CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 11 febbraio 2016
590.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-07730 Ricciatti: Impatto di Expo 2015 sul turismo italiano.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione parlamentare con cui l'On.le Ricciatti, unitamente ad altri onorevoli colleghi, chiede se il Ministero sia in grado di confermare alcuni dati relativi alla vendita dei biglietti della manifestazione EXPO 2015.
  Vorrei, a tale proposito, far presente che i dati riportati costituiscono un'interpretazione delle Tavole Banca d'Italia sul turismo in merito al quale è opportuno formulare alcune considerazioni metodologiche e quantitative.
  In primo luogo i dati in parola, organizzati in ben 107 tavole specifiche, non sono dati conclusivi e definitivi 2015. La loro osservazione non è pertanto significativa poiché le rilevazioni, specie campionarie, debbono necessariamente essere aggiustate con le rilevazioni successive.
  Si può comunque cogliere, con chiarezza, in ogni punto delle tavole stesse, dei chiarissimi segni di miglioramento dell'andamento complessivo del turismo in Italia per l'anno 2015. Si tratta infatti di segni positivi sia per i pernottamenti complessivi che per la spesa, per turisti e viaggiatori per lavoro.
  Anche per ciò che riguarda le osservazioni sui dati della Lombardia, appare un dato positivo, diversamente da quanto sembra rilevarsi dal tenore dell'osservazione degli onorevoli interroganti, l'incremento di quasi il 5 per cento del numero di visitatori e di quasi il 7 per cento di spesa.
  Si fa notare invece come, osservando le tavole forse più significative a livello turistico – e cioè la T10P-S e la T10S-S – si nota chiaramente che la Lombardia, nel complesso, nel periodo gennaio-ottobre 2015 (rispetto al 2014) ha incrementato dell'oltre il 4 per cento i pernottamenti e di quasi l'8 per cento la spesa, trainata dall'effetto Milano che è cresciuta del 17 per cento in entrambi i valori.
  Si ritiene inoltre osservare che il portale Trivago, una dei più grandi player dell’e-commerce turistico mondiale, nell'elaborare i dati del loro osservatorio, conferma che i dati di ricerca su Milano nel periodo di Expo sono cresciuti costantemente rispetto al 2014, arrivando ad essere 11 volte superiori nel mese di ottobre, così come si rileva che il prezzo medio delle camere è aumentato fino al + 50 per cento rispetto agli equivalenti mesi degli anni precedenti.
  I dati complessivi su arrivi e presenza in Italia elaborati da Istat, ancorché aggiornati al 30 settembre 2015 confermano un dato consolidato di crescita media del 3 per cento su base nazionale.
  Concludo precisando che ho risposto sulla base dei dati turistici nazionali ufficiali poiché il Ministero non possiede i dati complessivi degli biglietti venduti da EXPO e tantomeno la segmentazione tra italiani ed esteri o i paesi di provenienza.

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ALLEGATO 2

5-07731 Cancelleri: Problemi organizzativi di Enit – Agenzia nazionale del turismo.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione parlamentare con cui l'On.le Cancelleri, unitamente ad altri onorevoli colleghi, chiede se il Ministero intenda intraprendere iniziative per eliminare conflitti di interesse interni all'ENIT e risanare i problemi economici addebitati dagli Onorevoli interroganti all'Ente stesso.
  A tale proposito riferisco che non risulta a questo Ministero quanto asserito nelle citate fonti giornalistiche circa il fatto che il nuovo ENIT non disporrebbe dei fondi necessari per gestire l'ordinaria amministrazione.
  L'Ente, infatti, dispone di un fondo cassa, che ammonterebbe a circa quattro milioni di euro, derivante dalla precedente gestione dell'ENIT nella veste di ente pubblico non economico.
  Per far fronte agli impegni che faranno carico al nuovo Ente per lo svolgimento della propria mission, la legge di stabilità per il 2016 ha stanziato risorse per complessivi 28.068.145 euro, di cui una disponibilità di 12.525.619 di euro per le spese di funzionamento, e 15.542.526 di euro relativi alle spese obbligatorie dell'Ente.
  Onde consentire l'erogazione di dette somme, occorre che le stesse siano incluse nella convenzione tra MIBACT ed ENIT ai sensi dell'articolo 16, comma 7, del decreto legge n. 83 del 2014, la cui procedura di stipula è stata avviata.
  Al totale dell'importo stanziato dalla legge di stabilità per il 2016, vanno aggiunti gli impegni di spesa già assunti dal MIBACT nel corso degli anni 2014-2015 a favore dell'Ente per la realizzazione di progetti speciali, anch'essi da regolamentare con l'apposito strumento della convenzione sopra richiamata.
  Per quel che riguarda l'organico del nuovo Ente, occorre precisare che a seguito dell'adozione del nuovo modello organizzativo, già durante la fase transitoria di gestione commissariale che ha preceduto l'insediamento dei nuovi organi amministrativi, sono stati definiti con il piano di riorganizzazione del personale i livelli organizzativi corrispondenti alle posizioni lavorative individuate con il nuovo modello.
  Parallelamente all'avvio della procedura di messa in mobilità del personale in servizio all'Ente ed assegnato allo stesso, ma che ha optato per rimanere nell'ambito della Pubblica Amministrazione e quindi con il contratto pubblicistico, sono state avviate le procedure per la selezione e per l'assunzione di nuovo personale a copertura delle posizioni individuate nell'organico del nuovo Ente e che ricadrà nell'alveo privatistico della disciplina contrattuale.
  Ragion per cui non si paventa al momento alcun rischio che l'Ente resti sprovvisto di personale per far fronte alla propria missione istituzionale.
  L'ultima annotazione riguarda le situazioni di potenziale conflitto di interesse che investirebbero il ruolo ricoperto dai due consiglieri di amministrazione dell'Ente. A tal proposito la competente Direzione del MIBACT ha investito della questione per un’ indagine approfondita il responsabile della prevenzione della corruzione dell'Ente.

