CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 16 aprile 2015
426.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-04366 Prodani: Promozione e realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell'offerta turistica e del sistema Italia.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'Onorevole Prodani chiede notizie in merito all'attuazione di quanto previsto dal secondo e terzo comma dell'articolo 11 del decreto-legge n. 83 del 2014, (cosiddetto Art bonus) al fine di promuovere la realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell'offerta turistica e per favorire la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri eccetera anche cedendo in concessione gratuita case cantoniere, caselli e stazioni ferroviarie o fari non utilizzati a imprese, associazioni costituite da soggetti fino a quaranta anni di età.
  Intervengo in questa sede, e su questo argomento, in seconda battuta, come si dice, ovvero dopo che avete avuto notizie su queste tematiche direttamente dal Ministro Franceschini il 7 aprile scorso.
  Non posso quindi che ribadire, a così breve distanza di tempo, quanto da lui stesso riferito in merito agli argomenti proposti dall'onorevole Prodani nel suo atto parlamentare.
  Per quanto riguarda infatti il comma 3 dell'articolo 11, ovvero il connubio tra itinerari e immobili, vorrei precisare che la norma non richiede decreti attuativi. Eventuali associazioni, cooperative o giovani imprenditori, interessati ad una casa cantoniera o ad un altro immobile demaniale dismesso possono attivarsi direttamente e richiederne la concessione.
  Ma al di là di questa possibilità, che va opportunamente considerata, il Ministero si è comunque impegnato a dare a queste concessioni il fine della promozione e del sostegno all'attività turistica ed è per questo che, per favorire un utilizzo strategico degli immobili, si sta lavorando sugli itinerari.
  Proprio partendo dalla previsione dell'Art-Bonus sono stati costituiti due tavoli, uno su VEN-TO, cioè la ciclabile Venezia-Torino, e uno sulla Via Francigena, perché costituivano i due progetti già in fase avanzata.
  Attorno al tavolo ci sono le regioni, i rappresentanti dei comuni attraversati, nel caso di VEN-TO il Politecnico di Milano, che ha elaborato il progetto: siamo convinti infatti che questo modello gestionale si possa facilmente trasferire su altri itinerari intesi da un lato come strumento di conoscenza ed incontro ma anche come volano per lo sviluppo dei territori.
  Il Ministero sta lavorando, da prima che fosse annunciato il Giubileo, su un tema di grande potenzialità di crescita, che sono i cammini religiosi, in particolare sui cammini di Francesco, un percorso straordinario che non ha nulla da invidiare a Santiago di Compostela e va in direzione di Assisi sia partendo dal Santuario della Verna, in provincia di Arezzo, che dalla Puglia.
  C’è una grande disponibilità di tutte le regioni attraversate e, anche in questo caso, un gruppo di lavoro che sta lavorando positivamente.

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ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-04479 Vallascas: Rispetto della normativa sui tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con l'interrogazione a risposta in Commissione n. 5-04479 l'On. Vallascas ed altri chiedono quali iniziative il Governo intenda adottare per fare sì che le pubbliche amministrazioni risultino adempienti alle disposizioni previste dal decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192, relativo alla lotta sui ritardi dei pagamenti, e se ritenga opportuno verificare il recepimento, da parte di tutte le pubbliche amministrazioni, degli obblighi di pubblicazione degli indicatori di tempestività di pagamento previsti dall'articolo 33 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.
  Con riferimento al primo quesito, va premesso che il Governo ha posto in essere uno sforzo straordinario, in termini di risorse finanziare e di strumenti amministrativi e normativi, al fine di eliminare lo stock di debiti pregressi e consentire alle pubbliche amministrazioni il pieno rispetto dei termini di pagamento posti dalla Direttiva europea 2011/7/UE sulla lotta ai ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali.
