CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 26 settembre 2017
XVII LEGISLATURA
Fascicolo di seduta
A.C. 1039-1138-1189-2580-2737-2786-2956-B Questioni pregiudiziali Questioni pregiudiziali in formato PDF (kb 110)
A.C. 1039-1138-1189-2580-2737-2786-2956-B Emendamenti Emendamenti in formato PDF (kb 165)
A.C. 2950-A
EMENDAMENTI
Disciplina e promozione delle imprese culturali e creative.
Relatrice: MANZI.

N. 2.

Seduta del 21 settembre 2017

(Il fascicolo non comprende gli emendamenti ritirati)

EMENDAMENTI SEGNALATI PER LA VOTAZIONE

ART. 1.
(Finalità, definizione e pubblicità).

  Al comma 2, lettera a), dopo le parole: alle arti figurative aggiungere le seguenti:, alle arti applicate.
1. 12. Narduolo, Rampi.

  Al comma 2, lettera a), dopo le parole: alla cinematografia aggiungere le seguenti:, alla radiofonia.
1. 10. Galgano, Menorello.

  Al comma 2, lettera b), sopprimere le parole da:, o in uno degli Stati fino alla fine della lettera.
1. 14. Giancarlo Giordano, Pannarale.

  Al comma 3, sostituire le parole: sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le seguenti: novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, e.
1. 16. Pannarale, Giancarlo Giordano.

  Al comma 3, dopo le parole: adeguate forme di pubblicità aggiungere la seguente: anche.
1. 17. Nicchi, Bossa, Scotto.

  Al comma 3, dopo le parole: di uno specifico elenco aggiungere le seguenti: aggiornato annualmente.
1. 11. Galgano, Menorello, Molea, Oliaro, Catalano.

  Al comma 5, sostituire le parole da:, finanziarie e strumentali fino alla fine del comma con le seguenti: e strumentali disponibili a legislazione vigente. Ai fini dell'attuazione della presente legge, sono stanziati cinque milioni di euro annui a valere sul Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 29 dicembre 2014, n. 190. Con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i criteri di attuazione del presente comma.
1. 18. Bossa, Nicchi, Scotto.

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Facilitazioni relative alla concessione di locali per le attività dell'impresa).

  Sostituirlo con i seguenti:
  Art. 2. – (Benefici e agevolazioni). – 1. Alle imprese di cui all'articolo 1 si applicano le disposizioni di cui agli articoli 28, commi 1 e da 7 a 9, e 31, commi da 1 a 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, nonché gli articoli 7-bis e 8-bis del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, purché siano in possesso dei requisiti di cui al comma 2.
  2. Le misure di cui al comma 1 si applicano alle imprese culturali e creative che:
   a) siano micro, piccola o media impresa, secondo le definizioni dell'articolo 2 della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione;
   b) risultino regolarmente iscritte nella sezione speciale per le imprese culturali e creative del Registro delle imprese di cui all'articolo 2-bis;
   c) le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato;
   d) il cui valore annuo della produzione, a partire dal secondo anno di attività, risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a un milione di euro;
   e) non risultino costituite a seguito di scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda nei tre anni precedenti la data di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese;
   f) impieghino una quota di almeno metà dei collaboratori, inclusi i soci impiegati in azienda, costituita da persone in possesso di titolo di laurea magistrale o equiparata, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270.
  Art. 2-bis. – (Sezione speciale del registro delle imprese). – 1. Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura istituiscono un'apposita sezione nel Registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile, cui sono iscritte le imprese culturali e creative, di cui agli articoli 1 e 2.
  2. L'iscrizione in tale sezione è condizione per l'applicazione dei benefici di cui all'articolo 2. La sezione consente la condivisione, nel rispetto della normativa sui dati personali, attraverso una piattaforma Internet dedicata e accessibile pubblicamente in formato aperto, delle informazioni relative alla forma giuridica, all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci fondatori e agli altri collaboratori, al bilancio e ai contatti aziendali.
  3. Ai fini dell'iscrizione nella sezione, il possesso dei requisiti di cui agli articoli 1 e 2 è attestato mediante autocertificazione prodotta dal legale rappresentante e depositata presso l'ufficio del Registro delle imprese.
  4. Entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale attesta il mantenimento dei requisiti previsti dagli articoli, rispettivamente, 1 e 2, e aggiorna, in caso di variazioni, le informazioni di cui al comma 3. L'attestazione del mantenimento dei requisiti e l'aggiornamento delle informazioni sono trasmessi all'ufficio del Registro delle imprese mediante la piattaforma di cui al comma 2.
  5. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, da emanarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità e i criteri di attuazione del presente articolo.
  Art. 2-ter. – (Sostegno alla domanda pubblica e privata di beni e servizi offerti dalle imprese culturali). – 1. Le imprese e i professionisti iscritti nei relativi albi, nonché le pubbliche amministrazioni, di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono avvalersi di buoni per l'acquisto di beni o servizi culturali e creativi, offerti dalle imprese di cui agli articoli 1 e 2, in base a criteri stabiliti dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze, con decreto da emanarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
  2. I buoni hanno un valore nominale di mille euro. I criteri e le modalità di emissione sono stabiliti con il decreto di cui al comma 1.
  3. I buoni sono emessi ogni anno per un massimo di 50 milioni di euro. A tale onere, si provvede mediante riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  Art. 2-quater. – (Decadenza dei requisiti e attività di controllo). – 1. Qualora le imprese culturali e creative perdano uno dei requisiti previsti dall'articolo 2, secondo le risultanze del periodico aggiornamento della sezione speciale del Registro delle imprese di cui all'articolo 3, cessa l'applicazione della disciplina prevista nella presente legge. Gli effetti della cessazione decorrono dalla fine del semestre in cui le relative cause si sono verificate. Per le imprese culturali e creative costituite in forma di società a responsabilità limitata, le clausole eventualmente inserite nell'atto costitutivo ai sensi dei commi 2, 3 e 7 dell'articolo 26 del decreto- legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, mantengono efficacia limitatamente alle quote di partecipazione già sottoscritte e agli strumenti finanziari partecipativi già emessi.
  2. Il Ministero dello sviluppo economico vigilia sul corretto utilizzo delle agevolazioni, secondo le modalità previste dall'articolo 25 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
  Art. 2-quinquies. – (Copertura finanziaria). – 1. Per le finalità di cui all'articolo 2, pari a 5.000.000 di euro a decorrere dall'anno 2018, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 7-bis del decreto- legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, è incrementato di 5.000.000 di euro a decorrere dall'anno 2018.
  2. Agli oneri di cui a comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, dello stanziamento del fondo speciale di conto corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2. 15. Di Benedetto.

  Al comma 1, secondo periodo, sopprimere le parole: e straordinaria.

  Conseguentemente, al medesimo comma, terzo periodo, dopo le parole: L'ente gestore aggiungere le seguenti:, sul quale gravano tutti gli oneri di manutenzione straordinaria del bene demaniale dismesso dato in concessione ai quali provvede destinando quota parte dei proventi derivanti dai relativi canoni mensili di locazione,
2. 10. Pannarale, Giancarlo Giordano.

  Al comma 1, secondo periodo, sopprimere le parole: e straordinaria.

