CAMERA DEI DEPUTATI
Giovedì 27 marzo 2014
207.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Attività produttive, commercio e turismo (X)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-02474 Lacquaniti: Tutela occupazionale del personale di RetItalia internazionale.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In data 20 novembre 2013, l'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane ha pubblicato sulla G.U.R.I. (V Serie speciale, parte 1a) e sul proprio sito istituzionale il capitolato relativo alla gara per, a) l'affidamento del contratto quinquennale di fornitura di servizi informativi a favore dell'Agenzia stessa e, b) per la contestuale alienazione della controllata ReteItalia Spa.
   Nel corso del mese di dicembre si è venuti a conoscenza di quanto disposto mediante emendamento al provvedimento legislativo Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato, comma 562, della legge n. 147 del 2013 – Legge di stabilità 2014), cioè a dire il venir meno dell'obbligo di alienazione di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012.
  Con riguardo alla procedura di gara allora in svolgimento, il Consiglio di Amministrazione dell'ICE-Agenzia, con delibera n. 143 del 17 dicembre 2013, stabiliva di darvi comunque corso in virtù delle seguenti considerazioni:

  l'esigenza dell'ICE-Agenzia di proseguire nell'azione di contenimento dei costi in ragione delle numerose misure attuative della cosiddetta spending review.

  l'alienazione della Società avrebbe assicurato una maggiore tutela dei lavoratori: direttamente, salvaguardandone i livelli occupazionali e le conoscenze maturate; indirettamente, garantendo maggiori opportunità di crescita per la società affidataria, che avrebbe potuto avvantaggiarsi della continuità operativa assicurata da un contratto di servizi quinquennale e conservare, al contempo, piena capacità di operare anche nel libero mercato.

  Nel ribadire tale scelta, l'ICE-Agenzia riteneva opportuno acquisire l'approvazione del Ministero dello Sviluppo Economico nella sua funzione di vigilanza e controllo. Avendo acquisito tutti i pareri favorevoli del Ministero dello Sviluppo Economico, nella propria funzione di vigilanza e controllo e non essendo stati rilevati motivi ostativi alla procedura della gara, ha provveduto nella definizione della stessa.
  Attualmente, la procedura si trova nella fase di stand still ed è in corso la fase di verifica dei requisiti morali di cui all'articolo 38 del decreto legislativo n. 163 del 2006. A conclusione di quest'ultima fase l'ICE Agenzia dovrà procedere con la stipula del contratto.
  Circa le tutele per i lavoratori incorporate nella documentazione di gara, giova precisare che all'interno dell'offerta tecnica, ben 40 punti (su 100 complessivi) sono assegnati in base alla valutazione delle offerte sotto il profilo del loro impatto su A.1. Livelli occupazionali e sviluppo del personale (Punto 11.2 del Disciplinare di gara). Pag. 213
  La concorrente Techshare Srl è stata esclusa proprio per aver conseguito un punteggio insufficiente in relazione alla conservazione dei livelli occupazionali.
  Per quanto attiene alle vicende del Gruppo Gepin, giova ricordare che gli accertamenti consentiti all'ICE-Agenzia in veste di stazione appaltante sono definiti dal decreto legislativo n. 163 del 2006 e circoscritti alla società concorrente. Peraltro, tali verifiche sono tuttora in corso.

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ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-02475 Da Villa: Criticità negli approvvigionamenti energetici.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito al progetto Southstream, che consentirebbe di far giungere all'Italia gli attuali volumi di gas russo attraverso una rotta non transitante per l'Ucraina, si precisa che esso sta nelle prime fasi di realizzazione, e per il tratto offshore che attraversa il Mar Nero, la società South Stream Transport ha annunciato, il 14 marzo 2014, l'assegnazione alla Saipem di contratti per un totale di circa 2 miliardi di euro relativi alla costruzione della prima linea offshore della condotta dalla Russia alla Bulgaria attraverso il Mar Nero.
  Per quanto riguarda invece la parte onshore, è necessario rendere compatibile il progetto con le normative europee contenute nel «3o pacchetto» sul mercato interno del gas. La Commissione europea ha attivato un gruppo di lavoro tecnico UE – Russia per trovare una soluzione adeguata, che tenga conto anche degli accordi bilaterali sottoscritti da alcuni Paesi membri attraversati dal gasdotto (l'Italia non ha alcun accordo in tal senso, essendo il paese di arrivo).
  L'Italia supporta attivamente tale processo in sede europea, con l'obiettivo di facilitare una soluzione che consenta la realizzabilità del progetto, visto il suo apporto in termini di diversificazione delle rotte di approvvigionamento.
  Ciò premesso, l'Italia non è stata interessata da alcuna interruzione o riduzione dei rifornimenti di gas transitanti dall'Ucraina, e attualmente il flusso e l'import dal punto di entrata di Tarvisio risulta regolare.
  Il sistema italiano è comunque in grado, grazie al livello attuale degli stoccaggi e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, di fare fronte a una riduzione del flusso di gas russo attraverso l'Ucraina, mediante importazioni maggiori da altri gasdotti (Algeria, Libia, Nord Europa) e un maggiore utilizzo della capacità di rigassificazione esistente (terminali di rigassificazione al largo di Rovigo, Panigaglia e il recente terminale offshore al largo della costa toscana). Se dovesse esservi una riduzione di lungo periodo, andrebbe monitorato attentamente il programma di riempimento degli stoccaggi italiani durante l'estate per consentirne l'uso nell'inverno prossimo.
  Più in prospettiva, per continuare a migliorare la nostra sicurezza ed indipendenza di approvvigionamento, come stabilito dalla SEN, è necessario intervenire su:

