Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Bilancio dello Stato - Servizio Bilancio dello Stato
Titolo: DL 34/2020: Misure urgenti in materia di salute e di sostegno al lavoro e all'economia (cd. Decreto Rilancio)
Riferimenti: AC N.2500/XVIII
Serie: Verifica delle Quantificazioni   Numero:
Data: 30/05/2020
Organi della Camera: V Bilancio

D.L. 34/2020 – A.C. 2500
Parte II – Profili finanziari
Misure urgenti in materia di salute e di sostegno al lavoro e all'economia
(cd. “Decreto Rilancio”)

30 maggio 2020

marzo 2018


Parte I – Schede di lettura

 

 

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Progetti di legge n. 295 Volume I e Volume II

 

 

 

Parte II – Profili di carattere finanziario

 

 

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INDICE

PREMESSA.. 13

EFFETTI FINANZIARI QUANTIFICATI DAL PROSPETTO RIEPILOGATIVO   14

VERIFICA DELLE QUANTIFICAZIONI. 16

Articolo 1 (Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale). 16

Articolo 2 (Riordino della rete ospedaliera in emergenza COVID-19). 17

Articolo 3 (Incarichi a tempo determinato ai medici in formazione specialistica). 20

Articolo 4 (Misure per l’avvio di specifiche funzioni assistenziali per l’emergenza COVID-19) 21

Articolo 5 (Incremento delle borse di studio degli specializzandi). 23

Articolo 6 (Deroga alle riduzioni di spesa per il settore informatico). 24

Articolo 7 (Metodologie predittive dell’evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione) 24

Articoli 8 e 9 (Proroga validità delle ricette limitative dei farmaci di fascia A e dei piani terapeutici). 25

Articolo 10 (Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18). 25

Articolo 11 (Misure urgenti in materia di fascicolo sanitario elettronico) 26

Articolo 12 (Accelerazione dell’acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi). 27

Articolo 13 (Rilevazioni statistiche dell’ISTAT connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19). 28

Articolo 14 (Rifinanziamento fondo emergenze nazionali). 29

Articolo 15 (Disposizioni in materia di volontariato di protezione civile). 30

Articolo 16 (Misure straordinarie di accoglienza). 31

Articolo 17 (Acquisizione di strutture per la gestione dell’emergenza COVID-19). 32

Articolo 18 (Utilizzo delle donazioni). 32

Articolo 19 (Funzionamento e potenziamento della Sanità militare). 33

Articolo 20 (Misure per la funzionalità delle Forze armate – personale sanitario e delle sale operative). 35

Articolo 21 (Prolungamento della ferma dei volontari in ferma prefissata e reclutamento straordinario di infermieri militari in servizio permanente). 37

Articolo 22 (Misure per la funzionalità delle Forze armate - Operazione “Strade sicure”)  38

Articolo 23 (Ulteriori misure per la funzionalità del Ministero dell’interno, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco). 40

Articolo 24 (Disposizioni in materia di versamento dell'IRAP). 47

Articolo 25 (Contributo a fondo perduto). 48

Articolo 26 (Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni). 50

Articolo 27 (Patrimonio Destinato). 51

Articolo 28 (Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito). 54

Articolo 29 (Incremento fondo per il sostegno alle locazioni) 56

Articolo 30 (Riduzione degli oneri delle bollette elettriche). 56

Articolo 31 (Rifinanziamento di Fondi). 60

Articolo 32 (Garanzia cartolarizzazione sofferenze - GACS). 61

Articolo 33 (Sottoscrizione e comunicazioni di contratti finanziari e assicurativi in modo semplificato). 62

Articolo 34 (Buoni fruttiferi postali). 62

Articolo 35 (Garanzia SACE in favore delle assicurazioni sui crediti commerciali) 63

Articolo 36 (Fondo di garanzia paneuropeo della BEI e Meccanismo SURE). 64

Articolo 37 (Partecipazione dell’Italia all'International Finance Facility for Immunization)  67

Articolo 38 (Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative). 70

Articolo 39 (Rafforzamento dell’azione di recupero di aziende in crisi). 72

Articolo 40 (Misure di sostegno alle micro, piccole e medie imprese titolari del servizio di distribuzione di carburanti nelle autostrade). 73

Articolo 41 (Certificati bianchi). 74

Articolo 42 (Fondo per il trasferimento tecnologico e altre misure urgenti per la difesa ed il sostegno dell’innovazione). 74

Articolo 43 (Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa). 75

Articolo 44 (Incremento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni). 77

Articolo 45 (Interventi per le misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID–19 da parte dei comuni). 78

Articolo 46 (Misure urgenti in materia di servizi postali). 79

Articolo 47 (Invitalia). 79

Articolo 48 (Misure per l’export). 80

Articolo 49 (Polo di eccellenza nell’area di crisi industriale complessa di Torino). 86

Articolo 50 (Proroga termine di consegna beni strumentali ai fini della maggiorazione dell’ammortamento). 87

Articolo 51 (Programmi di esecuzione delle procedure di amministrazione straordinaria)  87

Articolo 52 (Interventi urgenti per la salvaguardia della liquidità delle imprese dell’aerospazio). 87

Articolo 53 (Imprese beneficiarie di aiuti di Stato illegali non rimborsati). 89

Articoli da 54 a 64 (Aiuti alle imprese concessi in attuazione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato). 90

Articolo 65 (Esonero temporaneo contributi Anac). 91

Articolo 66 (Disposizioni in materia di dispositivi di protezione individuale). 92

Articolo 67 (Incremento Fondo terzo settore). 93

Articolo 68 (Modifiche all’articolo 19 del DL 18/2020 in materia di CIGO e assegno ordinario). 94

Articolo 69 (Trattamento ordinario di integrazione salariale per aziende in Cassa integrazione straordinaria). 98

Articolo 70 (Cassa integrazione in deroga). 100

Articolo 71 (Ulteriore finanziamento delle integrazioni salariali). 103

Articolo 72 (Misure in materia di specifici congedi per i lavoratori) 105

Articolo 73 (Misure in materia in materia di permessi retribuiti ex articolo 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104). 106

Articolo 74 (Disposizioni in materia di tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato). 107

Articoli 75 e 84 (Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica) 109

Articolo 76 (Sospensione delle misure di condizionalità per l'attribuzione di alcune prestazioni). 112

Articolo 77 (Contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari in favore di enti del terzo settore). 113

Articolo 78 (Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19). 113

Articolo 79 (Modifiche all’articolo 45 del D.L. n. 18/2020 in materia di personale addetto ai lavori necessari al ripristino del servizio elettrico). 115

Articolo 80 (Licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo) 115

Articolo 81 (Modifiche all’articolo 103 del DL 18/2020). 116

Articolo 82 (Reddito di emergenza). 116

Articolo 83 (Sorveglianza sanitaria). 118

Articolo 85 (Indennità per i lavoratori domestici) 120

Articolo 86 (Divieto di cumulo tra indennità). 121

Articolo 87 (Utilizzo risorse residue per trattamenti di integrazione salariale in deroga)  121

Articolo 88 (Fondo nuove competenze). 122

Articolo 89 (Norme in materia di fondi sociali e servizi sociali). 123

Articolo 90 (Diritto al lavoro agile). 123

Articolo 91 (Formazione a distanza e conservazione della validità dell’anno scolastico o formativo). 124

Articolo 92 (Disposizioni in materia di NASPI E DIS-COLL). 125

Articolo 93 (Disposizione in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine). 126

Articolo 94 (Promozione del lavoro agricolo). 127

Articolo 95 (Riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro). 129

Articolo 96 (Noleggio autovetture per vigilanza sul lavoro). 130

Articolo 97 (Semplificazioni relative alle prestazioni del Fondo di garanzia per il TFR)  131

Articolo 98 (Disposizioni in materia di lavoratori sportivi) 131

Articolo 99 (Osservatorio del mercato del lavoro). 133

Articolo 100 (Avvalimento Comando dei Carabinieri per la tutela del Lavoro). 134

Articolo 101 (Spese per acquisto di beni e servizi Inps). 135

Articolo 102 (Spese per acquisto di beni e servizi Inail). 135

Articolo 103 (Emersione di rapporti di lavoro). 136

Articolo 104 (Assistenza e servizi per la disabilità)). 143

Articolo 105 (Finanziamento dei centri estivi 2020 e contrasto alla povertà educativa)  144

Articolo 106 (Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali). 145

Articolo 107 (Reintegro Fondo di Solidarietà Comunale a seguito dell’emergenza alimentare) 146

Articolo 108 (Anticipazione delle risorse in favore di province e città metropolitane)  146

Articolo 109 (Prestazioni sociosanitarie e socioassistenziali individuali da parte delle pubbliche amministrazioni). 148

Articolo 110 (Rinvio dei termini di approvazione del bilancio consolidato). 149

Articolo 111 (Fondo per l’esercizio delle funzioni delle Regioni e delle province autonome)  150

Articolo 112 (Fondo comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza e comuni dichiarati zona rossa). 151

Articolo 113 (Semplificazione procedure di adesione alla rinegoziazione mutui degli enti locali). 151

Articolo 114 (Differimento dei termini per la realizzazione del piano pluriennale di interventi di messa in sicurezza). 152

Articoli 115, 116, 117, commi 5-11, e 118 (Fondo di liquidità per il pagamento dei debiti commerciali degli enti territoriali). 153

Articolo 117, commi 1-4 (Anticipo del finanziamento sanitario corrente e di pagamento dei debiti degli enti sanitari). 155

Articolo 119 (Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici). 157

Articolo 120 (Credito d'imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro). 162

Articolo 121 (Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d’imposta cedibile). 163

Articolo 122 (Cessione dei crediti d’imposta riconosciuti da provvedimenti per  l’emergenza COVID-19). 164

Articolo 123 (Soppressione delle clausole di salvaguardia in materia di IVA e accisa)  165

Articolo 124 (Riduzione aliquota IVA). 166

Articolo 125 (Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione) 167

Articoli 126 e 127 (Proroga termini di ripresa della riscossione di versamenti sospesi)  168

Articolo 128 (Salvaguardia del bonus 80 euro e del trattamento integrativo di cui all'articolo 1 del DL 3 del 2020). 170

Articolo 129 (Disposizioni in materia di rate di acconto per il pagamento dell’accisa sul gas naturale e sull’energia elettrica) 170

Articolo 130 (Differimento di alcuni adempimenti in materia di accisa). 171

Articolo 131 (Rimessione in termini per i versamenti in materia di accisa). 176

Articolo 132 (Disposizioni in materia di pagamenti dell’accisa sui prodotti energetici)  176

Articolo 133, comma 1, lettera a) (Differimento dell’efficacia delle disposizioni in materia di imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego). 177

Articolo 133, comma 1, lett. b) (Imposta sul consumo delle bevande edulcorate). 178

Articolo 134 (Disciplina dell’IVAFE). 179

Articolo 135 (Disposizioni in materia di giustizia tributaria e contributo unificato) 179

Articolo 136 (Incentivi per gli investimenti nell’economia reale). 180

Articolo 137 (Proroga della rideterminazione del costo d’acquisto dei terreni e delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati). 182

Articolo 138 (Allineamento dei termini di approvazione delle tariffe e delle aliquote TARI e IMU con il bilancio di previsione 2020). 183

Articolo 139 (Promozione dell’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti)  184

Articolo 140 (Memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri)  184

Articolo 141 (Lotteria dei corrispettivi). 186

Articolo 142 (Precompilata IVA). 187

Articolo 143 (Rinvio della procedura automatizzata di liquidazione dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche). 188

Articolo 144 (Controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni). 189

Articolo 145 (Sospensione della compensazione tra credito d’imposta e debito iscritto a ruolo) 189

Articolo 146 (Indennità requisizione strutture alberghiere) 190

Articolo 147 (Incremento del limite annuo dei crediti compensabili tramite modello F24)  190

Articolo 148 (Modifiche alla disciplina degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA))  191

Articolo 149 (Sospensione di versamenti). 193

Articolo 150 (Ripetizione dell’indebito su prestazioni e retribuzioni assoggettate a ritenute alla fonte). 193

Articolo 151 (Differimento della sospensione delle notifiche di provvedimenti di sospensione di licenze e autorizzazioni). 194

Articolo 152 (Sospensioni dei pignoramenti dell’agente della riscossione su stipendi e pensioni). 195

Articolo 153 (Sospensione delle verifiche ex art. 48-bis DPR n. 602 del 1973). 196

Articolo 154 (Proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione)  197

Articolo 155 (Integrazione del contributo a favore di Agenzia delle entrate -Riscossione per il triennio 2020-2022). 200

Articolo 156 (Accelerazione delle procedure di riparto del cinque per mille per l’esercizio finanziario 2019). 201

Articolo 157 (Proroga dei termini al fine di favorire la graduale ripresa delle attività economiche e sociali). 201

Articolo 158 (Cumulabilità della sospensione dei termini processuali e della sospensione nell’ambito del procedimento di accertamento con adesione). 202

Articolo 159 (Ampliamento della platea dei contribuenti che si avvalgono del modello 730)  203

Articolo 160 (Iscrizione al catasto edilizio urbano dei fabbricati rurali ubicati nei comuni colpiti dal sisma 2016 e 2017). 203

Articolo 161 (Proroga del pagamento dei diritti doganali). 204

Articolo 162 (Rateizzazione del debito di accisa). 204

Articolo 163 (Proroga in materia di tabacchi). 205

Articolo 164 (Valorizzazione del patrimonio immobiliare). 205

Articoli da 165 a 167 (Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione). 206

Articolo da 168 a 175 (Ordinato svolgimento delle procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche di ridotte dimensioni). 207

Articolo 176 (Tax credit vacanze). 209

Articolo 177 (Esenzioni dall’imposta municipale propria-IMU per il settore turistico)  211

Articolo 178 (Fondo turismo). 211

Articolo 179 (Promozione turistica in Italia). 213

Articolo 180 (Ristoro ai Comuni per la riduzione di gettito dell’imposta di soggiorno e altre disposizioni in materia). 214

Articolo 181 (Sostegno delle imprese di pubblico esercizio). 215

Articolo 182 (Ulteriori misure di sostegno per il settore turistico) 216

Articolo 183 (Misure per il settore cultura). 218

Articolo 184 (Fondo Cultura). 222

Articolo 185 (Sostegno di artisti, interpreti ed esecutori) 224

Articolo 186 (Credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari). 225

Articolo 187 (Regime di forfettizzazione delle rese dei giornali) 226

Articolo 188 (Credito d’imposta per l’acquisto della carta dei giornali). 226

Articolo 189 (Bonus una tantum edicole). 227

Articolo 190 (Credito d’imposta per i servizi digitali). 228

Articolo 191 (Procedura straordinaria per l’accesso ai contributi diretti per l’editoria)  228

Articolo 192 (Differimento termine per procedura di riequilibrio INPGI). 229

Articolo 193 (Contribuzione figurativa per giornalisti ammessi a cassa integrazione in deroga) 230

Articolo 194 (Proroga degli affidamenti dei servizi di informazione primaria). 231

Articolo 195 (Fondo emergenze emittenti locali). 231

Articolo 196 (Interventi a favore delle imprese ferroviarie). 232

Articolo 197 (Marebonus e Ferrobonus). 234

Articolo 198 (Istituzione fondo compensazione danni settore aereo). 234

Articolo 199 (Disposizioni in materia di lavoro portuale e di trasporti marittimi). 235

Articolo 200 (Trasporto pubblico locale). 238

Articolo 201 (Incremento Fondo salva-opere). 239

Articolo 202 (Trasporto aereo). 240

Articolo 203 (Trattamento economico minimo personale del trasporto aereo). 244

Articolo 204 (Incremento dotazione del Fondo di solidarietà per il settore aereo). 244

Articolo 205 (Collegamento marittimo con le isole maggiori e minori). 246

Articolo 206 (Ripristino e messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25). 246

Articolo 207 (Disposizioni urgenti per la liquidità delle imprese appaltatrici). 247

Articolo 208 (Formazione personale del settore ferroviario) 248

Articolo 209 (Servizi di motorizzazione e personale dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche). 252

Articolo 210 (Disposizioni in materia di autotrasporto). 255

Articolo 211 (Funzionalità del Corpo delle Capitanerie di Porto e sinergie produttive nei comprensori militari). 256

Articolo 212 (Rinnovo parco mezzi destinato ai servizi di trasporto pubblico urbano nel Comune di Taranto). 259

Articolo 213 (Finanziamento del sistema bus rapidtransit). 259

Articolo 214 (Contributo straordinario a compensazione dei minori incassi ANAS e delle imprese esercenti attività di trasporto ferroviario). 261

Articolo 215 (Misure di tutela per i pendolari di trasporto ferroviario e TPL). 263

Articolo 216 (Disposizioni in materia di impianti sportivi). 263

Articolo 217 (Costituzione del Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale)  265

Articolo 218 (Disposizioni processuali eccezionali per provvedimenti relativi a competizioni e campionati). 266

Articolo 219 (Ripristino della funzionalità delle strutture dell’amministrazione della giustizia e risorse per il lavoro straordinario) 267

Articolo 220 (Disposizioni urgenti in materia di Fondo unico giustizia). 270

Articolo 221 (Modifiche all’art. 83 del DL n. 18/2020). 271

Articolo 222 (Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi). 272

Articolo 223 (Contenimento produzione e miglioramento della qualità). 272

Articolo 224 (Misure in favore della filiera agroalimentare). 273

Articolo 225 (Mutui dei consorzi di bonifica). 275

Articolo 226 (Fondo emergenza alimentare). 275

Articolo 227 (Sostegno alle zone economiche ambientali). 276

Articolo 228 (Misure urgenti in materia di valutazione di impatto ambientale). 277

Articolo 229 (Misure per incentivare la mobilità sostenibile). 278

Articolo 230 (Incremento posti concorsi banditi). 281

Articolo 231 (Svolgimento in condizioni di sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021)  283

Articolo 232 (Edilizia scolastica). 286

Articolo 233 (Sostegno economico al sistema integrato da zero a sei anni). 288

Articolo 234 (Misure per il sistema informativo per il supporto all’istruzione scolastica)  289

Articolo 235 (Fondo per l'emergenza epidemiologica da COVID-19 presso il Ministero dell’istruzione). 290

Articolo 236 (Misure a sostegno delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca). 291

Articolo 237 (Svolgimento degli esami di stato di abilitazione all'esercizio delle professioni ed in materia di specializzazioni di area sanitaria). 295

Articolo 238 (Piano di investimenti straordinario nell’attività di ricerca). 297

Articolo 239 (Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione). 300

Articolo 240 (Misure organizzative per gli uffici di livello dirigenziale generale del Ministero dell'interno­ Dipartimento della Pubblica Sicurezza) 301

Articolo 241 (Utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il contrasto all’emergenza Covid-2019). 302

Articolo 242 (Fondi strutturali europei). 303

Articolo 243 (Incremento del Fondo di sostegno alle attività economiche nelle aree interne a seguito dell’emergenza Covid-19). 305

Articolo 244 (Credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno). 306

Articolo 245 (Misura di sostegno al fabbisogno di circolante dei beneficiari di “Resto al Sud”) 307

Articolo 246 (Sostegno al Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno). 308

Articolo 247 (Procedure concorsuali della Commissione RIPAM). 309

Articolo 248 (Reclutamento della Commissione RIPAM per il personale delle pubbliche amministrazioni). 310

Articolo 249 (Modalità decentrata e telematica per le procedure concorsuali delle pubbliche amministrazioni). 311

Articolo 250 (Scuola nazionale dell’amministrazione e concorsi degli enti pubblici di ricerca) 312

Articolo 251 (Modalità straordinarie di svolgimento dei concorsi pubblici presso il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità). 313

Articolo 252 (Misure urgenti per lo svolgimento di concorsi per il personale del Ministero della giustizia). 315

Articolo 253 (Misure urgenti in tema di concorso per magistrato ordinario) 316

Articolo 254 (Misure urgenti in tema di concorso notarile ed esame di abilitazione all’esercizio della professione forense). 316

Articolo 255 (Misure straordinarie per procedimenti giudiziari pendenti) 317

Articolo 256 (Misure straordinarie per la definizione dell’arretrato penale presso le Corti di appello). 320

Articolo 257 (Modalità decentrata e telematica per le procedure concorsuali relative al personale della Corte dei conti). 322

Articolo 258 (Semplificazione di procedure assunzionali e formative del Corpo nazionale dei vigili del fuoco). 323

Articolo 259 (Procedure concorsuali per Forze Armate, Forze di polizia e Corpo nazionale dei vigili del fuoco). 325

Articolo 260 (Corsi di formazione per Forze Armate, Forze di polizia e Corpo nazionale dei vigili del fuoco). 327

Articolo 261 (Procedure assunzionali del Dipartimento della protezione civile. 328

Articolo 262 (Procedure assunzionali del Ministero dell’economia e delle finanze)  330

Articolo 263 (Disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile)  331

Articolo 264 (Liberalizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi in relazione all’emergenza COVID-19). 332

Articolo 265, commi 1-2 (Disposizioni finanziarie e risultati differenziali di bilancio)  333

Articolo 265, comma 3 (Interessi passivi derivanti dal ricorso all’indebitamento). 334

Articolo 265, comma 4 (Incremento livello finanziamento SSN). 335

Articolo 265, commi 5 e 6 (Fondo esigenze indifferibili e Fondo attualizzazione contributi pluriennali). 337

Articolo 265, comma 7 (Copertura finanziaria). 337

Articolo 265, commi 8-12 (Monitoraggio delle risorse e gestione dei fondi Ue). 340

Articolo 265, commi 13 e 14 (Modifiche alla legge n. 160 del 2019). 341

Articolo 265, comma 15 (Intervento sul fondo investimenti delle amministrazioni centrali)  341

 


Informazioni sul provvedimento

A.C.

2500

Titolo:

Conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Iniziativa:

governativa

Iter al Senato

No

Relazione tecnica

(RT):

presente

Relatori per la

Commissione:

Marattin, Melilli, Misiti

 

Gruppi:

 

Commissione competente:

IV, PD, M5S

 

V (Bilancio)

 

 

PREMESSA

Il disegno di legge dispone la conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19, assegnato alla V Commissione in sede referente.

È oggetto della presente nota il testo iniziale del provvedimento.

Il provvedimento è corredato di relazione tecnica, cui è allegato un prospetto riepilogativo degli effetti finanziari.

Si esaminano di seguito le disposizioni considerate dalla relazione tecnica nonché le altre disposizioni che presentano profili di carattere finanziario.

Nelle schede che seguono vengono riportati, per ciascun articolo, gli effetti ascritti dal prospetto riepilogativo a ciascuna norma e le osservazioni inerenti i profili di quantificazione e/o quelli di copertura finanziaria.

La descrizione delle norme e della relazione tecnica è limitata solo a taluni casi di maggiore complessità; negli altri i contenuti normativi e della relazione tecnica rilevanti ai fini della verifica delle quantificazioni sono richiamati in estrema sintesi all’inizio di ciascuna osservazione.

Per una descrizione di maggior dettaglio delle norme si rinvia alla parte I del presente dossier, contenente le schede di lettura, mentre per la lettura integrale della relazione tecnica, si rinvia al testo della stessa pubblicato a corredo dello stampato del disegno di legge di conversione, presentato alla Camera in prima lettura.

Si richiama, in via preliminare, per il suo rilievo trasversale ai fini della valutazione delle risorse stanziate per ciascuno degli interventi, la disposizione recata dall’articolo 265, comma 8, in base al quale le risorse destinate a ciascuna delle misure previste dal decreto in esame sono soggette ad un monitoraggio effettuato dal Ministero dell’economia e delle finanze. Il Ministro, sulla base degli esiti del monitoraggio e al fine di ottimizzare l’allocazione delle risorse disponibili, è autorizzato ad apportare con propri decreti, sentito il Ministro competente, le occorrenti variazioni di bilancio provvedendo a rimodulare le predette risorse tra le misure previste dal presente decreto, ad invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica.

Una previsione analoga era stata già introdotta nel DL 18/2020 (“cura Italia”, art. 126). Si fa presente in proposito che nel parere espresso sul decreto legge 34 in esame dal Comitato per la legislazione il 27 maggio scorso, è contenuta la seguente condizione, formulata per la conformità ai parametri stabiliti dagli articoli 16-bis e 96-bis del Regolamento della Camera: “provveda la Commissione di merito ad approfondire, anche alla luce del vigente sistema delle fonti, l’effettiva necessità della disposizione contenuta nell’articolo 265, comma 8, procedendo, nel caso in cui la disposizione sia ritenuta necessaria, ad inserire l’espressione di un parere parlamentare “forte” (ad esempio attraverso la procedura del “doppio parere” parlamentare) sugli schemi di decreto previsti nonché ad introdurre la medesima procedura anche per la disposizione contenuta nell’articolo 126, comma 7, del decreto-legge n. 18 del 2020”.

 

EFFETTI FINANZIARI QUANTIFICATI DAL PROSPETTO RIEPILOGATIVO

Il prospetto riepilogativo ascrive complessivamente al decreto legge in esame i seguenti effetti ai fini dei saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

 

 

Effetti netti sui saldi

?154.737,3

?26.121,5

?34.342,0

?68.457,6

?26.119,9

?34.487,8

?55.319,8

?26.077,9

?34.649,8

 

Il provvedimento utilizza il maggiore indebitamento richiesto dal Governo con la Relazione presentata, ai sensi dell’art. 6 della legge n. 243/2012, contestualmente alla presentazione del DEF 2020 ed autorizzato con l'approvazione, il 29 e il 30 aprile scorso, a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna delle due Camere, della Risoluzione n. 6/00107 della Camera dei deputati e della Risoluzione n. 6/00106 del Senato.

Si ricorda che, con la predetta Relazione, il Governo ha chiesto l’autorizzazione a ricorrere a maggiore indebitamento per 55 miliardi di euro nell'anno 2020, 24,85 miliardi nel 2021, 32,75 miliardi nel 2022, 33,05 miliardi nel 2023, 33,15 miliardi di euro nel 2024, 33,25 miliardi di euro dal 2025 al 2031 e 29,2 miliardi dal 2032.

