CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 30 luglio 2015
493.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-01676 Giancarlo Giordano: Sull'insegnamento dell'educazione fisica e dello sport in Italia e sulle prospettive professionali dei laureati in scienze motorie.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Corre l'obbligo preliminarmente di evidenziare che nella prospettiva unitaria dello sviluppo della persona, ben delineata nelle Indicazioni Nazioni per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione, questo Ministero ha sempre riconosciuto l'apporto fondamentale dell'educazione fisica nella formazione di altre aree della personalità, avendo piena coscienza che il corretto stile di vita si acquisisce proprio in età giovanile, attraverso l'educazione al movimento e alla sana alimentazione.
  La collaborazione con il CONI, il CIP (Comitato italiano paraolimpico) e le Federazioni sportive è dal MIUR ritenuta un prezioso arricchimento dell'attività sportiva scolastica.
  Tuttavia, si sottolinea che al MIUR compete istituzionalmente la divulgazione e la trasmissione della cultura e dei valori dello sport, ivi comprese tutte le iniziative che possono consentire un corretto avviamento alla pratica sportiva e, pertanto, il Ministero concentra gli sforzi organizzativi e finanziari per l'incremento delle attività di promozione sportiva sul territorio a livello di istituzioni scolastiche e ambiti provinciali, momenti in cui sono coinvolti la gran parte degli studenti e degli insegnanti.
  L'azione del CONI e degli Enti sportivi che ad esso fanno capo, è invece prevalentemente dedicata alle attività di carattere nazionale, nelle quali sono coinvolti alunni che di fatto già praticano attività sportiva con regolarità e metodo e per i quali l'obiettivo di avvicinarli allo sport ed alla sua cultura è già stato raggiunto.
  Inoltre, il MIUR svolge una sistematica azione di indirizzo sia nei confronti delle scuole che in sinergia con tutti gli Enti sportivi che fanno capo al CONI, volta ad incoraggiare e sostenere attività progettuali sportive nelle scuole che prevedano la presenza di tecnici sportivi laureati dalle facoltà di scienze motorie.
  Per quanto concerne i progetti che le associazioni sportive propongono alle scuole, si evidenzia, poi, che le stesse istituzioni scolastiche, nella loro autonomia, valutano la validità delle attività che vengono inserite nel Piano dell'offerta formativa. Si concorda pienamente che il possesso dell'idoneo diploma di laurea rappresenti una inconfutabile garanzia di professionalità e competenza.
  Le intese programmatiche tra MIUR e CONI, inerenti all'attività motoria e sportiva scolastica, quindi, prevedono e continueranno a prevedere il pieno riconoscimento e la valorizzazione dei titoli universitari.
  A titolo di esempio si cita il progetto «Sport di Classe», rivolto alle classi del secondo ciclo della scuola primaria, che rappresenta un'attività sperimentale realizzata in collaborazione proprio con il CONI, la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per gli affari regionali, le Autonomie e lo sport – e il Comitato italiano paraolimpico (CIP), per l'anno scolastico 2014/2015, volta ad introdurre la figura del «Tutor» a supporto del docente titolare di classe nella realizzazione delle attività motorie e sportive.
  Il progetto «Sport di Classe», che ha raccolto le esperienze di cinque anni consecutivi Pag. 132di sperimentazioni denominate «Alfabetizzazione motoria nella scuola primaria (4 anni) e progetto per l'educazione fisica nella scuola primaria (1 anno)», si stima che coinvolga nel corrente anno scolastico oltre ottocentomila alunni della scuola primaria.
  Il progetto «Sport di classe» si propone di fornire gli strumenti per co-progettare, all'interno delle istituzioni scolastiche, un piano dell'offerta formativa per competenze trasversali. La figura del Tutor affianca il docente titolare della scuola primaria nelle attività motorie e sportive quale supporto organizzativo/metodologico/didattico.
  Tale progetto vede il coinvolgimento di laureati in Scienze motorie e diplomati ISEF quali figure Tutor individuati in base ad una procedura ad evidenza pubblica i quali hanno sottoscritto con il CONI un contratto di prestazione sportiva dilettantistica.
  Il possesso dei titoli accademici succitati sono sempre stati il requisito indispensabile per la partecipazione alle summenzionate attività progettuali.
  Si ritiene che il lungo percorso sperimentale sopra illustrato, partito nel 2009, abbia positivamente contribuito a sensibilizzare il legislatore. Infatti, la recente legge n. 107 rubricata «Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti» prevede che le istituzioni scolastiche individuino il fabbisogno dei posti dell'organico dell'autonomia, in relazione all'offerta formativa che intendono realizzare, al fine di raggiungere prioritariamente alcuni obiettivi formativi, tra i quali il «potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all'alimentazione, all'educazione fisica e allo sport, e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica» stabilendo, inoltre, che «per l'insegnamento della lingua inglese, della musica e dell'educazione motoria nella scuola primaria sono utilizzati, nell'ambito delle risorse di organico disponibili, docenti abilitati all'insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate, nonché docenti abilitati all'insegnamento anche per altri gradi di istruzione in qualità di specialisti, ai quali è assicurata una specifica formazione».
  Ciò concorrerà a rendere più stabile e continuativo l'insegnamento dell'educazione fisica nelle classi di scuola primaria superando, di fatto, la precarietà e la discontinuità che si sono registrate sino ad oggi.

