CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 9 febbraio 2017
764.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-10518 Mariani: Sull’iter di approvazione delle linee-guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Come correttamente evidenziato dagli Onorevoli Interroganti, l'operatività degli incentivi di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), punti 2) e 3) della legge n. 232 dell'11 dicembre 2016 è subordinata all'approvazione delle linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, nonché delle modalità per l'attestazione, da parte dei professionisti abilitati, dell'efficacia degli interventi effettuati.
  In merito all’iter relativo all'approvazione del relativo decreto ministeriale, informo che è stata convocata per il prossimo 20 febbraio una Assemblea generale straordinaria del Consiglio Superiore dei lavori pubblici per l'espressione del prescritto parere sulle linee guida e sul decreto con il quale le stesse sono stabilite.
  Non appena acquisito il suddetto parere si porranno in essere tempestivamente i conseguenti adempimenti nel rispetto dei tempi previsti dalla legge.

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ALLEGATO 2

5-10519 Vella: Sulle iniziative di competenza in merito alla realizzazione dello svincolo di Scopoli.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il semisvincolo «Menotre», in località Scopoli, è stato inserito lungo il tracciato della direttrice SS 77 Foligno – Civitanova Marche per consentire il collegamento del comune di Sellano e delle frazioni di Casenove e Scopoli (1500 abitanti circa) al centro abitato di Foligno.
  Sulla base delle informazioni assunte dalla società Quadrilatero, evidenzio che l'opera, prevista dal progetto preliminare del 2004 nella zona dell'abitato di Pale, come svincolo completo, è stata stralciata dal CIPE per motivazioni di impatto archeologico e, nella successiva fase di progettazione definitiva, ubicata presso la frazione di Scopoli, unica area idonea a ricevere uno svincolo. In tale fase progettuale sono state individuate notevoli criticità tecnico – economiche per la realizzazione delle rampe di svincolo da e per Macerata, dovendo prevedere, per la loro esecuzione, l'allargamento di entrambe le canne della galleria Sostino per tratti considerevoli.
  A tal riguardo, per ottemperare alla prescrizione CIPE di prevedere un'uscita per i mezzi di soccorso nel tratto Foligno – Svincolo di Colfiorito, e nell'ottica di perseguire comunque la volontà manifestata dal territorio di prevedere lo svincolo, si è arrivati alla soluzione del semisvincolo, con utilizzo del medesimo solamente in uscita verso Scopoli, per il traffico che proviene da Foligno, e in entrata da Scopoli in direzione Foligno.
  Attualmente, il collegamento suddetto è garantito mediante la SS 77 esistente, con una percorrenza media di circa 7 chilometri; con l'apertura al traffico della nuova infrastruttura SS77, in attesa della realizzazione del semisvincolo, l'utenza continua ad utilizzare la vecchia statale, alleggerita di gran parte del traffico veicolare, soprattutto quello pesante. Resta inoltre percorribile la strada provinciale Corta di Colle, migliorata nei tratti più tortuosi.
  In sede di Conferenza di servizi sul progetto definitivo (dicembre 2012) il MIBACT, tenuto conto del parere istruttorio negativo formulato da parte della Soprintendenza dell'Umbria in considerazione dell'impatto paesaggistico dell'opera sulla valle del Menotre, ha confermato detto parere negativo.
  Si è pertanto proceduto, di concerto con la medesima Soprintendenza, ad apportare alcune modifiche al progetto presentato, riducendo la superficie di ingombro della rampa in ingresso e aumentando le opere di mitigazione ambientale al fine di contenere visivamente entrambe le rampe del semisvincolo che collegheranno Fattuale SS 77 al viadotto Scopoli.
  In sede di illustrazione al MIBACT di detta nuova soluzione, condivisa dalla Soprintendenza, la Direzione generale belle arti e paesaggio ha richiesto un ulteriore sforzo progettuale atto a contenere anche l'ingombro della rampa di uscita; di conseguenza è stata predisposta un'ulteriore soluzione in accoglimento di tale richiesta.
  Quanto progettato dalla Società Quadrilatero, pur nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Soprintendenza prima e dalla Direzione generale belle arti e paesaggio poi, non è risultato sufficiente per consentire alla medesima Direzione generale di rivedere il parere negativo espresso, Pag. 130successivamente confermato con provvedimento a firma del Ministro, come specificato nel question time in esame.
  In merito il MIBACT ha comunicato di aver sempre mantenuto un atteggiamento di ampia disponibilità sia nei confronti del Sindaco di Foligno che della Regione Umbria, qualora fossero pervenute richieste ufficiali in tal senso, di valutare progetti di svincolo alternativi con variazioni all'infrastruttura ed alle relative mitigazioni, per verificare la possibilità di poter superare le criticità che avevano portato il Ministero dei beni culturali ad esprimere un parere non favorevole, disponibilità da intendersi anche mediante la partecipazione a tavoli tecnici con gli Enti proponenti e con i progettisti.
  Allo stato attuale, per ottemperare alla prescrizione CIPE di cui alla Delibera n. 13/2004 è stata prevista la realizzazione della sopra citata rampa idonea alle necessità di emergenza e soccorso, fermo restando il prosieguo delle attività tese allo studio di ulteriori soluzioni tecnico-paesaggistiche, con l'inserimento di nuovi elementi progettuali, tali da poter presentare al MIBACT un nuovo progetto finalizzato alla revisione del parere negativo emesso. Definita tale soluzione, a seguito dell'approvazione del CIPE per il suo finanziamento, si potrà procedere alla progettazione esecutiva e all'appalto dei lavori.
  Da ultimo, informo che in occasione della seduta CIPE del 1o dicembre 2016, per la quale si è in attesa della pubblicazione della relativa delibera n. 64/2016, lo stesso Comitato ha approvato la proposta avanzata dal MIT di modifica del sistema viario per il completamento funzionale del Quadrilatero Marche Umbria, individuandone le opere prioritarie, le opere da accantonare e destinato le relative risorse disponibili; tale proposta non contempla tra le opere prioritarie lo svincolo di Scopoli.

