CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 3 luglio 2013
48.
XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Ambiente, territorio e lavori pubblici (VIII)
ALLEGATO

ALLEGATO 1

Programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 e relativi allegati. (COM(2012)629 final).

Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o gennaio 2013-30 giugno 2014. (17426/12).

Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2013. Doc. LXXXVII-bis, n. 1.

PROPOSTA DI PARERE

  La VIII Commissione Ambiente,
   esaminati il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 e relativi allegati (COM(2012)629 final), il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o gennaio 2013-30 giugno 2014 (17426/12) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2013 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1).;
   rilevato che:
    la crisi economica vissuta negli ultimi anni dall'Europa ha evidenziato la necessità di rafforzare l'Europa e le sue Istituzioni;
    l'Italia ha mantenuto tutti gli impegni relativi al consolidamento del proprio bilancio nazionale;
    la prosecuzione di una politica di bilancio basata esclusivamente sull'austerità non è in grado di assicurare lo sviluppo e aggraverebbe l'attuale recessione: ad essa vanno immediatamente associate politiche volte a creare crescita sostenibile e occupazione;
    preso atto positivamente dei significativi risultati ottenuti dall'Italia nel Consiglio europeo di Bruxelles, che, da u lato, ha proceduto all'abrogazione della procedura di disavanzo eccessivo per l'Italia e, dall'altro, nell'ambito di un più ampio accordo per il rilancio dell'economia europea, ha avviato un percorso concreto in direzione dell'Unione bancaria e, soprattutto, ha sbloccato i fondi Ue per l'occupazione giovanile, triplicando quasi i soldi che spetteranno all'Italia;
    giudicato essenziale che il Governo prosegua, sotto l'impulso e l'indirizzo del Parlamento, nel proprio impegno diretto a sostenere e a promuovere iniziative europee per lo sviluppo, la crescita e l'occupazione, nonché a favorire un processo riformatore, attraverso opportune modifiche dei Trattati europei, al fine di perseguire coerentemente l'obiettivo strategico della costruzione degli Stati uniti d'Europa;
    giudicato parimenti essenziale che il Governo prosegua, sotto l'impulso e l'indirizzo del Parlamento, nel proprio impegno diretto a sostenere, sul piano della legittimità democratica dei processi decisionali dell'UEM, un maggiore coinvolgimento del Parlamento europeo nelle decisioni a livello europeo, nonché una piena attuazione delle disposizioni del Trattato di Lisbona sul ruolo dei Parlamenti nazionali, nella consapevolezza che importanti progressi in questo ambito sono già stati conseguiti con l'entrata in vigore della legge n. 234 del 2012;Pag. 69
    sottolineata l'importanza delle proposte della Commissione europea, attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio, dirette a modificare la normativa europea sugli appalti pubblici, che comprendono una proposta di direttiva sugli appalti nei cosiddetti «settori speciali», cioè acqua, energia, trasporti e servizi postali, una proposta di direttiva sugli appalti pubblici e una proposta di direttiva sull'aggiudicazione dei contratti di concessione;
    ricordato che su tali proposte di direttive europee l'VIII Commissione si è pronunciata con due documenti, approvati il 28 novembre e il 12 dicembre 2012, che sono capaci di incidere in maniera rilevante sulla disciplina in materia di appalti e di concessioni; rilevato, peraltro, che ai fini predisposizione della nuova normativa europea in materia è attualmente in corso – come sopra accennato – un negoziato tra le istituzioni europee nell'ambito dei cosiddetti «triloghi», vale a dire in una sede informale che non garantisce una necessaria e completa trasparenza in merito alla definizione, in sede di negoziato, dei punti specifici dell'accordo complessivo;
    valutato molto positivamente, infine, il fatto che fra gli obiettivi strategici e i filoni principali d'intervento della politica europea, come evidenziati sia nel programma di lavoro della Commissione europea che in quello del Consiglio, figurano la prosecuzione dell'impegno a lungo termine per la lotta ai cambiamenti climatici e la progressiva costruzione di un'economia europea a basse emissioni di carbonio, nella quale l'uso migliore delle risorse rappresenti la base fondamentale, non solo per ridurre i danni ambientali, ma, anche, per aumentare la competitività dell'economia (promuovendo crescita e nuova occupazione), riducendo i costi per le imprese, determinando una diminuzione delle emissioni di gas serra e delle bollette energetiche e promuovendo la creazione di nuove possibilità di innovazione e di investimento;
   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) mantenga il Governo l'impegno preannunciato a sostegno del completamento del sistema di governance economica europea con particolare riferimento alla costruzione di un'autentica Unione economica e monetaria e alla definizione di politiche volte a creare crescita sostenibile e occupazione;
   b) si adoperi il Governo a sostegno del pieno dispiegamento di un processo riformatore che, attraverso opportune modifiche dei Trattati europei, conduca alla realizzazione di una vera unione politica del continente in senso federale, sostenendo, in pari tempo, un maggiore coinvolgimento del Parlamento europeo nelle decisioni a livello europeo, nonché una piena attuazione delle disposizioni del Trattato di Lisbona sul ruolo dei Parlamenti nazionali;
   c) operi il Governo, in un rapporto stretto con le due Camere, per una rapida approvazione definitiva della legge di delegazione europea e della legge europea per il 2013, anche al fine di dare avvio ad una rinnovata fase di impegno dell'Italia per il corretto e puntuale adempimento degli obblighi europei e la conseguente riduzione delle infrazioni a carico dell'Italia, fra le quali l'ambiente (e, in misura minore, anche gli appalti) tradizionalmente vanta un poco invidiabile primato;
   d) persegua il Governo l'obiettivo di giungere rapidamente all'approvazione definitiva delle proposte della Commissione europea in materia di appalti pubblici, attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio, facendosi carico di informare in modo completo e tempestivo il Parlamento, prima della loro approvazione definitiva, in ordine ai contenuti e all'evoluzione del negoziato in corso sulle Pag. 70tali proposte di direttive; in tale ambito, il Governo operi in particolare affinché:
    d.1) tutte le proposte in discussione (sugli appalti e sulle concessioni) siano varate contestualmente, anche al fine di evitare uno sfasamento temporale nella loro entrata in vigore che potrebbe vanificare l'obiettivo perseguito dalla Commissione europea di creare un mercato europeo nel settore degli appalti e delle concessioni;