Pag. 133

ALLEGATO 2

5-04468 Gagnarli: Sulla realizzazione del polo scolastico nel comune di Cortona (Arezzo).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Si ricorda preliminarmente che la messa a disposizione e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici sono di competenza degli enti locali, secondo quanto prevede l'articolo 3 della legge n. 23 del 1996, i quali provvedono, avvalendosi delle risorse finanziarie disponibili nei rispettivi bilanci, incluse le entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria.
  Tuttavia, nella consapevolezza che numerosi enti locali lamentano difficoltà a far pienamente fronte, dal punto di vista finanziario, alle loro competenze circa l'edilizia scolastica, il Governo ha stanziato finanziamenti straordinari, per agevolare l'effettuazione di interventi di messa in sicurezza delle scuole e per la costruzione di nuovi edifici.
  Quindi, per il caso specifico, oggetto dell'interrogazione, si forniscono le seguenti informazioni, acquisite, con nota del 27 luglio, dall'apposita struttura di missione operante presso la Presidenza del Consiglio e dai competenti uffici ministeriali.
  In data 14 marzo 2014, in risposta alla lettera del 3 marzo del Presidente del Consiglio dei ministri, il comune di Cortona (AR) ha rappresentato la necessità della costruzione di un nuovo polo scolastico dal valore di 3.000.000 di euro, ipotizzando la copertura dell'investimento attraverso la cessione di un immobile di sua proprietà dal valore di 800.000 euro e chiedendo la restante parte sotto forma di finanziamento.
  L'istanza è stata reiterata in data 22 maggio, in risposta alla lettera del 16 maggio del Presidente del Consiglio dei ministri, con essa il comune ha richiesto la somma sopra citata come finanziamento statale a fondo perduto.
  Si precisa, come da nota succitata, che nelle date del 13 giugno, 30 giugno, 28 ottobre e 24 dicembre 2014, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono state accolte tutte e solamente le richieste di svincolo dal Patto di stabilità interno presentate dai comuni in risposta alle due lettere del Presidente del Consiglio dei ministri per le spese per interventi di edilizia scolastica avviati relativamente all'anno 2014. Nessuna richiesta di finanziamento ha avuto immediato riscontro.
  In data 4 luglio 2014 sono stati diramati sul sito del Governo (www.governo.it) gli elenchi analitici contenenti i finanziamenti relativi agli interventi di edilizia scolastica. Il comune di Cortona (AR) è stato inserito in tali elenchi per l'operazione #scuolebelle del MIUR quale destinatario della somma di 7.000 euro.
  A ciò si deve aggiungere che, il comune di Cortona ha partecipato al bando indetto dalla regione Toscana ai fini della programmazione triennale 2015-2017 per l'operazione mutui BEI ed è stato inserito nella graduatoria regionale con cinque richieste che di seguito si elencano:
   scuola primaria – nuova costruzione: euro 2.000.000,00;
   scuola primaria località Camucia – nuova costruzione: euro 2.000.000,00;
   scuola secondaria di I grado «Berrettii Pancrazi» – ampliamento: euro 700.000,00;
   scuola primaria «Mancini» – ristrutturazione edilizia: euro 350.000,00;Pag. 134
   scuola primaria «Paliotti» – ristrutturazione edilizia: euro 680.000,00.

