CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 18 giugno 2014
255.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (VI e XI)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Schema di decreto ministeriale concernente regolamento recante sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti. Atto n. 97.

PARERE APPROVATO DALLE COMMISSIONI

  Le Commissioni VI (Finanze) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati,
   esaminato lo schema di schema di decreto ministeriale concernente regolamento recante sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti (Atto n. 97);
   valutata positivamente la scelta del Governo di adottare un solo decreto ministeriale attuativo dei benefici tributari e contributivi previsti dall'articolo 4 della legge n. 193 del 2000 e dall'articolo 4, comma 3-bis, della legge n. 381 del 1991, in luogo dei distinti provvedimenti adottati in precedenza, in considerazione dell'omogeneità della materia, la quale riguarda unitariamente le agevolazioni riconosciute alle imprese che assumono lavoratori sottoposti a una pena detentiva;
   rilevata l'esigenza di precisare ulteriormente taluni aspetti dello schema di decreto, in particolare per quanto riguarda i profili di diritto transitorio concernenti i crediti d'imposta maturati nel 2013 e negli anni precedenti, nonché per quel che attiene al miglior coordinamento e alla maggiore chiarezza delle previsioni in materia di accesso al credito d'imposta recate dall'articolo 6;
   preso atto di come la differenziazione tra l'ammontare del credito d'imposta riconosciuto per il 2013 e quello, più basso, riconosciuto per gli anni a decorrere dal 2014, sia il frutto di una valutazione tesa a coniugare la finalità di promuovere l'assunzione dei lavoratori detenuti da parte delle imprese e cooperative con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente destinate a sostenere tale azione di stimolo, atteso che le risorse finanziarie per tale finalità sono, per gli anni successivi al 2013, pari a circa la metà di quelle disponibili per il medesimo anno,
   esprimono

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) con riferimento all'articolo 1, comma 1, dello schema di decreto, il quale stabilisce in misura differenziata l'ammontare del credito di imposta riconosciuto alle imprese che assumono, per un periodo non inferiore a 30 giorni, lavoratori detenuti o internati, valuti il Governo l'esigenza di correggere un refuso nella formulazione della disposizione nella quale non è indicato il giorno di gennaio 2013 a decorrere dal quale, per il medesimo anno 2013, il credito d'imposta spetta nella misura di 700 euro mensili, specificando, in analogia con il dettato del comma 2 dello stesso articolo 1, che tale misura del credito spetta dal 1o gennaio 2013;
   b) valuti il Governo l'opportunità di precisare che sia per i crediti maturati precedentemente al 2013 – e non ancora utilizzati in compensazione – sia per i crediti d'imposta maturati per costi sostenuti nell'anno 2013 continuano ad applicarsi le disposizioni regolamentari previgenti, Pag. 86a prescindere dall'anno di utilizzazione in compensazione dei relativi importi;
   c) con riferimento all'articolo 6 dello schema, valuti il Governo l'opportunità di ricollocare il comma 1 del predetto articolo, recante una disposizione riguardante esclusivamente le modalità di utilizzazione del credito di imposta, nell'ambito dell'articolo 5, il quale disciplina appunto tale materia, mantenendo nell'articolo 6 solo le disposizioni concernenti il procedimento di accesso all'agevolazione, modificandone conseguentemente la rubrica;
   d) valuti il Governo l'opportunità di coordinare le previsioni di cui ai commi 2 e 8 dell'articolo 6, in quanto il predetto comma 2 prevede che le istanze di accesso al credito d'imposta per l'anno 2014 sono presentate entro la fine del secondo mese successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta ufficiale del regolamento di cui allo schema di decreto, mentre il comma 8 prevede che per l'anno 2014 continuano ad applicarsi le disposizioni regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore del regolamento stesso;
   e) ancora con riferimento al comma 2 dell'articolo 6, valuti il Governo l'opportunità di precisare che l'istanza di accesso al credito d'imposta ivi prevista è relativa sia alle assunzioni già effettuate sia a quelle che si prevede di effettuare nel corso dell'anno di riferimento;
   f) con riferimento al comma 4 del predetto articolo 6, valuti il Governo l'opportunità di esplicitare che il credito d'imposta può essere utilizzato in compensazione a partire dalla data di autorizzazione, ma non prima della sua «maturazione», cioè dell'effettivo sostenimento dei costi relativi alle assunzioni agevolabili, riformulando il predetto comma nei seguenti termini: «4. Le agevolazioni sono fruite, con le modalità di cui al comma 1, a seguito dell'avvenuta comunicazione di cui al comma 3, nei limiti dell'importo del credito d'imposta complessivamente concesso e dell'importo maturato mensilmente sulla base dell'effettivo sostenimento dei costi relativi al personale che rientra tra le categorie agevolabili.»;
   g) con riferimento alla significativa differenza tra le risorse disponibili nel 2013 e quelle previste a decorrere dal 2014 per l'applicazione dei benefici tributari e contributivi disciplinati dallo schema di decreto, tenga il Governo adeguatamente conto dell'esigenza di individuare, per il 2014 e per gli anni successivi, un ammontare di risorse finanziarie adeguato ad assicurare l'efficacia delle previsioni agevolative, garantendo maggiore stabilità e prevedibilità circa il funzionamento del meccanismo di sostegno alle assunzioni dei lavoratori detenuti.

