CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 29 maggio 2014
242.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

5-02543 Bianconi: Sull'antica Torre del Magnale nei pressi di Livorno.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'On.le Bianconi chiede quali iniziative il Ministero intenda intraprendere per la tutela dell'antica Torre del Magnale del Porto Pisano di Livorno.
  A tale proposito vorrei sottolineare che La Torre, cosiddetta del Magnale, venne distrutta nel luglio 1944 dall'esercito tedesco in ritirata.
  La torre s'innalzava nell'area della Cementeria Italiana nella zona industriale del porto di Livorno (come risulta del decreto di vincolo imposto il 9 settembre 1912).
  Tale torre era stata eretta tra il 1154 e il 1163 e svolgeva una funzione militare di rilievo nel porto pisano all'epoca della Repubblica di Pisa.
  Nel corso del XIII secolo le truppe nemiche della Repubblica Pisana (truppe del Re Carlo d'Angiò e la flotta genovese) danneggiarono, nel corso di ripetuti attacchi, la struttura e le altri torri che componevano il sistema difensivo.
  Decaduta la Repubblica Pisana, anche il porto pisano seguì il declino e quello che restava della torre del Magnale fu inglobato nel territorio della città di Livorno, seguendo le fasi del suo sviluppo urbano.
  Presso l'Archivio di Stato di Livorno sono presenti documenti che descrivono i restauri operati alla Torre del Magnale nei primi anni del Novecento (1903) promossi da Pietro Vigo. Tuttavia, come dianzi accennato, la Torre del Magnale fu distrutta dall'esercito tedesco in ritirata nel 1944, così come la Torre del Fanale facente parte del medesimo sistema difensivo che tuttavia è oggi esistente perché ricostruita negli anni 1953/1954.
  A seguito delle notizie apparse sulla stampa locale i tecnici della Soprintendenza di Livorno hanno effettuato, il 5 maggio scorso, un apposito sopralluogo all'interno dell'area portuale di Livorno dove si ergeva la Torre del Magnale. Tale area, per motivi di sicurezza marittima, è interdetta all'accesso del pubblico. Nel corso del sopralluogo si è potuto riscontrare che non sono visibili tracce dei resti della Torre del Magnale.
  I tecnici dell'Autorità del Porto di Livorno che hanno presenziato al sopralluogo hanno affermato che i resti della Torre del Magnale, sopravvissuti alla distruzione tedesca, sono stati abbattuti e demoliti agli inizi degli anni cinquanta durante la realizzazione delle banchina in pietra, tuttora esistente, e durante la ricostruzione del porto.

