VI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 11 marzo 2015
CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 11 marzo 2015
404.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Finanze (VI)
COMUNICATO

TESTO AGGIORNATO AL 12 MARZO 2015

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SEDE REFERENTE

  Mercoledì 11 marzo 2015. — Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE. — Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Enrico Zanetti.

  La seduta comincia alle 13.50.

DL 4/2015: Misure urgenti in materia di esenzione IMU. Proroga di termini concernenti l'esercizio della delega in materia di revisione del sistema fiscale.
C. 2915 Governo, approvato dal Senato.

(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato, da ultimo, nella seduta del 10 marzo scorso.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, informa che sono state presentate circa 180 proposte emendative (vedi allegato), alcune delle quali presentano profili di criticità relativamente alla loro ammissibilità.
  In proposito, ricorda che, ai sensi del comma 7 dell'articolo 96-bis del Regolamento, non possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge all'esame della Camera.
  Tale criterio risulta più restrittivo di quello dettato, con riferimento agli ordinari progetti di legge, dall'articolo 89 del medesimo Regolamento, il quale attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano estranei all'oggetto del provvedimento. Ricordo, inoltre, che la lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative, la materia deve essere valutata con riferimento «ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo».
  La necessità di rispettare rigorosamente tali criteri si impone ancor più a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 22 del 2012 e di alcuni richiami del Presidente della Repubblica nel corso della precedente e di questa Legislatura.
  In particolare, nella sentenza n. 22 del 2012 la Corte Costituzionale, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale del comma 2-quater dell'articolo 2 del decreto-legge n. 225 del 2010, in materia di Pag. 43proroga dei termini, introdotto nel corso dell'esame parlamentare del disegno di legge di conversione, ha sottolineato come «l'innesto nell’iter di conversione dell'ordinaria funzione legislativa possa certamente essere effettuato, per ragioni di economia procedimentale, a patto di non spezzare il legame essenziale tra decretazione d'urgenza e potere di conversione». «Se tale legame viene interrotto, la violazione dell'articolo 77, secondo comma, della Costituzione, non deriva dalla mancanza dei presupposti di necessità e urgenza per le norme eterogenee aggiunte, che, proprio per essere estranee e inserite successivamente, non possono collegarsi a tali condizioni preliminari (sentenza n. 355 del 2010), ma per l'uso improprio, da parte del Parlamento, di un potere che la Costituzione gli attribuisce, con speciali modalità di procedura, allo scopo tipico di convertire, o no, in legge un decreto-legge».
  Il principio della sostanziale omogeneità delle norme contenute nella legge di conversione di un decreto-legge è stato altresì richiamato nel messaggio del 29 marzo 2002, con il quale il Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione, ha rinviato alle Camere il disegno di legge di conversione del decreto legge 25 gennaio 2002, n. 4, ed è stato ribadito nella lettera del 22 febbraio 2011, inviata dal Capo dello Stato ai Presidenti delle Camere ed al Presidente del Consiglio dei ministri nel corso del procedimento di conversione del decreto-legge. Il 23 febbraio 2012 il Presidente della Repubblica ha altresì inviato un'ulteriore lettera ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio dei Ministri, in cui ha sottolineato «la necessità di attenersi, nel valutare l'ammissibilità degli emendamenti riferiti ai decreti-legge, a criteri di stretta attinenza, al fine di non esporre disposizioni a rischio di annullamento da parte della Corte Costituzionale per ragioni esclusivamente procedimentali». Da ultimo, in una missiva del 27 dicembre 2013 inviata sempre ai Presidenti delle Camere, il Presidente della Repubblica ha riproposto la necessità di verificare con il massimo rigore l'ammissibilità degli emendamenti ai disegni di legge di conversione.
  Inoltre la Giunta per il regolamento della Camera, in un parere espresso nella Legislatura in corso, ha affermato che: «a) ad eccezione dei disegni di legge che compongono la manovra economica e che rechino disposizioni incidenti su una pluralità di materie, le norme di copertura che intervengono su materie non strettamente attinenti a quelle oggetto di un decreto-legge sono da ritenersi normalmente inammissibili. In particolare, gli emendamenti contenenti norme di copertura finanziaria, anche a carattere compensativo, sono considerati ammissibili ove la clausola di copertura abbia carattere accessorio, strumentale e proporzionato rispetto alla norma principale cui si accompagna e non ecceda la sua funzione compensativa; b) ove invece la parte di copertura rappresenti il contenuto prevalente dell'emendamento, essa sarà ritenuta ammissibile solo quando risulti strettamente attinente alle materie trattate dal decreto-legge».
  In tale contesto, la Presidenza è pertanto chiamata ad applicare rigorosamente le suddette disposizioni regolamentari e quanto previsto dalla citata circolare del Presidente della Camera dei deputati del 1997.
  Alla luce dei predetti criteri, sono dunque da considerarsi inammissibili le seguenti proposte emendative, che non recano disposizioni strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del decreto-legge:
   Pesco 1.6, limitatamente alla parte consequenziale, lettera g), la quale incide su uno dei principi di delega di cui all'articolo 15 della legge n. 23 del 2014;
   Pili 1.04, il quale prevede l'istituzione di una Commissione di tre esperti incaricata di presentare al Presidente del Consiglio proposte per la ristrutturazione dei debiti degli imprenditori agricoli della regione Sardegna verso gli istituti bancari;
   Pili 1.03, il quale proroga fino al 31 dicembre 2015 il termine entro il quale la Pag. 44Commissione istituita dall'articolo 2, comma 126, della legge n. 244 del 2007 (finanziaria per il 2008) presenta al Presidente del Consiglio proposte per la ristrutturazione dei debiti degli imprenditori agricoli della regione Sardegna verso gli istituti bancari;
   Tacconi 1.02, il quale estende l'esenzione IMU prevista per l'abitazione principale anche ai soggetti iscritti all'AIRE che siano in età pensionabile secondo le norme italiane;
   Grimoldi Dis. 1.8, il quale prevede l'esenzione fiscale per le variazioni a titolo non oneroso dell'assetto proprietario del Parco di Monza;
   Grimoldi Dis. 1.9, il quale prevede l'esenzione dall'imposta di registro per gli atti di traslazione di beni immobili a titolo non oneroso effettuati reciprocamente tra amministrazioni statali, regioni, province e comuni.