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ALLEGATO 3

5-07732 Galgano: Costituzione di una cabina di regia nazionale per il turismo.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione parlamentare con cui gli onorevoli Galgano e Bombassei chiedono se non sia opportuna la costituzione di una Cabina di Regia Nazionale in grado di operare una promozione nazionale del turismo.
  A tale proposito vorrei evidenziare quanto segue.
  L'Italia, anche alla luce dei più recenti dati disponibili, rimane una meta di eccellenza.
  Essa è però penalizzata da diversi fattori che, in linea generale, riguardano l'insufficiente innovazione tecnologica e organizzativa, la scarsa reattività alle trasformazioni del mercato, una diffusa obsolescenza delle competenze, l'esistenza di condizioni sfavorevoli per l'attività delle imprese.
  Per rispondere in modo più incisivo alle nuove sfide imposte dalla competizione mondiale con l'obiettivo di far riconquistare al turismo italiano le posizioni perdute occorre l'attivazione di un set di azioni, a partire dall'innovazione tecnologica, e dalla sostenibilità, emersa come esigenza trasversale a tutti gli interventi in ambito turistico.
  Le motivazioni sopraesposte e quelle indicate dagli onorevoli interroganti, che rendono prioritaria la riformulazione in atto del precedente Piano Strategico di Sviluppo del Turismo (il Piano Gnudi, mai approvato in via definitiva), sono connesse alla necessità di definire e condividere con tutti gli operatori del settore pubblici e privati, una visione d'insieme chiara di cosa è attualmente e cosa dovrebbe essere di qui a cinque anni il Turismo in Italia, con due esigenze prevalenti.
  La prima è relativa alla necessità di coordinare tutti gli interventi, sia di carattere normativo che progettuale, attualmente in capo ad una molteplicità di Enti e soggetti che rende eccessivamente frammentato e dunque privo di efficacia il quadro delle azioni nel settore.
  La seconda esigenza riguarda la necessità di fare delle scelte condivise e concentrare l'azione verso poche priorità.
  Le motivazioni di un'azione integrata di tutti i soggetti che hanno competenza nel settore e quindi di uno strumento, sul modello anglosassone, semplice e sintetico quale un piano strategico del turismo in Italia risiedono dunque nella necessità di recuperare terreno sul piano dell'innovazione, delle tecnologie digitali, della valorizzazione del patrimonio e del nostro territorio, del rapporto qualità/prezzi, del marketing.
  Il Piano serve a dare all'Italia del turismo una cornice unitaria nell'ambito della quale tutti gli operatori si possano muovere in modo coerente, migliorando le politiche sia dal lato della domanda che da quello dell'offerta, senza l'obbligo di invenzione di nuovi strumenti, ma con l'obiettivo di coordinamento delle azioni e delle iniziative esistenti, concentrando l'azione su poche e condivise priorità che rimettano al centro delle politiche nazionali il sistema e l'economia del turismo da integrare al tema della valorizzazione territoriale, ambientale e culturale.
  Occorre precisare che queste azioni di indirizzo si muovono nel quadro costituzionale vigente che è in via di superamento in favore di un nuovo assetto che favorirà il disegno di una nuova Pag. 113governance che sia in grado di migliorare il coordinamento strategico tra Ministero beni culturali, Regioni, enti locali e imprese per condividere le priorità sia in termini di policy che in termini di comunicazione internazionale di livello nazionale e di aree turisticamente omogenee (distretti, STL, DMO, ecc.), portando a sintesi e finalizzando su poche e strategiche iniziative i differenti piani che investono quei territori e coordinando nell'ambito del complessivo brand unico «Italia» i diversi patrimoni turistici territoriali locali.
  Al fine di favorire il coordinamento delle azioni delle amministrazioni centrali si sono avviati tre tavoli di lavori su temi dei trasporti con il Ministero delle Infrastrutture, su quelli delle telecomunicazioni e della digitalizzazione con il Ministero dello sviluppo economico e del coordinamento dei regimi di aiuto con il Ministero dello sviluppo economico, Invitalia e le Regioni.
  In particolare per quanto riguarda proprio il tema dei regimi di aiuto, si reputa quanto mai necessaria un'azione di coordinamento dei diversi soggetti pubblici, sia di livello centrale che territoriale con l'obiettivo di razionalizzare le attività e i bandi soprattutto in funzione dei fabbisogni del settore imprenditoriale articolandoli ed affinandoli anche in base alle diverse esigenze che le imprese presentano in funzione del livello di maturità turistica dei territori sui quali operano.
  La collaborazione con il sistema delle imprese è un altro principio metodologico importante per l'elaborazione del Piano: la mobilitazione di capacità imprenditoriali, di creatività, di talento e di partecipazione è riconosciuto infatti come il primo motore delle politiche di valorizzazione e di competitività. Il Piano sarà costruito proprio attraverso l'ascolto degli operatori economici, la condivisione dell'analisi dei fabbisogni del sistema turistico, la formulazione condivisa delle scelte e la collaborazione per implementarle.
  Il processo descritto prevede una fase conclusiva cooperativa con l'ENIT per definire delle linee guida per coordinare le politiche di promozione con quelle di qualificazione dell'offerta turistica. Migliorare la capacità di penetrazione del «Brand Italia» dal lato della domanda, ampliare i mercati di riferimento, adottare strategie condivise per stimolare i diversi segmenti della domanda turistica nazionale ed internazionale.