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ALLEGATO 3

5-10520 Daga: Sui tempi di emanazione del DPCM di attuazione del fondo di garanzia per le opere idriche.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito alla richiesta degli Onorevoli Interroganti, informo che per la predisposizione dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 58, comma 2, della legge n. 221 del 28 dicembre 2015, si sono tenuti presso il MIT numerosi incontri con i Ministeri concertanti e l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, stante la complessità ed eterogeneità degli interventi.
  Lo scorso 6 febbraio lo schema di provvedimento è stato inviato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero dello sviluppo economico per l'acquisizione del prescritto concerto.
  Consapevoli della rilevanza del tema in argomento, appena acquisito il concerto, che stiamo sollecitando, il MIT porrà in essere i successivi adempimenti di cui al citato articolo 58, necessari all'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

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ALLEGATO 4

5-06553 Dadone: Sulle iniziative volte alla messa in sicurezza della strada provinciale del Vallone (CN).

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito ai quesiti posti con l'interrogazione in esame occorre premettere che i compiti di messa in sicurezza della strade sono in capo all'ente proprietario, così come previsto dall'articolo 14 del Codice della strada. Nel caso di specie, trattandosi di strade provinciali, ricordo che la legge n. 56 del 2014, ha confermato in capo all'ente provincia la funzione definita fondamentale di costruzione e gestione di tali strade, nonché la regolazione della circolazione stradale ad essa inerente (articolo 1, comma 85, lettera b); si aggiunge che tale funzione era comunque già prevista in capo alle province, quale funzione amministrativa di interesse provinciale, dal decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 – Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (articolo 19, lettera d) viabilità e trasporti).
  In considerazione della situazione di generalizzata difficoltà finanziaria delle province e delle diffuse criticità in termini di sicurezza stradale, ma soprattutto nell'ottica di superare gli squilibri determinatisi con la legge «Bassanini», il MIT ha predisposto una prima proposta di revisione della rete stradale di interesse nazionale, che prevede il trasferimento ad ANAS di oltre 6000 km di ex strade statali e provinciali.
  Tale proposta di revisione ha tenuto conto dei criteri del Codice della Strada e del quadro di visione strategica e di pianificazione delle infrastrutture, richiamato nel documento «Connettere l'Italia», redatto dal MIT.
  Le strade in questione SP 104 e SP 335 non sono comprese nella proposta di cui sopra, non rispondendo pienamente ai criteri adottati.
  In merito alla situazione segnalata dall'Onorevole Interrogante sono state comunque chieste informazioni al Ministero dell'interno, che ha comunicato quanto segue sulla base delle informazioni pervenute dalla Prefettura di Cuneo.
  Le strade di accesso al piccolo paese alpino di Elva (CN), 95 abitanti, a 1639 sul livello del mare, con il fondovalle sono essenzialmente due:
   la strada del Vallone, strada provinciale (Sp) 104;
   la strada Sp 335 che risale da Stroppo verso il Colle S. Giovanni o Cavallina.

