CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 26 maggio 2016
649.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (I e III)
COMUNICATO
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RISOLUZIONI

  Giovedì 26 maggio 2016. — Presidenza del presidente della III Commissione, Fabrizio CICCHITTO. – Interviene la sottosegretaria di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento Sesa Amici.

  La seduta comincia alle 9.55.

7-00988 Zampa: Sull'attuazione degli impegni assunti dall'Italia in materia di salute globale, eguaglianza di genere e di empowerment delle donne.
(Discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00185).

  Le Commissioni iniziano la discussione della risoluzione in oggetto.

  Sandra ZAMPA (PD), illustra la risoluzione in titolo, di cui è prima firmataria, evidenziando che essa fa riferimento alla Conferenza internazionale delle parlamentari e dei parlamentari del G7 e del G20 She matters. Empowering women and girl to lead self-determined, healty and productive lives, che si è svolta a Berlino il 16 e 17 aprile 2015. In proposito, osserva che tali lavori ormai rappresentano un appuntamento fisso, tenendosi insieme ai vertici dei Paesi del G7 e del G20, ovunque questi ultimi siano ospitati. Rammenta quindi che, assieme alla collega Roberta Agostini, ha partecipato alla Conferenza internazionale delle parlamentari e dei parlamentari che si è svolta a Tokyo, in preparazione del vertice del G7, i cui lavori si aprono nella giornata odierna nella capitale nipponica. Ricorda altresì che alla Conferenza di Berlino ha dato un grande contributo il governo tedesco, presieduto da Angela Merkel, e che ad essa hanno partecipato 90 parlamentari, provenienti da 50 Paesi.
  Rileva poi che tali appuntamenti internazionali, seppur di carattere informale, rappresentano straordinarie occasioni di confronto, con la possibilità, per i parlamentari, di scambiarsi esperienze e assumere impegni, che devono poi tradursi in atti formali nei singoli Parlamenti. Evidenzia dunque che per tale ragione è stato predisposto l'atto in esame, con riferimento alla cooperazione internazionale e a grandi istituzioni quali le Nazioni Unite, Pag. 7anche per non interrompere la positiva best practice che si va consolidando a livello internazionale.
  Enuncia quindi gli impegni che, attraverso l'atto in esame, si chiede al Governo di assumere, tra i quali: promuovere e rafforzare la tutela dei diritti e della salute sessuale e riproduttiva delle donne, la parità di genere, i diritti umani delle donne e delle ragazze, l’empowerment, in tutti i settori; ad affrontare le cause strutturali della discriminazione basata sul genere e a promuovere le condizioni che favoriscono la trasformazione nelle relazioni di genere per avvicinarle – o, almeno, promuovere un indirizzo che le avvicini – a condizioni egualitarie; a rispettare e rinnovare il sostegno politico e finanziario all'iniziativa assunta dal G8 a Muskoka; a garantire il pieno rispetto per l'autonomia del corpo delle donne il loro diritto ad averne il controllo e decidere liberamente e responsabilmente riguardo alla propria sessualità, come previsto dalla Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo svoltasi al Cairo nel 1994 e dalla Quarta Conferenza mondiale dell'ONU sulle donne di Pechino; a garantire alle donne l'effettiva partecipazione e la possibilità di assumere la leadership a tutti i livelli decisionali, politici, economici e sociali; a rinnovare e rispettare – unitamente agli altri Paesi del G7 e con quelli ad alto reddito – l'impegno di contribuire, con lo 0,7 per cento del prodotto interno lordo, finalizzato all'aiuto pubblico allo sviluppo e garantire la sostenibilità, la ristrutturazione del debito e la sua cancellazione; a farsi promotore affinché tutti i Paesi adottino e attuino le leggi e le politiche che promuovono e tutelano i diritti umani e si impegnino ad abolire – laddove ancora presenti – le discriminazioni di qualunque natura.
  Nel ricordare inoltre che, in occasione della Conferenza di Tokyo, il rappresentante del Parlamento tedesco ha dato conto di quanto il governo del suo Paese ha realizzato con riferimento agli impegni assunti nel corso del vertice di Berlino del 2015, auspica che una tale buona prassi possa divenire comune, dando luogo al monitoraggio degli impegni che vengono assunti nelle sedi internazionali.
  Annuncia, infine, la disponibilità espressa dall'Italia ad ospitare nelle sedi parlamentari una Conferenza internazionale delle parlamentari e dei parlamentari del G7 e del G20.

  Roberta AGOSTINI (PD) fa notare che la risoluzione in oggetto si pone importanti obiettivi connessi all'aiuto allo sviluppo sostenibile in campo sociale, economico ed ambientale, promuovendo azioni finalizzate alla tutela delle donne e dei bambini. Nel far notare che il dibattito in questione rappresenta una tappa importante lungo il percorso di confronto che l'Italia affronterà nelle varie sedi internazionali, auspica che, con tale atto di indirizzo, venga assunta una importante presa di posizione su tali delicati argomenti. Ringrazia, infine, le presidenze delle Commissioni riunite I e III per aver calendarizzato con sollecitudine la risoluzione in oggetto, consentendo ai parlamentari di discutere di tali importanti questioni in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.

