CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 18 giugno 2014
255.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Trasporti, poste e telecomunicazioni (IX)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-01711 Narduolo: Gravi disservizi sulla tratta ferroviaria interregionale Mantova-Legnago-Monselice.
5-02697 Narduolo: Gravi disagi nel servizio ferroviario interregionale che collega Lombardia e Veneto.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Si risponde congiuntamente alle interrogazioni 5-01711 e 5-02697 in quanto trattano entrambe di criticità riscontrate nei servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale.
  Al riguardo, occorre premettere che, secondo la normativa vigente (decreto legislativo n. 422 del 1997), la programmazione e la gestione di detti servizi rientrano nelle competenze delle singole regioni – nel caso specifico della regione Veneto – i cui rapporti con Trenitalia sono disciplinati da Contratti di Servizio, nell'ambito dei quali vengono definiti, tra l'altro, il volume e le caratteristiche dei servizi da effettuare, sulla base delle risorse economiche rese disponibili dalle stesse regioni, nonché i relativi standard qualitativi e i meccanismi di penalità da applicare nei casi di eventuali difformità dai parametri contrattualmente stabiliti.
  Tuttavia, sulla base delle informazioni assunte presso Trenitalia informo che con il nuovo orario per il 2014, la regione Veneto – nell'ambito delle proprie competenze – ha dato corso ad un progetto di riorganizzazione complessiva del servizio ferroviario regionale sull'intero territorio; tale progetto ha comportato, fra l'altro, l'introduzione di un'offerta di tipo cadenzato, che in estrema sintesi prevede:
   un sistema cadenzato di «regionali veloci» che collegano i capoluoghi di provincia e i centri maggiori;
   un sistema cadenzato di «regionali» che servono tutte le stazioni/fermate;
   un incremento del 23 per cento circa del numero dei treni (e conseguentemente del 25 per cento dei posti offerti);
   l'utilizzo di materiale rotabile dedicato per ogni singola linea/relazione.

  In particolare, per i collegamenti della direttrice Mantova-Legnago-Monselice-Padova/Venezia (e viceversa) è stata attuata la seguente rimodulazione dell'offerta:
   in fascia mattutina, sono attestate nella stazione di Padova due coppie di treni regionali da/per Legnago; una ulteriore coppia di collegamenti regionali effettua il servizio tra Mantova e Venezia Mestre e viceversa (uno al mattino da Mantova e l'altro al pomeriggio da Mestre);
   i rimanenti servizi della relazione di cui trattasi sono limitati alla stazione di Monselice (con partenze/arrivi da/per Legnago o Mantova), da dove è possibile proseguire il viaggio attraverso interscambio con i regionali veloci da/per la stazione di Bologna.

  Relativamente alla qualità del servizio regionale sulla linea in argomento, Trenitalia riferisce che la puntualità dei treni giunti a destinazione entro 5 minuti dall'orario di arrivo previsto, nel primo quadrimestre 2014, ha mostrato un sensibile miglioramento rispetto al dato complessivo del 2013, attestandosi oltre il 97 per cento nello scorso mese di aprile.Pag. 191
  Tra l'altro il materiale rotabile impiegato sulla linea Mantova-Monselice è costituito, per il 95 per cento dei collegamenti programmati, dai nuovi treni del tipo STAEDLER-Flirt ETR 343 di ultima generazione che offrono 206 posti a sedere ciascuno.
  Relativamente, poi, agli specifici rilievi posti dagli onorevoli interroganti circa la sospensione di alcuni collegamenti ferroviari durante il periodo estivo, faccio presente che, contestualmente all'avvio dell'orario di dicembre 2013, la regione Veneto ha avviato una azione di monitoraggio allo scopo di raccogliere suggerimenti ed osservazioni e verificare l'esigenza di eventuali interventi integrativi.
  Successivamente la regione stessa – raccogliendo le istanze provenienti dalla clientela e dal territorio – ha disposto l'ampliamento della periodicità precedentemente programmata per il treno R 20490 (da Monselice h. 19.38 - a Legnago 20.21) e per il treno R 20489 (da Legnago h. 18.34 - a Monselice h. 19.22), che continueranno a circolare durante il periodo estivo; resta inoltre confermata la circolazione del servizio sostitutivo VE 708 (da Monselice h. 20.39 - a Legnago h. 21.38) nei soli giorni festivi del periodo estivo, benché il valore medio settimanale di frequentazione rilevato sia risultato estremamente basso.
  Evidenzio, infine, che i servizi in parola sono oggetto di un processo di razionalizzazione ed efficientamento previsto dall'articolo 16-bis del decreto-legge n. 9 del 2012 così come modificato ed integrato dall'articolo 1 comma 301 della legge di stabilità 2013: tale processo sarà oggetto di verifica nel corso dell'anno da parte del MIT.
  Qualora gli obiettivi di miglioramento del rapporto ricavi-costi e del load factor dei servizi in parola non fossero raggiunti, il MIT provvederà ad applicare una penalizzazione alla regione nei limiti massimi del 10 per cento delle risorse assegnatele sul fondo istituito dal richiamato articolo 16-bis, allo scopo di incentivare le regioni a riprogrammare i servizi secondo criteri uniformi di efficientamento e razionalizzazione per risolvere le criticità evidenziate dagli onorevoli interroganti.
  Nel concludere, evidenzio che le problematiche segnalate potranno comunque essere esaminate nell'ambito dell'attività dell'Osservatorio nazionale sul TPL, istituito con l'articolo 1, comma 300, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