  Avverte quindi che l'articolo aggiuntivo Tacconi 1.02 è stato ritirato dal presentatore.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), relatore, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate al decreto-legge e al disegno di legge di conversione, riservandosi di svolgere un'ulteriore riflessione in merito a quelle proposte emendative che potrebbero essere trasfuse in ordini del giorno, di natura auspicabilmente unitaria, da presentare nel corso della discussione in Assemblea.

  Il Sottosegretario Enrico ZANETTI esprime parere conforme a quello del relatore.

  Azzurra Pia Maria CANCELLERI (M5S) segnala come il parere espresso dal Comitato della legislazione contiene un rilievo secondo il quale l'inserimento nel disegno di legge di conversione di una norma volta a prorogare i termini di esercizio di una delega legislativa, integra, per costante giurisprudenza del Comitato, una violazione del limite posto dall'articolo 15, comma 2, lettera a), della legge n. 400 del 1988, secondo cui il Governo non può, mediante decreto-legge, «conferire deleghe legislative ai sensi dell'articolo 76 della Costituzione».
  A tale riguardo, rammenta altresì come il citato limite di contenuto venga interpretato come finalizzato a impedire che nel testo del decreto stesso o nel disegno di legge di conversione possano confluire disposizioni che incidano, in via diretta o indiretta, sulle modalità di esercizio di deleghe legislative, anche se già conferite.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, ritiene che le modifiche richieste dal Comitato per la legislazione debbano essere valutate politicamente sulla base dei diversi orientamenti dei gruppi. Rileva, in particolare, come le previsioni che intervengono sulla tempistica di esercizio della delega fiscale di cui alla legge n. 23 del 2014, siano state introdotte nel corso dell'esame al Senato.

  Daniele PESCO (M5S) ritiene che, sulla base del parere espresso dal Comitato della legislazione, sarebbe assolutamente opportuno che il Governo e la maggioranza valutassero l'opportunità di un ripensamento circa l'inserimento della proroga del termine di esercizio della delega fiscale all'interno del disegno di legge di conversione.
  Chiede quindi di rinviare a domani le votazioni sulle proposte emendative, in modo da consentire a tutti i componenti della Commissione di poterne quanto meno prendere visione.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, con riferimento ai rilievi del deputato Pesco, ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle 9,30 di oggi su richiesta dello stesso deputato Pesco e che, in quella occasione, si era convenuto di iniziare le votazioni sugli emendamenti nella seduta odierna.

  Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento 1.1, il quale, come molti altri Pag. 45emendamenti presentati dal suo gruppo, intende ripristinare il principio dell'esenzione dei terreni agricoli dall'IMU. Sottolinea infatti l'assoluta irrazionalità di sottoporre a prelievo un fattore produttivo quale la terra, anche in considerazione del ruolo fondamentale che gli agricoltori svolgono a tutela dell'equilibrio idrogeologico del territorio nazionale.

  La Commissione respinge l'emendamento Massimiliano Bernini 1.1.