    d.2) il recepimento delle nuove direttive europee sia tradotto in ambito nazionale, in un rapporto stretto di collaborazione fra Governo e Commissioni competenti per materia, in un'iniziativa diretta a consolidare e a semplificare il corpus normativo della materia, evitando duplicazioni e sovrapposizioni, in modo da garantire maggiore chiarezza e certezza del diritto, anche al fine di prevenire e ridurre il contenzioso in materia;
    d.3) la nuova normativa europea nei cosiddetti «settori speciali», fra i quali rientra anche quella relativo alla gestione del servizio idrico integrato, garantisca pienamente la possibilità di un intervento normativo urgente e organico in ambito nazionale capace di tradurre le risultanze del referendum popolare del 2011 in un coerente quadro normativo e in una rinnovata azione politica volta a rafforzare gli strumenti per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio idrico, per una gestione efficiente, efficace ed economicamente sostenibile della risorsa acqua, per la tutela del fondamentale diritto di accesso al bene pubblico acqua;
    d.4) l'approvazione definitiva della nuova disciplina europea in materia di appalti sia pienamente compatibile con il mantenimento in ambito nazionale delle recenti normative in tema di partenariato-pubblico-pubblico, anche al fine di conseguire una maggiore uniformità applicativa fra tutti gli Stati membri, nonché un maggior livello di certezza per le amministrazioni che intendono utilizzare tali forme di cooperazione.
    d.5) le concessioni d'uso di beni demaniali, a partire da quelle demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo e da quelle relative alla gestione delle risorse idriche, siano espressamente ritenute escluse dal campo di applicazione della futura direttiva europea in materia di concessioni;
    d.6) nell'ambito della nuova disciplina europea in materia e delle decisioni assunte e da assumere in sede europea sul nuovo assetto delle reti di trasporto trans-europee (reti TEN-T): sia possibile fare ricorso alla cosiddetta alla golden rule, sia consentita, cioè, la possibilità di non far gravare sugli investimenti infrastrutturali di rilievo comunitario i vincoli di Maastricht, in particolare evitando che i fondi per la realizzazione di tali opere incidano sulla determinazione dell'ammontare del debito pubblico; sia sostenuta e implementata l'iniziativa pilota assunta dalla Commissione europea per quanto riguarda l'utilizzazione dei cosiddetti project bonds, vale a dire di obbligazioni emesse da soggetti privati per il finanziamento a debito di infrastrutture di trasporto di particolare rilevanza strategica rientranti nelle reti TEN-T;
   e) operi il Governo, anche cogliendo l'occasione della accelerazione della competizione a livello globale, per promuovere e sostenere un impegno forte dell'Unione europea, da tradursi nell'adozione di politiche coerenti ed organiche per procedere più intensamente alla conversione delle economie europee in termini Green economy, fattore che può rivelarsi decisivo anche ai fini della ripresa economica e dell'aumento dell'occupazione; in tale ambito, operi il Governo affinché:
    e.1) siano varati, il più presto possibile, da un lato, il programma Life 2014-2020, vale a dire lo specifico strumento finanziario della UE in materia di politica ambientale che prevede la destinazione di 3 miliardi di euro alla politica ambientale ed incoraggia gli investimenti nell'economia verde e, dall'altro, il Settimo programma di azione per l'ambiente, sul Pag. 71quale il Consiglio, la Commissione europea e il Parlamento hanno raggiunto un accordo lo scorso 20 giugno 2013;
    e.2) nella definizione del Quadro Finanziario Poliennale (QFP) per il periodo 2014-2020, siano stabilite quote di fondi specificamente destinate al finanziamento delle politiche ambientali, ivi compresa l'individuazione di adeguate risorse da destinare alla realizzazione di interventi per la difesa del suolo e la messa in sicurezza del territorio.
    e.3) sia elaborata una nuova disciplina europea finalizzata al contenimento del consumo del suolo, anche non agricolo, verificando in questo ambito la possibilità di introdurre disincentivi e incentivi che tendano, da un lato, a scoraggiare il cambio di destinazione d'uso dei suoli agricoli finalizzato ad una indiscriminata produzione di biocarburanti e di bioliquidi e, dall'altro, a ridurre il consumo di nuovo suolo su aree esterne a quelle già urbanizzate ed a premiare la riqualificazione statica e energetica del patrimonio edilizio esistente;
    e.4) siano implementate le azioni e le iniziative, anche in ambito normativo, a partire da una revisione della disciplina europea sui rifiuti capace di rafforzare la filiera industriale del riciclo e la costruzione di nuovi mercati delle materie prime seconde, che costituiscano anche la base per perseguire in modo graduale l'obiettivo strategico dell'eliminazione del concetto di «rifiuto» e degli sprechi nella produzione e nel consumo;
    e.5) si promuovano interventi che favoriscano la sostenibilità energetico-ambientale e la sicurezza sismica dei programmi edilizi, che incentivino la costruzione di immobili sicuri e improntati a criteri di risparmio energetico e l'utilizzo di materiali di costruzione ecologici con ridotto impatto ambientale (c.d. bioedilizia), sostenendo altresì interventi orientati all'efficienza e al risparmio energetico in tutti gli usi civili e abitativi, nonché alla messa in sicurezza degli edifici dal rischio di catastrofi naturali;
    e.6) sia mantenuto alto l'impegno dell'Unione europea per la piena attuazione del «pacchetto clima-energia» e per il consolidamento della leadership europea in ambito internazionale, nonché per la definizione, per il periodo oltre il 2020, di obiettivi stringenti delle politiche europee in materia di energia e clima, capaci di tenere insieme, in un quadro di reciproco sostegno e rafforzamento, le finalità strategiche della riduzione delle emissioni di gas serra, dell'aumento della quota delle fonti di energia rinnovabili e del risparmio energetico;
    e.7) siano definiti, al più presto, strumenti normativi di contabilizzazione dei cosiddetti servizi ecosistemici, anche al fine della emanazione di specifici programmi di finanziamento delle iniziative a favore dei soggetti che tutelano i servizi ecosistemici utili per la società;
    e.8) sia progressivamente implementata un'azione di revisione della fiscalità generale, che sposti l'attenzione dal lavoro all'internalizzazione dei costi ambientali, attenuando la pressione o defiscalizzando le attività strategiche per la green economy;
    e.9) siano implementate le iniziative e gli strumenti, anche normativi, per il rafforzamento dei cosiddetti «appalti verdi» della pubblica amministrazione, da intendere anche come volano per lo sviluppo delle tecnologie e dei prodotti verdi.

