XVII Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere

Resoconto stenografico



Seduta n. 157 di Martedì 31 maggio 2016

INDICE

Esame della proposta di relazione sulla situazione dei comuni, sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso o sottoposti ad accesso ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di San Sostene (CZ), Joppolo (VV), Badolato (CZ), Sant'Oreste (RM), Platì (RC), Ricadi (VV), Diano Marina (IM), Villa di Briano (CE), Morlupo (RM), Scalea (CS), Finale Emilia (MO), Battipaglia (SA) e Roma Capitale, in vista delle elezioni del 5 giugno 2016 (rel. on. Rosy Bindi):
Bindi Rosy , Presidente ... 3 
Lumia Giuseppe  ... 4 
Bindi Rosy , Presidente ... 4 
Lumia Giuseppe  ... 4 
Bindi Rosy , Presidente ... 4 
Lumia Giuseppe  ... 4 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Lumia Giuseppe  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Lumia Giuseppe  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Lumia Giuseppe  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Prestigiacomo Stefania (FI-PdL)  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Prestigiacomo Stefania (FI-PdL)  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Prestigiacomo Stefania (FI-PdL)  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Prestigiacomo Stefania (FI-PdL)  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Lumia Giuseppe  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Carbone Ernesto (PD)  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Carbone Ernesto (PD)  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 5 
Carbone Ernesto (PD)  ... 5 
Esposito Stefano  ... 5 
Bindi Rosy , Presidente ... 6 
Esposito Stefano  ... 6 
Bindi Rosy , Presidente ... 6 
D'Uva Francesco (M5S)  ... 6 
Esposito Stefano  ... 6 
Bindi Rosy , Presidente ... 6 
Fava Claudio (SI-SEL)  ... 6 
Bindi Rosy , Presidente ... 6 
Fava Claudio (SI-SEL)  ... 6 
Bindi Rosy , Presidente ... 6 
Fava Claudio (SI-SEL)  ... 6 
Molinari Francesco  ... 6 
Bindi Rosy , Presidente ... 7 
Carbone Ernesto (PD)  ... 7 
D'Uva Francesco (M5S)  ... 7 
Bindi Rosy , Presidente ... 7 
D'Uva Francesco (M5S)  ... 7 
Bindi Rosy , Presidente ... 7 
D'Uva Francesco (M5S)  ... 7 
Fava Claudio (SI-SEL)  ... 8 
Bindi Rosy , Presidente ... 8 
Prestigiacomo Stefania (FI-PdL)  ... 8 
Molinari Francesco  ... 9 
Sammarco Gianfranco (AP)  ... 9 
Esposito Stefano  ... 9 
Bindi Rosy , Presidente ... 10

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE
ROSY BINDI

  La seduta inizia alle 14.10.

  (La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente)