  Cosimo LATRONICO (FI-PdL) informa che gli emendamenti a sua prima forma sono stati sottoscritti dai deputati Distaso, Chiarelli, Marti, Castiello, Altieri, Fucci, Laffranco, Francesco Saverio Romano, Fabrizio Di Stefano, Ciracì, Palese, Picchi e Galati.
  Illustra quindi il suo emendamento 1.4, rilevando come esso sia volto a stabilire il principio dell'esenzione dal pagamento dell'IMU a vantaggio dei proprietari di terreni agricoli.
  Nel ricordare come l'attuale limitazione della suddetta esenzione sia sostanzialmente dovuta a ragioni di copertura finanziaria, rileva come l'emendamento 1.4, e l'identico emendamento Palese 1.2, individuino anche idonee misure compensative attraverso la rivisitazione dei canoni annui per i permessi di prospezione e per le concessioni di coltivazione e stoccaggio, la quale appare a suo giudizio di per sé meritevole di attenzione.
  Chiede quindi al relatore e al Governo una riflessione su tali proposte emendative.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Palese 1.2, Bordo 1.3 e Latronico 1.4.

  Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, critica il metodo di lavoro adottato per l'esame degli emendamenti, sottolineando come esso non consenta alle forze politiche di valutare il contenuto degli stessi ai fini di un proficuo dibattito in Commissione.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, ribadisce come la Commissione avesse già convenuto di avviare nella seduta odierna l'esame delle proposte emendative, che potrebbe protrarsi fino alle 15.30.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, l'emendamento Pesco 1.5 e l'emendamento Pesco 1.6, limitatamente alla parte ammissibile.

  Cosimo LATRONICO (FI-PdL) sottoscrive l'emendamento Palese 1.7, chiedendo la posizione del Governo rispetto a una sua eventuale trasformazione in ordine del giorno.

  Il Sottosegretario Enrico ZANETTI dichiara la disponibilità del Governo ad accogliere un ordine del giorno formulato nel senso di impegnare il Governo a valutare la tematica oggetto dell'emendamento.

  Cosimo LATRONICO (FI-PdL) ritira l'emendamento Palese 1.7.

  Marco CAUSI (PD) avverte che tutte le proposte emendative presentate da componenti del gruppo del PD sono state ritirate, prima dell'inizio della seduta.

  La Commissione respinge l'emendamento Faenzi 1.8.

  Daniele PESCO (M5S), intervenendo nuovamente sull'ordine dei lavori, evidenzia come la Commissione stia procedendo in assenza dei pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva sul provvedimento e come, viceversa, sarebbe determinante attendere tali pareri al fine di proseguire ordinatamente l'esame degli emendamenti ad esso relativi.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, segnala come la proposta di conferire il mandato a riferire sul provvedimento in Assemblea sarà posta in votazione nella giornata di domani, quando saranno pervenuti i pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva.

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  Giuseppe L'ABBATE (M5S), nel rilevare l'estrema importanza delle tematiche affrontate dal decreto-legge in esame anche per la Commissione Agricoltura, di cui fa parte, critica aspramente il metodo di lavoro che la presidenza ha deciso di adottare e chiede una sospensione dell'esame degli emendamenti, così da consentire di valutare i pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva prima di procedere alle votazioni sulle proposte emendative.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, rileva innanzitutto come l'assegnazione in sede referente del provvedimento sia stata decisa, come previsto dalle norme del Regolamento, dalla Presidenza della Camera. Sottolinea quindi come la Commissione Agricoltura, analogamente alle altre Commissioni competenti in sede consultiva, non esprimerà il proprio parere sugli emendamenti presentati ma sul testo del provvedimento. In tale contesto non ritiene pertanto possibile posticipare le votazioni sugli emendamenti alla seduta di domani.

  La Commissione respinge l'emendamento Faenzi 1.9.

  Maurizio BERNARDO (AP) ritira gli emendamenti De Girolamo 1.10 e 1.11, di cui è cofirmatario.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Faenzi 1.12, Ciracì 1.13 e Marti 1.14.

  Cosimo LATRONICO (FI-PdL) illustra il proprio emendamento 1.17, evidenziando innanzitutto, in via generale, la problematica della questione dell'imposizione fiscale gravante su aree svantaggiate, nelle quali operano imprese le quali meriterebbero un trattamento premiale, in virtù della funzione svolta a tutela del territorio, e che vengono, viceversa penalizzate attraverso il sistema fiscale. In tale contesto l'emendamento intende appunto sancire l'esenzione IMU per i terreni agricoli a decorrere dal 2015.
  Sottolinea inoltre il concreto rischio che la disciplina relativa all'IMU sui terreni agricoli, determinando una sottrazione di risorse ai comuni, comporti il rischio di dissesto finanziario per molti di essi, i quali sono già in gravi difficoltà di bilancio.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), relatore, nel condividere in linea generale le considerazioni del deputato Latronico, pur rilevando la necessità di affrontare complessivamente il tema dell'imposizione fiscale sui terreni, anche ricorrendo al criterio della redditività dominicale degli stessi, rammenta come il decreto-legge in esame sia stato ampiamente modificato nel corso dell'esame al Senato, nel senso di ampliare i comuni a cui si applica il regime di esenzione dal versamento dell'IMU.
  Su tali questioni preannuncia quindi un'ulteriore riflessione della maggioranza e invita i gruppi a presentare un ordine del giorno unitario in materia, apprezzando inoltre il fatto che tutte le forze politiche hanno inteso concentrare buona parte delle loro proposte emendative sul tema della revisione della disciplina IMU a decorrere dal 2015.