  Conseguentemente, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  
1-bis. A copertura degli eventuali oneri conseguenti alle eventuali spese di manutenzione straordinaria in capo ai soggetti pubblici a cui appartengono i beni demaniali di cui al comma 1 si provvede, nei limiti di due milioni di euro annui, a valere sullo stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
2. 11. Nicchi, Bossa, Scotto.

  Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: I progetti sono valutati dalla Commissione di valutazione, di cui all'articolo 6 del decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo del 22 dicembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 2016.
2. 12. Bossa, Nicchi, Scotto.

  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  1-bis. Le maggiori entrate derivanti dai canoni di locazione di cui al comma 1 affluiscono su un apposito fondo istituito presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il fondo è destinato all'erogazione di contributi a fondo perduto per sostenere la nascita di imprese di cui all'articolo 1 che soddisfino i seguenti requisiti:
   a) siano micro, piccola o media impresa, secondo le definizioni dell'articolo 2 della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione;
   b) impieghino una quota di almeno metà dei collaboratori, inclusi i soci impiegati in azienda, costituita da persone in possesso di titolo di laurea magistrale o equiparata, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270.
2. 50. La Commissione.

(Votazione dell'articolo 2)

EMENDAMENTI NON SEGNALATI PER LA VOTAZIONE

ART. 1.
(Finalità, definizione e pubblicità).

  Al comma 2, alinea, dopo le parole: quella che aggiungere le seguenti: svolge la sua attività in maniera stabile e continuativa e che.

  Conseguentemente, al medesimo comma, sostituire le lettera da a) a c) con le seguenti:
   a) ha per oggetto sociale, in via prevalente o esclusiva, la promozione dell'offerta culturale nazionale attraverso l'ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell'ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia, all'audiovisivo, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione, nonché agli archivi, alle biblioteche, ai musei, al patrimonio culturale italiano di cui all'articolo 2 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ed a tutti i processi di innovazione ad esso collegati;
   b) ha sede in Italia, ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
   c) sia micro, piccola o media impresa, secondo le definizioni dell'articolo 2 della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione;
   d) sia costituita almeno in misura pari al 70 per cento da persone fisiche che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età all'atto della costituzione della medesima;
   e) risulti regolarmente iscritta nella sezione speciale per le imprese culturali e creative del Registro delle imprese di cui successivo articolo 3;
   f) le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato;
   g) il cui valore annuo della produzione, a partire dal secondo anno di attività, risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a cinque milioni di euro;
   h) non risulti costituita a seguito di scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda nei tre anni precedenti la data di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese;
   i) impieghi come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure sia in possesso di laurea magistrale o equiparata, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero;
   l) attui l'oggetto sociale attraverso lo sviluppo, la valorizzazione, la produzione o la distribuzione di prodotti o di servizi innovativi ad alto valore tecnologico, anche mediante l'uso di nuove tecnologie e lo sviluppo di software originali.
1. 20. Giancarlo Giordano, Pannarale.

  Al comma 2, alinea, dopo le parole: quella che aggiungere le seguenti: svolge la sua attività in maniera stabile e continuativa e che.

  Conseguentemente, al medesimo comma, sostituire le lettera da a) a c) con le seguenti:
   a) ha per oggetto sociale, in via prevalente o esclusiva, la promozione dell'offerta culturale nazionale attraverso l'ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell'ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia, all'audiovisivo, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione, nonché agli archivi, alle biblioteche, ai musei, al patrimonio culturale italiano di cui all'articolo 2 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ed a tutti i processi di innovazione ad esso collegati;
   b) ha sede in Italia, ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
   c) sia micro, piccola o media impresa, secondo le definizioni dell'articolo 2 della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione;
   d) sia costituita almeno in misura pari al 70 per cento da persone fisiche che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età all'atto della costituzione della medesima;
   e) risulti regolarmente iscritta nella sezione speciale per le imprese culturali e creative del Registro delle imprese di cui successivo articolo 3;
   f) le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato;
   g) il cui valore annuo della produzione, a partire dal secondo anno di attività, risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a cinque milioni di euro;
   h) non risulti costituita a seguito di scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda nei tre anni precedenti la data di iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese;
   i) impieghi una quota di almeno un quarto dei collaboratori, inclusi i soci impiegati in azienda, costituita da persone in possesso di titolo di laurea magistrale o equiparata, ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;
   l) attui l'oggetto sociale attraverso lo sviluppo, la valorizzazione, la produzione o la distribuzione di prodotti o di servizi innovativi ad alto valore tecnologico, anche mediante l'uso di nuove tecnologie e lo sviluppo di software originali.
1. 21. Giancarlo Giordano, Pannarale.

  Al comma 2, alinea, dopo le parole: quella che aggiungere le seguenti: svolge la sua attività in maniera stabile e continuativa e.

  Conseguentemente, al medesimo comma, sopprimere la lettera c).
1. 15. Pannarale, Giancarlo Giordano.

  Al comma 2, lettera a), sostituire le parole: e all'audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei nonché al patrimonio culturale e ai con le seguenti:, all'audiovisivo, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione, nonché agli archivi, alle biblioteche, ai musei, al patrimonio culturale italiano di cui all'articolo 2 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e a tutti i.
1. 13. Giancarlo Giordano, Pannarale.

  Al comma 5, sostituire le parole: del presente articolo con le seguenti: della presente legge.

  Conseguentemente, all'articolo 2, comma 1:
   al secondo periodo, sopprimere le parole: e straordinaria;
   al terzo periodo, dopo le parole: L'ente gestore aggiungere le seguenti:, sul quale gravano tutti gli oneri di manutenzione straordinaria del bene demaniale dismesso dato in concessione,
1. 19. Pannarale, Giancarlo Giordano.

A.C. 3916-A
EMENDAMENTI
Ratifica ed esecuzione del Protocollo addizionale di Nagoya – Kuala Lumpur, in materia di responsabilità e risarcimenti, al Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, fatto a Nagoya il 15 ottobre 2010.

Relatore: NICOLETTI.

N. 1.

Seduta del 19 settembre 2017

ART. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Ordine di esecuzione).

(Votazione dell'articolo 2)

  Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente:

Art. 2-bis.
(Autorità nazionale competente).

  1. L'Autorità nazionale competente all'attuazione del Protocollo di cui all'articolo 1 è individuata nel Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
2. 01. Zaccagnini.

ART. 3.
(Copertura finanziaria).

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Entrata in vigore).

(Votazione dell'articolo 4)

A.C. 2801
EMENDAMENTI
Ratifica ed esecuzione dei seguenti protocolli: a) Protocollo n. 15 recante emendamento alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, fatto a Strasburgo il 24 giugno 2013; b) Protocollo n. 16 recante emendamento alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, fatto a Strasburgo il 2 ottobre 2013.

Relatori: VAZIO, per la II Commissione; NICOLETTI, per la III Commissione.

N. 2.

Seduta del 26 settembre 2017
(Il fascicolo non comprende gli emendamenti ritirati)

ART. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Ordine di esecuzione).

(Votazione dell'articolo 2)

ART. 3.
(Sospensione del processo).

  Aggiungere, in fine, il seguente comma:
  3. La Corte costituzionale può provvedere con proprio regolamento sull'applicazione del Protocollo di cui al comma 1 in conformità agli articoli 14, primo comma, e 22, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87.
3. 20. Ferranti, Berretta, Giuseppe Guerini.

