CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 1 ottobre 2019
XVIII LEGISLATURA
Fascicolo di seduta
A.C. 2100
QUESTIONI PREGIUDIZIALI
Conversione in legge del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, recante disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.

N. 1.

Seduta del 1° ottobre 2019

   La Camera,

   premesso che:

    il decreto in esame reca disposizioni urgenti in materia di perimetro della sicurezza nazionale cibernetica;

    i proclamati requisiti di necessità e urgenza, alla base dei quali viene giustificata l'emanazione del decreto-legge, riguarderebbero – si legge nella relazione – «la necessità e l'urgenza di garantire un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, attraverso l'istituzione di un perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e la previsione di misure idonee a garantire i necessari livelli di sicurezza rivolti a minimizzare i rischi»;

    a tal fine l'articolo 1, che rappresenta il fulcro dell'esigenza della decretazione d'urgenza da parte del Governo, definisce la finalità e l'ambito di applicazione del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica demandando però la sua definizione ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per l'individuazione dei soggetti rientranti nel perimetro, e ad un altro del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro 10 mesi su proposta del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), per i relativi termini e le modalità attuative;

    l'articolo 15 della legge n. 400 del 1988 e successive modificazioni e integrazioni espressamente prevede che «Il Governo non può, mediante decreto-legge, conferire deleghe legislative ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione» e l'articolo 1 altro non è, ad avviso dei presentatori, che una delega al Governo, per il tramite di un atto amministrativo che non ha forza di legge, ad attuare il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica;

    quanto al requisito indispensabile della necessità ed urgenza previsto dall'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, per l'esercizio della decretazione d'urgenza da parte del Governo, i decreti del Presidente del Consiglio hanno tempi che arrivano fino a 10 mesi per l'individuazione dei termini e delle modalità attuative volte a garantire il perimetro della sicurezza cibernetica;

    si tratta dunque di un impianto normativo che sarà in grado di produrre i suoi effetti al più presto tra un anno, mettendo in rilievo, implicitamente, che non sussiste nessuna minaccia immediata alle reti e ai sistemi informativi che giustifichi la necessità di intervenire con la decretazione d'urgenza,

delibera

di non procedere all'esame del disegno di legge n. 2100.
N. 1. Iezzi, Maccanti, Molinari, Bordonali, Capitanio, Cecchetti, De Angelis, Donina, Giacometti, Invernizzi, Maturi, Molteni, Rixi, Stefani, Tombolato, Tonelli, Vinci, Zordan.

   La Camera,

   premesso che:

    il decreto-legge in conversione detta norme che definiscono il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica in grado di garantire un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, da cui dipende l'esercizio di una funzione essenziale dello Stato;

    dalla relazione tecnica allegata al decreto, si evince la necessità di affrontare con la massima efficacia e tempestività situazioni di emergenza in ambito cibernetico, anche in relazione a recenti attacchi alle reti di Paesi europei, e operando in conformità alle più elevate e aggiornate misure di sicurezza adottate a livello internazionale;

    tuttavia, i tempi previsti per l'attuazione di quanto sancito dal decreto sono tutt'altro che brevi, dal momento che l'articolo 1, nel definire la finalità e l'ambito di applicazione del perimetro di sicurezza, dispone l'individuazione e i criteri per la formazione degli elenchi delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, inclusi nel perimetro, tenuti al rispetto delle misure e degli obblighi conseguentemente previsti, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare, su proposta del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) – entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto;

    la possibilità di rispondere tempestivamente, attraverso il presente decreto, alle motivazioni di urgenza è ulteriormente vanificata dal fatto che, con altro decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato sempre su proposta del CISR, entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, verranno definite le procedure con cui i soggetti inclusi nel perimetro notificano gli incidenti aventi impatto sulle reti, i sistemi o i servizi individuati al Gruppo di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (CSIRT) italiano, che le inoltrerà al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS);