A tali importi si aggiungono quelli autorizzati per gli oneri del servizio del debito derivante dagli effetti delle misure da adottare, indicati nella Relazione in 0,33 miliardi di euro nel 2020 e 1,45 miliardi di euro nel 2021, 2,15 miliardi nel 2022, 2,95 miliardi nel 2023, 3,85 miliardi nel 2024, 4,75 miliardi nel 2025, 5,35 miliardi nel 2026, 5,6 miliardi nel 2027, 5,85 miliardi nel 2028, 6,05 miliardi nel 2029, 6,2 miliardi nel 2030 e 6,4 miliardi dal 2031.

L’effetto sul fabbisogno delle amministrazioni pubbliche è stato previsto pari a 65 miliardi di euro nel 2020, 25 miliardi nel 2021 e pari all’indebitamento netto in ciascuno degli anni successivi.

Sul saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato, in termini di competenza e in termini di cassa, gli effetti del decreto sono stati indicati in 155 miliardi nel 2020, 25 miliardi nel 2021 e risultano pari a quelli indicati in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in ciascuno degli anni successivi.

 

Gli effetti scontati nel prospetto riepilogativo, con riferimento al triennio 2020-2022, appaiono coerenti con la richiamata autorizzazione parlamentare. Con esclusivo riferimento al saldo di fabbisogno per l’esercizio 2020, gli effetti del decreto legge eccedono lo scostamento autorizzato: pertanto il provvedimento utilizza, ai sensi dell’art. 265, comma 1 (alla cui scheda si rinvia), una quota pari a 3.340 milioni di euro del margine disponibile, in termini di fabbisogno, risultante per effetto del decreto-legge n. 18 del 2020 rispetto al ricorso all’indebitamento autorizzato l’11 marzo 2020 con le risoluzioni di approvazione della precedente Relazione al Parlamento, e della relativa Integrazione.

Essendo il prospetto riepilogativo allegato al provvedimento in esame limitato al triennio 2020-2022, ai fini di una ricostruzione, in base alle indicazioni della relazione tecnica, degli impatti annui sui saldi per gli esercizi successivi al 2022 e del raffronto con il maggior indebitamento autorizzato per ciascun esercizio, sarebbe opportuno disporre anche del quadro delle proiezioni ultratriennali degli importi contenuti nel predetto prospetto riepilogativo.

In ordine ai predetti profili si rinvia anche al Dossier dei Servizi di documentazione del Senato e della Camera (Documentazione di finanza pubblica n. 14 del maggio 2020), relativo a “Decreto legge “rilancio”: effetti sui saldi di finanza pubblica e conto risorse e impieghi”.

 

VERIFICA DELLE QUANTIFICAZIONI

 

Articolo 1
(Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Incremento livello finanziamento  SSN

1.256,63

 

 

1.256,63

 

 

1.256,63

 

 

Maggiori entrate contributive

 

Indennità personale infermieristico SSN- effetti riflessi

 

 

 

4,85

 

 

4,85

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma dispone che, per l’anno 2020, le regioni e le province autonome, al fine di rafforzare l’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale, necessaria a fronteggiare l’emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-Cov-2  dovranno predisporre specifici piani regionali di potenziamento dell’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale da recepire nei Programmi operativi regionali per la gestione dell’emergenza Covid-19, previsti dal decreto legge 18/2020 “Cura Italia”. Le regioni e le province autonome dovranno organizzare inoltre le attività di sorveglianza attiva e di monitoraggio presso le residenze sanitarie assistite e le altre strutture residenziali, anche garantendo la collaborazione e la consulenza di medici specialisti in relazione alle esigenze di salute delle persone assistite, con le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Al fine di consentire la realizzazione degli interventi previsti dall’articolo in esame è incrementato, per l'anno 2020, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per un importo complessivo di 1.256.633.983 euro.

La relazione tecnica, cui si rinvia per i dati di dettaglio dei singoli settori di spesa, espone la seguente tabella riassuntiva degli interventi previsti dall’articolo in esame:

 

(euro)

Fonte: RT

 

Per l’anno 2020 la disposizione prevede il corrispondente incremento del livello del finanziamento del SSN alla cui copertura finanziaria si provvede ai sensi dell’articolo 265. A decorrere dall’anno 2021, le regioni provvedono a valere sul livello finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l’anno di riferimento.

Si evidenzia in primo luogo che la relazione tecnica quantifica i costi da sostenere per il potenziamento delle strutture territoriali sulla base delle evidenze statistiche relative alla percentuale di ospedalizzazione dei pazienti e sulla necessità di somministrare le cure adeguate (ospedaliere o domiciliari). In proposito non si hanno osservazioni da formulare sulla base dei dati forniti dalla RT. Con riferimento agli oneri pluriennali che si verificherebbero a decorrere dal 2021, si osserva che a fronte di un aumento della spesa sanitaria previsto dalla norma in esame, l’articolo 265, comma 4 del provvedimento in esame, dispone un incremento delle risorse da destinare al finanziamento del SSN inferiore rispetto agli impegni di spesa previsti e quantificati dalla RT. Sul punto appare necessario acquisire ulteriori elementi di valutazione (si rinvia in proposito alla scheda relativa all’art. 265, co. 4).

 

Articolo 2
(Riordino della rete ospedaliera in emergenza COVID-19)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Somme trasferite sulla contabilità speciale del “Commissario straordinario per il contrasto dell’emergenza COVID-19

1.467,49

 

 

1.467,49

 

 

1.467,49

 

 

Maggiori entrate contributive

 

Indennità personale infermieristico SSN- effetti riflessi

 

 

 

179,69

 

 

179,69

 

 

Maggiori spese correnti

 

Incremento livello finanziamento SSN - Unità di personale aggiuntive

430,98

 

 

430,98

 

 

430,98

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma reca misure dirette al rafforzamento strutturale della rete ospedaliera del Servizio sanitario nazionale mediante l’adozione di uno specifico piano di riorganizzazione in grado di fronteggiare in maniera adeguata le emergenze pandemiche come quella da COVID-19 in corso. Gli oneri complessivi per l’anno 2020 sono pari a euro 1.898.466.667, alla cui copertura finanziaria si provvede ai sensi dell’articolo 265 e sono così suddivisi.

1.      L’importo di 1.467,49 milioni di euro destinato ai seguenti interventi:

·        incremento strutturale posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva (circa 1.262,2 milioni di euro);

·        realizzazione di una separazione strutturale dei percorsi di accesso e cura dei pazienti (192,7 milioni di euro);

·        implementazione dei mezzi di soccorso dedicati ai trasferimenti secondari dei pazienti COVID (12,6 milioni di euro).

Le norme dispongono che il predetto importo di 1,467 miliardi per il 2020 sia trasferito al Commissario straordinario per il contrasto COVID-19 che è autorizzato a delegare i propri poteri ai Presidenti delle regioni e province autonome, allo scopo di garantire la massima celerità negli interventi di potenziamento della rete ospedaliera.

2.      L’importo di 430,98 milioni di euro destinato ai seguenti interventi:

·        assunzione personale per i mezzi di soccorso (51,975 milioni di euro):

·        incremento risorse per incentivi al personale (190 milioni di euro);

·        risorse per ulteriori assunzioni personale terapie intensive (189 milioni di euro).

A tale fine, è conseguentemente incrementato, per l'anno 2020, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per un importo di 430,98. Al finanziamento di cui al presente comma accedono tutte le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente, sulla base delle quote di accesso al fabbisogno sanitario indistinto corrente.

La relazione tecnica, cui si rinvia per i dati di dettaglio dei singoli settori di spesa, espone la seguente tabella riassuntiva degli interventi previsti dall’articolo in esame:

(euro)

Fonte: RT

 

Le norme dispongono che gli oneri a regime dall’anno 2021, pari a 372.085.250, siano posti a valere sul livello finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l’anno di riferimento.

Con riferimento alle spese relative all’assunzione di personale da destinare alle terapie intensive appare necessario un chiarimento circa la stima dell’onere che per l’anno 2020 è limitato a 3,5 mesi. L’onere complessivo pari a 189 milioni di euro per il 2020 è infatti ottenuto moltiplicando l’onere mensile (pari a 54 milioni di euro) per 3,5 mesi.   Diversamente l’onere a regime, a decorrere dal 2021, seppure parametrato ad un fabbisogno ridotto del 40% di posti letto, è considerato per tutti i 12 mesi dell’anno.

Inoltre, con riferimento agli oneri pluriennali che si verificherebbero a decorrere dal 2021, si osserva che l’articolo 265, comma 4, del provvedimento in esame, dispone un incremento delle risorse da destinare al finanziamento del SSN inferiore rispetto al complesso degli impegni di spesa previsti e quantificati dalla RT relativi all’articolo in esame e al precedente articolo 1. Sul punto, nel richiamare le considerazioni già svolte con riferimento all’articolo 1, si rinvia alla scheda relativa all’art. 265, comma 4. 

 

Articolo 3
(Incarichi a tempo determinato ai medici in formazione specialistica)

Il prospetto riepilogativo non considera la norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’art. 3, sostituendo il comma 5 dell’art. 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, conferma la possibilità di conferimento degli incarichi a tempo determinato anche ai medici specializzandi iscritti regolarmente all'ultimo e penultimo anno di corso della scuola di specializzazione modificando la durata: si prevede infatti che gli incarichi possano essere conferiti per una durata di 6 mesi (anziché un anno), prorogabili, previa definizione dell'accordo[1] e in ragione del perdurare dello stato di emergenza, sino al 31 dicembre 2020.

Si ricorda che l’articolo 2-ter del decreto-legge n. 18/2020 ha previsto la possibilità per le aziende e gli enti del SSN, verificata l'impossibilità di utilizzare personale già in servizio durante la vigenza dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, di conferire incarichi individuali a tempo determinato.  Il comma 2 (non modificato dalla norma in esame) dispone che gli incarichi hanno la durata di un anno e non sono rinnovabili. I predetti incarichi, qualora necessario, possono essere conferiti anche in deroga, limitatamente alla spesa gravante sull'esercizio 2020, ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale, nei limiti delle risorse complessivamente indicate per ciascuna regione con il decreto direttoriale del MEF 10 marzo 2020 (che ha ripartito le risorse incrementali di cui all’articolo 18 del decreto legge n. 18/2020  pari a 660 milioni di euro destinate alla finalità in oggetto per l’anno 2020). Per la spesa relativa all'esercizio 2021 si provvede nei limiti previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale. Il comma 5 (previgente), in particolare, ha previsto che detti incarichi possano essere conferiti anche ai medici specializzandi iscritti regolarmente all’ultimo e al penultimo anno di corso della scuola di specializzazione. I medici specializzandi restano iscritti alla scuola di specializzazione universitaria e continuano a percepire il trattamento economico previsto dal contratto di formazione specialistica, integrato dagli emolumenti corrisposti in proporzione all'attività lavorativa svolta.

La relazione tecnica afferma che la disposizione reca modifiche di natura ordinamentale e, pertanto, non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Infatti, secondo la RT, gli incarichi in oggetto sono già finanziati per il 2020 nell’ambito delle risorse aggiuntive - rispetto al fabbisogno standard del SSN - previste dall’art. 18 del D.L. n. 18/2020 e, essendo limitati al 2020, non producono effetti sul 2021.

In proposito, andrebbero acquisiti chiarimenti circa gli effetti finanziari connessi agli incarichi già stipulati in forza della normativa previgente, che consentiva il conferimento di incarichi di durata annuale. A tale riguardo si rammenta che l’articolo 2-ter, comma 2, del decreto legge n. 18/2020, in relazione alla disciplina di conferimento degli incarichi individuali, dispone che per la spesa relativa all'esercizio 2021 si provveda nei limiti previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale. Sul punto andrebbero forniti elementi di valutazione.

 

Articolo 4
(Misure per l’avvio di specifiche funzioni assistenziali per l’emergenza COVID-19)

Il prospetto riepilogativo non ascrive effetti sui saldi di finanza pubblica alle norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma disciplina il riconoscimento alle strutture sanitarie inserite nei piani per incrementare la dotazione dei posti letto in terapia intensiva, di una remunerazione per una specifica funzione assistenziale per i maggiori costi correlati all’allestimento dei reparti ed alla gestione dell’emergenza. La definizione delle modalità di determinazione di tale remunerazione, limitatamente al periodo dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 (vale a dire fino al 31 luglio 2020), è rimessa ad un decreto del Ministro della salute previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni, in modo da garantire la compatibilità con il finanziamento per il Servizio sanitario nazionale per l’anno 2020 e con le risorse previste per l’attuazione dell’articolo 3, comma 6, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.

Si ricorda che il comma 6 dell’articolo 3 del D.L. 18/2020, per l’attuazione dei commi 1 e 2 (concernenti la stipula di accordi con le strutture sanitarie), ha autorizzato la spesa complessiva di 240.000.000 euro per l'anno 2020 e per l’attuazione del comma 3 (concernente la messa a disposizione di locali e personale da parte delle strutture sanitarie), ha autorizzato la spesa di 160.000.000 euro per l’anno 2020. Al relativo onere si provvede a valere sul finanziamento sanitario corrente stabilito per il medesimo anno. Al relativo finanziamento accedono tutte le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente, sulla base delle quote d’accesso al fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l'anno 2019.

Il riconoscimento di tale remunerazione può avvenire anche in deroga al limite di spesa di cui all’articolo 45, comma 1-ter, del decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124.

Si ricorda che l’articolo 45, comma 1-ter del decreto-legge n. 124/2019 (Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili) ha modificato il limite di spesa, previsto dalla normativa previgente, da applicare ai contratti e agli accordi vigenti nell'esercizio 2012 per l'acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati per l'assistenza specialistica ambulatoriale e per l'assistenza ospedaliera, che viene rideterminato a decorrere dal 2020 nel valore della spesa consuntivata nell’anno 2011. Si ricorda che l’articolo 15, comma 14, del decreto legge n. 95/2012 (c.d. “DL spending review”) dispone l’applicazione della riduzione dell'importo e dei corrispondenti volumi d'acquisto in misura determinata dalla regione o dalla provincia autonoma, tale da ridurre la spesa complessiva annua, rispetto alla spesa consuntivata per l'anno 2011, dello 0,5 per cento per l'anno 2012, dell'1 per cento per l'anno 2013 e del 2 per cento a decorrere dall'anno 2014.

Viene abrogato l’articolo 32 del D.L. 23/2020, che disciplina la stessa materia, in quanto con l’intervento in esame si è estesa la disciplina anche agli enti del Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo 19, lettera c), della legge n. 118/2011, compatibilmente con il fabbisogno sanitario riconosciuto per l’anno 2020, vale a dire: alle aziende sanitarie locali, alle aziende ospedaliere, agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazioni, alle aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale.

La relazione tecnica afferma che la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri, in quanto il decreto interministeriale che stabilisce le modalità per la determinazione del riconoscimento della funzione assistenziale e dell’incremento tariffario dovrà essere predisposto nei limiti del finanziamento sanitario previsto per l’anno 2020, come incrementato ai sensi dell’articolo 18 del decreto legge 18/2020.

Si ricorda che l’articolo 18 del decreto-legge n. 18/2020 incrementa il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato di 1.410 milioni di euro per l’anno 2020.

In proposito, si fa presente che, analogamente a quanto previsto dall’articolo 32 del decreto-legge n. 23/2020, le modalità di determinazione della specifica funzione assistenziale e dell’incremento tariffario sono demandate ad un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che dovrà garantire la compatibilità con le risorse previste per l’attuazione dell’articolo 3, comma 6, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18. L’invarianza finanziaria di tale meccanismo è pertanto affidata ad una procedura che rinvia ad una fonte subordinata gli elementi essenziali per la definizione della spesa in questione.

Pertanto né dalla norma né dalla relazione tecnica è possibile desumere elementi idonei a determinare, in sede di verifica parlamentare delle quantificazioni, l’effettiva neutralità delle disposizioni in esame. In proposito appare quindi opportuno acquisire elementi di valutazione del Governo.

 

Articolo 5
(Incremento delle borse di studio degli specializzandi)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Incremento livello finanziamento Stato del fabbisogno sanitario nazionale standard per borse di studio per contratti di formazione specialistica dei medici

105,00

105,00

109,20

105,00

105,00

109,20

105,00

105,00

109,20

Maggiori tributarie/contributive

 

Incremento livello finanziamento Stato del fabbisogno sanitario nazionale standard per borse di studio per contratti di formazione specialistica dei medici - effetti riflessi

 

 

 

50,93

50,93

52,96

50,93

50,93

52,96

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo in esame, al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici di cui all’articolo 37 del D.lgs. n. 368/1999, autorizza l'ulteriore spesa di 105 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 109,2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. A tale fine, viene conseguentemente incrementato, per i medesimi anni, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 265. La norma non individua un contingente numerico, fisso o massimo, di specializzandi.

La relazione tecnica precisa che i maggiori oneri sono pari a 105 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 tenuto conto del costo annuo lordo di una borsa di studio (pari a 25.000 euro) per 4.200 specializzandi e di 109,2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024 tenuto conto del maggior costo unitario della borsa di studio, pari a 26.000 euro, a partire dal terzo anno sino alla conclusione del ciclo di studi.

In proposito, non si formulano osservazioni per i profili di quantificazione dal momento che l’intervento è configurato come limite di spesa e che la disposizione non individua un contingente di contratti da concludere, con ciò consentendo l’osservanza del limite di spesa in fase applicativa. Peraltro, la relazione tecnica fornisce elementi informativi idonei a verificare la congruità dello stanziamento rispetto alla contrattualizzazione di un dato numero di specializzandi.

 

Articolo 6
(Deroga alle riduzioni di spesa per il settore informatico)

Il prospetto riepilogativo non considera le norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la disposizione prevede che al Ministero della salute non si applicano, per l’anno 2020, le riduzioni di cui all’articolo 1, commi 610 e 611, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che prevedono un obbligo di riduzione della spesa nel settore informatico. Va rammentato che la norma è stata ritenuta idonea a produrre risparmi nel medio-lungo periodo, verificabili solo a consuntivo e prudenzialmente non scontati ai fini dei saldi di finanza pubblica.

Si rileva che la relazione tecnica afferma che la norma non comporta nuovi o maggiori oneri, atteso che le risorse rese disponibili dall’esonero dall’obbligo di risparmio delle spese correnti per la gestione del settore informatico sono già appostate nei pertinenti capitoli di spesa del bilancio del Ministero della salute.

La relazione tecnica sembrerebbe quindi confermare che i tendenziali di spesa del settore non sono stati rivisti e che, pertanto, i risparmi attesi dalla razionalizzazione delle spese per informatica non sono stati scontati in attesa di essere verificati a consuntivo. Premessa l’opportunità di una conferma al riguardo, non si formulano in tal senso osservazioni, rilevando peraltro che la norma implica comunque la rinuncia a futuri risparmi, benché non contabilizzati.

 

Articolo 7
(Metodologie predittive dell’evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione)

Il prospetto riepilogativo non considera la norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo attribuisce al Ministero della salute, nell’ambito dei suoi compiti previsti dalla legislazione vigente in tema di prevenzione e cura delle malattie e di programmazione tecnico sanitaria di rilievo nazionale e regionale, il trattamento di dati personali sulla salute degli assistiti raccolti nei sistemi informativi del Servizio sanitario nazionale, nonché dati reddituali dell’interessato e del suo nucleo familiare per lo sviluppo di metodologie predittive dell’evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione. Con decreto del Ministro della salute sono individuati i dati personali, il loro trattamento, la loro acquisizione dai sistemi informativi e i tempi di conservazione dei dati trattati.

La relazione tecnica precisa il carattere ordinamentale della norma, che non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

In proposito, non vi sono osservazioni da formulare in considerazione della natura ordinamentale della norma, volta testualmente ad autorizzare ope legis operazioni di trattamento dati nel quadro di attribuzioni già sussistenti a legislazione vigente.

 

Articoli 8 e 9
(Proroga validità delle ricette limitative dei farmaci di fascia A e dei piani terapeutici)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le norme dispongono, a determinate condizioni, la proroga limitata e temporanea della validità delle ricette limitative dei farmaci di fascia A (articolo 8) e dei piani terapeutici in scadenza durante lo stato di emergenza (articolo 9). La relazione tecnica afferma che le norme hanno natura ordinamentale e non determinano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. In proposito non si hanno osservazioni da formulare.

 

Articolo 10
(Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma modifica il decreto-legge n. 18/2020. In particolare:

-         estende le iniziative di solidarietà in favore dei familiari di medici, personale infermieristico e operatori socio-sanitari già previste dall’articolo 22-bis del citato decreto legge a tutti gli esercenti le professioni sanitaria.

Si ricorda che l’articolo 22-bis del decreto legge n. 18/2020 ha istituito presso la Presidenza del Consiglio un apposito Fondo con una dotazione di 10 milioni di euro per l'anno 2020 destinato all'adozione di tali iniziative di solidarietà;

-         estende anche ai Centri riabilitativi ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale la sospensione dell’attività già disposta dall’articolo 47 del citato decreto-legge nei Centri semiresidenziali a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità.

Si ricorda che l’articolo 47 prevede che l’Azienda sanitaria locale può, d’accordo con gli enti gestori dei predetti centri, attivare interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario.

La relazione tecnica afferma che le modifiche in esame sono di natura ordinamentale che non comportano oneri per la finanza pubblica.

In proposito, non si hanno osservazioni da formulare con riferimento all’estensione degli interventi di solidarietà in considerazione del fatto che questi possono essere adottati nell’ambito delle risorse del Fondo appositamente costituito presso la Presidenza del Consiglio.

Per quanto attiene agli interventi non differibili di cui all’articolo 47, andrebbero acquisiti elementi volti a confermare che gli stessi possano essere contenuti nell’ambito delle risorse già stanziate a legislazione vigente anche alla luce dell’estensione operata dalla norma in esame.

 

Articolo 11
(Misure urgenti in materia di fascicolo sanitario elettronico)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma dispone il potenziamento e il rafforzamento del Fascicolo sanitario elettronico - FSE, (di cui all’art. 12 del D.L. n. 179/2012) finalizzato alla raccolta dei dati e dei documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito.

La relazione tecnica afferma che la disposizione in esame non comporta nuovi o ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, in quanto le implementazioni ivi previste sono attuabili, secondo la RT, nell’ambito delle risorse già stanziate per la realizzazione dell’Infrastruttura nazionale per l’interoperabilità.

La RT precisa che le risorse già stanziate per la realizzazione dell’Infrastruttura nazionale per l’interoperabilità (INI) da parte del Ministero dell’economia e delle finanze sono pari a 2,5 mln di euro (pg 3 del cap. 7585/MEF), a decorrere dall’anno 2017, ai sensi all’art. 1, comma 383 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017). Inoltre, sono stati assegnati circa 210 mln di euro complessivi per gli anni 2018-2021 derivanti dal riparto del Fondo di cui all’articolo 1, comma 1072, della legge n. 205/2017, da destinare alle regioni per l’accelerazione della digitalizzazione dei documenti clinici da inserire nel FSE (pg 4 del capitolo 7585/MEF).

In proposito, alla luce dei dati forniti dalla RT, non si hanno osservazioni da formulare nel presupposto che l’implementazione dei sistemi attualmente operativi possano essere attuati nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.

 

Articolo 12
(Accelerazione dell’acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alla norma effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma dispone che le strutture sanitarie, i medici, i medici necroscopi o altri sanitari delegati, inviino al Sistema Tessera Sanitaria del MEF i dati dell’avviso di decesso, del certificato necroscopico, della denuncia della causa di morte, dell’attestazione e della dichiarazione di nascita, esonerando i soggetti interessati dall’ulteriore invio ai Comuni di attestazioni cartacee.  Il Sistema Tessera Sanitaria rende tali dati immediatamente disponibili, senza registrarli: all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR); ai Comuni non ancora collegati all’ANPR, tramite Posta elettronica certificata (PEC); all’ISTAT.

I dati e le relative modalità tecniche di trasmissione sono definiti con uno o più decreti ministeriali.

La RT afferma che la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, tenuto conto che trattasi di accelerare dell’attuazione di quanto già previsto legislativamente dall’art. 62, comma 6, lettera c), del Codice dell’amministrazione digitale, da attuare nell’ambito delle risorse già stanziate per il Sistema TS.

Al riguardo, andrebbe confermato che l’accelerazione dell’avvio degli adempimenti a carico degli operatori sanitari, sui quali sembra gravare l’onere della comunicazione tempestiva dei dati summenzionati, possa essere attuata nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente (risorse già stanziate per il Sistema TS), le quali dovrebbero assicurare alle stesse strutture sanitarie la disponibilità di strumenti (hardware e software) per effettuare la trasmissione.

 

Articolo 13
(
Rilevazioni statistiche dell’ISTAT connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19)

Il prospetto riepilogativo non considera la norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo in esame, in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e della necessità e urgenza di disporre di statistiche ufficiali tempestive, affidabili e complete, autorizza l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), anche con altri soggetti che fanno parte o partecipano al Sistema statistico nazionale,  fino al termine dello stato di emergenza e per i dodici mesi successivi, a trattare dati personali, anche riferiti a condanne penali e reati, per effettuare rilevazioni, elaborazioni e analisi, per comprendere la situazione economica, sociale ed epidemiologica italiana (comma 1).

I trattamenti sopra indicati, riferiti a dati personali (articoli 9 e 10 del regolamento (UE) 2016/679), sono individuati con specifiche direttive del presidente dell’ISTAT adottate previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, e sono svolti nel rispetto delle pertinenti disposizioni del D.lgs. n. 196/2003 e delle Regole deontologiche (comma 2). Nelle direttive sono indicati, tra l’altro, gli scopi perseguiti, i tipi di dati e le operazioni eseguibili (comma 3). Inoltre, l’ISTAT fornisce agli interessati le informazioni di cui agli articoli 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (comma 4).