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ALLEGATO 2

Schema di decreto ministeriale concernente regolamento recante sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti. Atto n. 97.

PROPOSTA ALTERNATIVA DI PARERE PRESENTATA DAL MOVIMENTO 5 STELLE

  Le Commissioni VI (Finanze) e XI (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati:
   esaminato lo schema di schema di decreto ministeriale concernente regolamento recante sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti (Atto n. 97);
   premesso che:
    lo schema di decreto in esame si colloca nel novero di quei provvedimenti volti a promuovere l'occupazione dei soggetti detenuti e a incentivare l'organizzazione del lavoro all'interno dei penitenziari;
    al fine di raggiungere il suesposto obiettivo, il legislatore ha previsto incentivi fiscali e contributivi per specifiche categorie di imprese che assumono i detenuti e che promuovono attività di formazione dei confronti degli stessi;
    in particolare, la legge n. 193 del 2000 (cosiddetta «legge Smuraglia»), recante «Norme per favorire l'attività lavorativa dei detenuti», e la legge n. 381 del 1991, in materia di cooperative sociali, prevedono, rispettivamente, agevolazioni fiscali, in favore di imprese pubbliche e private, e significative agevolazioni contributive a vantaggio delle cooperative sociali di tipo «B» che assumono lavoratori in esecuzione di pena detentiva;
    le predette leggi rimandano ad un decreto ministeriale l'attuazione delle disposizioni in materia di agevolazioni tributarie e sgravi contributi a favore dei soggetti che impiegano i detenuti;
    per effetto dello schema di decreto in esame, le imprese e le cooperative beneficeranno di un credito d'imposta per ciascun lavoratore assunto dall'impresa che va da un massimo di 700 euro mensili sino a 520 euro mensili, per gli anni a decorrere dal 2014;
    il predetto credito d'imposta, inoltre, viene riconosciuto anche alle attività svolte nei confronti dei detenuti;
    sul piano della contribuzione, lo schema di decreto in parola prevede una riduzione pari al 95 per cento delle aliquote per l'assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale;
   considerato che:
    il lavoro penitenziario rappresenta sicuramente lo strumento principale del trattamento ai fini della reintegrazione sociale del detenuto, ma è anche un'opportunità vantaggiosa per le cooperative sociali di tipo «B» e le aziende, che, grazie alla cosiddetta «legge Smuraglia», possono usufruire di mano d'opera a costo minimo sfruttando le notevoli facilitazioni fiscali e contributive sopra richiamate;
    il favor legislativo nei confronti delle predette cooperative sociali, attraverso Pag. 88l'introduzione di sgravi contributivi ed agevolazioni fiscali, risulta solo formalmente volto al reinserimento dei detenuti mentre, in concreto, garantisce alle predette cooperative di poter utilizzare lavoratori a basso costo e di conseguire, così, ampi margini di profitto;
    le cooperative sociali in parola necessitano di costanti finanziamenti e sovvenzioni statali e generano esclusivamente lavoro «precario» in quanto, qualora venissero meno gli apporti finanziari esterni, le stesse non sarebbero in grado di sopravvivere autonomamente;
   ritenuto che:
    i dati dell'Istat, riferiti al primo trimestre del 2014, registrano un costante aumento della disoccupazione, diffusa su tutto il territorio nazionale, che coinvolge sia coloro che hanno perso il lavoro sia le persone in cerca del primo impiego;
    a fronte della nota crisi occupazionale che coinvolge milioni di lavoratori e famiglie, la concessione di siffatti incentivi fiscali e previdenziali crea una situazione di diseguaglianza tra cittadini «comuni» e cittadini «detenuti», oltreché determinare una sorta di «corsia preferenziale» per i lavoratori in esecuzione di pena detentiva e per le imprese e le cooperative che, assumendoli, approfittano delle suddette facilitazioni statali;
   considerato, inoltre, che:
    l'obiettivo della rieducazione e della reintegrazione sociale del detenuto può agevolmente realizzarsi impiegando tale categoria di soggetti anche nello svolgimento di attività di pubblica utilità ovvero in servizi e progetti direttamente attivati dagli enti locali a beneficio dall'intera collettività, posto che le agevolazioni fiscali previste agirebbero esclusivamente su determinate imprese e non già su altre, introducendo nel sistema sperequazioni non consone al presente momento storico ed economico, laddove invece i meccanismi incentivanti devono riguardare tutte le imprese e non già solo una parte di esse;
    è da valutare positivamente l'introduzione di attività di monitoraggio delle attività svolte dalle cooperative sociali ed affini, ancorché si ritiene necessario l'avvio di percorsi, anche di tipo normativo, più stringenti quanto alle attività delle medesime cooperative, al fine di porre freno alla emorragia di fondi pubblici sovente mal gestiti o affetti dal dilagante fenomeno della corruzione,
   esprimono

PARERE CONTRARIO

Ciprini, Baldassarre, Bechis, Chimienti, Tripiedi, Cominardi, Rizzetto.