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ALLEGATO 2

5-02681 Bergamini: Modalità e tempi di applicazione del nuovo sistema di revisione periodica dei veicoli leggeri.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In relazione alla interrogazione parlamentare in oggetto, ritengo opportuno richiamare succintamente le fasi attuative dell'intero procedimento di applicazione del protocollo MCTCNet2.
  Sin dalla seconda metà degli anni novanta, i competenti uffici tecnici del Ministero dei trasporti hanno studiato e posto in essere un complesso sistema informatico, denominato MCTCNet, con l'obiettivo di attuare la vigilanza informatica sull'operato e sulle attività delle officine autorizzate alla revisione ex articolo 80 del Codice della Strada.
  Dall'entrata in vigore del citato sistema, in virtù della continua evoluzione tecnologica e dell'evidenziarsi di talune problematiche poste dal sistema, si è proceduto a studiare una nuova versione del protocollo, denominata MCTCNet2, con la finalità di migliorare la comunicazione e la sincronizzazione tra le varie componenti presenti nel sistema originario, rendere obbligatorio l'invio dei referti elettronici delle prove al Centro elaborazioni dati dell'amministrazione, inserire codici antifalsificazione all'interno dei singoli file di prova, introdurre lungo la linea di revisione un dispositivo per l'acquisizione dell'immagine del veicolo sottoposto a prova.
  Per l'attivazione del protocollo MCTCNet2, occorre procedere secondo due fasi distinte e successive: una prima fase che interessa i software di gestione, denominati PCStazione e PCPrenotazione, e una seconda fase relativa alle apparecchiature che vengono utilizzate per la esecuzione delle prove di revisione: frenometri, analizzatori dei gas di scarico, centrafari, eccetera.
  Il protocollo in parola presenta aspetti di complessità, sia nella fase di realizzazione dei software di gestione, sia in quella relativa all'aggiornamento delle apparecchiature che con detti software dovranno essere in grado di colloquiare.
  I rinvii, cui fa menzione l'onorevole interrogante, traggono motivazione proprio dalla complessità del sistema, dalla necessità di aggiornamento del protocollo in corso d'opera, ma soprattutto dalla inadeguatezza dei prodotti proposti dalle aziende del settore ed oggetto di verifica da parte dei tecnici del MIT.
  Infatti, nel corso delle verifiche di idoneità presso le aziende produttrici, finalizzate all'accertamento dell'adeguatezza entro il 31 marzo 2014 dei citati software PCStazione e PCPrenotazione presenti presso le officine di revisione, circa l'80 per cento di questi presentava errori ed anomalie che non ne consentivano l'accoglimento e la certificazione.
  Come è noto, nel contempo, l'8a Commissione Senato, nella seduta del 18 dicembre 2013, approvava una risoluzione che impegnava il Governo a posticipare al 31 ottobre 2014 il termine per l'adeguamento dei programmi PCPrenotazione e PCStazione al protocollo MCTCNet2 presso le officine di revisione.
  Pertanto il MIT, pur proseguendo nelle verifiche di idoneità dei software presso le aziende produttrici, ha provveduto a rivisitare, con circolare 9818 del 5 maggio scorso, il programma di attuazione di MCTCNet2, al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi di funzionalità ed efficienza che si intendono raggiungere per il tramite del nuovo protocollo.Pag. 193
  Circa il concreto avvio delle procedure di adozione del protocollo presso le officine di revisione, informo che il MIT, con la citata circolare prot. 9818 del 5 maggio 2014, ha, tra l'altro, stabilito che al raggiungimento del 50 per cento di certificazioni dei Software PCS e PCP rilasciati alle aziende, e comunque a partire dal 1o luglio 2014, procederà all'attivazione delle chiavi pubbliche relative a detti software.
  Per completezza di informazione, si deposita agli atti la citata circolare, la quale definisce nel dettaglio le modalità di implementazione di questo innovativo sistema informatico che, ritengo, possa fornire una concreta risposta alle aspettative sia dei cittadini, cui il progetto è rivolto a garanzia della sicurezza della circolazione, sia delle aziende coinvolte nel processo.

