Commissioni Riunite (V e VI) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - lunedì 31 marzo 2014
CAMERA DEI DEPUTATI
Lunedì 31 marzo 2014
208.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Commissioni Riunite (V e VI)
COMUNICATO
Pag. 3

SEDE REFERENTE

  Lunedì 31 marzo 2014. — Presidenza del presidente della VI Commissione Daniele CAPEZZONE.

  La seduta comincia alle 16.25.

DL 16/2014: Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche.
C. 2162 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 27 marzo scorso.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, avverte che sono stati presentati alcuni ricorsi avverso i giudizi di inammissibilità dichiarati nella seduta del 27 marzo scorso sulle proposte emendative presentate (vedi allegato al resoconto delle Commissioni riunite del 27 marzo 2014).
  A tale riguardo fa presente che le presidenze delle Commissioni ritengono, alla luce di un'ulteriore valutazione, di poter rivedere il giudizio di inammissibilità sulle seguenti proposte emendative:
   Bargero 2.01, il quale reca un'articolata disciplina del pagamento dei debiti scaduti degli enti dissestati, in quanto tale materia appare omogenea a quella affrontata da altri emendamenti già considerati ammissibili;
   Rubinato 3.104, volto a prevedere, per i comuni che abbiano rispettato il patto di stabilità interno nell'ultimo triennio e non abbiano fatto ricorso nello stesso periodo ad anticipazioni di tesoreria, la possibilità di utilizzare, per l'anno 2014, l'avanzo di amministrazione non vincolato, per le spese di messa in sicurezza degli edifici scolastici e delle strade, in quanto esso appare connesso con la materia affrontata dall'articolo 19, comma 2;Pag. 4
   Palese 4.03, Parrini 4.04 e gli identici Censore 4.01 e Guerra 4.02, i quali intervengono sulla disciplina del TUEL relativa alle assunzioni di dirigenti a tempo determinato da parte degli enti locali, in quanto essi possono essere considerati connessi alla materia affrontata dall'articolo 4, che reca anche misure di razionalizzazione delle dotazioni organiche di tali enti; conseguentemente, per omogeneità devono considerarsi ammissibili gli identici Fragomeli 20.03 e Censore 20.04 e l'emendamento Censore 20.05, i quali recano disposizioni in materia di assunzioni e di mobilità del personale nelle società a partecipazione pubblica;
   Caso 5.8, il quale prevede l'obbligo per gli enti locali di pubblicare sul proprio sito internet le informazioni riguardanti tutte le operazioni finanziarie realizzate, in quanto esso, sebbene non del tutto omogeneo rispetto alle previsioni contenute nel decreto – legge, può essere considerato connesso alle norme di deroga ai limiti per l'accensione di mutuo da parte degli enti locali recate dall'articolo 5;
   Arlotti 12.5, in quanto la misura in esso contenuta, secondo cui le somme iscritte nel conto residui per l'anno 2014 del fondo per l'erogazione di contributi alle persone fisiche per la riduzione del prezzo della benzina e del gasolio per autotrazione alla pompa sono destinate alla regione Emilia Romagna come contributo straordinario per il finanziamento di interventi connessi al passaggio di comuni dalla regione Marche alla regione Emilia Romagna, appare sostanzialmente omogenea rispetto alla materia affrontata dall'articolo 12, relativo alla disciplina del contributo straordinario dello Stato per i comuni oggetto di fusione;
   Marco Di Stefano 16.79, volto a prevedere che al personale di Roma Capitale e al personale delle società partecipate eccedentario nell'ambito dei piani di razionalizzazione si applicano, ai fini della maturazione dei requisiti per il pensionamento, le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 11, lettera a), del decreto-legge n. 95 del 2012, le quali prevedono, per le unità di personale delle pubbliche amministrazioni risultanti in soprannumero in possesso di determinati requisiti anagrafici e contributivi, la possibilità del pensionamento in base alla disciplina precedente alla «riforma Fornero», in quanto la misura proposta appare connessa con le previsioni dell'articolo 16, introducendo un ulteriore strumento di riequilibrio finanziario per Roma Capitale;
   Borghesi 16.110, il quale prevede che, a decorrere dal 1o gennaio 2014, l'incremento dell'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche presso Roma Capitale non rileva ai fini della determinazione del limite massimo della variazione dell'aliquota di compartecipazione dell'addizionale di cui alla suddetta imposta sul reddito, in quanto la misura proposta appare connessa con le previsioni dell'articolo 16, introducendo un ulteriore strumento di riequilibrio finanziario per Roma Capitale;
   Palese 16.01, il quale disciplina l'erogazione dei finanziamenti e trasferimenti in conto capitale delle Regioni e dei Ministeri a favore degli enti locali, in quanto esso incide sulla materia dei rapporti finanziari tra Stato ed enti locali, che costituisce uno degli oggetti del provvedimento;
   Fragomeli 18.4, nonché sugli identici Censore 18.5, Lavagno 18.6, i quali riducono l'applicazione delle sanzioni per gli enti locali che non hanno rispettato nel 2013 i vincoli del patto di stabilità interno in conseguenza del pagamento dei debiti di cui all'articolo 1 del decreto-legge n. 35 del 2013, in quanto tale materia appare omogenea a quella affrontata da altri emendamenti già considerati ammissibili;
   gli identici emendamenti Censore 18.10, Pelillo 18.11 e Palese 18.15, i quali escludono l'applicazione delle sanzioni previste per gli enti locali dall'articolo 31 della legge n. 183 del 2011 in caso di violazione delle regole del patto di stabilità interno, con riferimento alle spese finanziate attraverso i fondi pluriennali e mutui Pag. 5contratti, in quanto essi appaiono sostanzialmente omogenei alle disposizioni dell'articolo 18;
   Antezza 19.7, in quanto esso interviene, sempre relativamente alle procedure per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, sullo stesso articolo 18 del decreto – legge n. 69 del 2013 oggetto delle modifiche recate dal comma 2 dell'articolo 19, ed appare pertanto connesso a tale previsione;
   Giordano 19.8, in quanto esso interviene a modificare, per un aspetto parzialmente diverso ma connesso a quello oggetto dell'articolo 19, comma 1, una disposizione della legge di stabilità 2014 relativa ai problemi dei servizi di pulizia e ausiliari della scuola;
   Migliore 19.9, il quale destina al Fondo unico per l'edilizia scolastica le maggiori entrate relative agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 per utili e dividendi anche derivanti dalla distribuzione di riserve, per una quota pari al 50 per cento del valore complessivo versati all'entrata del bilancio dello stato da società partecipate e istituti di diritto pubblico, in quanto esso appare connesso con la materia affrontata dall'articolo 19, comma 2;
   Ferraresi 20.2, in quanto esso estende le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 20, recanti disposizioni finanziarie in favore dei comuni colpiti dal sisma del 2009, anche ai comuni colpiti dal sisma del maggio 2012 e al Comune di Bastiglia colpito dall'alluvione del gennaio 2014;
   gli identici Palese 20.5, Marchi 20.6 e Censore 20.7, i quali prorogano di un biennio l'applicabilità di disposizioni recate dall'articolo 3-bis, comma 8-bis, del decreto-legge n. 135 del 2012, che consentono ai comuni colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012 di incrementare le risorse per finanziare il trattamento accessorio del personale assunto con contratti di lavoro flessibile per le strette finalità connesse alla situazione emergenziale, in quanto essi risultano connessi con la materia oggetto dell'articolo 20, che reca misure in favore di aree colpite da calamità naturali;
   Castricone 20.06, il quale implementa il Fondo per le emergenze nazionali con le risorse stanziate per alcuni interventi in materia di adeguamento di strade statali assegnate con delibere del CIPE e non impiegate, in quanto esso risulta connesso con la materia oggetto dell'articolo 20, che reca misure in favore di aree colpite da calamità naturali.
   Le Presidenze ritengono invece di confermare i giudizi di inammissibilità sulle altre proposte emendative per le quali sono stati presentati ricorsi.

  Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta già convocata alle ore 17 di oggi.

  La seduta termina alle 16.30.

SEDE REFERENTE

  Lunedì 31 marzo 2014. — Presidenza del presidente della V Commissione Francesco BOCCIA, indi del presidente della VI Commissione Daniele CAPEZZONE. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Giovanni LEGNINI.

  La seduta comincia alle 17.30.

DL 16/2014: Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonché misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche.
C. 2162 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nell'odierna seduta pomeridiana.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che le Commissioni procederanno, innanzitutto, nella seduta odierna, all'esame Pag. 6delle proposte emendative riferite all'articolo 1. Successivamente si valuterà se proseguire già oggi nell'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 2, eventualmente sospendendo brevemente la seduta per consentire ai relatori ed al rappresentante del Governo di concludere le relative valutazioni in merito.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sull'emendamento Palese 1.1, mentre invita al ritiro dell'emendamento Fanucci 1.2, rilevando come la tematica oggetto dell'emendamento sarà affrontata nell'ambito dell'articolo 2. Esprime parere contrario sugli emendamenti Pesco 1.3 e 1.4, Capezzone 1.5 e 1.6, Ruocco 1.7, Pesco 1.8, e Villarosa 1.9.
  Propone l'accantonamento dell'emendamento Marco Di Maio 1.10, ed esprime parere contrario sugli emendamenti Busin 1.11 e 1.12. Propone l'accantonamento degli emendamenti Busin 1.13, 1.14 e 1.15 ed esprime parere contrario sugli emendamenti Busin 1.16, 1.17 e 1.18. Esprime parere favorevole sull'emendamento Capezzone 1.19, a condizione che sia riformulato nei termini che si riserva di indicare.
  Esprime quindi parere favorevole sull'emendamento Busin 1.20, mentre invita al ritiro dell'emendamento Lodolini 1.21. Esprime parere contrario sull'emendamento Busin 1.22 e invita al ritiro dell'emendamento Sammarco 1.23, degli identici emendamenti Fragomeli 1.24, Lavagno 1.25 e Censore 1.26, nonché dell'emendamento Busin 1.27.
  Propone l'accantonamento degli emendamenti Marco Di Maio 1.28 e Fragomeli 1.29, in vista di una loro riformulazione, esprime parere contrario sull'emendamento Busin 1.30 e invita al ritiro dell'emendamento Fragomeli 1.31. Propone l'accantonamento dell'emendamento Villarosa 1.32, che potrebbe ritenersi assorbito dagli emendamenti Marco Di Maio 1.28 e Fragomeli 1.29, così come riformulati.
  Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti Rubinato 1.33, Busin 1.34, 1.35, 1.36, 1.37 e 1.38, e invita al ritiro degli identici emendamenti Fragomeli 1.39 e Censore 1.40. Esprime parere contrario sull'emendamento Villarosa 1.41, mentre propone l'accantonamento dell'emendamento Schullian 1.42, in vista di una sua riformulazione. Esprime parere contrario sugli emendamenti Grimoldi 1.43, Molteni 1.44, Allasia 1.45, Guidesi 1.46 e 1.47, Busin 1.48, Guidesi 1.49, Borghesi 1.50, Guidesi 1.51, Busin 1.52, mentre invita al ritiro dell'emendamento Lodolini 1.53.
  Esprime inoltre parere contrario sugli emendamenti Busin 1.54, Borghesi 1.55, Guidesi 1.56, Busin 1.57, Guidesi 1.58 e 1.59, mentre invita al ritiro degli identici emendamenti Palese 1.60, Borghesi 1.61 e Lavagno 1.62, nonché dell'emendamento Censore 1.63, che potrebbero risultare assorbiti dal successivo emendamento Giulietti 1.65, su cui si riserva di proporre una riformulazione.
  Esprime quindi parere contrario sull'emendamento Librandi 1.64 e propone l'accantonamento Giulietti 1.65, per una sua riformulazione, nonché dell'emendamento Misuraca 1.66, su cui si riserva di svolgere ulteriori verifiche. Esprime quindi parere contrario sull'emendamento Marco Di Stefano 1.67, mentre propone l'accantonamento degli identici emendamenti Marguerettaz 1.68 e Nicoletti 1.69.
  Esprime parere contrario sugli emendamenti Ruocco 1.70, Pesco 1.71, sulla parte ammissibile dell'emendamento Paglia 1.72, nonché sull'emendamento Mazzoli 1.73, sugli identici emendamenti Lavagno 1.74 e Busin 1.75. Propone l'accantonamento dell'emendamento Taglialatela 1.76 per una sua riformulazione, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Busin 1.77, sugli identici Pagano 1.78 e Palese 1.80 e sull'emendamento Alberti 1.79, mentre propone l'accantonamento degli emendamenti Mariano 1.81 e Martelli 1.82, che potrebbero risultare assorbiti dall'emendamento Giulietti 1.65, così come riformulato.
  Propone l'accantonamento degli identici articoli aggiuntivi Fragomeli 1.01, Censore 1.02 e Palese 1.03, nonché dell'articolo Pag. 7aggiuntivo Parrini 1.04. Esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Busin 1.05 e Censore 1.08.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI esprime parere conforme a quello del relatore.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che le proposte emendative sulle quali il relatore e il rappresentante del Governo hanno proposto l'accantonamento, si intendono accantonate.

  Rocco PALESE (FI-PdL), intervenendo sull'ordine dei lavori, ricorda come gli uffici di presidenza delle Commissioni riunite abbiano concordato, al fine di un ordinato prosieguo dei lavori, che su ciascun emendamento possa essere svolto un solo intervento per ciascun gruppo, per un massimo di tre minuti.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Palese 1.1.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato l'emendamento Fanucci 1.2.