  La programmazione della regione Toscana, come quella delle altre regioni, è stata approvata con decreto del MIUR il 29 maggio 2015. Con il decreto MIUR del 16 marzo 2015 è stata ripartita la rata annua di ammortamento del valore di 40.000.000 di euro, prevista dall'articolo 10 del decreto-legge n. 104 del 2013 tra le amministrazioni regionali. Alla regione Toscana è stata destinata la rata di ammortamento annua di 2.489.217,80 euro per la durata di anni 30. Tale importo attualizzato renderà disponibile alla citata regione circa 58.000.000 di euro.
  Però, stante il posizionamento degli interventi proposti dal comune di Cortona, nessun intervento dei cinque sopra citati verrà finanziato quest'anno. Tuttavia, essendo la programmazione triennale, ciò permetterà all'amministrazione comunale di accedere ai prossimi finanziamenti.
  In materia è intervenuta, da ultimo, la recente legge 3 luglio 2015, n. 107 che all'articolo 1, comma 176, prevede lo stanziamento dall'anno 2016 di ulteriori 10.000.000 di euro rispetto a quelli già previsti dall'articolo 10 del decreto-legge n. 104 del 2013 per il pagamento di oneri derivanti dalla contrazione di mutui. Le risorse che ne deriveranno, una volta ripartite sulle programmazioni regionali, dovrebbero garantire la copertura del primo intervento (posizione 74) candidato dal comune di Cortona in relazione alla regione Toscana.
  Inoltre, all'articolo 1, commi da 153 a 158, della medesima legge sono previsti 300.000.000 di euro per la realizzazione di scuole altamente innovative. Il comune di Cortona potrà partecipare candidando l'area di intervento presso la regione Toscana. Le regioni potranno proporre da 1 a 5 aree che saranno oggetto di un concorso con procedura aperta a livello nazionale.

Pag. 135

ALLEGATO 3

5-05306 Carocci: Sul reclutamento dei ricercatori «Futuro in Ricerca» negli organici degli Atenei o degli enti di ricerca.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In relazione al tema evidenziato nell'interrogazione cui si risponde, occorre precisare preliminarmente che l'articolo 3 del decreto ministeriale 1o luglio 2011, n. 276, opera una distinzione nell'inquadramento dei vincitori del bando relativo ai programmi finanziati dal Fondo per gli investimenti della ricerca di base (FIRB).
  Il citato articolo 3, infatti, distingue i destinatari di chiamata diretta, ai sensi dell'articolo 1 del medesimo decreto, tra i vincitori dei programmi di ricerca di alta qualificazione finanziati dal MIUR (FIRB) in due tipologie:
   a) quelli denominati «IDEAS» (starting independent researcher grant), nell'ambito dei quali il ruolo di coordinatore nazionale può essere considerato equipollente alla posizione di ricercatore a tempo determinato di cui all'articolo 24, comma 3, lettera b), della legge n. 240 del 2010;
   b) i FIRB denominati «Futuro in ricerca», nell'ambito dei quali sono previste tre linee di intervento: per la linea 1 e 2, il responsabile di progetto può essere considerato equipollente ad un ricercatore a tempo determinato di cui alla lettera a) dell'articolo 24, comma 3, della legge n. 240 del 2010, per la linea 3 il responsabile di progetto può essere considerato equipollente ad un ricercatore a tempo determinato di cui alla lettera b) del citato articolo 24, comma 3. Le linee 1 e 2 corrispondono ad una diversa tipologia di finanziamento, ognuna delle quali è riservata ad una differente categoria di programma, mentre la linea 3 riguarda i ricercatori a tempo indeterminato.