Pag. 72

ALLEGATO 2

Programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 e relativi allegati. (COM(2012)629 final).

Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o gennaio 2013-30 giugno 2014. (17426/12).

Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2013. Doc. LXXXVII-bis, n. 1.

PROPOSTA ALTERNATIVA DI PARERE DEI DEPUTATI BUSTO ED ALTRI

  L'VIII Commissione,
   esaminati, per le parti di propria competenza, la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea del 2013 nonché il programma di lavoro della Commissione europea per il medesimo anno e il programma del Consiglio dell'UE per il periodo 1o gennaio 2013-30 giugno 2014 elaborato dalle future presidenze irlandese, lituana e greca;
   ricordato, preliminarmente, che la legge del 24 dicembre 2012, n. 234 recante «Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea» prevede, all'articolo 12, che entro il 31 dicembre di ogni anno il Governo presenti alle Camere una relazione che indichi: a) gli orientamenti e le priorità che il Governo intende perseguire nell'anno successivo con riferimento agli sviluppi del processo di integrazione europea, ai profili istituzionali e a ciascuna politica dell'Unione europea, tenendo anche conto delle indicazioni contenute nel programma legislativo e di lavoro annuale della Commissione europea e negli altri strumenti di programmazione legislativa e politica delle istituzioni dell'Unione stessa; b) gli orientamenti che il Governo ha assunto o intende assumere in merito a specifici progetti di atti normativi dell'Unione europea, a documenti di consultazione ovvero ad atti preordinati alla loro formazione, già presentati o la cui presentazione sia prevista per l'anno successivo nel programma legislativo e di lavoro della Commissione europea; c) le strategie di comunicazione e di formazione del Governo in merito all'attività dell'Unione europea e alla partecipazione italiana all'Unione europea;
  osservato che:
   lo scrutinio parlamentare sulle linee programmatiche del Governo in ambito Europeo è atto assolutamente centrale nella definizione delle iniziative e delle politiche realizzate dal Governo in sede europea ed è la garanzia che le stesse politiche siano saldamente radicate nelle istituzioni rappresentative della democrazia e rispondano a quei principi di pubblica informazione, trasparenza e sussidiarietà ai quali il Trattato di Lisbona dà esplicito spazio e rilevanza;
   le procedure di trattazione degli atti, nonostante la sostanziale tempestività di trasmissione al Parlamento da parte del Governo Monti (18 gennaio 2013), sono state interrotte dallo scioglimento delle Camere, ragion per cui l’iter di discussione e approvazione è stato rinnovato dal nuovo Governo;
   la Relazione programmatica del Governo relativa all'anno 2013, trasmessa il 5 giugno alla Presidenza della Camera è a firma del ministro degli Affari Europei, Pag. 73Enzo Moavero Milanesi, che senza soluzioni di continuità ha retto il dicastero anche nel governo Monti;
   il testo trasmesso dal Governo è il medesimo, nella sua letteralità, a quello della scorsa Legislatura;
   il Governo Letta ha quindi ritenuto di trasmettere nuovamente il medesimo documento senza apporvi alcuna modifica e integrazione, nonostante la limitata portata e la capacità di esprimere un incisivo indirizzo politico del documento trasmesso al Parlamento fosse stata riconosciuta esplicitamente. Il limitato orizzonte politico, il carattere «essenzialmente informativo ed orientativo» della Relazione programmatica è denunciato dallo stesso ministro Moavero Milanesi, che in qualità di Ministro del Governo Monti, nell'introduzione avvertiva: «(...) La presentazione della Relazione programmatica – giunta alla sua terza edizione – coincide quest'anno con la fine della legislatura, una circostanza che, inevitabilmente condiziona la natura e la portata di questo esercizio. Il Governo che sarà formato dopo le elezioni dovrà, infatti, valutare le scelte da compiere e le posizioni da assumere sulle principali questioni di rilievo per l'Unione e renderne conto al Parlamento. Per questa ragione la presente Relazione riveste un carattere essenzialmente informativo e di orientamento. Dunque, si astiene – per quanto possibile – dall'assumere impegno come soltanto un Governo e un Parlamento nel pieno esercizio delle loro funzioni potrebbero fare. (...)» [Estratto pag. 8, neretto aggiunto];
   all'esame dei documenti in questione – acclarata la mancanza di volontà del Governo di evidenziare, nell'ambito della Relazione Programmatica, l'indirizzo politico che ne caratterizzerà l'attività in ambito Europeo – si procede sul finire del primo semestre dell'anno in corso, quando il Programma di lavoro della Commissione europea risulta ormai attuato in misura significativa, o superato da successive decisioni politiche o normative delle istituzioni europee;
  considerato che:
   una Relazione programmatica in stile «notarile» se era legittima ed anzi auspicabile da parte di un governo di fine legislatura senza legittimazione popolare quale quello Monti, svilisce il ruolo del Parlamento e tradisce le finalità della legge del 24 dicembre 2012, n. 234, se riproposta, burocraticamente, dal Governo in carica ad inizio legislatura;
   il Ministro degli Affari Europei, benché sia lo stesso del Governo Monti, ha l'onere di aggiornare la relazione programmatica sulla base dell'indirizzo politico del nuovo Governo, così come egli stesso, in veste di Ministro di fine legislatura, riteneva doveroso;
   la relazione programmatica, per la sua rilevanza politica, per l'ampiezza dei temi trattati e l'intima connessione esistente tra le prospettive di prosperità del Paese e la realizzazione delle politiche fatte dall'Unione europea, non è ammissibile che non sia la più completa ed aggiornata rappresentazione degli intendimenti del Governo in carica;
  considerato altresì che:
   a contraltare delle criticità osservate, rispetto ad una Relazione programmatica anodina, si riconosce al Governo, per quanto realizzato fino ad oggi, la fattiva disponibilità a fornire al Parlamento le indicazioni in merito alle priorità e agli obiettivi della sua azione in Europa, come da ultimo fatto con l'informativa del 25 giugno u.s. del Presidente del Consiglio Enrico Letta e dallo stesso Ministro Moavero Milanesi in occasione dell'audizione delle Commissioni riunite per le Politiche dell'Unione europea del Senato e della Camera dei deputati del 28 maggio 2013;