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ALLEGATO 3

5-02834 Spessotto: Mancata omologazione degli elettrotreni Civity ETR 563 acquistati dalla regione Friuli Venezia-Giulia e conseguenti ritardi nella messa in esercizio.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In relazione alla problematica segnalata dagli onorevoli interroganti sono state assunte dettagliate informazioni presso l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (ANSF), titolare del procedimento di autorizzazione alla messa in servizio dei veicoli (AMIS), disciplinato dai decreti legislativi n. 162 del 2007 e n. 191 del 2010.
  Detto procedimento ha la finalità di garantire il rispetto dei requisiti di sicurezza del veicolo, sia durante lo svolgimento delle prove di tipo e di messa a punto dei veicoli che durante lo svolgimento del servizio ferroviario.
  Nel contesto dell'ordinamento europeo, il provvedimento di autorizzazione alla messa in servizio è il titolo autorizzatorio che consente la circolazione dei veicoli sulle reti ferroviarie nazionali degli Stati membri dell'Unione europea.
  La citata autorizzazione è rilasciata dall'Agenzia previa verifica dell'attività svolta da un Verificatore indipendente di sicurezza (VIS), scelto dal richiedente tra gli organismi accreditati dall'Agenzia stessa e da un Notified Body (NoBo).
  Il procedimento di autorizzazione in corso con la società richiedente CAF, costruttore del veicolo, prevede lo svolgimento completo di tutte le verifiche necessarie alla dimostrazione della rispondenza del veicolo stesso ai requisiti di sicurezza previsti dalle Specifiche tecniche di interoperabilità (STI) e contenuti nelle norme nazionali, nonché la verifica della compatibilità tecnica e l'integrazione in sicurezza con la rete ferroviaria italiana.
  Quest'ultima attività, cioè lo svolgimento delle prove in linea, rappresenta elemento essenziale ai fini dell'autorizzazione alla messa in servizio definitiva, previo rilascio di un provvedimento di autorizzazione alla messa in servizio per prove e di un provvedimento di autorizzazione per l'esecuzione delle prove rilasciato al VIS prescelto, nella fattispecie il RINA services S.p.A.
  L'organizzazione delle attività di prova è demandata completamente al richiedente e al VIS, che possono utilizzare, purché autorizzati, un numero massimo di tre veicoli operanti su differenti tipologie di prove e quindi con differenti attrezzaggi.
  Entrando nel merito della vicenda, l'ANSF ha comunicato che la società CAF ha avanzato richiesta di autorizzazione alla messa in servizio del veicolo ETR 563 nel giugno 2011; di fatto, però, il primo invio documentale è avvenuto solo nel maggio 2012.
  Nel corso dell'istruttoria, l'Agenzia ha fatto richiesta di integrazioni e aggiornamenti della documentazione tecnica di supporto, l'ultima delle quali è stata prodotta dalla CAF nel marzo del 2013.
  Di conseguenza, il 12 marzo 2013, l'ANF ha rilasciato alla società CAF, per il complesso ETR 563-001, l'autorizzazione temporanea alla messa in servizio per l'esecuzione di prove e trasferimenti, successivamente rinnovata con provvedimenti del 30 settembre 2013 e 30 aprile 2014.