  Il bando FIRB «Futuro in ricerca 2012», di cui al decreto direttoriale 12 gennaio 2012, n. 3/ric., prevedeva le tre citate linee di intervento, peraltro già presenti nel precedente bando del 2010 (decreto direttoriale 27 settembre 2010, n. 584/ric.), che sono state poi ridotte a due con il successivo bando per il 2013 emanato con decreto ministeriale n. 956 del 28 dicembre 2012.
  Il nuovo bando per il 2014 (decreto direttoriale 23 gennaio 2014, n. 197) ha, poi, previsto un'unica linea di intervento volta a finanziare progetti condotti da gruppi di ricerca indipendenti e di elevata qualità scientifica, sotto il coordinamento scientifico di un Principal Investigator (PI), italiano o straniero, residente in Italia o proveniente dall'estero, che abbia conseguito il dottorato di ricerca o, in assenza di dottorato, la specializzazione di area medica da non più di sei anni, richiedendo l'impegno per la Host Institution – cioè l'università o ente pubblico di ricerca presso il quale il PI si impegna a svolgere il progetto a stipulare per chiamata diretta un contratto a tempo determinato con il vincitore di durata almeno pari alla durata del progetto (che comunque, ai sensi del bando, non può superare i tre anni).
  In conclusione, si ricorda in merito che la legge n. 11 del 2015, di conversione del decreto-legge cosiddetto «mille proroghe» n. 192 del 2014, ha introdotto all'articolo 6 del medesimo decreto-legge il comma 2-bis. Tale norma ha prorogato di due anni, passando quindi da quattro a sei anni, la durata complessiva del periodo per cui un ricercatore può avere un assegno di ricerca di cui all'articolo 22, comma 3, della legge n. 240 del 2010.

Pag. 136

ALLEGATO 4

5-03414 Di Benedetto: Sull'avviso pubblico per proposte finalizzate alla realizzazione di eventi culturali in occasione della manifestazione «Notti al museo».

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione parlamentare con cui l'onorevole Di Benedetto e altri colleghi parlamentari, in merito all'avviso pubblico relativo alla manifestazione «Notti al Museo», pubblicato sul sito del Ministero il 1o luglio 2014 e ritirato dopo pochi giorni, chiedono di sapere se il bando sia stato definitivamente ritirato e come il Ministero intenda promuovere la cultura assicurando nel contempo la dovuta dignità professionale all'artista.
  Al riguardo, premetto che già nel 2013 l'allora Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale pubblicava un avviso pubblico per le proposte finalizzate alla realizzazione di eventi culturali in occasione della manifestazione «Una notte al Museo». Lo scopo dell'iniziativa era promuovere la creatività italiana in alcuni luoghi della cultura statali fra i più significativi, contribuendo altresì a potenziare l'offerta in occasione delle aperture notturne e ad attrarre, di conseguenza, un numero più ampio di visitatori attraverso altre espressioni d'arte.
  L'avviso si rivolgeva a persone fisiche e giuridiche che intendessero realizzare eventi culturali a titolo gratuito in favore del Ministero, ad esclusione di organizzazioni partitiche o politiche, in forme compatibili con il decoro del luogo della cultura ospitante.
