CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 16 luglio 2015
483.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-04990 Burtone: Disservizi nell'erogazione di energia elettrica verificatisi in alcuni comuni della Basilicata nel mese di marzo 2015 a seguito di un'ondata di maltempo.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Tra il 5 e il 6 marzo 2015 la Regione Basilicata è stata colpita da una vasta perturbazione meteorologica, caratterizzata da intense nevicate e dalla formazione di cospicui e cosiddetti «manicotti di ghiaccio», superiori ai limiti previsti dalla normativa vigente per le linee elettriche. Questi hanno provocato danni sia alle infrastrutture della rete elettrica di trasmissione nazionale di Terna, sia alle reti di media e bassa tensione di ENEL.
  Per quanto riguarda le infrastrutture della rete elettrica di trasmissione nazionale di Terna, tale ondata di maltempo ha comportato danni alle seguenti linee:
   Anzi – Potenza a 150 kV dove alle ore 9:36 del 6 marzo per la presenza di manicotti di ghiaccio, si è verificato lo scatto della linea dovuto all'abbassamento di un filo conduttore: tale linea è stata rimessa in esercizio alle ore 18.33 dello stesso giorno;
   Potenza Est – Vaglio RFI a 150 kV dove alle ore 9:48 del 6 marzo si è determinata la rottura di una fune di guardia con rimessa in esercizio alle ore 16.40 dello stesso giorno. L'intervento di ripristino della fune di guardia, dopo la messa in sicurezza, è stato effettuato ad inizio aprile.

  In entrambi i casi i conduttori lesionati hanno danneggiato due linee sottostanti in bassa tensione di proprietà di Enel, per cui alle ore 12:54 del 6 marzo, a causa del fuori servizio in atto della linea Anzi – Potenza suddetta e del concomitante scatto transitorio della linea a 150 kV Anzi – Corleto di Terna, è stato causato lo spegnimento della Cabina Primaria di Anzi di Enel.
  Anche per quanto riguarda le infrastrutture elettriche di media e bassa tensione di Enel, la società ha segnalato che si sono registrati guasti ingenti dovuti sia alla formazione di manicotti di ghiaccio sui conduttori provocandone la rottura, sia il danneggiamento grave e, in alcuni casi, addirittura il cedimento di molti dei sostegni delle infrastrutture elettriche. In totale, all'esito dei sopralluoghi, sono risultate danneggiate circa 90 linee di media tensione, con conseguenti gravi guasti e danneggiamenti anche alla rete di bassa tensione.
  Per far fronte alla situazione di emergenza Enel ha messo in campo le sue squadre operative sul territorio e anche quelle della Regione Calabria e si è avvalsa altresì di ditte esterne, coordinandosi continuamente con la Prefettura di Potenza.
  Gli interventi di riparazione sono stati, comunque, particolarmente complessi anche per le difficoltà di raggiungere gli impianti a causa del ghiaccio formatosi sulla sede stradale.
  Il ripristino del servizio incominciato dalle 18 del 6 marzo (i clienti disallineati si sono ridotti a 7.000 alle 18:00 del 6 marzo, mentre il 7 marzo sono scesi a 1.400), grazie alla dislocazione sul territorio di 26 gruppi elettrogeni, si è completato il 10 marzo, quando sono stati rialimentati tutti i clienti delle zone rurali e quelli non stanziali.
  Relativamente ai rimborsi per il disservizio, Enel ha provveduto ad erogare gli Pag. 147indennizzi coerentemente a quanto previsto dalla Delibera dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e i servizi idrici n. 198/2011.
  Faccio presente altresì che ENEL, a seguito degli avvenimenti citati, ha comunicato di aver pianificato ed effettuato i seguenti interventi manutentivi:
   sono attualmente in corso interventi sulla rete di media tensione (MT), per qualità del servizio e carico, per un investimento di circa 670.000 euro;
   sono stati previsti interventi di ricostruzione su 5 linee MT, tra le più colpite dalla nevicata di marzo 2015, per una lunghezza totale di circa 30 km e per un investimento di circa 600.000 euro (intervallo temporale di intervento 2015-2017);
   sono in corso interventi sulla rete di bassa tensione (BT) per incrementare la qualità del servizio nella Provincia di Potenza, per un investimento di circa 200.000 euro;
   è attualmente in corso il completamento del programma di attivazione di nuovi interruttori lungo linea sulla rete di MT (63 previsti di cui, ad oggi, installati 60 ed attivati 32), per un investimento di circa 180.000 euro;
   è attualmente in corso il programma di installazione e attivazione degli interruttori BT tele controllati (su 190 previsti, installati ad oggi 65, attivati 61), per un investimento di circa 190.000 euro;
   è in corso di attuazione il programma di manutenzione preventiva sulla rete MT per l'anno in corso che prevede, tra l'altro, l'ispezione di circa 400 cabine di media e bassa tensione e la sostituzione di 1.454 batterie in cabine telecontrollate;
   è, infine, in corso l'ispezione di circa 6.000 km di rete aerea di MT ed il taglio piante lungo i tratti di linea esposti.