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ALLEGATO 4

5-07733 Benamati: Iniziative per contrastare il fenomeno delle false recensioni sui siti web.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione parlamentare con cui l'On.le Benamati, unitamente ad altri onorevoli colleghi, chiede se il Ministero sia a conoscenza del fatto che alcune recensioni pubblicate da TripAdvisor, ovvero la più grande community di viaggiatori del mondo, sarebbero non veritiere o riferite a strutture non più operative. Conseguentemente si chiede quali iniziative di competenza, anche normative intenda intraprendere il Ministero interrogato per risolvere il problema dell'inattendibilità del mezzo,
  A tale proposito vorrei evidenziare quanto segue.
  L'Italia che risulta essere tra le nazioni con il più alto indice di gradimento da parte dei viaggiatori su TripAdvisor, con un punteggio medio sulle imprese ricettive più alto della media europea e mondiale, si è dimostrato anche un paese sensibile alla tutela del consumatore.
  Si ricorda in proposito che lo scorso mese di marzo a TripAdvisor è stato intimato di rimuovere dal sito una recensione su un ristorante di Venezia ritenuta falsa e diffamatoria e che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a seguito di segnalazioni formulate dall'Unione Nazionale Consumatori, da Federalberghi ed altri, ha comminato una multa di 500.000 euro a TripAdvisor, a causa di pratiche commerciali scorrette in violazione del codice del consumo.
  Attualmente la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, insieme ad altre associazioni di categoria sta collaborando con TripAdvisor per individuare modalità operative e strumenti finalizzati a colpire la compravendita delle recensioni e ad eliminare quelle false con il comune obiettivo della veridicità delle informazioni fornite agli utenti.
  Il tema della false recensioni sta al centro della corretta attenzione sia degli esercenti che dei consumatori; resta il fatto che è interesse anche di TripAdvisor aumentare il livello di controllo, che vede negli stessi consumatori i soggetti in grado di attivare le opportune segnalazioni di abusi o malfunzionamenti. Il Ministero comunque si impegna a monitorare con attenzione il fenomeno e a fornire ogni utile supporto, nell'ambito delle sue competenze e in stretta collaborazione con gli altri interlocutori, al fine di combattere il fenomeno segnalato e le distorsioni da esso causate, valutando, in tale prospettiva, la praticabilità dell'intervento proposto dagli Onorevoli interroganti.

