CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 17 luglio 2013
57.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Agricoltura (XIII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Interrogazione n. 5-00001 Faenzi: Sull'utilizzo non dichiarato in etichetta di carne di cavallo nei prodotti alimentari.

TESTO DELLA RISPOSTA

  L'interrogazione proposta dall'onorevole Faenzi è riferita al ritrovamento di carne equina, non dichiarata, in alcuni prodotti carnei.
  In seguito a tale fatto, sono stati tempestivamente intensificati i controlli di rintracciabilità mediante l'attivazione di un programma straordinario attuato dal Comando carabinieri politiche agricole e alimentari (NAC), allo scopo di accertare la conformità delle carni fresche e dei prodotti a base di carne ai relativi disciplinari di produzione, nonché la natura e l'origine delle carni utilizzate, ivi compresa l'eventuale presenza, nei prodotti trasformati, di carni di specie diverse da quelle dichiarate in etichetta.
  Da quanto emerso dalle verifiche eseguite, l'episodio in questione appare riconducibile ad un fenomeno di contraffazione agroalimentare su scala nazionale e comunitaria che, dal punto di vista della sicurezza alimentare, non rappresenta un pericolo per i consumatori.
  Infatti, i risultati dei test condotti dalle competenti autorità degli Stati membri nell'ambito del piano di controlli proposto dalla Commissione europea (intrapreso lo scorso febbraio) hanno confermato che l'avvenimento, lungi dal riguardare la sicurezza alimentare, raffigura piuttosto una fattispecie di etichettatura fraudolenta.
  Tuttavia, al fine di evitare analoghi casi futuri, la Commissione europea presenterà nei prossimi mesi una revisione della normativa comunitaria (pacchetto sulla salute animale e vegetale) per rafforzare i controlli lungo tutta la catena alimentare e per poter applicare le idonee sanzioni finanziarie agli autori di tale tipologia di frode alimentare.
  Per quanto riguarda l'obbligo di tracciabilità, devo far presente che viene assolto attraverso la documentazione annessa ai prodotti importati e agli elementi identificativi riportati sull'imballaggio dei prodotti stessi.
  A breve, diventerà obbligatoria anche l’«etichetta trasparente» che permetterà di identificare l'origine degli alimenti.
  Riguardo all'anagrafe degli equidi, segnalo che era già contemplata dal nostro ordinamento e che attraverso le linee guida di cui al decreto ministeriale 29 dicembre 2009, in coerenza con il regolamento (CE) n. 504/2008, è stato disposto che tutti gli equidi debbano essere identificati mediante l'applicazione di un dispositivo elettronico, detto trasponder, e dotati di un documento di identificazione e cioè di un vero e proprio «passaporto» collegato al singolo trasponder.
  I responsabili del funzionamento del sistema sono, ciascuno per le proprie competenze, le associazioni nazionali allevatori di razza e, per i cavalli non iscritti in libri genealogici ufficialmente riconosciuti, l'Associazione italiana allevatori e le sue strutture periferiche.
  Per quanto riguarda gli equidi iscritti nei libri genealogici, le competenze sono state svolte da ASSI fino alla sua avvenuta soppressione con il decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, che ha disposto la ripartizione delle relative funzioni e dotazioni tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l'Agenzia delle Pag. 248dogane e, pertanto, attraverso i provvedimenti attuativi conseguenti le attribuzioni in materia sono transitate a livello di amministrazione centrale.
  Ciò detto, al fine di garantire il consumatore finale sulla salubrità dei prodotti derivati dagli equidi, si provvede all'identificazione degli equidi, all'inoculazione del trasponder, al rilascio del passaporto e alla registrazione dell'equide nonché di ogni altro avvenimento che lo riguarda (compravendita, morte, furto, eccetera) in un'apposita Banca dati equidi (BDE) ove è indicata, accanto alla destinazione finale, anche se trattasi di equide diretto alla produzione di alimenti per il consumo umano (DPA) o meno (non DPA).
  In tal modo, le aziende sanitarie locali (ASL) hanno la possibilità di pianificare l'attività di vigilanza anche in considerazione della presenza o meno in un'azienda di equidi DPA, mentre i mattatoi, prima di macellare un equide e introdurne le carni nella catena alimentare, verificano, con collegamento diretto alla banca dati, che l'equide sia registrato e destinato al consumo umano.
  Ricordo inoltre che il Ministero della salute (autorità competente per la sicurezza sulle importazioni di merci di interesse sanitario), a seguito dell'emergenza sanitaria paventata a seguito dell'utilizzo fraudolento di carne equina, ha emanato un'ordinanza in materia di identificazione sanitaria degli equidi. Si tratta di un provvedimento che, oltre ad escludere dall'alimentazione umana tutti gli equidi per i quali siano accertate incongruenze rispetto all'identificazione, impone ai servizi veterinari di identificare quelli di età superiore ai 12 mesi non ancora identificati nonché di rettificare, nella Banca dati nazionale (BDN) dell'anagrafe zootecnica, le informazioni recuperate dalla BDE (ove non coerenti con la situazione reale riscontrata in fase di controllo).
  Riguardo alle iniziative da intraprendere per sospendere le importazioni di cavalli vivi e carni equine, ferme restando le diverse disposizioni al riguardo a seconda della provenienza da Paesi terzi ovvero comunitari, evidenzio che il nostro Paese, per rendere più efficaci i controlli, fin dal 1993 si è dotato di particolari uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (unici nel panorama europeo) che, attraverso specifiche disposizioni e sistemi informativi nazionali, garantiscono le attività di controllo veterinario sugli animali e i prodotti di origine animale di provenienza comunitaria nonché la loro tracciabilità.
  In ogni caso, le attività di controllo poste in essere in Italia sono predisposte nel solco delle disposizioni comunitarie e, pertanto, non possono dar luogo a provvedimenti unilaterali in contrasto con i Trattati europei e la relativa normativa settoriale.