I dati trattati nell’ambito delle indagini statistiche qui descritte, privi di ogni riferimento che permetta l’identificazione diretta delle unità statistiche, possono essere comunicati, per finalità scientifiche ai soggetti indicati nella norma, e la loro diffusione è autorizzata solo in forma anonima e aggregata (comma 5).

L’ISTAT fa fronte alle attività sopra descritte con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente (comma 6).

La relazione tecnica precisa il carattere ordinamentale della norma, alle cui attività l’ISTAT provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

In proposito, si prende atto di quanto affermato dalla RT pur evidenziando che la stessa non contiene dati ed elementi di valutazione volti a verificare l’asserita neutralità finanziaria delle disposizioni.

Si ricorda in proposito che, con riguardo a norme corredate di clausole di neutralità, i predetti elementi vanno inclusi nella relazione tecnica ai sensi dell’art. 17 della legge n. 196 del 2009, in materia di contabilità e finanza pubblica.  

 

 

Articolo 14
(Rifinanziamento fondo emergenze nazionali)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 (milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese conto capitale

 

Rifinanziamento del Fondo per le emergenze nazionali

(Art. 14, co. 1)

1.500

 

 

1.500

 

 

1.500

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che il comma 1, in conseguenza del perdurare delle straordinarie esigenze connesse allo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020, incrementa il fondo per le emergenze nazionali di 1.500 milioni di euro per l’anno 2020 (di cui 1.000 milioni di euro da destinare agli interventi di competenza del commissario straordinario di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 e da trasferire sull’apposita contabilità speciale ad esso intestata). E’ previsto inoltre un meccanismo di rimodulazione delle risorse, a seguito di un monitoraggio, da attuare con decreto del Ragioniere generale dello Stato. Si osserva in primo luogo che non viene precisato in cosa consista tale rimodulazione (temporale, riallocativa, ecc.), ma viene soltanto specificato che la stessa può avvenire “anche mediante girofondi” tra la contabilità speciale e il bilancio della Presidenza del Consiglio - Dipartimento della Protezione civile: in questo caso il decreto del Ragioniere generale dello Stato può essere adottato solo su autorizzazione del Ministro dell’economia.

In proposito, pur rilevando che l’onere di cui al comma 1 è limitato alla spesa autorizzata, si evidenzia che la procedura di rimodulazione prevista -con possibile travaso di risorse tra una contabilità speciale al bilancio della Presidenza del Consiglio - rimette ad una fonte subordinata a quella legislativa la determinazione di elementi della decisione di spesa che attengono al quantum delle risorse oggetto di rimodulazione e, presumibilmente, anche alla relativa distribuzione temporale, tenuto conto che si tratta di somme per le quali non trova applicazione il criterio dell’annualità (contabilità speciale) e che non viene fissato uno specifico termine per l’adozione del relativo decreto di rimodulazione. In ordine a quanto evidenziato andrebbe acquisita la valutazione del Governo.

Inoltre il comma 4  proroga di ulteriori sei mesi i termini di scadenza degli stati di emergenza - diversi da quello dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 per il COVID-19 - già dichiarati ai sensi dell’articolo 24 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1 e delle contabilità speciali di cui all’articolo 27 del medesimo decreto legislativo, in scadenza entro il 31 luglio 2020 e non più prorogabili ai sensi della vigente normativa. Al riguardo sia la RT sia il testo affermano la neutralità della proroga, cui si dovrà provvedere nell’ambito delle risorse già stanziate a legislazione vigente. La RT indica inoltre distintamente le contabilità interessate: in proposito non si formulano pertanto osservazioni.

 

Articolo 15
(Disposizioni in materia di volontariato di protezione civile)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Incremento Fondo per il Servizio Civile Nazionale

20,00

 

 

20,00

 

 

20,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame, ai commi 1 e 2, prevedono l’incremento di 20 milioni di euro per l’anno 2020 del Fondo nazionale per il servizio civile, per garantire adeguate risorse da destinare all’assistenza delle persone più vulnerabili e alla ricostruzione del tessuto sociale a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Alla copertura dei relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 265. In proposito, non vi sono osservazioni da formulare atteso che il rifinanziamento è limitato allo stanziamento previsto e che la relazione tecnica nulla aggiunge al contenuto delle norme.

Con riferimento al comma 3, la norma specifica che le disposizioni di cui all’articolo 39, comma 5 del D. Lgs. 1/2018, relative al rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi, non si applicano ai volontari lavoratori autonomi che dichiarano di non aver svolto attività lavorativa e che percepiscono le indennità di cui all’articolo 89 del provvedimento in esame e agli articoli 27, 28, 29 e 30 del DL 18/2020. Preso atto che la RT nulla aggiunge al contenuto della norma, non vi sono osservazioni da formulare.

 

Articolo 16
(Misure straordinarie di accoglienza)

Il prospetto riepilogativo non considera la norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la norma prevede che i posti disponibili nelle strutture del Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati (SIPROIMI) di cui all'articolo 1-sexies del DL n. 416/1989, per un termine non superiore ai sei mesi successivi alla cessazione dello stato di emergenza (fino al 31 gennaio 2021), possano essere utilizzati per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.

Si evidenzia che la disposizione deroga espressamente all’articolo 1-sexies del DL n. 426/1989 che, nel testo vigente, riserva l’accoglienza nelle strutture SIPROIMI a coloro ai quali è stato riconosciuto lo status di protezione internazionale e non anche ai richiedenti lo status.

La norma prevede che all’attuazione della disposizione si provveda senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica con le risorse disponibili a legislazione vigente sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’interno  (comma 1).

La relazione tecnica afferma che dalla norma non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto il capitolo di bilancio 2352[2] presenta le necessarie disponibilità. La relazione tecnica riferisce, inoltre, che l’utilizzo delle summenzionate risorse per le finalità di cui alla presente norma non compromette lo svolgimento delle attività già finanziate a legislazione vigente, che saranno eventualmente riprogrammate per garantire i risparmi necessari per sostenere la spesa derivante dall’attuazione dell’articolo.

La relazione tecnica precisa che in via ordinaria, l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale è disposta negli appositi centri, di cui al D.lgs n. 142/2015, con oneri a carico del Ministero dell’interno. Tenuto conto che i richiedenti asilo temporaneamente accolti nelle strutture SIPROIMI possono usufruire delle sole prestazioni ad essi assicurate nei centri di accoglienza per richiedenti asilo in base al D.lgs n. 142/2015 e di cui allo schema di capitolato di appalto approvato con DM 20 novembre 2018, la RT evidenzia una sostanziale compensazione dei costi, calcolata nei termini sviluppati dalla medesima relazione tecnica. In particolare nei centri di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, di cui agli articoli 9 e 11 del D.lgs n. 142/2015, e nelle strutture SIPROIMI la media del costo pro die pro capite risulterebbe identica e sarebbe pari a circa 26,70.

Tanto premesso andrebbero forniti ulteriori dati ed elementi di valutazione volti a consentire una verifica della suddetta neutralità finanziaria con specifico riguardo al numero di richiedenti protezione che si stima di accogliere e con l’indicazione delle capacità ricettive delle strutture SIPROIMI, che, come sopra evidenziato, sono destinate istituzionalmente ad accogliere coloro ai quali è stato già riconosciuto lo status di protezione internazionale e non i soggetti richiedenti tale status.

 

Articolo 17
(Acquisizione di strutture per la gestione dell’emergenza COVID-19)

Il prospetto riepilogativo non considera le norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma integra l’articolo 6 del decreto legge n. 18/2020 che autorizza, fra l’altro, la spesa di 150 milioni di euro per il 2020 per il pagamento di indennità in conseguenza dalla requisizione in uso o in proprietà di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Si rileva, altresì, che le modifiche proposte consentono l’acquisizione, anche a titolo diverso dalla requisizione, di strutture per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare nel rispetto del limite di spesa già previsto.

La relazione tecnica afferma che la disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica in quanto viene prevista la possibilità di stipulare contratti o convenzioni per l’acquisizione, non a titolo di proprietà, degli immobili, entro i limiti di autorizzazione di spesa già prevista a legislazione vigente.

Non si hanno, pertanto, osservazioni da formulare atteso che l’attuazione delle disposizioni avverrà nell’ambito di un limite di spesa.

 

Articolo 18
(Utilizzo delle donazioni)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo modifica l’articolo 99 del DL n 18 del 2020, in materia di erogazioni liberali a sostegno del contrasto all’emergenza, prevedendo, fra l’altro, che il Dipartimento della protezione civile possa destinare somme derivanti dalla raccolta delle donazioni liberali acquisite nei conti correnti bancari al fine di provvedere al pagamento delle spese connesse alle acquisizioni di farmaci, delle apparecchiature e dei dispositivi medici e di protezione individuale, previste dal comma 1, dell’articolo 122 del medesimo DL n. 18 del 2020.

In proposito non si hanno osservazioni da formulare.

 

Articolo 19
(Funzionamento e potenziamento della Sanità militare)

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Potenziamento Sanità militare- reclutamento di personale della Marina militare, dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei carabinieri. (comma 4)

4,68

3,96

 

4,68

3,96

 

4,68

3,96

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Potenziamento Sanità militare- reclutamento di personale della Marina militare, dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei carabinieri. – effetti riflessi

(comma 4)

 

 

 

2,27

1,92

 

2,27

1,92

 

Maggiori spese correnti

 

Ulteriore potenziamento dei servizi sanitari militari e per l'acquisto di dispositivi medici e presidi sanitari mirati - spesa corrente

(comma 5)

14,49

 

 

14,49

 

 

14,49

 

 

Maggiori spese in conto capitale

 

Ulteriore potenziamento dei servizi sanitari militari e per l'acquisto di dispositivi medici e presidi sanitari mirati - spesa in conto capitale

(comma 5)

69,64

 

 

69,64

 

 

69,64

 

 

Minori spese correnti

 

Riduzione tabella A Difesa (comma 6)

 

3,96

 

 

3,96

 

 

3,96

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia preliminarmente che la norma (comma 1) dispone per il 2020 l’arruolamento in servizio temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno, di 70 ufficiali medici (di cui 30 della Marina militare, 30 dell’Aeronautica militare e 10 dell’Arma dei carabinieri) e di 100 sottufficiali infermieri (di cui 50 della Marina militare e 50 dell’Aeronautica militare) e a tal fine autorizza la spesa di euro 4.682.845 per il 2020 e di euro 3.962.407 per il 2021 (comma 4).

Viene, inoltre, autorizzata la spesa di euro 84.132.000 di euro per il 2020 per sostenere le attività e l’ulteriore potenziamento dei servizi sanitari militari (comma 5). Gli oneri derivanti dai commi 4 e 5 sono pari ad euro 88.814.845 (cui si provvede ai sensi dell’articolo 265) per il 2020 e ad euro 3.962.407 per il 2021 (cui si provvede a valere sul fondo speciale di parte corrente del Ministero della difesa) (comma 6).

Al riguardo, pur tenendo conto dei dati e degli elementi di quantificazione forniti dalla relazione tecnica, si rileva che la riconduzione degli oneri assunzionali relativi al comma 1 nell’ambito dei limiti della spesa autorizzata al comma 4 richiederebbe che anche il correlato numero di assunzioni venisse determinato entro un limite massimo anziché in un numero determinato di unità. In proposito risulta necessario acquisire l’avviso del Governo.

Nulla da osservare in merito agli oneri relativi al comma 5 considerato che gli stessi sono limitati all’entità della relativa autorizzazione di spesa. Si prende atto altresì dei dati e degli elementi di quantificazione della relazione tecnica.

La relazione tecnica con riferimento agli oneri assunzionali di cui al comma 4 riferisce, tra l’altro, che questi sono stati calcolati moltiplicando le unità da reclutare per il costo unitario riferito al trattamento economico spettante ai pari grado in servizio permanente. L’immissione in servizio è stata prevista per il 15 giugno 2020; pertanto i relativi oneri, complessivamente pari a euro 4.682.845 per il 2020 e ad euro 3.962.407 per il 2021, sono stati calcolati proporzionalmente (per 6,5/12 nell’anno 2020 e per 5,5/12 per l’anno 2021).

Con riguardo al comma 5, la relazione tecnica afferma che gli oneri finanziari, pari a euro 84.132.000 di euro per il 2020, sono riferiti alle specifiche esigenze di spesa evidenziate dalla stessa relazione tecnica.

 

In merito ai profili di copertura finanziaria, si fa presente che il comma 6 dell’articolo 19 provvede agli oneri derivanti dall’arruolamento straordinario di personale sanitario militare in servizio temporaneo (comma 4) - pari a euro 4.682.845 per l’anno 2000 e a euro 3.962.407 per l’anno 2021 – e dal sostegno delle attività e dall’ulteriore potenziamento dei servizi sanitari militari (comma 5), pari a 84.132.000 per l’anno 2020, mediante le seguenti modalità:

- quanto a 88.814.845 euro per l’anno 2020, ai sensi del successivo articolo 265;

- quanto a 3.962.407 euro per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio 2020-2022, di competenza del Ministero della difesa.

In proposito, si rileva preliminarmente che l’ammontare complessivo dei citati oneri per l’anno 2021 indicato al comma 6 in esame, ai fini della copertura, non corrisponde alla somma degli oneri stessi per il medesimo anno quali risultanti dai commi 4 e 5 e dalla stessa relazione tecnica (3.241.969 euro, anziché 3.962.407 euro). Su tale aspetto appare pertanto necessario un chiarimento da parte del Governo

Ciò posto, per quanto riguarda la prima modalità di copertura, si rinvia alle osservazioni formulate in relazione all’articolo 265.

Per quanto concerne invece la seconda modalità di copertura, non si hanno osservazioni da formulare giacché l’accantonamento utilizzato reca le occorrenti disponibilità.

 

Articolo 20
(Misure per la funzionalità delle Forze armate – personale sanitario e delle sale operative)

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Prestazioni di lavoro straordinario da parte del personale medico e paramedico e delle sale operative delle Forze armate, dei maggiori compiti connessi con il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19

(comma 1)

1,0

 

 

1,0

 

 

1,0

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Prestazioni di lavoro straordinario da parte del personale medico e paramedico e delle sale operative delle Forze armate, dei maggiori compiti connessi con il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19effetti riflessi

(comma 1)

 

 

 

0,49

 

 

0,49

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia preliminarmente che la norma (comma 1) autorizza la spesa di 1 milione di euro per il 2020 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario al personale medico e paramedico e delle sale operative delle Forze armate, in virtù dei maggiori compiti connessi con il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza. Alla copertura dei relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Al riguardo, non si formulano osservazioni considerato che il maggior onere recato dalla disposizione appare limitato all’entità della disposta autorizzazione di spesa. Si prende atto, altresì, dei dati e degli elementi di quantificazione forniti dalla relazione tecnica.

La relazione tecnica riferisce, tra l’altro, che ai fini della quantificazione degli oneri sono state prese in considerazione, con i dovuti adeguamenti, le medesime unità impiegate per effetto dell’art. 74, comma 1, del DL n. 18/2020. Nello specifico, sono state considerate: 220 unità di personale medico/paramedico militare (si è tenuto conto dell’aumentato numero di personale sanitario impiegato per l’emergenza anche a seguito degli arruolamenti straordinari disposti ai sensi dell’art. 7 del DL n. 18/2020), nonché 130 unità di personale militare impiegato nelle sale operative, impegnati fino al 31 luglio 2020. La relazione tecnica riferisce che la proiezione contempla la necessità di un incremento di 80 ore di lavoro straordinario pro capite mensile calcolati per un periodo di 47 giorni (dal 15 giugno al 31 luglio 2020) a decorrere dalla scadenza dei 90 giorni previsti dal citato decreto-legge (17 marzo 2020 + 90 gg.= 14 giugno 2020 - già finanziati). I costi medi orari, dettagliati nelle tabelle riportate dalla relazione tecnica, sono differenti in ragione delle specifiche professionalità (grado e numeri di personale impiegato). La quantificazione degli oneri viene riassunta dalla relazione tecnica nei termini riportati a seguire: Personale medico e paramedico: 220 unità x 80 ore mensili x 47 giorni x 23,69 euro ora = euro 653.216,15. Personale delle sale operative: 130 unità x 80 ore mensili x 47 giorni x 21,27 euro ora =346.586,53. L’onere totale viene quantificato, pertanto, in euro 999.802,68 (653.216,15+346.586,53).

 

Articolo 21
(Prolungamento della ferma dei volontari in ferma prefissata e reclutamento straordinario di infermieri militari in servizio permanente)

Il prospetto riepilogativo non considera la norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia preliminarmente che la norma prolunga - nei limiti delle consistenze organiche previste a legislazione vigente - i periodi di permanenza nelle ferme prefissate per l’accesso da parte dei volontari in ferma breve per un anno (VFP1) alla ferma quadriennale, e per l’accesso al servizio permanente da parte dei volontari al termine del secondo periodo di rafferma biennale (VFP4) (comma 1, lettera a).

Per i VFP1 viene prevista la possibilità di prolungamento della ferma per un periodo massimo di sei mesi, eventualmente rinnovabile solo per una volta. Per i VFP4 viene previsto un prolungamento della ferma per il tempo strettamente necessario al completamento dell’iter concorsuale finalizzato all’accesso ai ruoli del servizio permanente.

Si prevede, inoltre, nell’ambito delle consistenze del personale di ciascuna Forza armata, come determinate per il 2020 a normativa vigente, il reclutamento a nomina diretta, in via eccezionale per il solo 2020, di 60 marescialli in servizio permanente (di cui 30 nell'Esercito italiano, 15 nella Marina militare e 15 nell’Aeronautica militare). Il reclutamento ha luogo mediante concorso riservato al personale in servizio appartenente ai ruoli dei sergenti e dei volontari in servizio permanente (comma 1, lettera b).

Al riguardo non si formulano osservazioni, considerato che, come previsto dalla norma e confermato dalla relazione tecnica, i prolungamenti delle ferme di cui al comma 1, lettera a) e i reclutamenti straordinari dei marescialli di cui al comma 1, lettera b), verranno disposti nei limiti delle consistenze organiche previste a legislazione vigente, per il 2020 e pertanto senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

Articolo 22
(Misure per la funzionalità delle Forze armate - Operazione “Strade sicure”)

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Rifinanziamento operazione "strade sicure" e "Terra dei fuochi" incremento di n. 500 unità del contingente di personale per novanta giorni -oneri Forze Armate - spese di personale

6,70

 

 

6,70

 

 

6,70

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Rifinanziamento operazione "strade sicure" e "Terra dei fuochi" incremento di n.500 unità del contingente di personale per novanta giorni -oneri Forze Armate-spese di personale– effetti riflessi

 

 

 

3,25

 

 

3,25

 

 

Maggiori spese correnti

 

Rifinanziamento operazione "strade sicure" e "Terra dei fuochi" incremento di n.500 unità del contingente di personale per novanta giorni -oneri Forze Armate-spese di funzionamento

2,70

 

 

2,70

 

 

2,70

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia preliminarmente che la norma (comma 1, lettera a) proroga fino al 31 luglio 2020 l’impiego del contingente di 253 unità di personale militare che, ai sensi dell’art. 74, comma 01, del DL n. 18/2020, a partire dal 17 marzo e fino al 14 giugno 2020[3], integra il contingente delle Forze armate (7.050 unità, secondo la previsione dell'articolo 1, comma 132, della legge n. 160/2019) impegnato nelle operazioni di controllo del territorio (cd. Operazione “Strade sicure”).

Si prevede, inoltre, l’integrazione - a decorrere dalla data di effettivo impiego e fino 31 luglio 2020 - del contingente complessivo delle Forze armate impiegato nell’Operazione “Strade sicure”, con ulteriori 500 unità. Queste si affiancano, pertanto, alle 7.303 unità (7.050 + 253) già autorizzate a normativa vigente (comma 1, lettera b).

Allo scopo di soddisfare le esigenze dell'intero summenzionato contingente, è autorizzata per il 2020 l’ulteriore spesa complessiva di euro 9.404.210, di cui euro 5.154.191 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario ed euro 4.250.019 per gli altri oneri connessi all’impiego del personale (comma 2). Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 265 (comma 3).

Al riguardo, si prende atto dei dati e degli elementi di quantificazione forniti dalla relazione tecnica che appaiono coerenti con quelli evidenziati nelle relazioni tecniche riferite ad analoghe disposizioni di rifinanziamento dell’Operazione “strade sicure” e con quanto da ultimo evidenziato dalla relazione tecnica relativa al DL n. 18/2020.

In base ai dati forniti dalla relazione tecnica appare correttamente quantificata la componente della spesa per prestazioni di lavoro straordinario (euro 5.154.191) nell’ambito di quella complessivamente autorizzata (euro 9.404.210). La relazione tecnica quantifica, altresì, la componente della spesa relativa agli oneri di personale (spese per straordinario, indennità onnicomprensiva, indennità di marcia/missione/oneri per ricognizioni e trasferimenti) in euro 6.772.410 e la componete relativa agli oneri di funzionamento (spese per vitto e alloggiamento) in euro 2.631.800. Si evidenzia che tali importi sono sostanzialmente compatibili con quelli riportati nel prospetto riepilogativo (salvo una diversa composizione delle voci di spesa corrente per circa 7mila euro, a costanza del totale).

 

Articolo 23
(Ulteriori misure per la funzionalità del Ministero dell’interno, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco)

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore delle forze di polizia - spese prestazioni lavoro straordinario, ordine pubblico fuori sede e in sede

(comma 1)

18,30

 

 

18,30

 

 

18,30

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore delle forze di polizia - spese prestazioni lavoro straordinario, ordine pubblico fuori sede e in sede– effetti riflessi

(comma 1)

 

 

 

8,88

 

 

8,88

 

 

Maggiori spese correnti

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore dell'Arma dei Carabinieri - spese prestazioni lavoro straordinario, ordine pubblico fuori sede e in sede

(comma 1)

75,56

 

 

75,56

 

 

75,56

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore dell'Arma dei Carabinieri - spese prestazioni lavoro straordinario, ordine pubblico fuori sede e in sede – effetti riflessi

(comma 1)

 

 

 

36,65

 

 

36,65

 

 

Maggiori spese correnti

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore della Guardia di Finanza- spese prestazioni lavoro straordinario, ordine pubblico fuori sede e in sede

(comma 1)

11,88

 

 

11,88

 

 

11,88

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore della Guardia di Finanza- spese prestazioni lavoro straordinario, ordine pubblico fuori sede e in sede – effetti riflessi

(comma 1)

 

 

 

5,76

 

 

5,76

 

 

Maggiori spese correnti

 

Polizie locali- spese di personale ordine pubblico in sede

(comma 1)

18,63

 

 

18,63

 

 

18,63

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Polizie locali- spese di personale ordine pubblico in sede-effetti riflessi

(comma 1)

 

 

 

9,04

 

 

9,04

 

 

Maggiori spese correnti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore delle forze di polizia - spese sanitarie

(comma 2)

11,59

 

 

11,59

 

 

11,59

 

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore dell'Arma dei Carabinieri - spese sanitarie

(comma 2)

15,97

 

 

15,97

 

 

15,97

 

 

Arma dei Carabinieri - Centro sanitario di emergenza

(comma 2)

0,54

 

 

0,54

 

 

0,54

 

 

Ulteriori risorse stanziate  a favore della guardia di finanza - spese sanitarie

(comma 2)

9,50

 

 

9,50

 

 

9,50

 

 

Potenziamento del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco - spesa di prestazione per lavoro straordinario

(comma 3)

0,69

 

 

0,69

 

 

0,69

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Potenziamento del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco - spesa di prestazione per lavoro straordinario -effetti riflessi

(comma 3)

 

 

 

0,34

 

 

0,34

 

 

Maggiori spese correnti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Potenziamento del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco - spesa di prestazione per lavoro straordinario- spese di funzionamento

(comma 3)

0,70

 

 

0,70

 

 

0,70

 

 

Prefetture – U.t.G., pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario

(comma 4)

0,84

 

 

0,84

 

 

0,84

 

 

Maggiori entrate tributarie e contributive

 

Prefetture – U.t.G., pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario – effetti riflessi

(comma 4)

 

 

 

0,41

 

 

0,41

 

 

Maggiori spese correnti

 

Prefetture – U.t.G. spese sanitarie, pulizia e acquisto dispositivi di protezione individuale, licenze informatiche

(comma 4)

3,26

 

 

3,26

 

 

3,26

 

 

Maggiori spese in conto capitale

 

Prefetture – U.t.G. acquisti di  materiale per videoconferenze e altri materiali

(comma 4)

0,42

 

 

0,42

 

 

0,42

 

 

Maggiori spese correnti

 

Proroga  per gli anni 2021-2023 dell'invio all'estero di personale appartenente alla carriera prefettizia, di cui all'articolo 1, comma 301 della legge n.205/2017

(comma 6)

 

0,50

0,50

 

0,50

0,50

 

0,50

0,50

Minori spese correnti

 

Riduzione tabella A Interno

(comma 6)

 

0,50

0,50

 

0,50

0,50

 

0,50

0,50

Maggiori spese correnti

 

Polizza assicurativa in favore del personale appartenente all’Amministrazione civile dell’interno, per il rimborso delle spese mediche e sanitarie, non coperte dall’INAIL, sostenute dai propri dipendenti a seguito della contrazione del virus Covid-19

(comma 7)

0,22

0,22

 

0,22

0,22

 

0,22

0,22

 

Minori spese correnti

 

Riduzione del fondo da ripartire nel corso della gestione per provvedere ad eventuali sopravvenute maggiori esigenze di spese per acquisto di beni e servizi  nello stato di previsione del Ministero dell'Interno

(comma 8)

0,22

0,22

 

0,22

0,22

 

0,22

0,22

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia preliminarmente che la norma reca specifiche autorizzazioni di spesa per il 2020, relativamente a:

·        pagamento di prestazioni di lavoro straordinario delle Forze di polizia (euro 13.045.765) e corresponsione dell'indennità di ordine pubblico (euro 111.329.528), con proiezione temporale di queste misure fino al 30 giugno 2020 (comma 1);

·        adozione, fino al 31 luglio 2020, di misure di contenimento dei rischi di contagio insiti nelle attività svolte dalle Forze di polizia (euro 37.600.640) (comma 2);

·        pagamento di prestazioni di lavoro straordinario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (euro 693.120) nonché per l’approntamento di attrezzature e di dispositivi di protezione del medesimo Corpo (euro 698.080), con proiezione temporale di tali misure fino al 31 luglio 2020 (comma 3);

·        prestazioni di lavoro straordinario del personale delle Prefetture -UtG (euro 838.612), nonché per spese sanitarie, pulizia e acquisto dispositivi di protezione individuale (750.000 euro), acquisti di prodotti e licenze informatiche (2.511.700 euro), materiale per videoconferenze e altri materiali (416.000 euro). La proiezione temporale di tali misure è fissata fino al 31 luglio 2020 (comma 4).