  Daniele PESCO (M5S), nel dichiarare il proprio sconforto per il metodo di lavoro seguito per l'esame del provvedimento, preannuncia il voto favorevole del Movimento 5 Stelle sugli emendamenti volti ad estendere l'esenzione dal versamento dell'IMU su tutti i terreni agricoli.
  Sottolinea infatti nuovamente come la terra, principale bene strumentale in agricoltura, non dovrebbe essere gravata da tale imposta e gli operatori del settore agricolo dovrebbero veder riconosciuto il compito di rilevanza sociale da essi svolto a difesa di ambiente e territorio.
  In tale quadro evidenzia come il Governo dovrebbe cogliere l'occasione di questo decreto-legge per rivedere l'impostazione della sua politica fiscale sui beni immobili, semplificando gli oneri a carico dei cittadini, alleggerendo il carico tributario sui contribuenti e decidendo di destinare Pag. 47risorse al settore dell'agricoltura, anziché utilizzarle al finanziamento di misure come il cosiddetto bonus degli 80 euro.

  Giovanni PAGLIA (SEL) rileva in primo luogo come il susseguirsi di provvedimenti in materia di IMU agricola e di regime di esenzione dal versamento della stessa abbia comportato una situazione di sostanziale incertezza e confusione per gli enti locali e i contribuenti.
  Nell'accogliere il suggerimento del relatore Fragomeli in merito alla presentazione di un ordine del giorno sulle questioni poste da molte proposte emendative, segnala peraltro il tema centrale di una revisione del sistema del catasto terreni che valorizzi le differenze fondate, principalmente, sul criterio della redditività e non su quello, del tutto irrilevante, dell'altitudine dei comuni in cui si trovano.
  Auspica quindi che il Governo si impegni in Parlamento per una revisione della disciplina dell'IMU sui terreni agricoli che si basi su nuovi e più concreti criteri di esenzione. Ritiene infatti che una riflessione in materia debba essere svolta entro i prossimi due mesi, onde evitare di riproporre le medesime problematiche anche per il 2015.

  Maurizio BERNARDO (AP) ritira tutti gli emendamenti presentati dal proprio gruppo, riservandosi di ripresentarli in Assemblea.

  Davide CRIPPA (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, considera inaccettabile procedere alla votazione degli emendamenti, i cui testi sono stati posti a disposizione dei gruppi solo all'inizio della seduta, senza quindi che questi ultimi possano approfondirne il contenuto. Chiede pertanto di sospendere la seduta per consentire tale necessario approfondimento, ricordando, in questo contesto, come presso la Commissione Affari costituzionali sia stata consentita la presentazione di subemendamenti alle proposte emendative presentate, ai sensi dell'articolo 86, comma 4, del regolamento.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, con riferimento alle considerazioni del deputato Crippa, sottolinea la necessità di tenere conto di alcuni elementi fondamentali.
  In primo luogo ricorda che il termine di conversione del decreto-legge scadrà il 25 marzo prossimo e che, in ragione di tale scadenza, l'inizio della discussione in Assemblea sul provvedimento è fissato per la giornata di lunedì 16 marzo prossimo. In tale contesto la Commissione è chiamata ad esaminare un numero piuttosto alto di proposte emendative, pari circa a 180, il cui termine di presentazione è stato fissato alle 9.30 di oggi a seguito di una esplicita richiesta in tal senso avanzata dal Gruppo M5S. Considera, pertanto, necessario procedere nella seduta odierna alla votazione delle proposte emendative, in ottemperanza a quanto convenuto in merito all'organizzazione dei lavori. Peraltro, alla luce della richiesta avanzata dal deputato Crippa, ritiene possibile sospendere di circa mezz'ora la seduta, che poi proseguirà fino alle 16.
  Invita quindi tutti i gruppi alla massima ragionevolezza, anche in considerazione delle limitate possibilità di modifica del testo.

  Marco CAUSI (PD) esprime la disponibilità del proprio gruppo ad aderire alla proposta avanzata dal Presidente. Quanto alle considerazioni del deputato Crippa, sottolinea come tutti i componenti della Commissione Finanze conoscano certamente le questioni connesse all'imposizione IMU sui terreni agricoli montani, ricordando infatti come proprio presso questa Commissione sia stata sollevata, fin dal dicembre scorso, attraverso la presentazione ed approvazione di alcune risoluzioni in materia, la problematica relativa agli elementi di criticità derivanti dai nuovi criteri di esenzione stabiliti dal decreto ministeriale 28 novembre 2014.