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ALLEGATO 2

5-02596 Manzi: Sull'effettivo accesso gratuito dei docenti nei musei.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Come è noto, l'articolo 16, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2013 ha previsto, in via sperimentale per l'anno 2014, l'accesso gratuito del personale docente della scuola di ruolo e con contratto a termine ai musei statali e ai siti di interesse archeologico, storico e culturale gestiti dallo Stato. È altresì noto che, secondo quanto stabilito dalla richiamata disposizione, le modalità per l'attuazione della norma dovevano essere definite con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali, di concerto con i Ministri dell'istruzione, università e ricerca, e dell'economia e finanze.
  Tale decreto è stato emanato in data 19 febbraio 2014 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica del 26 marzo 2014, dopo essere stato registrato dalla Corte dei conti nella precedente data del 14 marzo 2014.
  L'interrogante chiede notizie riguardo ai tempi relativi alla predisposizione del documento, previsto dall'articolo 1 del decreto interministeriale, attestante l'appartenenza del personale alle categorie beneficiarie nonché l'attività professionale in corso di svolgimento, necessario per esercitare la facoltà introdotta dalla norma sopra richiamata.
  A tale proposito, informo che il modello di documentazione, da esibire da parte dei docenti in questione, unitamente a un valido documento di identificazione, alle biglietterie dei musei e dei siti, è stato prontamente predisposto dal MIUR e diramato con nota n. 3434 del 9 aprile 2014 alle scuole, invitando le stesse a volerlo rilasciare agli interessati, su richiesta.
  Per quanto riguarda la proposta di rimborsare ai docenti le spese per l'ingresso ai musei e siti sostenute nel periodo antecedente, devo fare presente che non si dispone, al momento, di indicazioni da poter fornire al riguardo. Ricordo che la norma prevede per l'iniziativa in argomento, la costituzione, nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attività culturali, di un fondo per il recupero delle minori entrate derivanti dall'accesso gratuito, con una dotazione pari a 10 milioni di euro. La facilitazione in favore dei docenti non può superare tale disponibilità finanziaria.
  A tal fine, l'articolo 2 del citato decreto del 19 febbraio 2014 stabilisce che il Ministero dei beni e le attività culturali proceda ad un apposito monitoraggio finalizzato a verificare la capienza del fondo descritto, rilevando mensilmente il numero dei biglietti gratuiti emessi ed il conseguente mancato introito riferito a ciascuna istituzione e, nel caso venisse accertata l'insufficienza dei fondi, il predetto Dicastero dovrà comunicare la cessazione anticipata dell'iniziativa.
  Sarà cura di questo Ministero, qualora si verifichi tale eventualità, informarne il corpo docente tramite le scuole e gli uffici amministrativi periferici.

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ALLEGATO 3

5-02620 Marzana: Sulla mancanza di docenti supplenti nelle scuole.

TESTO DELLA RISPOSTA

  L'interrogazione dell'Onorevole Marzana fa riferimento al processo di razionalizzazione che ha interessato le scuole fin dal 2008, in applicazione dell'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, che ha previsto, tra l'altro, l'adozione per un triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010, di interventi e misure volti a incrementare gradualmente di un punto il rapporto alunni/docenti, in coerenza con gli standard europei e tenendo anche conto delle necessità degli alunni con disabilità.
  In particolare, il piano programmatico attuativo del citato articolo 64 ha comportato una rimodulazione dell'organico del personale della scuola, in funzione dell'esigenza di razionalizzare l'organizzazione del sistema scolastico e con la finalità di contenerne la spesa.
  Per la copertura del maggior numero di posti con personale di ruolo, il decreto-legge n. 104 del 2013 ha previsto, all'articolo 15, un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo ed ATA per gli anni 2014/2016, tenuto conto dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni e degli effetti del processo di riforma previsto dal più volte richiamato articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008.
  Con riguardo agli alunni con disabilità, in particolare, il Ministero è sempre stato fortemente impegnato nel tutelarne bisogni ed esigenze. Infatti, anche nel corso del triennio oggetto del piano programmatico, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 2010, ci si è adoperati per garantire un numero di docenti adeguato alla domanda, finché, con il citato articolo 15 del decreto-legge n. 104 del 2013, sono state previste specifiche misure per la stabilizzazione degli insegnanti di sostegno.
  Per quanto riguarda, infine, la sostituzione del personale assente, la normativa prevede i casi in cui si possa procedere alla nomina del supplente. Rientra nella competenza del dirigente scolastico verificare la sussistenza delle necessarie condizioni, nonché a individuare, in mancanza, soluzioni alternative. Ricordo che il Ministero provvede periodicamente alla comunicazione al Ministero dell'economia e delle finanze delle necessarie integrazioni finanziarie per il pagamento delle competenze ai supplenti in base ai dati inseriti a sistema da ciascuna scuola.