   nelle politiche ambientali il metodo della programmazione è imprescindibile, posto che il perseguimento di risultati apprezzabili richiede un impegno coerente e continuativo nel medio e lungo termine che non può esaurirsi nella mera sommatoria di singole iniziative non coordinate;Pag. 74
   a tal fine il documento in discussione, per quanto riguarda la tematica ambientale, compie una sistematica ed utile ricognizione delle scadenze europee, dei dossier aperti relativi alla applicazione dei grandi trattati sull'ambiente, delle proposte di aggiornamento e formulazione di nuovi regolamenti e direttive comunitarie;
   in particolare si pone doverosamente in rilievo la circostanza che nel 2013 vi sarà la negoziazione del Settimo programma quadro di azioni per l'ambiente, documento strategico per la politica ambientale dei prossimi otto anni;
   dovrà esser data attenzione prioritaria alle questioni connesse ai cambiamenti climatici alla luce dei risultati della Conferenza di Doha;
   tra i temi di particolare rilievo non va dimenticata l'esigenza di riformare la legislazione dell'Unione europea in modo da imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, così come affermato nella «Risoluzione sul Libro verde sui servizi di interesse generale (COM (2003) 270 – 2003/2152(INI))» del 14 gennaio 2004, con la quale il Parlamento europeo ha espresso, tra l'altro, l'esigenza che, in ossequio al principio di sussidiarietà, venga riconosciuto il diritto degli enti locali e regionali di «autoprodurre» in modo autonomo servizi di interesse generale a condizione che l'operatore addetto alla gestione diretta non eserciti una concorrenza al di fuori del territorio interessato;
   il ricorso, nella lotta ai cambiamenti climatici, al meccanismo di scambio dei diritti di emissione di gas serra (ETS, emission trade system), presenta alcune evidenti criticità e, secondo alcuni studi l'efficacia teorica del sistema non è suffragata dalla bontà dei risultati, presumibilmente a causa di operazioni speculativi nel mercato dei diritti di emissione;
  vista;
   la dichiarata disponibilità, rinvenibile nella lettera di trasmissione del 5 giugno 2013, del Ministro per gli Affari Europei, a fornire ogni ulteriore elemento di valutazione agli organi parlamentari nel corso dell'esame della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea;
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti condizioni:
   1) il Governo si impegni a coordinare un generale aggiornamento, anche in forma di addenda, della Relazione programmatica da inviare tempestivamente all'attenzione del Parlamento in grado di delineare con chiarezza le priorità di azione e le discontinuità, ove esistenti, dall'indirizzo politico del Governo Monti;
   2) siano precisate le attività e l'indirizzo in tema ambientale che caratterizzeranno l'attività del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare, con particolare riguardo al reperimento delle risorse, strettamente connesse alle politiche comunitarie, per far fronte alle emergenze relative al dissesto idrogeologico, al ciclo dei rifiuti, le opere di bonifica dei siti inquinati;
   3) il Governo si impegni a promuovere e sostenere in tutte le sedi UE l'intervento finanziario diretto dell'Unione per concorrere alle operazioni di bonifica dei siti maggiormente inquinati;
   4) il Governo si impegni a sostenere e incentivare l'adozione delle migliori pratiche a livello dell'Unione europea per la gestione integrata dei rifiuti in grado di aumentarne progressivamente il riutilizzo e il riciclaggio in modo da ridurre significativamente la quota parte destinata a discarica e incenerimento;
   5) il Governo si impegni a sostenere ogni azione di politica in ambito europeo volta ad una significativa riduzione dei rifiuti prodotti, intervenendo per incentivare la progettazione sostenibile dei prodotti di consumo (eco-progettazione) capace di considerarne l'intero ciclo di vita;Pag. 75
   6) il Governo si impegni a sostenere l'adozione di schemi di etichettatura ambientale dei prodotti di consumo, nell'ambito della politica integrata dei prodotti, capaci di misurarne oggettivamente la sostenibilità, e ad adottare politiche di incentivazione e detrazione fiscale e di acquisto pubblico basate sulle linee guida già adottata in sede di elaborazione europea del Green Public Procurement (GPP);
   7) il Governo si impegni a promuovere interventi dell'Unione che favoriscano la sostenibilità energetico-ambientali dei programmi di trasformazione urbanistico-edilizia, che incentivino prioritariamente il riuso e la ristrutturazione degli edifici esistenti e la costruzione di nuovi immobili secondo criteri di risparmio energetico e l'utilizzo di materiali di costruzione ecologico con ridotto impatto ambientale (cd. bioedilizia, costruzioni passive), avendo cura di valutare detto impatto con riferimento all'intero ciclo di vita dei materiali impiegati;
   8) il Governo si impegni rinnovare gli sforzi affinché l'Unione europea solleciti gli altri Stati aventi maggiore responsabilità delle emissioni di gas serra ad assumere precisi impegni, comparabili a quelli di cui si è fatta carico l'Unione europea, per la riduzione delle emissioni stesse;
   9) il Governo si impegni a sostenere che le risorse significative nell'ambito del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo di coesione, nonché degli stanziamenti relativi ad interventi nel settore dei trasporti e dell'energia, siano finalizzate alla realizzazione di interventi di opere a tutela dell'ecosistema e per l'efficienza energetica;
   10) il Governo si impegni a sostenere, in ambito comunitario, l'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) Right2Water, sulla quale si è espresso favorevolmente lo stesso Commissario Europeo, Michel Barnier, e con cui si promuove l'adozione di una normativa che sancisca il diritto umano universale all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e per garantire l'erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti;