  Davide CRIPPA (M5S) accoglie positivamente la proposta del Presidente, ribadendo l'esigenza di poter approfondire il testo degli emendamenti.

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  Carla RUOCCO (M5S) rileva come la Commissione sia costretta ad affrontare in termini affrettati una problematica tanto importante a causa delle scelte sbagliate del Governo in materia, che ha proceduto negli ultimi mesi a una serie continua di interventi normativi privi di ogni logica, al solo scopo di individuare copertura ad altre norme di spesa.
  Sottolinea, quindi, come i cittadini non possano certamente nutrire alcuna fiducia nell'azione di politica tributaria dell'Esecutivo, che dovrebbe invece concentrarsi seriamente sulle tematiche affrontate dalla delega fiscale, nonché sulla revisione di ampi settori dell'ordinamento tributario, ad esempio con riferimento al regime agevolato dei minimi.

  Francesco RIBAUDO (PD) ricorda innanzitutto che le modifiche apportate nel corso dell'esame al Senato hanno comportato un significativo miglioramento del testo del decreto-legge, eliminando alcune discriminazioni che erano insite nel regime di esenzione delineato dal decreto ministeriale del 28 novembre 2014 e ampliando notevolmente l'ambito di esenzione dal tributo.
  Nel condividere le considerazioni del deputato Paglia circa la necessità di un'organica e profonda revisione dei criteri di accatastamento dei terreni agricoli, evidenzia come, pur nell'ottica di non penalizzare coloro che vivono del lavoro in agricoltura, debbano peraltro essere individuati criteri idonei per individuare, anche in tale ambito, un adeguato sistema di tassazione dei beni patrimoniali, che costituisce comunque un elemento necessario del sistema tributario.

  Mario SBERNA (PI-CD) ritira tutte le proposte emendative presentate da componenti del proprio gruppo, riservandosi di ripresentarle ai fini della discussione in Assemblea.

  La Commissione respinge gli identici emendamenti Catanoso 1.15, Palese 1.16 e Latronico 1.17.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, sospende la seduta fino alle 15.05.

  La seduta, sospesa alle 14.35, è ripresa alle 15.05.

  Manfred SCHULLIAN (Misto-Min.Ling.) ritira tutte le proposte emendative presentate dalla propria componente del gruppo Misto.

  La Commissione respinge, con distinte votazioni, Latronico 1.18 e Faenzi 1.19, gli identici emendamenti Palese 1.21, Rostellato 1.22 e Catanoso 1.24, nonché l'emendamento Catanoso 1.25.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra le finalità dell'emendamento Benedetti 1.26, volto a sottoporre al Governo l'urgenza di una profonda revisione del catasto terreni, nel senso di una sua impostazione in base al criterio della redditività dei terreni stessi. In tale contesto sottolinea come la suddetta revisione dovrebbe essere propedeutica alla rimodulazione dell'imposizione fiscale sui terreni agricoli, posto che il criterio dell'altimetria risulta del tutto inadeguato a tale scopo.

  La Commissione respinge l'emendamento Benedetti 1.26.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra l'emendamento Benedetti 1.27, volto a prorogare al 30 aprile 2016 il termine previsto dall'articolo 1, comma 692, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità 2015) per il versamento dell'IMU. Ritiene infatti che tale slittamento del termine concederebbe al Governo il tempo necessario per addivenire ad un intervento normativo più equo e condiviso in materia, definendo criteri più uniformi per l'imposizione sui terreni.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), relatore, riconosce che il tema della revisione della redditività dei terreni agricoli costituisce un problema reale.

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  La Commissione respinge l'emendamento Benedetti 1.27.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra l'emendamento Gallinella 1.28, volto a prorogare al 26 gennaio 2016 il termine previsto dalla legge di stabilità 2015 per il versamento dell'IMU, per le finalità già illustrate con riferimento all'emendamento Benedetti 1.27.

  La Commissione respinge l'emendamento Gallinella 1.28.

  Filippo BUSIN (LNA) illustra il proprio emendamento 1.29, il quale ha lo scopo di ripristinare la previgente normativa relativa all'IMU sui terreni agricoli, contenuta nella circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993.
  Nell'auspicare un generale ravvedimento del Governo sul complesso del sistema di imposizione fiscale locale, rileva infatti come il nuovo perimetro di esenzione delineato rappresenti un esempio di cattiva politica fiscale, che aggrava il deterioramento dei rapporti tra i contribuenti e lo Stato e che colpisce settori produttivi fondamentali per l'economia nazionale.