  A tal riguardo, si segnala che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 settembre 2014 si provvede all'attuazione di elementi innovativi, apportati dall'articolo 8 del decreto-legge 24 aprile 2014. n. 66, convertito con modificazioni nella legge 23 giugno 2014. n. 89, alla disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni stabilita dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. In particolare, le novità introdotte agli articoli 29, comma 1-bis, e 33, comma 1, del predetto decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 prevedono la definizione di schemi e di modalità comuni per la pubblicazione su internet dei dati relativi alle entrate e alla spesa dei bilanci preventivi e consuntivi e dell'indicatore annuale di tempestività dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche. Il DPCM del 22 settembre 2014 specifica, in particolare, che l'indicatore di tempestività dei pagamenti dovrà essere calcolato su base trimestrale e su base annuale, a decorrere dal 2015, e dovrà essere pubblicato sul sito internet istituzionale di ciascuna amministrazione nella sezione «Amministrazione trasparente/Pagamenti dell'amministrazione» di cui all'allegato A del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, in un formato tabellare aperto che consenta l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo dei dati.
  Al fine di garantire, poi, il rispetto dei tempi di pagamento, l'articolo 41 comma 2, del decreto-legge n. 66 del 2014 dispone che le amministrazioni pubbliche, esclusi gli enti del Servizio sanitario nazionale, che registrano tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni a decorrere dal 2015, rispetto a quanto disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nell'anno successivo a quello di riferimento non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E fatto, altresì, divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della stessa disposizione.Pag. 164
  Dal punto di vista del monitoraggio dei tempi di pagamento, si rappresenta che le amministrazioni centrali dello Stato, dal 6 giugno 2014, nelle loro strutture centrali e periferiche, lavorano le proprie fatture in modalità elettronica attraverso il Sistema informativo SICOGE (Sistema per la gestione integrata della contabilità economica e finanziaria). Le procedure sono in corso di completamento con l'inclusione anche delle spese gestite sulle contabilità speciali. Inoltre, nuove funzionalità sono in corso di implementazione per affinare i processi di controllo delle fatture elettroniche, attraverso l'inserimento di uno scadenzario e di una reportistica a supporto delle amministrazioni, atta a monitorare anche la tempestività dei pagamenti. Per tutte le altre pubbliche amministrazioni, la cui fatturazione elettronica sarà obbligatoria a decorrere dal 31 marzo 2015, sono in corso di elaborazione sulla piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti, degli appositi indicatori di tempestività dei pagamenti semplici e ponderati, elaborati con le modalità di calcolo previste dal citato DPCM.
  Inoltre, al fine di perseguire l'obiettivo del rispetto dei termini di pagamento previsti dalla Direttiva europea 2011/7/VE e di verificare gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione, degli indicatori, annuale e trimestrali, di tempestività dei pagamenti, sono in corso approfondimenti in ordine alla possibilità di interventi legislativi in linea con le richieste degli Onorevoli interroganti (inasprimento della sanzione prevista dall'articolo 41, comma 2, del decreto-legge n. 66 del 2014, acquisizione centralizzata dei dati, introduzione di ulteriori sanzioni per la mancata pubblicazione degli indicatori di tempestività di pagamento sul proprio sito web).
  Con riguardo, infine, alla modalità di calcolo dell'indicatore di tempestività dei pagamenti, si precisa che la stessa è definita, in modo univoco per tutte le pubbliche amministrazioni, dall'articolo 9 del citato DPCM 22 settembre 2014. In particolare, il comma 3 prevede che l'indicatore sia calcolato come «la somma, per ciascuna fattura emessa a titolo corrispettivo di una transazione commerciale, dei giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura o richiesta equivalente di pagamento e la data di pagamento ai fornitori moltiplicata per l'importo dovuto, rapportata alla somma degli importi pagati nel periodo di riferimento».