  e con le seguenti osservazioni:
   a) valuti il Governo la possibilità di sostenere in sede europea politiche di tassazione ambientale, che, in particolare, prevedano una componente aggiuntiva delle accise sui prodotti energetici che valorizzi l'impatto in termini di emissioni-serra del consumo di combustibili non rinnovabili e non già gravati dall’Emission trading system, assicurando l'utilizzo del maggior gettito della misura per finanziare l'alleggerimento degli oneri fiscali sui redditi da lavoro, in modo da implicare, almeno per consumatori di reddito basso e medio, la possibilità di aumentare il proprio reddito disponibile attraverso una rimodulazione dei consumi energetici;
   b) valuti il Governo la possibilità di intraprendere ogni iniziativa utile per realizzare l'obiettivo che, in riferimento alla «scarsità di risorse» necessarie a far fronte al dissesto idrogeologico, al rischio sismico ed alle emergenze ambientali in corso in Italia, sia possibile un allentamento del Patto di Stabilità per quegli interventi, a carattere ambientale, relativi alla prevenzione, mitigazione e ristoro del rischio idrogeologico e sismico e alla bonifica di aree inquinate;
   c) valuti il Governo l'opportunità di rivedere la strategia per la lotta ai cambiamenti climatici, puntando in modo preferenziale all'efficienza energetica ed alla riduzione della domanda dei beni e servizi più energivori e riducendo il ricorso alla leva del mercato, come nel caso dell’Emission trading system, che ha denotato evidenti limiti nonché il rischio paradossale di aumentare la dipendenza dai combustibili fossili.
«Busto, Daga, De Rosa, Mannino, Segoni, Terzoni, Tofalo, Zolezzi».