  Il 18 giugno 2013 la società CAF ha avanzato una prima richiesta di AMIS per prove in conformità ad un tipo autorizzato che ha consentito il rilascio, sempre da parte dell'ANSF, di due provvedimenti di Pag. 197autorizzazione alla messa in servizio per conformità al tipo per i veicoli ETR563-003 (UT3) ed ETR563-007 (UT7), i quali, assieme al veicolo tipo autorizzato UT1, possono essere utilizzati per l'esecuzione delle prove in linea.
  La richiesta per l'esecuzione di un secondo set di prove, da completare con il veicolo UT3, è stata inoltrata dal VIS (RINA) nel marzo 2014, l'ultima integrazione documentale è pervenuta nel maggio scorso e il relativo provvedimento è stato emanato il 23 maggio 2014.
  La dimostrazione che le sopramenzionate attività di prova sono state completate con esito positivo costituiscono elemento imprescindibile per il rilascio, da parte di ANSF, dell'autorizzazione alla messa in servizio per le attività di trasporto passeggeri.
  Per il rilascio delle predette autorizzazioni è stata anche valutata la capacità dell'impresa Ferroviaria, nella fattispecie Trenitalia, ad operare con il veicolo sottoposto a prove, attraverso la verifica che il Sistema di gestione della sicurezza dell'impresa Ferroviaria garantisca l'adeguata capacità operativa di gestione del treno in prova.
  Inoltre, il Gestore dell'Infrastruttura RFI è competente per l'assegnazione delle condizioni di circolabilità del veicolo in relazione al regime di circolazione assegnato e per il rilascio delle tracce orarie all'impresa Ferroviaria.
  Proprio al fine di agevolare e velocizzare l'esecuzione delle necessarie prove in linea dei nuovi convogli, Trenitalia ha fatto presente di aver prontamente consentito l'utilizzo di tracce ad essa assegnate da RFI e l'impiego di proprio personale di condotta.
  L'ANSF ha fatto inoltre presente di aver partecipato, lo scorso mese di novembre, ad un incontro richiesto dalla regione Friuli Venezia Giulia per la definizione di un cronoprogramma per il rilascio delle autorizzazioni da parte di ANSF.
  Tuttavia, come prima evidenziato, alcuni ritardi nella presentazione dei necessari documenti da parte del richiedente hanno determinato il mancato rispetto del cronoprogramma concordato.
  ANSF ha provveduto ad informarne la regione Friuli Venezia Giulia evidenziando che tali ritardi non avrebbero consentito il rilascio delle autorizzazioni nei tempi previsti.
  Attualmente, in ragione delle autorizzazioni rilasciate il veicolo UT1 sta completando il primo set di prove in linea che ha avuto avvio il giorno 5 febbraio 2014 e il veicolo UT3, autorizzato di recente, dovrà conseguire l'assegnazione della circolabilità e delle tracce orarie da parte di RFI.
  Nel concludere, l'Agenzia assicura che continuerà la propria attività nello spirito di massima collaborazione al fine di consentire al richiedente di esperire tutte le attività necessarie ad ottenere, in tempi brevi, l'autorizzazione alla messa in servizio per operare il servizio passeggeri, fermo restando che detto provvedimento potrà essere rilasciato solo al completamento delle prove di tipo del veicolo e previa esibizione della documentazione comprovante l'esito positivo.