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ALLEGATO 2

Interrogazione n. 5-00321 Fanucci: Sui ritardi nei pagamenti in favore degli operatori del settore ippico.

TESTO DELLA RISPOSTA

  In merito al pagamento delle spettanze agli operatori ippici e alle società di corse, vorrei anzitutto precisare che, lo scorso 25 marzo, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali pro tempore aveva già trasmesso al Ministro dell'economia e delle finanze lo schema di decreto per semplificare e velocizzare i pagamenti dei premi, che non è stato controfirmato per l'intervenuta crisi di Governo.
  Ciò premesso, riguardo ai 17,5 milioni di euro provenienti dal prelievo erariale unico di cui all'articolo 30-bis del decreto-legge n. 185 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2009, per gli anni 2011 e 2012, evidenzio che il decreto di assegnazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di euro 9.236.064, relativi all'extragettito 2011 sul 2008, è in corso di registrazione presso la Corte dei conti in seguito alla quale si procederà al pagamento dei premi 2012.
  Inoltre, nell'ambito del disegno di legge di assestamento di bilancio per il 2013, è stato previsto lo stanziamento di euro 7.464.482, relativo all'extragettito 2012 sul 2008. Si tratta di fondi che saranno disponibili, sempre per il pagamento dei premi 2012, dopo l'approvazione del suddetto disegno di legge prevista per il prossimo mese di ottobre.
  Nel complesso le somme attualmente rese disponibili dal Ministero dell'economia e delle finanze ammontano a 16,7 milioni di euro.
  Ad ulteriore incremento di tali risorse, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è in attesa di ricevere dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (ora incorporata nell'Agenzia delle dogane e dei monopoli), a titolo di rimborsi SOGEI, 7 milioni di euro che, nelle prossime settimane, dovrebbero essere versate sui conti correnti dell'ex ASSI.
  In ogni caso, il Governo si sta adoperando per garantire la normalizzazione dei pagamenti dei premi entro 60 giorni per i restanti mesi del 2013.
  Infatti, ferma restando l'opportunità di un rapido intervento parlamentare per il riordino del settore e per la risoluzione delle problematiche emerse in fase applicativa della riforma di spending review, i Ministri De Girolamo e Saccomanni hanno sottoscritto un decreto interministeriale, ora all'esame degli organi di controllo, per la definizione delle procedure di spesa per i premi ippici.
  Tale provvedimento consentirà di procedere ai pagamenti direttamente dai conti correnti dell'ex ASSI, con sensibili miglioramenti dei tempi di liquidazione.
  Vorrei far presente che, anche con la procedura attuale, abbiamo provveduto al pagamento dei premi, per lo scorso mese di gennaio, a favore di 2.357 beneficiari senza partita IVA e favore di 2.304 beneficiari per lo scorso mese di febbraio (oltre il 90 per cento degli aventi diritto).
  Più complessa è la procedura per i beneficiari con partita IVA che, seppure in numero limitato (88 per il trotto e 56 per il galoppo), spesso vantano premi unitari elevati. Per il mese di gennaio, i premi sono all'esame dell'Ufficio centrale di bilancio presso il Ministero delle politiche Pag. 250agricole alimentari e forestali (ufficio che fa capo al Ministero dell'economia e delle finanze) e si auspica un imminente sblocco, mentre per i premi di febbraio sono ancora in corso di acquisizione le fatture dagli operatori.
  La situazione, quindi, si sta normalizzando e l'entrata in vigore delle nuove procedure di cui al citato decreto interministeriale renderanno presto possibile il raggiungimento dell'obiettivo dei pagamenti a 60 giorni.

