CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 17 gennaio 2017
749.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-08612 Giacobbe: Prospettive industriali e occupazionali del sito di Vado Ligure.

TESTO DELLA RISPOSTA

  La centrale termoelettrica ubicata nel territorio dei Comuni di Vado Ligure e Quiliano (SV), di proprietà della Tirreno Power S.p.A., impiega due unità produttive alimentate a gas naturale e, originariamente, due unità a carbone. La produzione dell'impianto ha risentito del provvedimento dell'11 marzo 2014 con cui la magistratura savonese ha disposto il sequestro preventivo dei due gruppi a carbone, nell'ambito del procedimento penale per i reati di disastro ambientale e omicidio colposo.
  La vicenda giudiziaria della centrale Tirreno Power ha avuto un forte impatto sul sistema imprenditoriale della Provincia di Savona, peraltro da anni seriamente provata dalla crisi economica e del settore termoelettrico (coinvolgendo anche gli altri siti di proprietà di Tirreno Power S.p.a.: Napoli Levante e Torrevaldaliga Sud). Infatti, a seguito del blocco dell'esercizio, Tirreno Power ha sospeso buona parte dei contratti di appalto in essere e, secondo i dati pubblicati dalla locale Autorità Portuale, l'interruzione dell'attività della centrale ha, altresì, comportato un drastico calo della movimentazione portuale delle rinfuse solide, pari a circa 1,2 milioni di tonnellate, che ha inciso in misura rilevante sulla flessione complessiva dei traffici nel 2014, attestatisi a 12 milioni e 86 mila tonnellate.
  Nel 2014 la Società ha presentato un Piano Industriale articolato anche per il risanamento e la salvaguardia dei livelli occupazionali, per tutte le unità produttive la Società ha fatto ricorso ad un contratto di solidarietà difensivo, dal lo novembre 2014 al 30 ottobre 2016, per n. 336 lavoratori: per quanto riguarda il sito di Vado Ligure, la solidarietà è terminata il 9 novembre 2016.
  Con riferimento alle questioni ambientali – procedimenti di verifica ambientale, eventuali progetti di risanamento e bonifica – sono oggetto di particolare attenzione dei tavoli tecnici a livello regionale sul sito vadese.
  Con specifico riferimento alla situazione aziendale della Tirreno Power S.p.a., è stato aperto presso il Ministero dello Sviluppo Economico un tavolo di confronto con le parti sociali e istituzioni interessate, con lo scopo di trovare soluzioni che garantissero il mantenimento dei livelli occupazionali.
  In data 14 luglio 2016 la Tirreno Power S.p.a. ha comunicato l'intenzione di mettere definitivamente fuori servizio le unità a carbone, ferme restando le attività di pulizia e recupero dopo lo svuotamento del parco carbone, e successivamente in data 7 settembre ha avviato la procedura di mobilità per 186 lavoratori.
  A seguito del tavolo di confronto tenutosi il 20 settembre 2016, e su mia esplicita richiesta, l'azienda si è resa disponibile a sospendere la procedura di mobilità per un periodo di tempo utile a verificare la possibilità di ricorso ad ammortizzatori sociali di tipo conservativo.
  La riunione tecnica svoltasi in data 11 ottobre scorso, presso il Mise, alla presenza del Ministero del lavoro, delle Regioni interessate e dell'Azienda, ha consentito di definire le linee generali di uno sviluppo non traumatico della vicenda, anche tenendo conto dell'articolo 44, comma 11 bis del d.lgs. 148/2015, così Pag. 82come novellato dall'articolo 2, comma 1, lett. f) del decreto legislativo n. 185 del 2016, che prevede la possibilità di accesso alla integrazione salariale straordinaria per le aziende e i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, a partire dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto n. 185 del 2016 (8 ottobre 2016).