  Daniele PESCO (M5S) illustra il proprio emendamento 1.3, il quale intende combattere l'ipocrisia adottata dalla maggioranza sui temi della tassazione immobiliare locale.
  Evidenzia infatti come, a seguito del riordino della tassazione immobiliare comunale, dopo l'abolizione dell'IMU sulle abitazioni principali, con l'imposta unica comunale (IUC) di nuova istituzione, sia stato introdotto un tributo formalmente destinato a finanziare i servizi indivisibili comunali (TASI), ma che in realtà ha la stessa base imponibile dell'IMU, ossia il valore catastale dell'immobile, a dimostrazione della mancanza di lealtà e di onestà nell'atteggiamento dei gruppi di maggioranza nei confronti dei cittadini.
  Sottolinea quindi come il gruppo M5S proponga l'abolizione della TASI sull'abitazione principale e come, a tal fine, abbia indicato nell'emendamento in esame fonti di copertura a livello nazionale che risultano più che adeguate rispetto all'abolizione della TASI stessa, e consistenti principalmente in tagli alle dotazioni finanziarie iscritte nello stato di previsione del Ministero della difesa, all'inasprimento della tassazione sulle rendite finanziarie speculative nonché introducendo forme di prelievo sugli impianti inceneritori dei rifiuti e sul conferimento dei rifiuti stessi in discarica. Auspica, quindi, la più ampia convergenza di tutti i gruppi a favore dell'emendamento 1.3, che intende assicurare maggiore chiarezza e trasparenza nei rapporti della politica con i cittadini.

  Rocco PALESE (FI-PdL) preannuncia il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento Pesco 1.3, esprimendo una complessiva condivisione dell'impostazione di cui questo emendamento è espressione. Ritiene infatti che l'istituzione della nuova imposta unica comunale (IUC) abbia dato vita a una sorta di «mostro a tre teste» che rappresenta un grande inganno ed è fonte di una pesante vessazione per i cittadini, in particolare nei confronti delle famiglie.

  Giovanni PAGLIA (SEL) preannuncia il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento Pesco 1.3, rilevando come esso vada nella direzione di trasferire il peso della tassazione dai proprietari di abitazioni ai detentori di rendite finanziarie. Fa presente, inoltre, come numerosi comuni, nell'ambito della loro potestà regolamentare, determineranno le aliquote della TASI sulle diverse tipologie di immobili in modo che gran parte del relativo peso graverà sulle abitazioni principali, i cui proprietari e possessori sosterranno quindi l'intero costo dei servizi indivisibili ai quali la TASI è destinata.

  Maino MARCHI (PD) manifesta perplessità in ordine all'emendamento Pesco 1.3, in quanto tale proposta emendativa, a suo avviso, pur comportando l'abolizione della TASI, determinerebbe però un conseguente aumento dell'imposta sui rifiuti, mantenendo pertanto inalterato l'aggravio Pag. 8fiscale a carico dei contribuenti. Rileva, inoltre, come, contrariamente a quanto disposto dall'emendamento in esame, non sia opportuno prevedere in questa sede un aumento delle entrate derivanti dai giochi pubblici, in quanto tale intervento dovrebbe eventualmente essere apportato in sede di adozione del decreto legislativo in materia di giochi previsto dalla cosiddetta delega fiscale, recentemente approvata dal Parlamento. Pur auspicando interventi migliorativi del provvedimento in titolo, rileva quindi come, a suo avviso, non debba essere stravolto l'impianto normativo delineato nel testo del decreto – legge, il quale, tra l'altro, dà seguito alle intese intercorse con l'ANCI.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 1.3.

  Daniele PESCO (M5S), nel sottolineare come, a suo avviso, la TASI sia iniqua ed eccessivamente gravosa per i cittadini, illustra il suo emendamento 1.4, volto a prevedere l'abolizione di tale tassa prevedendo, a finalità di copertura finanziaria, un aumento dell'imposizione sugli immobili non adibiti ad abitazione principale.

  Rocco PALESE (FI-PdL) preannuncia il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento Pesco 1.4.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Pesco 1.4.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, illustra i suoi emendamenti 1.5 e 1.6, volti ad abolire la tassazione sulle abitazioni principali senza prevedere un corrispondente aumento di altre imposte, ma disponendo, a titolo di copertura finanziaria, rispettivamente, la centralizzazione delle spese di acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni e il taglio lineare di tali spese. Rileva infatti l'esigenza di una vera razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, che ha subito, in tale settore, un aumento del 40 per cento negli ultimi anni, evidenziando il consenso che tale misure potranno avere presso l'opinione pubblica e l'impatto positivo che le stesse potranno avere sull'economia italiana.
  Nel segnalare quindi l'esigenza di approfondire tale problematica, sottolinea come la riduzione del cuneo fiscale preannunciato dal Governo risulterà sostanzialmente vanificata dall'incremento della tassazione sulla prima casa connessa con l'introduzione della TASI, evidenziando come, al contrario, le modifiche proposte dai suoi emendamenti 1.5 e 1.6 costituiscano l'occasione per realizzare un vero shock positivo in favore della ripresa economica e come quanti voteranno contro tali emendamenti si assumeranno la responsabilità di una scelta di politica tributaria profondamente sbagliata.

  Maino MARCHI (PD), con riferimento agli emendamenti Capezzone 1.5 e 1.6, nel segnalare come la legge di stabilità per l'anno 2014 prevede che i risparmi derivanti dalla spending review siano destinati al taglio del cuneo fiscale, rileva come un diverso utilizzo di tali risorse, eventualmente al fine di eliminare la tassazione sulla prima casa, determinerebbe la mancanza o riduzione di risorse da destinare alla riduzione della tassazione sul lavoro e sulle imprese. Evidenzia quindi come tali problematiche dovranno essere affrontate in termini più organici nel quadro del Documento di economia e finanza che sarà prossimamente presentato dal Governo.

  Carla RUOCCO (M5S) dichiara il voto favorevole del proprio gruppo sugli emendamenti Capezzone 1.5 e 1.6.

  Giovanni PAGLIA (SEL), nel dichiarare che il suo gruppo voterà provocatoriamente a favore degli emendamenti Capezzone 1.5 e 1.6, manifesta perplessità in ordine all'idoneità delle coperture finanziarie dagli stessi previsti, in quanto basate su risparmi derivanti da interventi di razionalizzazione della spesa pubblica, che, in altri casi, sono stati ritenuti dal Governo aleatori e difficilmente quantificabili.

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  Francesco BOCCIA, presidente, con riferimento alle osservazioni sollevate dal deputato Paglia, segnala come, atteso che il provvedimento in esame non è collegato alla manovra di finanza pubblica, l'eventuale inidoneità delle coperture finanziarie non rileva ai fini dell'ammissibilità delle proposte emendative.