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ALLEGATO 5

5-07725 Galgano: Continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento Elettrocarbonium di Narni.

TESTO DELLA RISPOSTA

  A seguito della comunicazione della multinazionale tedesca SGL Carbon della cessazione dell'attività dello stabilimento di Narni, il MiSE ha aperto nel corso dell'anno 2014 un tavolo di confronto finalizzato a ricercare una soluzione diversa dalla mera liquidazione dello stabilimento.
  Tale vicenda ha suscitato una forte tensione nel territorio per il venir meno di oltre 110 posti di lavoro che si sarebbero sommati a quelli delle numerose aziende in difficoltà.
  Dopo un difficile confronto, nell'ambito del quale sono state monitorate alcune manifestazioni di interesse, si è intesa individuare una soluzione che prevedeva la cessione degli immobili e degli impianti del sito produttivo di Narni ad un imprenditore che pur non operando direttamente nel settore, aveva dato garanzia di immediata continuità produttiva della medesima produzione.
  Il nominativo è stato individuato nella persona del dott. Michele Monachino.
  Tuttavia, come noto, negli ultimi mesi sono sorte problematiche di varia natura che il MiSE, in accordo con la Regione Umbria e il Comune di Narni, sta cercando di affrontare per evitare la chiusura dello stabilimento.
  In particolare si stanno affrontando, sul versante della proprietà SGL Carbon, le questioni relative alla messa in sicurezza ambientale connesse alla bonifica delle aree. La SGL Carbon ha, infatti, avanzato richiesta di manleva per ottenere l'esonero di responsabilità future connesse alla bonifica. Su tale questione ha espresso parere negativo il Ministero dell'Ambiente e la Regione Umbria non prevedendo la nostra legislazione misure di questo tipo, se non nell'ambito di siti di interesse nazionale (SIN).
  Per quanto concerne l'Elettrocarbonium, le problematiche attengono soprattutto la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per garantire una produzione che necessita di capitale circolante molto consistente soprattutto se paragonato ai volumi produttivi.
  Su entrambe le tematiche l'impegno del Ministero dello sviluppo economico è massimo e si sta operando per ricercare, nel breve periodo, possibili soluzioni prima che la ripresa produttiva diventi troppo difficile e per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.

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ALLEGATO 6

5-07726 Ricciatti: Verifica dei criteri per il rilascio delle concessioni di ricerca in seguito alla vicenda della società Petrolceltic Srl.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento a quanto riportato nelle premesse dell'atto in esame, rappresento che la società Petroceltic Italia, quale filiale della Petroceltic International, con sede a Dublino, detiene ad oggi alcuni titoli minerari per lo svolgimento delle sole attività di ricerca di idrocarburi (5 sulla terraferma e 2 in mare), che tuttavia risultano nella maggior parte dei casi sospese.
  Per il permesso di ricerca al largo delle Isole Tremiti, come riportato dagli Interroganti, la Società ha invece recentemente presentato istanza di rinuncia, a fronte della necessità di rivedere la propria strategia aziendale ed il relativo piano di investimenti in Italia.
  Nel momento in cui la Società vorrà riprendere le attività, nell'ambito dei titoli ancora vigenti, le stesse potranno essere autorizzate, come da normativa di settore, solo a fronte di un'opportuna valutazione delle permanenti capacità economiche e finanziarie dell'operatore titolare dei permessi.
  Le medesime considerazioni valgono per tutti gli operatori del settore.
  Infine, sullo specifico quesito formulato evidenzio che, in base alla normativa di settore per il rilascio dei titoli minerari, aggiornata dal Ministero dello Sviluppo Economico, con proprio decreto ministeriale del marzo 2015 sono stati fissati dei limiti più stringenti sia per quanto riguarda la dimostrazione delle capacità economiche dei soggetti istanti, sia per quanto riguarda l'ammontare delle garanzie finanziarie che gli operatori sono tenuti a prestare, tenendo conto del valore delle opere di ripristino ambientale e dei costi necessari a coprire eventuali incidenti.
  In base alle citate più stringenti norme vigenti, preciso che attualmente in Italia solo due operatori (Eni ed Edison) sono titolari di concessioni di coltivazione di idrocarburi nei mari italiani.
  Sulla base della menzionata normativa il Ministero dello Sviluppo Economico continuerà ad effettuare le verifiche necessarie in tutti i casi di rilascio di concessioni.