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ALLEGATO 4

5-02901 Crivellari: Difficoltà delle imprese venete operanti nel settore del trasporto pubblico locale, conseguenti alla mancata erogazione alle regioni delle risorse del Fondo nazionale trasporti.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In risposta a quanto richiesto dagli onorevoli interroganti informo che la problematica segnalata può considerarsi risolta.
  Ai sensi dell'articolo 16-bis del decreto-legge 95 del 2012, convertito con modificazione dalla legge agosto 2012, n. 135, così come sostituito dall'articolo 1, comma 301, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, il 3 aprile 2014 è stato firmato il decreto n. 23407, del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il quale decreto è stata disposta la concessione, per l'anno corrente, dell'anticipazione del 60 per cento del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario.
  Inoltre, il 19 maggio scorso, a seguito delle registrazioni del citato decreto presso i competenti organi di controllo, si è immediatamente provveduto ad effettuare il conseguente impegno a favore della regione Veneto e, in data 22 maggio, è stato emesso il decreto di pagamento a favore dello stesso ente regionale pari a euro 151.962.557,90.

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ALLEGATO 5

DL 83/2014: Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo (C. 2426 Governo).

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

  La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
   esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 83 del 2014 recante «Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo» (C. 2426 Governo),
   premesso che:
    l'articolo 7 destina all'attuazione degli interventi previsti nel piano strategico «Grandi Progetti Beni culturali», finanziamenti pari a 5 milioni di euro per l'anno 2014, 30 milioni di euro per l'anno 2015, 50 milioni di euro per l'anno 2016 e, a decorrere dall'anno 2017, una quota pari al 50 per cento delle risorse aggiuntive annualmente previste per le infrastrutture, di cui al comma 4 dell'articolo 60 della legge n. 289 del 2002; anche in considerazione delle difficoltà che si sono registrate nel dare attuazione alle disposizioni da ultimo richiamate, appare opportuno assicurare certezza e adeguatezza delle risorse destinate a finanziare gli interventi contenuti nel citato piano strategico;
    sempre con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 7, si rileva l'esigenza di precisare che il finanziamento per i progetti culturali elaborati da enti locali, di cui al comma 4-ter dell'articolo 60 della legge n. 289 del 2002, introdotto dal comma 2, lettera b), dell'articolo 7 del decreto-legge in esame, sia destinato, oltre che ai progetti nelle periferie urbane, anche a quelli nelle aree interne, in considerazione del fatto che tali aree presentano analoghi caratteri di perifericità;
    l'articolo 9, al fine di sostenere la competitività del sistema del turismo nazionale favorendo la digitalizzazione del settore, concede un credito d'imposta per i periodi di imposta 2015, 2016, 2017, a favore degli esercizi ricettivi nella misura del trenta per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo mediante strumenti informatici e relativi investimenti, entro il limite di spesa massimo complessivo di 15 milioni di euro per ciascuno dei periodi di imposta dal 2015 al 2019;
    con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 9, delle quali sono pienamente condivisibili le finalità, occorre peraltro precisare che la possibilità di beneficiare del credito d'imposta per le spese relative a «impianti wi-fi» (articolo 9, comma 2, lettera a) deve essere riservata agli impianti che consentono all'utenza un accesso gratuito; sembra altresì opportuno escludere dal beneficio del credito d'imposta i servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente (articolo 9, comma 2, lettera g), anche in considerazione delle difficoltà di verificare la rispondenza di tali spese alle finalità previste dalle disposizioni in questione;
    il comma 1 dell'articolo 11 prevede l'adozione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e sentita la Conferenza Stato-Regioni, di un piano straordinario della mobilità turistica, specificamente finalizzato Pag. 200a favorire la fruibilità del patrimonio culturale, con particolare attenzione alle destinazioni minori e all'Italia meridionale;
    il comma 3 del medesimo articolo 11 prevede, al fine di favorire la realizzazione di circuiti turistici nazionali e di percorsi pedonali, ciclabili e mototuristici, la possibilità di concedere in uso gratuito ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da giovani fino a 35 anni, immobili pubblici, non utilizzati e non utilizzabili a scopi istituzionali, come case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie o marittime, fortificazioni e fari; il termine di durata della concessione non può essere superiore a sette anni, salvo rinnovo; risulta al riguardo opportuno precisare che i beni in questione sono beni di proprietà dello Stato, delle regioni e degli enti locali, per cui l'ente concedente risulta essere l'ente proprietario; è altresì opportuno introdurre indicazioni che chiariscano le procedure di affidamento e di rinnovo delle concessioni, anche alla luce dei principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento;
    il comma 3 dell'articolo 12 stabilisce che siano libere e, pertanto, non soggette a preventiva autorizzazione, se sono effettuate senza scopo di lucro e per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero, espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale, la riproduzione di beni culturali attuata in modo che non ci sia alcun contatto fisico con il bene, né l'esposizione dello stesso a fonti luminose, né l'uso di supporti, nonché la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali legittimamente acquisite, a condizione che tali immagini non possano essere ulteriormente riprodotte dagli utenti, se non a bassa risoluzione digitale;
    con riferimento alle citate disposizioni appare opportuno sopprimere il divieto di utilizzo di supporti, che risulta anacronistico e, in ogni caso, non pertinente rispetto alla finalità di escludere le operazioni di riproduzione e divulgazione effettuate a scopo di lucro;
   esprime