  Rocco PALESE (FI-PdL), nel preannunciare il voto favorevole del proprio gruppo sugli emendamenti Capezzone 1.5 e 1.6, evidenzia come sia fondamentale, a suo avviso, utilizzare le risorse derivanti dalla spending review per la realizzazione di interventi urgenti che, riducendo la tassazione a carico dei contribuenti, siano in grado di dare un impulso alla crescita economica del Paese, senza dover necessariamente attendere la presentazione del Documento di economia e finanza 2014.

  Bruno TABACCI (Misto-CD) stigmatizza il fatto che anche in questa sede si continui a discutere di argomenti quali l'abolizione della tassazione sulla prima casa, tema che ha già monopolizzato il dibattito politico da oltre un anno e mezzo.

  Guido GUIDESI (LNA) dichiara il voto favorevole del proprio gruppo sugli emendamenti Capezzone 1.5 e 1.6.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Capezzone 1.5.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, ribadisce come il suo emendamento 1.6 sia volto ad abolire la TASI sulle abitazioni principali, prevedendo a tal fine una copertura finanziaria certa che consente di non dover ricorrere a ulteriori imposte a carico dei contribuenti.

  Marco CAUSI (PD), con riferimento all'emendamento Capezzone 1.6, evidenzia come, al fine di stimolare la crescita economica del Paese, sia preferibile, come del resto indicato dalla Commissione europea e dalle istituzioni economiche internazionali, ridurre la tassazione gravante sul lavoro e sulle imprese piuttosto che quella sul patrimonio immobiliare. Nel rilevare come le misure adottate nel 2013 per l'eliminazione dell'IMU sull'abitazione principale non abbiano determinato effetti positivi sul piano della crescita, esprime apprezzamento con riguardo agli interventi normativi con cui il Governo intende destinare i risparmi derivanti dalla spending review alla riduzione del cuneo fiscale.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Capezzone 1.6.

  Carla RUOCCO (M5S) illustra il proprio emendamento 1.7, volto a prevedere detrazioni in materia di TASI, prevedendo, con finalità di copertura finanziaria, un incremento della tassazione sui giochi pubblici.

  Rocco PALESE (FI-PdL), nel preannunciare il voto favorevole del suo gruppo sull'emendamento Ruocco 1.7, manifesta apprezzamento sulla tipologia di copertura finanziaria individuata da tale proposta emendativa al fine di realizzare interventi di stimolo della crescita economica.

  Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Ruocco 1.7 e Pesco 1.8.

  Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) illustra il proprio emendamento 1.9, volto ad estendere anche all'anno 2015 la possibilità per i comuni di innalzare le aliquote della TASI e di finanziare con tali risorse aggiuntive le detrazioni da tale imposta.

  Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Villarosa 1.9 e Busin 1.11.

  Rocco PALESE (FI-PdL) dichiara il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento Busin 1.12.

  Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Busin 1.12, 1.16, 1.17 e 1.18.

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  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, esprime parere favorevole sull'emendamento Capezzone 1.19, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini:

  Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: che siano finanziate con le seguenti: che le maggiori entrate siano integralmente destinate a finanziare.

  Conseguentemente, dopo il comma 1 inserire il seguente: 1-bis. Al fine di assicurare la massima trasparenza circa l'effettiva, integrale destinazione delle maggiori entrate per i comuni derivanti dall'incremento delle aliquote della TASI disposto ai sensi della lettera a) del comma 1 all'introduzione di detrazioni dalla stessa TASI a favore dell'abitazione principale, delle pertinenze della stessa e delle unità immobiliari ad essa equiparate di cui all'articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al bilancio consuntivo dei comuni che approvano il predetto incremento, a decorrere dell'esercizio nel quale è stata incrementata l'aliquota, è allegato uno specifico prospetto, redatto secondo un modello stabilito dal Ministero dell'economia e finanze, nel quale sono indicate analiticamente le maggiori entrate riscosse dall'ente locale a fronte dell'incremento, nonché le modalità attraverso cui tali risorse sono state destinate alle detrazioni dalla TASI, con indicazione delle diverse tipologie di detrazione e delle risorse rispettivamente attribuite alle singole tipologie di detrazione.».

  Daniele CAPEZZONE, presidente, illustra il suo emendamento 1.19 e segnala come lo stesso, non richiedendo alcuna copertura finanziaria, attraverso la previsione della pubblicazione di uno specifico prospetto in allegato al bilancio consuntivo dei comuni che dispongono l'incremento della aliquota TASI, sia volto ad assicurare elementi di trasparenza e di certezza circa l'effettiva destinazione di tali maggiori entrate al finanziamento delle detrazioni.

  Marco CAUSI (PD), pur condividendo le finalità di trasparenza perseguite dall'emendamento Capezzone 1.19, manifesta perplessità in ordine alla prima parte della proposta emendativa, laddove si prevede che le maggiori entrate derivanti dall'incremento delle aliquote TASI siano integralmente destinate a finanziare detrazioni di imposta o altre misure relativamente alle abitazioni principali, in quanto tale disposizione non sarebbe, a suo avviso, conforme alle intese intercorse tra il Governo e l'ANCI.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI, pur condividendo la finalità di trasparenza perseguita dall'emendamento Capezzone 1.19, si riserva di approfondire le problematiche di carattere tecnico concernenti le questioni richiamate.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, ribadisce l'importanza della finalità perseguita dal suo emendamento 1.19, atteso che la previsione del citato prospetto, in allegato al bilancio consuntivo dei comuni, costituisce strumento adeguato per verificare che le maggiori entrate derivanti dall'incremento delle aliquote della TASI disposto ai sensi della lettera a) del comma 1 dell'articolo 1 siano effettivamente destinate alle detrazioni dalla stessa TASI per le abitazioni principali e loro pertinenze. Non ritiene, inoltre che l'accordo intercorso tra l'ANCI ed il precedente Governo possa costituire un vincolo rispetto all'attività legislativa del Parlamento e che non sia opportuno lasciare i comuni liberi di destinare come desiderano le maggiori risorse derivanti dall'incremento delle aliquote della TASI. Sottolinea, pertanto, come i gruppi che riterranno di votare contro la proposta emendativa si assumano una grave responsabilità nei confronti dei contribuenti.

  Mauro GUERRA (PD), pur condividendo la finalità di trasparenza perseguita dalla seconda parte dell'emendamento Capezzone 1.19, rileva tuttavia come lo stesso sia suscettibile di determinare una riduzione delle risorse effettivamente disponibili Pag. 11per i bilanci dei comuni. Chiede pertanto al rappresentante del Governo di svolgere un ulteriore approfondimento su tale problematica. Evidenzia infine come l'obiettivo comune, condiviso peraltro anche dall'ANCI, sia quello di assicurare che la nuova disciplina concernente la tassazione sugli immobili non determini un maggior aggravio per i contribuenti rispetto a quanto verificatosi con l'IMU.