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ALLEGATO 7

5-07727 Crippa: Manifestazioni di interesse per l'acquisto del complesso aziendale Ilva.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con decreto del 21 gennaio 2015, la società Ilva S.p.A. è stata posta in amministrazione straordinaria ai sensi del decreto-legge 347/03 (cd legge Marzano). Successivamente, la procedura è stata estesa alle seguenti società del gruppo: Ilvaform s.p.a., Taranto Energia s.r.l., Innse Cilindri s.r.l., Sanac s.p.a., Ilva Servizi Marittimi s.p.a. Tillet s.a.s. e Socova s.a.s..
  Lo scorso 4 gennaio il Ministro dello sviluppo economico ha approvato il programma di cessione dei complessi aziendali depositato dai commissari straordinari Ilva. Tale programma, la cui durata è fissata in quattro anni, prevede – in estrema sintesi – la cessione a terzi dei complessi aziendali di tutte le citate società in procedura, previa una eventuale fase di affitto, volta a preservare la continuità operativa aziendale e a consentire l'implementazione delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria.
  Sulla base della normativa vigente, come recentemente integrata dal decreto legge 191 del dicembre 2015, entro il 30 giugno 2016, i commissari del Gruppo ILVA dovranno espletare nel rispetto dei principi di parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione, le procedure per il trasferimento dei complessi aziendali assicurando la discontinuità, anche economica, della gestione da parte del o dei soggetti aggiudicatari.
  Conseguentemente, il Ministro dello sviluppo economico, contestualmente al programma, ha autorizzato l'avvio della procedura pubblica volta alla individuazione di un Partner con il quale dare corso all'operazione di trasferimento dei complessi aziendali imprenditorialmente strategici facenti capo alle Società in A.S.
  Lo scorso 5 gennaio è stato pubblicizzato sulla stampa nazionale ed internazionale un «Invito» a manifestare interesse in relazione all'operazione di trasferimento dei complessi aziendali entro e non oltre le ore 18 del 10 febbraio 2016.
  Come comunicato dai Commissari straordinari, all'invito hanno risposto 29 soggetti, le cui manifestazioni d'interesse saranno adesso esaminate ai fini dell'ammissione alla fase della due diligence. Al termine di tale ulteriore fase, gli interessati saranno chiamati a presentare le offerte vincolanti, sulla base delle quali si potrà pervenire al perfezionamento dell'operazione.
  Si conferma, comunque l'impegno del Ministero dello Sviluppo Economico a garantire la massima informazione e pubblicità della procedura di vendita dei complessi aziendali facenti capo al gruppo Ilva, compatibilmente con le esigenze di riservatezza proprie di ogni procedura competitiva.
  Quanto al contenzioso avviato dal gruppo Riva al Tar Lazio per ottenere l'annullamento del decreto ministeriale che ha autorizzato l'avvio della procedura di trasferimento dei complessi aziendali facenti capo al Gruppo Ilva in amministrazione straordinaria, non si può che confermare che tale procedura è stata disposta in ossequio ed in coerenza con specifiche disposizioni di legge.
  Su tale presupposto il MiSE, tramite l'Avvocatura dello Stato, provvederà alla difesa in giudizio e alla conseguente tutela della procedura in corso che – si ricorda – è normativamente finalizzata alla realizzazione delle misure di carattere ambientale e alla salvaguardia del complesso produttivo e dei relativi livelli occupazionali.