Alla copertura degli oneri di cui ai commi 1-4, pari a euro 167.883.445 per il 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265 (comma 5).

Viene, inoltre, prorogata di tre anni l'autorizzazione - fissata sul triennio 2018-2020 dall’art. 1, comma 301, della legge n. 205/2017 - relativa all'invio, da parte del Ministero dell’interno, di personale appartenente alla carriera prefettizia presso organismi internazionali ed europei, per un importo di spesa massima di 500 mila euro per ciascun anno del triennio 2021-2023. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento di parte corrente riferito al Ministero dell’interno relativo al bilancio triennale 2020-2022 (comma 6).

Il Ministero dell’interno viene altresì autorizzato, nel limite di euro 220.000 annui, per il biennio 2020-2021, a sottoscrivere un’apposita polizza assicurativa in favore del personale appartenente all’Amministrazione civile dell’interno, per il rimborso delle spese mediche e sanitarie, non coperte dall’INAIL, sostenute dai propri dipendenti a seguito della contrazione del virus Covid-19 (comma 7). Ai fini della copertura degli oneri derivanti dal comma 7, definiti pari ad euro 220.000 annui, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo gestione per maggiori esigenze di spese per acquisto di beni e servizi[4], iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’Interno (comma 8).

Al riguardo pur considerato che gli oneri recati dalle summenzionate disposizioni appaiono limitati all’entità delle disposte autorizzazioni di spesa, alla luce dei dati e degli elementi forniti dalla relazione tecnica, appare opportuno acquisire un chiarimento in merito all’esclusione dagli elementi di quantificazione della spesa autorizzata dai commi 1 e 2, con riferimento alle Polizie locali, delle voci di spesa per lavoro straordinario e per pulizia e sanificazione.

Con riguardo alla spesa autorizzata complessivamente dai commi 1 e 2, pari ad euro 161.975.933 (euro 111.329.528+ euro 13.045.765 relativi al comma 1 ed euro 37.600.640 relativi al comma 2) la relazione tecnica non contempla le suddette voci di spesa per le Polizie locali, in merito alle quali viene esclusivamente quantificato l’onere relativo all’indennità di ordine pubblico (euro 18.630.000).

Con riguardo alla norma relativa all’impiego all’estero dei prefetti (comma 6), pur tenendo conto che il relativo onere viene configurato come limite massimo di spesa, andrebbero forniti i dati relativi alla sua quantificazione al fine di verificarne la congruità rispetto alle finalità della norma.

A tale riguardo, infatti, la relazione tecnica si limita a riferire che la spesa massima di 500.000 euro per ciascun anno del triennio 2021-2023, risulta coerente con le spese già sostenute, annualmente, per il personale inviato presso i suddetti organismi internazionali e che al momento sono in servizio tre unità di personale della carriera prefettizia, di cui due con incarico di esperto alla rappresentanza d’Italia presso l’UE in Bruxelles e uno con incarico di esperto alla rappresentanza d’Italia presso la NATO in Bruxelles. La relazione tecnica precisa, inoltre, che a tale personale si applicano, in luogo del trattamento di missione, le indennità di lungo servizio all’estero disciplinate dall’articolo 1808 del Codice dell’ordinamento militare, salvi i casi in cui si tratti di esperti, per i quali è previsto un diverso trattamento economico, corrispondente a quello di primo segretario, consigliere o primo consigliere (ai sensi dell’art. 168, del DPR n. 18/1967).

Analoghi chiarimenti andrebbero forniti in merito alla sottoscrizione della polizza assicurativa in favore del personale appartenente all’Amministrazione civile dell’interno (comma 7); pur rilevando, infatti, che il relativo onere viene configurato come limite massimo di spesa, la relazione tecnica non fornisce elementi volti a consentire una verifica dell’importo quantificato.

 

In merito ai profili di copertura finanziaria, si fa presente che il comma 6 dell’articolo 23 provvede agli oneri derivanti dalla proroga dell’autorizzazione di spesa relativa all’invio di personale appartenente alla carriera prefettizia presso organismi internazionali ed europei[5] - pari a 500.000 euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 - mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio 2020-2022, di competenza del Ministero dell’interno. Ciò posto, nel rilevare che l’accantonamento utilizzato reca le occorrenti disponibilità, si osserva che, dal punto di vista meramente formale, essendo la copertura effettuata su anni successivi a quello iniziale del triennio di riferimento, la riduzione ivi prevista andrebbe imputata alle proiezioni, per gli anni 2021 e 2022, dello stanziamento del citato fondo speciale.

Il successivo comma 8 provvede invece alla copertura degli oneri derivanti dalla sottoscrizione di apposita polizza assicurativa in favore del personale appartenente all’amministrazione civile dell’interno - nel limite di spesa di 220.000 euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 - mediante corrispondente riduzione del Fondo da ripartire nel corso della gestione per provvedere ad eventuali sopravvenute maggiori esigenze di spese per acquisto di beni e servizi, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’interno (cap. 3000) ai sensi dell’articolo 23, comma 1, della legge n. 289 del 2002[6]. Si ricorda che, in base al decreto di ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per il triennio 2020-2022, sul Fondo in esame risultano allocate risorse pari a 21.798.340 euro per il 2020 e a 33.798.340 euro per il 2021. Ciò posto, appare comunque necessario che il Governo assicuri che il fondo in esame rechi le occorrenti disponibilità e che l’utilizzo delle risorse previste a copertura non sia suscettibile di pregiudicare la realizzazione delle specifiche finalità a cui è preordinato il Fondo.

 

Articolo 24
(Disposizioni in materia di versamento dell'IRAP)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate tributarie

 

Mancato versamento IRAP

 

 

 

3.952,0

 

 

3.952,0

 

 

Maggiori spese correnti

 

Ristoro SSN delle RSO e Sicilia

3.504,0

 

 

 

 

 

 

 

 

Ristoro RSO per maggiorazione aliquota IRAP

228,0

 

 

 

 

 

 

 

 

Ristoro autonomie speciali

220,0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo esclude il pagamento del saldo IRAP 2019 e del primo acconto IRAP 2020 per i lavoratori autonomi e le imprese (ad esclusione delle amministrazioni pubbliche e di quelle appartenenti al settore bancario, finanziario o assicurativo) con ricavi o compensi non superiori a 250 milioni. Inoltre, istituisce un Fondo con dotazione pari a 448 milioni per compensare le regioni a statuto ordinario e le autonomie speciali della quota di minor gettito IRAP non destinata al finanziamento del SSN.

La relazione tecnica informa di aver utilizzato i dati delle dichiarazioni del 2018 ed afferma che l’ammontare del minor gettito stimato è complessivamente di 3.952 milioni per l’anno 2020. La relazione precisa, in proposito, che 3.504 milioni sono destinati al finanziamento del SSN (di cui 3.396 per le RSO e 108 milioni per la Sicilia) e che i restanti 448 milioni sono destinati alle regioni per compensare il gettito IRAP riferito alle maggiorazioni di aliquota (in particolare, 228 milioni alle regioni a statuto ordinario e 228 alle regioni a statuto speciale).

In proposito, si rileva che, in assenza di informazioni di maggior dettaglio, non appare possibile effettuare una verifica della stima operata. Andrebbero pertanto acquisiti i dati ed i criteri utilizzati dalla relazione tecnica, anche al fine di verificare in quale misura si sia tenuto conto degli effetti dell’attuale fase di emergenza COVID sull’importo delle imposte dovute (sia a titolo di saldo che a titolo di acconto).

Inoltre, al fine di evitare dubbi interpretativi con possibili riflessi finanziari nel 2021, andrebbe esclusa la rilevanza della norma in esame ai fini della determinazione degli acconti d’imposta riferiti al 2021.

 

Articolo 25
(Contributo a fondo perduto)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Fondo per contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”

6.192,00

 

 

6.192,00

 

 

6.192,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma riconosce un contributo a fondo perduto ai soggetti, persone fisiche o giuridiche, titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo o di reddito agrario in possesso di specifici requisiti.

È richiesto, tra gli altri, un fatturato non superiore a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente ed una riduzione di almeno il 33 per cento del fatturato del mese di aprile 2020 rispetto al corrispondente fatturato del mese di aprile 2019. Tale ultimo requisiti non è richiesto ai soggetti che hanno avviato l’attività dopo il 1 gennaio 2019 e ai soggetti con sede nelle zone a più alto rischio COVID. Sono previste cause di esclusione quali, ad es., la cessazione dell’attività prima della data di presentazione dell’istanza, e l’aver diritto alle indennità previste in favore di professionisti, lavoratori co.co.co, lavoratori dello spettacolo in possesso di specifici requisiti, di cui agli articoli 27 e 38 del DL n.18/2020 (commi da 1 a 4).

Il beneficio è calcolato applicando una percentuale, nelle misure di seguito indicate, alla minor fatturato registrato ad aprile 2020 rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente:

-          20%, se i ricavi o compensi dell’anno precedente sono non superiori a 400.000 euro;

-          15%, se i ricavi o compensi dell’anno precedente sono compresi tra 400.000 e 1.000.000 di euro;

-          10%, se i ricavi o compensi dell’anno precedente sono compresi tra 1 e 5 milioni di euro.

In ogni caso, il contributo non può essere inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per le persone giuridiche. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP (commi da 5 a 7).

Le ulteriori disposizioni riguardano la procedura applicativa (commi 8-11), i controlli e le sanzioni in caso di contributo indebitamente percepito (commi 12-14).

La relazione tecnica illustra la procedura adottata per la quantificazione e riporta la seguente tabella con i risultati della stima effettuata.

 

Fascia di ricavi o compensi

Contributo a fondo perduto stimato

(milioni di euro)

da 0 a 400.000

3.175

da 400.001 a 1.000.000

1.143

da 1.000.001 a 5.000.000

1.874

TOTALE

6.192

 

In merito alla procedura illustrata, la RT:

-          utilizza i dati delle dichiarazioni (anno d’imposta 2018) per individuare i soggetti per fasce di ricavi o compensi;

-          utilizza i dati della fatturazione elettronica (riferiti a circa 2,6 milioni di soggetti) per stimare i soggetti che realizzano la perdita di fatturato di almeno il 33% nel mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019;

-          il rapporto tra i dati estratti dalla fatturazione elettronica (soggetti con calo del fatturato) e il totale dei soggetti che utilizzano la fatturazione elettronica (circa 2,6 milioni) viene applicato ai restanti 1,8 milioni di contribuenti (che non utilizzano la fattura elettronica);

-          la base imponibile cui applicare le percentuali indicate dalla norma per la determinazione dell’ammontare del contributo, è determinata come differenza tra l’ammontare stimato del fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019. In ogni caso, la RT ha tenuto conto del valore minimo fissato dalla norma.

In proposito si rileva che la relazione tecnica si limita ad illustrare la procedura, senza fornire tutti i dati necessari per la verifica della quantificazione. In proposito, anche in considerazione del fatto che gli oneri sono “valutati” anziché essere soggetti ad un limite massimo di spesa, andrebbero acquisite le necessarie informazioni riferite ai dati e ai parametri sottostanti la quantificazione, quali, a titolo esemplificativo, il numero dei beneficiari per ciascuna fascia di ricavi o compensi, il numero dei soggetti rispetto ai quali è stato applicato l’ammontare minimo del contributo, il valore del rapporto tra soggetti per i quali si è stimato il calo della fatturazione e quelli complessivamente considerati.

 

Articolo 26
(Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Crediti d’imposta PMI

 

2.000

 

 

2.000

 

 

2.000

 

Istituzione del Fondo patrimonio PMI

4.000

 

 

4.000

 

 

5

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la norma prevede alcune misure finalizzate al rafforzamento patrimoniale delle PMI, subordinatamente a determinati requisiti e condizioni nonché all’autorizzazione della Commissione europea ai fini della disciplina sugli aiuti di Stato.

In particolare, si prevede la concessione di crediti d’imposta, in favore dei soggetti che effettuano conferimenti in denaro, in una o più società, in esecuzione di aumenti del capitale sociale), per la cui fruizione è autorizzata la spesa nel limite complessivo massimo di 2 miliardi di euro per l'anno 2021. In proposito non si hanno osservazioni da formulare tenuto conto che l’entità dell’onere è limitata allo stanziamento previsto.

La disposizione prevede, inoltre, l’istituzione, nello stato di previsione del MEF, per l’anno 2020, del Fondo Patrimonio PMI, con una dotazione di 4 miliardi di euro per l’anno 2020, gestito da Invitalia e finalizzato a sottoscrivere, fino al 31 dicembre 2020, entro i limiti della sua dotazione, obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione emessi dalle società. Il Gestore è autorizzato a trattenere dalle disponibilità del Fondo le risorse necessarie per le proprie spese di gestione nel limite massimo di 5 milioni di euro per l’anno 2020.

In proposito non si hanno osservazioni da formulare tenuto conto che l’entità dell’onere è limitata allo stanziamento previsto e che, trattandosi di operazioni finanziarie (acquisizione di passività di nuova emissione), le stesse non hanno effetti sull’indebitamento netto, ai sensi del SEC 2010, mentre le risorse destinate a compensare Invitalia sono registrate anche sul deficit.

 

Articolo 27
(Patrimonio Destinato)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Spese di consulenza

0,1

 

 

0,1

 

 

0,1

 

 

Maggiori spese in conto capitale

 

Patrimonio destinato

44.000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le norme prevedono che, al fine di sostenere il sistema economico-produttivo, Cassa depositi e prestiti (CDP S.p.A.) sia autorizzata a costituire un patrimonio destinato denominato “Patrimonio Rilancio” (di seguito “Patrimonio Destinato”), eventualmente articolato in comparti, cui sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell’economia e delle finanze. Gli apporti sono esenti da ogni imposta, tributo o diritto. A fronte di tali apporti, sono emessi da CDP, in favore del Ministero dell’economia e delle finanze, strumenti finanziari di partecipazione prevedendo che la loro remunerazione sia condizionata all’andamento economico del Patrimonio Destinato. I beni e i rapporti giuridici apportati sono intestati a CDP per conto del Patrimonio Destinato e sono gestiti da CDP a valere su di esso.

Le risorse del Patrimonio Destinato sono impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano. In via preferenziale il esso effettua i propri interventi mediante sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, partecipazione ad aumenti di capitale, acquisto di azioni. Per il finanziamento delle attività del Patrimonio Destinato è consentita l’emissione di titoli obbligazionari o altri strumenti finanziari di debito. Sulle obbligazioni del Patrimonio Destinato è concessa la garanzia di ultima istanza dello Stato. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze la garanzia dello Stato è concessa anche a favore dei portatori dei titoli emessi per il finanziamento delle attività del Patrimonio Destinato nel limite massimo di euro 20 miliardi. Il Patrimonio destinato opera in regime di totale esenzione fiscale. Gli interessi e gli altri proventi dei titoli emessi dal patrimonio destinato e dai suoi comparti sono soggetti a imposta sostitutiva con aliquota del 12,5 per cento. Il Patrimonio Destinato cessa decorsi dodici anni dalla costituzione salvo la delibera di una diversa durata da parte del consiglio di amministrazione di CDP S.p.A., su richiesta del Ministero dell’economia e delle finanze. Ai fini dell’espletamento delle attività descritte, il Ministero dell'economia e delle finanze può affidare un incarico di consulenza nel limite massimo complessivo di euro 100.000 per l'anno 2020.

Ai fini degli apporti di beni, è autorizzata per l’anno 2020 l’assegnazione a CDP di titoli di Stato, nel limite massimo di 44 miliardi di euro, appositamente emessi che non concorrono a formare il limite delle emissioni nette per l’anno 2020 stabilito dalla legge di bilancio e dalle successive modifiche.  È autorizzata l’apertura di apposito conto corrente di tesoreria centrale fruttifero su cui confluiscono le disponibilità liquide del Patrimonio Destinato. La remunerazione del conto è allineata al costo delle emissioni di titoli di Stato nel periodo di riferimento.

La relazione tecnica afferma che l’emissione di nuovi titoli produce effetti in termini di saldo netto da finanziare, ma non effetti di cassa in quanto l’apporto di beni e rapporti giuridici, non comporta movimenti con effetti sul fabbisogno. Inoltre, trattandosi di un’operazione di acquisizione di strumenti finanziari, la norma non produce effetti sull’indebitamento netto.

In merito alla garanzia dello Stato, la relazione tecnica evidenzia che l’emissione di obbligazioni è solo eventuale così come la concessione della garanzia; inoltre Patrimonio Destinato conta su un’abbondante dotazione patrimoniale a copertura dei rischi di insolvenza, che non si manifesterebbero comunque nel breve periodo. Non risulta quindi necessario, secondo quanto riportato nella RT, istituire in questa fase un fondo a presidio della predetta garanzia.

La relazione tecnica, infine, rammenta che le risorse del Patrimonio Destinato sono gestite su apposito conto di tesoreria centrale fruttifero, la cui remunerazione, da allineare al costo delle emissioni di titoli di Stato nel periodo di riferimento, sarà definita puntualmente con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Tanto premesso, la relazione tecnica sostiene che la gestione presso la tesoreria e la definizione di un rendimento del conto allineato al costo delle emissioni di titoli di Stato non comporta oneri sui saldi di finanza pubblica posto che la liquidità depositata sul conto consente di ridurre corrispondentemente le emissioni di titoli di Stato ed è remunerata ad un tasso di interesse allineato a quello delle emissioni che sarebbero state necessarie in assenza della gestione di tesoreria.

Con riferimento alle esenzioni fiscali introdotte dalla norma, la relazione tecnica evidenzia infine che le stesse costituiscono rinuncia a maggior gettito, essendo relative ad operazioni non realizzabili a legislazione vigente.

 

Riguardo ai profili di quantificazione appare preliminarmente necessario un chiarimento circa l’esatta portata normativa del comma 17 che prevede la possibilità di emettere titoli di Stato “che non concorrono a formare il limite delle emissioni nette per l’anno 2020 stabilito dalla legge di bilancio”.

Si evidenzia, altresì, che tale emissione di titoli e le conseguenti operazioni prefigurate appaiono implicare la creazione di nuovo debito: in proposito appare necessario acquisire ulteriori elementi di valutazione, fermo restando che ai fini della valutazione degli aspetti relativi al debito andrebbero considerati ulteriori elementi riguardanti, ad esempio, profili temporali connessi anche alle scadenze dei titoli conferiti a Patrimonio Destinato – tenuto conto delle necessità comunque di rimborso alla scadenza dei titoli conferiti - e le possibili riduzioni delle nuove emissioni per effetto dell’utilizzo di disponibilità che affluiranno sul conto fruttifero di tesoreria.

In ogni caso, ove il predetto assunto riferito all’incremento del debito dovesse trovare conferma, sarebbe anche necessario verificare il relativo impatto in termini di interessi (considerando altresì la potenziale sostituzione rispetto alla equivalente spesa per la remunerazione del conto di tesoreria).

Andrebbero altresì evidenziati in modo più puntuale i conseguenti effetti sul saldo di fabbisogno sia con riferimento all’emissione dei titoli medesimi (che dovrebbe in linea di principio avere riflessi sul saldo) sia dal punto di vista dell’afflusso di maggiori risorse per la creazione di un apposito conto di tesoreria centrale fruttifero su cui far confluire le risorse del patrimonio destinato, con remunerazione allineata al costo delle emissioni di titoli di Stato.

Si rileva inoltre che non appare evidente se l’operazione possa indurre le competenti autorità, sulla base dei criteri che presiedono alla definizione del perimetro della p.a. secondo il sistema contabile europeo (SEC 2010), ad includere il Patrimonio Destinato nell’ambito del medesimo perimetro. In proposito appare opportuno acquisire la valutazione del Governo.

Da tali valutazioni dipendono anche le considerazioni da svolgere in merito ad eventuali effetti sull’indebitamento netto, tenuto conto che le regole di contabilità europea stabiliscono i criteri da applicare per stabilire a quali condizioni le operazioni di capitalizzazione effettuate da operatori pubblici (qualora tra gli stessi dovesse rientrare anche Patrimonio Destinato) possano effettivamente essere considerate operazioni finanziarie prive di impatto sul saldo di indebitamento. Dette circostanze andrebbero quindi verificate caso per caso.

In merito alla garanzia statale, pur prendendo atto di quanto evidenziato dalla relazione tecnica circa il carattere eventuale della stessa e la previsione che i rischi di insolvenza non si manifesterebbero a breve, andrebbe acquisita una valutazione riguardo alla prudenzialità di una mancata iscrizione di effetti su nessuno dei tre saldi di finanza pubblica.

Infine, con riguardo al profilo fiscale, si prende atto che le esenzioni previste, come indicato, si configurano come rinuncia a maggior gettito.

 

Articolo 28
(Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Credito d’imposta canoni locazioni – esclusi alberghi (co.1)

1.235,7

 

 

1.235,7

 

 

1.235,7

 

 

Affitto aziende (esclusi alberghi) co.2

134,3

 

 

134,3

 

 

134,3

 

 

Canoni locazioni e affitto aziende settore alberghiero (co.3)

54,1

 

 

54,1

 

 

54,1

 

 

 

La relazione tecnica afferma quanto segue.

Locazione immobili (co. 1), escluse strutture alberghiere (co.3)

-         soggetti che hanno subito una riduzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50%: n. 750.000;

-         dato complessivo delle locazioni di immobili ad uso non abitativo: 15.439 milioni su base annua;

-         credito d’imposta concesso: 60%;

-         quota parte dell’onere per credito d’imposta già scontato in riferimento all’art. 65 del DL 18/2020 (effetti complessivi ascritti: 356,3 milioni nel 2020).

Onere complessivo indicato: 1.235,7 milioni per il 2020.

Affitto aziende (co. 2), escluse strutture alberghiere (co.3)

Onere complessivo indicato: 134,4 milioni per il 2020.

Strutture alberghiere (co. 3)

Ulteriore onere riferito al co.1: 38,4 milioni (canoni locazioni immobili)

Ulteriore onere riferito al co.2: 15,7 milioni (affitto aziende)

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo riconosce alle imprese, agli enti non commerciali e ai professionisti, in possesso di specifici requisiti[7], un credito d’imposta[8] per i costi di locazione commerciale riferiti ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020 (per le attività turistiche, si fa riferimento ai mesi aprile, maggio e giugno 2020). Il credito d’imposta è utilizzabile in dichiarazione dei redditi o in compensazione mediante modello F24 e non è cumulabile con quello previsto dall’art. 65 del decreto legge 18/2020[9].

La relazione tecnica non fornisce le informazioni necessarie per la verifica della stima.

A tal fine andrebbero infatti esplicitati – distintamente per ciascuna misura del beneficio - i criteri utilizzati e le ipotesi adottate per l’aggiornamento al 2020 dell’ammontare complessivo dei canoni di locazione e per la definizione della quota di tale ammontare attribuita ai soggetti considerati ai fini della stima. Tali informazioni andrebbero inoltre indicate distintamente per ciascuna tipologia di beneficio.

Si osserva in proposito che la procedura di stima indicata in riferimento al comma 1 comporta un onere superiore al risultato fornito (15.439*60%/12*3-356,3=1.960 mln, a fronte del valore di 1.235,7 mln indicato dalla relazione tecnica, a meno di ulteriori elementi di calcolo che però non sono esplicitati dalla RT).

Per quanto concerne, invece, i commi 2 e 3 la relazione tecnica si limita a fornire il risultato della stima non consentendo la verifica della quantificazione operata.

Si evidenzia, altresì, che la disposizione non prevede un limite massimo di spesa né una procedura per il monitoraggio dell’onere.

Inoltre, si segnala che l’articolo 122 del provvedimento in esame consente ai beneficiari di optare, in luogo dell'utilizzo diretto, per la cessione del credito d’imposta ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari; in tal caso il credito d'imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente e la quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere utilizzata negli anni successivi. La RT riferita al citato articolo 122 afferma che “gli effetti di tale misura sono considerati nelle valutazioni dei diversi crediti introdotti nello stesso provvedimento”. Pur in assenza di indicazioni in proposito da parte della relazione tecnica riferita alla norma in esame, non si formulano osservazioni in quanto gli effetti finanziari sono ascritti nella misura massima in ciascuno dei tre saldi di finanza pubblica in relazione all’anno 2020.

 

Articolo 29
(Incremento fondo per il sostegno alle locazioni)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione di cui all'articolo 11 della legge n. 431/1998 (comma 1)

140,00

 

 

140,00

 

 

140,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo incrementa di ulteriori 140 milioni di euro per l’anno 2020 il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione[10] (comma 1).

Agli oneri derivanti dalla norma in esame si provvede ai sensi dell’articolo 265 (comma 3).

La relazione tecnica ribadisce il contenuto della norma.

In proposito, non vi sono osservazioni da formulare in quanto l’intervento disposto della norma si configura come limite di spesa.

 

Articolo 30
(Riduzione degli oneri delle bollette elettriche)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Riduzione delle tariffe sostenute dalle utenze elettriche diverse dagli usi domestici, relativi ai mesi di aprile, maggio e giugno 2020-Versamento  da parte del MEF , sul Conto emergenza COVID-19 istituito con delibera ARERA n. 60/2020 ed operante presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali.

600,00

 

 

600,00

 

 

600,00

 

 

 

La relazione tecnica afferma che la disposizione prevede un intervento per ridurre il costo del servizio elettrico per le piccole e medie imprese alimentate in bassa tensione, riducendo le “quote fisse” delle bollette elettriche[11]. Inoltre, la misura richiede un finanziamento con risorse pubbliche pari a circa 600 milioni di euro per l’anno 2020 per poter essere attuata su un trimestre.