  La Commissione respinge l'emendamento Busin 1.29.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) chiede chiarimenti sul contenuto dell'emendamento Faenzi 1.30, il quale, delegando alle regioni il compito di individuare le aree da assoggettare al pagamento dell'IMU sui terreni agricoli montani, rischierebbe di generare ulteriore confusione in merito. Preannuncia pertanto il voto contrario del proprio gruppo sull'emendamento 1.30.

  La Commissione respinge l'emendamento Faenzi 1.30.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra l'emendamento Massimiliano Bernini 1.31, il quale propone di prorogare al 2016 l'applicazione dell'IMU sui terreni agricoli montani, prevedendo il rimborso delle somme già pagate dai contribuenti.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Massimiliano Bernini 1.31, Rostellato 1.32, Zaccagnini 1.33, Rostellato 1.35, Paglia 1.36, Pastorelli 1.37, Faenzi 1.38, Bordo 1.39, Faenzi 1.40, Pastorelli 1.41, Faenzi 1.42, Busin 1.44, 1.46, 1.47 e 1.49, gli identici emendamenti Di Lello 1.50 e Faenzi 1.51, nonché gli emendamenti Parentela 1.52 e Massimiliano Bernini 1.53.

  Filippo BUSIN (LNA) illustra il proprio emendamento 1.54, finalizzato a ricomprendere tra i terreni agricoli totalmente esenti dal versamento dell'IMU quelli ricadenti nelle province di Belluno e Sondrio. A tale proposito ricorda come essi risultino particolarmente penalizzati dal punto di vista dell'imposizione fiscale, soprattutto in confronto alle province autonome di Trento e Bolzano, con le quali confinano.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Busin 1.54, 1.55, 1.56, 1.57, 1.58 e 1.59, nonché gli emendamenti Faenzi 1.63, Zaccagnini 1.65, Faenzi 1.66 e 1.68.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra l'emendamento Massimiliano Bernini 1.69, volto a estendere l'esenzione dal pagamento dell'IMU all'intera categoria degli imprenditori prevista dall'articolo 2135 del codice civile.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Massimiliano Bernini 1.69, Rostellato 1.71 e Catanoso 1.74.

  Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento Gagnarli 1.76, richiamando, rispetto ad esso, le considerazioni svolte dal deputato L'Abbate sull'analogo emendamento Massimiliano Bernini 1.69.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Gagnarli 1.76 e Catanoso 1.78.

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  Sandra SAVINO (FI-PdL) illustra il proprio emendamento 1.80, il quale intende estendere l'esenzione dall'IMU ai terreni agricoli non montani compresi tra i siti di importanza comunitaria, le zone di protezione speciale o i piani di bacino.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sandra Savino 1.80, Di Lello 1.86 e Faenzi 1.88.

  Cosimo LATRONICO (FI-PdL) illustra il proprio emendamento 1.89, raccomandandone l'approvazione. Evidenzia infatti come si tratti di una proposta emendativa razionale e di buon senso, volta a estendere l'esenzione dall'IMU ai terreni ubicati nei comuni riconosciuti come svantaggiati e pertanto già ammessi a godere degli aiuti di Stato, eliminando il paradosso per cui tali territori sono, da un lato, sottoposti a una tassazione del tutto illogica a fini IMI e, dall'altro, oggetto di interventi di sostegno pubblico.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Latronico 1.89, nonché Di Lello 1.90 e 1.92.

  Filippo BUSIN (LNA) illustra il proprio emendamento 1.93, il quale, analogamente ad altri emendamenti a sua firma, intende estendere l'esenzione IMU per i terreni agricoli ricadenti nei comuni colpiti da calamità naturali.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Busin 1.93 e Faenzi 1.94.

  Azzurra Pia Maria CANCELLERI (M5S) illustra l'emendamento Gagnarli 1.96, volto a estendere l'operatività dell'esenzione dal versamento dell'IMU, ai terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli, ubicati in comuni per i quali è stato riconosciuto lo stato di calamità naturale nel 2014.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Gagnarli 1.96, Faenzi 1.97, Paglia 1.99, Rostellato 1.102 e Distaso 1.108.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra il proprio emendamento 1.110, il quale propone, per gli anni 2014 e 2015, l'estensione dell'esenzione dal versamento dell'IMU ai terreni danneggiati da fitopatie. In tale ambito, ricorda la drammatica situazione in cui versano i proprietari dei suddetti terreni, i quali hanno assistito alla drammatica riduzione della produttività dei propri terreni, in alcuni casi fino al 100 per cento, subendo pertanto danni economici estremamente rilevanti.
  A tale proposito cita, in particolare le gravi conseguenze arrecate dalle suddette fitopatie agli olivicoltori della Regione Puglia, la cui produzione di olio d'oliva rappresenta l'8 per cento di quella mondiale.
  Nel sottolineare come tali cause naturali, non dipendenti da negligenza, potrebbero indurre gli agricoltori ad abbandonare i terreni di loro proprietà, con gravi conseguenze dal punto di vista del rischio idrogeologico e ambientale, chiede quindi al relatore e al Governo di accantonare il suo emendamento 1.110, al fine di rivedere la valutazione negativa da loro espressa sullo stesso.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, ritiene opportuno sottolineare al relatore e al Governo la rilevanza degli emendamenti 1.110 e 1.111, che suggerisce di accantonare.