Pag. 76

ALLEGATO 3

Programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 e relativi allegati. (COM(2012)629 final).

Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o gennaio 2013-30 giugno 2014. (17426/12).

Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2013. Doc. LXXXVII-bis, n. 1.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

  La VIII Commissione Ambiente,
   esaminati il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2013 e relativi allegati (COM(2012)629 final), il Programma di diciotto mesi del Consiglio dell'Unione europea per il periodo 1o gennaio 2013-30 giugno 2014 (17426/12) e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2013 (Doc. LXXXVII-bis, n. 1).;
   rilevato che:
    la crisi economica vissuta negli ultimi anni dall'Europa ha evidenziato la necessità di rafforzare l'Europa e le sue Istituzioni;
    l'Italia ha mantenuto tutti gli impegni relativi al consolidamento del proprio bilancio nazionale;
    la prosecuzione di una politica di bilancio basata esclusivamente sull'austerità non è in grado di assicurare lo sviluppo e aggraverebbe l'attuale recessione: ad essa vanno immediatamente associate politiche volte a creare crescita sostenibile e occupazione;
    preso atto positivamente dei significativi risultati ottenuti dall'Italia nel Consiglio europeo di Bruxelles, che, da u lato, ha proceduto all'abrogazione della procedura di disavanzo eccessivo per l'Italia e, dall'altro, nell'ambito di un più ampio accordo per il rilancio dell'economia europea, ha avviato un percorso concreto in direzione dell'Unione bancaria e, soprattutto, ha sbloccato i fondi Ue per l'occupazione giovanile, triplicando quasi i soldi che spetteranno all'Italia;
    giudicato essenziale che il Governo prosegua, sotto l'impulso e l'indirizzo del Parlamento, nel proprio impegno diretto a sostenere e a promuovere iniziative europee per lo sviluppo, la crescita e l'occupazione, nonché a favorire un processo riformatore, attraverso opportune modifiche dei Trattati europei, al fine di perseguire coerentemente l'obiettivo strategico della costruzione degli Stati uniti d'Europa;
    giudicato parimenti essenziale che il Governo prosegua, sotto l'impulso e l'indirizzo del Parlamento, nel proprio impegno diretto a sostenere, sul piano della legittimità democratica dei processi decisionali dell'UEM, un maggiore coinvolgimento del Parlamento europeo nelle decisioni a livello europeo, nonché una piena attuazione delle disposizioni del Trattato di Lisbona sul ruolo dei Parlamenti nazionali, nella consapevolezza che importanti progressi in questo ambito sono già stati conseguiti con l'entrata in vigore della legge n. 234 del 2012;
    sottolineata l'importanza delle proposte della Commissione europea, attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio, dirette a modificare la normativa Pag. 77europea sugli appalti pubblici, che comprendono una proposta di direttiva sugli appalti nei cosiddetti «settori speciali», cioè acqua, energia, trasporti e servizi postali, una proposta di direttiva sugli appalti pubblici e una proposta di direttiva sull'aggiudicazione dei contratti di concessione;
    ricordato che su tali proposte di direttive europee l'VIII Commissione si è pronunciata con due documenti, approvati il 28 novembre e il 12 dicembre 2012, che sono capaci di incidere in maniera rilevante sulla disciplina in materia di appalti e di concessioni; rilevato, peraltro, che ai fini predisposizione della nuova normativa europea in materia è attualmente in corso – come sopra accennato – un negoziato tra le istituzioni europee nell'ambito dei cosiddetti «triloghi», vale a dire in una sede informale che non garantisce una necessaria e completa trasparenza in merito alla definizione, in sede di negoziato, dei punti specifici dell'accordo complessivo;
    valutato molto positivamente, infine, il fatto che fra gli obiettivi strategici e i filoni principali d'intervento della politica europea, come evidenziati sia nel programma di lavoro della Commissione europea che in quello del Consiglio, figurano la prosecuzione dell'impegno a lungo termine per la lotta ai cambiamenti climatici e la progressiva costruzione di un'economia europea a basse emissioni di carbonio, nella quale l'uso migliore delle risorse rappresenti la base fondamentale, non solo per ridurre i danni ambientali, ma, anche, per aumentare la competitività dell'economia (promuovendo crescita e nuova occupazione), riducendo i costi per le imprese, determinando una diminuzione delle emissioni di gas serra e delle bollette energetiche e promuovendo la creazione di nuove possibilità di innovazione e di investimento;

   esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) mantenga il Governo l'impegno preannunciato a sostegno del completamento del sistema di governance economica europea con particolare riferimento alla costruzione di un'autentica Unione economica e monetaria e alla definizione di politiche volte a creare crescita sostenibile e occupazione;
   b) si adoperi il Governo a sostegno del pieno dispiegamento di un processo riformatore che, attraverso opportune modifiche dei Trattati europei, conduca alla realizzazione di una vera unione politica del continente in senso federale, sostenendo, in pari tempo, un maggiore coinvolgimento del Parlamento europeo nelle decisioni a livello europeo, nonché una piena attuazione delle disposizioni del Trattato di Lisbona sul ruolo dei Parlamenti nazionali;
   c) operi il Governo, in un rapporto stretto con le due Camere, per una rapida approvazione definitiva della legge di delegazione europea e della legge europea per il 2013, anche al fine di dare avvio ad una rinnovata fase di impegno dell'Italia per il corretto e puntuale adempimento degli obblighi europei e la conseguente riduzione delle infrazioni a carico dell'Italia, fra le quali l'ambiente (e, in misura minore, anche gli appalti) tradizionalmente vanta un poco invidiabile primato;
   d) persegua il Governo l'obiettivo di giungere rapidamente all'approvazione definitiva delle proposte della Commissione europea in materia di appalti pubblici, attualmente all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio, facendosi carico di informare in modo completo e tempestivo il Parlamento, prima della loro approvazione definitiva, in ordine ai contenuti e all'evoluzione del negoziato in corso sulle tali proposte di direttive; in tale ambito, il Governo operi in particolare affinché:
    d.1) tutte le proposte in discussione (sugli appalti e sulle concessioni) siano varate contestualmente, anche al fine di evitare uno sfasamento temporale nella Pag. 78loro entrata in vigore che potrebbe vanificare l'obiettivo perseguito dalla Commissione europea di creare un mercato europeo nel settore degli appalti e delle concessioni;
    d.2) il recepimento delle nuove direttive europee sia tradotto in ambito nazionale, in un rapporto stretto di collaborazione fra Governo e Commissioni competenti per materia, in un'iniziativa diretta a consolidare e a semplificare il corpus normativo della materia, evitando duplicazioni e sovrapposizioni, in modo da garantire maggiore chiarezza e certezza del diritto, anche al fine di prevenire e ridurre il contenzioso in materia;
    d.3) la nuova normativa europea nei cosiddetti «settori speciali», fra i quali rientra anche quella relativo alla gestione del servizio idrico integrato, garantisca pienamente la possibilità di un intervento normativo urgente e organico in ambito nazionale capace di tradurre le risultanze del referendum popolare del 2011 in un coerente quadro normativo e in una rinnovata azione politica volta a rafforzare, anche a seguito delle recenti affermazioni del Commissario europeo competente (Michel Barnier) in merito all'aggiudicazione dei contratti di concessione, gli strumenti per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio idrico, per una gestione efficiente, efficace ed economicamente sostenibile della risorsa acqua, per la tutela del fondamentale diritto di accesso al bene pubblico acqua;
    d.4) l'approvazione definitiva della nuova disciplina europea in materia di appalti sia pienamente compatibile con il mantenimento in ambito nazionale delle recenti normative in tema di partenariato-pubblico-pubblico, anche al fine di conseguire una maggiore uniformità applicativa fra tutti gli Stati membri, nonché un maggior livello di certezza per le amministrazioni che intendono utilizzare tali forme di cooperazione.
    d.5) le concessioni d'uso di beni demaniali, a partire da quelle demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo e da quelle relative alla gestione delle risorse idriche, siano espressamente ritenute escluse dal campo di applicazione della futura direttiva europea in materia di concessioni;
    d.6) nell'ambito della nuova disciplina europea in materia e delle decisioni assunte e da assumere in sede europea sul nuovo assetto delle reti di trasporto trans-europee (reti TEN-T): sia possibile fare ricorso alla cosiddetta alla golden rule, sia consentita, cioè, la possibilità di non far gravare sugli investimenti infrastrutturali di rilievo comunitario i vincoli di Maastricht, in particolare evitando che i fondi per la realizzazione di tali opere incidano sulla determinazione dell'ammontare del debito pubblico; sia sostenuta e implementata l'iniziativa pilota assunta dalla Commissione europea per quanto riguarda l'utilizzazione dei cosiddetti project bonds, vale a dire di obbligazioni emesse da soggetti privati per il finanziamento a debito di infrastrutture di trasporto di particolare rilevanza strategica rientranti nelle reti TEN-T;
