CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 15 gennaio 2015
370.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-04464 Micillo: Iniziative del Governo in merito all'impianto di termovalorizzazione situato nel comune di Acerra (NA).

TESTO DELLA RISPOSTA

  La situazione in cui versa il termovalorizzatore di Acerra è delineata nell’«Ottavo rapporto trimestrale sullo stato di attuazione del programma attuativo per la gestione dei rifiuti nel periodo transitorio 2012-2016», dove si evidenzia che l'impianto ad oggi ha raggiunto il traguardo di tre milioni di tonnellate di rifiuti in ingresso consentendo di produrre complessivamente 2.700 milioni di chilowattora di energia elettrica ed evitando l'emissione in atmosfera di 860.000 tonnellate di anidride carbonica. All'impianto è stato riconosciuto il premio per l'efficienza energetica «ABB Energy Efficency Award 2014».
  I dati della performance del Termovalorizzatore, costantemente registrati da un doppio sistema di monitoraggio in grado di garantire le rilevazioni senza alcuna interruzione, hanno fatto rilevare valori ampiamente al di sotto dei limiti imposti dalle normative europee e anche di quelli più stringenti fissati dall'Autorizzazione Integrata Ambientale che regolamenta, sotto questi aspetti, il sito di Acerra.
  Anche il comitato Ecolabel, l'11 giugno 2014, ha rilasciato al Termovalorizzatore la registrazione EMAS.
  Tanto premesso, sono state richieste anche specifiche notizie alla Regione Campania che, in sintesi, ha rappresentato che i fumi in uscita dalla caldaia vengono convogliati alla sezione di depurazione per l'abbattimento dei microinquinanti, delle polveri e degli ossidi di azoto. Così depurati, poi, vengono emessi in atmosfera attraverso un camino di altezza adeguata (110 metri) a massimizzare gli effetti di dispersione. Per ciascuna linea di combustione sono installati due sistemi di analisi in continuo delle emissioni, un analizzatore in continuo del mercurio ed un campionatore dei microinquinanti organici.
  Ha aggiunto che il trattamento delle ecoballe non ha variato il livello delle performance ambientali dell'impianto, che pertanto è risultato, a seguito della procedura di riesame, idoneo, secondo la normativa vigente a incenerire i rifiuti e a recuperare l'energia prodotta.
  La Regione ha ritenuto utile precisare anche che i rifiuti in ingresso presso il Termovalorizzatore sono sottoposti a verifica sia per l'attribuzione di «rifiuto non pericoloso», che per l'attribuzione del codice CER.
  In ordine poi all'altezza dei camini, ha fatto presente che il Decreto Legislativo n. 133 del 2005 parla di «altezza adeguata», senza indicare altezze minime e che, tra l'altro, l'impianto è stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale con esito positivo.
  Per l'impianto in questione si è anche anticipato l'adeguamento, in linea con la ratio dell'AIA che prevede, dove possibili, continui miglioramenti atti a salvaguardare l'ambiente e la salute (era prevista il 10 gennaio 2016).
  Riguardo alla consultazione del pubblico, sono state acquisite e valutate le osservazioni pervenute sia dal comune di Acerra che da tutte le Associazioni che hanno presentato memorie e non si hanno notizie di diniego alla consultazione di atti, che peraltro, sono e restano a disposizione Pag. 85di quanti vogliano prenderne visione, e che sono pubblicati sul sito istituzionale della Regione.
  Inoltre, in sede di Conferenza decisoria Regionale del 26 novembre 2014 sono state approvate ulteriori prescrizioni aggiuntive riguardanti il monitoraggio e il controllo della combustione, nonché uno studio modellistico dell'impatto sui territori circostanti.
  Da quanto sopra esposto, sia la conduzione del termovalorizzatore che l’iter seguito dalla Regione Campania per il riesame dell'autorizzazione Integrata Ambientale, appaiono corrette in tutte le fasi. Tuttavia, il Ministero dell'Ambiente porrà la massima attenzione sui fatti illustrati dagli Interroganti e, a tal fine, si riserva di approfondire la questione richiedendo costanti aggiornamenti alla Regione Campania.