  I promotori delle proposte selezionate sarebbero stati chiamati a sottoscrivere un accordo di collaborazione a titolo gratuito con la Soprintendenza interessata. Si richiedeva al proponente il possesso di adeguata polizza nonché il pagamento dei diritti SIAE, ove dovuti. Il Ministero, da parte sua, si impegnava a pubblicizzare il proponente e la sua proposta anche mediante conferenza stampa.
  Tale bando veniva riproposto dalla Direzione per la valorizzazione anche l'anno successivo, e ritirato dopo pochi giorni. A tale proposito vorrei comunicare che il Ministro Franceschini, sin dal 1o agosto 2014, ha comunicato in una lettera al musicista Spellucci, pubblicata sul sito del Ministero, il ritiro dell'avviso pubblico, pur nella consapevolezza che il bando si prefiggeva di sollecitare la creatività e offrire la possibilità agli artisti di esprimersi nei più bei luoghi della cultura italiana. L'anno precedente infatti l'iniziativa era stata accolta positivamente dal pubblico e non aveva dato luogo a polemiche. Nella lettera il Ministro sottolineava come il tema della remunerazione e del rispetto dei lavori creativi sia di particolare importanza, osservando come «troppo spesso nel settore dell'arte i giovani artisti e non solo loro – vengono chiamati a lavorare gratis come se questo rappresentasse una tappa obbligata della loro crescita professionale». Non volendo in alcun modo avallare tale approccio, il Ministro giudicava opportuno far decadere l'iniziativa, anche in considerazione della recente approvazione della legge che riconosce le professioni culturali, sul presupposto che non può esserci piena tutela e valorizzazione del patrimonio culturale se non si valorizzano le competenze di chi vi opera.
  Per tali motivi, in attesa di avere maggiori disponibilità finanziarie, l'avviso pubblico de quo è stato annullato.Pag. 137
  L'iniziativa delle aperture serali del venerdì, finalizzata a potenziare la fruizione del patrimonio culturale italiano e a raggiungere nuove fasce di pubblico e in particolare le nuove generazioni, si è conclusa a dicembre 2014.
  Anche quest'anno peraltro il Ministero, dal 27 giugno al 19 dicembre 2015, ogni sabato notte, promuove l'apertura straordinaria dei suoi luoghi d'eccellenza.
  Per 28 sabati consecutivi i principali musei italiani offriranno al pubblico una nuova opportunità di visita e di scoperta, allineandosi in tal modo agli standard seguiti nei più importanti luoghi della cultura internazionali.
  Tra gli scopi dell'iniziativa vi è non solo quello di incentivare nuove forme di fruizione del patrimonio culturale nazionale, ma anche quello di venire incontro alle esigenze di cittadini e turisti con una programmazione delle aperture più ampia e flessibile di quella consueta, tale da consentire di intercettare l'attenzione di fasce di età e di pubblico che solitamente non hanno l'opportunità di accedere ai nostri musei nei loro orari quotidiani.
  Per il futuro il Ministero intende reperire un'adeguata disponibilità finanziaria per poter coinvolgere nelle iniziative di promozione culturale, come le aperture serali straordinarie, i giovani artisti, assicurando loro idonea remunerazione.