  Rocco PALESE (FI-PdL), nel condividere le finalità di trasparenza perseguite dalla proposta emendativa 1.19, ritiene indispensabile, più in generale, che il sistema della finanza locale venga sottoposto ad efficaci strumenti di controllo.

  Francesco BOCCIA, presidente, preso atto dell'esigenza, manifestata da vari colleghi, di procedere ad una riformulazione dell'emendamento Capezzone 1.19, fa comunque presente che lo stesso non sarà posto in votazione se non al termine delle altre proposte emendative riferite all'articolo 1.

  Guido GUIDESI (LNA), pur condividendo gli obiettivi di trasparenza perseguiti dalla proposta emendativa in discussione, ritiene tuttavia ancora più urgente garantire l'effettiva applicazione ed attuazione dei principi in materia di federalismo fiscale, nell'ottica di stabilire con maggiore precisione quali e quante entrate tributarie debbano rimanere nella disponibilità degli enti locali e quali debbano essere invece riservate alla competenza dello Stato.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), nell'evidenziare come i bilanci consuntivi degli enti locali non abbiano mai indicato in valore assoluto gli importi relativi a detrazioni od agevolazioni fiscali, osserva come la proposta emendativa possa costituire una deroga ai principi contabili vigenti in materia che potrebbe determinare gravi difficoltà per gli stessi enti. Al riguardo, chiede al rappresentante del Governo di svolgere in merito una approfondita e puntuale verifica.

  Maino MARCHI (PD), nel condividere le finalità di trasparenza della parte consequenziale dell'emendamento Capezzone 1.19, non ritiene tuttavia accettabile quanto disposto dalla prima parte della proposta emendativa, la quale prevede che le maggiori entrate derivanti dall'aumento fino allo 0,8 per mille delle aliquote TASI debbano essere integralmente destinate a finanziare le detrazioni. In proposito, osserva come l'attuale formulazione dell'articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto-legge non stabilisca un tale vincolo esclusivo, consentendo ai comuni di finanziare, con la parte residua disponibile, anche altre finalità di intervento. Invita dunque il rappresentante del Governo ed i colleghi ad affrontare con particolare cautela tale tema, nel rispetto delle intese già intercorse con l'ANCI.

  Giovanni PAGLIA (SEL) fa presente che molti enti locali hanno già interpretato la norma dell'articolo 1 del decreto-legge nel senso di stabilire autonomamente come destinare le risorse rivenienti dall'incremento delle aliquote della TASI fino allo 0,8 per mille, una volta provveduto a finanziare le detrazioni d'imposta. Nell'osservare come l'assenza nella disposizione di espliciti limiti, sia quantitativi sia qualitativi, al riguardo rischi di determinare un notevole numero di ricorsi, ritiene opportuno che vengano chiariti i reali spazi finanziari nella disponibilità dei comuni.

  Paolo TANCREDI (NCD), pur condividendo le finalità della parte consequenziale dell'emendamento Capezzone 1.19, concernente la pubblicazione in allegato ai bilanci consuntivi dei comuni di uno specifico prospetto, ritiene tuttavia che la prima parte della proposta emendativa necessiti di un maggiore approfondimento da parte dei relatori e del rappresentante del Governo.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, ricorda come, anche alla luce delle dichiarazioni in tal senso rese, in più di un'occasione, dal Presidente del Consiglio e da Pag. 12altri esponenti del Governo, l'aumento delle aliquote TASI fino allo 0,8 per mille, così come previsto dal decreto-legge in esame, debba essere destinato integralmente al finanziamento delle detrazioni d'imposta. Ribadisce, quindi, come il proprio emendamento 1.19 sia essenzialmente orientato ad introdurre elementi di trasparenza e di certezza rispetto alla effettiva destinazione delle maggiori entrate al finanziamento delle predette detrazioni. Nel prendere atto che la riformulazione indicata dal relatore e dal rappresentante del Governo, comporti un alleggerimento degli obblighi di trasparenza per i comuni, ritiene che le affermazioni espresse nel dibattito da alcuni deputati indichino chiaramente la volontà di consentire un aggravio fiscale per i contribuenti, senza alcuna possibilità di controllare l'uso che i comuni stessi faranno di tali maggiori risorse.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI, pur condividendo le finalità di trasparenza perseguite dalla parte consequenziale della proposta emendativa, ritiene tuttavia che la stessa debba, nel suo complesso, essere sottoposta ad ulteriori verifiche ed approfondimenti. In particolare ritiene, con riferimento alle considerazioni espresse dal deputato Fragomeli, che l'emendamento non debba comportare alcun impatto sulla tecnica di redazione del bilancio dei comuni, ma prevedere esclusivamente l'allegazione di un prospetto ai bilanci stessi. Alla luce di tali considerazioni, propone pertanto di accantonare l'emendamento Capezzone 1.19.

  Francesco BOCCIA, presidente, accantona l'emendamento Capezzone 1.19.

  Le Commissioni approvano l'emendamento Busin 1.20 (vedi allegato).

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che il presentatore ha ritirato l'emendamento Lodolini 1.21.

  Guido GUIDESI (LNA), intervenendo sull'emendamento Busin 1.22, del quale è cofirmatario, osserva come la finalità della proposta emendativa sia quella di indicare nel 2013 l'annualità cui fare riferimento in relazione al gettito derivante dall'IMU sulle abitazioni principali e sulle unità immobiliari ad esse equiparate; ciò, alla luce del fatto che il 2012 e il 2013 hanno fatto registrare valori di gettito sensibilmente differenti.

  Marco CAUSI (PD), nel replicare al deputato Guidesi, osserva come in relazione al gettito IMU si disponga di dati certi con riferimento al solo 2012, dal momento che quelli inerenti all'anno successivo risultano, allo stato, ancora non disponibili.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Busin 1.22.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato l'emendamento Sammarco 1.23.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD), nel chiedere al rappresentante del Governo chiarimenti in ordine all'invito al ritiro espresso sul proprio emendamento 1.24, osserva come la TASI e la TARI si configurino come due tributi assai diversi tra di loro e come occorra riconoscere ai comuni, nella materia, ampia autonomia di regolamentazione.

  Giovanni PAGLIA (SEL) si associa alle considerazioni del deputato Fragomeli.

  Bruno CENSORE (PD), nell'illustrare l'identico emendamento 1.26 a sua prima firma, concorda con il deputato Fragomeli, sottolineando la diversità di disciplina, per base imponibile e modalità di calcolo, tra la TASI e la TARI ed evidenziando la necessità di attribuire in materia adeguati strumenti di regolamentazione ai comuni.