  Inoltre, si ricorda che, a livello nazionale, Enel Distribuzione effettua annualmente l'ispezione di circa 80.000 cabine secondarie e verifica inoltre circa 200.000 km di rete aerea di MT ogni 2 anni (anche ricorrendo all'utilizzo degli elicotteri).
  Ciò detto, il Ministero dello sviluppo economico, per quanto di competenza, continuerà a vigilare costantemente sul rafforzamento da parte delle società concessionarie delle misure di prevenzione (quali quelle straordinarie di pulizia delle linee o altre misure utili), nonché di quelle finalizzate a migliorare i piani di gestione delle emergenze (anche attraverso attività di coordinamento tra le strutture territoriali di intervento, i Comuni, le Prefetture e la Protezione Civile e di comunicazione verso gli utenti).

Pag. 148

ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-05021 Parentela: Sanzioni per violazione delle norme in materia di etichettatura dei prodotti alimentari.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In materia di sanzioni per la violazione delle disposizioni recate dal Regolamento (UE) n. 1169/2011 il Mise ha predisposto una bozza di decreto legislativo; per la condivisione del testo è stato attivato un Tavolo di confronto che ha avuto come attori tutte le rappresentanze della filiera agroalimentare e le altre amministrazioni competenti in materia.
  Il decreto è ormai di prossima adozione, tuttavia, nelle more della sua emanazione, il Ministero dello Sviluppo Economico ha ritenuto di far riferimento, ove possibile, all'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 18 del decreto legislativo n. 109/1992. In particolare si è ritenuto che le suddette sanzioni continuano ad essere erogate nel caso di violazione delle norme precettive contenute nel decreto 109/92 solo quando il contenuto del precetto corrisponde alle previsioni del nuovo Regolamento.
  Tale interpretazione del quadro normativo è stata fornita con la Circolare del 6 marzo 2015 e ad essa è stata allegata una tabella di concordanza che associa i precetti contenuti nel decreto n. 109 con quelli contenuti nel regolamento (UE) 1169/2011.
  A parere dell'Onorevole interrogante tale modus operandi sarebbe in palese contraddizione con il principio di stretta legalità, cristallizzato nell'articolo 25 della Costituzione della Repubblica Italiana.
  Tale conclusione non tiene conto del fatto che la tabella di concordanza si limita ad operare un abbinamento tra i precetti che già esistono nell'ordinamento e quelli confermati nel nuovo Regolamento e precisa che continua ad essere sanzionata la violazione delle sole disposizioni del decreto legislativo n. 109/1992 che trovano conferma nel Regolamento medesimo.
  Proprio perché la tabella non reca nuovi precetti, ma si limita ad indicare un meccanismo di raccordo tra articolo 18, precetti del decreto legislativo n. 109/1992 e precetti del Reg. (UE) n. 1169/2011, essa è pienamente compatibile con il principio di legalità.
  Con riferimento alla seconda questione sollevata dall'interrogazione in oggetto ed in particolare «se non si ritenga improcrastinabile notificare alla Commissione europea la volontà di mantenere l'obbligo di indicare in etichetta la sede dello stabilimento di produzione alimentare per i prodotti realizzati e commercializzati in Italia», si ribadisce quanto già risposto all'Interrogante su medesima richiesta (Interpellanza urgente n. 2-00743).
  Il Governo non avrebbe potuto notificare norme nazionali in contrasto con le materie armonizzate dal più volte citato Regolamento in quanto l'articolo 38 dello stesso, in materia di etichettatura degli alimenti, dispone espressamente il divieto da parte degli Stati membri sia di adottare, sia di mantenere disposizioni nazionali contrastanti salvo il caso in cui il diritto dell'Unione lo autorizzi e il Reg. (UE) 1169/2011 elimina, per gli Stati membri, la facoltà, precedentemente prevista dalla direttiva 2000/13/CE, di «mantenere le disposizioni nazionali che impongono Pag. 149l'indicazione dello stabilimento di fabbricazione o di condizionamento per la loro produzione nazionale».