  Nel dicembre 2014 e poi nel febbraio 2015, sulla Sp 104 si sono verificate due frane di importanti proporzioni e l'instabilità dei versanti che possono evolvere per crollo e diffusa caduta di massi dalle pareti incombenti sulla strada, soprattutto quella del febbraio di circa 900 mc, che hanno determinato la chiusura totale della strada. Dall'aprile 2014, il traffico era già stato limitato ai soli residenti.
  Allo stato attuale, l'unico collegamento con l'abitato di Elva rimane la Sp 335, che presenta un tragitto più lungo e ha richiesto importanti manutenzioni per garantire i necessari collegamenti, anche in conseguenza dei danni registrati negli ultimi anni derivanti da eventi meteorologici.
  Gli stati di dissesto registrati nel dicembre 2014 hanno evidenziato, al fine di evitare l'isolamento del Comune di Elva, l'assoluta inderogabilità della messa in sicurezza del collegamento all'abitato, dando priorità al completo adeguamento Pag. 133del tracciato Sp 335 Sp 422 – Stroppo – Elva, che comporta minori oneri finanziari, rispetto alla messa in sicurezza della Sp 104. Al riguardo, la Provincia di Cuneo, al fine di dare in tempi rapidi un collegamento sicuro con l'abitato di Elva, come peraltro richiesto dalle Amministrazioni interessate, ha dato luogo ad uno sforzo economico straordinario per la sistemazione della strada di collegamento SP 335 Stroppo - San Martino - Elva, con la fattiva collaborazione della Regione Piemonte con un finanziamento di euro 517.000,00, ulteriori 480.000,00 euro sono fondi della Provincia di Cuneo.
  Il predetto Ente ha provveduto:
   alla sistemazione di un fronte in frana presso la frazione Cucchiales, per un importo lavori complessivo di euro 350.000,00; lavoro concluso;
   alla sistemazione di un tratto di strada in frana a monte della frazione di S. Martino Superiore, per un importo lavori complessivo di euro 275.000,00; lavoro concluso;
   alla realizzazione di opere di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche e al rifacimento del piano viabile in un tratto di circa 400 m. che precede il tratto di Costa Cavallina, per un importo lavori complessivo di circa euro 242.000,00; lavoro concluso;
   alla realizzazione di cordoli di ancoraggio in calcestruzzo armato e il posizionamento di barriere di sicurezza stradale di tipo metallico per uno sviluppo di circa 150 m, per un importo di circa euro 40.000,00; lavoro concluso;
   al posizionamento di barriere di sicurezza stradale di tipo legno-acciaio per uno sviluppo di circa 320 m. per un importo di circa 20.000,00; lavoro concluso;
   alla stesa di ulteriori circa 1,5 Km di conglomerato bituminoso, valutabili in circa euro 70.000,00; lavoro concluso;
   ad interventi di rappezzatura a tratte eseguita dalle maestranze provinciali.