Esame della proposta di relazione sulla situazione dei comuni, sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso o sottoposti ad accesso ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di San Sostene (CZ), Joppolo (VV), Badolato (CZ), Sant'Oreste (RM), Platì (RC), Ricadi (VV), Diano Marina (IM), Villa di Briano (CE), Morlupo (RM), Scalea (CS), Finale Emilia (MO), Battipaglia (SA) e Roma Capitale, in vista delle elezioni del 5 giugno 2016 (rel. on. Rosy Bindi).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame della proposta di relazione sulla situazione dei comuni, sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso o sottoposti ad accesso ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di San Sostene (CZ), Joppolo (VV), Badolato (CZ), Sant'Oreste (RM), Platì (RC), Ricadi (VV), Diano Marina (IM), Villa di Briano (CE), Morlupo (RM), Scalea (CS), Finale Emilia (MO), Battipaglia (SA) e Roma Capitale, in vista delle elezioni del 5 giugno 2016. Nella seduta odierna la Commissione è chiamata a esaminare la proposta che è stata discussa nel corso dell'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, svoltasi qualche ora fa, questa mattina. La relazione, la cui relatrice è la sottoscritta, consta di un'introduzione, nella quale si dà conto del lavoro fatto, delle risultanze soprattutto per quanto riguarda i nominativi dei candidati, e di alcune conclusioni in relazione al procedimento elettorale, all'applicazione della legge Severino, alla legge di scioglimento dei comuni, e considerazioni di tipo politico i cui interlocutori principali sono le forze politiche, laddove si ribadisce ancora una volta che la prima responsabilità della selezione della classe dirigente è appunto delle forze politiche. Si richiama però l'attenzione anche sul fatto che nei comuni che abbiamo preso in esame si sono presentate prevalentemente liste civiche, nelle quali, come risulta dalle varie schede, si vede spesso coprire operazioni di trasformismo politico, che aprono anche la strada alle infiltrazioni mafiose. Vi è quindi un richiamo alle forze politiche nazionali a non sottovalutare e ad attrezzarsi per farvi fronte, soprattutto in quelle situazioni dove le infiltrazioni mafiose continuano a fiaccare la politica e la deresponsabilizzazione dei partiti nazionali finisce a sua volta per provocarne un condizionamento sempre più forte. Dopo questa introduzione seguono le schede dei comuni, dal più piccolo al più grande – questa è stata la scelta che abbiamo fatto – schede che hanno una loro omogeneità, dalla quale si distaccano forse soltanto tre comuni, Roma, Battipaglia e Platì, che sono tre situazioni particolari. Come vedete, per ciascuna scheda si riporta una breve storia elettorale dell'amministrazione comunale, una breve analisi sulla situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica, la situazione amministrativa e un esame dei candidati alle elezioni. Parlerò poi di Roma. I resoconti dei nominativi sono messi in fondo a ciascuna scheda di ciascun comune, complessivamente sono 14 nomi, 8 dei quali sono relativi a situazioni di incandidabilità rilevate ai sensi dell'articolo 10 della legge Severino, legate a condanne passate in giudicato. Pag. 4 Sono collocati prevalentemente nei comuni di Battipaglia, di Scalea e di Roma. Altre 3 sono situazioni legate invece a condanne non definitive, che in caso di elezione potranno valere ai fini della sospensione di diritto, ai sensi dell'articolo 11 della legge Severino, sempre a cura delle prefetture. Tutti questi casi, sia l'incandidabilità che l'eventuale sospensione, sono stati da noi segnalati alle prefetture di competenza, con l'indicazione di notificare questo dato anche alle procure, perché trattasi di autocertificazione falsa. C'è da aggiungere che ai dati che abbiamo rilevato attraverso un lavoro molto complesso e anche quantitativamente rilevante sono stati presi in esame circa 10 mila tra certificati dei carichi pendenti e certificati penali. Questo lavoro teoricamente dovrebbe essere fatto dalle prefetture e infatti, laddove dalle prefetture è stato svolto, a Caserta sono state evidenziate 19 autocertificazioni false e una a Catanzaro, in comuni diversi da quelli da noi presi in esame. Ci sono 3 casi rientranti nel codice di autoregolamentazione, di cui due legati a condanne non definitive e uno legato al rinvio a giudizio. Si tratta per lo più di tentate estorsioni che, come si è convenuto già a suo tempo, rientrano nel nostro codice. Tutti i casi rilevati riguardano comunque persone che si sono presentate con liste civiche. Anche per il caso di Roma, nel quale la lista riporta il nome di un noto esponente politico, trattasi comunque di lista civica al VI Municipio e comunque di un'eventuale forza politica che non fa parte di questo consesso e non aveva approvato il codice di autoregolamentazione, quindi sarà mio compito dire in conferenza stampa che questo è un lavoro che noi abbiamo fatto ultra petita in un certo senso. Non ci sono partiti, in alcuni casi i partiti sono mimetizzati dentro le liste civiche, però non ci sono partiti. Trattasi di condanne, in primo grado ma condanne, per tentata estorsione. In una lista civica che porta il nome di Giovanni Salvini c'è anche un caso abbastanza eclatante. Vorrei sottolineare ancora una volta che nelle schede vengono riportati i riferimenti a parentele e frequentazioni ovviamente senza nomi e cognomi. Queste sono frutto delle informative che noi abbiamo chiesto alla polizia giudiziaria, che ci sono state fornite nelle prime due settimane di campagna elettorale, sono dati in archivio, segretati, accessibili ai membri di questa Commissione, ma che, trattandosi di atti segreti, non possiamo scrivere in questa relazione. Sono state descritte le situazioni, ma non sono stati fatti espliciti riferimenti neanche a singole liste. L'ultima scheda – si fa per dire, perché sono circa settanta pagine – è Roma, che io – dico subito – considero non necessariamente la relazione conclusiva su Roma e le mafie nel Lazio, sulle quali questa Commissione dovrà ancora lavorare e soprattutto ancora produrre materiale. Come vedete, alla scheda su Roma è stata anteposta una breve introduzione di tre pagine, nella quale si sintetizza quanto è contenuto nella relazione più ampia e le conclusioni alle quali siamo pervenuti. C'è un resoconto completo delle audizioni e una ricostruzione di tutti i documenti, sia quelli dell'autorità giudiziaria che delle indagini amministrative che delle riflessioni politiche che sono state maturate fino ad oggi sul caso Roma. Io non avrei altro da aggiungere. Se ci sono interventi e dichiarazioni di voto...

  GIUSEPPE LUMIA. Per il codice di autoregolamentazione sono stati rilevati tre casi, uno tra i candidati al consiglio comunale di Roma Capitale e due tra i candidati al VI Municipio di Roma.

  PRESIDENTE. Quello del consiglio comunale è di una lista civetta.

  GIUSEPPE LUMIA. E quelli al VI Municipio sono ufficiali o civiche?

  PRESIDENTE. È Storace, ma sono liste civiche.

  GIUSEPPE LUMIA. L'ultimo chiarimento, presidente: lei diceva che ci sono quelle analisi qualitative che mai e poi mai potremmo raggiungere con un codice, perché sono persone...

Pag. 5

  PRESIDENTE. Leggetevi la scheda di Platì: non c'è alcuna situazione...

  GIUSEPPE LUMIA. Parentele, immagino...

  PRESIDENTE. Tutte parentele e frequentazioni.

  GIUSEPPE LUMIA. Si può conoscere il numero di queste segretate, almeno quanti casi sono? Sono tanti? Questo per capire la portata del fenomeno...

  PRESIDENTE. Abbastanza. La lettura di Platì è indicativa, ma anche qualche situazione campana o calabrese. Sono difficilmente quantificabili...

  GIUSEPPE LUMIA. Però il fenomeno è di un certo rilievo.

  PRESIDENTE. Sì, di un certo rilievo, ma questo è stato segnalato.

  STEFANIA PRESTIGIACOMO. I due riconducibili alla lista Storace sono quelli della tentata estorsione?

  PRESIDENTE. Sì.

  STEFANIA PRESTIGIACOMO. Ricordo il dubbio se inserirli o non inserirli, ma poi quando è stato deciso di inserirli? Era stato posto un quesito sulla tentata estorsione...

  PRESIDENTE. Sì, abbiamo chiarito che la tentata estorsione ne faceva parte...

  STEFANIA PRESTIGIACOMO. L'avete chiarito in quale sede?

  PRESIDENTE. L'abbiamo chiarito durante una riunione di Commissione, nella quale peraltro abbiamo risposto proprio a un'obiezione di un candidato consigliere regionale che era entrato nella lista.

  STEFANIA PRESTIGIACOMO. Va bene, grazie.

  PRESIDENTE. Sono tra l'altro casi «tentati» perché sono stati sventati, ma, se non fossero stati sventati, si sarebbero consumati.

  GIUSEPPE LUMIA. I tredici nomi sono segretati?

  PRESIDENTE. No, sono scritti in fondo alle schede. Se volete vi possiamo fornire un riepilogo nominativo, ad uso dei soli commissari. Si era detto di non fare una lista di proscrizione, quindi francamente non lo pubblicherei.

  ERNESTO CARBONE. Sono d'accordo. Sempre nella logica di cui discutemmo anche in passato relativa al contraddittorio sulle persone, proprio per questo e spero che tutti i commissari possano concordare non darei assolutamente la lista delle persone.

  PRESIDENTE. I nomi però sono dentro le schede di ciascun comune. Capiamoci su una cosa, onorevole Carbone: eventualmente l'unica cosa sulla quale possiamo discutere è il codice di autoregolamentazione, ma sull'incandidabilità, signori, questi hanno certificato il falso e prenderanno voti in campagna elettorale, persone che sono state condannate in via definitiva che prendono voti e che drogano il risultato elettorale, che hanno dichiarato il falso.

  ERNESTO CARBONE. Su questo sono d'accordo, io non darei questo prospetto...

  PRESIDENTE. Non lo diamo, questo è ad uso vostro per rendervi conto della situazione. Se lo lasciate qui, siamo tutti più tranquilli.

  ERNESTO CARBONE. Esatto.

  STEFANO ESPOSITO. Presidente, facciamo formalmente la riconsegna, perché credo che sia giusto fare le cose in modo puntuale, per evitare qualunque problema. D'altra parte siamo vincolati, quindi è bene rifare i vari passaggi. Le chiedo soltanto se sul tema che lei poneva sui nomi legati al Pag. 6codice non valga la pena di fare una riflessione, per evitare qualunque strumentalizzazione. Per fortuna qui non stiamo facendo una difesa, stiamo facendo un ragionamento, una valutazione di opportunità, memori delle discussioni che abbiamo fatto, esclusivamente su quei tre nomi legati a ragioni di codice...

  PRESIDENTE. Due sono condannati.

  STEFANO ESPOSITO. In primo grado. Lo sottopongo ma, siccome nessuno li conosce, dobbiamo provare a tenere una linea di condotta anche per il futuro, tutto qua. La mia personale valutazione è che forse sarebbe opportuno non inserirli, però è una cosa che ha senso se riusciamo a essere tutti d'accordo su questo tema.

  PRESIDENTE. Il senatore Esposito pone il problema di non rendere noti i nomi dell'autoregolamentazione. C'è un unico motivo secondo me: sono liste che non hanno aderito al codice. Questa è l'unica motivazione.

  FRANCESCO D'UVA. Capisco perfettamente la posizione del collega Esposito, però in ufficio di presidenza sono state prese decisioni diverse, quindi ora, con tutto il rispetto per l'opinione del collega, che rispetto davvero, non posso condividerle per il semplice fatto che non è questa la sede in cui decidere. Il lavoro è già stato fatto, si va avanti con quello che è stato deciso, punto e basta. Questo schema riepilogativo ovviamente non si pubblica e si consegna.

  STEFANO ESPOSITO. Infatti ho detto che questa era una decisione che valeva nel caso in cui fossimo tutti d'accordo. L'ufficio di presidenza è sempre sovrano, ma ricordo che la plenaria è il luogo...

  PRESIDENTE. Ora lascio la parola al vicepresidente, comunque dirò e ritengo che vada scritto che da questa nostra analisi emergono dei casi in liste civiche che non hanno aderito al codice, che quindi non erano tenute al rispetto, cioè non hanno tradito l'elettorato nel dire «ho firmato un patto aderendo al codice e poi non l'ho rispettato».

  CLAUDIO FAVA. A me questa chiosa va benissimo, però a onor del vero nel nostro codice di autoregolamentazione i partiti si impegnano a non candidare e a non sostenere nemmeno indirettamente, attraverso altre liste, cioè liste civiche... e qui stiamo parlando di un candidato sindaco a cui fanno riferimento partiti che hanno firmato questo codice, impegnandosi a non sostenere nemmeno indirettamente attraverso altre liste collegate chi si trova in queste condizioni, per cui ben venga questa chiosa, non siamo tenuti a giustificare il lavoro che stiamo facendo.

  PRESIDENTE. Però trattasi anche in questo caso di candidato civico, non appartenente a partiti, anche il candidato sindaco.

  CLAUDIO FAVA. Qui però si parla delle liste collegate al candidato sindaco...

  PRESIDENTE. Marchini non fa parte di partiti.

  CLAUDIO FAVA. Non stiamo parlando del candidato che deve essere espressione di un partito: la coalizione è espressione di alcuni partiti che si impegnano a non sostenere liste collegate, anche se sono liste civiche. Lo dico per tranquillizzare me stesso e i colleghi. Il lavoro che abbiamo fatto lo scorso anno e che con risultati assai meno rilevanti stiamo riproponendo quest'anno non ha bisogno di essere ogni volta giustificato, dovremmo giustificare il fatto che quest'anno, a differenza dell'anno scorso, decidiamo di cassare da questa lista i nomi di chi ha violato il codice di autoregolamentazione.

  FRANCESCO MOLINARI. Siccome l'abbiamo trattato in ufficio di presidenza, credo che sia lineare la decisione che avevamo preso per evitare che nascano appositamente liste civiche che vanno ad appoggiare Pag. 7 liste di partiti. Facciamolo per il futuro e resta poi...

  PRESIDENTE. Va bene, siamo d'accordo tutti su questo punto? Li mettiamo precisando che trattasi comunque di liste civiche che non hanno aderito al codice, perché al codice hanno potuto aderire soltanto i partiti politici rappresentati in Parlamento. La questione che l'anno scorso era più importante e che causò anche delle polemiche era: «ma come, l'avete votata e adesso non la volete applicare?». Non è da premiare candidare un condannato per estorsione però, se non ti sei impegnato su quel codice, almeno non hai tradito gli elettori, perché non avevi preso quell'impegno. Io questo lo direi e lo scriverei.

  ERNESTO CARBONE. Sono completamente d'accordo, presidente.

  FRANCESCO D'UVA. Possiamo inserire anche ciò che ha detto il vicepresidente Fava.

  PRESIDENTE. Lo direi e lo scriverei: «anche se è stata sottoscritta da partiti che si impegnavano comunque a non sostenere...». Passiamo alle dichiarazioni di voto.

  FRANCESCO D'UVA. Come dichiarazione di voto a favore a nome del Movimento 5 Stelle, non possiamo che votare favorevolmente per il semplice fatto che tra l'altro è un lavoro che noi abbiamo chiesto e appoggiato dall'inizio, non siamo stati ovviamente l'unica forza politica a farlo, e siamo contenti che anche questa volta la Commissione antimafia sia andata avanti. Sappiamo benissimo a quali difficoltà sono andati incontro gli uffici della Commissione, gli ufficiali di collegamento, le consulenti, gli uffici tutti, infatti questa dichiarazione di voto vuole essere anche un ringraziamento agli uffici che hanno fatto un lavoro egregio. Un plauso anche a noi che siamo riusciti a trovare la formula giusta per andare avanti, perché – diciamolo – se avessimo scelto di fare tutte le liste, sarebbe finita male, perché con le liste di tutti i comuni saremmo arrivati a 150 mila candidati, si sarebbe ingolfato il lavoro e non saremmo andati da nessuna parte. La scelta di analizzare soltanto i comuni che uscivano da uno scioglimento o da una commissione d'accesso ha permesso di fare un lavoro come si deve. Forse, con il senno di poi, vedendo quante persone ci sono nel VI Municipio, si sarebbe potuto ampliare a tutti i municipi, ma avremmo avuto veramente...

  PRESIDENTE. Erano altri 8 mila!

  FRANCESCO D'UVA. Erano altri 8 mila, quindi tecnicamente non era possibile. Mi chiedo poi perché il prefetto di Caserta sia stato tanto bravo a trovare anche nomi di liste di comuni di cui non abbiamo chiesto, forse bisognerebbe creare una regola unica per fare in modo che tutti i prefetti lavorino allo stesso modo. Al di là di questo, devo fare un piccolo appunto sulla parte relativa al comune di Roma, che è la più lunga e corposa di questa relazione, che è stata dibattuta. Sono contento che siano stati accolti i nostri appunti, in particolare vorrei chiarire che il Movimento 5 Stelle non è mai stato e non è a favore di questa terza via caldeggiata dalla presidente, dalla maggioranza della Commissione e, se non sbaglio, anche dal Ministro Alfano e da altri: per noi il comune andava assolutamente sciolto. Chiediamo anche noi di tipizzare maggiormente i casi per sciogliere un comune e – perché no? – di rafforzare i poteri della commissione d'accesso e della commissione prefettizia. Queste osservazioni sono state inserite nell'introduzione nella parte di Roma, quindi siamo soddisfatti. Avevamo chiesto anche di inserire delle osservazioni riguardo alla regione Lazio, ma capisco che non è del tutto calzante con la relazione, per cui come Gruppo non ci impuntiamo e ribadiamo il voto favorevole, però tengo comunque a lasciare agli atti le nostre osservazioni. Noi volevamo fare presente come mafia capitale non avesse colpito solo la città di Roma, ma avesse toccato anche alcune questioni riguardanti la regione Lazio, in particolare la gara d'appalto CUP per cui ci sono persone indagate per favoreggiamento, l'assegnazione Pag. 8 delle risorse derivanti dal fondo per il riequilibrio dei comuni del Lazio, che avrebbe portato a Buzzi circa 1,8 milioni di euro, l'adozione della DGR n. 479 del 2013, con cui venivano stanziati 16 milioni di euro per l'emergenza abitativa, che, secondo la procura, sarebbero dovuti andare a finanziare un'opera immobiliare delle cooperative di Buzzi. Davanti a questo, non potendoli inserire in questa relazione, chiediamo formalmente che venga fatto un focus della Commissione antimafia sulla regione Lazio, visto che avevamo già avviato delle audizioni al riguardo, speriamo di poter trovare il tempo e il modo di fare un lavoro serio e approfondito. Detto questo, dichiaro il voto favorevole del Movimento 5 Stelle.

  CLAUDIO FAVA. Nel confermare anche il nostro voto favorevole e nel ringraziare i consulenti, i collaboratori, i nostri ufficiali di collegamento e chi ci ha reso possibile in tempi abbastanza celeri di arrivare a questi risultati, vorrei dire solo alcune cose. La prima è che credo che sia un risultato positivo del lavoro di questa Commissione se i partiti hanno in qualche modo acquisito, assimilato, raccolto il messaggio che è arrivato con il lavoro fatto lo scorso anno, e l'esito di questa analisi ci parla di liste assai più «potabili» da un punto di vista puramente formale (legge Severino, codice di autoregolamentazione). Al tempo stesso credo che sia stato opportuno estendere questa analisi a una valutazione dei rapporti di polizia giudiziaria delle prefetture, perché il quadro che invece arriva attraverso questi strumenti è molto preoccupante, cioè ci conferma che il casellario giudiziale da solo non basta e che ci sono condizioni di incompatibilità nei fatti e non nelle regole della legge, di cui per esempio la vicenda di Platì ci racconta con abbondanza di dettagli, di cui la politica deve farsi carico. Sulla terza via, che noi sosteniamo però con una forte sottolineatura del capoverso che chiude questa relazione, quando si dice che «questo istituto deve essere pensato in modo tale che non possa risolversi in un commodus discessus per evitare lo scioglimento di un ente irrimediabilmente infiltrato», cioè vorremmo evitare che questa nostra proposta, frutto di una valutazione complessiva e collettiva, diventi l'occasione per dire «non sciogliamo, tanto esiste questa terza via». Se un comune è infiltrato, se l'agibilità democratica è compromessa, il comune va sciolto a prescindere dalla presenza di una terza via.

  PRESIDENTE. Infatti la terza via è pensata non per non sciogliere, ma per non assolvere.

  STEFANIA PRESTIGIACOMO. Grazie, presidente, anch'io apprezzo il lavoro che ha fatto la Commissione e soprattutto ringrazio gli uffici, che soprattutto negli ultimi giorni hanno lavorato duramente per raggiungere questo risultato. Certamente possiamo essere contenti perché dal lavoro svolto in questa selezione di comuni, che ci ha visto molto impegnati nel decidere quali comuni porre sotto l'attenzione e quali no, come diceva anche il collega Fava il risultato è abbastanza positivo. Se però pensiamo che il problema del rispetto sia del codice che della legge Severino veda un miglioramento di attenzione dei partiti alle candidature, raggiungiamo una considerazione un po’ sbrigativa, perché abbiamo escluso tutti gli altri comuni nei quali si vota. Il problema di fondo rimane quindi quello di fare in modo che gli organi amministrativi che dovrebbero avere la competenza per effettuare questi controlli siano messi nelle condizioni di poterlo fare per tutti i comuni. Bene, quindi, il lavoro che abbiamo fatto, certamente c'è il voto positivo di Forza Italia, ma abbiamo acceso un faro soltanto su una realtà parziale, sebbene quella più critica, laddove era facile immaginare che non ci sarebbero state liste riconducibili ai partiti nei comuni sciolti o ripetutamente sciolti per mafia. Per quanto riguarda la lista dei nomi, non potrò partecipare alla conferenza stampa, quindi vorrei pregare la presidente – ma credo che lei l'abbia già anticipato nel suo intervento – di operare un distinguo tra i candidati che risultano ineleggibili o incandidabili ai fini della legge Severino perché avrebbero dichiarato il falso e quindi commesso un Pag. 9reato, e gli altri candidati sia che appartengano ai partiti, ma non ci sono, perché comunque il codice di autoregolamentazione, benché votato dai partiti, è un atto non obbligatorio, sia nel caso di specie di liste civiche che non hanno neanche approvato il codice di autoregolamentazione in Parlamento. In questi casi, infatti, guardando i due candidati nel VI Municipio della lista di Storace riconducibili al nostro candidato, che non conosco, che non mi interessa difendere, che abbiamo fatto benissimo a evidenziare, si tratta di due candidati condannati in primo grado che hanno opposto appello, ma che comunque non hanno dichiarato il falso. Questo è molto importante, perché un conto è commettere un reato e presentare un'autocertificazione falsa, altro conto è non aver sottoscritto alcun vincolo ed essere condannati per un reato, tentata estorsione, che non sapevamo neanche se rientrasse o non rientrasse ed è stato fatto un approfondimento sul codice, e che hanno opposto appello. Mi sembra una condizione assolutamente diversa e quindi prego la presidente nella sua esposizione alla stampa di soppesare le diverse situazioni. Per il resto il voto di Forza Italia è favorevole.

  FRANCESCO MOLINARI. Il mio voto non può che essere favorevole. Naturalmente questo è un lavoro fatto in maniera ottima da questa Commissione con l'ausilio degli ottimi consulenti che hanno svolto un eccelso lavoro, e credo che sia utile come messaggio indiretto alle forze politiche in generale, siano esse partiti, movimenti politici o liste civiche, che in molte regioni soprattutto meridionali sono quelle maggioritarie, un messaggio per far capire quanto sia importante il momento dell'espressione del voto e renderlo il più libero e trasparente possibile. È ottima anche l'analisi che è stata fatta di come in parte delle regioni meridionali e soprattutto nella mia Calabria, come vado dicendo dall'inizio di questa legislatura, si ponga un problema di tenuta democratica dell'intero sistema e di come sia importante far sentire il fiato sul collo da parte delle istituzioni democratiche, evitando di lasciare sole alcuni parti della nostra nazione.

  GIANFRANCO SAMMARCO. Esprimo il voto favorevole da parte del Gruppo Area popolare.

  STEFANO ESPOSITO. Anche da parte del Gruppo del Partito Democratico un ringraziamento veramente non formale per il lavoro fatto dagli uffici e dai consulenti, un lavoro complicato ma sicuramente molto produttivo, che ci consente di offrire un quadro senza infingimenti per i criteri che ci eravamo dati. Credo che sia giusto ricordare che la scelta dei criteri di valutazione operata da questa Commissione è il primo passo che ci ha consentito di fare questo lavoro. Vorrei solo segnalare un dato presente in questa relazione. Noi dobbiamo fare uno sforzo perché, come scritto nella relazione, soprattutto in futuro gli uffici elettorali siano messi nelle condizioni di poter operare con maggiore tempestività, mettendo quindi a loro disposizione tutte le risorse necessarie affinché il lavoro per l'individuazione delle situazioni di incandidabilità possa essere fatto in maniera preventiva. Noi sappiamo bene che per fare questo c'è bisogno di rafforzare le strutture e credo che questo possa essere un lavoro sul quale proseguire l'impegno di questa Commissione. Solo due considerazioni politiche. Credo che sia una fortuna che questa Commissione lavori con criteri di oggettività e non applichi nelle proprie valutazioni una proprietà transitiva. È per questo che, pur comprendendo le riserve dei colleghi del Movimento 5 Stelle, questa sottolineatura rispetto alla regione Lazio mi appare un po’ forzata. La regione Lazio è un'istituzione non interessata da alcun atto, se non l'azione su singoli esponenti da parte della magistratura, che però non può mettere in discussione l'istituzione, né tantomeno le forze politiche che oggi pro tempore la governano. Lo dico perché altrimenti, se applichiamo questa proprietà transitiva, rischiamo di non fermarci mai più, di farlo per le istituzioni, per le persone, per i rapporti tra le persone, e credo che questo non sia utile. Sul tema della terza via, che noi riteniamo essere uno strumento aggiuntivo che può rafforzare il lavoro, terrei a sottolineare che la parte che riguarda Roma ha un importante capitolo Pag. 10dedicato al X municipio sciolto per mafia, quindi vorrei ricordare a tutti noi, che pure abbiamo già avviato un lavoro di monitoraggio puntuale, che lì si gioca una sfida che è tutt'altro che vinta. Lo voglio dire – prego i colleghi di interpretare questa mia riflessione senza alcuna polemica – perché durante questa campagna elettorale sono emerse considerazioni sulla inopportunità che il municipio di Ostia non votasse insieme agli altri, quasi che si facesse un torto democratico ai cittadini residenti nel X Municipio. Allora terza via, miglioramenti degli strumenti disponibili, ma intanto cerchiamo di mantenere la giusta consapevolezza su quel tema e continuiamo il lavoro di monitoraggio. Resta come sempre la responsabilità politica dei partiti e dei movimenti nazionali di adottare il massimo rigore nella scelta delle candidature delle classi dirigenti, evitando su un tema come questo doppiopesismi e opportunismi a seconda delle condizioni nelle quali si manifestano le situazioni. Credo che questo sia il modo migliore per rendere il nostro lavoro efficace e soprattutto autorevole, in modo che sia un messaggio vero per i cittadini che lo valuteranno.

  PRESIDENTE. Io vi ringrazio molto, credo che, se siamo arrivati in fondo, sia davvero merito di tutti, perché ci sono state grande disponibilità e grande ragionevolezza. Credo anche che abbiamo affinato il nostro lavoro rispetto allo scorso anno e, come si dice, possiamo sempre migliorare. Prima di passare alla votazione, in base a quanto convenuto in ufficio di presidenza vi chiederei di declassificare come da prassi il resoconto stenografico delle audizioni svolte durante la missione a Ostia del 9 dicembre 2015, perché sono state utilizzate nella relazione. Pertanto, se non vi sono obiezioni, tali documenti passeranno dal regime di riservatezza funzionale al regime libero, mentre le parti assoggettate al regime del segreto rimarranno invariate. Ancora, prima di passare alla votazione della relazione avverto che mi riservo di apportare ulteriori rifiniture alla relazione, oltre al coordinamento formale alla luce delle osservazioni formulate in ufficio di presidenza e degli interventi avvenuti in questa Commissione. Desidero, infine, esprimere ancora una volta un particolare apprezzamento a nome della Commissione, come del resto tutti avete fatto, e rivolgere un sentito ringraziamento per l'impegno profuso in questa occasione a tutti coloro che hanno collaborato al lavoro di oggi, in particolare alla segreteria della Commissione, al personale della Camera e del Senato, alle magistrate consulenti, agli ufficiali di collegamento con le forze di polizia e ai militari della Guardia di finanza addetti all'archivio, a cui va rivolto un particolare encomio. Così premesso, pongo in votazione la relazione sulla situazione dei comuni che abbiamo preso in esame in vista delle prossime elezioni.

  È approvata all'unanimità.

  Ringrazio tutti e dichiaro conclusa la seduta.

  La seduta termina alle 15.