  L'individuazione delle indicazioni obbligatorie da riportare in etichetta, come disciplinata dagli articoli 9 e 10 del Regolamento, è infatti una materia armonizzata, tant’è che il successivo articolo 39 disciplina le «Disposizioni nazionali sulle indicazioni obbligatorie complementari», ovvero la facoltà degli Stati membri di introdurre l'obbligo di riportare in etichetta indicazioni ulteriori rispetto a quelle previste dagli articoli 9 e 10 prevedendo, in particolare, che la facoltà degli Stati membri di introdurre l'obbligatorietà della indicazione del luogo di provenienza sull'etichettatura degli alimenti è possibile solo ove esista un nesso comprovato tra talune qualità dell'alimento e la sua provenienza e sia dimostrato che i consumatori attribuiscono un valore particolarmente significativo a tale indicazione.
  Alla luce della normativa armonizzata vigente non appare quindi possibile mantenere l'attuale disciplina contenuta nel decreto legislativo n. 109/1992 in modo generalizzato per tutti i prodotti.
  Il Governo è, tuttavia, consapevole della molteplicità degli interessi coinvolti e, in particolare, delle esigenze di informazione dei consumatori e di quelle di tutela degli operatori della filiera agro alimentare, e pertanto sta approfondendo i profili comunitari che potrebbero consentire una soluzione equilibrata contemperando le esigenze sopra riferite e rispettosa del diritto comunitario.

Pag. 150

ALLEGATO 3

Interrogazione n. 5-05312 Oliverio: Adozione del regolamento di attuazione relativo alle agevolazioni per l'autoimprenditorialità.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In primo luogo si evidenzia che il regolamento in materia di «autoimprenditorialità» è stato già sottoscritto dal Ministro dello sviluppo economico e dal concertante Ministro dell'economia e delle Finanze. L'iter di controllo dell'atto non è tuttavia ancora esaurito, residuando il necessario controllo da parte della Corte dei conti, oltre ai tempi tecnici per l'inserimento dell'atto medesimo nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana, a seguito del quale diverrà operativo a tutti gli effetti.
  Pertanto, il MiSe ha ottemperato a tutti gli adempimenti di competenza e nella propria disponibilità.
  Appare in ogni caso utile rappresentare che, come rammentato dall'On. Interrogante, il Titolo I del decreto legislativo n. 185/2000 è stato oggetto di una profonda revisione per opera del decreto-legge n. 145/2013, che ha determinato la sostanziale sostituzione delle tradizionali misure del Titolo I, abrogate, con una nuova misura di più ampia applicazione.
  Tale misura, infatti, pur mantenendo l'obiettivo di incentivare l'imprenditorialità giovanile, consente ora anche il finanziamento dell'imprenditorialità femminile, colmando così l'assenza, nel panorama degli incentivi nazionali, di uno strumento di facilitazione dell'accesso al credito per le donne che intendono avviare un'attività imprenditoriale.
  I tempi non contenuti si devono alla complessità della materia e all'iter procedurale del provvedimento stesso che, oltre a prevedere il concerto del Ministro dell'economia e il parere favorevole del Consiglio di Stato, è stato sottoposto all'analisi tecnico-normativa (ATN) e all'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) degli uffici del DAGL della Presidenza del Consiglio.
  Quest'ultimo ufficio, nondimeno, ha richiesto alcuni chiarimenti in ordine ai contenuti della documentazione trasmessa a corredo del provvedimento normativo che hanno comportato la necessità di un'integrazione della relazione di Analisi di Impatto della Regolamentazione trasmessa.
  Acquisito quindi il nulla-osta del DAGL, il regolamento è stato firmato dal Ministro per lo sviluppo economico e inviato successivamente al Ministero dell'economia e delle finanze per la firma del Ministro concertante recando, pertanto, la data dell'8 luglio 2015.
  Il MiSE, peraltro al fine di velocizzare i tempi per l'operatività della disciplina e rendere concreta l'incentivazione dello start up di imprese da parte di giovani imprenditori e donne imprenditrici, si è già attivato per la predisposizione di tutta la documentazione necessaria per la presentazione delle domande, onde consentire l'immediato avvio della misura una volta avvenuta la pubblicazione del regolamento.