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ALLEGATO 3

Risoluzioni n. 7-00050 Carra e n. 7-00062 Caon: Interventi per la crisi del comparto agricolo lombardo a seguito delle avversità atmosferiche del periodo inverno-primavera 2013.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

  La XIII Commissione,
   premesso che:
    eventi climatici eccezionali, in particolare dal 2012 ad oggi, hanno duramente colpito numerose aree del territorio nazionale, per le quali sono in corso le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità;
    si tratta di eventi la cui frequenza e gravità richiede ormai un diverso approccio dell'intervento pubblico, impostato in termini di programmazione strutturale;
    particolarmente gravi sono risultate le condizioni climatiche verificatesi nella regione Lombardia nel periodo inverno-primavera 2013, che hanno determinato una situazione di grave danno per il settore agricolo;
    le continue precipitazioni stanno mettendo in ginocchio l'agricoltura di tutto il nord Italia, con danni già stimati dalle associazioni di categoria nell'ordine di centinaia di milioni di euro, e in particolare della Lombardia, già colpita dalla siccità dell'estate 2012;
    il perdurare dei fenomeni piovosi ha impedito il normale svolgersi delle operazioni colturali e, inoltre, ha provocato danni sulle colture in essere con particolare riferimento a: barbabietola, mais, frumento, orzo, triticale, pomodoro, patata, colture foraggere, alpeggi, colture orticole, frutteti e vigneti, riso, apicoltura;
    sono stimate perdite generalizzate sui raccolti che avranno gravi ripercussioni anche sul comparto zootecnico, agro meccanico e dei contoterzisti;
    la regione Lombardia produce il 40 per cento del latte italiano e la mancata raccolta dei foraggi che alimentano i bovini da latte peserà enormemente sui costi della produzione del latte;
    oltre al versante produttivo si registrano danni anche alle strutture e alle infrastrutture agricole, con particolare riferimento a quelle relative ai consorzi di bonifica;
    la regione Lombardia il 7 giugno 2013 ha deliberato la «Dichiarazione dello stato di crisi per l'agricoltura lombarda a seguito di piogge intense e persistenti del periodo inverno/primavera 2013 e contestuale richiesta al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del riconoscimento dello stato di calamità naturale sul territorio lombardo»;
    inoltre, il 13 luglio scorso, su un'ampia porzione di territorio lombardo tra le province di Brescia, Cremona e Mantova, si è abbattuta una tempesta di grandine, pioggia e vento, che ha distrutto coltivazioni e strutture adibite all'attività agricola;
    sarebbe opportuno pervenire per le aziende che sono gravate dalla crisi:
     a) alla sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e dei lavoratore dipendenti; Pag. 252
     b) al differimento del termine per gli adempimenti degli obblighi tributari;
     c) alla sospensione per sei mesi del pagamento delle rate e degli effetti del credito agrario,

impegna il Governo

ad attivare ogni necessaria e possibile iniziativa per alleviare la situazione di grave crisi del comparto agricolo lombardo anche mediante:
   la predisposizione urgente del decreto che riconosca la pubblica calamità, al fine di provvedere al ristoro economico dei danni a valere sul fondo di solidarietà nazionale nonché l'impegno a finanziare adeguatamente gli interventi utili a sostegno degli agricoltori lombardi;
   l'intervento nei confronti degli organi europei competenti, affinché gli eventi descritti siano riconosciuti come riconducibili a «forza maggiore e circostanze eccezionali», ai sensi dell'articolo 31 del regolamento (CE) n. 73/2009, e dell'articolo 75 del regolamento (CE) n. 1122/09, onde consentire l'attivazione delle procedure che permettano ai produttori di mantenere il diritto agli aiuti.
(8-00006) «Carra, Caon, Franco Bordo, Romele, Sani, Cova, Guidesi, Tentori, Ferrari, Cenni, Venittelli, Mongiello, Cinzia Maria Fontana».