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ALLEGATO 8

5-07728 Benamati: Razionalizzazione del sistema di remunerazione della capacità produttiva.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Preliminarmente occorre rilevare come il sistema di mercato elettrico italiano, alla luce anche delle trasformazioni nel mix di fonti e di tecnologie, stia attraversando una fase di importanti e frequenti cambiamenti, come testimonia la corretta ricostruzione della successione regolatoria e normativa effettuata dagli interroganti.
  In particolare, evidenzio che la nuova disciplina del mercato della capacità, approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico su proposta di Terna e in base ai criteri definiti dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas e il sistema idrico, con il decreto ministeriale del 30 giugno 2014, ha previsto una tempistica di attuazione di medio termine ed una serie di condizioni tecniche, che dovevano essere implementate all'interno della disciplina, allo scopo di realizzare un sistema aperto all'integrazione dei mercati esteri, alle energie rinnovabili ed alla nuove tecnologie.
  Come ricordato dagli Interroganti una successiva delibera dell'Autorità per l'energia (delibera 95/15) ha poi proposto di dare un'attuazione graduale in due fasi al nuovo sistema. Nell'ambito di questa attuazione per fasi, il Ministero dello Sviluppo Economico ha valutato anche opportuno innestare ed integrare il «sistema di remunerazione di capacità produttiva in grado di fornire adeguati servizi di flessibilità», in modo da valorizzare in modo efficiente le possibili sinergie e definire regole coordinate di funzionamento del mercato elettrico, ciò al fine di ridurre i costi complessivi del sistema.
  Con l'adozione delle Linee Guida comunitarie sugli aiuti di stato in materia di ambiente ed energia 2014-2020, entrate in vigore il 1o luglio 2014, per la prima volta i meccanismi di remunerazione della capacità adottati a livello nazionale nelle varie forme (aiuti all'investimento, aiuti al funzionamento, remunerazione dei servizi) sono espressamente classificati come Aiuti di Stato e, pertanto, devono essere notificati e ricevere l'approvazione, prima della loro applicazione.
  In conseguenza di quanto sopra indicato, dal mese di maggio 2015, le Autorità italiane hanno avviato un confronto con gli uffici della DG Concorrenza sui vari aspetti metodologici e tecnici della misura e sul modo in cui si intende dare attuazione nei prossimi anni al nuovo sistema di aste di capacità, compresi i servizi di flessibilità di cui alla legge di stabilità 2014.
  Alle numerose richieste di chiarimenti della Commissione Europea dello scorso ottobre 2015, citate nell'atto in esame, è stata data risposta a novembre scorso.
  Su espressa richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, i servizi della Commissione hanno comunicato l'intenzione di inviare ulteriori osservazioni entro il corrente mese. È, inoltre, già stato fissato un nuovo incontro con i servizi della Commissione stessa alla fine di febbraio.
  Si tratta di un dossier indubbiamente complesso ma su cui il confronto tecnico è necessario e propedeutico alla fase di dialogo politico. L'obiettivo con cui si sta lavorando, sempre insieme all'Autorità e a Terna, è di concludere la procedura in tempi compatibili con l'avvio del sistema Pag. 119già nel 2017 e, in ogni caso, di fornire al settore un quadro di regole certe entro cui orientare le proprie scelte d'impresa.
  Al fine di tenere informati gli operatori di settore il Ministero dello sviluppo economico ha convocato una riunione sul tema che si è tenuta lo scorso mese di novembre. Nel corso dell'incontro il Ministero, insieme ad Autorità e a Terna, ha fornito alle associazioni di categoria degli operatori interessati (Confindustria, Assoelettrica e Energia Concorrente) un aggiornamento sullo stato della procedura presso la Commissione Europea ed ha chiarito che gli esiti dell'interlocuzione con la Commissione saranno necessari per orientare le prossime fasi attuative, anche con riferimento all'eventuale revisione del meccanismo approvato.
  In ogni caso sarà cura del Ministero dello sviluppo economico continuare ad assicurare il massimo coinvolgimento dei soggetti interessati, ed a questo proposito ha intenzione di organizzare un nuovo incontro di aggiornamento subito dopo il riscontro da parte della Commissione.

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ALLEGATO 9

5-07729 Allasia: Proroga della sospensione dei termini per i versamenti dei tributi erariali a favore delle imprese di autotrasporto che vantano crediti vari nei confronti di Ilva Spa.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Come riportato nell'atto in esame, la misura contenuta nell'articolo 2, comma 8- bis, del decreto legge 5 gennaio 2015, n. 1, ha disposto la sospensione dei termini dei versamenti dei tributi erariali in scadenza fino al 30 settembre 2015 e delle cartelle in favore delle imprese di autotrasporto e delle piccole imprese creditrici di ILVA, fissando al 21 dicembre 2015 il termine di restituzione degli stessi.
  La disposizione in argomento è stata introdotta, in occasione della modifica della disciplina della procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi riguardanti le società che gestiscono stabilimenti di interesse strategico nazionale come l'ILVA, al fine di dare una risposta concreta e immediata alla situazione di crisi dell'indotto ed è stata indirizzata alla tutela delle imprese soggette ad un maggior rischio, quali le piccole imprese.
  È evidente che si è trattato di un provvedimento d'urgenza che diventa problematico trasformare in una misura «strutturale» quale diverrebbe a seguito di ripetute proroghe.
  È da ribadire d'altra parte che altre norme, di portata generale, introdotte dal Governo concorrono complessivamente al sostegno dell'indotto dell'ILVA.
  Ci si riferisce sia a quelle inerenti la prededucibilità dei crediti vantati dalle PMI (relativi a prestazioni essenziali per il risanamento ambientale, la sicurezza e la continuità dell'attività degli impianti produttivi essenziali degli stabilimenti delle società del gruppo ILVA) presenti già nel decreto legge 1 del 2015, sia alle misure concernenti l'utilizzazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.
  In particolare, l'articolo 1, comma 6-octies, del decreto legge 191 del 2015, ha introdotto nuove disposizioni volte al rafforzamento – soprattutto con riguardo alle imprese più esposte – della facoltà di accesso alla riserva di 35 milioni di euro del Fondo centrale di garanzia per le imprese fornitrici di ILVA.
  Tale ultima misura, si affianca a quella di portata più generale e sistemica adottata dal Governo, costituita dal prestito di 300 milioni di euro concesso a favore dell'amministrazione straordinaria che mira, nelle more dell'espletamento della procedura di trasferimento dei complessi aziendali, ad assicurare una ordinata continuità operativa in grado di generare un circolante finanziario che si riverbera sul sistema produttivo a monte ed a valle della azienda stessa.
  La garanzia di continuità produttiva perseguita attraverso le misure citate costituisce un modo per rispondere alle giuste istanze delle imprese dell'indotto di questo importante presidio industriale del Paese.