  Rocco PALESE (FI-PdL), con riferimento al proprio emendamento 1.111, rileva preliminarmente come la questione dell'esenzione dal versamento dell'IMU investa l'intero settore dell'agricoltura del Paese. Segnala quindi come l'emendamento sia volto a estendere la suddetta esenzione ai terreni agricoli ubicati nei comuni dei territori della regione Puglia e in particolare della provincia di Lecce, i quali hanno subito gravissimi danni a causa della diffusione di un batterio patogeno che colpisce le piante di olivo.Pag. 51
  Invita quindi il Governo a riflettere sulle conseguenze del diffondersi di tale patologia distruttiva del raccolto delle olive, la quale potrebbe interessare anche altre regioni italiane.
  Rammenta quindi l'ordinanza adottata dal Presidente del Consiglio, con la quale è stato riconosciuto lo stato di calamità naturale delle suddette zone, rilevando come tale situazione renda evidente la necessità di prevedere, anche a favore delle stesse, l'esenzione dell'IMU sui terreni agricoli.
  Chiede quindi al relatore e al Governo di accantonare il suo emendamento 1.111.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), relatore, concorda con l'accantonamento degli emendamenti L'Abbate 1.110, Palese 1.111, degli identici emendamenti Paglia 1.112 e Sberna 1.114, nonché dell'emendamento Rostellato 1.117.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, accantona gli emendamenti L'Abbate 1.110, Palese 1.111, gli identici Paglia 1.112 e Sberna 1.114, nonché Rostellato 1.117.

  Giovanni PAGLIA (SEL) concorda con l'opportunità di accantonare tali emendamenti, ritenendo importante dare almeno un segnale di attenzione nei confronti degli agricoltori colpiti da epidemie che ne mettono a rischio la produzione.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra l'emendamento Benedetti 1.120, di cui è cofirmatario, evidenziando come esso proponga una modifica di buon senso, volta a estendere l'esenzione dal pagamento dell'IMU ai terreni agricoli ubicati nei siti di interesse nazionale e nei siti contaminati da sottoporre a bonifica. Chiede quindi di accantonare l'emendamento Benedetti 1.120, ai fini di una sua ulteriore valutazione da parte del relatore e del Governo.

  Daniele PESCO (M5S) si associa alle considerazioni del deputato L'Abbate, chiedendo al relatore e al Governo di compiere una nuova valutazione dell'emendamento Benedetti 1.120. A tale proposito segnala come la proposta persegua l'obiettivo, del tutto ragionevole, di estendere l'esenzione dal pagamento dell'IMU ai terreni inutilizzabili per lo svolgimento dell'attività agricola a causa di fenomeni di inquinamento, i cui proprietari versano quindi in condizioni di gravi difficoltà economiche che potrebbero indurre a un generalizzato, disastroso abbandono delle campagne.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, suggerisce di accantonare l'emendamento 1.120.

  Carla RUOCCO (M5S) sottolinea come, sottoponendo a prelievo terreni agricoli inutilizzabili quali quelli colpiti da epidemie o da fenomeni di inquinamento, si finisce per colpire non elementi di reddito, ma, paradossalmente, la condizione di povertà in cui gli agricoltori interessati si trovano.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), relatore, concorda con l'ipotesi di accantonare l'emendamento Benedetti 1.120.

  Giovanni PAGLIA (SEL) chiede al relatore e al Governo se non sussista ancora qualche possibilità di modificare ulteriormente il provvedimento.

  Rocco PALESE (FI-PdL) sottolinea come, nel caso dei terreni agricoli che hanno subito calamità naturali, ovvero sono stati danneggiati da fitopatie o da contaminazioni, non sussista il presupposto per la tassazione, posto che i terreni stessi non producono alcun reddito.

  Ernesto CARBONE (PD) concorda con l'esigenza di affrontare il problema sollevato dall'emendamento 1.120, ricordando peraltro come gli agricoltori fruiscano dei premi riconosciuti loro nell'ambito della politica agricola comunitaria.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S), con riferimento all'osservazione del deputato Carbone, sottolinea come i contributi PAC costituiscano una forma di sostegno al Pag. 52reddito agricolo che tuttavia, nel caso indicato dall'emendamento, così come dagli emendamenti precedenti relativi alle zone colpite da epidemie, non sussiste.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, accantona l'emendamento Benedetti 1.120.