Pag. 151

ALLEGATO 4

DL 83/2015: Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria C. 3201 Governo.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La X Commissione,
   esaminato il testo del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 83/2015 recante: Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria (C. 3201);
   osservato che il provvedimento propone misure idonee all'ammodernamento del nostro ordinamento, a cominciare dalla nuova relazione delle procedure del concordato preventivo, che negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio boom dovuto alla crisi economica e alla chiusura di moltissime attività sull'orlo del fallimento;
   apprezzate le novità introdotte in ambito fallimentare dal momento che si affrontano anche i capitoli di finanziamento alle imprese in difficoltà, si interviene sulle tempistiche di chiusura dell'atto fallimentare e sulle revocatorie; si introduce la possibilità per il giudice fallimentare di sancire il procedimento competitivo per venire incontro ai creditori, sempre che il programma di concordato abbia inscritta l'offerta avanzata da un soggetto che abbia palesato il proprio interesse; si aggiunge, per quei creditori che possono vantare almeno il 10 per cento dei crediti maturati dall'attività in chiusura, la facoltà di avanzare a loro volta una proposta alternativa di concordato, alternativa a quella del titolare creditore;
   condivisa la scelta di prevedere modifiche significative anche in ambito bancario, con ricalcolo del regime di deducibilità su Ires e Irap e sulle perdite in relazione ai crediti di enti finanziari e creditizi, così come delle imprese operanti nel ramo assicurativo. Per queste voci, compare il principio della deducibilità integrale su componenti negativi al reddito, in base al bilancio preso in esame, mentre per i prossimi tre anni non saranno calcolati né gli effetti della deducibilità su perdite o svalutazioni, né della rimodulazione su eventuali piani di rientro;
   valutata positivamente la facoltà attribuita dal nuovo impianto normativo, in materia di procedure fallimentari e tributarie, di proporre un nuovo tipo di accordo verso banche e creditori, pari almeno al 50 per cento dell'intero ammontare del debito e stabilendo come unica condizione in cui questo patto potrà essere concluso entro una soglia pari al 75 per cento dei creditori, che gli stessi rappresentino almeno il 50 per cento del totale non saldato dall'attività;
   condivisa l'introduzione del divieto di nomina a curatore fallimentare del coniuge, dei parenti fino al quarto grado del titolare dell'azienda fallita dei creditori e di tutti coloro che siano parte in causa nell'ultimo quinquennio precedente il fallimento;Pag. 152
   valutate positivamente le misure urgenti per l'esercizio dell'attività di impresa di stabilimenti oggetto di sequestro giudiziario introdotte dall'articolo aggiuntivo 21.04 presentato dal Governo al testo del decreto-legge n. 83 del 2015, sul quale è stato espresso parere favorevole, in corso di esame presso la Commissione referente,
  delibera di esprimere

PARERE FAVOREVOLE