  Si segnala, infine, che il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ha fornito alle amministrazioni centrali dello Stato ulteriori indicazioni operative per calcolare l'indicatore e per la sua pubblicazione, tramite la circolare 3/2015 emanata il 14 gennaio 2015 (all'indirizzo: http://wwwrgs.mef.gov.it/Documenti/VERSIONE-CIRCOLARI 2015/Circolare del 14 gennaio 2015 n 3.pdf), nella quale sono altresì specificate le modalità di pubblicazione, a partire dal 2015, dei dati relativi alle entrate e alla spesa del bilancio dello Stato.
  Si soggiunge che, per quanto attiene alle Amministrazioni centrali dello Stato, in attuazione dell'articolo 9, comma 8, del DPCM del 22 settembre 2014, la circolare RGS n. 12 del 2015 dispone che nelle Note Integrative allegate al Rendiconto generale dello Stato sia evidenziato un prospetto di riferimento per la pubblicazione dell'indicatore annuale di tempestività di cui all'articolo 8, comma 1 lett. c), del decreto-legge n. 66 del 2014, ai fini della disposizione di cui all'articolo 41, comma 1, del decreto-legge del 24 aprile 2014. n. 66.
  Al tal fine è stato elaborato un apposito format denominato «Rilevazione della tempestività dei pagamenti delle transazioni commerciali» in cui si chiede a ciascun Ministero di indicare l'importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini previsti dal d.lgs. n. 231 del 2002 e l'indicatore annuale di tempestività dei pagamenti delle transazioni commerciali. Vengono, inoltre, richiesti una descrizione delle misure adottate o previste per consentire la tempestiva effettuazione dei pagamenti e elementi di verifica sulla metodologia di calcolo adottata per l'indicatore di tempestività dei pagamenti.

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ALLEGATO 3

Interrogazione n. 5-05138 Sani: Incentivi a favore delle imprese agrituristiche.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'Onorevole Sani chiede notizie in merito alla possibilità di estendere al settore agrituristico il beneficio fiscale previsto dall'articolo 9 del decreto-legge n. 83 del 2014, convertito con legge n. 106 del 2014 cosiddetto Art Bonus.
  Come è noto, il decreto prevedeva, per la definizione delle tipologie di spese eleggibili e delle procedure per la loro ammissione al beneficio, l'emanazione di un apposito decreto del Ministro dei beni culturali di concerto con il Ministro delle finanze. Decreto adottato il 12 febbraio scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 68 del 23 marzo scorso.
  Il provvedimento, all'articolo 2, rubricato «Soggetti beneficiari del credito di imposta», elenca, dettagliatamente, le tipologie di strutture che rispondono alla categoria di «esercizio ricettivo singolo» al quale, ai sensi dell'articolo 9, primo comma, del decreto-legge 83 del 2014, è riconosciuto un credito di imposta del trenta per cento dei costi sostenuti per alcune categorie di spese previste al secondo comma dello stesso articolo 9 e dettagliatamente elencate dall'onorevole interrogante.
  Ma lo stesso articolo 2 del decreto del 12 febbraio 2015, al comma 2, dispone che gli esercizi ricettivi descritti nel primo comma sono le attività descritte alla divisione 55 (alloggio) della classificazione delle attività economiche ATECO 2007.
  La divisione 55 dei Codici ATECO (rinvenibili nel sito www.codicateco.it) include la fornitura di alloggi per brevi periodi a visitatori e viaggiatori, specificando che alcune strutture forniscono unicamente alloggio, mentre altre forniscono una combinazione di alloggio, pasti e/o servizi accessori. E nella sub-categoria 55.20.5 sono ricompresi: «Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, alloggio connesso alle aziende agricole».
  Ho inteso fare questa breve premessa per evidenziare che questo Ministero vede con favore lo sviluppo dell'agriturismo e l'argomento sarà oggetto di approfondimento su più tavoli anche al fine di verificare se le disposizioni in materia fiscale possano già essere applicate ad alcune tipologie di ospitalità presso aziende agricole, laddove l'oggetto dell'impresa, espresso dal codice attività (ATECO), sia ricompreso nella divisione 55.