   e) operi il Governo, anche cogliendo l'occasione della accelerazione della competizione a livello globale, per promuovere e sostenere un impegno forte dell'Unione europea, da tradursi nell'adozione di politiche coerenti ed organiche per procedere più intensamente alla conversione delle economie europee in termini Green economy, fattore che può rivelarsi decisivo anche ai fini della ripresa economica e dell'aumento dell'occupazione; in tale ambito, operi il Governo affinché:
    e.1) siano varati, il più presto possibile, da un lato, il programma Life 2014-2020, vale a dire lo specifico strumento finanziario della UE in materia di politica ambientale che prevede la destinazione di 3 miliardi di euro alla politica ambientale ed incoraggia gli investimenti nell'economia verde e, dall'altro, il Settimo programma di azione per l'ambiente, sul quale il Consiglio, la Commissione europea e il Parlamento hanno raggiunto un accordo lo scorso 20 giugno 2013;Pag. 79
    e.2) nella definizione del Quadro Finanziario Poliennale (QFP) per il periodo 2014-2020, siano stabilite quote di fondi specificamente destinate al finanziamento delle politiche ambientali, ivi compresa l'individuazione di adeguate risorse da destinare alla realizzazione di interventi per la difesa del suolo e la messa in sicurezza del territorio.
    e.3) sia elaborata una nuova disciplina europea finalizzata al contenimento del consumo del suolo, anche non agricolo, verificando in questo ambito la possibilità di introdurre disincentivi e incentivi che tendano, da un lato, a scoraggiare il cambio di destinazione d'uso dei suoli agricoli finalizzato ad una indiscriminata produzione di biocarburanti e di bioliquidi e, dall'altro, a ridurre il consumo di nuovo suolo su aree esterne a quelle già urbanizzate ed a premiare la riqualificazione statica e energetica del patrimonio edilizio esistente;
    e.4) sia sostenuta ogni azione politica in ambito europeo volta ad una significativa riduzione dei rifiuti prodotti, intervenendo per incentivare la progettazione sostenibile dei prodotti di consumo (eco-progettazione) capace di considerarne l'intero ciclo di vita;
    e.5) siano implementate le azioni e le iniziative, anche in ambito normativo, a partire da una revisione della disciplina europea sui rifiuti capace di rafforzare la filiera industriale del riciclo e la costruzione di nuovi mercati delle materie prime seconde, che costituiscano anche la base per perseguire in modo graduale, ma temporalmente cadenzato, l'obiettivo strategico dell'eliminazione del concetto di «rifiuto» e degli sprechi nella produzione e nel consumo;
    e.6) si promuovano interventi che favoriscano la sostenibilità energetico-ambientale e la sicurezza sismica dei programmi edilizi, che incentivino la costruzione di immobili sicuri e improntati a criteri di risparmio energetico e l'utilizzo di materiali di costruzione ecologici con ridotto impatto ambientale (es. bioedilizia), favorendo la strada appena intrapresa di sostenere la produzione di materiali ecosostenibili e sostenendo altresì interventi orientati all'efficienza e al risparmio energetico in tutti gli usi civili e abitativi, nonché alla messa in sicurezza degli edifici dal rischio di catastrofi naturali;
    e.7) sia mantenuto alto l'impegno dell'Unione europea per la piena attuazione del «pacchetto clima-energia» e per il consolidamento della leadership europea in ambito internazionale, anche in vista del raggiungimento entro il 2015 di un accordo globale vincolante per il contrasto al cambiamento climatico nell'ambito dei negoziati promossi dalle Nazioni Unite come previsto a Durban nel 2011, nonché per la definizione, per il periodo oltre il 2020, di obiettivi stringenti delle politiche europee in materia di energia e clima, capaci di tenere insieme, in un quadro di reciproco sostegno e rafforzamento, le finalità strategiche della riduzione delle emissioni di gas serra, dell'aumento della quota delle fonti di energia rinnovabili e del risparmio energetico;
    e.8) siano definiti, al più presto, strumenti normativi di contabilizzazione dei cosiddetti servizi ecosistemici, anche al fine della emanazione di specifici programmi di finanziamento delle iniziative a favore dei soggetti che tutelano i servizi ecosistemici utili per la società;
    e.9) sia progressivamente implementata un'azione di revisione della fiscalità generale, che sposti l'attenzione dal lavoro all'internalizzazione dei costi ambientali, attenuando la pressione o defiscalizzando le attività strategiche per la green economy;
    e.10) siano sostenute le iniziative dirette a promuovere l'adozione di schemi di etichettatura ambientale dei prodotti di consumo, nell'ambito della politica integrata Pag. 80dei prodotti, capaci di misurarne oggettivamente la sostenibilità, e ad adottare politiche di incentivazione e detrazione fiscale e di acquisto pubblico basate sulle linee guida già adottate in sede di elaborazione europea del Green Public Procurement (GPP);
    e.11) siano implementate le iniziative e gli strumenti, anche normativi, per il rafforzamento dei cosiddetti «appalti verdi» della pubblica amministrazione, da intendere anche come volano per lo sviluppo delle tecnologie e dei prodotti verdi.