  efficienza energetica e fonti rinnovabili. L'efficienza energetica è la prima priorità di intervento, dal momento che essa contribuisce contemporaneamente al raggiungimento di tutti gli obiettivi di politica energetica nazionale. L'efficienza energetica ha, infatti, il pregio di essere lo strumento più economico per l'abbattimento delle emissioni, con un ritorno sugli investimenti positivo per il Paese, di generare domanda in un mercato dove sono attive molte imprese italiane, di accrescere la sicurezza energetica e di ridurre il deficit della bilancia commerciale. L'Unione europea ha evidenziato la necessità di aumentare l'efficienza energetica in modo da raggiungere l'obiettivo di una riduzione dei consumi di energia primaria del 20 per cento entro il 2020, rispetto agli scenari di previsione dei consumi per il Pag. 2152020. A brevissimo, il Governo approverà lo schema di decreto di attuazione della direttiva in materia e lo trasmetterà alle Commissioni parlamentari per il previsto parere. Con l'occasione, non solo si rafforzeranno gli strumenti di incentivazione, ma si introdurranno dei criteri per orientare la regolazione dei mercati e dei settori regolati in senso sempre più attento all'efficienza complessiva del sistema. Relativamente alle fonti rinnovabili, la SEN si propone di raggiungere al 2020 il 19-20 per cento dei consumi finali lordi (rispetto all'obiettivo europeo del 17 per cento), pari a 23-24 MTEP di energia finale l'anno. Nel settore elettrico, l'obiettivo è di sviluppare le rinnovabili fino al 34-38 per cento dei consumi finali (e potenzialmente oltre) al 2020, pari a circa 120-130 TWh/anno o 10-11 MTEP. Con tale contributo, la produzione rinnovabile diventerà la prima componente del mix di generazione elettrica in Italia, al pari del gas, riducendo quindi la dipendenza italiana da tale fonte, con vantaggi in termini di sicurezza. L'Italia ha inoltrato a inizio anno a Bruxelles il rapporto che riporta i risultati finora conseguiti: da esso si evince che a fine 2012 la quota di consumi energetici totali coperti da rinnovabili ammonta al 13,5 per cento, a fronte di una milestone 2012 del 9,86 per cento.

  sviluppare nuova capacità di stoccaggio: occorre proseguire sia i lavori di realizzazione delle capacità già autorizzate, sia gli iter autorizzativi in corso per ampliare i programmi dei giacimenti esistenti e per convertire in stoccaggio altri giacimenti; Per l'analisi delle necessità di stoccaggio da parte del sistema, occorre distinguere le necessità di punta (cioè la portata massima giornaliera che può essere erogata per un certo numero di giorni) da quelle di spazio da riempire. Per quanto riguarda poi le necessità di punta, le iniziative in corso di realizzazione di stoccaggi, ove tutte realizzate, appaiono sufficienti a garantire le necessità di punta sulla base delle analisi condotte nella SEN (incremento di circa 75 milioni mc/giorno di ulteriore capacità di erogazione alla punta). Per lo sviluppo delle ulteriori nuove capacità di punta di stoccaggio nei giacimenti sarà nei prossimi mesi adottato il DPCM, previsto dall'articolo 3 del decreto legislativo n. 93 del 2011 che individuerà, secondo gli indirizzi della SEN, i criteri per consentire la realizzazione di tali infrastrutture, garantendo ad esse un percorso autorizzatorio semplificato, certezza dei tempi, e un sistema regolatorio incentivante.

  realizzare nuove infrastrutture strategiche di rigassificazione: relativamente allo scenario e agli indirizzi previsti nella SEN, è entrato in funzione nel dicembre 2013 il nuovo terminale di rigassificazione della soc. OLT al largo della costa toscana, con una capacità di import di 3,7 miliardi di metri cubi all'anno. Con esso la capacità di rigassificazione italiana è salita a circa 14 miliardi di metri cubi all'anno. Anche alla luce delle recenti situazioni di instabilità che hanno coinvolto nell'ultimo periodo i tradizionali fornitori via gasdotto e con contratti di lungo termine, in particolare in Libia, dove l'export di gas e greggio incontra ancora difficoltà, e con le attuali tensioni sul transito in Ucraina del gas verso l'Italia e l'Europa, rimane quanto mai valida l'esigenza di diversificare sempre di più le fonti e le rotte di approvvigionamento di gas, in particolare riguardo al GNL che presenta la possibilità di fare ricorso nei prossimi anni a un mercato globale sempre in espansione per lo sviluppo dello shale gas in USA e anche in altri Paesi (Canada). Resta perciò ancora valido lo schema delle infrastrutture strategiche delineato nella SEN per il GNL, con la scelta di incentivare ancora la realizzazione di ulteriore capacità di rigassificazione;