  Dato che i Comuni di Quiliano, Vado Ligure, Cairo Montenotte, Villanova D'Albenga, rientrano tra tali aree, così come riconosciuto dal decreto ministeriale del 21 settembre 2016, tutte le aziende della provincia di Savona che abbiano i requisiti previsti dalla normativa in materia di integrazione salariale, possono accedere a questa speciale misura a patto che siano, per l'anno 2016, nell'impossibilità di ricorrere ad un trattamento di integrazione salariale straordinaria, sia in base alle disposizioni del decreto legislativo n. 148 del 2015, sia in base alle disposizioni attuative dello stesso.
  Il 13 ottobre presso il Mise, si è svolto il tavolo ufficiale, alla presenza di tutte le parti interessate, nel corso del quale l'azienda ha accolto la richiesta del Governo annunciando il ritiro della procedura di mobilità. A seguito di tale decisione, si è concordato di spostare il confronto in sede sindacale e a livello regionale.
  Il 2 dicembre le parti hanno sottoscritto un accordo quadro definendo un piano di gestione degli esuberi articolato su: strumenti di integrazione salariale, accesso alla mobilità inizialmente volontaria e iniziative volte a favorire la ricollocazione dei lavoratori.
  Successivamente, il 15 dicembre scorso le parti hanno sottoscritto in sede governativa un verbale di accordo, a seguito del quale la società Tirreno Power S.p.a, in data 22 dicembre, ha formulato istanza per un ulteriore periodo di trattamento straordinario di integrazione salariale in favore di un numero massimo di 111 unità lavorative che ruoteranno su una platea complessiva di 155 lavoratori, occupati presso la sede di Vado Ligure. Il trattamento è richiesto a decorrere dal 19 dicembre 2016 per la durata di 12 mesi.
  Per quanto concerne il trattamento di CIGS per crisi aziendale, la società ha presentato in data 16 dicembre 2016, a seguito del verbale già citato, istanza di accesso al suddetto trattamento per 12 mesi, dal 19 dicembre 2016 al 18 dicembre 2017.
  Tale istanza vede coinvolte, nel piano di crisi aziendale, solo le sedi di Napoli, Roma e Civitavecchia (RM), per un numero massimo di 66 unità lavorative che ruoteranno su una platea complessiva di 173 lavoratori, ovvero l'intero organico aziendale delle tre sedi indicate. Specificatamente saranno interessati 40 lavoratori per l'unità produttiva di Civitavecchia, 20 lavoratori per l'unità produttiva di Napoli e 2 lavoratori per l'unità produttiva di Roma.
  Nonostante le numerose problematiche riferite al sito di Vado Ligure, diverse aziende avrebbero già manifestato un loro interessamento per le aree della centrale che verranno dismesse, anche se occorrerebbero uno o due anni per concludere gli accordi relativi ai nuovi insediamenti.
  Le aree interessate rivestono, infatti, un rilievo strategico dal punto di vista imprenditoriale per la loro vicinanza ad importanti nodi di comunicazione stradale e ferroviaria, dall'Aurelia bis all'autostrada A10 e, per la conformazione dei lotti, dotati di ingressi autonomi, uffici e spazi in cui potrebbe essere possibile la carpenteria, il refitting navale, ma anche la chimica e la logistica, specialmente in relazione alla vicina piattaforma Maersk, che si sta costruendo nel porto di Vado Ligure.
  Nel suo complesso il territorio è in grado di offrire oltre 15 milioni di metri quadrati, disponibili per attività produttive che possono godere dei finanziamenti comunitari. Nella stessa area sono presenti imprese e centri di ricerca che rappresentano punte di eccellenza e sono al centro di importanti investimenti da parte di imprese internazionali.
  Sarà cura del ministero che rappresento seguire l'evoluzione della vicenda, al fine di contribuire a sostenere il tessuto sociale ed economico del territorio in oggetto.

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ALLEGATO 2

5-09611 Ricciatti: Operazione «Fast Print» e iniziative per il contrasto alla contraffazione.
5-09773 Ricciatti: Iniziative per il contrasto alla contraffazione.

TESTO DELLA RISPOSTA CONGIUNTA

  Si risponde congiuntamente agli atti in esame, trattando gli stessi il fenomeno della contraffazione, in relazione a sequestri di polizia giudiziaria condotti dalla Guardia di finanza nella Regione Marche.