Pag. 138

ALLEGATO 5

5-04911 Di Benedetto: Sullo stato di esecuzione del contratto stipulato tra la soprintendenza archeologica di Pompei, Ercolano e Stabia e la RTI Samoa Restauri Srl.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione parlamentare dell'onorevole Di Benedetto e di altri colleghi parlamentari, in merito allo stato di esecuzione dei lavori di messa in sicurezza della Regio VIII del sito archeologico di Pompei e alle attività di vigilanza e controllo sui medesimi da parte del Ministero, in rapporto al recente crollo di parte del terreno e del muretto di contenimento del giardino della casa di Severus, dovuto a eventi atmosferici.
  In via preliminare ritengo utile precisare che in occasione dell'interrogazione parlamentare 5-03627, con cui l'onorevole Di Benedetto chiedeva rassicurazioni in merito alla corretta conduzione dei lavori del Grande Progetto Pompei da parte di società affidabili, e la piena tutela e valorizzazione del sito, si era già fornita l'esauriente cronistoria delle procedure di gara inerenti la messa in sicurezza della Regio VII e della Regio VIII. In tale sede si è inteso descrivere dettagliatamente le procedure di gara relative ai lavori delle due Regiones proprio con l'intento di illustrare le difficoltà operative che si affrontano per affidare i lavori secondo le procedure dettate dal codice degli appalti. Si deve rilevare inoltre come appaia ormai «fisiologico» il ricorso al TAR da parte delle ditte non vincitrici.
  L'aggiudicazione delle gare in questione alla Samoa Restauri srl era avvenuta all'esito della verifica, ai sensi degli articoli 38 e 48 del Codice degli appalti, di tutti i requisiti di partecipazione previsti dal disciplinare di gara. Tale disciplinare è stato previamente visionato dal «Gruppo di Lavoro per la legalità e la sicurezza del Progetto Pompei», il quale, ha, tra gli altri, il compito di verificare che le condizioni e le clausole del bando siano finalizzate a prevenire tentativi di infiltrazione criminale.
  Riguardo alla gara di affidamento dei lavori della messa in sicurezza della Regio VIII, si precisa che la RTI Forte Costruzioni e Restauri srl, risultata 1a classificata, è stata poi esclusa dall'amministrazione per vizi di forma. Tale società ha presentato ricorso al TAR, tuttora pendente. La 2a classificata, RTI Samoa Restauri srl, è risultata pertanto aggiudicataria. Avverso tale aggiudicazione la ditta Lattanzi srl, 3a classificata, ha presentato a sua volta ricorso al TAR, il cui esito non è ancora noto (l'udienza di merito è fissata a luglio). Sulla legittimità di tale aggiudicazione si esprimerà quindi il giudice amministrativo, alla cui decisione ovviamente si uniformerà l'Amministrazione.
  Nel frattempo l'appalto è stato aggiudicato alla ditta RTI Samoa in data 25 marzo 2014. Si precisa in merito che il contratto per la messa in sicurezza della Regio VIII è di 2,9 milioni di euro e che il verbale di consegna lavori, sotto riserva di legge, è stato stipulato in data 30 giugno 2014 con effettivo inizio delle attività il 14 luglio 2014. La durata dei lavori è prevista in 570 giorni e pertanto la data di ultimazione dei lavori è il 17 novembre 2015.
  Per quanto riguarda invece i lavori di messa in sicurezza della Regio VII, che comprende ben 15 insulae per una superficie complessiva di vari ettari, tra cui ampie aree importanti della città quali il Foro e i numerosi edifici pubblici adiacenti, Pag. 139i depositi archeologici e il corpo di guardia principale degli Scavi di Pompei, si precisa che, a seguito delle pronunce del giudice amministrativo, la ditta esecutrice non è la RTI Samoa restauri srl ma la ditta Forte Costruzioni e Restauri srl, a seguito di decreto di aggiudicazione n. 23 del 29 gennaio 2015. I suddetti lavori sono stati consegnati il 26 febbraio 2015 e avranno una durata di 510 giorni.
  Sul delicato tema del rispetto dei tempi di gara a Pompei, nel 2014 il Soprintendente, professor Massimo Osanna, ha consegnato al commissario europeo Hahn (che aveva chiesto di velocizzare il grande progetto Pompei) uno specifico dossier in cui si segnalano i continui rallentamenti nelle gare dovuti all'ormai abituale ricorso, da parte delle ditte non aggiudicatarie, al giudice amministrativo, con conseguente sospensione dei lavori già aggiudicati e stravolgimenti nelle aggiudicazioni all'esito del primo e secondo grado di giudizio, spesso discordanti.
  In ogni caso l'amministrazione, pur nelle difficoltà sopra evidenziate, è costantemente impegnata a garantire la legalità e la trasparenza negli affidamenti, nonché la regolare esecuzione dei lavori affidati. Il costante monitoraggio da parte degli uffici ministeriali sulle opere da realizzare, che va dalla fase progettuale a quella esecutiva sino al collaudo finale, mira a garantire una corretta esecuzione delle stesse, la loro rispondenza al progetto iniziale e il puntuale rispetto della legalità.
  Nello specifico della presente interrogazione, come riferito dalla Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, in data 4 febbraio 2015, a seguito delle forti precipitazioni dei giorni precedenti, che avevano impregnato d'acqua il terreno, si è verificato lo smottamento di una parte del giardino della Casa di Severus, compresa nella Regio VIII – insula 2 e di una porzione di muro di contenimento dello stesso giardino.