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ALLEGATO 2

5-04460 Castiello: Sulla procedura di individuazione del sito unico nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il provvedimento normativo che disciplina il percorso procedimentale volto alla ricerca e alla individuazione del sito più idoneo per l'ubicazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è costituito dal decreto legislativo n. 31 del 2010.
  In particolare, il suo articolo 27 istituisce un percorso ampiamente trasparente e partecipativo e ne scandisce le relative tempistiche. Infatti, partendo dalla emanazione di criteri tecnici di idoneità formulati dall'autorità di controllo, sono previsti successivi passaggi per la progressiva selezione dei siti, includendovi una consultazione pubblica, sede di osservazioni da parte di Regioni, Enti locali e di soggetti portatori di interessi qualificati, la promozione di un Seminario Nazionale, una Valutazione di Impatto Ambientale e la ricerca di una intesa con le Regioni interessate.
  Sullo stato delle procedure, peraltro, è già stato riferito in Aula Camera dal signor Ministro Galletti e da me stessa, rispettivamente in data 16 aprile e 12 dicembre 2014, quali risposte alla interrogazione a risposta immediata e alla interpellanza urgente, entrambe presentate dall'onorevole Pili sulla medesima tematica.
  Quale novità di rilievo, c’è che lo scorso 2 gennaio la Sogin S.p.A. ha consegnato all'ISPRA la Carta delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), rispettando il termine di sette mesi decorrente dalla pubblicazione dei pertinenti criteri di localizzazione, definiti lo scorso mese di giugno 2014 dalla stessa ISPRA con la Guida Tecnica n. 29.
  L'ISPRA avrà a questo punto ulteriori due mesi di tempo per completare le valutazioni di conformità concernenti, in particolare, la validazione dei risultati cartografici e la verifica di coerenza con i criteri indicati nella Guida Tecnica già citata.
  Al termine di tali valutazioni e unitamente agli esiti di esse, il documento proposto dalla Sogin verrà inoltrato ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico affinché entro i successivi trenta giorni venga reso di concerto il necessario nulla-osta al prosieguo della procedura di localizzazione, consistente nella sua «pubblicazione», affinché venga dato avvio alla successiva fase finalizzata ad assicurare la massima trasparenza e partecipazione da parte, tra l'altro, delle popolazioni interessate.
  È quindi evidente che qualsiasi indicazione o supposizione in merito alla notorietà di aree potenzialmente idonee sia, al momento, da ritenersi prematura e infondata, così come non trova riscontro l'avvenuta individuazione delle sei regioni citate dagli interroganti atteso che, allo stato degli atti, nessuna regione italiana può ritenersi a priori esclusa.

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ALLEGATO 3

5-04462 Pellegrino: Iniziative del Governo per garantire l'osservanza, da parte delle Regioni, della direttiva 2009/147/CE a tutela dell'avifauna.
5-04463 Grimoldi: Su questioni connesse alla predisposizione del calendario venatorio da parte delle Regioni.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Ai sensi della legge n. 157 del 1992 e a seguito della Sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del gennaio 1994 si è determinata la necessità di meglio specificare i periodi della riproduzione e della migrazione prenuziale delle specie di uccelli cacciabili. A tale scopo, la Commissione europea aveva adottato nel 2001 il Key Concepts.
  A livello nazionale, a seguito della procedura d'infrazione n. 2131 del 2006, conclusa con la condanna dell'Italia, con la legge comunitaria 2009 è stato inserito nella legge n. 157 del 1992 il divieto dell'esercizio venatorio, per ogni singola specie, (a) durante il ritorno al luogo di nidificazione, e (b) durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli.
  Più recentemente la Commissione Europea ha ritenuto di aprire il caso EU Pilot, rilevando, fra l'altro, situazioni in cui i calendari venatori regionali non tengono conto di quanto previsto dalla Direttiva 2009/147/CE in tema di limitazione all'esercizio venatorio, in particolare per le tre specie di Tordo Bottaccio, Cesena e Beccaccia, la migrazione inizierebbe nella seconda decade di gennaio, cioè a partire dal 10 gennaio.
  Lo stesso documento, peraltro, indica che sotto determinate condizioni si può prevedere una decade di sovrapposizione fra l'inizio della migrazione e la chiusura della caccia, per cui non sarebbe lecito il prelievo venatorio delle specie di uccelli sopra richiamati oltre la data massima del 20 gennaio.
  Per tutto quanto sopra premesso, preso atto del prolungamento del periodo di esercizio venatorio sino al 31 gennaio disposto da alcune regioni per le tre specie di uccelli sopra citate, il Ministero dell'ambiente ha richiamato le regioni inadempienti invitandole a rivedere le date di chiusura della caccia.
  La maggior parte delle Regioni coinvolte ha già provveduto ad adeguarsi o ha comunicato l'intenzione di procedere in tal senso; per le quattro Regioni che hanno ritenuto di non apportare modifiche al proprio calendario venatorio (Liguria, Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia), il Ministero dell'ambiente ha tempestivamente già inviato gli atti di richiesta al Consiglio dei Ministri di deliberare in tempo utile l'esercizio del potere sostituivo straordinario di cui all'articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131.

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ALLEGATO 4

5-04461 Realacci: Iniziative del Governo in merito all'affidamento del servizio antinquinamento indirizzato alla prevenzione e al contrasto degli inquinamenti marini.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Al fine di scongiurare l'interruzione del servizio antinquinamento marino, prevista, sulla base del contratto ancora in corso, per il 27 maggio 2015, con i conseguenti pericolosi rischi per lo stato della salute del mare, il Ministero dell'ambiente il 15 ottobre 2014 ha avanzato al Ministero dell'Economia e delle Finanze la richiesta di autorizzazione all'impegno di spesa pluriennale, atto presupposto per l'emanazione del bando di gara.
  Proprio l'altro ieri, 13 gennaio, tale autorizzazione è stata rilasciata da parte della Ragioneria Generale dello Stato.
  Pertanto, si procederà immediatamente a dare avvio alle procedure di gara con la pubblicazione, a breve, del relativo bando comunitario.