    è di tutta evidenza quanto il continuo ricorso alla decretazione di urgenza abbia minato, anche nelle passate legislature, il mantenimento di un corretto equilibrio fra gli organi costituzionali, non soltanto perché produce uno squilibrio istituzionale tra Parlamento e Governo, attraverso il vulnus all'articolo 70 della Costituzione che affida la funzione legislativa collettivamente alle due Camere, ma anche perché priva l'opposizione della facoltà di esercitare la sua funzione di indirizzo e di controllo politico;

    il carattere di urgenza del decreto è palesemente smentito dalla previsione di date per l'entrata in vigore di alcune disposizioni i cui tempi e le cui modalità attuative arrivano fino a dieci mesi. Nello specifico, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, (articolo 1, comma 6), vengono disciplinati le procedure, le modalità e i termini con cui i soggetti inclusi nel perimetro, ne danno comunicazione al Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN) e vengono previste attività di ispezione e verifica, attribuite alla competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dello sviluppo economico, rispettivamente, per i soggetti pubblici e per i soggetti privati;

    pertanto, il provvedimento all'esame di quest'Aula viola l'articolo 77 della Costituzione, non rispondendo ad uno dei princìpi fondamentali sui quali la Corte costituzionale ha da sempre fondato i percorsi argomentativi legati al rispetto degli indispensabili requisiti di straordinaria necessità e urgenza per la legittima adozione dei decreti-legge,

delibera

di non procedere all'esame del disegno di legge n. 2100.
N. 2. Lollobrigida, Meloni, Prisco, Donzelli, Silvestroni, Rotelli, Zucconi.

A.C. 1201-B
EMENDAMENTI
Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea – Legge di delegazione europea 2018 (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato).

Relatore: SCERRA.

N. 1.

Seduta del 1° ottobre 2019

ART. 1.
(Delega al Governo per l'attuazione di direttive europee)

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 3.
(Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2017/1371, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale)

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1939, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea – «EPPO»)

(Votazione dell'articolo 4)

ART. 6.
(Delega al Governo per il compiuto adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della decisione quadro 2002/584/GAI, relativa al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, e disposizioni in materia di mandato di arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri)

  Al comma 1, sostituire le parole: entro un anno con le seguenti: entro sei mesi.
6. 2. Vietina, Bartolozzi, Rossello, Cassinelli, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia.

  Al comma 1, sostituire le parole: entro un anno con le seguenti: entro nove mesi.
6. 1. Rossello, Bartolozzi, Battilocchio, Cassinelli, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

  Sopprimere i commi 4 e 5.
6. 3. Vietina, Rossello, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia.

  Sopprimere il comma 4.
6. 4. Vietina, Rossello, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia.

  Al comma 5, lettera a), capoverso «Art. 18», comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:

   a-bis) se, per lo stesso fatto che è alla base del mandato d'arresto europeo, nei confronti della persona ricercata, è in corso un procedimento penale in Italia, esclusa l'ipotesi in cui il mandato d'arresto europeo concerne l'esecuzione di una sentenza definitiva di condanna emessa in uno Stato membro dell'Unione europea;.

  Conseguentemente, al medesimo comma, lettera b), capoverso «Art. 18-bis», comma 1, sopprimere la lettera a).
6. 5. Rossello, Bartolozzi, Battilocchio, Cassinelli, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

  Al comma 5, lettera a), capoverso «Art. 18», comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:

   b-bis) se il mandato d'arresto europeo riguarda reati che dalla legge italiana sono considerati reati commessi in tutto o in parte nel suo territorio, o in luogo assimilato al suo territorio; ovvero reati che sono stati commessi al di fuori del territorio dello Stato membro di emissione, se la legge italiana non consente l'azione penale per gli stessi reati commessi al di fuori del suo territorio;

  Conseguentemente, al medesimo comma, lettera b), capoverso «Art. 18-bis», comma 1, sopprimere la lettera b).
6. 6. Rossello, Bartolozzi, Battilocchio, Cassinelli, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

  Al comma 5, lettera a), capoverso «Art. 18», comma 1, sostituire la lettera e), con la seguente:

   e) al fine di assicurare il rispetto degli articoli 13, quinto comma, 24, 27, secondo comma, e 111 della Costituzione, nonché dei diritti minimi dell'accusato previsti dall'articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali: se la legislazione dello Stato membro di emissione non prevede espressamente i limiti massimi della carcerazione preventiva, da intendersi come termini complessivi e predeterminati di durata, o se li prevede in misura superiore di un terzo rispetto ai termini previsti dalla legislazione italiana; se dagli atti risulta che il provvedimento oggetto del mandato d'arresto europeo è stato assunto sulla base di intercettazioni al di fuori dei limiti stabiliti dalla legislazione italiana o altre prove manifestamente inutilizzabili o comunque assunte senza le garanzie previste dalla legislazione italiana; se il provvedimento cautelare in base al quale il mandato d'arresto europeo è stato emesso risulta mancante di motivazione, o non adeguatamente motivato con riguardo alla sussistenza e attualità delle esigenze cautelari che giustificano l'applicazione della misura.
6. 20. Costa, Vitiello.