 

1.      Premessa relativa alle attuali modalità di calcolo delle bollette elettriche

Le utenze interessate dalle misure ipotizzate sono identificate sulla base di parametri caratteristici della connessione alla rete elettrica di bassa tensione (c.d. “utente BTAU”, ossia per uso non domestico) e corrispondono in larga misura alle piccole medie imprese (PMI)[12].

La c.d. “quota fissa” delle bollette elettriche è composta dai diversi elementi che non variano in funzione del volume di energia elettrica prelevata, tra i quali:

    1. Tariffe di rete: quota fissa (in euro/punto di prelievo/anno) a copertura dei costi di misura e commercializzazione del trasporto e quota potenza (in euro/kW/anno) a copertura dei costi di distribuzione;
    2. Oneri generali: per i clienti non domestici una parte degli oneri riflette la struttura delle tariffe di rete, con quota fissa e quota potenza;
    3. Costi di commercializzazione della vendita: per i clienti in maggiore tutela, c’è una quota fissa che riflette i costi fissi dell’esercente (PCV-DISPbt); sul mercato libero la situazione è molto differenziata.

Per quanto riguarda la quota potenza, tra clienti non domestici la situazione è ulteriormente differenziata in funzione della potenza disponibile:

·         per la grandissima parte dei clienti con potenza impegnata maggiore di 15 kW (ossia potenza disponibile maggiore di 16,5 kW) e per tutti quelli con potenza impegnata maggiore di 30 kW, la quota potenza viene pagata per ciascun mese in relazione al valore di “picco mensile”;

·         per gli altri clienti (quindi, tutti quelli con potenza impegnata fino a 15 kW e una piccola frazione, circa il 10-15%, di quelli con potenza impegnata tra 15 e 30 kW), la quota potenza viene pagata in relazione all’impegno contrattuale (per es. 15 kW per una potenza disponibile di 16,5 kW).

 

2.      Descrizione dell’intervento proposto

La misura oggetto della presente relazione è basata sulla combinazione di due interventi elementari:

 i.        per tutti i clienti BTAU, azzerare le quote fisse, indipendenti dalla potenza, limitatamente alle tariffe di rete e degli oneri generali;

ii.       per i clienti BTAU con potenza impegnata superiore a 3 kW (corrispondente a potenza disponibile superiore a 3,3 kW), calcolare le quote potenza sulla base di una potenza “virtuale” fissata convenzionalmente pari a 3 kW, senza che a ciò corrisponda alcuna limitazione del servizio.

È importante sottolineare che, come già ricordato, per le utenze BTAU con potenza disponibile superiore a 16,5 kW (nella grandissima parte, e comunque sopra i 30 kW di potenza impegnata) la quota potenza della bolletta “si azzera da sola” se il sito (negozio, officina, albergo, ristorante, ufficio, ecc.) rimane chiuso per un intero mese solare. In tali casi la “quota fissa” di rete e oneri si limita alla quota effettivamente fissa, cioè indipendente dalla potenza, oltre alla quota fissa di commercializzazione se in maggiore tutela o se prevista dal contratto di mercato libero.

 

3.      Stima dell’impatto economico

Un intervento quale quello descritto al paragrafo precedente genera un onere stimabile (con buona approssimazione) al momento in circa 200 milioni di euro al mese, ripartiti quasi in parti eguali tra rete e oneri. La tabella seguente fornisce una stima dei gettiti persi nell’ipotesi di una applicazione della misura in discussione per 3 mesi.

 

Classi di tipologia contrattuale

Potenza impegnata

Gettito rete
perso

Gettito oneri perso

Gettito totale  perso

M€/trim.

M€/trim.

M€/trim.

BTA 1-2

<= 3 kW

20

21

41

BTA 3-6*

>3 e <=15-30 kW

191

204

395

BTA 6

>30 kW

80

84

164

 

TOTALE

290

310

600

*Vengono incluse convenzionalmente in questa classe tutte le utenze BTAU la cui potenza disponibile è definita contrattualmente ed è dunque indipendente dagli effettivi prelievi mensili. Tale classe include dunque anche una piccola parte delle utenze indicate con la sigla BTA6 (cioè con potenza impegnata superiore a 15 kW e in ogni caso mai superiore a 30 kW).

Con riferimento agli importi indicati in tale tabella è necessario precisare che:

·         tutti i calcoli di gettito perso sono valutati per raffronto rispetto a quanto sarebbe stato incassato qualora nel 2020 si fossero registrati i medesimi volumi di clienti e di energia prelevata del 2019;

·         i gettiti persi per la prima classe (indicata come BTA1-2) discendono dal fatto che questa beneficia solo degli effetti derivanti dalla misura indicata come i. nel precedente paragrafo 2;

·         i gettiti persi per la seconda classe (indicata come BTA3-6) discendono dal fatto che questa beneficia a pieno titolo di entrambe le misure (i. e ii.) indicate al precedente paragrafo 2;

·         i gettiti persi per la terza classe (indicata come BTA6 con potenza impegnata >15-30 kW) sono imputabili solo in parte alle misure precedentemente descritte, perché una parte dei gettiti si sarebbe in ogni caso persa per effetto della naturale riduzione dei prelievi di potenza derivante dall’attuazione delle misure emergenziali di contenimento dell’epidemia[13]; la distinzione tra questi due effetti non può essere compiuta in anticipo, ma potrà essere valutata solo ex-post sulla base delle effettive rilevazioni dei prelievi.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo prevede, per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, che l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente disponga la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento ad alcune voci della bolletta nel limite massimo delle risorse previste al successivo comma 3, che costituiscono tetto di spesa (comma 1). A tal fine, l’Autorità ridetermina le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica secondo i criteri descritti nella norma (comma 2). Per l’attuazione del presente articolo è autorizzata la spesa di 600 milioni di euro per l’anno 2020 e ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 265. Il MEF è autorizzato a versare detto importo sul Conto emergenza COVID-19 istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali nella misura del cinquanta per cento entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e, per il restante cinquanta per cento, entro il 30 novembre 2020. L’Autorità assicura, con propri provvedimenti, l’utilizzo di tali risorse a compensazione della riduzione delle tariffe di distribuzione e misura di cui ai commi 1 e 2 e degli oneri generali di sistema (comma 3).

In proposito, non vi sono osservazioni da formulare in quanto l’intervento è formulato come limite di spesa.

 

Articolo 31
(Rifinanziamento di Fondi)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Integrazione del Fondo per la concessione di garanzie in favore di SACE e di CDP nell'ambito delle misure di sostegno alle imprese  di cui all’articolo 1, comma 14, del DL  n. 23/2020 (comma 1)

30.000

 

 

 

 

 

 

 

 

Incremento Fondo di garanzia PMI (comma 2)

3.950

 

 

 

 

 

3.950

 

 

Somme da assegnare all'ISMEA per le garanzie di cui all'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, in favore delle imprese agricole e della pesca (comma 3)

250

 

 

 

 

 

250

 

 

Rifinanziamento fondo prima casa di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge n. 147/2013 (comma 4)

100

 

 

 

 

 

100

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la norma prevede il rifinanziamento di alcuni fondi previsti da precedenti disposizioni relative al contrasto all’emergenza epidemiologica. In proposito non si hanno osservazioni da formulare, essendo l’onere limitato all’entità dello stanziamento e non incidendo la disposizione in esame sulla disciplina sostanziale sottostante le voci di spesa o le garanzie rifinanziate.

Pr quanto riguarda, in particolare, il rifinanziamento del Fondo per le garanzie SACE e CDP istituite dal “decreto liquidità”, si evidenzia che i relativi effetti sono iscritti solo sul saldo netto da finanziare, coerentemente con l’impostazione seguita relativamente alla norma istitutiva (art. 1 del DL n. 23/2020): nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento, il Governo ha affermato – fra l’altro – che le garanzie oggetto della disposizione sono state considerate “non standardizzate”, di conseguenza, in linea con le regole del SEC 2010, non sono stati contabilizzati effetti in termini di indebitamento netto e che, in coerenza con la costante prassi seguita per il trattamento contabile di tale tipologia di operazioni, non sono stati iscritti effetti in termini di fabbisogno. Tale impatto, connesso alle eventuali escussioni, non è infatti prevedibile né nell’an né nel quantum, né nel profilo temporale. Si prende dunque atto di tali chiarimenti.

Si evidenzia che la norma, nell’ambito dei rifinanziamento del Fondo SACE-CDP sopra descritto, destina 1.700 milioni di euro alla sezione speciale istituita

dall’articolo 35, comma 5: in proposito, si rinvia alle osservazioni riferite all’articolo 35.

 

Articolo 32
(Garanzia cartolarizzazione sofferenze - GACS)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo consente - relativamente ai crediti bancari cartolarizzati e assistiti delle GACS - di sospendere i meccanismi contrattuali incentivanti sulla cui base i compensi per i soggetti incaricati della gestione dei crediti (cd. “servicer”) sono condizionati al conseguimento di prefissati obiettivi di prestazione. La sospensione è subordinata all’accordo fra le parti, all’istruttoria della Consap (che provvede alle relative attività a valere sulle risorse disponibili a legislazione vigente), è temporanea e non deve incidere sulla classificazione dei titoli garantiti come senior.

La relazione tecnica rammenta che i ritardi nelle procedure di recupero potrebbero essere ascrivibili ai rinvii e alle sospensioni disposti per legge nel periodo dell’emergenza Covid ed afferma che la modifica in esame non comporta aggravi di rischio per lo Stato come garante.

In proposito, non si hanno osservazioni da formulare, tenuto anche conto che all’introduzione dei meccanismi incentivanti (ad opera del DL n. 22/2019) non sono stati ascritti effetti finanziari.

 

Articolo 33
(Sottoscrizione e comunicazioni di contratti finanziari e assicurativi in modo semplificato)

Il prospetto riepilogativo non considera la norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo prevede che, fermo restando quanto stabilito dalla normativa vigente in tema di contratti bancari e di tecniche di conclusione dei contratti mediante strumenti informativi o telematici, i contratti conclusi nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del presente decreto ed il termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020 soddisfano il requisito e hanno l’efficacia di cui all’articolo 20, comma 1-bis,, del D.lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale - “CAD”), anche se il consenso viene prestato anche mediante posta elettronica non certificata o altro strumento idoneo (comma 1, primo periodo).

Inoltre, il requisito della consegna di copia del contratto e della documentazione informativa obbligatoria è soddisfatto anche mediante la messa a disposizione del cliente su supporto durevole. La copia del contratto e la documentazione informativa prescritta devono essere consegnate all’investitore alla prima occasione utile successiva allo stato di emergenza (comma 1, secondo periodo). Fino al termine dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020 il cliente può utilizzare lo stesso strumento impiegato per il consenso anche per esercitare i diritti previsti dalla legge o dal contratto stesso (comma 1, ultimo periodo).

La disciplina sopra descritta si applica anche ai requisiti di forma previsti per i contratti assicurativi dal D.lgs. n. 209/2005 (“Codice delle assicurazioni private”) e dall’articolo 1888 del codice civile (comma 2).

La relazione tecnica afferma che la disposizione non comporta effetti per la finanza pubblica, trattandosi d’interventi di natura meramente ordinamentale.

In proposito, non si formulano osservazioni in considerazione della natura ordinamentale della disposizione in esame.

 

Articolo 34
(Buoni fruttiferi postali)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo consente, in via temporanea, l’acquisto dei Buoni fruttiferi postali per via telefonica (attualmente consentito presso gli uffici postali o in via telematica) e appresta, correlativamente, talune tutele in favore del risparmiatore (commi 1 e 2), consentendo altresì ai risparmiatori di esigere i buoni che scadono durante il periodo di emergenza Covid anche nei due mesi successivi al termine dell’emergenza stessa (comma 3).

In proposito non si hanno osservazioni da formulare sui commi 1 e 2, nel presupposto che, anche nell’ipotesi in cui l’apertura temporanea del nuovo canale di sottoscrizione dovesse comportare eventuali riflessi finanziari nell’ambito dell’Accordo per il servizio di raccolta del risparmio postale (concluso fra Cassa Depositi e Prestiti e Poste Italiane), detti effetti rileverebbero sui predetti soggetti, esterni al perimetro della pubblica amministrazione ai fini dei conti europei.

Non si hanno, inoltre, osservazioni riguardo al comma 3 nel presupposto che la norma, da un lato, non determini maggiori oneri per interessi (tenuto conto che i buoni non producono interessi dopo la scadenza) e, dall’altro, che al mancato rimborso di buoni divenuti non più esigibili non siano ascritti effetti nelle entrate del bilancio dello Stato: in proposito appaiono utili elementi di valutazione e di conferma.

 

Articolo 35
(Garanzia SACE in favore delle assicurazioni sui crediti commerciali)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 35 consente alla SACE di prestare garanzie in favore delle imprese di assicurazione dei crediti commerciali a breve termine entro il limite massimo di 2 miliardi di euro, relativamente agli indennizzi avvenuti fra il 19 maggio 2020[14] e il 31 dicembre 2020. Sulle obbligazioni assunte da SACE derivanti dalle garanzie, è a sua volta accordata di diritto la garanzia dello Stato.

A tal fine è istituita nell’ambito del Fondo di cui all’articolo 1, comma 14, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, una sezione speciale con una dotazione stabilita ai sensi del precedente articolo 31, in misura pari a 1,7 miliardi.

La relazione tecnica ribadisce il contenuto della disposizione e chiarisce che gli oneri derivanti dalla stessa sono già stati considerati nell'ambito dell'articolo 31. In proposito, pur tenendo conto che la suddetta sezione speciale sarà altresì alimentata con le risorse finanziarie versate dalle compagnie di assicurazione a titolo di remunerazione della garanzia e che lo stanziamento è pari all’85 per cento dell’impegno massimo della SACE, sarebbe comunque utile acquisire dati ed elementi di valutazione idonei a suffragare le stime alla base dello stanziamento previsto per la garanzia statale. Inoltre, considerato che lo stanziamento di cui all’articolo 31 (che copre, come detto, anche le garanzie in esame) non ha effetti sull’indebitamento netto e sul fabbisogno, andrebbe acquisita conferma che anche le garanzie ora in esame siano non standardizzate e che la loro escussione non sia prevedibile nell’an, nel quantum e nel quando (elementi ai quali il Governo, nel corso dell’esame parlamentare del DL 23/2020 ha correlato la mancata iscrizione di effetti sul fabbisogno).

Anche qualora confermati detti elementi, la mancata imputazione di effetti in termini di fabbisogno andrebbe comunque valutata sotto il profilo della prudenzialità. In proposito appare utile acquisire l’avviso del Governo. 

 

Articolo 36
(Fondo di garanzia paneuropeo della BEI e Meccanismo SURE)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Garanzia dello Stato con riferimento al Fondo di Garanzia pan europeo della Banca Europea per gli Investimenti e allo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) (comma 2)

1.000,0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La relazione tecnica chiarisce che la disposizione autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze a stipulare:

a)    con la Banca europea per gli Investimenti (BEI), gli accordi necessari a consentire la partecipazione italiana al Fondo di Garanzia pan europeo per il sostegno agli Stati membri nel fronteggiare la crisi derivante dalla pandemia Covid-19.

b)   con la Commissione europea, l’accordo concernente le modalità di pagamento della controgaranzia che gli Stati membri possono prestare quale contributo allo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) a seguito dell'epidemia di COVID-19.

In entrambi i casi, l’autorizzazione concerne anche la concessione della garanzia dello Stato richiesta dai predetti accordi, nel limite delle quote di spettanza dell’Italia, pari a 4.695 milioni per l’accordo con la BEI e a 3.184 milioni di euro per l’accordo per lo strumento SURE.

Le cifre sopra riportate rappresentano il livello massimo dell’impegno richiesto all’Italia in termini di importo garantito.

Considerato il grado di rischio associato alle predette garanzie (la garanzia SURE è sovrana e quindi il rischio garantito è quello del default di uno Stato beneficiario), nonché la tempistica prevista per le eventuali escussioni, la disposizione istituisce un fondo con una dotazione di 1.000 milioni di euro per l’anno 2020. Annualmente, con la legge di bilancio, sulla base dell’evoluzione delle misure di cui al comma 1, potranno essere stanziate ulteriori risorse a presidio delle garanzie dello Stato o per il rimborso delle linee di liquidità concesse dalla Banca europea degli investimenti in caso di escussione ai sensi degli accordi stipulati nell’ambito del Fondo di garanzia pan europeo di cui al comma 1.

Per la gestione del fondo è autorizzata l’apertura di un apposito conto corrente di tesoreria centrale.

Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 1.000 milioni di euro in termini di saldo netto da finanziare, si provvede ai sensi dell’articolo 265

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che il comma 1 autorizza il MEF a stipulare con la Banca europea per gli investimenti (BEI) gli accordi necessari a consentire la partecipazione italiana al Fondo di garanzia paneuropeo, e a concedere la garanzia dello Stato, incondizionata e a prima richiesta, a favore della BEI.

Il Fondo, istituito dalla BEI per fronteggiare l’epidemia e che dovrebbe divenire operativo entro il 1° giugno 2020, avrà una dotazione di 25 miliardi di euro, sarà finanziato pro rata dagli Stati membri UE e fornirà garanzie alla BEI a fronte dei prodotti e servizi finanziari offerti sia dalla BEI medesima sia dal Fondo europeo per gli investimenti (facente parte del gruppo BEI) – anche per il tramite delle banche, degli intermediari finanziari e delle istituzioni di promozione nazionale – alle imprese europee, soprattutto PMI[15].

Il medesimo comma 1 autorizza il MEF a stipulare l’accordo con la Commissione europea concernente le modalità di pagamento della controgaranzia che gli Stati membri possono prestare quale contributo dello strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) a seguito dell’epidemia da COVID – 19 e a rilasciare la relativa garanzia dello Stato.

Il meccanismo temporaneo SURE[16] è volto a consentire all’UE di finanziare a condizioni agevolate gli Stati membri, per un totale di 100 miliardi. I prestiti concorreranno a coprire i costi sostenuti dagli Stati e direttamente connessi all'istituzione o all'estensione di regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo e istituti analoghi. Per finanziare SURE, la Commissione europea contrarrà prestiti sui mercati finanziari beneficiando del suo buon merito di credito e dunque di bassi costi di finanziamento: questi prestiti beneficeranno di garanzie volontarie degli Stati membri nei confronti dell'UE. A tal fine, le garanzie degli Stati membri devono raggiungere un importo minimo (il 25 per cento dell'ammontare massimo dei prestiti di 100 miliardi)[17].

Il comma 2 istituisce, per la partecipazione al Fondo paneuropeo e a SURE, un fondo con una dotazione di 1 miliardo per il 2020.

Annualmente, con la legge di bilancio, sulla base dell’evoluzione delle misure di cui al comma 1, possono essere stanziate ulteriori risorse a presidio delle garanzie dello Stato o per il rimborso delle linee di liquidità concesse dalla BEI in caso di escussione. A tal fine è autorizzata l’apertura di un apposito conto corrente di tesoreria centrale.

Il comma 3 specifica che gli oneri sono “valutati” e per la copertura rinvia all’articolo 265.

In proposito, per quanto riguarda la stima degli effetti finanziari, non si formulano osservazioni tenuto conto degli elementi forniti dalla relazione tecnica. Andrebbero peraltro esplicitate le ragioni della configurazione degli oneri in questione quali oneri “valutati”, pur a fronte della costituzione di un Fondo, che costituisce, di regola, un limite di spesa.

Peraltro la natura “valutata”, anziché “autorizzata”, degli oneri in questione sembrerebbe collegata agli impegni di carattere internazionale da cui discende la garanzia statale e rispetto ai quali va modulato il relativo impegno finanziario a carico del bilancio dello Stato. Ciò sembra trovare fondamento anche nella previsione - non commentata dalla relazione tecnica - del comma 2, secondo la quale il Fondo può essere integrato in sede di legge di bilancio.

 In relazione a quanto rappresentato nonché alla probabilità che si determini la necessità di disporre la predetta integrazione di risorse andrebbero acquisiti elementi di valutazione, precisando altresì i presupposti in presenza dei quali si debba procedere a detti stanziamenti aggiuntivi.

In merito, più specificamente, ai profili di contabilizzazione:

a)     per quanto riguarda l’assenza di effetti sull’indebitamento netto non si formulano osservazioni, tenuto conto che le garanzie in esame hanno carattere non standardizzato e dunque, ai sensi del SEC 2010, possono essere considerate non incidenti sull’indebitamento netto fino all’effettiva, eventuale, escussione;

b)     per quanto riguarda l’assenza di effetti sul fabbisogno, alla luce degli elementi forniti nel corso dell’esame parlamentare del DL n. 23/2020, essa parrebbe dipendere (in mancanza di specificazioni nella relazione tecnica) dall’impossibilità di stimare attendibilmente ex ante una percentuale di escussione delle garanzie prestate; ciò posto, andrebbe comunque, andrebbe acquisito l’avviso del Governo circa l’effettiva prudenzialità di tale mancata registrazione tenuto conto che se, da un lato, le garanzie relative al SURE appaiono di improbabile escussione (trattandosi di crediti verso Stati membri dell’UE), dall’altro, per quanto concerne le garanzie per il Fondo paneuropeo emergenziale della BEI, secondo la relazione illustrativa “dato l’elevato livello di rischio atteso, la probabilità che il Fondo registri perdite finanziarie è elevata.”.

 

Articolo 37
(Partecipazione dell’Italia all'International Finance Facility for Immunization)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Estensione della partecipazione dell'Italia all'International Finance Facility for Immunization (IFFIm) (effetti dal 2026 al 2030) (comma 1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Versamento aggiuntivo all’IFFIm  per il finanziamento della Coalition for Epidemic Preparedness (CEPI) (comma 1)

5,00

 

 

5,00

 

 

5,00

 

 

Minori spese correnti

 

Riduzione del fondo per gli interventi strutturali di politica economica (FISPE) (effetti dal 2026 al 2030) (comma 2)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riduzione tabella A MEF (comma 2)

5,00

 

 

5,00

 

 

5,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo autorizza l’estensione della partecipazione dell'Italia all'International Finance Facility for Immunization (IFFIm), prevista dall’articolo 1, comma 99, della legge n. 266/2005, con un contributo globale di euro 150 milioni, da erogare con versamenti annuali fino al 2030, valutati in euro 30 milioni annui a decorrere dall'anno 2026, nonché il versamento aggiuntivo all’IFFIm per l’anno 2020 di euro 5 milioni, per il finanziamento della Coalition for Epidemic Preparedness (CEPI) (comma 1).

L’ente beneficiario è un fondo multilaterale che raccoglie finanziamenti per i programmi sanitari nei paesi poveri. La partecipazione italiana al Fondo è stata inizialmente prevista dall’articolo 1, comma 99, della legge finanziaria 2006, che ha altresì autorizzato i relativi contributi.

Ai relativi oneri si provvede, quanto a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2030, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica e, quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del fondo speciale di parte corrente del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2020 (comma 2).

La relazione tecnica ribadisce il contenuto della norma. Il prospetto riepilogativo, limitato al triennio, riporta esclusivamente le voci (di maggiore/minore spesa) relative all’onere di 5 milioni e non anche quelle (egualmente compensative) riferite all’onere di 30 milioni, che decorre dal 2026.

In proposito, non si formulano osservazioni dal momento che: l’intervento è formulato in termini di limite di spesa; la spesa relativa all’estensione della partecipazione dell'Italia all'International Finance Facility for Immunization (IFFIm), si riferisce a un arco temporale che parte dal 2026 e che il trattamento contabile dell’operazione risponde alla decisione Eurostat del 2 agosto 2005.

Si rammenta che, in occasione dell’istituzione dell’IFFIm, la contabilizzazione dei contributi statali all’Istituzione fu oggetto di una decisione Eurostat (2 agosto 2005): in tale circostanza, l’Istituto europeo di statistica chiarì che le donazioni all’IFFIm (in favore della Global Alliance for Vaccines and Immunization e del Vaccine Fund) sarebbero state registrate come spesa degli Stati donatori al tempo dell’effettiva erogazione delle donazioni, con effetto sul deficit dell’esercizio medesimo, e non in anni precedenti (ossia né quando il Governo nazionale assume un impegno di donazione – “pledge” – né quando l’IFFIm effettua pagamenti che, sulla base della sua peculiare struttura finanziaria, sono sostenuti dalle donazioni, anche successive, dei donatori). Inoltre, Eurostat chiarì che le donazioni avrebbero dovuto essere considerate spese correnti. Si evidenzia, dunque, che il trattamento contabile del contributo all’IFFIm risponde alla decisione Eurostat.

 

In merito ai profili di copertura finanziaria, si fa presente che il comma 2 dell’articolo 37 provvede agli oneri derivanti dalla partecipazione dell’Italia all’International Finance Facility for Immunization (IFFM) - pari a 5 milioni di euro per il 2020 e a complessivi 150 milioni di euro per il periodo 2026-2030 - tramite le seguenti modalità:

- quanto a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2030, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economia (cap. 3075 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze); 

- quanto a 5 milioni di euro per il 2020, mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio 2020-2022, di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze.

In merito alla prima modalità di copertura, appare necessario che il Governo assicuri che il Fondo in parola rechi risorse sufficienti per il periodo considerato e che il suo utilizzo non sia comunque suscettibile di pregiudicare la realizzazione di interventi eventualmente già programmati per il medesimo arco temporale a valere sulle risorse del Fondo medesimo.

Per quanto riguarda la seconda modalità di copertura, non si hanno invece osservazioni da formulare giacché il fondo utilizzato reca le occorrenti disponibilità.