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ALLEGATO 4

5-02519 Luigi Gallo: Sulla necessità di assegnare agli enti che lavorano nel settore dello spettacolo finanziamenti con criteri trasparenti e meritocratici.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'On.le Gallo, unitamente ad altri onorevoli cofirmatari, chiede chiarimenti notizie in merito alle sovvenzioni pubbliche agli enti che lavorano nel settore dello spettacolo.
  A tale proposito vorrei sottolineare che gli speciali contributi indicati dall'onorevole interrogante (ovvero 300.000 euro a favore dell'orchestra «I Virtuosi italiani» di Verona e 1.000.000 di euro a favore dell’«Orchestra del Mediterraneo» con sede presso il teatro San Carlo di Napoli) sono stati previsti, come correttamente dallo stesso sottolineato, dalla legge di stabilità 2014, ed in quanto fondi speciali, gravano su fondi extra FUS specificamente individuati dalla stessa legge di stabilità, e non sono pertanto soggetti alle disposizioni previste dalla normativa di attuazione della legge 30 aprile 1983, n. 163 istitutiva del FUS.
  I predetti finanziamenti non sono stati al momento erogati; gli uffici preposti ai pagamenti hanno preso contatto con i soggetti destinatari dei contributi proprio con l'intento di procedimentalizzare l'assegnazione ed il pagamento dei contributi stessi, previa verifica dell'avvenuto svolgimento delle attività.
  Vorrei precisare, proprio a tale riguardo, che, al di fuori dei criteri generali previsti per l'assegnazione dei fondi FUS, non esiste una prassi consolidata per distribuire fondi di carattere speciali ad organismi dello spettacolo; le assegnazioni speciali disposte sulla base di leggi che sporadicamente assegnano ad personam dei contributi per attività di spettacolo non avvengono mai ad iniziativa di questa Amministrazione e comunque l'erogazione di tali provvidenze viene disposta sempre previa verifica dell'effettivo svolgimento dell'attività sovvenzionata, da parte dell'Amministrazione stessa.
  Per quanto sopra esposto si ritiene impossibile stabilire da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e dei turismo criteri meritocratici su iniziative già individuate a priori dal legislatore come destinatarie di contributi, mentre, si ribadisce, in qualità di Ente erogante, il Ministero procede comunque alla verifica dello svolgimento delle attività che il Parlamento ha ritenuto comunque meritevoli di essere sostenute, a prescindere da qualsiasi selezione o confronto con attività similari svolte da altri organismi.

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ALLEGATO 5

5-02592 Palmieri: Sulla presentazione del certificato penale «antipedofilia».

TESTO DELLA RISPOSTA

  La previsione di cui all'articolo 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 2002, introdotto dall'articolo 2 del decreto legislativo n. 39 del 2014, costituisce norma di carattere generale sulla quale sono stati già effettuati interventi chiarificativi da parte di altre amministrazioni preposte.
  In particolare, faccio espresso riferimento in questa sede a quanto esplicitato dal Ministero della giustizia mediante più note interpretative, rinvenibili anche nel relativo sito internet. Sullo stesso argomento il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha diramato, a sua volta, un'apposita circolare in data 11 aprile 2014.
  I criteri enunciati nei citati atti sono applicabili in via generale per tutti i rapporti di lavoro pubblici e privati, quindi anche per quelli segnalati dall'Onorevole interrogante, relativi al personale docente delle scuole, sia statali che paritarie, e agli operatori delle associazioni sportive.
  Ricordo che, mediante la norma di cui sopra, viene data attuazione alla direttiva europea 2011/93/UE per il contrasto all'abuso e allo sfruttamento sessuale dei minori e alla pornografia minorile, e si introduce l'obbligo, per coloro che intendono impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con i minori, di richiedere il relativo certificato penale del casellario giudiziale, al fine di verificare l'esistenza di condanne per determinate ipotesi di reato di cui agli articoli 600-bis e seguenti del codice penale ovvero di sanzioni interdittive all'esercizio di attività che comportino contatti diretti con i minori.
  Le istruzioni dei Ministeri della giustizia e del lavoro e politiche sociali hanno chiarito che l'obbligo in questione riguarda esclusivamente i nuovi rapporti di lavoro costituiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del citato decreto legislativo n. 39, cioè dal 6 aprile 2014, e non si applica ai rapporti già in essere alla stessa data.
  Inoltre, la dizione letterale di «impiego al lavoro» fa ritenere che restino esclusi dall'applicazione della norma i rapporti diversi da quelli di lavoro in senso stretto, cioè i rapporti di volontariato. Le organizzazioni di volontariato sono quindi tenute all'obbligo di richiedere il certificato soltanto qualora assumano la veste di datore di lavoro.
  L'obbligo di richiedere il certificato del casellario giudiziale sorge quando dal rapporto di lavoro derivano contatti diretti e continuativi con i minori. Deve conseguentemente escludersi tale l'obbligo nei confronti dei dirigenti (come i dirigenti scolastici) e degli altri responsabili che sovrintendono all'attività svolta dall'operatore diretto, in quanto questi soggetti possono venire in contatto con i minori in modo occasionale.
  Nelle more del rilascio del certificato, tempestivamente richiesto, il datore può comunque procedere all'impiego, purché il lavoratore abbia prodotto la relativa dichiarazione sostitutiva di certificazione. Il certificato, poi, va richiesto nuovamente qualora, come si verifica nel caso del personale supplente della scuola, dopo la scadenza dei sei mesi di validità dello stesso il datore di lavoro concluda un nuovo contratto con il medesimo lavoratore.