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Entrata in vigore).

(Votazione dell'articolo 4)

A.C. 1039-1138-1189-2580-2737-2786-2956-B
QUESTIONI PREGIUDIZIALI DI COSTITUZIONALITÀ
Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate (Approvate, in un testo unificato, dalla Camera e modificate dal Senato).

N. 1.

Seduta del 26 settembre 2017

   La Camera,
   premesso che:
    il provvedimento in esame prevede nelle sue linee qualificanti, prima fra tutte, l'ampliamento della platea dei destinatari delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, includendo in essa, tra gli altri, coloro che siano soltanto «indiziati» del reato di associazione a delinquere finalizzata a numerosi reati contro la pubblica amministrazione;
    nello specifico, durante l'esame presso il Senato della Repubblica del testo approvato dalla Camera dei deputati sono state introdotte importanti modifiche le

quali prevedono che le misure di prevenzione personali e patrimoniali potranno essere applicate nei confronti degli indiziati di associazioni a delinquere (articolo 416 del codice penale) finalizzata alla commissione di una serie di delitti contro la pubblica amministrazione quali: peculato (articolo 314, primo comma del codice penale), peculato mediante profitto dell'errore altrui (articolo 316 del codice penale), malversazione a danno dello Stato (articolo 316-bis del codice penale), indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (articolo 316-ter del codice penale), concussione (articolo 317 del codice penale), le diverse ipotesi di corruzione (articoli. 318,319,319-ter, 320, 321, 322, 322-bis del codice penale), induzione indebita a dare o promettere utilità (319-quater del codice penale);
    nel corso dell'esame della proposta di legge, diversi giuristi hanno avuto modo di sostenere che le modifiche apportate al codice antimafia potrebbero essere persino controproducenti: la legislazione antimafia riveste un suo carattere eccezionale e prevedere un'estensione così ampia a reati non mafiosi potrebbe rendere concreto il rischio di una illegittimità dell'intero impianto normativo;
    in sede di approvazione del testo al Senato non ha trovato adeguata considerazione la recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, Grande Camera, depositata il 23 febbraio 2017 (De Tommaso c. Italia) con la quale è stata dichiarata la violazione della libertà di circolazione (articolo 2 del Protocollo 4 alla Convenzione) da parte dello Stato italiano per aver imposto la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza (articolo 6 del Codice antimafia, già articolo 3 della legge n. 1423 del 1956) sulla base della generica prognosi di pericolosità (per la sicurezza pubblica);
    come è stato puntualizzato efficacemente dalla dottrina non risulta affatto che la motivazione della Grande Camera abbia contestualmente convalidato il sistema delle cosiddette «fattispecie di pericolosità» né direttamente né implicitamente; infatti, il parametro della previsione legislativa attraverso il quale è stata valutata la normativa non significa soltanto rinvenire la materiale esistenza di una fonte normativa quanto anche considerarne la qualità, in funzione di accessibilità e prevedibilità delle conseguenze. Tale ultimo requisito richiede una misura di precisione tale da consentire al cittadino di orientare i propri comportamenti; dalle legge si deve poter ragionevolmente comprendere quali sono le conseguenze derivanti da una certa condotta, pur se le conseguenze medesime non devono ricavarsi con una certezza assoluta (punti 106-109 sentenza Corte europea dei diritti dell'uomo, Grande Camera, De Tommaso c. Italia);
    il testo risultante dalla proposta di modifica, approvata dal Senato, arriverebbe a prevedere l'applicazione della confisca dell'intero patrimonio a coloro che siano soltanto indiziati di una unica condotta, integrativa di un accordo criminoso, assolutamente priva di vantaggi di natura economica e in assenza anche solo del sospetto che sia mai stato commesso un illecito produttivo di reddito illecito e quindi meramente in presenza di una volontà, espressa in forma plurisoggettiva, di ottenerne in futuro;
    secondo il diritto vigente la confisca antimafia può essere applicata a tutti i soggetti indiziati di essere «abitualmente dediti a traffici delittuosi» (articolo 1, decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159) quale che sia l'attività criminosa che viene in rilievo e, dunque, anche un comportamento delittuoso abituale contro la pubblica amministrazione;
    la volontà del legislatore di estendere il sequestro e la confisca dell'intero patrimonio prescindendo dall'accertamento di una abitualità nell'illecito, ma in presenza anche del reato di associazione a delinquere finalizzata a numerosi reati contro la pubblica amministrazione ravvisa evidenti problematiche di legittimità costituzionale;
    estendere a reati comuni una serie di parametri previsti per i reati a matrice mafiosa è di fatto rischioso poiché, come rilevato dai maggiori costituzionalisti tali misure non hanno dato una prova sicura di successo, considerato che due terzi dei sequestri sono stati annullati nei successivi processi, ma soprattutto poiché tale previsione è da considerarsi in totale contrasto con il principio della personalità della responsabilità penale sancito dall'articolo 27 della Costituzione;
    il codice penale si sostanzia in due principi fondamentali: le sanzioni possono essere applicate solo dopo regolari processi, dove le parti possono difendersi pubblicamente e non possono esservi sanzioni «speciali» che potrebbero portare a trattare in modo uguale situazioni profondamente diverse;
    l'indiziato è in una posizione ben diversa dal condannato con sentenza passata in giudicato magari in seguito a più gradi di giudizio a prescindere dal fatto che anche le misure di prevenzione sono disposte da un giudice all'esito di un procedimento in contraddittorio;
    peraltro proprio la costruzione normativa, dal 1982 in poi, ha fatto sì che la misura più grave, quella della confisca, abbia riguardato beni, e in particolare attività imprenditoriali, riconducibili direttamente o indirettamente, a soggetti indiziati di appartenere ad associazioni mafiose, circostanza che ha giustificato una particolare severità, tanto sul piano degli effetti quanto su quello del regime probatorio, sia di fronte all'opinione pubblica sia, sotto un profilo strettamente giuridico, davanti alla Corte costituzionale e alla Corte europea dei diritti dell'uomo;
    la ricostruzione sopra citata dovrebbe dunque escludere la possibilità di poter estendere le misure previste per une reato mafioso per le fattispecie corruttive, nei confronti di un soggetto soltanto indiziato a cui si possono applicare le misure cautelari già previste dal codice penale;
    in uno Stato di diritto le misure di prevenzione si possono giustificare soprattutto nei confronti di malviventi professionali o abituali – come i mafiosi – i cui patrimoni, non proporzionati al reddito ufficiale, sono il risultato di attività illecite reiterate;
    spostare sul versante penalistico, come avverrebbe con le nuove disposizioni su confisca e sequestro, l'asse della lotta alla corruzione generalizzando un diritto penale d'eccezione comporterebbe una evidente illegittimità costituzionale e renderebbe vano qualsiasi tentativo posto in essere al fine di prevenire il radicarsi della corruzione stessa,

delibera

di non procedere all'esame del testo unificato delle proposte di legge nn. 1039-1138-1189-2580-2737-2786-2956-B.
N. 1. Sarro, Sisto, Brunetta.

A.C. 1039-1138-1189-2580-2737-2786-2956-B
EMENDAMENTI
Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e altre disposizioni. Delega al Governo per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate (Approvate, in un testo unificato, dalla Camera e modificate dal Senato).

Relatori: MATTIELLO, per la maggioranza; SARTI, di minoranza.