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ALLEGATO 10

Programma di lavoro della Commissione per il 2016 – È il momento di andare oltre l'ordinaria amministrazione (COM(2015)610 final).

Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2016 (Doc. LXXXVII-bis, n. 4).

Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o gennaio 2016-30 giugno 2017) – Portare avanti l'agenda strategica, elaborato dalle future presidenze neerlandese, slovacca e maltese (15258/15).

PROPOSTA DI PARERE

  La X Commissione Attività produttive,
   esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della commissione europea per il 2016 (COM (2015) 610), la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'UE per il 2016 (Doc. LXXXVII-bis, n. 4) e il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o gennaio 2016-30 giugno 2017)(15258/15);
   apprezzata la determinazione della Commissione europea di concentrare la propria attività sulle dieci priorità già indicate negli orientamenti politici presentati dal Presidente Juncker nel luglio 2014;
   considerato che l'obiettivo di rafforzare la competitività delle economie europee richiede la revisione delle strategie fino ad ora perseguite, che non si sono rivelate sufficienti, e l'attivazione di strumenti di intervento innovativi e più efficaci, posto che i singoli Stati membri non sono in condizioni di fronteggiare da soli le sfide globali e la concorrenza delle cosiddette economie emergenti;
   rilevato che, a tal fine, una prima occasione fondamentale sarà offerta dall'aggiornamento della Strategia UE 2020 che dovrebbe consentire a tutti i Paesi membri senza distinzioni di superare la più grave crisi economico-finanziaria dal dopoguerra e di ritrovare la strada di uno sviluppo che concili le esigenze dei sistemi produttivi con gli obiettivi della sostenibilità, della lotta alla povertà e dell'aumento dell'occupazione;
   apprezzata l'attenzione attribuita all'Unione dell'energia, articolata intorno ad un'ambiziosa politica per la lotta ai cambiamenti climatici, in grado di garantire ai consumatori energia sicura, sostenibile e competitiva a prezzi accessibili, e a promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) si attribuisca carattere prioritario all'obiettivo di tradurre concretamente la Strategia sulla rinascita industriale, da tempo delineata dalle istituzioni europee, attraverso l'adozione di misure concrete, al fine di invertire la tendenza al declino dell'industria europea, con particolare riguardo al settore manifatturiero; di promuovere la competitività delle imprese europee e di rafforzare l'efficacia delle politiche a favore delle piccole e medie imprese;Pag. 122
   b) in tale ambito, si valuti l'opportunità di sollecitare l'adozione della preannunciata iniziativa della Commissione europea su Industria 4.0, al fine di massimizzare i benefici delle tecnologie digitali in ogni settore industriale in Europa;
   c) si provveda alla tempestiva adozione di tutte le misure attuative dell'Unione dell'energia, con particolare riguardo al nuovo assetto del mercato dell'energia elettrica e alla revisione dei regolamenti sulla sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica e gas;
   d) si proceda in tempi rapidi alla riforma del sistema delle quote di emissioni (ETS), in modo da correggere i limiti fin qui emersi;
   e) si solleciti la tempestiva adozione di una disciplina europea sulla sicurezza dei prodotti nei termini prospettati dall'attuale articolo 7 della proposta di regolamento (COM(2013) 78), che prevede l'obbligo per fabbricanti e produttori di indicare la provenienza di origine per i prodotti non alimentari venduti nel mercato comunitario;
   f) si garantisca, nello svolgimento dei negoziati con gli Stati Uniti relativi al TTIP, una adeguata salvaguardia delle peculiarità delle produzioni nazionali di qualità protette e si assicuri, attraverso l'attivazione di procedure idonee, l'accesso al Parlamento ai documenti negoziali consolidati, sulla base della disponibilità manifestata dalla Commissione europea al riguardo e alla luce delle iniziative già adottate da altri Paesi.