  realizzare nuovi gasdotti internazionali: possiamo ora contare in prospettiva dell'arrivo del gas azero in Italia, avendo avuto successo il progetto TAP che porterà in una prima fase 10 miliardi di mc verso l'Europa, gran parte dei quali fino in Italia, con previsione di arrivo del gas azero nella rete italiana nel 2019. Esso contribuirà alla diversificazione delle fonti Pag. 216e aumenterà la liquidità del mercato nazionale e permetterà di accrescere il ruolo dell'Italia come paese anche di transito delle rotte del gas, con benefici in termini di sicurezza degli approvvigionamenti e di competitività dei prezzi.

  aumentare la produzione di idrocarburi nazionali: sul fronte della sicurezza energetica un ruolo importante deve svolgere anche la produzione nazionale di idrocarburi. Per questo, la SEN prevede di valorizzare secondo criteri sostenibili le significative risorse del nostro sottosuolo, principalmente gas naturale, la cui produzione nazionale ha coperto, nel 2013, circa l'11,0 per cento della domanda, per riportare entro il 2020 la produzione interna di idrocarburi ai livelli degli anni ’90; ciò comporterà una sensibile riduzione della bolletta energetica italiana di circa 5 miliardi di euro/anno. La realizzazione di questo obiettivo produrrà i suoi effetti su ciascuna delle 4 priorità individuate dalla SEN e non implicherà il ricorso ad alcuna forma di incentivazione pubblica.

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ALLEGATO 3

5-02476 Benamati: Tutela del patrimonio tecnologico e industriale dell'azienda FAAC.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il Gruppo FAAC, creato da Giuseppe Manini nel 1965 a Zola Predosa, attraverso lo sviluppo conseguito in quasi 50 anni di storia e le numerose acquisizioni, costituisce oggi una multinazionale europea di primo piano nella produzione dei cancelli automatici.
  Il Gruppo FAAC è formato da 30 aziende commerciali in 24 paesi con 1.800 dipendenti nel mondo su 16 stabilimenti di produzione e 32 filiali.
  Sulla base di quanto comunicato dal Ministero della Giustizia, la controversia giudiziaria citata dagli interroganti è incardinata presso il Tribunale di Bologna e riguarda l'impugnativa del testamento di Michelangelo Manini, proprietario della Faac, deceduto a Bologna nel 2012. Essa non riverbera i suoi effetti direttamente sulla gestione ordinaria e straordinaria della FAAC Spa in quanto il sequestro ha ad oggetto unicamente il patrimonio dell’«eredità Michelangelo Manini», nel cui compendio rientra un pacchetto azionario FAAC pari al 66 per cento delle azioni, mentre la FAAC non è sottoposta a sequestro giudiziario.
  Il custode nominato dal tribunale svolge il proprio compito sotto le direttive e le istruzioni rese dal Giudice istruttore e previa autorizzazione di quest'ultimo per qualunque atto eccedente l'ordinaria amministrazione, senza ingerirsi nell'attività aziendale che rimane di competenza degli amministratori della società.
  Le «soluzioni alternative» alla custodia, di cui vi è cenno nell'interrogazione, non sono state accolte dal giudice istruttore in quanto il rimedio cautelare adeguato e specifico per tutelare le posizioni giuridiche soggettive nell'ambito di controversie relative alla proprietà o al possesso di beni immobili è il sequestro giudiziario.
  Con riferimento alle notizie pervenute dal Ministero della Giustizia, e fornite dal Presidente del Tribunale di Bologna, il procedimento – iniziato nel settembre 2012 ed a cui sono state riunite per connessione altre quattro cause – viene trattato con celerità: sono state celebrate dal giudice istruttore ben 26 udienze dal settembre 2012 al gennaio 2014. Inoltre il collegio ha tenuto in sede cautelare tre udienze per decidere su altrettanti reclami proposti.
  Quanto ai tempi della controversia, la complessità della materia e la rilevanza economica del compendio ereditario impongono l'espletamento di tutte le attività istruttorie necessarie, ivi compresa una consulenza tecnica grafologica d'ufficio, affidata ad un collegio di tre periti, che dovrà esaminare quattro schede testamentarie, con termine per il deposito della relazione sino 20 settembre 2014. Successivamente a tale data sono state calendarizzate ulteriori tre udienze (24 settembre, 18 novembre e 3 dicembre 2014), oltre all'udienza di precisazione delle conclusioni (26 febbraio 2015).
  Preso atto dell'informativa pervenuta dalla citata Amministrazione, si informa che ad oggi il Ministero dello Sviluppo non è Pag. 218stato sollecitato da nessuna delle parti interessate ad attivare un tavolo di confronto.
  Nel prendere atto della delicata situazione illustrata dall'Onorevole interrogante, si assicura che il Ministero seguirà con grande attenzione l'evolversi della vicenda della FAAC al fine di verificare le possibili iniziative per salvaguardare la realtà produttiva e occupazionale dell'azienda.