  La sottosegretaria Sesa AMICI ringrazia i presentatori della risoluzione per il preziosissimo lavoro e per permettere al Governo di prendere impegni su temi specifici. Anticipa che il Governo seguirà con l'attenzione dovuta la preparazione della sessione parlamentare sui temi oggetto della risoluzione, che dovrebbe svolgersi nel 2017 in Italia.
  Esprime, quindi, il parere favorevole del Governo sulla risoluzione se riformulata in modo da sopprimere, al penultimo impegno, le parole «, ivi comprese quelle afferenti allo status di migrante sono soppresse» e, con riferimento all'ultimo impegno, aggiungere, in fine, le parole «, nei limiti delle risorse disponibili».

  Gian Luigi GIGLI (DeS-CD) esprime la sua perplessità sulla risoluzione in discussione, sia in relazione al metodo procedurale, sia sul merito del suo contenuto. Pag. 8Sul metodo, osserva che la risoluzione nasce datata, come dimostra il fatto che sia stata riscritta, espungendo i riferimenti al 2015. Non comprende, quindi, l'urgenza di svolgere frettolosamente, col nesso pretestuoso allo svolgimento del G7, una discussione su temi delicati ed etici.
  Osserva, inoltre, come la tecnica di composizione della risoluzione consista, come anche in altri casi, nell'introdurre insieme a temi obiettivamente di grande condivisione altri molto più delicati, come la salute riproduttiva. In base a una sua esperienza personale, desidera spiegare cosa intenda l'ONU per salute riproduttiva. Richiama, infatti, la sua partecipazione a una missione umanitaria a Timor Est dopo il genocidio ivi avvenuto, in una situazione con il più alto tasso di mortalità mondiale sia materna sia infantile. Venne proposta la formazione di un'unità ospedaliera di maternità, ma non fu condivisa dalla delegazione ONU in quanto non tutelava il diritto all'aborto e alla sterilizzazione. Rileva come questa sia la politica dell'ONU per risolvere i problemi dei Paesi in via di sviluppo, politica ben lontana dal Migration Compact proposto dal Governo italiano. Fa osservare ai presentatori della risoluzione che, anche se in buona fede, richiamando il Berlin parliamentary Appeal, hanno inserito tra gli impegni la destinazione alla salute riproduttiva del 10 per cento degli investimenti per la cooperazione.
  In conclusione, chiede una pausa di riflessione, in assenza dell'urgenza di approvare la risoluzione. In subordine, chiede di espungere l'ultimo impegno, dato che sarebbe il primo caso in cui il Governo italiano condizioni le politiche di cooperazione alle condizioni dell'ONU di tutela di pratiche anti-natalistiche.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD) si associa ai ringraziamenti espressi dalla collega Roberta Agostini per la calendarizzazione della risoluzione in titolo. Evidenzia, inoltre, che la sollecitazione a discutere l'atto di indirizzo in esame nella giornata odierna è stata avanzata in ragione della concomitanza con l'inizio dei lavori del G7 di Tokyo. Ricorda infatti che l'Italia avrà formalmente, a partire da sabato 28 maggio, il turno di presidenza del G7, da cui l'importanza dell'espressione di un atto di indirizzo al Governo da parte del Parlamento, che testimoni una presa di posizione italiana su un tema così cruciale. Auspica pertanto che la discussione della risoluzione in titolo possa concludersi nella seduta odierna.
  In secondo luogo, osserva che l'atto di indirizzo in esame accoglie alcuni obiettivi, e precisamente quelli dei punti 5.2, 5.5 e 5.6 dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, non contenendo, pertanto, alcun impegno che possa considerarsi come una fuga in avanti rispetto a quelli assunti dal nostro Paese a partire dalla Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo svoltasi al Cairo, nel 1994 e dalla Quarta Conferenza mondiale dell'ONU sulle donne di Pechino, nel 1995. Ritiene pertanto non pertinente la suggestione del collega Gigli circa un condizionamento degli aiuti all'assunzione di impegni che il nostro Paese non condivide in pieno o sul fatto che la risoluzione contenga impegni non previsti. Evidenzia peraltro il ruolo attivo svolto da autorevoli rappresentanti femminili, quali Hillary Clinton, nel corso della ricordata Conferenza di Pechino del 1995 per il raggiungimento di risultati concreti sui temi oggetto dell'atto di indirizzo in esame, temi su cui si è svolto un dibattito molto ampio e approfondito.
  Nel ribadire dunque che la risoluzione in titolo si pone in continuità con gli impegni assunti già da molto tempo dall'Italia e costituisce una reiterazione di argomenti, quale quello della salute-materno infantile, rispetto ai quali i risultati conseguiti sono ancora insoddisfacenti rispetto a quelli che erano già gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, pone in rilievo i drammatici dati che ancora permangono in tema di mortalità per parto e infantile nei Paesi in via di sviluppo, dati rispetto ai quali urge una risposta forte da parte della comunità internazionale.

  Gian Luigi GIGLI (DeS-CD) interviene per una precisazione su quanto affermato Pag. 9dalla deputata Quartapelle. Osserva, infatti, che a lui non risulta nessun impegno dell'Italia a destinare alla salute riproduttiva il 10 per cento degli investimenti sulla cooperazione.

  Lia QUARTAPELLE PROCOPIO (PD) precisa che tale dato percentuale è da riferirsi agli obiettivi della salute-materno infantile, oltre che della salute riproduttiva, e non soltanto a quest'ultima.

  Sandra ZAMPA (PD) accetta le proposte di riformulazione avanzate dalla rappresentante del Governo.

  Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva quindi la risoluzione n. 7-00988, come riformulata, che assume il n. 8-00185 (vedi allegato).

  La seduta termina alle 10.20.

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