N. 1.

Seduta del 26 settembre 2017

ART. 1.
(Soggetti destinatari).

  Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:
   b) la lettera d) è sostituita dalla seguente:
    d) a coloro che, operanti in gruppi o isolatamente, pongano in essere atti preparatori, obiettivamente rilevanti, diretti a sovvertire l'ordinamento dello Stato, con la commissione di uno dei reati previsti dal capo I, titolo VI, del libro II del

codice penale o dagli articoli 284, 285, 286, 306, 438, 439, 605 e 630 dello stesso codice nonché a coloro che commettano reati con finalità di terrorismo anche internazionale ovvero a coloro che prendano parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un'organizzazione che persegue le finalità di cui all'articolo 270-sexies del codice penale.
1. 1. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera b), capoverso lettera d), sostituire la parola: indiziati con la seguente: indagati.
1. 2. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera b), capoverso lettera d), sostituire le parole da: alla commissione dei reati con finalità di terrorismo fino a: terroristiche con le seguenti: a coloro che commettano reati con finalità di terrorismo anche internazionale ovvero a coloro che prendano parte ad un conflitto in territorio estero a sostegno di un'organizzazione che persegue le finalità.
1. 3. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera d), sopprimere il capoverso lettera i-bis).
1. 51. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sopprimere le parole: del delitto di cui all'articolo 640-bis o.
1. 4. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sopprimere le parole da: o del delitto di cui all'articolo 416 del codice penale fino alla fine del capoverso lettera i-bis).
1. 5. Sisto, Costa.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sopprimere le parole: o del delitto di cui all'articolo 416 del codice penale.
1. 10. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sopprimere le parole: del delitto di cui all'articolo 416 del codice penale, finalizzato alla commissione di taluno;

  Conseguentemente, al medesimo capoverso:
   sopprimere le parole:
, primo comma;
   sostituire le parole: e 322-bis con le seguenti:, 322-bis e 323.
1. 7. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sopprimere le parole: del delitto di cui all'articolo 416 del codice penale, finalizzato alla commissione di taluno;

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, sostituire le parole: e 322-bis con le seguenti:, 322-bis e 323.
1. 8. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sopprimere le parole: del delitto di cui all'articolo 416 del codice penale, finalizzato alla commissione di taluno;

  Conseguentemente, al medesimo capoverso, aggiungere, in fine, le parole:, anche nelle ipotesi di cui all'articolo 416 del codice penale.
1. 70. Sarti, Businarolo, Ferraresi, Bonafede, Colletti, Agostinelli, D'Uva, Dadone.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sopprimere le parole: del delitto di cui all'articolo 416 del codice penale, finalizzato alla commissione di taluno.
1. 9. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1 lettera d), capoverso lettera i-bis), sostituire le parole da: del delitto di cui all'articolo 416 del codice penale fino alla fine del capoverso lettera i-bis), con le seguenti: dei delitti contro la pubblica amministrazione previsti dal libro secondo, titolo II, capo I, del codice penale che rientrino nelle categorie di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del presente codice.
1. 6. Sarti, Businarolo, Ferraresi, Bonafede, Colletti, Agostinelli, D'Uva, Dadone.

  Al comma 1, lettera d) , capoverso lettera i-bis), dopo le parole: di cui all'articolo 416 del codice penale aggiungere le seguenti:, relativamente ai promotori e ai soggetti loro equiparati e comunque nelle ipotesi di cui ai commi 4, 5, 6 e 7,
1. 11. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), sostituire le parole: e 322-bis con le seguenti:, 322-bis e 323.
1. 12. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-bis), aggiungere, in fine, le parole: nonché, in ogni caso, a tutti coloro che sono abitualmente dediti a traffici delittuosi o che, per la condotta o il tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose.
1. 52. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera d), sopprimere il capoverso lettera i-ter).
1. 13. Cristian Iannuzzi.

  Al comma 1, lettera d), capoverso lettera i-ter), sostituire la parola: indiziati con la seguente: indagati.
1. 16. Sisto, Sarro.

  Al comma 1, lettera d) capoverso lettera i-ter) aggiungere, in fine, le parole:, commi 2 e 3 e nelle ipotesi di irrevocabilità della querela.
1. 15. Sisto, Sarro.

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Procedimento di applicazione delle misure di prevenzione personali).

  Al comma 3, lettera b), sopprimere il capoverso «4-bis».
2. 2. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 3, lettera b), capoverso «4-bis» dopo le parole: vietate dalla legge o aggiungere la seguente: manifestamente.
2. 3. Sisto, Costa.

  Al comma 3, lettera b), dopo il capoverso «4-bis» aggiungere il seguente: «4-ter. Al proposto è riservata la facoltà di interrogare o far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore.»
2. 52. Costa, Sisto.

  Al comma 3, sopprimere la lettera c).
2. 4. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

(Votazione dell'articolo 2)

ART. 3.
(Impugnazione delle misure di prevenzione personali).

  Al comma 1, dopo la lettera b), aggiungere la seguente:
  b-bis) al comma 2, primo periodo, le parole: «dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «trenta giorni».
3. 1. Costa, Sisto.

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Sorveglianza speciale).

(Votazione dell'articolo 4)

ART. 5.
(Procedimento di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali).

  Al comma 1, lettera b), capoverso comma 2, sostituire le parole: i-bis) e i-ter) con le seguenti: e i-bis).
5. 1. Sarti, Businarolo, Ferraresi, Bonafede, Colletti, Agostinelli, D'Uva, Dadone.

  Al comma 8, lettera b), sopprimere il capoverso comma 2-bis.
5. 2. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

(Votazione dell'articolo 5)

ART. 6.
(Impugnazione delle misure di prevenzione patrimoniali).

(Votazione dell'articolo 6)

ART. 10.
(Amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche).

  Al comma 1, capoverso Art. 34, comma 2, sopprimere le parole: e la rimozione delle situazioni di fatto e di diritto che avevano determinato la misura.
10. 3. Sarti, Businarolo, Ferraresi, Bonafede, Colletti, Agostinelli, D'Uva, Dadone.

  Al comma 1, capoverso Art. 34, comma 3, secondo periodo, sopprimere la parola: ulteriori.
*10. 2. Nuti.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, capoverso Art. 34, comma 3, secondo periodo, sopprimere la parola: ulteriori.
*10. 70. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, capoverso Art. 34, comma 3, secondo periodo, sostituire le parole: ulteriori emolumenti con le seguenti: alcun emolumento.
10. 1. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

(Votazione dell'articolo 10)

ART. 12.
(Trattazione dei procedimenti di prevenzione patrimoniale).

(Votazione dell'articolo 12)

ART. 13.
(Amministrazione dei beni sequestrati).

  Al comma 1, lettera a), sopprimere il capoverso comma 2-ter.
13. 1. Nuti.

  Al comma 1, lettera a), capoverso comma 3, aggiungere, in fine, le parole: In caso di violazione delle disposizioni di cui al presente comma, non si procede alla liquidazione del compenso di cui all'articolo 42, e il Tribunale, su proposta della Agenzia, dispone la revoca dell'incarico, incluso quello del coadiutore, e la sospensione dall'Albo nazionale degli amministratori giudiziari per un periodo non inferiore a un anno.
13. 2. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva, Nuti.