PARERE FAVOREVOLE
  con le seguenti condizioni:
   1) all'articolo 7, comma 2, lettera b), capoverso «4-ter», dopo le parole: «nelle periferie urbane», inserire le seguenti: «e nelle aree interne»;
   2) all'articolo 9, comma 2, lettera a), aggiungere in fine le seguenti parole: «ad accesso gratuito per i clienti dell'esercizio»;
   3) all'articolo 9, comma 2, sopprimere la lettera g);
   4) all'articolo 11, comma 3, sostituire le parole: «di appartenenza pubblica» con le seguenti: «, in ogni caso di proprietà dello Stato, delle regioni e degli enti locali,» e dopo le parole: «possono essere concessi» inserire le seguenti: «dall'ente proprietario»;
   5) all'articolo 12, comma 3, lettera b), capoverso «3-bis», sopprimere le parole: «né l'uso di stativi o treppiedi»;
  e con le seguenti osservazioni:
   a) con riferimento alle previsioni di cui all'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 7, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di individuare risorse che garantiscano in via permanente un finanziamento certo e adeguato del piano strategico «Grandi Progetti Beni culturali»;
   b) con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 9, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di sopprimere il comma 4, individuando direttamente per legge, anche attraverso il rinvio a decreti già adottati, le spese leggibili, le procedure per l'ammissione al credito d'imposta, le soglie massime per singola voce di spesa e le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta;
   c) con riferimento alle disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 11, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di precisare i contenuti del piano straordinario Pag. 201della mobilità turistica, in particolare definendo l'ambito dei soggetti interessati e la tipologia degli interventi che saranno previsti, nonché assicurando il coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione in materia di mobilità;
   d) sempre con riferimento alle disposizioni di cui al comma 1, dell'articolo 11, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di prevedere che le imprese di trasporto pubblico locale interessate dal piano straordinario siano tenute a pubblicare i dati relativi ai propri servizi in formato aperto, al fine di facilitarne la conoscenza e l'utilizzo da parte degli utenti;
   e) con riferimento alle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 11, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di introdurre disposizioni che precisino le procedure di affidamento e di rinnovo delle concessioni di beni pubblici ivi previste, anche alla luce dei principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento.

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ALLEGATO 6

DL 83/2014: Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo (C. 2426 Governo).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
   esaminato il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 83 del 2014 recante «Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo» (C. 2426 Governo),
   premesso che:
    l'articolo 7 destina all'attuazione degli interventi previsti nel piano strategico «Grandi Progetti Beni culturali», finanziamenti pari a 5 milioni di euro per l'anno 2014, 30 milioni di euro per l'anno 2015, 50 milioni di euro per l'anno 2016 e, a decorrere dall'anno 2017, una quota pari al 50 per cento delle risorse aggiuntive annualmente previste per le infrastrutture, di cui al comma 4 dell'articolo 60 della legge n. 289 del 2002; appare opportuno assicurare certezza e adeguatezza delle risorse destinate a finanziare gli interventi contenuti nel citato piano strategico;
    sempre con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 7, si rileva l'esigenza di precisare che il finanziamento per i progetti culturali elaborati da enti locali, di cui al comma 4-ter dell'articolo 60 della legge n. 289 del 2002, introdotto dal comma 2, lettera b), dell'articolo 7 del decreto-legge in esame, sia destinato, oltre che ai progetti nelle periferie urbane, anche a quelli nelle aree interne, in considerazione del fatto che tali aree presentano analoghi caratteri di perifericità;
    l'articolo 9, al fine di sostenere la competitività del sistema del turismo nazionale favorendo la digitalizzazione del settore, concede un credito d'imposta per i periodi di imposta 2015, 2016, 2017, a favore degli esercizi ricettivi nella misura del trenta per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo mediante strumenti informatici e relativi investimenti, entro il limite di spesa massimo complessivo di 15 milioni di euro per ciascuno dei periodi di imposta dal 2015 al 2019;
    con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 9, delle quali sono pienamente condivisibili le finalità, occorre peraltro precisare che la possibilità di beneficiare del credito d'imposta per le spese relative a «impianti wi-fi» (articolo 9, comma 2, lettera a) deve essere riservata agli impianti che consentono all'utenza un accesso gratuito; sembra altresì opportuno escludere dal beneficio del credito d'imposta i servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente (articolo 9, comma 2, lettera g), anche in considerazione delle difficoltà di verificare la rispondenza di tali spese alle finalità previste dalle disposizioni in questione;
    il comma 1 dell'articolo 11 prevede l'adozione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e sentita la Conferenza Stato-Regioni, di un piano straordinario della mobilità turistica, specificamente finalizzato a favorire la fruibilità del patrimonio culturale, con particolare attenzione alle destinazioni minori e all'Italia meridionale;Pag. 203
    il comma 3 del medesimo articolo 11 prevede, al fine di favorire la realizzazione di circuiti turistici nazionali e di percorsi pedonali, ciclabili e mototuristici, la possibilità di concedere in uso gratuito ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da giovani fino a 35 anni, immobili pubblici, non utilizzati e non utilizzabili a scopi istituzionali, come case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie o marittime, fortificazioni e fari; il termine di durata della concessione non può essere superiore a sette anni, salvo rinnovo; risulta al riguardo opportuno precisare che i beni in questione sono beni di proprietà dello Stato, delle regioni e degli enti locali, per cui l'ente concedente risulta essere l'ente proprietario; è altresì opportuno introdurre indicazioni che chiariscano le procedure di affidamento e di rinnovo delle concessioni, anche alla luce dei principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento;
    il comma 3 dell'articolo 12 stabilisce che siano libere e, pertanto, non soggette a preventiva autorizzazione, se sono effettuate senza scopo di lucro e per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero, espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale, la riproduzione di beni culturali attuata in modo che non ci sia alcun contatto fisico con il bene, né l'esposizione dello stesso a fonti luminose, né l'uso di supporti, nonché la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali legittimamente acquisite, a condizione che tali immagini non possano essere ulteriormente riprodotte dagli utenti, se non a bassa risoluzione digitale;
    con riferimento alle citate disposizioni appare opportuno sopprimere il divieto di utilizzo di supporti, che risulta anacronistico e, in ogni caso, non pertinente rispetto alla finalità di escludere le operazioni di riproduzione e divulgazione effettuate a scopo di lucro;
   esprime