 

Articolo 38
(Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Rifinanziamento agevolazioni (comma 1)

100

 

 

100

 

 

 

 

 

Contributi a fondo perduto (comma 2)

10

 

 

10

 

 

10

 

 

Fondo venture capital (comma 3)

200

 

 

200

 

 

 

 

 

Fondo intrattenimento digitale (comma 12)

4

 

 

4

 

 

4

 

 

Minori entrate

 

Incremento detrazioni

 

70,8

40,5

 

70,8

40,5

 

70,8

40,5

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che l’articolo interviene sulla disciplina relativa alle startup innovative. In particolare, si dispone quanto segue:

-          il rifinanziamento per 100 milioni nell’anno 2020 della misura di cui al D.M. 24 settembre 2014 (“Smart & Start”), destinando le risorse ai finanziamenti agevolati per le startup;

-         lo stanziamento di 10 milioni di euro per l’anno 2020 alla concessione in favore delle startup innovative di contributi a fondo perduto finalizzati all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative;

-         il rifinanziamento di 200 milioni di euro per l’anno 2020 del Fondo di sostegno al venture capital, istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 209, della legge di bilancio 2019 (L. n. 145 del 2018);

-         con una novella al comma 200 dell’articolo 1 della legge n. 160 del 2019 (credito di imposta in ricerca e sviluppo) le spese per contratti di ricerca extra muros stipulati con le startup innovative sono inserite tra le spese che concorrono a formare, in modo maggiorato, la base di calcolo del credito d'imposta, per un importo pari al 150 per cento del loro ammontare;

-         la proroga di 12 mesi del termine di permanenza delle startup innovative nella sezione speciale del registro delle imprese;

-         una quota pari a 200 milioni di euro delle risorse già assegnate al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, è riservata al rilascio delle garanzie in favore delle startup innovative e delle PMI innovative;

-         è integrata la disciplina agevolativa delle startup innovative contenuta nel D.L. n. 179/2012, aggiungendovi un nuovo articolo 29-bis e prevedendo, in alternativa a quanto disposto dall’articolo 29 del sopraccitato decreto, un incremento dal 30% al 50% dell’aliquota applicabile agli investimenti effettuati dalle persone fisiche nelle start up e nelle PMI innovative e un limite massimo di investimenti detraibile che deve essere mantenuto per almeno tre anni di 100.000 euro per ciascun anno;

-         le agevolazioni previste dalla misura di cui al D.M. 24 settembre 2014 in favore delle startup innovative localizzate nel territorio del cratere sismico aquilano sono estese alle startup innovative localizzate nel territorio dei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente;

-         viene istituito, presso il MISE, un Fondo, con una dotazione iniziale di 4 milioni di euro nel 2020, per sostenere lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale a livello nazionale, denominato «First Playable Fund».

In proposito si evidenzia quanto segue:

-         con riferimento alla modifica operata alla disciplina del credito d’imposta in ricerca e sviluppo, si rileva che la RT afferma che in fase di stima della misura agevolativa sono state considerate tutte le spese sostenute dalle imprese e, dal punto di vista finanziario, si presume che la modifica non abbia effetti perché non influisce sul totale delle spese in ricerca e sviluppo che rimarrebbe il medesimo: cambierebbe soltanto la distribuzione tra i soggetti di cui le imprese potrebbero fruire per le ricerche extra muros. In proposito si rileva che, seppure la disposizione in esame non estenda l’ambito applicativo oggettivo della misura rispetto alle stime già effettuate, tuttavia le spese in esame risultano inserite tra quelle che concorrono a formare, in modo maggiorato, la base di calcolo del credito d'imposta, con un potenziale ampliamento dell’agevolazione in questione: circa tale ipotesi appare pertanto opportuno acquisire chiarimenti;

-         con riferimento all’incremento dal 30 al 50 per cento dell’aliquota applicabile agli investimenti effettuati dalle persone fisiche nelle start up e nelle PMI innovative, la RT stima gli effetti di gettito assumendo un effetto incentivante del 25 per cento dell’ammontare degli investimenti effettuati (124,5 milioni) in start up e PMI innovative relativo alle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche per l’anno d’imposta 2018. In proposito si evidenzia che la RT non dà indicazioni circa il numero di start-up e PMI innovative alle quali i volumi d’investimento fanno riferimento. Andrebbero pertanto forniti elementi informativi con riguardo alla quantità delle imprese considerate e alla loro crescita numerica. Inoltre andrebbe valutata la prudenzialità di considerare, nel procedimento di stima, una percentuale di incremento degli investimenti in una volta sola anziché crescente nel tempo, al fine di tener conto del prospettato effetto incentivante della misura.

In proposito si rileva che dal database delle Camere di commercio risultano circa 12.800 imprese (tra start-up e PMI innovative);

-         con riferimento all’istituzione del Fondo per sostenere lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale, appare opportuno acquisire una conferma che il Fondo operi nei soli limiti della dotazione prevista.

 

Articolo 39
(Rafforzamento dell’azione di recupero di aziende in crisi)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Nucleo degli esperti di politica industriale (comma 1)

0,30

0,30

0,30

0,30

0,30

0,30

0,30

0,30

0,30

Consulenti ed esperti di supporto alla struttura di cooperazione tra il Mise e il Ministero del lavoro per il monitoraggio delle politiche volte a contrastare il declino dell'apparato produttivo (comma 4)

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

0,50

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 39 autorizza il MISE ad avvalersi di un contingente massimo di dieci consulenti ed esperti, nel limite di 300mila euro annui nel triennio 2020-2022, nonché di un contingente massimo di dieci ulteriori consulenti ed esperti in politica industriale e crisi di imprese, nel limite di 500mila euro annui nel triennio 2020-2022.

In proposito non si hanno osservazioni considerato che l’onere è limitato allo stanziamento autorizzato e che il contingente da assumere è anch’esso definito entro un limite massimo.

 

In merito ai profili di copertura finanziaria, si fa presente che il comma 5 dell’articolo 39 provvede agli oneri derivanti dal possibile avvalimento da parte del Ministero dello sviluppo economico di consulenti ed esperti in materia di politica industriale e crisi d’impresa - nel limite di spesa di 800.000 euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022 - mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio 2020-2022, di competenza del medesimo Ministero. Al riguardo, non si hanno osservazioni da formulare giacché l’accantonamento utilizzato reca le occorrenti disponibilità.

 

Articolo 40
(Misure di sostegno alle micro, piccole e medie imprese titolari del servizio di distribuzione di carburanti nelle autostrade)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Contributo per le microimprese e le piccole e medie imprese che gestiscono il servizio di distribuzione autostradale di carburanti (comma 1)

4,00

 

 

4,00

 

 

4,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 40 riconosce alle micro e PMI della distribuzione autostradale di carburanti, nel limite complessivo di 4 milioni per il 2020, un contributo commisurato ai contributi previdenziali e assistenziali, dovuti per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020. Per il rispetto del limite di spesa, il contributo è erogato dal Ministero dello sviluppo economico mediante riparto proporzionale delle risorse disponibili tra le domande ammissibili. In proposito non si formulano osservazioni tenuto conto che l’onere è limitato all’entità dello stanziamento previsto.

 

Articolo 41
(Certificati bianchi)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 41 interviene, per l’anno 2020, sui termini di verifica e di emissione dei certificati bianchi (o titoli di efficienza energetica): la relazione illustrativa chiarisce la finalità di sostenere il relativo mercato, tenuto conto che l’emergenza Covid rallenterà gli investimenti per l’efficientamento energetico. La relazione tecnica afferma che dalla disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica in quanto i costi connessi al meccanismo dei certificati bianchi trovano copertura sulle tariffe dell’energia elettrica e del gas.

In proposito non si formulano osservazioni tenuto conto, oltre che dei chiarimenti forniti dalla relazione tecnica, del fatto che si tratta di titoli negoziabili fra soggetti privati e che l’articolo 23 del d. lgs. n. 28/2011 dispone la neutralità finanziaria dei regimi di sostegno applicati all'energia prodotta da fonti rinnovabili e all'efficienza energetica disciplinati dal Titolo V del decreto medesimo (fra cui, appunto, i certificati bianchi).

 

Articolo 42
(Fondo per il trasferimento tecnologico e altre misure urgenti per la difesa ed il sostegno dell’innovazione)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Istituzione del "Fondo per il trasferimento tecnologico” (comma 1)

500,00

 

 

250,00

250,00

 

 

 

 

Maggiori spese correnti

 

Convenzione del MISE con l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (comma 4)

5,00

 

 

5,00

 

 

5,00

 

 

Costituzione della “Fondazione Enea Tech” (comma 5)

12,00

 

 

12,00

 

 

12,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 42 istituisce il Fondo per il trasferimento tecnologico, con dotazione di 500 milioni per il 2020, a valere sul quale il MISE può disporre la partecipazione indiretta in capitale di rischio e di debito, anche di natura subordinata, delle imprese beneficiarie; a tal fine, sempre per il 2020, sono altresì autorizzate le spese di 5 milioni per l’avvalimento di ENEA e di 12 milioni per la costituzione, da parte dell’Enea, della Fondazione “Enea Tech”.

In merito alla costituzione del Fondo, che secondo il prospetto riepilogativo non impatta sull’indebitamento netto, non si hanno osservazioni da formulare posto che le operazioni consentite dalla norma istitutiva sono di carattere finanziario (partecipazione societaria o erogazione di credito) e che le stesse sono contenute entro i limiti dello stanziamento: in merito agli effetti sul fabbisogno, suddivisi in 250 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021, sarebbero opportune, in mancanza di elementi forniti dalla relazione tecnica, indicazioni circa la presumibile tempistica di concreto utilizzo del fondo.

In merito alle spese per l’avvalimento di Enea (comma 4) e per la costituzione di una nuova Fondazione (comma 5), pur rilevando che l’onere risulta contenuto nell’ambito della spesa autorizzata, sarebbe opportuno acquisire ulteriori elementi informativi a sostegno della congruità della spesa indicata rispetto alle finalità della disposizione. Inoltre, con particolare riguardo alla Fondazione, andrebbero acquisiti elementi di riscontro circa l’assenza di ogni onere per gli anni successivi al 2020: ciò lascia infatti presumere che la fondazione sia prevedibilmente in grado di autofinanziarsi per intero o comunque senza necessità di interventi finanziari dell’Enea, che – si rammenta – è incluso nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato.

 

Articolo 43
(Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa (comma 1)

100,00

 

 

100,00

 

 

100,00

 

 

Minori spese in conto capitale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abrogazione Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, di cui all'articolo 31, comma 2 D.L. n.34/2019 (comma 6)

30,00

 

 

30,00

 

 

30,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 43 istituisce il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa, con una dotazione di 100 milioni per il 2020. Nei limiti di dette risorse il Fondo opera per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale e di grandi società di capitali che si trovino in uno stato di difficoltà economico-finanziaria, attraverso interventi nel capitale di rischio e misure di sostegno al mantenimento dei livelli occupazionali. Correlativamente, a concorso della copertura, viene soppresso il Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, istituito dal decreto-legge n. 34/2019: la relazione tecnica informa che il fondo soppresso non era ancora operativo.

In proposito non si hanno osservazioni da formulare tenuto conto che il Fondo istituito opera nel limite delle risorse stanziate e che il Fondo soppresso non risulta ancora operativo, pertanto la sua rimozione non appare suscettibile di incidere su impegni già assunti o obbligazioni già perfezionate a valere sulle risorse in questione.

 

In merito ai profili di copertura finanziaria, si fa presente che il comma 7 dell’articolo 43 fa fronte ad una quota[18] - pari a 30 milioni di euro per il 2020 - degli oneri complessivamente derivanti dalla istituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa tramite le risorse rivenienti dall’abrogazione degli articoli 183-ter del decreto legislativo n. 30 del 2005 e 31, comma 2, primo periodo, del decreto-legge n. 34 del 2019, disposta dal precedente comma 6.

In particolare, le norme oggetto di abrogazione recano l’istituzione e la disciplina del Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, che presenta una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2020 (cap. 7477 dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico)[19]. In proposito, nel prendere atto che le risorse derivanti dalle citate abrogazioni equivalgono agli oneri oggetto di copertura, appare tuttavia necessario che il Governo assicuri che le disponibilità del Fondo da ultimo citato siano integralmente disponibili e libere da impegni perfezionati o in via di perfezionamento. 

 

Articolo 44
(Incremento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Rifinanziamento fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di CO2 g/km - credito di imposta (comma 1)

100,00

200,00

 

100,00

200,00

 

100,00

200,00

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 44 incrementa il fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di 100 milioni per il 2020 e di 200 milioni per il 2021. In proposito non si formulano osservazioni tenuto conto che il Fondo opera nel limite delle risorse stanziate (art. 1, comma 1041, della legge di bilancio 2019, istitutiva del fondo).

 

Articolo 45
(Interventi per le misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID–19 da parte dei comuni)

Il prospetto riepilogativo non considera le norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma è volta a consentire ai Comuni destinatari[20] delle risorse per l’attuazione delle misure di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1997, n. 266 (Interventi per lo sviluppo imprenditoriale in aree di degrado urbano), l’utilizzo della quota libera da impegni delle risorse ad essi già trasferite dal Ministero dello sviluppo economico, per l’attuazione di misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

La relazione tecnica evidenzia che la norma dispone in merito all’utilizzo di risorse pari a circa 30 milioni di euro il cui impiego da parte dei comuni non era certo, stante il fatto che l’articolo 14 della legge 7 agosto 1997, n. 266 sopra citato era stato abrogato dall’articolo 23 del decreto legge n. 83/2012. Tale ultima norma, inoltre, non ha dettato una disciplina specifica in merito alla sorte delle risorse trasferite ad enti territoriali e non ancora utilizzate; la relazione precisa quindi che il problema è risolto dal testo in esame, che viene incontro alle aspettative dei comuni che rivendicano la possibilità di utilizzare le risorse disponibili presso di essi.

La relazione tecnica assume, pertanto, che non vi siano impatti sui saldi di finanza pubblica, considerato che si tratta di risorse già trasferite dal MISE ai comuni interessati e presumibilmente iscritte come risorse vincolate nei risultati di amministrazione degli enti che possono essere già utilizzati in base alla legislazione vigente.

Tanto premesso si osserva quanto segue:

·        la norma in esame, rimuovendo una condizione di incertezza circa la possibilità di utilizzare le somme in questione, appare suscettibile di determinare un incremento della spesa degli enti locali;

·        anche nell’ipotesi in cui le risorse fossero da considerare già utilizzabili, la nuova finalità prevista appare comunque comportare una accelerazione dei tempi di spesa. Le misure di contrasto all’emergenza epidemiologica possono alimentare, infatti, soprattutto la spesa corrente o la spesa in conto capitale di immediata realizzazione con un conseguente effetto di più immediata spendibilità che non sembra propria degli “interventi per lo sviluppo imprenditoriale in aree di degrado urbano”; si consideri che tali interventi potevano riguardare, tra l’altro, l’acquisto di impianti, investimenti sulla sicurezza, sistemi informativi.

Alla luce delle considerazioni appena svolte si osserva, inoltre, che le nuove finalità di spesa previste potrebbero determinare una dequalificazione della spesa effettuata.

Su tali aspetti è necessario acquisire l’avviso del Governo.

 

Articolo 46
(Misure urgenti in materia di servizi postali)

Il prospetto riepilogativo non considera la norma.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo interviene sulle misure per la prevenzione della diffusione del virus Covid 19 riferite ai lavoratori del servizio postale e ai destinatari degli invii postali contenute nell’articolo 108 del D.L. n. 18/2020 (che ha disciplinato, a tutela dei lavoratori del servizio postale e dei destinatari, particolari procedure per la consegna degli invii raccomandati, assicurati e dei pacchi postali nonché per le notificazioni di atti a mezzo posta), rinviando il termine della loro validità dal 30 giugno al 31 luglio 2020. Inoltre, la disciplina viene estesa anche alle notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari e alle notificazioni delle violazioni del codice della strada. Infine, vengono fatti salvi i comportamenti degli operatori postali per garantire la continuità del servizio e la tutela della salute pubblica in occasione dello stato di emergenza [comma 1, lett. a)]. Conseguentemente, viene abrogato il comma 1-bis dell’articolo 108 [comma 1, lett. b)], con ciò unificando le predette procedure postali.

La relazione tecnica precisa, tra l’altro, la clausola di salvezza dei comportamenti tenuti dagli operatori postali è dovuta al fatto che la duplicità di procedure prevista dall’articolo 108 ha determinato criticità applicative e dubbi interpretativi ed afferma che la norma, di carattere ordinamentale, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

In proposito, non si hanno osservazioni da formulare, stante il carattere ordinamentale della norma e considerata la mancanza di effetti diretti sulla finanza pubblica.

 

Articolo 47
(Invitalia)

Il prospetto riepilogativo non considera le norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma consente di contabilizzare esclusivamente nello stato patrimoniale di INVITALIA S.p.A. (e non anche nel conto economico) gli eventuali decrementi conseguenti ad operazioni di razionalizzazione e dismissione immobiliare poste in essere anche attraverso società di nuova costituzione o a controllo pubblico. Tali operazioni, inoltre, sono esenti da imposte dirette e indirette.

La relazione tecnica chiarisce che Invitalia detiene attivi immobiliari, derivanti da operazioni di supporto risalenti nel tempo, non più strategici. Il valore contabile degli immobili e dei terreni iscritti tra le immobilizzazioni, nel bilancio civilistico di Invitalia e delle sue controllate, è assunto coincidente con il valore d’uso, e ammortizzato secondo le aliquote tecniche applicabili. Tale valore non può essere utilizzato in caso di attuazione di un piano di razionalizzazione, in cui tali beni vengano venduti o conferiti; in questo caso i beni debbono essere adeguati ai valori di mercato. Considerata la situazione economica generale, e quella specifica del settore immobiliare, particolarmente sfavorevole, si consente ad Invitalia di poter ammortizzare le perdite derivanti da tale operazione solo a livello patrimoniale e non di conto economico. Con l’applicazione di tale norma, che limita gli impatti al solo stato patrimoniale, Invitalia non potrà recuperare, nei cinque anni successivi, le perdite generate da tale operazione dalle dichiarazioni fiscali di Gruppo, garantendo in questo modo la neutralità per il bilancio dello Stato.

Per quanto concerne la previsione che le operazioni di riorganizzazione e trasferimento sono esenti da imposte dirette e indirette la relazione tecnica afferma che la fattispecie si configura come una rinuncia a maggior gettito.

In merito ai profili di quantificazione non si hanno osservazioni da formulare atteso che le norme sono soprattutto finalizzate ad evitare la riduzione delle eventuali imposte pagate da Invitalia dovuta alla contabilizzazione di minusvalenze realizzate in sede di dismissione di immobili.

 

Articolo 48
(Misure per l’export)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Rifinanziamento del fondo di promozione integrata di cui all'articolo 72 del decreto-legge n. 18/2020 (comma 1)

250,00

 

 

250,00

 

 

250,00

 

 

Assunzione presso ICE di personale a tempo determinato (comma 4)

0,71

 

 

0,71

 

 

0,71

 

 

Interventi Expo Dubai (comma 6)

4,50

4,00

2,50

4,50

4,00

2,50

4,50

4,00

2,50

Maggiori spese in conto capitale

 

Incremento del fondo a carattere rotativo destinato alla concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici di cui all'articolo 2 del DL n.251/1981 (comma 2 lett. a)

200,00

 

 

200,00

 

 

200,00

 

 

Interventi per la realizzazione del Tecnopolo di Bologna (comma 5)

10,00

15,00

15,00

10,00

15,00

15,00

10,00

15,00

15,00

Maggiori entrate tributarie/contributive

 

Assunzione presso ICE di personale a tempo determinato effetti riflessi (comma 4)

 

 

 

0,35

 

 

0,35

 

 

Minori spese correnti

 

Riduzione tabella A MAECI (comma 4)

0,71

 

 

0,71

 

 

0,71

 

 

Riduzione tabella A MAECI (comma 7)

4,50

4,00

2,50

4,50

4,00

2,50

4,50

4,00

2,50

Minori spese in conto capitale

 

Riduzione tabella B MAECI (comma 5)

10,00

15,00

15,00

10,00

15,00

15,00

10,00

15,00

15,00

 

La relazione tecnica afferma il carattere ordinamentale dei commi 1 e 2.

Sulle assunzioni disposte al comma 4 la RT afferma che l’onere è stato quantificato prevedendo che le assunzioni a tempo indeterminato avvengono con decorrenza non antecedente alla scadenza dei predetti contratti di lavoro a tempo determinato.

Il comma 299 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2020 autorizza per l’anno 2020 una spesa pari a 951.667 euro e una spesa, a decorrere dall’anno 2021, pari a euro 2.855.000 annui. La spesa per l’anno 2020 era stata ipotizzata pari a 4/12 di quella a regime, perché, in considerazione dei tempi minimi per espletare i concorsi, si era previsto che le assunzioni potessero effettuarsi non prima dell’ultimo quadrimestre. La disposizione, avendo come effetto quello di prevedere assunzioni a tempo determinato, in attesa che si concretizzino le assunzioni a tempo indeterminato, comporta maggiori oneri stipendiali pari alla quota parte di stipendi per i mesi da giugno ad agosto, cioè pari a 3/12 dell’importo anno a regime di 2.855.000 euro, cioè euro 713.750. Stante la funzionalità della misura ad un’adeguata proiezione internazionale dell’Italia nell’attuale situazione di crisi, alla copertura di tali oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020-2022, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2020, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che presenta le necessarie disponibilità. Per gli oneri relativi ai restanti 4/12 del 2020 e ai 5/12 del 2021 si provvede a valere delle risorse di cui all’articolo 1, comma 299, della legge di bilancio 2020.

Gli interventi previsti al comma 5 sono redatti come tetto di spesa. L’onere è stato quantificato sulla base del master plan e della progettazione preliminare già predisposta dalla Regione Emilia Romagna. L’accantonamento di cui al Fondo di parte capitale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale era stato originariamente richiesto per la finalità indicata dal comma in esame. In ogni caso la spesa ha una chiara connessione con l’adempimento di impegni internazionali.

Sulla figura del Commissariato disciplinata al comma 6 la RT prevede di sostenere, in conseguenza del rinvio di 12 mesi dell’apertura dell’Esposizione universale, le seguenti spese, inclusa IVA/VAT:

a.    circa 4,6 milioni di euro per la messa in sicurezza del Padiglione nazionale e la connessa progettazione definitiva ed esecutiva;

b.    circa 0,6 milioni di euro per la proroga della durata della Convenzione quadro con Invitalia quale centrale di committenza qualificata del Commissariato;

c.    circa 2,5 milioni di euro per la proroga del DPCM di nomina del Commissario e dei contratti del personale assunto reclutato mediante forme contrattuali flessibili;

d.    circa 250 mila euro per le spese di missione;

e.    circa 250 mila euro per le spese di funzionamento;

f.     2,8 milioni di euro per nuovi contratti o l’estensione di contratti in essere per l’acquisizione di servizi e forniture a supporto dell’attività del Commissariato.

Si rinvia alla relazione tecnica per quanto concerne gli aspetti relativi agli importi per la messa in sicurezza del Padiglione nazionale, a quelli dovuti ad Invitalia per la sua attività di Centrale di Committenza qualificata a supporto del Commissariato, agli oneri a carico del Commissariato e del personale reclutato (complessivamente 45 persone) con i relativi oneri, al numero massimo indicativo di 10 missioni a Dubai, alle spese di funzionamento e alla somma di 2,8 milioni di euro per nuovi contratti o l’estensione di contratti in essere per l’acquisizione di servizi e forniture a supporto dell’attività del Commissariato.

Infine, la RT indica la ripartizione delle risorse economiche pari a euro 11 milioni: 4,5 milioni di euro per l’anno 2020, 4,0 milioni di euro per l’anno 2021 e di 2,5 milioni di euro per l’anno 2022.

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la norma interviene sul Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri, istituito con l’articolo 72 del D.L. n. 18/2020, portando la dotazione finanziaria da 150 milioni a 400 milioni per l'anno 2020. Inoltre, tra le iniziative a cui è destinato il Fondo viene aggiunta la possibilità per il Ministero degli affari esteri di stipulare con enti pubblici e privati convenzioni per l’acquisizione di servizi di consulenza specialistica in materia di internazionalizzazione del sistema Paese (comma 1).

Sugli interventi per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane viene incrementato di 200 milioni di euro per l’anno 2020 il Fondo rotativo di cui all'articolo 2, primo comma, del D.L. n. 251/1981 (comunemente noto come “Fondo 394/81 per l'internazionalizzazione”) (comma 2).

Inoltre, si introducono alcune semplificazioni:

§  si consente al Comitato agevolazioni di cui all’articolo 1, comma 270, della legge n. 205/2017, in conformità con la normativa europea in materia di aiuti di Stato, di elevare i limiti massimi dei finanziamenti agevolati, fino al doppio di quelli attualmente previsti;

§  fino al 31 dicembre 2021 i finanziamenti agevolati a valere sul fondo rotativo, nonché i cofinanziamenti e le garanzie concessi ai sensi dell’articolo 72, comma 1, lettera d) del D.L. n. 18/2020, possono eccedere gli importi massimi previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis;

§  sulle domande di finanziamento presentate entro il 31 dicembre 2020 i finanziamenti agevolati a valere sul fondo rotativo sono esentati, a domanda del richiedente, dalla prestazione della garanzia, in deroga alla vigente disciplina relativa al fondo.

Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, pari a 450 milioni di euro per il 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265 (comma 3).

Nell’ambito delle procedure concorsuali per assunzioni a tempo indeterminato presso l’ICE, autorizzate dall’articolo 1, comma 299, della legge n. 160/2019 (Bilancio 2020), si autorizza l’assunzione, nei limiti della dotazione organica, di un contingente massimo di 50 unità di personale non dirigenziale con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di 12 mesi, equiparato ai fini economici al personale appartenente all’area terza F1, in deroga ai limiti di cui all’articolo 9, comma 28, del D.L. n. 78/2010. Conseguentemente le assunzioni di cui all’articolo 1, comma 299, della legge n. 160/2019 avvengono con decorrenza non antecedente alla scadenza dei predetti contratti di lavoro a tempo determinato.

Ai relativi oneri, pari a euro 1.665.417 per l’anno 2020 e a euro 1.189.583 per l’anno 2021, si provvede quanto a euro 713.750 per l’anno 2020 mediante corrispondente riduzione del fondo speciale di parte corrente del Ministero degli affari esteri per l'anno 2020, e quanto a euro 951.667 per l’anno 2020 e a euro 1.189.583 per l’anno 2021 a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 299, della legge n. 160/2019 (comma 4).