(Votazione dell'articolo 13)

ART. 14.
(Gestione di beni e aziende sequestrati).

(Votazione dell'articolo 14)

ART. 15.
(Strumenti finanziari in favore delle aziende sequestrate e confiscate).

(Votazione dell'articolo 15)

ART. 17.
(Rendiconto e gestione dei beni confiscati).

(Votazione dell'articolo 17)

ART. 18.
(Destinazione dei beni confiscati).

  Al comma 4, lettera c), capoverso comma 7-bis, terzo periodo, sostituire la parola: dieci con la seguente: trenta.
18. 1. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 4, lettera g), capoverso comma 15-ter, sopprimere il secondo periodo.
18. 2. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

(Votazione dell'articolo 18)

  Dopo l'articolo 18 aggiungere il seguente:

Art. 18-bis.

  1. Ai dipendenti della Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e delle Forze Annate possono essere assegnati beni immobili mediante deliberazione del Consiglio Direttivo dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati ai sensi di quanto disposto dall'articolo 48, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
  2. Tale assegnazione può avvenire mediante contratto di locazione quadriennale prorogabile per un massimo di due volte.
  3. Ai soggetti assegnatari di cui al comma 1 è consentito di procedere, qualora l'Amministrazione di appartenenza non disponga delle risorse necessarie, alla ristrutturazione dell'immobile, anticipando le somme necessarie.
  4. I lavori di ristrutturazione di cui al comma 3 debbono essere oggetto di un accordo scritto con l'Agenzia del Demanio, all'interno del quale devono essere indicati:

   a) le motivazioni per cui è necessario procedere alla ristrutturazione, certificate da una perizia tecnica;

   b) il preventivo dettagliato di spesa;

   c) le modalità e i tempi con i quali l'affidatario potrà scomputare dal canone di locazione l'importo speso per procedere alla ristrutturazione dell'immobile.

  5. In caso di morte ovvero di trasferimento ad altra sede dell'assegnatario, l'assegnatario subentrante versa ai familiari superstiti il canone previsto dall'accordo di cui al comma 4.
18. 01. Sarti, Luigi Di Maio, Businarolo, Ferraresi, Bonafede, Colletti, Agostinelli, Dadone, D'Uva.

  Dopo l'articolo 18 aggiungere il seguente:

«Art. 18-bis.
(Concessione di beni immobili in locazione a personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco).

  1. Dopo l'articolo 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, è inserito il seguente:

Art. 48-bis.
(Concessione di beni immobili in locazione a personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco).

  1. I beni immobili mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile ai sensi della lettera a) del comma 3 dell'articolo 48 possono essere concessi in locazione dall'amministrazione assegnataria dell'immobile, su proposta dell'amministrazione di appartenenza del dipendente, a personale delle Forze di polizia, delle Forze annate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per un periodo di quattro anni, prorogabile per non più di due volte.
  2. I soggetti di cui al comma 1 possono provvedere a proprie spese alla ristrutturazione degli immobili concessi in locazione, qualora l'amministrazione assegnataria non disponga delle risorse necessarie e approvi il progetto esecutivo dei lavori e il relativo piano dettagliato di spesa, definendo le modalità e i tempi per la compensazione delle spese di ristrutturazione autorizzate ed effettivamente sostenute mediante la loro detrazione dall'importo del canone di locazione. In ogni caso, il piano di compensazione delle spese di ristrutturazione non può prevedere una durata superiore a quella del periodo di locazione.
  3. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
18. 02. Sarro, Sisto.

ART. 23.
(Modifica all'articolo 71 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159).

(Votazione dell'articolo 23)

ART. 24.
(Modifica all'articolo 76 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159).

  Aggiungere, in fine, il seguente comma:
  «3. All'articolo 76 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al comma 9, le parole da: “Nel caso in cui” fino alla fine del comma, sono sostituite con le seguenti: “I condannati per il delitto di cui al comma 8 non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore per la stessa durata della pena detentiva e comunque per un tempo non inferiore a cinque anni e non superiore a dieci. Qualora la causa di incandidabilità sopravvenga o sia accertata nel corso del mandato la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione. La sospensione condizionale della pena non ha effetto ai fini dell'interdizione dai pubblici uffici e della incandidabilità”».
24. 1. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

(Votazione dell'articolo 24)

ART. 25.
(Modifiche all'articolo 83 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Disposizioni in materia di acquisizione della documentazione antimafia per i terreni agricoli e zootecnici che usufruiscono di fondi europei).

  Al comma 1, lettera b), capoverso lettera e), dopo le parole: gli atti aggiungere le seguenti:, le erogazioni.
25. 1. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera b), capoverso lettera e), sostituire le parole: 150.000 euro con le seguenti: 50.000 euro.
25. 4. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera b), capoverso lettera e), sostituire le parole: 150.000 euro con le seguenti: 80.000 euro.
25. 3. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera b), capoverso lettera e), sostituire le parole: 150.000 euro con le seguenti: 100.000 euro.
25. 2. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, lettera c), capoverso comma 3-bis, sostituire le parole: al comma con le seguenti: all'articolo 84, comma.
25. 5. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

(Votazione dell'articolo 25)

ART. 27.
(Modifica all'articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159).

  Sostituirlo con il seguente:

Art. 27.
(Modifica all'articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159).

  1. Al comma 2, lettera b), dell'articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole: «che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10 per cento oppure detenga una partecipazione inferiore al 10 per cento e che abbia stipulato un contratto parasociale riferibile a una partecipazione pari o superiore al 10 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «nei consorzi e nelle società consortili».
27. 1. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

(Votazione dell'articolo 27)

  Dopo l'articolo 27, aggiungere il seguente:

Art. 27-bis.
(Modifiche all'articolo 91, del decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 159).

  1. All'articolo 91 del decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 159, al comma 1, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) alla lettera b), la parola: «150.000» è sostituita dalla seguente: «40.000»;
   b) alla lettera c), la parola: «150.000» è sostituita dalla seguente: «40.000».
27. 050. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

ART. 28.
(Acquisizione dell'informazione antimafia per i terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei).

(Votazione dell'articolo 28)

ART. 29.
(Disposizioni sull'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata).

  Al comma 1, capoverso Art. 110, comma 1, primo periodo, sostituire le parole: del Ministro dell'interno con le seguenti: della Presidenza del Consiglio dei ministri;

  Conseguentemente,
   al medesimo capoverso, comma 2, lettera
a), sopprimere le parole da: Per l'attuazione della presente lettera fino alla fine della lettera
   al comma 2, capoverso Art. 111:
   comma 2, quarto periodo, sostituire le parole:
del Ministro dell'interno con le seguenti: della Presidenza del Consiglio dei ministri;
   comma 3, lettera c), sostituire le parole: designato dal Ministro dell'interno con le seguenti: designato dal Presidente del Consiglio dei ministri;
   comma 4, sostituire le parole: del Ministro dell'interno con le seguenti: del Presidente del Consiglio dei ministri;
   comma 5, primo periodo, sostituire le parole: del Ministro dell'interno con le seguenti: del Presidente del Consiglio dei ministri;
   comma 7, secondo periodo, sostituire le parole: del Ministro dell'interno con le seguenti: del Presidente del Consiglio dei ministri;
   comma 8, primo periodo, sostituire le parole: del Ministro dell'interno con le seguenti: del Presidente del Consiglio dei ministri;
    al comma 3, capoverso Art. 112, comma 1, terzo periodo, sostituire le parole: ai Ministri dell'interno e della giustizia con le seguenti: alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
29. 1. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 1, capoverso Art. 110, comma 2, lettera a), sopprimere le parole da: Per l'attuazione della presente lettera fino alla fine della lettera.
*29. 2. Sarro, Sisto.