  L'amministrazione è ben consapevole che l'area in oggetto, come del resto tutto il fronte meridionale della Regio VIII, sia un'area particolarmente a rischio e pertanto sono state eseguite, con uno specifico progetto inserito nel Grande Progetto Pompei, accurate indagini propedeutiche al fine di programmare interventi idonei per la salvaguardia delle strutture antiche sovrapposte al banco lavico della collina, che in tale settore ha un andamento verticale con altezze superiori ai 10 metri e che presenta una particolare sovrapposizione di strati geologici con scarsa resistenza geomeccanica, situazione fortemente aggravata da fratture antiche e altre ancora attive.
  Subito dopo il crollo è stato richiesto un sopralluogo tecnico urgente ai Vigili del fuoco, con i quali erano già in corso accordi preliminari per la stipula di una convenzione avente a oggetto la fattiva collaborazione nelle situazioni di maggior pericolo, sia per le strutture archeologiche che per gli operatori di restauro. La stipula della convenzione è avvenuta in data 12 febbraio 2015.
  Proprio per la complessità della situazione del fronte di scavo, il progetto di messa in sicurezza della Regio VIII non ha mai potuto includere gli interventi su detto fronte, ma riguarda invece tutto il tessuto urbano limitrofo delle varie insulae (da 1 a 7) per un totale di circa 7 ettari, con edifici messi in luce tra la fine del Settecento e l'Ottocento, e dunque sottoposti al degrado del tempo e degli agenti meteorici da almeno duecento anni e interessati finora da interventi di restauro solo in alcuni degli edifici principali.
  Pompei rappresenta peraltro uno dei siti ove la necessità di arginare il rischio sismico mediante tecniche di cosiddetto «consolidamento» deve coniugarsi al massimo rispetto della concezione costruttiva antica e della storia materiale del «rudere». Purtroppo, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, anche in questo sito si è verificata una diffusa cementificazione che inizialmente ha affascinato anche la cultura archeologica, fiduciosa della conclamata resistenza del calcestruzzo. Negli ultimi decenni la forte penalizzazione operata negli investimenti nei beni culturali, il notevole incremento dei Pag. 140visitatori, la scarsità di personale tecnico non hanno consentito una efficace e continua manutenzione.
  Chi conosce la storia di Pompei sa che i crolli sono sempre stati presenti in un contesto archeologico tanto vasto quanto fragile. Dal 1994 al 2008 si sono verificati 17 piccoli crolli. Nel 2008 è avvenuto il crollo del tetto in cemento armato della Casa del Labirinto. Proprio durante la gestione commissariale, peraltro, si è verificato il tanto discusso crollo della Schola Armatorarum, purtroppo seguito da altri crolli endemici.
  Con riferimento al Grande Progetto Pompei, i lavori interessano complessivamente le aree più estese degli Scavi, permettendo di mettere in sicurezza le murature e di consolidare mosaici, pavimenti e apparati decorativi. Il previsto restauro di domus dovrà inserirsi nell'ambito di una efficace manutenzione programmata al fine di scongiurare il rischio sismico. Ritengo comunque di dover evidenziare che gli interventi di restauro agiscono retroattivamente e non possono impedire, ma solo cercare di minimizzare, unitamente ad altre misure precauzionali, l'ulteriore deterioramento dell'area dovuto alla successiva esposizione agli agenti atmosferici o a movimenti tellurici improvvisi, pur aumentando la resistenza dei beni alle sollecitazioni esterne.
  Conclusivamente, mi preme sottolineare che scopo del Ministero non è assecondare la recente moda diffusasi all'estero di donare i monumenti per un turismo low cost e che la lotta al rischio sismico rigidamente intesa, paradossalmente, potrebbe essere causa di nuovi e destabilizzanti interventi invasivi. Infatti il problema della conservazione archeologica non va certamente risolto attraverso imperative prescrizioni di carattere analitico, facilmente strumentalizzabili, ma piuttosto attraverso una capillare diffusione della cultura archeologica tra gli addetti ai lavori e nel contempo consentendo a tale cultura, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, di esercitare compiutamente l'indispensabile controllo scientifico degli interventi proposti.

Pag. 141

ALLEGATO 6

DL 78/2015: Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali. C. 3262 Governo.

PARERE APPROVATO

  La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
   esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 3262 di «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali» nella seduta del 30 luglio 2015;
   nell'auspicio che la legge di stabilità per il 2016 assicuri le idonee risorse per lo svolgimento delle funzioni derivanti dal piano di razionalizzazione degli archivi e degli altri istituti di cultura finora appartenenti alle competenze delle province, di cui all'articolo 16, commi da 1-quater a 1-sexies,
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con la seguente osservazione:
   con riferimento all'articolo 11, comma 11-bis, valuti la Commissione Bilancio se sia opportuno specificare che occorre comunque l'accordo dell'autorità ecclesiastica per gli interventi sui beni culturali della Chiesa.