  Preliminarmente rivolgo l'attenzione ai quesiti posti dagli Onorevoli Interroganti in relazione all'operazione «Fast print» condotta dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ed al relativo sequestro di accessori per l'informatica contraffatti.
  In merito all'eventualità di aggiornare le linee guida già predisposte per far fronte a nuovi episodi di contraffazione, si confermano le linee di policy già illustrate in precedenti occasioni all'onorevole Interrogante, ritenendo che si tratti di linee di intervento strategiche che non vengono modificate in seguito a singole operazioni di polizia giudiziaria (sequestri).
  Al riguardo si sottolinea come l'operazione in discorso segnali il buon funzionamento dell'attività di enforcement: infatti da un'operazione di tipo locale, l'indagine è riuscita a ricostruire una filiera di attività illegali che vanno oltre la contraffazione, ed hanno riguardato società italiane e straniere.
  L'egregio lavoro svolto sul territorio dalle forze dell'ordine evidenzia quanto sia rilevante, in ciascun ambito locale, operare per favorire al massimo livello ogni forma di coordinamento nell'attività repressiva, agevolando altresì l'integrazione con ulteriori iniziative volte a sensibilizzare i cittadini sui danni derivanti dalla contraffazione e le imprese su come attivare la tutela dei propri asset intangibili, con ciò creando un ambiente più favorevole all'azione di contrasto realizzata dalle autorità ad esso preposte.
  Il coordinamento con le altre Amministrazioni impegnate a vario titolo nella lotta alla contraffazione si svolge nell'ambito del CNAC, Consiglio nazionale anticontraffazione, un organismo interministeriale, operativo dal 2011 e presieduto dal Ministro dello sviluppo economico con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento strategico delle iniziative intraprese da ogni amministrazione in materia di lotta alla contraffazione. Ne fanno parte, oltre al Ministero dello sviluppo economico altri 10 Dicasteri: economia e finanza, affari esteri, difesa, politiche agricole alimentari e forestali, interno, giustizia, beni e attività culturali, lavoro e politiche sociali, salute, semplificazione e pubblica amministrazione, nonché l'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni di Italia).
  Le linee di intervento lungo cui il CNAC intende orientare l'azione delle singole Amministrazioni che lo compongono, riguardano la comunicazione, l'informazione e formazione destinate ai consumatori; l’enforcement e rafforzamento dei presìdi territoriali; la lotta alla contraffazione via internet; la formazione alle imprese in tutela della proprietà industriale; la tutela del made in Italy dai fenomeni di usurpazione all'estero.
  Con riferimento in particolare all'obiettivo strategico legato al rafforzamento dei presidi territoriali per contrastare in maniera serrata e capillare la contraffazione Pag. 84ed impedirne il radicamento sul territorio, lo scorso anno sono state firmate le Linee Guida in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno della contraffazione, elaborate dal Ministero dell'Interno e dal Ministero dello sviluppo economico. Tale strumento ha permesso di rendere più coerenti gli interventi a livello territoriale con gli indirizzi strategici del CNAC.
  I Prefetti, punto di snodo dell'azione sul territorio, potranno avvalersi dello strumento del protocollo di intesa per raccordare le diverse competenze degli operatori pubblici e privati a livello locale e metterle al servizio di interventi mirati.
  Il Ministero dello sviluppo economico intende favorire l'attivazione di intese in grado di contenere il fenomeno e a questo fine sta realizzando un articolato programma di studi con la collaborazione del CENSIS, volto ad individuare le caratteristiche specifiche della contraffazione nelle singole province per poter individuare soluzioni mirate da proporre ai Prefetti.
  Sono già state realizzate quattro analisi territoriali nelle province pilota di Roma, Palermo, Milano, Bari e Prato e sono stati proposti ai Prefetti i piani d'intervento basati sugli studi. Altre sei province saranno analizzate entro il 2017 e si sta valutando un ampliamento del programma di studi, che potrebbe comprendere anche province marchigiane.