  Al comma 1, capoverso Art. 110, comma 2, lettera a), sopprimere le parole da: Per l'attuazione della presente lettera fino alla fine della lettera.
*29. 3. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva.

  Al comma 2, capoverso Art. 111, comma 2, primo periodo, dopo le parole: nella gestione dei beni e delle aziende: prefetti aggiungere le seguenti: provenienti dalla carriera prefettizia.
29. 4. Nuti.
 NON SEGNALATO

  Al comma 3, capoverso Art. 112, comma 4, lettera d), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,

  Conseguentemente, al medesimo capoverso:
   al medesimo comma:

    lettera e), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,;
     lettera h), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,;
     lettera m), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,.
   al comma 5, sopprimere la lettera a).
29. 6. Sarti, Agostinelli, Bonafede, Businarolo, Colletti, Ferraresi, Dadone, D'Uva, Nuti.

  Al comma 3, capoverso Art. 112, comma 4, lettera d), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,

  Conseguentemente, al medesimo capoverso:
   al medesimo comma:

    lettera e), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,;
    lettera h), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,;
    lettera m), sopprimere le parole: previo parere motivato del Comitato consultivo di indirizzo,.
   al comma 5, lettera a), sopprimere le parole: lettere d), e), h), m).
29. 5. Nuti.
 NON SEGNALATO

  Al comma 5, sopprimere il capoverso Art. 113-bis.
29. 7. Sarro, Sisto.

  Al comma 5, capoverso Art. 113-bis, comma 1, sostituire la parola: duecento con la seguente: cento.

  Conseguentemente, al medesimo capoverso:
   sostituire i commi 2 e 3 con i seguenti:

  2. Il reclutamento del personale di cui al comma 1, nella misura non superiorealla metà del contingente ivi previsto, avviene mediante procedure selettive in conformità alla legislazione vigente in materia di accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni. Per le qualifiche dirigenziali, è richiesto il possesso di specifiche competenze e professionalità in materia di gestione e valorizzazione dei processi aziendali e patrimoniali. Per l'espletamento delle suddette procedure concorsuali l'Agenzia si avvale della collaborazione del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie del Ministero dell'interno.
  3. Il reclutamento della restante parte del contingente indicato al comma 1 può avvenire, in presenza di professionalità specifiche e adeguate mediante le procedure di mobilità di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni. Il passaggio del personale all'Agenzia a seguito della procedura di mobilità determina la soppressione del posto in organico nell'amministrazione di appartenenza, con conseguente trasferimento delle relative risorse finanziarie al bilancio dell'Agenzia.
   aggiungere, in fine, il seguente comma:
  6. Fino al 31 dicembre 2018, il Direttore dell'Agenzia, nei limiti della dotazione organica di cui al comma 1 e delle disponibilità finanziarie esistenti, è autorizzato a stipulare contratti a tempo determinato, al fine di assicurare la piena operatività dell'Agenzia.
29. 8. Sarro, Sisto.

(Votazione dell'articolo 29)

ART. 30.
(Modifiche al codice penale, alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e all'articolo 25-duodecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231).

(Votazione dell'articolo 30)

ART. 31.
(Modifiche all'articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356).

(Votazione dell'articolo 31)

ART. 32.
(Modifica all'articolo 4 della legge 22 dicembre 1999, n. 512).

  Sopprimerlo.
32. 1. Nuti.
 NON SEGNALATO

(Votazione dell'articolo 32)

ART. 34.
(Delega al Governo per la tutela del lavoro nell'ambito delle imprese sequestrate e confiscate).

(Votazione dell'articolo 34)

ART. 35.
(Disposizioni di attuazione relative alle modifiche al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159).

(Votazione dell'articolo 35)

ART. 36.
(Disposizioni transitorie).

(Votazione dell'articolo 36)

ART. 38.
(Disposizioni finanziarie).

(Votazione dell'articolo 38)

A.C. 4224
EMENDAMENTI
S. 2027 – Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Croazia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia, fatto a Zagabria il 5 luglio 2011 (Approvato dal Senato).

Relatori: CARROZZA, per la maggioranza; GIANLUCA PINI, di minoranza.

N. 1.

Seduta del 26 settembre 2017

ART. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Ordine di esecuzione).

(Votazione dell'articolo 2)

ART. 3.
(Copertura finanziaria).

  Al comma 1, sostituire le parole: euro 117.879 con le seguenti: euro 200.000.
3. 1. Gianluca Pini.

  Al comma 1, sostituire le parole: euro 42.108 con le seguenti: euro 50.000.
3. 2. Gianluca Pini.

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Entrata in vigore).

(Votazione dell'articolo 4)

A.C. 4227
EMENDAMENTI
S. 2207 – Ratifica ed esecuzione del Protocollo recante modifiche alla Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica delle Filippine per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l'evasione fiscale del 5 dicembre 1980, fatto a Manila il 9 dicembre 2013 (Approvato dal Senato).

Relatori: QUINTARELLI, per la maggioranza; GIANLUCA PINI, di minoranza.

N. 1.

Seduta del 26 settembre 2017

ART. 1.
(Autorizzazione alla ratifica).

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Ordine di esecuzione).

(Votazione dell'articolo 2)

  Dopo l'articolo 2 aggiungere il seguente:
  Art. 2-bis. – 1. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio delle variazioni delle entrate fiscali derivanti dall'esecuzione dell'accordo di cui all'articolo 1 e comunica entro il 30 giugno di ogni anno alle competenti Commissioni parlamentari i relativi dati.
2. 01. Gianluca Pini.

ART. 3.
(Entrata in vigore).

(Votazione dell'articolo 3)

A.C. 2305
EMENDAMENTI
Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica.

Relatore: GANDOLFI.

N. 1.

Seduta del 26 settembre 2017

ART. 1.
(Oggetto e finalità).

  Al comma 1, dopo la parola: salute, aggiungere le seguenti:, alla fluidità della circolazione.
1. 1. Cristian Iannuzzi.

 NON SEGNALATO

  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  
1-bis. La presente legge persegue altresì l'obiettivo di realizzare una rete nazionale di mobilità dolce che favorisca il turismo, il tempo libero, l'attività fisica delle persone e la tutela e la valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali. A tal fine si provvede in via prioritaria attraverso il riuso, il recupero, la valorizzazione delle infrastrutture dismesse, in stato di abbandono o sottoutilizzate, salvaguardando la

possibilità della loro riconversione all'uso originario, anche per la valorizzazione di itinerari di rilevante valore storico e culturale, promuovendo una nuova multifunzionalità della rete stradale e il ripristino della rete ferroviaria complementare e garantendo l'implementazione dell'offerta turistica del territorio e una più diffusa fruizione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali.