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ALLEGATO 11

Programma di lavoro della Commissione per il 2016 – È il momento di andare oltre l'ordinaria amministrazione (COM(2015)610 final).

Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea riferita all'anno 2016 (Doc. LXXXVII-bis, n. 4).

Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o gennaio 2016-30 giugno 2017) – Portare avanti l'agenda strategica, elaborato dalle future presidenze neerlandese, slovacca e maltese (15258/15).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La X Commissione Attività produttive,
   esaminati congiuntamente, per le parti di competenza, il Programma di lavoro della commissione europea per il 2016 (COM (2015) 610), la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'UE per il 2016 (Doc. LXXXVII-bis, n. 4) e il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea (1o gennaio 2016-30 giugno 2017) (15258/15);
   apprezzata la determinazione della Commissione europea di concentrare la propria attività sulle dieci priorità già indicate negli orientamenti politici presentati dal Presidente Juncker nel luglio 2014;
   considerato che l'obiettivo di rafforzare la competitività delle economie europee richiede la revisione delle strategie fino ad ora perseguite, che non si sono rivelate sufficienti, e l'attivazione di strumenti di intervento innovativi e più efficaci, posto che i singoli Stati membri non sono in condizioni di fronteggiare da soli le sfide globali e la concorrenza delle cosiddette economie emergenti;
   rilevato che, a tal fine, una prima occasione fondamentale sarà offerta dall'aggiornamento della Strategia UE 2020 che dovrebbe consentire a tutti i Paesi membri senza distinzioni di superare la più grave crisi economico-finanziaria dal dopoguerra e di ritrovare la strada di uno sviluppo che concili le esigenze dei sistemi produttivi con gli obiettivi della sostenibilità, della lotta alla povertà e dell'aumento dell'occupazione;
   apprezzata l'attenzione attribuita all'Unione dell'energia, articolata intorno ad un'ambiziosa politica per la lotta ai cambiamenti climatici, in grado di garantire ai consumatori energia sicura, sostenibile e competitiva a prezzi accessibili, e a promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) si attribuisca carattere prioritario all'obiettivo di tradurre concretamente la Strategia sulla rinascita industriale, da tempo delineata dalle istituzioni europee, attraverso l'adozione di misure concrete, al fine di invertire la tendenza al declino dell'industria europea, con particolare riguardo al settore manifatturiero e alla realizzazione del Piano d'azione per una siderurgia europea competitiva e sostenibile, di cui alla comunicazione COM(2013) Pag. 124407; di promuovere la competitività delle imprese europee e di rafforzare l'efficacia delle politiche a favore delle piccole e medie imprese;
   b) in tale ambito, si solleciti l'adozione della preannunciata iniziativa della Commissione europea su Industria 4.0, al fine di massimizzare i benefici delle tecnologie digitali in ogni settore industriale in Europa;
   c) si provveda alla tempestiva adozione di tutte le misure attuative dell'Unione dell'energia, con particolare riguardo al nuovo assetto del mercato dell'energia elettrica e alla revisione dei regolamenti sulla sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica e gas;
   d) si proceda in tempi rapidi alla riforma del sistema delle quote di emissioni (ETS), in modo da correggere i limiti fin qui emersi;
   e) si solleciti la tempestiva adozione di una disciplina europea sulla sicurezza dei prodotti nei termini prospettati dall'attuale articolo 7 della proposta di regolamento di cui alla comunicazione COM(2013) 78, che prevede l'obbligo per fabbricanti e produttori di indicare la provenienza di origine per i prodotti non alimentari venduti nel mercato comunitario;
   f) si garantisca, nello svolgimento dei negoziati con gli Stati Uniti relativi al TTIP, una adeguata salvaguardia delle peculiarità delle produzioni nazionali di qualità protette e si assicuri, attraverso l'attivazione di procedure idonee, l'accesso al Parlamento ai documenti negoziali consolidati, sulla base della disponibilità manifestata dalla Commissione europea al riguardo e alla luce delle iniziative già adottate da altri Paesi.