  Con riferimento allo specifico tema della contraffazione nel settore cartucce e toner per stampanti, si evidenzia che tale questione è nota da tempo al MiSe, anche con riferimento a possibili infiltrazioni di prodotti contraffatti negli acquisti della Pubblica Amministrazione.
  Nel merito, il Ministero dello sviluppo economico ha infatti attivato un raccordo operativo coinvolgendo in particolare Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Ministero dell'Economia e delle Finanze, Consip e ANAC al fine di individuare le migliori modalità di intervento a legislazione vigente, favorendo l'introduzione di controlli anticontraffazione specificatamente nell’e-procurement della Pubblica Amministrazione, anche attraverso il monitoraggio dei prezzi d'asta.
  Dal confronto fra le Amministrazioni coinvolte, l'ANAC e i titolari dei diritti sono emerse alcune misure utili: definire una politica di open data relativa alle gare e finalizzata all'individuazione di offerte anomale; favorire controlli a campione con verifiche ispettive fatte da organismi terzi, rafforzare le azioni di sensibilizzazione e formazione in materia di contraffazione da indirizzare alle stazione appaltanti.
  Per quanto attiene, poi, il quesito posto dagli Interroganti sui temi della tutela della salute dei consumatori e della promozione della cultura del corretto acquisto da parte degli stessi, si rappresenta l'opportunità di identificare nella corretta informazione sul valore della Proprietà Industriale e sulla salvaguardia dei diritti ad essa connessi, la principale strategia volta all'educazione dei cittadini e delle imprese ad una cultura del rispetto di questi valori e ad un consumo più consapevole, in una logica di prevenzione della contraffazione.
  Il Ministero dello sviluppo economico da sempre monitora con attenzione il fenomeno contraffattivo al fine di costruire una visione organica ed unitaria dello stesso, si occupa di sensibilizzare i cittadini e le imprese sul mercato del falso per accrescerne il grado di giudizio e favorire comportamenti conseguenti, elabora politiche di contrasto anche in forma coordinata con altre amministrazioni, supporta il Consiglio Nazionale Anticontraffazione nelle proprie attività di impulso e di indirizzo delle politiche.
  Nell'anno 2016 il MiSe ha promosso la campagna di sensibilizzazione e informazione «IO Sono ORIGINALE» per interagire con i Consumatori giovani, adulti e senior nella corretta informazione sui rischi legati alla Contraffazione, l'utilizzo degli strumenti di tutela della Proprietà Intellettuale/Industriale e la diffusione della Cultura della Legalità contro il Mercato del Falso, attraverso tre linee di azione: ASCOLTO e INFORMAZIONE, PRESENZA sul TERRITORIO e ASSISTENZA, PARTECIPAZIONE e INTERAZIONE tramite web, social network e concorso Pag. 85a premi. Tra le tante attività, sono stati previsti iniziative d'intrattenimento, animazione e spettacoli sul territorio per incontrare i cittadini e sensibilizzarli nei luoghi di acquisto: piazze, mercati, centri commerciali.
  L'impegno congiunto tra il Ministero dello sviluppo economico e la Confederazione Italiana Esercenti Commercianti (CIDEC) si è manifestato con varie iniziative. Negli esercizi aderenti a CIDEC, sono state esposte locandine e distribuiti volantini con le «8 BUONE REGOLE» per non acquistare prodotti contraffatti; un kit informativo per conoscere i rischi dei prodotti falsi, scegliere prodotti sicuri e partecipare alla lotta alla Contraffazione, acquistando in legalità nell'esercizio dei diritti di garanzia, rimborso e sostituzione, previsti dalle norme (Codice di Proprietà Industriale – Codice del Consumo, compresi).