  Conseguentemente:
   al medesimo articolo, comma 2, sostituire le parole da:
l'obiettivo fino a: ciclistica con le seguenti: gli obiettivi di cui al presente articolo, in modo da rendere lo sviluppo della mobilità ciclistica, della mobilità dolce;
   all'articolo 5:
    al comma 1, alinea, dopo le parole:
mobilità ciclistica aggiungere le seguenti: e dolce;
    al comma 2, primo periodo, dopo le parole: mobilità ciclistica aggiungere le seguenti: e dolce;
    alla rubrica, aggiungere, in fine, le parole: e dolce;
   al titolo, aggiungere, in fine, le parole: e mobilità dolce.
1. 10. Busto, De Lorenzis, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

(Votazione dell'articolo 1)

ART. 2.
(Definizioni).

  Al comma 1, sostituire la lettera c) con la seguente:
   c)
«vie verdi (greenways)»: vie di comunicazione riservate esclusivamente a spostamenti non motorizzati, sviluppate in modo integrato al fine di migliorare l'ambiente e la qualità della vita nei territori attraversati, aventi caratteristiche di larghezza, pendenza e pavimentazione tali da garantirne un utilizzo facile e sicuro, la cui realizzazione avviene prioritariamente con il riutilizzo delle alzaie dei canali ed il recupero delle linee ferroviarie dismesse;
2. 10. Busto, De Lorenzis, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 1), dopo la lettera g) aggiungere le seguenti:
   h) «mobilità dolce»: le forme di mobilità lenta finalizzate alla fruizione del territorio, dell'ambiente, dei beni culturali e del paesaggio, caratterizzate da un'elevata sostenibilità ambientale;
   i) «rete nazionale della mobilità dolce»: il sistema di percorsi dedicati alla mobilità dolce costituito da percorsi ciclabili, cammini, ferrovie e servizi ferroviari turistici, cicloferro, per la cui realizzazione si utilizza prioritariamente il recupero e il riutilizzo delle seguenti infrastrutture: ferrovie dismesse, strade rurali, strade bianche, tratturi, strade locali a basso traffico, percorsi pedonali e mulattiere di interesse storico, culturale, naturalistico, paesaggistico, argini di fiumi, alzaie di canali, altri sentieri di pianura o di montagna e altre infrastrutture lineari, quali tronchi stradali dismessi o in abbandono;
   l) «ferrovie dismesse»: tracciati ferroviari, costituiti da intere linee o da tratte parziali ad esse relative, mai entrati in esercizio o sui quali è stata disposta la dismissione della linea dall'esercizio ferroviario, che non siano armati o comunque che siano in condizioni di armamento tali da escludere il ripristino all'esercizio ferroviario; ai fini della presente legge, sono equiparate alle ferrovie anche le tramvie e le altre infrastrutture su ferro non più utilizzate, il cui tracciato è prevalentemente in sede propria;
   m) «cammini»: gli itinerari storici, naturalistici, culturali, religiosi ed enogastronomici di particolare rilievo europeo o nazionale, percorribili a piedi o con altre forme di mobilità dolce, che rappresentano una modalità di fruizione del patrimonio naturale e culturale diffuso, nonché una occasione di valorizzazione dei territori interessati, in coerenza con la Convenzione del Consiglio d'Europa del 27 ottobre 2005.

  Conseguentemente:
  dopo l'articolo 2 aggiungere il seguente:

   Art. 2-bis. – (Rete nazionale e linee guida della mobilità dolce). – 1. La rete nazionale della mobilità dolce di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), è finalizzata:
    a) al recupero e al riutilizzo delle infrastrutture territoriali in disuso, dismesse;
    b) alla condivisione delle diverse forme di utilizzo delle infrastrutture di cui alla lettera a);
    c) alla sicurezza dell'utenza;
    d) alla continuità della rete e all'interconnessione dei tracciati;
    e) allo sviluppo dell'intermodalità e della ricettività turistica, mediante l'integrazione con il sistema dei trasporti pubblici locali, con le ferrovie turistiche e con la rete dell'ospitalità diffusa;
    f) alla individuazione della rete dei cammini di interesse naturalistico, storico, ambientale, culturale, religioso, artistico o sociale.
   2. La rete nazionale della mobilità dolce è realizzata preferibilmente utilizzando le seguenti tipologie di percorsi:
    a) itinerari ciclopedonali e ciclovie turistiche.
    b) ferrovie dismesse;
    c) argini e alzaie dei fiumi e dei canali e vie d'acqua;
    d) tronchi stradali dismessi;
    e) strade secondarie, vicinali, campestri o interpoderali a bassa percorrenza veicolare;
    f) strade appartenute al demanio militare;
    g) sentieri, mulattiere e tratturi, le cui caratteristiche ambientali e di sicurezza sono compatibili con la presenza di escursionisti;
    h) cammini e strade storiche;
   3. La rete nazionale della mobilità dolce è integrata, con particolari facilitazioni d'uso, sia tariffarie sia di carico e di trasporto di biciclette, dalle seguenti categorie di infrastrutture e di mezzi di trasporto:
    a) ferrovie in esercizio della rete del trasporto locale;
    b) ferrovie turistiche in esercizio;
    c) linee di navigazione interna;
    d) impianti a fune;
    e) autolinee pubbliche e private.
   4. Le linee guida della mobilità dolce definiscono, oltre agli indirizzi tecnici ed amministrativi, gli aspetti finanziari con particolare riferimento: ai contributi dei Ministeri competenti, alle modalità per la ripartizione dei fondi necessari, alle modalità per il ricorso al partenariato tra pubblico e privato e all'affidamento delle opere in fase di realizzazione o di gestione a soggetti senza fini di lucro, privilegiando gli enti o le associazioni che operano sul territorio. In caso di affidamento a soggetti senza fini di lucro possono concorrere al finanziamento per la realizzazione ovvero per la gestione delle opere anche i proventi di sponsorizzazioni da parte di aziende private, i lasciti e le erogazioni liberali, finalizzati alla realizzazione della rete nazionale della mobilità dolce;

  all'articolo 5:
    al comma 1, alinea, dopo le parole:
mobilità ciclistica aggiungere le seguenti: e dolce;
    al comma 2, primo periodo, dopo le parole: mobilità ciclistica aggiungere le seguenti: e dolce;
    alla rubrica, aggiungere, in fine, le parole: e dolce;

  al titolo, aggiungere, in fine, le parole: e mobilità dolce.
2. 11. Busto, De Lorenzis, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

(Votazione dell'articolo 2)

  Dopo l'articolo 2 aggiungere il seguente:
  Art. 2-bis. – (Disposizioni attuative). – 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano o, sono approvate la rete nazionale della mobilità dolce e le linee guida della mobilità dolce.
  2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni, sulla base della rete nazionale e delle linee guida della mobilità dolce, elaborano un programma regionale di mobilità dolce nell'ambito delle proprie competenze di pianificazione e di programmazione territoriale. Le regioni provvedono ad attuare il programma di cui al presente articolo, anche promuovendo la partecipazione degli enti locali e dei cittadini anche attraverso contratti di partenariato sociale di cui all'articolo 190 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
  3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, provvede ad aggiornare con cadenza triennale la rete nazionale della mobilità dolce e le linee guida della mobilità dolce, con le medesime modalità di cui al comma 1. Le regioni adeguano il programma regionale di mobilità dolce nei successivi novanta giorni dalla data di approvazione dell'aggiornamento di cui al periodo precedente.
  4. Con il decreto di cui al comma 1 vengono altresì individuati i soggetti competenti alla manutenzione delle infrastrutture realizzate, anche mediante accordi ai sensi degli articoli 11 e 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. 010. Busto, De Lorenzis, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

ART. 3.
(Piano generale della mobilità ciclistica).