  I lavori citati hanno avuto la priorità e i tempi di realizzazione sono stati assolutamente solleciti e sono stati eseguiti garantendo sempre un ampio periodo di sospensione nei mesi di luglio ed agosto e nei weekend, al fine di contenere i disagi all'economia turistica dell'alta valle. Per ragioni logistiche ed esecutive, l'esecuzione di alcune lavorazioni, nello specifico le bitumature finali, hanno chiesto obbligatoriamente la chiusura a fasce della SP 335; le chiusure sono state concordate con le Amministrazioni locali interessate, al fine di conciliare i lavori con le esigenze di transito di chi vive stabilmente nel Comune.
  A riguardo, invece, degli interventi per la messa in sicurezza della Sp 104, si rimanda a quanto stimato dalla regione Piemonte nel documento che si allega agli atti nel quale, dalle valutazioni effettuate, vengono individuati tre possibili scenari di intervento in funzione delle risorse disponibili, che vanno indicativamente dai 5 milioni di euro, nell'ipotesi minima, a diverse decine di milioni di euro, per la totale messa in sicurezza del sito che possono essere così sintetizzati.
  Considerando quindi la notevole estensione del tratto stradale interessato dai fenomeni franosi (almeno 5 Km) e, analogamente, la vastità della parete rocciosa che determina i pericoli appena descritti, appare del tutto evidente l'importanza di predisporre interventi di mitigazione della pericolosità intrinseca dei tratti maggiormente interessati dai fenomeni di dissesto più rilevanti e prossimi alla carreggiata.
  Un programma di interventi mirati ad una sufficiente riduzione del rischio, non potrebbe infatti consistere in semplici opere di disgaggio e/o di protezioni localizzate con reti paramassi (peraltro già molto onerose se estese all'intero sviluppo della strada), ma richiederebbe – per il superamento delle criticità presenti – anche la realizzazione di importanti e costose opere di difesa passiva, quali gallerie artificiali e naturali, paravalanghe, consolidamenti, ecc.
  Sotto il profilo tecnico, sono state definite due possibili linee di intervento:Pag. 134
   con decreto del Presidente della Provincia di Cuneo n. 2, del 25 maggio 2015, è stato approvato un progetto preliminare dell'importo di euro 2.870.000,00 per l'eliminazione dei dissesti che interessano la Sp 335, cui debbono essere aggiunti euro 1.500.000,00 per le opere stradali di completamento, il tutto finalizzato alla sistemazione del collegamento Stroppo-Elva per un importo complessivo di euro 4.370.000,00;
   la provincia ha altresì promosso uno studio in cui è stata analizzata la riduzione del rischio geomorfologico della Sp 104, sulla base dello «scenario 2» del predetto studio della Regione Piemonte. Il progetto di un primo lotto prevede una serie di interventi strutturali lungo i tratti di Sp 104, in cui le condizioni di pericolosità geomorfologiche sono tali da non permettere il transito di persone o veicoli con una sicurezza accettabile. Sostanzialmente, sono previste gallerie naturali, disgaggi, consolidamenti attivi, reti paramassi che possono garantire un'accettabile riduzione del rischio, coniugati ad interventi non strutturali, come la restrizione dell'uso ai soli residenti, il divieto d'accesso ai pedoni, ciclisti e la chiusura della strada in alcune situazioni in presenza di grandi nevicate ed eventi che possono determinare situazioni di rischio, anche se limitati nel tempo. L'ammontare complessivo della spesa è stimato in euro 13.830.000,00 (IVA compresa), suddivisi in euro 10.320.000,00 per lavori e euro 3.510.000,00 di somme a disposizione.

  Scenario 1 – Con una spesa inferiore a euro 5.000.000,00 possono essere messi in opera interventi strutturali quali disgaggi, consolidamenti attivi, reti paramassi o solo galleria naturale presso il Km 2+500 della Sp 104, interventi che non possono garantire una sufficiente riduzione del rischio, richiedendo pertanto la chiusura della Sp 104 e l'utilizzo dell'alternativa Sp 335.

  Scenario 2 – Con una spesa compresa tra euro 5.000.000,00 e euro 30.000.000,00 devono essere attuati importanti interventi strutturali come gallerie naturali, disgaggi, consolidamenti attivi, reti paramassi ed eventuali opere paravalanghe, che possono garantire una riduzione del rischio accettabile solo se coniugati ad interventi non strutturali come la restrizione dell'uso ai soli residenti, il divieto d'accesso a pedoni, ciclisti in certi periodi dell'anno.