PARERE FAVOREVOLE
  con le seguenti condizioni:
   1) all'articolo 7, comma 2, lettera b), capoverso «4-ter», dopo le parole: «nelle periferie urbane», inserire le seguenti: «e nelle aree interne»;
   2) all'articolo 9, comma 2, lettera a), aggiungere in fine le seguenti parole: «ad accesso gratuito per i clienti dell'esercizio»;
   3) all'articolo 9, comma 2, sopprimere la lettera g);
   4) all'articolo 11, comma 3, sostituire le parole: «di appartenenza pubblica» con le seguenti: «, in ogni caso di proprietà dello Stato, delle regioni e degli enti locali,» e dopo le parole: «possono essere concessi» inserire le seguenti: «dall'ente proprietario»;
   5) all'articolo 12, comma 3, lettera b), capoverso «3-bis», sopprimere le parole: «né l'uso di stativi o treppiedi»;
  e con le seguenti osservazioni:
   a) valutino le Commissioni di merito l'opportunità di individuare risorse che garantiscano in via permanente un finanziamento certo e adeguato del piano strategico «Grandi Progetti Beni culturali»;
   b) con riferimento alle disposizioni di cui all'articolo 9, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di sopprimere il comma 4, individuando direttamente per legge, anche attraverso il rinvio a decreti già adottati, le spese leggibili, le procedure per l'ammissione al credito d'imposta, le soglie massime per singola voce di spesa e le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta;
   c) con riferimento alle disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 11, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di precisare i contenuti del piano straordinario della mobilità turistica, in particolare definendo l'ambito dei soggetti interessati e la tipologia degli interventi che Pag. 204saranno previsti, nonché assicurando il coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione in materia di mobilità;
   d) sempre con riferimento alle disposizioni di cui al comma 1, dell'articolo 11, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di prevedere che le imprese di trasporto pubblico locale interessate dal piano straordinario siano tenute a pubblicare i dati relativi ai propri servizi in formato aperto, al fine di facilitarne la conoscenza e l'utilizzo da parte degli utenti;
   e) con riferimento alle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 11, valutino le Commissioni di merito l'opportunità di introdurre disposizioni che precisino le procedure di affidamento e di rinnovo delle concessioni di beni pubblici ivi previste, anche alla luce dei principi di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento.