CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 10 ottobre 2017
890.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Agricoltura (XIII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Comunicazione della Commissione relativa alla situazione della politica comune della pesca e alla consultazione sulle possibilità di pesca per il 2018. (COM(2017) 368 final).

PROPOSTA DI DOCUMENTO FINALE DEL RELATORE

  La XIII Commissione,
   esaminata la Comunicazione della Commissione relativa alla situazione della politica comune della pesca e alla consultazione sulle possibilità di pesca per il 2018 (COM(2017)368 final);
   osservato che essa – nel rilanciare l'esercizio annuale di fissazione dei totali ammissibili di catture (TAC) e dei contingenti nazionali per l'anno successivo – non solo rappresenta il primo passo verso la definizione delle possibilità di pesca per il 2018, ma contiene anche per la prima volta un resoconto sull'attuazione della politica comune della pesca (PCP), così come riformata nel 2013;
   preso a tale ultimo riguardo atto che:
    la Comunicazione riferisce in merito ai progressi compiuti nel conseguire una pesca sostenibile e, in particolare, nel garantire che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive sia tale da ricostituire e mantenere le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, allo scopo di contribuire ad un buono stato ecologico dei mari europei entro il 2020;
    per quanto concerne nello specifico il Mar Mediterraneo, la Comunicazione sottolinea che i progressi compiuti per migliorare l'allineamento della capacità di pesca con le possibilità di pesca non sono stati positivi tanto quanto in altri bacini marittimi, e che, pur essendo stati raggiunti importanti accordi politici per conseguire la sostenibilità ambientale, economica e sociale, sono necessari ulteriori sforzi, in particolare per ridurre i livelli di pesca eccessiva nel Mediterraneo nonché per applicare l'obbligo di sbarco;
    in tale contesto, la Comunicazione evidenzia la necessità di assicurare – per il Mar Mediterraneo – un maggiore impegno al fine di consolidare e porre in atto gli obiettivi e le finalità concordati a livello politico per quanto concerne la raccolta di dati, la valutazione scientifica, la gestione ecosistemica delle zone e delle attività di pesca, la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), la pesca sostenibile su piccola scala e il coordinamento nel Mediterraneo, anche attraverso la maggiore istituzione di aree marine protette;
    preso dunque atto che, nonostante gli obiettivi della PCP restino ambiziosi, i risultati raggiunti non sono altrettanto incoraggianti per quanto riguarda il Mar Mediterraneo, sia in riferimento alla conservazione degli stock ittici, sia soprattutto in riferimento alle possibilità di pesca per la piccola pesca artigianale, settore importante per il nostro Paese, non solo per i numeri ma anche per il patrimonio storico e culturale che rappresenta;
   rilevato inoltre che:
    la Comunicazione conferma per l'anno 2018 la gestione degli stock ittici e delle attività di pesca principali a livello dell'UE mediante piani pluriennali e limiti annuali di catture (TAC);Pag. 96
    in merito alle proposte di totali ammissibili di cattura (TAC) per il 2018, la Comunicazione prevede che le possibilità di pesca seguiranno gli obiettivi della PCP e si baseranno sui migliori pareri scientifici disponibili, in mancanza dei quali la Commissione applicherà l'approccio precauzionale nel rispetto degli obiettivi della PCP;
    la Comunicazione sottolinea che la nuova politica comune della pesca (PCP) promuove il decentramento per la gestione della pesca attraverso piani regionali pluriennali e atti delegati elaborati nel quadro della regionalizzazione;
   ritenuta, anche alla luce dei dati disponibili all'esito della prima applicazione della politica comune della pesca, la necessità non solo di prevedere un decentramento nella gestione della pesca ma anche di riconoscere a fini regolatori le specificità delle diverse regioni e delle diverse attività di pesca;
   ricordato, a tale proposito, che la pesca italiana ha prevalentemente carattere artigianale ed è praticata per lo più da piccole imbarcazioni con pochi addetti a bordo e che tale caratteristica costituisce un forte elemento identitario che merita di essere tutelato pur nell'ambito delle politiche europee per la pesca e per il mare;
   ritenuta dunque la necessità che sia riconosciuta la specificità della pesca nel Mar Mediterraneo, sia in considerazione delle peculiari tipologie e pratiche di prelievo ittico ivi praticate, sia per il fatto che sullo stesso bacino insistono attività di pesca tra loro fortemente differenziate, e cioè quelle praticate da parte degli Stati membri dell'Unione europea, fortemente regolamentate, quelle praticate da parte dei Paesi nordafricani e della sponda orientale, che non sono assoggettate alle stesse regole, e quelle praticate da parte di flotte battenti le più svariate bandiere che pescano fuori dalle acque territoriali, operando in assenza di qualsiasi controllo;
   reputata dunque la necessità che siano posti in essere progetti specifici per il Mar Mediterraneo che non tengano esclusivamente conto dei limiti di cattura degli stock ittici ma anche della tipologia della pesca praticata, della specificità delle imbarcazioni impiegate e delle peculiarità geo-politiche del bacino marittimo;
   ritenuto inoltre che la risorsa ittica debba essere tutelata continuando ed intensificando l'azione di contrasto alla pesca illegale e favorendo forme di collaborazione tra i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo;
   reputato infine necessario che alla fondamentale esigenza di ripopolamento delle specie ittiche si affianchi la tutela di coloro che esercitano l'attività di prelievo di tali specie, anche attraverso misure di tutela del reddito dei pescatori,
   rilevata altresì l'esigenza che il presente documento finale sia trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione europea nell'ambito del dialogo politico,