  Peraltro, in materia di attività di formazione e informazione rivolte alle imprese, in una logica di prevenzione dalla contraffazione, il 6 ottobre 2016 è stato siglato un protocollo d'intesa tra Ministero dello sviluppo economico e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che consentirà l'apertura di uno «sportello» di assistenza alle imprese, presso il MiSe, per supportare le aziende nell'individuazione delle soluzioni tecnologiche più adeguate per la prevenzione e la lotta alla contraffazione. L'intesa riguarda differenti tipologie di settori produttivi e del terziario, in particolare quelli del Made in Italy, per rispondere alle aspettative delle imprese con soluzioni flessibili.
  Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentito in merito all'argomento in esame, ha comunicato che tra le iniziative assunte, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli già dal 2004 ha realizzato un progetto specifico di banca dati, denominata FALSTAFF, che, allo stato, interfacciandosi con analoga banca dati della Commissione Europea – COPIS nel quadro del Reg. (UE) 608/2013, è lo strumento giuridico-operativo ufficiale, a livello dell'Unione Europea, nelle attività di protezione del commercio legittimo e di contrasto all'arrivo e alla commercializzazione di prodotti contraffatti nell'ambito del mercato interno della UE.
  Inoltre, l'Agenzia delle dogane ha ritenuto opportuno evidenziare che le attività di prevenzione e contrasto al fenomeno della contraffazione rientrano nella categoria delle misure di c.d. natura «extra tributaria», il cui potenziamento, in coerenza con le politiche degli scorsi anni, è uno specifico obiettivo di politica fiscale ed è contemplato espressamente nell’«Atto di Indirizzo» del Ministero dell'economia e delle finanze per il triennio 2016-2018, nonché nella «Convenzione triennale» stipulata tra MEF e la medesima Agenzia delle dogane e dei monopoli per lo stesso triennio.
  Altresì, per quanto concerne il livello operativo nella lotta alla contraffazione, il MEF ha informato che i volumi dei sequestri hanno registrato, nel primo semestre del 2016, una diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2015; ormai da anni è riconosciuto, anche presso le sedi competenti dell'Unione Europea, che il solo dato numerico dei sequestri non è in assoluto significativo per pesare il fenomeno della contraffazione, ma va opportunamente calato nelle singole realtà territoriali, economiche e finanche operativo-doganali (in termini di rapporto con i volumi delle dichiarazioni di importazione/esportazione e degli scambi commerciali intra U.E.), assodato che l'efficacia delle azioni di contrasto, tipicamente, sposta i flussi illeciti verso rotte e Paesi ove la normativa è meno rigorosa e i controlli sono più blandi.
  Il Ministero dello sviluppo economico continuerà nel suo impegno contro il falso, rafforzando le azioni di contrasto e di prevenzione dei fenomeni illeciti anche attraverso nuove campagne di comunicazione nazionale volte a sensibilizzare i consumatori/utenti sui danni collegati all'acquisto di beni contraffatti.

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ALLEGATO 3

5-09789 Fabbri: Prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento IMT di Casalecchio di Reno.

TESTO DELLA RISPOSTA

  La IMT, come noto agli interroganti, è stata sottoposta alla procedura di Amministrazione Straordinaria ai sensi del d.lgs. 270/99 in data 20 marzo 2015. In data 26 marzo 2015 è stato nominato, in qualità di Commissario Straordinario, il prof. Umberto Tombari. In seguito la procedura è stata estesa ad altre aziende del Gruppo Paritel (Cevolani, DEMM, Paritel Immobiliare, Govoni Sim Bianca e l'holding Paritel).
  Il 19 maggio 2015 il Commissario ha presentato per la IMT un programma di cessione dei complessi aziendali ai sensi dell'articolo 27 comma 2, lettera a) del citato decreto legislativo. Il programma (con durata di un anno) è stato approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico in data 8 luglio 2015.
  Per altre aziende del gruppo (Cevolani, DEMM, Govoni Sim Bianca Impianti) sono analogamente stati presentati e approvati programmi di cessione dei relativi complessi aziendali.
  Voglio ricordare che, la procedura di Amministrazione Straordinaria mira alla conservazione del patrimonio produttivo nell'ottica di garantire la continuità produttiva e, conseguentemente, evitare crisi occupazionali ed industriali.