  Marco CAUSI (PD) invita i relatori ed il rappresentante del Governo ad approfondire ulteriormente la problematica posta dagli identici emendamenti Fragomeli 1.24, Lavagno 1.25 e Censore 1.26, suggerendo Pag. 13il mantenimento del termine del 30 giugno, attualmente previsto dalla disciplina vigente dettata dal comma 684 della legge di stabilità 2014, per la presentazione delle dichiarazioni, potendo altrimenti il contribuente venire a trovarsi in una condizione di difficoltà. Ritiene tuttavia al tempo stesso opportuno lasciare ai comuni la possibilità di implementare adeguatamente le banche dati per la riscossione dei propri tributi.

  Bruno CENSORE (PD), nel condividere la soluzione prospettata dall'onorevole Causi, si dichiara disponibile a riformulare la prima parte del suo emendamento 1.26.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI precisa che il parere contrario del Governo sui predetti emendamenti è motivato dal fatto che essi rischiano di determinare incertezze sul piano applicativo, essendo invece indispensabile assicurare omogeneità di disciplina, nei diversi Comuni, in relazione ai termini e alle modalità di presentazione delle dichiarazioni. Ciò premesso, si dichiara disponibile ad una verifica, anche dal punto di vista tecnico, della problematica in esame.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, nel condividere le valutazioni espresse dal rappresentante del Governo e dal deputato Causi, propone di accantonare gli identici emendamenti Fragomeli 1.24, Lavagno 1.25 e Censore 1.26.

  Giovanni PAGLIA (SEL) concorda sull'opportunità di accantonare gli emendamenti Fragomeli 1.24, Lavagno 1.25 e Censore 1.26.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che gli identici emendamenti Fragomeli 1.24, Lavagno 1.25 e Censore 1.26 sono accantonati.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Busin 1.27.

  Marco CAUSI (PD), con riferimento all'emendamento Marco Di Maio 1.28, in precedenza accantonato, evidenzia come la questione delle scadenze per il pagamento della TASI debba essere collegata con la possibile proroga del termine per l'approvazione dei bilanci comunali. A tal proposito ritiene che anche per questo tributo si potrebbe prevedere che l'acconto debba essere calcolato sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente.

  Guido GUIDESI (LNA), illustrando l'emendamento Busin 1.30, evidenzia la necessità di prevedere forme di pagamento delle imposte in questione che non comportino costi per i contribuenti.

  Marco CAUSI (PD) ricorda che a decorrere dall'entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, cosiddetto «Salva Italia», è possibile il versamento mediante il modello F24, il quale non prevede l'applicazione di commissioni né a carico dei contribuenti né a carico dei comuni. Segnalando che altre forme di pagamento comportano commissioni in favore degli intermediari e che queste costituiscono il corrispettivo per il servizio prestato, ritiene che l'abolizione delle commissioni comporterebbe il venir meno della pluralità di modalità di pagamento, alcune più accessibili o più gradite dai contribuenti rispetto all'F24.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, condivide le considerazioni del deputato Causi.

  Guido GUIDESI (LNA) ritira l'emendamento Busin 1.30, di cui è cofirmatario, riservandosi di trasformarne il contenuto in un ordine del giorno; in tale contesto sottolinea tuttavia, con riferimento alle considerazioni del deputato Causi, come l'utilizzo del modello F24 da parte dei contribuenti più anziani risulti molto limitato.

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  Gian Mario FRAGOMELI (PD) non comprende le ragioni dell'invito al ritiro espresso sul proprio emendamento 1.31, il quale non presenta alcun elemento di criticità in quanto si limita ad esplicitare la possibilità, per i comuni, di continuare ad avvalersi dello strumento dell'autoliquidazione ai fini della riscossione della TASI.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI rileva come l'utilizzo dello strumento della procedura di autoliquidazione per il versamento della TASI risulti già prevista in modo pacifico.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD) ritira il proprio emendamento 1.31, preannunciando la presentazione di un ordine del giorno in materia, che auspica sia approvato.

  Marco CAUSI (PD) sottoscrive l'emendamento Rubinato 1.33, che prevede l'inapplicabilità di sanzioni per erronei versamenti o errori formali nel pagamento della TASI per l'anno 2014, osservando come il parere contrario su di esso espresso dei relatori e del Governo sia probabilmente dettato dal timore che la previsione possa prestarsi ad abusi. Nel chiarire che la ratio dell'emendamento è invece esclusivamente quella di tener conto delle difficoltà connesse con l'applicazione della nuova normativa, chiede l'accantonamento dell'emendamento ai fini di una sua riformulazione.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, concorda con la richiesta di accantonare l'emendamento Rubinato 1.33.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento Rubinato 1.33 è accantonato.

  Le Commissioni respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Busin 1.34, 1.35, 1.36, 1.37 e 1.38.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato gli identici emendamenti Fragomeli 1.39 e Censore 1.40.

  Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) illustra il proprio emendamento 1.41, ricordando che anche la Corte dei conti ha evidenziato le problematiche connesse ai tempi necessari per lo svolgimento di gare per l'affidamento del servizio di accertamento e riscossione di TARI e TASI.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, chiarisce che il parere contrario sull'emendamento Villarosa 1.41 è giustificato dal timore che la conferma degli affidamenti in corso possa essere in contrasto con la normativa comunitaria sulla concorrenza.

  Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) sottolinea come il proprio emendamento 1.41 preveda che la conferma del servizio in capo agli attuali concessionari abbia come termine finale la data di scadenza del contratto e come esso non si ponga dunque in contrasto con la normativa comunitaria.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Villarosa 1.41.

  Guido GUIDESI (LNA) illustra gli emendamenti Grimoldi 1.43, Molteni 1.44 e Allasia 1.45, chiarendo come gli stessi, nell'attribuzione dei contributi di cui al comma 731 della legge di stabilità 2014, siano diretti a premiare i comuni virtuosi e perseguano pertanto un obiettivo di equità.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Grimoldi 1.43, Molteni 1.44 e Allasia 1.45.

  Guido GUIDESI (LNA) illustra il proprio emendamento 1.46.

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  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Guidesi 1.46 e 1.47, Busin 1.48, Guidesi 1.49, Borghesi 1.50, Guidesi 1.51 e Busin 1.52.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato l'emendamento Lodolini 1.53.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Busin 1.54, Borghesi 1.55, Guidesi 1.56, Busin 1.57, Guidesi 1.58 e 1.59.

  Rocco PALESE (FI-PdL) insiste per la votazione dell'emendamento a sua prima firma 1.60, nonostante l'invito al ritiro formulato dai relatori e dal rappresentante del Governo.

  Francesco BOCCIA, presidente, dispone l'accantonamento degli identici emendamenti Palese 1.60, Borghesi 1.61 e Lavagno 1.62 nonché dell'emendamento Censore 1.63.

  Andrea MAZZIOTTI DI CELSO (SCpI) ritira l'emendamento 1.64, di cui è cofirmatario.