Per il completamento degli interventi del Tecnopolo di Bologna si prevede:

§  l’autorizzazione alla spesa di euro 10 milioni per l’anno 2020, di euro 15 milioni per l’anno 2021 e di euro 15 milioni per l’anno 2022;

§  fino al 31 dicembre 2022, che la Regione Emilia-Romagna, in qualità di stazione appaltante, operi con i poteri del Commissario straordinario incaricato di realizzare interventi infrastrutturali ritenuti prioritari (articolo 4, commi 2 e 3, del D.L. n. 32/2019).

Ai relativi oneri, pari a 10 milioni di euro per l'anno 2020, a 15 milioni di euro per l'anno 2021 e a 15 milioni di euro per l'anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo speciale di parte capitale del Ministero degli affari esteri (comma 5).

Per gli adempimenti connessi alla partecipazione italiana all'Expo 2020 Dubai si incrementa la spesa prevista a 15,5 milioni per l’anno 2020, 6,5 milioni per l’anno 2021 e 2,5 milioni per l’anno 2022 e viene prorogato al 31 dicembre 2022 il Commissariato generale di sezione istituito con D.P.C.M. 29 marzo 2018 (comma 6). Ai relativi oneri, pari a euro 4,5 milioni per l’anno 2020, euro 4 milioni per l’anno 2021 ed euro 2,5 milioni per l’anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo speciale di parte corrente del Ministero degli affari esteri (comma 7).

In proposito, sui commi 1 e 2 anche 5 non si formulano osservazioni, essendo gli oneri limitati all’entità del corrispondente stanziamento.

Per quanto concerne le previsioni relative ai commi 4 e 6 non si formulano osservazioni considerati i dati e gli elementi forniti dalla relazione tecnica.

 

In merito ai profili di copertura finanziaria, si fa presente che il comma 4 dell’articolo 48 provvede agli oneri derivanti dalle assunzioni fino a 50 unità di personale non dirigenziale con contratto a tempo determinato di 12 mesi presso l’ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) - pari a 1.665.417 euro per il 2020 e a 1.189.583 euro per il 2021 - tramite le seguenti modalità:

- quanto a 713.750 euro per il 2020, mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio 2020-2022, di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

- quanto a 951.667 euro per il 2020 e a 1.189.583 euro per il 2021, mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 299, della legge n. 160 del 2019.

In merito alla prima modalità di copertura, si rileva anzitutto che l’accantonamento utilizzato reca le occorrenti disponibilità e si prende altresì atto che, secondo quanto riportato nella relazione tecnica, il suo impiego risulta giustificato dalla “funzionalità della misura ad una adeguata proiezione internazionale dell’Italia nell’attuale situazione di crisi”. Tanto premesso, appare tuttavia necessario che il Governo assicuri che le predette risorse non rientrino tra quelle da utilizzare per l’adempimento di obblighi internazionali, posto che l’articolo 17, comma 1, lettera a), della legge n. 196 del 2009, relativo alla copertura finanziaria delle leggi, non consente “l’utilizzo per finalità difformi di accantonamenti per regolazioni contabili e debitorie e per provvedimenti in adempimento di obblighi internazionali”.

In merito alla seconda modalità di copertura, si rappresenta che l’articolo 1, comma 299, della legge n. 160 del 2019 ha autorizzato l'ICE a bandire, per l'anno 2020, concorsi pubblici e ad assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato un contingente massimo di 50 unità di personale non dirigenziale, a tal fine autorizzando la spesa di euro 951.667 per l'anno 2020 e di euro 2.855.000 annui a decorrere dall'anno 2021. Al riguardo si rileva che, secondo quanto indicato nel testo e nella relazione tecnica, le assunzioni a tempo indeterminato originariamente previste a valere sulle citate risorse avverranno con decorrenza non antecedente alla scadenza dei nuovi contratti di lavoro a tempo determinato. In tale quadro, si prende atto della congruità delle risorse originariamente stanziate anche rispetto ai nuovi oneri da fronteggiare.

Il successivo comma 5 provvede invece agli oneri derivanti dal completamento del Tecnopolo di Bologna e dalla partecipazione italiana a istituzioni e progetti di ricerca europei e internazionali, pari a 10 milioni di euro per il 2020 e a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di conto capitale, relativo al bilancio triennale 2020-2022, di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. In proposito, fermo restando che il predetto accantonamento reca le necessarie disponibilità, si evidenzia che la relazione tecnica qualifica la spesa in oggetto come avente “una chiara connessione con l’adempimento di impegni internazionali”.

Infine, il comma 7 provvede agli oneri derivanti dal rifinanziamento della spesa autorizzata per la partecipazione dell’Italia all’Expo 2020 Dubai, di cui all’articolo 1, comma 587, della legge n. 145 del 2018, mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio 2020-2022, di competenza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

In proposito, fermo restando che il predetto accantonamento reca le necessarie disponibilità e pur osservando che la relazione tecnica giustifica il suo utilizzo in considerazione della “funzionalità della misura ad una adeguata proiezione internazionale dell’Italia nell’attuale situazione di crisi”, si rinvia alle considerazioni in precedenza svolte sui commi 4 e 5 del presente articolo in merito alla idoneità di siffatta modalità di copertura. 

 

Articolo 49
(Polo di eccellenza nell’area di crisi industriale complessa di Torino)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

Centro nazionale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel campo della mobilità e dell’automotive nell'area di crisi complessa di Torino (comma 1)

20,0

 

 

20,0

 

 

20,0

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 49 autorizza la spesa di 20 milioni per l’anno 2020 per la realizzazione di un’infrastruttura di ricerca di interesse nazionale con sede a Torino.

Pur rilevando, in via preliminare, che l’onere è limitato all’entità dello stanziamento, sarebbe comunque utile acquisire elementi informativi, da un lato, circa le modalità di finanziamento dell’infrastruttura per gli anni successivi al 2020, dall’altro, circa la prevista tempistica di realizzazione dell’infrastruttura, posto che il prospetto riepilogativo ascrive all’onere (spesa in conto capitale) effetti identici sui tre saldi: ciò presuppone quindi che lo stanziamento sia interamente impegnato ed erogato nell’esercizio corrente, ossia nella rimanente metà dell’anno 2020.

 

Articolo 50
(Proroga termine di consegna beni strumentali ai fini della maggiorazione dell’ammortamento)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma dispone la proroga, dal 30 giugno 2020 al 31 dicembre 2020, del termine per l’effettuazione degli investimenti ai fini della fruizione della maggiorazione dell’ammortamento ai sensi dell’articolo 1 del Dl n. 34 del 2019. In proposito non si hanno osservazioni da formulare tenuto conto che la disposizione non prevede un ampliamento della platea dei soggetti beneficiari, facendo comunque riferimento ai contratti per i quali il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti entro il 31 dicembre 2019.

La RT chiarisce che la misura intende concedere un’estensione della tempistica per la consegna dei beni in considerazione delle conseguenze dell’emergenza sanitaria che potrebbe aver determinato un allungamento dei tempi di realizzazione dei beni.

 

Articolo 51
(Programmi di esecuzione delle procedure di amministrazione straordinaria)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame prorogano di 6 mesi il termine di realizzazione dei programmi di ristrutturazione per le società già ammesse alle procedure di amministrazione straordinaria alla data del 23 febbraio 2020. In proposito, non vi sono osservazioni da formulare attesa la natura ordinamentale delle norme che, come affermato dalla RT, non comportano effetti per la finanza pubblica.

 

Articolo 52
(Interventi urgenti per la salvaguardia della liquidità delle imprese dell’aerospazio)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate extratributarie

 

Salvaguardia delle liquidità di imprese dell'aerospazio -  sospensione dei versamenti di diritti di regia relativi ai finanziamenti ex l.n. 808/1985 scadenti nel 2020 (comma 1)

15,00

 

 

15,00

 

 

15,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che l’articolo 52 interviene sui finanziamenti erogati ai sensi della legge n. 808/1985 al fine di fornire liquidità alle imprese dell’aerospazio.

Si rammenta che gli interventi della legge 808/85 sono finanziamenti a tasso zero, che, una volta concluso l'iter delle erogazioni (15 anni mediamente[21]) vengono restituiti dalle imprese, secondo un piano di ammortamento. Delle riassegnazioni, ogni anno la parte eccedente i 15 milioni viene riassegnata a spesa.

Il comma 1 sospende i versamenti delle imprese dovuti per il 2020, rinviandoli agli esercizi successivi [22]. La relazione tecnica rammenta che la quota eccedente i 15 milioni viene riassegnata a spesa e, pertanto, ascrive al comma 1 effetti di minore entrata extratributaria per 15 milioni per il 2020. In proposito non si formulano quindi osservazioni tenuto conto di quanto affermato dalla relazione tecnica, la cui quantificazione risulta coerente con   le quantificazioni più volte operate in recenti leggi di bilancio per interventi di analogo oggetto.

Si evidenzia che il prospetto riepilogativo non ascrive effetti di maggiore entrata agli esercizi 2021 e 2022, nei quali saranno effettuati i pagamenti ora sospesi: tale impostazione appare spiegabile tenuto conto che le somme così versate risulteranno comunque in eccedenza del limite di 15 milioni oltre il quale il gettito viene riassegnato a spesa.

Il comma 2 accelera il pagamento alle imprese delle rate di finanziamenti dovuti per il 2020. In proposito non si formulano osservazioni tenuto conto che si tratta di versamenti comunque previsti per l’esercizio in corso.

 

Articolo 53
(Imprese beneficiarie di aiuti di Stato illegali non rimborsati)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame derogano al divieto di ricevere nuovi aiuti, di cui all’articolo 46, comma 1, della L. 234/2012, per i soggetti beneficiari di aiuti non rimborsati, di cui è obbligatorio il recupero in esecuzione di una decisione della Commissione europea. Detti soggetti, in ragione delle straordinarie condizioni determinate dall’epidemia da Covid-19, accedono agli aiuti previsti da atti legislativi o amministrativi adottati, a livello nazionale, regionale o territoriale, al netto dell’importo dovuto e non rimborsato, comprensivo degli interessi maturati fino alla data dell’erogazione.

In proposito, si fa presente che all’articolo 46, comma 1, della legge  234/2012 non erano ascritti effetti sui saldi di finanza pubblica; inoltre la RT sottolinea che la norma mantiene l’obbligo per le imprese di restituire gli aiuti ricevuti e successivamente dichiarati illegittimi, stabilendo anzi che gli aiuti stessi saranno erogati al netto di quanto i beneficiari devono restituire.

Secondo la relazione illustrativa, considerata la qualifica di evento eccezionale della pandemia COVID-19 e, quindi, l’assoluta eccezionalità, temporaneità e la natura emergenziale delle misure di aiuti di Stato adottate per l’emergenza COVID-19, in conformità con il Temporary Framework della Commissione europea, la stessa Commissione, attese anche le circostanze specifiche dell’epidemia COVID-19 e l’impatto sull’economia, ha comunicato che il “principio Deggendorf” (recepito dal citato art. 46, comma 1, cui la norma in esame deroga) non si applica alle misure di cui al Temporary Framework per sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di coronavirus. Pertanto, solo nel caso di aiuti concessi conformemente alle misure di cui al quadro temporaneo della Commissione europea e solo per il periodo di vigenza dello stesso possono essere concessi aiuti anche a imprese che hanno ancora l’obbligo di rimborsare

ulteriori aiuti illegali e incompatibili, fermo restando l’adempimento di tale obbligo.

Ciò premesso, nel prendere preliminarmente atto degli elementi forniti dalla relazione tecnica, ai fini della conferma della compatibilità con l’ordinamento europeo sarebbe comunque opportuno acquisire elementi di valutazione, posto che la deroga in esame non risulta menzionata esplicitamente nelle comunicazioni che costituiscono il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato nell’emergenza Covid-19.

 

Articoli da 54 a 64
(Aiuti alle imprese concessi in attuazione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato)

Il prospetto riepilogativo non considera le norme.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le norme prevedono, agli articoli da 54 a 62, che gli enti territoriali e le Camere di commercio possano adottare misure di aiuto alle imprese a valere sulle proprie risorse, ai sensi della norme contenute in varie sezioni[23] della Comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final – “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19.

Si prevede altresì, all’articolo 63, l’obbligo di registrare gli aiuti concessi e, all’articolo 64, l’adeguamento del Registro nazionale degli aiuti di Stato e dei Registri degli aiuti di stato SIAN - Sistema Informativo Agricolo Nazionale e SIPA - Sistema Italiano della Pesca e dell’Acquacoltura.

La relazione tecnica evidenzia che le norme introducono un regime-quadro che, una volta autorizzato dalla Commissione europea, consentirà a Regioni, Provincie autonome, altri enti territoriali e Camere di commercio di procedere alla concessione di aiuti, a condizione che gli stessi rientrino fra quelli approvati dalla Commissione europea, rispettino le condizioni dettate dalla Comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final[24] e rispettino altresì eventuali limiti e condizioni previsti dagli articoli in esame.

Gli enti potranno, così, concedere aiuti diversi da quelli notificati in via generale con il presente regime-quadro (o a condizioni diverse) solo qualora procedano autonomamente e singolarmente a notificare preventivamente tali eventuali diversi aiuti alla Commissione europea e solo dopo detta preventiva autorizzazione, come previsto dall’articolo 61 che reca disposizioni comuni a tutti i regimi di aiuto.

La relazione tecnica, inoltre, valuta come ordinamentali le norme dell’articolo 63 che disciplina gli obblighi di registrazione degli aiuti concessi in conformità con la Comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final.

Infine la relazione tecnica afferma che le norme recate dall’art. 64, che prevedono una serie di adempimenti in materia di registrazione degli aiuti di Stato ed il corrispondente adeguamento, a carico del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rispettivamente del registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA)[25] e dei registri SIAN- Sistema Informativo Agricolo Nazionale e SIPA - Sistema Italiano della Pesca e dell’Acquacoltura, non comportano oneri.

Ciò in quanto l’adeguamento del RNA trova copertura nell’ambito del progetto finanziato a valere sul “PON Governance e capacità istituzionale 2014-2020”, Asse III, Obiettivo specifico 3.1, Azione 3.1.1, di cui è beneficiario il Ministero dello sviluppo economico – Direzione Generale per gli incentivi alle imprese.  Con riferimento agli obblighi di registrazione nel SIAN e SIPA dei pertinenti aiuti di stato, la copertura dei costi di adattamento è garantita nell’ambito delle convenzioni in essere tra per la manutenzione evolutiva di entrambi i sistemi.

Non si hanno, pertanto, osservazioni da formulare con riferimento alle norme recate dagli articoli da 54 a 62, atteso che le stesse:

·        attribuiscono una mera facoltà di spesa agli enti in questione da esercitare utilizzando le proprie risorse e nel rispetto delle vigenti norme sull’equilibrio di bilancio, cui l’intervento in esame non deroga;

·        prevedono che gli aiuti siano conformi al regime definito nel quadro temporaneo;

·         prevedono che gli aiuti siano concessi subordinatamente alla preventiva autorizzazione della Commissione che dovrà adottare una decisione circa la compatibilità degli aiuti medesimi con la disciplina recata in materia dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In proposito, si evidenzia che la Commissione europea ha autorizzato il “regime quadro” (procedura SA.57021) con lettera del 21 maggio 2020.

Non si hanno, altresì, osservazioni da formulare con riferimento alle norme recate dall’articolo 64 dal momento che la relazione tecnica assicura che le risorse necessarie all’adeguamento dei Registri degli aiuti sono già stanziate sui pertinenti capitoli di bilancio.

 

Articolo 65
(Esonero temporaneo contributi Anac)

Il prospetto riepilogativo ascrive alla norma i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Minori entrate extra tributarie

 

Esonero temporaneo contributi ANAC

 

 

 

25,00

 

 

25,00

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la norma esonera le stazioni appaltanti e gli operatori economici dal versamento dei contributi previsti dall’art. 1, comma 65, della legge n. 266/2005 all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), per tutte le procedure di gara avviate dal 19 maggio al 31 dicembre 2020. L’Autorità farà fronte alla copertura delle minori entrate mediante l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione maturato al 31 dicembre 2019. Agli oneri di cui al presente comma, valutati in 25 milioni di euro per il 2020 in termini di fabbisogno e indebitamento netto, si provvede ai sensi dell’articolo 265 (comma 1).

Al riguardo, preso atto dei dati e degli elementi di quantificazione forniti dalla relazione tecnica, non si formulano osservazioni.

La relazione tecnica, in particolare, riferisce che in considerazione dell’avanzo di amministrazione maturato dall’Autorità nel corso degli anni per effetto degli interventi normativi di contenimento della spesa e tenuto conto della destinazione vincolata di tali somme, la disposizione comporta effetti negativi per la finanza pubblica in termini di indebitamento netto, in misura corrispondente alla quota dei contributi dovuta dai privati, stimabile in circa il 60 per cento del valore della riduzione delle entrate previste per il 2020, indicato in 42 milioni di euro (circa 25 milioni di euro).

 

Articolo 66
(Disposizioni in materia di dispositivi di protezione individuale)

Il prospetto riepilogativo non ascrive alle norme effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame modificano l’articolo 16 del DL 18/2020 in materia di dispositivi di protezione individuale. In particolare, viene estesa a tutti i lavoratori nonché ai volontari, sanitari e non, la previsione che, qualora nello svolgimento della loro attività siano oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, le mascherine chirurgiche reperibili in commercio siano considerate dispositivi di protezione individuale (DPI). Tali previsioni si applicano anche ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari.

In proposito, la RT sottolinea il carattere ordinamentale della disposizione, affermando che la stessa non comporta effetti finanziari negativi per la finanza pubblica.

Tanto premesso, nell’evidenziare l’opportunità di una conferma riguardo alla compatibilità delle disposizioni con le normative europee in materia, appare utile acquisire una valutazione circa gli eventuali riflessi sulle pubbliche amministrazioni laddove per effetto delle disposizioni in esame dovessero determinarsi oneri non previsti in relazione agli obblighi indicati.

Al riguardo si rammenta che, ai sensi dell’art. 75 del d. lgs. n. 81/2008 (testo unico sulla sicurezza sul lavoro), l’uso dei DPI è obbligatorio quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro e che, ai sensi del successivo art. 77, in capo al datore di lavoro incombono diversi obblighi in materia di DPI quali, fra cui l’individuazione delle condizioni in cui un DPI deve essere usato, la fornitura ai lavoratori, il mantenimento dei DPI in efficienza e in condizioni di igiene.

 

Articolo 67
(Incremento Fondo terzo settore)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese in conto capitale

 

 

100

 

 

100

 

 

100

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la disposizione prevede l’incremento di 100 milioni di euro per l’anno 2020 della dotazione della seconda sezione del Fondo di cui all’articolo 72 del decreto legislativo n. 117/2017.

Si tratta di un fondo, istituito presso il Ministero del lavoro, destinato a sostenere lo svolgimento di attività di interesse generale attraverso il finanziamento di iniziative e progetti promossi da enti del Terzo settore. La prima sezione è di carattere rotativo, mentre la seconda sezione è di carattere non rotativo. Le attività finanziabili nei limiti delle risorse disponibili sul Fondo medesimo.

In proposito non si hanno osservazioni da formulare essendo l’onere limitato all’incremento disposto.

 

Articolo 68
(Modifiche all’articolo 19 del DL 18/2020 in materia di CIGO e assegno ordinario)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Modifica agli articoli 19 e 21 del Dl 18/2020- CIGO per lavoratori già tutelati - Prestazioni

870,00

 

 

870,00

 

 

870,00

 

 

Modifica agli articoli 19 e 21 del Dl 18/2020- CIGO per lavoratori già tutelati – Contribuzione figurativa

548,50

 

 

 

 

 

 

 

 

Modifica agli articoli 19 e 21 del Dl 18/2020- Fondo di solidarietà assegno ordinario- Prestazione

5.626,8

 

 

5.626,8

 

 

5.626,8

 

 

Modifica agli articoli 19 e 21 del Dl 18/2020- Fondo di solidarietà assegno ordinario - Contribuzione figurativa

3.206,6

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondi alternativi – Prestazioni

637,50

 

 

637,50

 

 

637,50

 

 

Fondi alternativi – Contribuzione figurativa

382,50

 

 

 

 

 

 

 

 

Finanziamento fondi di solidarietà  bilaterali Trentino Alto Adige - Prestazioni

159,00

 

 

159,00

 

 

159,00

 

 

Finanziamento fondi di solidarietà  bilaterali Trentino Alto Adige - Contribuzione figurativa

91,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame modificano l’articolo 19 del DL 18/2020. In particolare:

·        sostituiscono integralmente il comma 1, confermando la durata massima del beneficio di 9 settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020. Tali periodi sono incrementati di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020. Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi e spettacolo, è possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre. Ai beneficiari di assegno ordinario inoltre spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale, l’assegno per il nucleo familiare [comma 1, lettera a)];

·        introducono il comma 3-bis, prevedendo che il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, sia concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda. I periodi di trattamento sono concessi per un periodo massimo di 90 giorni, dal 23 febbraio al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo entro il 31 dicembre 2020, e sono neutralizzati ai fini delle successive richieste. Per i lavoratori dipendenti di aziende del settore agricolo, ai quali non si applica il trattamento di CISOA, può essere presentata domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga [comma 1, lettera e)];

·        modificano il comma 6, incrementando da 80 a 1.100 milioni per l’anno 2020 il limite di spesa relativo all’erogazione da parte dei Fondi di solidarietà alternativi dell’assegno ordinario. Ai sensi del comma 6-bis, tali risorse sono assegnate ai rispettivi Fondi con decreto e trasferite, previo monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell'andamento del costo della prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel rispetto del limite di spesa e secondo le indicazioni fornite dal Ministro del lavoro. Inoltre, ai sensi del comma 6-ter, i Fondi, di cui all’articolo 26 del D. Lgs. 148/2015 Fondi di solidarietà bilaterali) garantiscono l’erogazione dell’assegno ordinario con le medesime modalità di cui all’articolo 19 del DL 18/2020. Gli oneri finanziari relativi alla predetta prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di 250 milioni di euro per l’anno 2020. Le risorse sono assegnate ai rispettivi Fondi dall’INPS e trasferite previo monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell'andamento del costo della prestazione nel rispetto del limite di spesa [comma 1, lettere f) e g)];

·        modificano il comma 8, prevedendo che i lavoratori destinatari delle norme di integrazione al reddito debbano risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 25 marzo (anziché del 23 febbraio) 2020 [comma 1, lettera h)];

·        incrementano da 1.347,1 milioni a 11.599,1 milioni di euro il limite di spesa, di cui all’articolo 19, comma 9, del DL 18/2020, entro il quale sono riconosciute le integrazioni al reddito di cui ai commi da 1 a 7 del medesimo DL 18/2020 [comma 1, lettera l)].

Il comma 2 prevede che agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 11.521,9 milioni di euro per l’anno 2020, si provveda ai sensi del successivo articolo 265.

La relazione tecnica afferma che, per quanto riguarda i trattamenti di integrazione salariale, dall’analisi degli archivi gestionali dell’Istituto sono emerse le seguenti platee:

-      4,7 milioni di lavoratori dipendenti non agricoli assicurati per CIGO di cui:

2,2 milioni sono lavoratori dipendenti non agricoli da aziende che sono sottoposte ancora al regime di lockdown con relativa sospensione di attività, con una retribuzione media mensile, nell’anno 2019, pari a 2.152,61 euro; è stato ipotizzato che il 10% di tali lavoratori siano dipendenti da aziende che hanno superato la capienza in termini di limiti massimi di fruibilità di periodi CIGO e che il ricorso alla cassa integrazione ordinaria sia pari al 100% di tali lavoratori; per tali lavoratori sono state ipotizzate circa 11 settimane in media di fruizione in considerazione dell’imminente riapertura delle attività conseguente la fine del periodo di lockdown;

- 2,5 milioni sono lavoratori dipendenti non agricoli da aziende che non sono più sottoposte al regime di lockdown con relativa ripresa delle attività in quanto appartenenti a settori strategici e di pubblica utilità, con una retribuzione media mensile, nell’anno 2019, pari a 2.162,82 euro; è stato ipotizzato che il 10% di tali lavoratori siano dipendenti da aziende che hanno superato la capienza, in termini di limiti massimi di fruibilità di periodi CIGO e che il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, considerato che nonostante la riapertura possa verificarsi comunque un calo di attività, sia pari al 45% di tali lavoratori per un numero medio di settimane pari a circa 11.

-      0,2 milioni sono lavoratori agricoli a tempo indeterminato dipendenti (operai, impiegati, quadri, apprendisti) da aziende assicurate per CISOA, che non sono sottoposte al regime di lockdown con relativa ripresa delle attività in quanto appartenenti a settori strategici e di pubblica utilità, con retribuzione media mensile, nell’anno 2019, pari a 1.535,4 euro.

Con riferimento ai Fondi di solidarietà, la RT stima l’onere derivante dall’estensione dell’utilizzo fino a 9 settimane dell’istituto dell’assegno ordinario.

Le ipotesi utilizzate ai fini della quantificazione dell’onere sono le seguenti:

-      2,4 milioni di lavoratori dipendenti da aziende per le quali è stato disposto il blocco dell’attività economica (con retribuzione media mensile lorda di 1.745,0 euro): per tali lavoratori è stata ipotizzata una percentuale di ricorso alla prestazione pari al 100% e 11 settimane in media di durata della prestazione;

-      3,5 milioni di lavoratori dipendenti da aziende per le quali non è stato disposto il blocco dell’attività economiche (con retribuzione media mensile lorda di 1.780,0 euro): per tali lavoratori è stata ipotizzata una percentuale di ricorso alla prestazione pari al 20% e 11 settimane in media di durata della prestazione.