  A tal fine il Ministero sta vigilando sull'operato del Commissario che ha tempestivamente dato corso alle attività propedeutiche alla cessione dei complessi aziendali; al riguardo è bene evidenziare come le aziende del Gruppo, tutte formalmente indipendenti, sono necessariamente state poste in vendita singolarmente posto che svolgevano attività del tutto diverse l'una dall'altra oltre ad essere dislocate in territori diversi.
  Al riguardo devo anche evidenziare come non sia esatto giuridicamente oltre che concettualmente affermare che l'amministrazione straordinaria «congeli» le attività, posto che durante l'esercizio di impresa il Commissario garantisce la continuità aziendale e produttiva, salva l'ipotesi del fallimento che, ad oggi, non ha coinvolto nessuna delle imprese del Gruppo.
  Con provvedimento del MiSe in data 28 giugno 2016, infatti, previo parere del Comitato di Sorveglianza, è stata autorizzata la cessione dei complessi aziendali in attività.
  Con riferimento a quest'ultima, il termine del 7 novembre 2016, inizialmente previsto per la scadenza del programma a seguito della proroga concessa ex articolo 66 del decreto legislativo n. 270 del 1999 dal Tribunale di Bologna, non ha comportato al suo scadere la conversione della procedura in fallimento. Al riguardo, il decreto legislativo n. 270 del 1999 prevede la possibilità di prorogare il programma sino a 3 mesi ai sensi dell'articolo 66 del medesimo decreto legislativo, mentre il novellato articolo 57 dello stesso decreto, a determinate condizioni, consente una proroga per un periodo non superiore a 12 mesi.
  Con DM in data 16 novembre 2016 il programma è stato prorogato per ulteriori Pag. 875 mesi, proprio ai sensi di quanto previsto dall'articolo 57 del decreto legislativo n. 270 del 1999.
  In questo percorso il Commissario, coadiuvato all'occorrenza dagli uffici del Ministero che rappresento, ha costantemente tenuto i rapporti con le OO.SS. che sono state costantemente informate dell'evolversi della situazione.
  Grazie a questa attività il 23 novembre 2016 è stato possibile pervenire per la IMT alla sottoscrizione di un accordo sindacale ai sensi dell'articolo 47 della L. 428/90. L'accordo è propedeutico al trasferimento dell'azienda (con oltre 90 dipendenti) all'acquirente individuato nella Grinding Technology, all'esito di un bando ad evidenza pubblica.
  Quanto agli ammortizzatori sociali, rappresento che il Commissario ha attivato tutte le forme dedicate di sostegno al reddito (CIGS) previste dalla normativa sull'amministrazione straordinaria e che nessuno dei lavoratori in forza alla procedura è rimasto senza integrazione salariale.
  Sarà cura del Ministero dello Sviluppo Economico continuare a seguire la vicenda e tenerne informati gli onorevoli colleghi.

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ALLEGATO 4

5-09829 Grillo: Contratto di sviluppo sottoscritto dal MiSE con la società ITEM.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In via preliminare, vorrei evidenziare che il Contratto di Sviluppo ha l'obiettivo di favorire l'attrazione di investimenti anche esteri e la realizzazione di progetti di sviluppo d'impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.
  La misura è finanziata dal Ministero dello sviluppo economico, anche con il contributo delle Regioni coinvolte nei programmi. Il soggetto attuatore è, come noto, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A. – INVITALIA.
  Si forniscono, quindi, sulla base anche dei dati e delle informazioni forniti dall'Agenzia Invitalia, gli elementi di risposta ai cinque quesiti posti con l'atto in questione.
  Invitalia ha trasmesso al Mise, che ne ha preso atto, la relazione istruttoria concernente le agevolazioni a valere sul Contratto di sviluppo sottoscritto con la società ITEM Capomulini s.r.l. in data 13 ottobre 2014 con propria comunicazione del 04 luglio 2014, ai sensi dell'articolo 9, comma 2 del DM 24 settembre 2010.