(Votazione dell'articolo 6)

ART. 7.
(Princìpi e criteri direttivi per la compiuta attuazione della direttiva (UE) 2017/828, che modifica la direttiva 2007/36/CE per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti)

(Votazione dell'articolo 7)

ART. 12.
(Delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/625, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari, recante modifica dei regolamenti (CE) n. 999/2001, (CE) n. 396/2005, (CE) n. 1069/2009, (CE) n. 1107/2009, (UE) n. 1151/2012, (UE) n. 652/2014, (UE) 2016/429 e (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio, dei regolamenti (CE) n. 1/2005 e (CE) n. 1099/2009 del Consiglio e delle direttive 98/58/CE, 1999/74/CE, 2007/43/CE, 2008/119/CE e 2008/ 120/CE del Consiglio, e che abroga i regolamenti (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 89/608/CEE, 89/662/CEE, 90/425/CEE, 91/496/CEE, 96/23/CE, 96/ 93/CE e 97/78/CE del Consiglio e la decisione 92/438/CEE del Consiglio)

  Al comma 3, lettera d), dopo le parole: nei settori indicati all'articolo 1, paragrafo 2, lettere a), aggiungere la seguente: , b).
12. 2. Nevi, Rossello, Anna Lisa Baroni, Battilocchio, Caon, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

  Al comma 3, lettera d), sopprimere le parole: lettere a) e c), per i profili privi di impatto sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi ma che possono incidere sulla correttezza e trasparenza delle transazioni commerciali,
12. 1. Squeri, Rossello, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

  Al comma 3, lettera d), aggiungere, in fine, le parole: ; le disposizioni di cui alla presente lettera non incidono sulle competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato previste a legislazione vigente.
12. 4. Squeri, Rossello, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

  Al comma 3, sopprimere la lettera e).
12. 3. Nevi, Rossello, Anna Lisa Baroni, Battilocchio, Caon, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

(Votazione dell'articolo 12)

ART. 13.
(Delega al Governo per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/410, che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio e la decisione (UE) 2015/1814, nonché per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/2392, recante modifica della direttiva 2003/87/CE al fine di mantenere gli attuali limiti dell'ambito di applicazione relativo alle attività di trasporto aereo e introdurre alcune disposizioni in vista dell'attuazione di una misura mondiale basata sul mercato a decorrere dal 2021, e della decisione (UE) 2015/1814, relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra e recante modifica della direttiva 2003/87/CE)

(Votazione dell'articolo 13)

ART. 14.
(Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/849, che modifica le direttive 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche)

  Al comma 1, lettera c), sostituire il numero 4) con il seguente: 4) individuare misure per la promozione del ritiro «uno contro uno» e «uno contro zero» dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di cui agli articoli 11, comma 1, e 11, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, prevedendo modalità semplificate di effettuazione di tali attività da parte dei distributori e favorendo la possibilità di effettuare il ritiro «uno contro zero» almeno in modo volontario anche da parte di distributori che non vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE).
14. 1. Mazzetti, Vietina, Rossello, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia.

(Votazione dell'articolo 14)

ART. 15.
(Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/850, che modifica la direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti)

(Votazione dell'articolo 15)

ART. 16.
(Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2018/851, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, e della direttiva (UE) 2018/852, che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio)

  Al comma 1, lettera e), sostituire i numeri 1) e 2) con i seguenti:

   1) chiarire, nell'ambito delle operazioni di recupero e di riciclo, quando tali processi comportano una cessazione della qualifica di rifiuto, ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 6 della direttiva 2008/98/CE, come modificato dall'articolo 1, numero 6), della direttiva (UE) 2018/851;

   2) definire criteri generali al fine di armonizzare nel territorio nazionale la cessazione della qualifica di rifiuto, caso per caso, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE, come sostituito dalla direttiva (UE) 2018/851;