Per la stima dell’onere totale è stato considerato anche l’onere per la prestazione per il nucleo familiare ipotizzando un importo medio mensile pro capite di 50 euro. Gli importi, inoltre, comprendono anche gli importi relativi ai fondi di solidarietà territoriali delle provincie di Trento e di Bolzano.

Per quanto riguarda la quantificazione della copertura figurativa connessa alle prestazioni sopra menzionate sono state considerate le aliquote FPLD pari, nel 2020, al 33% per i lavoratori dipendenti non agricoli e del 29,30% per i lavoratori dipendenti agricoli.

Per quanto riguarda il rifinanziamento dei Fondi alternativi, la RT specifica che da esso emergono nuovi e maggiori oneri, che in ogni caso si sostanziano in un limite di spesa, per il 2020 pari a 1.020 milioni di euro (con rideterminazione dello stanziamento complessivo in 1.100 milioni di euro). La RT stima che del predetto maggiore onere di 1.020 mln di euro (SNF) la relativa incidenza in termini di indebitamento netto (prestazioni) sia pari a 637,5 mln di euro.

Si ricorda, inoltre, che in una premessa relativa agli art. 68-71, la relazione tecnica indica che le informazioni sulle ore effettivamente integrate e sugli effettivi beneficiari dei provvedimenti di integrazione salariale non sono ancora pienamente disponibili, stante anche il differimento degli adempimenti contributivi che incide sulla conoscenza dell'effettivo utilizzo della misura per le aziende che scelgono la modalità del pagamento a conguaglio. Allo stato attuale, pertanto, non avendo elementi di consuntivo sul reale fruito delle aziende rispetto all'autorizzato ai sensi del DL 18/2020, la relazione tecnica, nel determinare limiti di spesa che possano in ogni caso consentire il riconoscimento dei benefici autorizzati, si deve basare su ipotesi di possibile fruizione così come avvenuto per la relazione tecnica dello stesso decreto legge n. 18/2020. La relazione tecnica (al cui testo si rinvia) procede dunque a fornire dati e stime afferenti il numero di lavoratori potenzialmente coinvolti nei blocchi delle attività e il relativo periodo.

Ciò premesso, si osserva quanto segue.

Riguardo alla quantificazione dei maggiori oneri connessi all’estensione temporale nell’erogazione della cassa integrazione ordinaria e dell’assegno ordinario da parte dei fondi di solidarietà bilaterali, la stessa appare verificabile rispetto ai parametri forniti dalla RT. Si evidenzia in  proposito che il sensibile incremento degli oneri rispetto a quanto stimato per l’articolo 19 del DL 18/2020 (oltre 10 miliardi di euro) appare determinato sia dal più ampio periodo di erogazione assunto dalla stima (11 settimane in luogo di un mese per la CIGO e 1,5 mesi per l’assegno ordinario) sia dall’ampliamento della platea individuata, con particolare riferimento all’onere conseguente all’erogazione dell’assegno ordinario.

Con riguardo all’erogazione della cassa integrazione ordinaria, si rileva inoltre che il maggior onere viene calcolato sulla base della platea di lavoratori dipendenti da aziende che hanno superato la capienza in termini di limiti massimi di fruibilità di periodi CIGO.

Riguardo all’applicazione delle disposizioni anche ai lavoratori alle dipendenze dei datori di lavoro nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio e il 25 marzo 2020, non vi sono osservazioni da formulare atteso che la RT precisa che la platea dei destinatari è ricompresa in quella utilizzata per le stime.

Per quanto riguarda i Fondi alternativi, di cui all’articolo 19, comma 6, del DL 18/2020 come rifinanziato dalle disposizioni in esame (da 80 a 1.020 milioni di euro), pur rilevando che lo stesso è previsto come limite di spesa, appare necessario acquisire dati ed elementi di valutazione volti a confermare la congruità delle risorse stanziate in relazione agli utilizzi previsti.

Infine, riguardo al comma 6-ter dell’articolo 19 del DL 18/2020, introdotto da comma 1, lett. g), si rileva che lo stesso prevede che i Fondi di cui all’articolo 26 del D. Lgs. 148/2015 (Fondi di solidarietà bilaterali), garantiscano l’erogazione dell’assegno ordinario con le medesime modalità di cui all’articolo 19 del DL 18/2020. In proposito, si osserva che il prospetto riepilogativo, per tale onere (250 mln), fa esplicito riferimento esclusivamente ai fondi di solidarietà del Trentino Alto Adige, pur essendo la norma diretta alla generalità dei Fondi in questione. Inoltre, appare necessario acquisire chiarimenti circa le finalità di tale limite di spesa, tenuto conto che l’erogazione dell’assegno ordinario da parte dei Fondi di solidarietà appare già finanziata a valere sul limite di spesa di cui all’articolo 19, comma 9, del DL 18/2020, come incrementato dal comma 1, lett. i) dell’articolo in esame.

 

Articolo 69
(Trattamento ordinario di integrazione salariale per aziende in Cassa integrazione straordinaria)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Trattamento ordinario di integrazione salariale per aziende già in Cassa integrazione straordinaria - Prestazione

292,60

 

 

292,60

 

 

292,60

 

 

Trattamento ordinario di integrazione salariale per aziende già in Cassa integrazione straordinaria – Contribuzione figurativa

197,80

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame modificano l’articolo 20 del DL 18/2020, relativo al trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa integrazione straordinaria. In particolare, il periodo massimo di erogazione del beneficio, confermato in nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, è incrementato di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito del periodo precedentemente concesso. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo, di durata massima di quattro settimane di trattamento, per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020, fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter del DL 18/2020, introdotto dal successivo articolo 71. A tal fine, è incrementato da 338,2 milioni a 828,6 milioni il limite di spesa entro il quale è riconosciuta l’integrazione al reddito in esame. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 490,4 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi del successivo articolo 265.

La relazione tecnica afferma che la sospensione della fruizione della CIGS è riferita a 0,2 milioni di lavoratori che hanno avuto una retribuzione media mensile nel 2019 di circa 2.000 euro. Inoltre, la percentuale di ricorso alla misura in esame è stata fissata pari al 95%.

La RT riepiloga i maggiori oneri, che in ogni caso costituiscono limite di spesa, nella seguente tabella:

 

Maggiorazione platea causa COVID-2019

 

Onere per maggiori prestazioni

Stanziamenti ex DL 18/2020

Incremento limite di spesa art. 19, comma 9 DL 18/2020

203.800

Tutte le aziende

828,6

338,2

490,4

 

La RT ricorda inoltre che l’articolo in esame prevede anche la possibilità, ai sensi dell’articolo 22-ter inserito nel DL n. 18/2020, di un’ulteriore eventuale estensione del periodo di integrazione salariale, nei limiti dello stanziamento previsto all’articolo 22-ter medesimo e di quello previsto ai sensi del presente articolo, compatibilmente con il rispetto dei saldi di finanza pubblica.

Ciò premesso, si osserva che la RT non riporta il parametro relativo alla durata media della fruizione in esame. Ipotizzando che la stessa corrisponda a quella della cassa integrazione ordinaria, di cui al precedente articolo 68 (11 settimane), la stima degli oneri appare verificabile sulla base dei dati forniti dalla stessa RT.

 

Articolo 70
(Cassa integrazione in deroga)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Cassa integrazione in deroga per i lavoratori non tutelati da misure di sostegno al reddito – Prestazioni

1.192,1

 

 

1.192,1

 

 

1.192,1

 

 

Cassa integrazione in deroga per i lavoratori non tutelati da misure di sostegno al reddito – Contribuzione figurativa

450,80

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le norme modificano l’articolo 22 del DL 18/2020, relativo all’erogazione della cassa integrazione in deroga. In particolare, le disposizioni:

•      prevedono che il periodo massimo di erogazione del beneficio, confermato in nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, sia incrementato di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso, secondo le modalità di cui all’articolo 22-ter, introdotto dal successivo articolo 71. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020, secondo le modalità di cui all’articolo 22-ter del DL 18/2020. Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, è possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre a condizione che i medesimi abbiamo interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane;

•      incrementano da 3.293,2 milioni a 4.936,1 milioni di euro il limite di spesa entro il quale è riconosciuta l’integrazione al reddito in esame. La misura, prevista dal DL 18/2020 per i dipendenti in forza al 23 febbraio 2020, è altresì estesa a quelli in forza al 25 marzo 2020;

•      l’INPS comunica settimanalmente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze le risultanze, anche in via prospettica, delle autorizzazioni e delle erogazioni in relazione alle risorse ripartite tra le singole regioni e province autonome. Con decreto si provvede ad individuare le somme ripartite e non corrispondenti ad autorizzazioni riconosciute e delle somme non ripartite al fine di renderle disponibili all’INPS per le finalità di cui all’articolo 22-ter.

Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 1.642,9 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede a valere sul successivo articolo 265.

Al riguardo, la relazione tecnica afferma che sono state prese in considerazione le seguenti platee:

-      2,1 milioni di lavoratori dipendenti non agricoli di cui:

1,0 milioni sono lavoratori dipendenti non agricoli da aziende che sono sottoposte ancora al regime di lockdown con relativa sospensione di attività, con una retribuzione media mensile, nell’anno 2019, pari a 1.145,5 euro; è stato ipotizzato che il ricorso alla cassa integrazione in deroga sia pari al 100% di tali lavoratori;

1,1 milioni sono lavoratori dipendenti non agricoli da aziende che non sono più sottoposte al regime di lockdown con relativa ripresa delle attività in quanto appartenenti a settori strategici e di pubblica utilità, con una retribuzione media mensile, nell’anno 2019, pari a 1.552,4 euro; è stato ipotizzato, in considerazione del fatto che nonostante la riapertura possa verificarsi comunque un calo di attività, un ricorso alla prestazione in deroga per il 20% di tali lavoratori;

-      0,4 milioni di lavoratori agricoli a tempo determinato da aziende che non sono sottoposte al regime di lockdown con relativa ripresa delle attività in quanto appartenenti a settori strategici e di pubblica utilità, con retribuzione media mensile, nell’anno 2019, pari a 837,7 euro; è stato ipotizzato, in considerazione del fatto che nonostante la riapertura possa verificarsi comunque un calo di attività, un ricorso alla prestazione in deroga per il 30% di tali lavoratori.

Inoltre, la RT ha ipotizzato una durata di 9 settimane di ricorso alla cassa integrazione in deroga.

Ai fini della stima si è tenuto conto degli importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale e dell’assegno ordinario in vigore per l’anno 2020 e gli importi relativi alle retribuzioni sono stati opportunamente rivalutati.

Per quanto riguarda la quantificazione della copertura figurativa connessa alle prestazioni sopra menzionate sono state considerate le aliquote FPLD pari, nel 2020, al 33% per i lavoratori dipendenti non agricoli e del 29,30% per i lavoratori dipendenti agricoli.

La RT precisa inoltre che nella stima dell’onere di prestazione e stato considerato un importo medio mensile di 50 euro riferito all’assegno al nucleo familiare.

Si ricorda, che in una premessa relativa agli art. 68-71, la relazione tecnica indica che le informazioni sulle ore effettivamente integrate e sugli effettivi beneficiari dei provvedimenti di integrazione salariale non sono ancora pienamente disponibili, stante anche il differimento degli adempimenti contributivi che incide sulla conoscenza dell'effettivo utilizzo della misura per le aziende che scelgono la modalità del pagamento a conguaglio. Allo stato attuale, pertanto, non avendo elementi di consuntivo sul reale fruito delle aziende rispetto all'autorizzato ai sensi del DL 18/2020, la relazione tecnica, nel determinare limiti di spesa che possano in ogni caso consentire il riconoscimento dei benefici autorizzati, si deve basare su ipotesi di possibile fruizione così come avvenuto per la relazione tecnica dello stesso decreto legge n. 18/2020. La relazione tecnica (al cui testo si rinvia) procede dunque a fornire dati e stime afferenti il numero di lavoratori potenzialmente coinvolti nei blocchi delle attività e il relativo periodo.

Ciò premesso, si osserva che la quantificazione appare sostanzialmente coerente rispetto ai parametri riportati dalla RT. In proposito, si rileva che la stima del beneficio prevede una durata media di 9 settimane. Al riguardo, pur considerando che l’eventuale proroga sarebbe disciplinata ai sensi degli articoli 22-ter e 22-quater del DL 18/2020, introdotti dal successivo articolo 71, che prevedono un monitoraggio da parte dell’INPS sul rispetto del limite di spesa, appare utile acquisire conferma circa la prudenzialità del predetto parametro temporale.

Appare altresì utile una valutazione circa la prudenzialità delle ipotesi relative alla platea dei lavoratori dipendenti di aziende non più sottoposte al regime di lockdown, per la quale la RT stima un ricorso alla richiesta di CIGS di circa il 20 per cento. Stante la specificità della situazione creatasi a seguito della chiusura e della tipologia delle aziende potenzialmente interessate dalla cassa integrazione in deroga, che possono essere anche di dimensioni molto ridotte, circa la prudenzialità dell’assunzione della predetta percentuale andrebbe acquisito l’avviso del Governo.

Infine, non vi sono osservazioni da formulare per quanto riguarda l’inserimento del comma 6-bis nell’art. 22 del DL 18/2020, che prevede la possibilità, per i datori di lavoro con unità produttive dislocate in più regioni o province autonome, di erogare il trattamento in deroga anche con le modalità del conguaglio ai sensi dell’articolo 7 del D. Lgs. 148/2015; in proposito, la RT afferma che, trattandosi di problematiche di natura procedurale legate alla modalità di erogazione della prestazione di integrazione salariale, da tale previsione non sorgono nuovi oneri per la finanza pubblica.

 

Articolo 71
(Ulteriore finanziamento delle integrazioni salariali)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Ulteriore finanziamento delle integrazioni salariali - Prestazione

1.857,4

 

 

1.857,4

 

 

1.857,4

 

 

Ulteriore finanziamento delle integrazioni salariali – Contribuzione figurativa

883,40

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che le disposizioni in esame introducono gli articoli da 22-ter a 22-quinquies del DL 18/2020.

In particolare:

·        l’articolo 22-ter istituisce, nell’ambito dello stato di previsione del Ministero del lavoro, un apposito capitolo di bilancio con dotazione per l’anno 2020 pari a 2.740,8 milioni di euro. Le predette risorse, che costituiscono in ogni caso limite massimo di spesa, possono essere trasferite all’INPS, ai Fondi di solidarietà bilaterali e ai Fondi bilaterali alternativi per il rifinanziamento delle specifiche misure dagli stessi finanziati;

·        l’articolo 22-quater prevede che i trattamenti di integrazione salariale in deroga, di cui all’articolo 22 del DL 18/2020, per periodi successivi alle prime nove settimane riconosciuti dalle regioni, siano concessi dall’Inps a domanda del datore di lavoro l’efficacia della quale è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa. Il trattamento è riconosciuto nel limite massimo di cui all’articolo 22, comma 3, del DL 18/2020, al netto delle risorse già destinate dalle regioni a valere sul medesimo limite di spesa, limitatamente ai dipendenti già in forza alla data del 25 marzo 2020;

·        l’articolo 22-quinques dispone modalità procedurali riguardo alle richieste di integrazione salariale a pagamento diretto previste agli articoli da 19 a 21 del DL 18/2020, presentate a decorrere dal trentesimo giorno successivo al 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore della disposizione in esame).

Ciò premesso, si rileva che l’istituzione di un apposito capitolo nello stato di previsione del Ministero del lavoro con dotazione per l’anno 2020 pari a 2.740,8 milioni di euro, è finalizzata a tutelare le posizioni lavorative, qualora gli effetti dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si prolunghino nel tempo, in aggiunta ai limiti di spesa già predisposti per le singole fattispecie di integrazioni al reddito.

In via preliminare si rileva che gli oneri sono espressamente configurati come limite di spesa ed è previsto un meccanismo di monitoraggio volto a prevenire scostamenti nonché la subordinazione dell’accoglimento delle domande alla disponibilità di risorse. In proposito non si formulano osservazioni per i profili di quantificazione, essendo l’onere limitato all’entità dello stanziamento. In merito alla congruità dello stanziamento rispetto alla finalità della disposizione, si prende atto che la relazione tecnica fornisce elementi basati su stime e ipotesi, dando conto delle ragioni dell’indisponibilità di dati più puntuali.

In una premessa relativa agli art. 68-71, infatti, la relazione tecnica indica che le informazioni sulle ore effettivamente integrate e sugli effettivi beneficiari dei provvedimenti di integrazione salariale non sono ancora pienamente disponibili, stante anche il differimento degli adempimenti contributivi che incide sulla conoscenza dell'effettivo utilizzo della misura per le aziende che scelgono la modalità del pagamento a conguaglio. Allo stato attuale, pertanto, non avendo elementi di consuntivo sul reale fruito delle aziende rispetto all'autorizzato ai sensi del DL 18/2020, la relazione tecnica, nel determinare limiti di spesa che possano in ogni caso consentire il riconoscimento dei benefici autorizzati, si deve basare su ipotesi di possibile fruizione così come avvenuto per la relazione tecnica dello stesso decreto legge n. 18/2020. La relazione tecnica (al cui testo si rinvia) procede dunque a fornire dati e stime afferenti il numero di lavoratori potenzialmente coinvolti nei blocchi delle attività e il relativo periodo.

Non si formulano altresì osservazioni sull’introduzione degli articoli 22-quater e 22-quinquies del DL 18/2020, atteso che, come specifica la RT, trattasi di disposizioni di carattere procedimentale, le quali non comportano oneri per la finanza pubblica.

 

Articolo 72
(Misure in materia di specifici congedi per i lavoratori)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Congedo parentale +Voucher baby sitting - Prestazione

510,5

 

 

510,5

 

 

510,5

 

 

Congedo parentale +Voucher baby sitting – Contribuzione figurativa

128,6

 

 

 

 

 

 

 

 

Congedo e indennità dipendenti settore sanitario e sicurezza

37,6

 

 

37,6

 

 

37,6

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma amplia i benefici (congedo parentale e bonus baby-sitting) previsti per i lavoratori del settore privato e pubblico introdotti rispettivamente dagli articoli 23 e 25 del decreto legge n. 18/2020 per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. I predetti benefici sono riconosciuti nell’ambito di limiti di spesa, che sono incrementati dalla norma in esame.

In particolare i limiti di spesa sono modificati, come evidenziato nella tabella seguente:

 

Limiti di spesa articoli 23 e 25 del decreto-legge n. 18/2020, come modificati dall'articolo in esame

Fonte: Elaborazione su dati RT

 

La norma stabilisce che agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 676,7 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

La relazione tecnica precisa che i limiti di spesa dell’articolo 23 del DL n. 18/2020, relativi alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore del presente decreto sono stati ridotti per 331,2 mln di euro, di cui 131,2 mln di euro per contribuzione figurativa.

La RT chiarisce che dalle risultanze dei monitoraggi eseguiti dall’Istituto emerge un ridotto ricorso alle misure concesse ai sensi degli articoli 23 e 25 del DL 18/2020 per le categorie sopra riportate rispetto allo stanziamento fissato.

La relazione tecnica afferma che di tale riduzione un importo pari a 200 mln di euro ha finanziato l’incremento a 500 mln di euro dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 44 dello stesso decreto legge n. 18/2020.

Si ricorda che l’articolo 44 del citato decreto legge ha istituito, il Fondo per il reddito di ultima istanza volto a garantire il riconoscimento di un’indennità nel limite di spesa di 300 milioni di euro per l'anno 2020.

 

Tanto premesso non si hanno osservazioni da formulare dal momento che i benefici previsti dalla norma in esame sono concessi a domanda e nel limite di un tetto di spesa il cui rispetto è garantito da espressa previsione normativa che impone all’INPS di non accogliere le domande presentate qualora dal monitoraggio disposto emerga il superamento del limite di spesa fissato (si rammenta, comunque, che, ai sensi dell’articolo 126, comma 7, del decreto-legge n. 18/2020, con decreto ministeriale è possibile rimodulare le risorse tra le misure previste dal decreto-legge medesimo, ad invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica).

Andrebbe tuttavia chiarito se l’INPS possa dare attuazione alla previsione in esame nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziare disponibili a legislazione vigente, anche tenendo conto del complesso delle prestazioni affidate all’Istituto dai decreti emergenziali.

 

Articolo 73
(Misure in materia in materia di permessi retribuiti ex articolo 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Incremento giornate di permesso retribuito – Prestazione

545,6

 

 

545,6

 

 

545,6

 

 

Incremento giornate di permesso retribuito – Contribuzione figurativa

150,1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In merito ai profili di quantificazione, si rileva che la norma, modificando l’articolo 24 del decreto legge n. 18/2020, stabilisce che il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104[26], sia incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di maggio e giugno 2020. La norma stabilisce che agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 604,7 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265 del provvedimento in esame.

Si ricorda che l’articolo 25 del decreto-legge n. 18/2020 ha previsto analogo incremento di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.

La relazione tecnica stima un maggior onere per l’anno 2020 pari a 604,7 milioni di euro (454,6 milioni di euro per prestazione e 150,1 milioni di euro per coperture figurative).

In proposito non si hanno osservazioni da formulare, in quanto la quantificazione appare corretta sulla base dei dati forniti e coerente con le stime riferite all’articolo 24 del decreto-legge 18/2020.

 

Articolo 74
(Disposizioni in materia di tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica:

(milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Equiparazione  a malattia del  periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria -Prestazione

188,00

 

 

188,00

 

 

188,00

 

 

Equiparazione  a malattia del  periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria – Contribuzione figurativa

62,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La relazione tecnica afferma che la proposta normativa proroga fino al 31 luglio la possibilità di equiparare l’assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero, laddove prescritto dalle autorità sanitarie competenti, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso:

1.    del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità;

2.    di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita che rendono rischioso recarsi sul posto di lavoro nella situazione di emergenza epidemiologica.

Con riferimento agli effetti finanziari derivanti dal provvedimento, la RT ritiene che questi derivino esclusivamente dai soggetti dipendenti del settore privato e stima che il numero dei soggetti potenzialmente interessati possa essere circa 25.200, ipotizzando che dei 42.000 dipendenti privati in possesso del riconoscimento di disabilità, il 10% possa continuare l’attività lavorativa tramite lo smart-working e un 30% usufruisca della cassa integrazione.

Con riferimento al punto 2, tenendo conto delle possibili sovrapposizioni con i soggetti di cui al punto 1, e che il numero dei malati oncologici e immunodepressi è considerevole si stima che gli interessati possano essere indicativamente 30.000.

Ipotizzando una retribuzione di 85 euro giornalieri e un periodo di assenza dal lavoro di 40 giorni si avrà un onere per il 2020 pari a 250 milioni di euro di cui 62 milioni di euro per contribuzione figurativa e 188 milioni di euro per prestazioni.

 

In merito ai profili di quantificazione, si osserva che le disposizioni in esame modificano l’articolo 26, comma 2, del DL 18/2020, prolungando dal 30 aprile al 31 luglio 2020 - per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, nonché per i lavoratori in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita - l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero. Conseguentemente viene incrementato da 130 a 380 milioni di euro per l’anno 2020 il limite massimo di spesa entro il quale sono posti a carico dello Stato gli oneri a carico del datore di lavoro, che presenta in proposito domanda all'ente previdenziale e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui alle disposizioni in esame. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 250 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi del successivo articolo 265.

In proposito, si evidenzia che la quantificazione appare coerente rispetto ai parametri forniti dalla stessa RT.

Peraltro, si osserva che in base alla RT e al prospetto riepilogativo riferiti al DL 18/2020, gli oneri derivanti dall’articolo 26 dello stesso decreto legge erano imputati al comma 1, mentre la norma in esame interviene sul termine temporale di cui al comma 2. Su tale aspetto appare quindi necessario acquisire chiarimenti.

In particolare andrebbe chiarito se il limite di spesa predisposto originariamente dal citato articolo 26 fornisca copertura sia al comma 1 (equiparazione della quarantena a malattia) che al comma 2 (equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero per cittadini disabili o a rischio).

Tali chiarimenti appaiono necessari anche in considerazione delle posizioni giuridiche soggettive che i commi 1 e 2 attribuiscono ai soggetti interessati, che non sembrano condizionate alla sussistenza delle relative disponibilità.

 

Articoli 75 e 84
(Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica)

Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

 (milioni di euro)

 

Saldo netto da finanziare

Fabbisogno

Indebitamento netto

 

2020

2021

2022

2020

2021

2022

2020

2021

2022

Maggiori spese correnti

 

Proroga indennizzi aprile e maggio 2020 di cui agli articoli 27/28/29/38 e 44 del Dl n. 18/2020

3.840,8

 

 

3.840,8

 

 

3.840,8

 

 

Proroga indennizzi aprile e maggio 2020 di cui agli articoli 27/28/29/38 e 44 del Dl n. 18/2020 – Incremento Fondo reddito cittadinanza

72,00

 

 

72,00

 

 

72,00

 

 

 

La relazione tecnica afferma che il monitoraggio delle domande di indennizzo pervenute per il mese di marzo ha costituito la principale informazione amministrativa per l’individuazione delle distinte platee di lavoratori; le successive operazioni di affinamento dei dati hanno riguardato, a stima, lo scarto delle domande duplicate, l’individuazione delle domande pervenute per una categoria diversa da quella di appartenenza, la loro riallocazione nella corretta categoria di lavoratori, la quantificazione delle domande accogliibili che potranno ancora pervenire, l’incrocio con gli archivi dell’Istituto per il controllo dei requisiti di compatibilità.

Successivamente a tali operazioni di assestamento dei dati si è proceduto alla definizione dei beneficiari per singola categoria e per ciascuno dei mesi di aprile e maggio, stante, laddove presente, la differenziazione dei requisiti per ognuno dei due mesi considerati.

Nel prospetto che segue si rileva la stima dei beneficiari e degli oneri collegati:

 

(milioni di euro)

Categoria lavoratori

Beneficiari aprile

Beneficiari maggio

Oneri indennità aprile

Oneri indennità maggio

Oneri complessivi

Professionisti e co.co.co gestione separata

501.000

448.000

300,6

448,0

748,6

Autonomi gestione speciale AGO

3.050.000

 

1.830,0

 

1.830,0

Stagionali turismo

234.000