  Scenario 3 – Solo con una spesa compresa tra euro 30.000.000,00 e euro 50.000.000,00 possono essere previsti interventi strutturali come gallerie naturali, gallerie paramassi, opere paravalanghe, disgaggi e consolidamenti attivi che possono garantire una sufficiente riduzione del rischio.

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ALLEGATO 5

5-07134 Brescia: Sui lavori di manutenzione straordinaria e ampliamento dell'edificio sede degli uffici del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche di Puglia e Basilicata.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il progetto per la nuova sede della sede coordinata di Bari del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche (OO.PP.) per la Puglia e la Basilicata scaturisce dal nuovo assetto organizzativo degli uffici periferici del MIT che ha accorpato in ambito Regionale gli uffici delle Opere Marittime (OO.MM.) con quelli del Provveditorato.
  Attualmente, tali uffici sono dislocati in tre diversi immobili:
   gli uffici del Provveditorato per le OO.PP. hanno sede in via Dalmazia 70b, Bari (uffici al 3o piano e a 1o piano, posti auto ed archivi a piano terra);
   l'ex Ufficio del Genio Civile per le OO.MM. ha sede in corso Antonio De Tullio n. 1, Bari;
   gli uffici distaccati del Provveditorato sono allocati a Foggia in via Rotundi, n. 1.