   3) ridisciplinare le operazioni di recupero relative alle tipologie di rifiuto regolate dal decreto del Ministro dell'Ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998, in modo da garantire maggiore uniformità di applicazione nell'ambito di differenti procedimenti autorizzatori;

   4) semplificare le procedure di adozione dei criteri di cessazione della qualifica di rifiuto a livello nazionale;

   5) definire i criteri per l'applicazione uniforme a livello europeo dei processi finalizzati a garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute umana e ad agevolare l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, prevedendo che gli stessi includano:

    5.1) l'individuazione dei materiali di rifiuto in entrata, ammissibili ai fini dell'operazione di recupero;

    5.2) i processi e le tecniche di trattamento consentiti;

    5.3) i criteri di qualità per i materiali di cui è cessata la qualifica di rifiuto ottenuti dall'operazione di recupero in linea con le norme di prodotto applicabili, compresi, se necessario, i valori limite per le sostanze inquinanti;

    5.4) i requisiti affinché i sistemi di gestione dimostrino il rispetto dei criteri relativi alla cessazione della qualifica di rifiuto, compresi il controllo di qualità, l'automonitoraggio e l'accreditamento, se del caso;

    5.5) un requisito relativo alla dichiarazione di conformità;

   6) nelle more dell'attuazione delle disposizioni di cui ai punti precedenti, prevedere che:

    6.1) restano fermi i decreti ministeriali pubblicati e le autorizzazioni rilasciate in materia di cessazione della qualifica di rifiuto alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Le autorizzazioni rilasciate saranno rivalutate dalle autorità competenti in sede di rinnovo o riesame secondo i criteri dei commi sopra indicati e salvo la verifica dell'assenza di violazioni non risolte;

    6.2) le autorità competenti di cui agli articoli 208, 209 e 211 e quelle di cui al Titolo III-bis della parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, provvedono caso per caso, adottando misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali;

    7) prevedere l'istituzione presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del registro nazionale degli impianti di recupero dei rifiuti deputato alla raccolta delle autorizzazioni rilasciate a fini del rispetto del principio di trasparenza e pubblicità.
16. 1. Mazzetti, Battilocchio, Rossello, Cortelazzo, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

  Al comma 1, lettera e), numero 1) aggiungere, in fine, le parole:, introducendo, altresì, disposizioni volte a rendere il programma nazionale di prevenzione vincolante nei confronti delle regioni e degli enti locali, al fine di raggiungere gli obiettivi indicati dalla direttiva 2018/851/UE, in riferimento alla prevenzione dei rifiuti, disponendo idonee risorse atte a stimolare la simbiosi industriale, lo sviluppo dei sottoprodotti e a incentivare la ricerca e la sperimentazione anche nel settore dell'ecoprogettazione, vincolando altresì i produttori ad allungare la durata minima della garanzia dei prodotti immessi nel mercato.
16. 2. Vietina, Rossello, Cortelazzo, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia.

  Al comma 1, lettera e), numero 1) aggiungere, in fine, le parole:; riformare la disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo prevedendo l'introduzione di norme di raccordo tra la disciplina di presentazione del Piano di utilizzo e le altre procedure amministrative ad essa contigue, disponendo che l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio per la realizzazione dell'opera pubblica e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità possano estendersi anche ai siti di destinazione, con possibilità per il proponente di acquisirne la proprietà, al fine di garantire l'effettivo riutilizzo delle terre e rocce come sottoprodotto.
16. 3. Mazzetti, Marrocco, Rossello, Battilocchio, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

(Votazione dell'articolo 16)

ART. 20.
(Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom)

(Votazione dell'articolo 20)

ART. 22.
(Delega al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione, del regolamento delegato (UE) 2015/2446, che integra il regolamento (UE) n. 952/2013 in relazione alle modalità che specificano alcune disposizioni del codice doganale dell'Unione, e del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013)

  Al comma 1, sostituire le parole: entro diciotto mesi con le seguenti: entro dodici mesi.
22. 1. Rossello, Battilocchio, Marrocco, Pettarin, Ruggieri, Elvira Savino, Cosimo Sibilia, Vietina.

(Votazione dell'articolo 22)

ART. 25.
(Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della direttiva (UE) 2019/692, che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale)

(Votazione dell'articolo 25)