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ALLEGATO 6

5-02659 Giancarlo Giordano: Sulla costruzione di un parcheggio per autoveicoli nell'area del Castello mediceo di Melegnano (MI).

TESTO DELLA RISPOSTA

  Mi riferisco all'interrogazione con la quale l'On.le Giordano, unitamente ad altri onorevoli cofirmatari, chiede quali iniziative il Ministero intenda intraprendere in merito alla prevista realizzazione di un parcheggio in una porzione del fossato del Castello mediceo di Melegnano.
  A tale proposito vorrei sottolineare che il Castello – insieme con il cortile interno, con parte delle residue mura circostanti e parte del fossato – è oggetto di tutela monumentale, ai sensi delle previgenti normative di tutela, disposta con decreti ministeriali del 18 giugno 1912 e del 18 agosto 1961.
  L'area che il piano urbano del traffico del Comune di Melegnano ha previsto come destinata a parcheggio è posta a Sud-Est del castello e compresa tra la muratura del fossato e la via Giangiacomo Medici ed è considerabile quale parte del tracciato del fossato del castello mediceo.
  Tale area, così come la piazza antistante la facciata principale del castello, del parco ad uso pubblico posto a lato Est del castello e di altra parte del fossato, è tutelata de jure ai sensi degli articoli 10 e 12 della Parte II del decreto legislativo 42 del 2004 (il Codice dei beni culturali e del paesaggio) in quanto di proprietà del Comune di Melegnano a far data dal 7 maggio 2009, come risulta dalla visura effettuata dalla competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano, presso il sito della Agenzia delle Entrate. In quanto area tutelata, ogni esecuzione di opere di qualunque genere che venisse su di essa disposta «è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente» secondo quanto disposto dall'articolo 21, comma 4 dello stesso Codice.
  L'area in oggetto risulta attualmente sistemata a prato con percorso ciclo-pedonale e filare alberato lato via Giangiacomo Medici e non risulta pervenuta alla competente Soprintendenza alcuna richiesta di autorizzazione allo svolgimento di lavori nell'area in oggetto, da parte del Comune di Melegnano. La stessa Soprintendenza, proprio in ragione delle notizie apparse sulla stampa, ha richiesto chiarimenti al Comune di Melegnano che, negli anni passati, come attestato dalla documentazione agli atti, ha costantemente provveduto a inoltrare le dovute richieste di autorizzazione per lavori riguardanti altre parti del parco e del fossato.
  Si è pertanto propensi ad attendersi che il Comune di Melegnano non venga meno a tale corretto comportamento riguardo a eventuali opere da realizzare nell'area in oggetto.
  Dichiaro sin d'ora la mia disponibilità a riferire in questa Commissione in merito agli sviluppi futuri della situazione.