  esprime una valutazione favorevole sulla Comunicazione della Commissione in titolo, con le seguenti osservazioni:
   a) si tenga conto, sia nella valutazione dei risultati conseguiti dopo l'entrata in vigore della nuova politica comune della pesca (PCP), sia nella conseguente definizione delle possibilità di pesca per il 2018, delle specificità proprie del Mar Mediterraneo rispetto agli altri bacini marittimi europei, avendo riguardo:
    1) alla tipologia della pesca praticata;
    2) alla specificità delle imbarcazioni impiegate;
    3) alle peculiarità geo-politiche del bacino, sul quale insistono attività di pesca tra loro fortemente differenziate, e cioè quelle praticate da parte degli Stati membri dell'Unione europea, fortemente regolamentate, quelle praticate da parte dei Paesi nordafricani e della sponda orientale, che non sono assoggettate alle stesse regole, e quelle praticate da parte di flotte Pag. 97battenti le più svariate bandiere che pescano fuori dalle acque territoriali, operando in assenza di qualsiasi controllo;
   b) conseguentemente, nella definizione delle possibilità di pesca per il 2018:
    1) si provveda a definire strategie mirate e a promuovere forme di collaborazione tra i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo;
    2) si prosegua con forza lungo la strada della regionalizzazione della disciplina della pesca anche promuovendo un maggiore decentramento nella sua gestione;
    3) si persegua con forza l'obiettivo, posto al centro dalla Politica comune della pesca al pari della tutela degli stock ittici, di garantire alle comunità di pescatori un tenore di vita adeguato.

Pag. 98

ALLEGATO 2

Comunicazione della Commissione relativa alla situazione della politica comune della pesca e alla consultazione sulle possibilità di pesca per il 2018. (COM(2017) 368 final).