  I criteri di valutazione seguiti dall'Agenzia, hanno seguito la normativa di riferimento citata anche nel testo dell'interrogazione.
  L'Agenzia ha informato di aver provveduto a verificare: la validità tecnica dell'iniziativa e la congruità e funzionalità degli investimenti richiesti alle agevolazioni, per il tramite di apposita verifica tecnica preliminare svolta da una società di ingegneria specializzata, appartenente ad Invitalia stessa; la fattibilità economica del progetto di investimento che prevede la presenza di un partner gestionale di standing internazionale. Sul punto è stato prodotto un accordo preliminare per la gestione in management turistico del complesso con la catena alberghiera «Hilton» e la sostenibilità finanziaria del programma di investimento.
  A tale riguardo oltre all'attestazione di disponibilità all'apporto dei mezzi propri previsti dal piano finanziario da parte del socio di maggioranza, lo sceicco Hamed Bin Ahmed al Ahmed, è stata acquisita la delibera di finanziamento dell'istituto bancario (Monte dei Paschi di Siena) per l'importo di 24 milioni di euro, finalizzato all'acquisto della struttura dalla società RTA del Gruppo F.lli Costanzo in Amministrazione Straordinaria.
  Evidenzio, altresì, che le valutazioni istruttorie, da cui deriva la concessione delle agevolazioni, sono successive alla fase di accesso (20 ottobre 2011) e negoziazione (avviata il 12 marzo 2014 e conclusa il 16 aprile 2016) di cui al DM 24 settembre 2010 ed al DM 14 febbraio 2014;
  Con riguardo alla copia della relazione, completa di tutti gli allegati, di verifica dell'affidabilità tecnica, economica e finanziaria della documentazione progettuale e della proposta definitiva di contratto di sviluppo, redatta dall'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa – Invitalia, si rileva che l'articolo 9 del decreto ministeriale 24 settembre 2010, richiamato dai deputati interroganti, prevede che «al termine dell'istruttoria, l'Agenzia, per le proposte ritenute ammissibili ne dà comunicazione al Mise.Pag. 89
   Si precisa, pertanto, che la relazione trasmessa da Invitalia non viene corredata dai citati allegati, i quali sono custoditi presso Invitalia, quale documentazione integrante della proposta definitiva. Vorrei evidenziare, nel contempo, che il punto 5.5 della circolare del Ministero dello sviluppo economico del 16 giugno 2011, (n. 21364) – anch'essa richiamata nell'atto in esame, attiene ai progetti di cui al Titolo IV del decreto del 24 settembre 2010 – progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale –, non previsti, tuttavia, nel progetto ITEM ammesso alle agevolazioni.
  Sui rapporti intercorsi tra la società ITEM e l'Agenzia Invitalia e l'istruttoria dell'iter agevolativo del contratto di sviluppo in questione, rilevo che l'esame di dettaglio è demandato al soggetto gestore nell'ambito della normale interlocuzione tra soggetto gestore e soggetto beneficiario ai fini del possibile prosieguo dell'iter agevolativo. Relativamente a quest'ultimo è stato constatato il venir meno delle cause di forza maggiore che avevano bloccato, per circa un anno, la realizzazione dell'investimento agevolato ed in particolare è stata disposta da Invitalia S.p.A la ripresa dell'iter agevolativo con concessione di proroga al 31 dicembre 2017.
  Con riferimento, infine, all'ultimo quesito posto, informo che sulla richiesta di accesso agli atti di cui in premessa, è stata oggetto da parte di Invitalia di comunicazione del 18 ottobre 2016 inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Segreteria della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi. Al riguardo, evidenzio che con decisione del 27 ottobre 2016 la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi, ex articolo 25, comma 4, della legge n. 241/1990, ha dichiarato il ricorso presentato inammissibile ai sensi dell'articolo 12, comma 7, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica n. 184/2006 «Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi», in virtù del quale è inammissibile il ricorso proposto da soggetto non legittimato o comunque privo dell'interesse previsto dall'articolo 22, comma 1, lettera b), della legge 241/90.