  A seguito dell'assegnazione, da parte dell'Agenzia del Demanio, alla Presidenza della Regione Puglia della porzione di immobile di via Dalmazia, attualmente occupate dagli uffici del Provveditorato, si è reso necessario ricercare una nuova sede del Provveditorato al fine di razionalizzare ed ottimizzare le risorse umane e strumentali, in uno al contenimento dei costi di gestione derivanti dall'attuale assetto.
  A tale scopo, è stato individuato nell'area demaniale sita in Bari al Corso Antonio De Tullio, sede attuale dell'ex Ufficio del Genio Civile per le OO.MM., la localizzazione della nuova sede. Si è così provveduto a redigere il progetto preliminare, a cura di personale interno all'Amministrazione, che prevedeva la ristrutturazione del manufatto esistente sull'area e l'ampliamento dello stesso su una superficie libera adiacente, già sede di un campo da tennis ormai in disuso.
  Il 30 giugno 2010 si è svolta la Conferenza dei servizi nell'ambito della quale, all'unanimità delle Amministrazioni coinvolte, è stato deciso di procedere al perfezionamento della intesa Stato Regione. A conclusione della procedura di cui all'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977 e dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 383 del 1994, il successivo 21 settembre 2010, è stato emanato il decreto provveditoriale n. 617 di accertamento della conformità urbanistica, notificato a tutte le Amministrazioni coinvolte, incluso il Comune di Bari.
  In seguito, si è provveduto a redigere i successivi livelli di progettazione con l'acquisizione dei prescritti pareri del Comitato tecnico amministrativo presso il Provveditorato.
  Espletate le procedure di gara, nel dicembre 2012, i lavori sono stati provvisoriamente aggiudicati all'impresa GEOSCAR con sede in Martina Franca, per la complessiva somma di euro 3.345,722,40, di cui euro 3.206.415,00 per lavori a corpo e a misura, al netto del ribasso del 28,286 per cento, ed euro 139.307,40 per oneri della sicurezza non assoggettati a ribasso.Pag. 136
  I lavori sono suddivisi in tre lotti, il primo è relativo agli interventi di manutenzione straordinaria sull'immobile esistente, già sede dell'Ufficio per le Opere Marittime, mentre il secondo e terzo lotto riguardano la realizzazione della nuova palazzina in ampliamento.
  Con nota del 17 luglio 2014, indirizzata al Direttore per i beni culturali e paesaggistici della Puglia e per conoscenza al Provveditorato, l'Assessore all'urbanistica del Comune di Bari comunicava che a seguito del dibattito molto ampio sollevato in città per la realizzazione della nuova sede del Provveditorato, si provvedeva a rivedere i pareri resi in sede di conferenza dei servizi del 30 giugno 2010 rilevando che la Soprintendenza competente non aveva valutato in modo esplicito la compatibilità dell'intervento di ampliamento con il vincolo ex lege n. 688 del 1912 di zona di rispetto intorno al castello con allegata planimetria che, a parere dello stesso Assessore sembrava risultare preclusivo dell'intervento in corso. Nella stessa nota l'Assessore evidenziava come l'amministrazione ritenesse di valutare attentamente la possibilità di ripensare alle decisioni prese al riguardo della costruzione della nuova sede del Provveditorato in quanto localizzata in area di cruciale importanza ai fini dell'orientamento dello sviluppo urbano nella direzione della sostenibilità. Contemporaneamente, a seguito di un esposto denuncia in relazione alla costruenda opera nell'agosto 2014 veniva acquisita, da parte di agenti di polizia giudiziaria, la relativa documentazione presso il Provveditorato nell'ambito di indagini di cui all'attualità non si conosce l'esito.
  Sempre nell'agosto 2014, la Soprintendenza nel ritenere le opere in progetto ...compatibili con gli obiettivi di tutela previsti dal decreto di vincolo in quanto non inducono rilevanti modifiche alle condizioni di godibilità del Castello e quindi non arrecano pregiudizio alle stesse ha espresso parere favorevole per gli aspetti di competenza a condizione che la siepe posta lungo la recinzione a sud-est prevista con oleandri sia realizzata con piante di pitosforo in analogia alle siepi già presenti nel giardino.
  A seguito di ricorso amministrativo da parte di alcuni cittadini, il TAR Puglia nel respingere l'istanza cautelare ha evidenziato, tra l'altro, da un lato che l'edificio costruendo rappresenta il completamento – con uguale altezza – di altra struttura omologa, sicché la sua edificazione non altera significativamente la preesistente situazione sotto il profilo degli interventi antropomorfi e la, conseguente, visibilità del castello dall'area vincolata; dall'altro che la costruzione ha, ormai, raggiunto la edificazione avanzata tranne l'ultimo piano, sicché la sospensione dei lavori non determinerebbe, nella sostanza, alcun recupero di visuale; infine, che si è in presenza di opera pubblica con impegno di ingenti risorse pubbliche, la cui realizzazione, nella comparazione degli interessi, non ammette ritardi.
  Successivamente, il 26 novembre 2014, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso in appello per la riforma dell'ordinanza del TAR Puglia con cui era stata respinta l'istanza cautelare di accertamento di abusività delle opere.
  Il 5 febbraio 2015, la Direzione generale per la Condizione Abitativa del MIT esaminata la richiesta della Regione Puglia e del Comune di Bari di avvio delle procedure ex articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 non ha ravvisato l'applicabilità della citata disposizione alla fattispecie in questione.
  Con sentenza n. 1158 del 29 luglio 2015, il TAR Puglia si è definitivamente pronunciato sul ricorso proposto dichiarandolo in parte respinto e in parte irricevibile.
  In tale stato di cose il citato Provveditorato, nel precisare di essersi sempre attenuto alla normativa vigente, evidenzia che l'avvio della costruzione dell'immobile è avvenuto previa concertazione e autorizzazione di tutti gli uffici interessati e competenti (fra cui Soprintendenza, Regione Puglia, Comune di Bari); inoltre, come acclarato dal TAR Puglia la realizzazione Pag. 137delle opere avviene sulla base di un legittimo titolo abilitativo (DP 617/2010) che ha al momento superato il vaglio della magistratura amministrativa.
  La vicenda è comunque ancora all'attenzione della magistratura penale, a seguito di esposto denuncia da parte del medesimo comitato di cittadini.
  All'attualità i lavori di realizzazione dell'ampliamento di cui ai lotti II e III, sono stati ultimati, giusta certificato di ultimazione del 13 ottobre 2016, nonché dotati di certificato di collaudo statico e dichiarazione di conformità impiantistica, in corso l'attività di collaudo tecnico-amministrativo.
  Inoltre, per il lotto I di manutenzione straordinaria sull'immobile esistente, sono di imminente ultimazione i relativi lavori poiché relativi a residuali piccoli interventi manutentivi che non inficiano sulla funzionalità dell'immobile, in quanto afferenti alle foresterie, in adempimento alle disposizioni dell'Agenzia del demanio e del MIT in tema di razionalizzazione degli alloggi in uso.