CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 16 febbraio 2016
593.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
ALLEGATO

ALLEGATO

Sugli esiti della missione svolta a Sofia in occasione della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni Affari esteri dei Parlamenti degli Stati membri del Consiglio d'Europa (8-9 febbraio 2016).

COMUNICAZIONI

  La Conferenza, in titolo, cui ha preso parte l'onorevole Pia Locatelli nella sua qualità di presidente del Comitato permanente per i diritti umani, istituito nell'ambito della III Commissione, si è incentrata sul tema della sicurezza democratica fondata sull'unità e la cooperazione europea.
  Si è trattato della prima Conferenza interparlamentare indetta in tale formato, che sul piano della membership ha in astratto permesso la partecipazione, oltre che dei 28 Paesi membri dell'Ue, di ulteriori 19 Paesi tra cui la Russia e la Turchia.
  La Conferenza è stata inaugurata dalla presidente dell'Assemblea nazionale della Repubblica di Bulgaria, Tsteska Tsatchéva, e dal presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Pedro Agramut.
  Appellandosi ai principi posti a fondamento del Consiglio d'Europa, la presidente Tsatchéva ne ha richiamato l'importanza in una situazione di crisi migratoria che rappresenta una sfida drammatica per il Continente europeo. Nell'invitare gli Stati del Consiglio d'Europa a non deflettere dal rispetto dei principi dello Stato di diritto, di legalità e delle libertà fondamentali dei cittadini, ha rilevato che il problema della gestione delle frontiere esterne non può essere posto esclusivamente a carico dei Paesi collocati lungo i confini europei, ma deve considerarsi comune a tutti gli Stati membri dell'UE, auspicando il raggiungimento di un accordo in materia che si fondi su valori condivisi, nel rispetto del dialogo interculturale ed interreligioso.
  Il presidente Agramut ha a sua volta posto l'accento sui principi ispiratori del CdE, con particolare riferimento alla collaborazione in tema di sicurezza e cooperazione, invitando al raggiungimento di una maggiore unità tra i Paesi membri, che tenga conto del fondamentale principio della supremazia della legge e del rispetto dei diritti dell'uomo, osservando come incomba sulle democrazie «mature» l'impegno al non farsi guerra l'un l'altra.
  Richiamando il Rapporto del 2009 del Consiglio d'Europa, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua istituzione, ha quindi posto l'accento sull'interconnessione ed interazione tra i grandi problemi che l'Europa si trova ad affrontare: la crisi dei rifugiati, quella economica e il terrorismo di matrice jihadista, con i risvolti sulla diffusione di idee populiste e sulla tenuta dell'azione in difesa dei diritti umani. Nell'evidenziare che ciò che unisce gli Stati appartenenti al Consiglio d'Europa sono i principi e i valori che ne costituiscono l'eredità storico-culturale, ha ricordato appunto l'impegno dei Parlamenti nazionali, già manifestato nel corso della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti del Consiglio d'Europa di Oslo del 2014, a mettere in rilievo tali principi.
  La prima sessione, dedicata al tema della libertà e sicurezza in Europa, con riferimento alle sfide ed alle scelte da intraprendere, ha visto quindi gli interventi, coordinati dall'ambasciatore Valéri Pag. 75Ratchev, in rappresentanza di un think tank specializzato in gestione della sicurezza e della difesa, di Daniel Mitov, presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa e Ministro bulgaro degli affari esteri, sulla crisi con gli immigrati e i rifugiati in Europa e la risposta della Bulgaria; di Gabriella Battaini-Dragoni, vicesegretaria generale del Consiglio d'Europa, sulla sicurezza democratica in Europa oggi; di Walter Shwimmer, copresidente del Forum sociale mondiale – dialogo delle civilizzazioni, ex segretario generale del Consiglio d'Europa, sul dialogo interculturale e interreligioso – sugli strumenti nella politica; e di Vessela Tchernéva, direttrice del programma ECFR (European Council of Foreign Relations), sulle sfide della solidarietà europea.