  Marco DI STEFANO (PD) illustra il proprio emendamento 1.67, volto ad esentare dal pagamento della TASI le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI, pur non dichiarandosi pregiudizialmente contrario a quanto previsto dall'emendamento Marco Di Stefano 1.67, evidenzia come l'approvazione dello stesso comporterebbe una riduzione del gettito, da quantificare mediante apposita relazione tecnica. Prosegue ricordando come la predisposizione di tale relazione sia incompatibile con i tempi previsti per l'approvazione del provvedimento in esame.

  Marco DI STEFANO (PD) ritira il proprio emendamento 1.67, riservandosi di trasformarlo in un ordine del giorno.

  Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento Ruocco 1.70, volto a eliminare l'esenzione dal pagamento della TASI per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali per attività di carattere non commerciale.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Ruocco 1.70.

  Daniele PESCO (M5S) illustra l'emendamento a sua prima firma 1.71, diretto a subordinare l'esenzione dalla TASI per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali alla presentazione di un'apposita dichiarazione dalla quale risulti l'uso non commerciale dell'immobile.

  Marco CAUSI (PD) rileva come la disciplina vigente già preveda che l'esenzione dal tributo sia subordinata alla presentazione di una dichiarazione che attesti la non commercialità dell'utilizzo dell'immobile.

  Giovanni PAGLIA (SEL) rileva come la previsione richiamata dal deputato Causi riguardi l'IMU e non la TASI.

  Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) ritiene opportuno accantonare l'emendamento 1.71, al fine di valutare tale aspetto.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI evidenzia come il comma 3 dell'articolo 1 mantenga fermo quanto disposto dall'articolo 91-bis del decreto-legge n. 1 del 2012, il quale stabilisce l'obbligo di presentare una dichiarazione che attesti l'utilizzo non commerciale dell'immobile per cui si chiede l'esenzione.

  Daniele PESCO (M5S) rileva come, sebbene sussista tale obbligo dichiarativo, non siano state ancora definite le modalità per presentare tale dichiarazione.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, ritiene che la disciplina in materia risulti chiara e che sia pertanto sufficiente, se i presentatori lo Pag. 16ritengono, formulare un ordine del giorno in materia.

  Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 1.71, riservandosi di riformularlo per la discussione in Assemblea.

  Le Commissioni respingono l'emendamento Paglia 1.72, nella parte ammissibile.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che i presentatori hanno ritirato l'emendamento Mazzoli 1.73.

  Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Lavagno 1.74 e Busin 1.75, l'emendamento Busin 1.77 e gli identici emendamenti Pagano 1.78 e Palese 1.80.

  Daniele PESCO (M5S), intervenendo sull'emendamento Alberti 1.79, di cui è cofirmatario, esprime l'auspicio che esso venga approvato, in quanto esso intende modificare la disciplina della TARI in modo che tale imposta sia commisurata all'effettiva quantità di rifiuti prodotti anziché ai metri quadrati di superficie degli immobili. Evidenzia infatti come tale ultimo metodo di quantificazione, oltre ad essere in contrasto con quanto raccomandato in più occasioni dall'Unione europea, non stimoli un ciclo virtuoso nella gestione dei rifiuti e risulti penalizzante per i cittadini che adottano comportamenti responsabili a tutela dell'ambiente producendo meno rifiuti.

  Silvia FREGOLENT (PD) invita il rappresentante del Governo a riflettere sul fatto che molti Comuni del nord d'Italia abbiano da tempo applicato un diverso metodo di tassazione dei rifiuti, che non si basa sulla superficie occupata dall'immobile bensì sulla reale quantità dei rifiuti prodotti dagli utenti. Evidenzia come tale diverso approccio abbia comportato notevoli benefici in termini di politica ambientale, quale un forte aumento della percentuale di rifiuti destinati alla raccolta differenziata, causando tuttavia delle difficoltà per le cittadinanze coinvolte e richiedendo un notevole sforzo da parte dei sindaci affinché i cittadini accettassero di mutare i loro comportamenti nella gestione dei rifiuti, richiamando a tale ultimo riguardo la positiva esperienza dei comuni della provincia di Torino, dove il tasso di raccolta differenziata ha raggiunto la percentuale del 42 per cento, con livello di solito più elevati nei comuni esterni al capoluogo.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI, concordando sull'importanza del tema posto dall'emendamento 1.79, evidenzia come tuttavia il suo accoglimento determinerebbe la necessità di riscrivere l'intera disciplina relativa alla TARI e come quindi non sussistano le condizioni per accedere a tale impostazione nell'ambito del provvedimento in esame.

  Daniele PESCO (M5S) rileva come tale tema sia stato già proposto nell'ambito dell'esame parlamentare sulla legge di stabilità per il 2014 e come in quell'occasione il Governo avesse già dichiarato di condividere l'opportunità di disciplinare la materia dell'imposta sui rifiuti in modo innovativo rispetto al passato. Chiede quindi di sapere quando il Governo intenda realizzare tali modifiche al sistema di quantificazione della TARI.

  Guido GUIDESI (LNA), concordando con quanto affermato dal deputato Pesco circa l'impegno assunto dal Governo in materia già nell'ambito dell'esame della legge di stabilità, evidenzia come, in base al criterio di quantificazione dell'imposta contenuto nel decreto-legge, paradossalmente, i cittadini che producono meno rifiuti rispetto ad altri potrebbero trovarsi nelle condizioni di pagare un tributo più elevato.

  Sebastiano BARBANTI (M5S) rileva come il Governo continui, anche con tali misure, a favorire l'utilizzo delle discariche e degli inceneritori. Sottolinea inoltre come, in conseguenza di detto indirizzo, l'Italia potrebbe essere colpita da sanzioni da parte dell'Unione europea, la quale ha Pag. 17più volte raccomandato che gli Stati adottino misure che comportino la valorizzazione materiale dei rifiuti attraverso il riciclo e non la loro valorizzazione energetica.

  Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) evidenzia come l'impostazione seguita dalla normativa sulla TARI sia completamente sbagliata e come sia ormai necessario che il Governo si impegni a fornire una data entro la quale intende procedere alla riforma della materia.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI evidenzia come l'emendamento 1.79 intenda operare una modifica molto ampia delle norme della legge di stabilità, che forse travalica gli stessi limiti posti da una revisione della disciplina della TARI. Pur condividendo l'istanza sottesa a tale proposta emendativa, nonché le considerazioni espresse dal deputato Fregolent, evidenzia come il decreto-legge in esame non costituisca la sede adatta a una così profonda riforma, la quale andrebbe a incidere non solo sui presupposti per la quantificazione della TARI ma anche sull'organizzazione del servizio di raccolta della stessa. In tale contesto non considera possibile che il Governo indichi oggi una data entro la quale tale intervento legislativo potrà essere realizzato.