NUOVA PROPOSTA DI DOCUMENTO FINALE DEL RELATORE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

  La XIII Commissione,
   esaminata la Comunicazione della Commissione relativa alla situazione della politica comune della pesca e alla consultazione sulle possibilità di pesca per il 2018 (COM(2017)368 final);
   osservato che essa – nel rilanciare l'esercizio annuale di fissazione dei totali ammissibili di catture (TAC) e dei contingenti nazionali per l'anno successivo – non solo rappresenta il primo passo verso la definizione delle possibilità di pesca per il 2018, ma contiene anche per la prima volta un resoconto sull'attuazione della politica comune della pesca (PCP), così come riformata nel 2013;
   preso a tale ultimo riguardo atto che:
    la Comunicazione riferisce in merito ai progressi compiuti nel conseguire una pesca sostenibile e, in particolare, nel garantire che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive sia tale da ricostituire e mantenere le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, allo scopo di contribuire ad un buono stato ecologico dei mari europei entro il 2020;
    per quanto concerne nello specifico il Mar Mediterraneo, la Comunicazione sottolinea che i progressi compiuti per migliorare l'allineamento della capacità di pesca con le possibilità di pesca non sono stati positivi tanto quanto in altri bacini marittimi, e che, pur essendo stati raggiunti importanti accordi politici per conseguire la sostenibilità ambientale, economica e sociale, sono necessari ulteriori sforzi, in particolare per ridurre i livelli di pesca eccessiva nel Mediterraneo nonché per applicare l'obbligo di sbarco;
    in tale contesto, la Comunicazione evidenzia la necessità di assicurare – per il Mar Mediterraneo – un maggiore impegno al fine di consolidare e porre in atto gli obiettivi e le finalità concordati a livello politico per quanto concerne la raccolta di dati, la valutazione scientifica, la gestione ecosistemica delle zone e delle attività di pesca, la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), la pesca sostenibile su piccola scala e il coordinamento nel Mediterraneo, anche attraverso la maggiore istituzione di aree marine protette;
   preso dunque atto che, nonostante gli obiettivi della PCP restino ambiziosi, i risultati raggiunti non sono altrettanto incoraggianti per quanto riguarda il Mar Mediterraneo, sia in riferimento alla conservazione degli stock ittici, sia soprattutto in riferimento alle possibilità di pesca per la piccola pesca artigianale, settore importante per il nostro Paese, non solo per i numeri ma anche per il patrimonio storico e culturale che rappresenta;
   rilevato inoltre che:
    la Comunicazione conferma per l'anno 2018 la gestione degli stock ittici e delle attività di pesca principali a livello dell'UE mediante piani pluriennali e limiti annuali di catture (TAC);Pag. 99
    in merito alle proposte di totali ammissibili di cattura (TAC) per il 2018, la Comunicazione prevede che le possibilità di pesca seguiranno gli obiettivi della PCP e si baseranno sui migliori pareri scientifici disponibili, in mancanza dei quali la Commissione applicherà l'approccio precauzionale nel rispetto degli obiettivi della PCP;
    la Comunicazione sottolinea che la nuova politica comune della pesca (PCP) promuove il decentramento per la gestione della pesca attraverso piani regionali pluriennali e atti delegati elaborati nel quadro della regionalizzazione;
   ritenuta, anche alla luce dei dati disponibili all'esito della prima applicazione della politica comune della pesca, la necessità non solo di prevedere un decentramento nella gestione della pesca ma anche di riconoscere a fini regolatori le specificità delle diverse regioni e delle diverse attività di pesca;
   ricordato, a tale proposito, che la pesca italiana ha prevalentemente carattere artigianale ed è praticata per lo più da piccole imbarcazioni con pochi addetti a bordo e che tale caratteristica costituisce un forte elemento identitario che merita di essere tutelato pur nell'ambito delle politiche europee per la pesca e per il mare;
   ritenuta dunque la necessità che sia riconosciuta la specificità della pesca nel Mar Mediterraneo, sia in considerazione delle peculiari tipologie e pratiche di prelievo ittico ivi praticate, sia per il fatto che sullo stesso bacino insistono attività di pesca tra loro fortemente differenziate, e cioè quelle praticate da parte degli Stati membri dell'Unione europea, fortemente regolamentate, quelle praticate da parte dei Paesi nordafricani e della sponda orientale, che non sono assoggettate alle stesse regole, e quelle praticate da parte di flotte battenti le più svariate bandiere che pescano fuori dalle acque territoriali, operando in assenza di qualsiasi controllo;
   reputata dunque la necessità che siano posti in essere progetti specifici per il Mar Mediterraneo che non tengano esclusivamente conto dei limiti di cattura degli stock ittici ma anche della tipologia della pesca praticata, della specificità delle imbarcazioni impiegate e delle peculiarità geo-politiche del bacino marittimo;
   ritenuto inoltre che la risorsa ittica debba essere tutelata continuando ed intensificando l'azione di contrasto alla pesca illegale e favorendo forme di collaborazione tra i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo;
   reputato infine necessario che alla fondamentale esigenza di ripopolamento delle specie ittiche si affianchi la tutela di coloro che esercitano l'attività di prelievo di tali specie, anche attraverso misure di tutela del reddito dei pescatori,
   rilevata altresì l'esigenza che il presente documento finale sia trasmesso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione europea nell'ambito del dialogo politico,

  esprime una valutazione favorevole sulla Comunicazione della Commissione in titolo, con le seguenti osservazioni:
   a) si tenga conto, sia nella valutazione dei risultati conseguiti dopo l'entrata in vigore della nuova politica comune della pesca (PCP), sia nella conseguente definizione delle possibilità di pesca per il 2018, delle specificità proprie del Mar Mediterraneo rispetto agli altri bacini marittimi europei, avendo riguardo:
    1) alla tipologia della pesca praticata;
    2) alla specificità delle imbarcazioni impiegate;
    3) alle peculiarità geo-politiche del bacino, sul quale insistono attività di pesca tra loro fortemente differenziate, e cioè quelle praticate da parte degli Stati membri dell'Unione europea, fortemente regolamentate, quelle praticate da parte dei Paesi nordafricani e della sponda orientale, che non sono assoggettate alle stesse regole, e quelle praticate da parte di flotte Pag. 100battenti le più svariate bandiere che pescano fuori dalle acque territoriali, operando in assenza di qualsiasi controllo;
   b) conseguentemente, nella definizione delle possibilità di pesca per il 2018:
    1) si provveda a definire strategie mirate e a promuovere forme di collaborazione tra i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo;
    2) si tenga conto, nell'eventuale definizione di limiti annuali di cattura di piccoli pelagici nel Mar Adriatico, delle differenze esistenti tra le Marinerie dei diversi Paesi che si affacciano su tale bacino;
    3) si prosegua con forza lungo la strada della regionalizzazione della disciplina della pesca anche promuovendo un maggiore decentramento nella sua gestione;
    4) si persegua con forza l'obiettivo, posto al centro dalla Politica comune della pesca al pari della tutela degli stock ittici, di garantire alle comunità di pescatori un tenore di vita adeguato.