  Giuseppe L'ABBATE (M5S) illustra il proprio emendamento 1.123, finalizzato all'estensione dell'esenzione dall'IMU a vantaggio dei proprietari di terreni agricoli i quali dichiarino un volume di affari da attività agricola non superiore a 15.000 euro annui, ricordando a tale proposito ricorda come negli ultimi dieci anni i redditi da attività agricola siano costantemente diminuiti e come nel 2014 abbiano registrato una riduzione dell'11 per cento.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti L'Abbate 1.123 e Busin 1.125.

  Cosimo LATRONICO (FI-PdL) illustra il proprio emendamento 1.131, chiedendone l'accantonamento, ai fini di un'ulteriore valutazione da parte del relatore e del Governo.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), relatore, non ritiene che sussistano le condizioni per accantonare l'emendamento 1.131.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Latronico 1.131, Faenzi 1.132 e 1.139, gli identici emendamenti Catanoso 1.144 e Rostellato 1.146, gli identici Catanoso 1.149 e Rostellato 1.150, Benedetti 1.151, gli identici emendamenti Catanoso 1.153 e Bordo 1.154, Catanoso 1.156, Zaccagnini 1.157, D'Incà 1.43, Gallinella 1.45, Catanoso 1.61, L'Abbate 1.62, Catanoso 1.67, nonché gli emendamenti Faenzi 1.70, 1.72 e 1.75.

  Cosimo LATRONICO (FI-PdL) illustra il proprio emendamento 1.79, di cui chiede l'accantonamento, ai fini di un'ulteriore riflessione da parte del relatore e del Governo.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), relatore, ritiene che non sussistano le condizioni per accantonare l'emendamento 1.79, anche per ragioni di parità di trattamento rispetto ad altre proposte emendative.

  Il Sottosegretario Enrico ZANETTI, concorda con le considerazioni del relatore.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Latronico 1.79, Busin 1.126, 1.127 e 1.129, nonché l'emendamento Faenzi 1.81.

  Azzurra Pia Maria CANCELLERI (M5S) illustra il proprio emendamento 1.82, il quale sovviene alle esigenze manifestate dagli operatori agricoli e da molti comuni che, a causa delle modifiche introdotte nel regime IMU dei terreni agricoli, lamentano le difficoltà finanziarie derivanti da minori entrate registrate in bilancio a fronte di spese già effettuate.

  Gea SCHIRÒ (PD), con riferimento all'intervento del deputato Cancelleri, fa presente che il decreto-legge, così come modificato nel corso dell'esame al Senato, prevede risorse finanziare aggiuntive a favore delle regioni a statuto speciale, per circa 15 milioni di euro, volte a compensare le minori entrate derivanti dalle modifiche introdotte nel regime di esenzione IMU dei terreni agricoli.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cancelleri 1.82, Busin 1.83 e 1.84, Gallinella 1.85, Faenzi 1.87, Bordo 1.88, Rostellato 1.98, 1.101 e 1.103.

  Filippo BUSIN (LNA) illustra il proprio emendamento 1.106, il quale intende posticipare al 30 giugno 2015 il termine ultimo di pagamento dell'IMU sui terreni agricoli montani, in modo da poter conoscere l'esito del giudizio instaurato dinanzi al TAR in materia.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Rostellato Pag. 531.105 e Busin 1.106, gli identici Catanoso 1.109, L'Abbate 1.113 e Busin 1.115, nonché gli emendamenti Rostellato 1.116 e 1.118.

  Filippo BUSIN (LNA) ritira il proprio emendamento 1.119.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Busin 1.121, 1.122 e 1.124, Bordo 1.128, Busin 1.130 e 1.133, Latronico 1.134 e Rostellato 1.136, gli identici emendamenti Faenzi 1.138 e Massimiliano Bernini 1.140, nonché gli emendamenti Parentela 1.141, Gagnarli 1.143 e l'articolo aggiuntivo Cancelleri 1.01.

  Filippo BUSIN (LNA) ritira il proprio emendamento 1-bis.1.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Riccardo Gallo 1-bis.2 e gli articoli aggiuntivi Paglia 1-bis.01 e 1-bis.03, gli emendamenti Busin 2.1, Parentela 2.2, e Rostellato 2.3, nonché gli articoli aggiuntivi Catanoso 2.01 e Faenzi 2.02.

  Filippo BUSIN (LNA) ritira il proprio emendamento Dis.1.1.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Pesco Dis.1.2, Dis.1.3, Dis.1.4, Dis.1.5, Dis.1.6 e Dis.1.7.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani.

  La seduta termina alle 16.05.

AVVERTENZA

  Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2013/36/UE che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE per quanto concerne l'accesso all'attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento. Modifiche al decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, e al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
Atto n. 147.

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