  I diversi interventi hanno individuato come tematiche salienti: il rapporto l'islam; il contrasto al radicalismo «domestico»; il rapporto tra cittadini e istituzioni; la necessità di predisporre soluzioni globali da parte di tutti gli Stati interessati; la ricerca dell'equilibrio tra difesa e accoglienza; l'opportunità di pervenire all'adozione di una dichiarazione comune sull'immigrazione e di prendere impegni a lungo termine; la connessione tra tutela e riaffermazione dei diritti di libertà e necessità del superamento delle disuguaglianze che causano i conflitti; la sicurezza democratica come obiettivo supremo del Consiglio d'Europa; la costruzione di società che condividano i valori fondanti dell'Europa, ricordando ai membri dello stesso Consiglio d'Europa che porre in essere attività che contrastano con tali valori rischia di alimentare il terrorismo anziché contrastarlo; la considerazione della «differenza» non più come una minaccia; l'istruzione quale pilastro fondamentale della costruzione di libere società democratiche. Altri temi connessi sono state le conseguenze geopolitiche dei cambiamenti climatici; l'attenzione al dialogo interreligioso e interculturale; il richiamo al ruolo della società civile; la solidarietà quale via «bidirezionale», evitando che l'Unione divenga un'entità troppo grande e troppo debole; l'intima connessione tra stabilità e democrazia.
  Nel corso del dibattito l'intervento della presidente Locatelli è stato focalizzato sulla questione dei problemi della sicurezza esterna e sui profili della protezione dei diritti umani, rilevando in particolare, la tensione esistente tra ideali astrattamente affermati e Realpolitik, esprimendo, tra l'altro, particolare preoccupazione per la recente decisione del Governo francese, «ratificata» dal Parlamento di Parigi, di sospendere unilateralmente alcuni principi della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, con la revoca del diritto di cittadinanza ai residenti in Francia resisi responsabili di atti di terrorismo.
  Nell'informare inoltre i partecipanti della tragica vicenda che ha visto coinvolto il connazionale in Egitto, Giulio Regeni, l'onorevole Locatelli ha posto la questione delle possibili pressioni da esercitare su Paesi partner nel caso di mancato rispetto dei diritti umani anche attraverso la leva delle relazioni commerciali.
  La seconda sessione, avente ad oggetto l'ondata migratoria e la sfida attuale per l'Europa, svoltasi sotto la moderazione di Boïko Vassilev, giornalista della televisione nazionale bulgara, ha visto gli interventi di Roumiana Batchvarova, Vice-prima ministra e Ministra bulgara dell'interno, sul problema dell'immigrazione e la reazione dell'Europa; Michael Spindelegger, direttore generale del Centro internazionale per lo sviluppo della politica dell'immigrazione, già ministro austriaco degli affari esteri, sulle misure che permettono di fronteggiare le sfide migratorie, l'equilibrio tra politica estera e politica interna; e Vladimir Chopov, consigliere del ministro degli affari esteri bulgaro, sulla migrazione verso l'Europa e le prospettive a lungo termine.
  La terza sessione ha avuto ad oggetto la Dichiarazione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa di Sofia sui valori e principi dell'unità e cooperazione europea – La necessità di convocare il Quarto Vertice del Consiglio d'Europa. Svoltasi sotto la moderazione di Dzhema Pag. 76Grozdanova, presidente della Commissione affari esteri dell'Assemblea nazionale bulgara e Capo della delegazione bulgara presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ha visto i rilevanti interventi del presidente Pedro Agramut, del collega Michele Nicoletti, Vice presidente dell'Assemblea e presidente della delegazione italiana presso la stessa, e di Latchezar Toshev, collaboratore onorario dell'Assemblea.
  Nel complesso, pur palesando le differenti prospettive nazionali in merito alle questioni attinenti la sicurezza, le migrazioni e il contrasto al terrorismo internazionale, è emerso dal dibattito il comune sentire circa la necessità di affrontare tali questioni nell'ottica del rigoroso rispetto dei principi e valori posti a fondamento del Consiglio d'Europa, con particolare riferimento alla supremazia dei cardini dello Stato di diritto e della tutela dei diritti umani e delle libertà individuali, nella prospettiva di una rafforzata collaborazione e cooperazione tra gli Stati membri, con il coinvolgimento delle organizzazioni non governative che operano nel settore, oltre la necessità di integrare, nell'ottica del dialogo interculturale ed interreligioso, le culture «esterne».