illeciti ad essi relativi può essere disposto, in caso di flagranza, anche dagli addetti alla sorveglianza dell'area protetta, al fine di evitare l'aggravamento o la continuazione del reato. Il responsabile è tenuto a provvedere alla riduzione in pristino dell'area danneggiata, ove possibile, e comunque è tenuto al risarcimento del danno.».
4. 0201. Perantoni, Piera Aiello, Ascari, Dori.

  Dopo l'articolo 4, aggiungere il seguente:
  Art. 4-bis – 1. Il Ministero per i beni e le attività culturali, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, è tenuto alla creazione di un inventario, facilmente accessibile al pubblico, da aggiornare eventualmente ogni sei mesi, dei beni culturali di interesse nazionale.
  2. I commercianti di opere d'arte, le case d'aste e tutti gli altri soggetti coinvolti nel commercio dei beni culturali tengono, pena la sanzione pecuniaria di euro 1.000, i registri su cui riportare ogni transazione eseguita.
4. 0202. Bordo.

ART. 5.
(Abrogazioni).

(Votazione dell'articolo 5)

ART. 6.
(Clausola di invarianza finanziaria).

(Votazione dell'articolo 6)

ART. 7.
(Entrata in vigore).

(Votazione dell'articolo 7)