  Francesco BOCCIA, presidente, pur concordando con l'importanza del tema posto dal deputato Fregolent, e ritenendo legittime e condivisibili le considerazioni svolte, sottolinea tuttavia come il decreto-legge all'esame delle Commissioni abbia una portata circoscritta e non costituisca pertanto la sede adatta per un intervento riformatore di tale portata.
  Ritiene quindi opportuno che ogni discussione relativa alla riforma complessiva della materia sia svolta in termini approfonditi, evitando di complicare la situazione per i contribuenti con un ulteriore stravolgimento della disciplina in corso d'anno, valutando in tale contesto l'opportunità di posticipare l'entrata in vigore della nuova normativa e di fare ricorso allo strumento della delega.

  Alessio Mattia VILLAROSA (M5S), nel concordare con le considerazioni del Presidente Boccia, evidenzia come l'approccio del Governo su tale materia sia risultato schizofrenico, con continui interventi legislativi che hanno reso il quadro normativo assolutamente incomprensibile per i contribuenti.

  Francesco BOCCIA, presidente, accantona l'emendamento Alberti 1.79.

  Guido GUIDESI (LNA) illustra l'articolo aggiuntivo Busin 1.05, di cui è cofirmatario, rilevando come la proposta emendativa miri a determinare il raddoppio dell'aliquota base della IUC per gli immobili non accatastati, consentendo ai comuni di incassare un maggior gettito che potrebbe essere destinato a finanziare le detrazioni a favore degli immobili occupati da persone disabili o, comunque, non autosufficienti.

  Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Busin 1.05.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI, con riferimento agli identici articoli aggiuntivi Fragomeli 1.01, Censore 1.02 e Palese 1.03, nonché Parrini 1.04, già accantonati, esprime su di essi parere contrario, in quanto sulla base degli approfondimenti svolti dalla Ragioneria generale dello Stato, tali proposte emendative determinano maggiori oneri non coperti.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, concorda con il parere espresso dal Sottosegretario.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD) evidenzia come il proprio articolo aggiuntivo 1.01 non intenda derogare ai vincoli posti dalla normativa sul patto di stabilità, ma si ponga l'obiettivo di risolvere alcune problematiche che coinvolgono i piccoli comuni, e che sono state oggetto di ampio contenzioso davanti alla Corte dei conti.
  In primo luogo la proposta emendativa prevede che il termine di riferimento per la valutazione del contenimento delle Pag. 18spese per il personale ai fini della programmazione delle nuove assunzioni non sia più annuale ma sia costituito dal triennio precedente, consentendo in tal modo ai comuni, pur nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa sul patto di stabilità e sul limite massimo di incidenza delle spese per il personale fissato al 50 per cento delle spese correnti, di effettuare comunque un turn over del personale tale da garantire l'espletamento delle loro funzioni essenziali dei comuni. Inoltre l'articolo aggiuntivo intenda spostare dal 2008 al 2004 l'anno di riferimento per le spese sostenute da tali enti per il personale, al fine di tener conto del fatto che i comuni fino a 5.000 abitanti sono stati assoggettati alla disciplina del patto di stabilità in un momento successivo agli altri comuni.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI, pur condividendo la fondatezza del problema sollevato dal deputato Fragomeli, ritiene di non poter mutare il proprio parere sull'articolo aggiuntivo 1.01 e sugli altri identici articoli aggiuntivi 1.02 e 1.03, in considerazione degli effetti onerosi di tali proposte emendative. Invita, tuttavia, a trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno che impegni il Governo a rivedere la questione nell'ambito della disciplina sull'associazionismo dei piccoli comuni.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD) raccoglie positivamente la disponibilità espressa dal Sottosegretario, ma ritiene che sia opportuno approvare già in questa sede la sua proposta emendativa, quanto meno per la prima parte, che inserisce un nuovo comma 557-quater nella legge di stabilità 2014, laddove si chiede di fare riferimento ad un periodo triennale ai fini del contenimento delle spese di personale.

  Marco CAUSI (PD) chiede al Sottosegretario di valutare più approfonditamente la questione posta dal deputato Fragomeli, eventualmente anche attraverso un confronto con la Ragioneria generale dello Stato che ha espresso rilievi negativi sotto il profilo degli effetti finanziari degli articoli aggiuntivi 1.01, 1.02 e 1.03, al fine di chiarire una questione tecnica su proposte emendative che riflettono le istanze di tanti piccoli comuni.

  Maurizio BERNARDO (NCD), relatore per la VI Commissione, ritiene che l'interlocuzione tra la Ragioneria generale dello Stato ed il Parlamento debba essere continua.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI, con riferimento alle considerazioni del deputato Causi, fa presente che risulterebbe opportuno mantenere solo la parte delle proposte emendative che introducono un nuovo comma 557-quater nell'ambito della legge di stabilità 2014, al fine di modificare il periodo di riferimento per la valutazione del contenimento delle spese di personale ai fini della programmazione delle nuove assunzioni. A tale proposito dichiara la sua disponibilità a valutare la questione, a condizione che tale modifica non comporti nuovi o maggiori oneri finanziari per lo Stato.

  Giovanni PAGLIA (SEL) condivide le considerazioni del deputato Fragomeli, rilevando come gli aspetti finanziari evidenziati dal Sottosegretario potrebbero essere risolti riformulando gli articoli aggiuntivi nel senso di specificare che le modifiche proposte non possono comunque comportare comunque nuovi o maggiori oneri per lo Stato.

  Francesco BOCCIA, presidente, suggerisce ai presentatori di ritirare gli identici articoli aggiuntivi Fragomeli 1.01, Censore 1.02 e Palese 1.03, mantenendo invece il solo articolo aggiuntivo Parrini 1.04, recante la modifica sulla quale il Sottosegretario ha espresso la disponibilità di un'ulteriore valutazione.

  Gian Mario FRAGOMELI (PD) ritira il proprio articolo aggiuntivo 1.01.

  Bruno CENSORE (PD) ritira i propri articoli aggiuntivi 1.02 e 1.08.

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  Rocco PALESE (FI-PdL) ritira il proprio articolo aggiuntivo 1.03.

  Francesco BOCCIA, presidente, avverte che l'emendamento Capezzone 1.19 rimane accantonato, per ulteriori valutazioni da parte del Governo.

  Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) preannuncia fin d'ora il voto favorevole del proprio gruppo sull'emendamento Capezzone 1.19.

  Francesco BOCCIA, presidente, ritiene necessario decidere se procedere nell'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 2, già nella giornata odierna, sospendendo in tal caso i lavori onde consentire ai relatori ed al Governo di valutarne appieno il contenuto, ovvero rinviare il seguito dell'esame alla seduta di domani.

  Il sottosegretario Giovanni LEGNINI rileva come il Governo ed i relatori necessitino di tempi adeguati per poter approfondire il contenuto delle proposte emendative riferite all'articolo 2.

  Francesco BOCCIA, presidente, alla luce della considerazione espressa dal Sottosegretario, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alle ore 9 di domani.

  La seduta termina alle 19.55.

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