  Al comma 3, lettera b), dopo le parole: interesse nazionale aggiungere le seguenti:, sulla base delle proposte delle regioni,
3. 10. Castiello, Grimoldi.

  Al comma 3, lettera d), dopo le parole: interventi prioritari aggiungere le seguenti:, sulla base delle proposte delle regioni,
3. 11. Castiello, Grimoldi.

(Votazione dell'articolo 3)

ART. 4.
(Rete ciclabile nazionale denominata «Bicitalia»).

  Al comma 1, terzo periodo, aggiungere, in fine, le parole: urgenti e indifferibili.
4. 10. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 2, sostituire le lettere da d) a g) con le seguenti:

   d) integrazione con la rete di mobilità dolce;

   e) sviluppo delle piste ciclabili e utilizzazione e condivisione delle ferrovie dismesse riutilizzate come vie verdi (greenways).
4. 11. Busto, De Lorenzis, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 4, primo periodo, sostituire le parole: sentiti gli con le seguenti: sulla base dei progetti proposti dagli.
4. 1. Castiello, Grimoldi.

  Al comma 4, primo periodo, dopo la parola: realizzazione aggiungere le seguenti: e alla manutenzione.
4. 12. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 9, dopo le parole: piattaforma telematica aggiungere le seguenti: consultabile sul sito internet del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
4. 13. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

(Votazione dell'articolo 4)

  Dopo l'articolo 4 aggiungere i seguenti:
  Art. 4-bis. – (Riuso delle ferrovie dismesse come vie verdi (greenways)). – 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, pubblica l'elenco delle linee ferroviarie dismesse, comprensivo dello stato di fatto e di proprietà dei singoli tratti ferroviari di competenza statale. Il medesimo Ministero provvede altresì a richiedere agli enti proprietari diversi dallo Stato l'elenco delle linee ferroviarie dismesse di loro competenza. I predetti elenchi sono aggiornati entro il 31 dicembre di ogni anno. Di tale elenco si avvalgono il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e le regioni, per quanto previsto all'articolo 3, commi 1 e 2.
  2. La proprietà delle aree di sedime delle ferrovie dismesse rimane in capo ai soggetti proprietari che sono tenuti a consentirne l'uso come vie verdi, previa stipulazione di specifici accordi, da redigersi secondo quanto previsto nelle linee guida della mobilità dolce.

  Art. 4-ter. – (Atlante dei cammini e valorizzazione dei percorsi). – 1. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, promuove il censimento degli itinerari naturalistici, storici, culturali, religiosi, artistici o sociali, fruibili a piedi e con altre forme di mobilità dolce, ai fini della loro promozione e valorizzazione.
  2. Per la realizzazione del censimento di cui al comma 1 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo:
   a) tiene conto delle banche date già disponibili e dei censimenti già effettuati;
   b) effettua un coordinamento con le regioni e con gli altri enti territoriali e locali;
   c) può promuovere collaborazioni con università ed istituti di ricerca, associazioni di utenti, di volontariato e del terzo settore, ed anche degli operatori del settore turistico e culturale.

  3. Ai fini del censimento sono individuati il percorso, il soggetto o soggetti che gestiscono e promuovono il percorso, l'appartenenza a circuiti internazionali o europei, le strutture e- i servizi turistico-culturali collegati, le iniziative di valorizzazione già realizzate o programmate. Sono altresì individuati i comuni che, lungo i cammini, si distinguono per iniziative a sostegno allo sviluppo del turismo sostenibile e lento.
  4. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sulla base del censimento di cui ai commi precedenti, pubblica l'Atlante dei cammini d'Italia, ai fini della promozione turistica e culturale. L'Atlante dei cammini viene aggiornato ogni tre anni dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il relativo aggiornamento rileva ai fini dell'aggiornamento della rete nazionale per la mobilità dolce.
4. 010. Busto, De Lorenzis, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

ART. 5.
(Direzione generale per la mobilità ciclistica).

  Al comma 1, lettera b), premettere le parole: predisporre il cronoprogramma degli interventi da realizzare, previsti dal Piano generale della mobilità ciclistica e nei relativi aggiornamenti, e.
5. 1. Cristian Iannuzzi.
 NON SEGNALATO

  Al comma 1, lettera b), dopo la parola: realizzazione aggiungere le seguenti:, l'ampliamento e la manutenzione.
5. 10. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 1, dopo la lettera e) aggiungere la seguente:
   e-bis)
predisporre, in collaborazione con l'Istituto nazionale di statistica, un sistema informativo sull'uso delle biciclette, mediante il monitoraggio e lo studio analitico, allo scopo di individuare gli interventi necessari per promuovere lo sviluppo della mobilità ciclistica; il sistema informativo deve risultare accessibile, in conformità alla strategia nazionale di open government e open data, e consultabile, tramite una piattaforma a sorgente aperta, nel sito internet del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
5. 11. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 1, lettera h), aggiungere, in fine, le parole: anche mediante campagne pubblicitarie da tenersi sui canali televisivi e radiofonici della RAI – Radio Televisione Italiana.
5. 12. Becattini.

  Al comma 1, lettera i), sostituire le parole: l'educazione dei giovani all'uso della bicicletta, alla mobilità ciclistica e all'intermodalità con le seguenti: l'uso della bicicletta, la mobilità ciclistica e l'intermodalità.
5. 13. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 1, lettera i), dopo la parola: collettivo, aggiungere le seguenti: e con la realizzazione di aree destinate al parcheggio in prossimità degli edifici scolastici.
5. 3. Cristian Iannuzzi.

(Votazione dell'articolo 5)

ART. 6.
(Piani regionali della mobilità ciclistica).

  Al comma 2, sostituire le parole: possono istituire con la seguente: istituiscono.
6. 10. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 3, dopo la lettera f), aggiungere la seguente:
   f-bis)
gli indirizzi, i provvedimenti e gli interventi necessari per adottare e attuare ogni misura per il contrasto al furto delle biciclette;

  Conseguentemente, all'articolo 12, dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
   
2-bis. I comuni che attuano quanto disposto all'articolo 6, commi 2 e 3, lettere f) e f-bis), hanno priorità nella ripartizione delle risorse di cui al comma 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti definisce con apposito decreto i criteri per la ripartizione.
6. 11. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 3, lettera g), sopprimere la parola: pubblici.
6. 12. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 3, lettera h), sostituire le parole: mezzi di trasporto pubblico con le seguenti: tutti gli altri mezzi di trasporto.
6. 13. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

(Votazione dell'articolo 6)

ART. 7.
(Biciplan).

  Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: e definiscono aggiungere le seguenti:, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
7. 10. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le parole:, nonché gli indicatori di misurazione dell'efficacia delle azioni rispetto agli obiettivi prefissati.
7. 11. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Al comma 2, lettera n), sopprimere le parole: scolastici e.
7. 12. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:
  
3-bis. I comuni con oltre 50.000 abitanti istituiscono gli uffici della mobilità ciclistica.

  Conseguentemente, all'articolo 12, dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
  
2-bis. I comuni che attuano quanto disposto all'articolo 7, comma 3-bis, hanno priorità nella ripartizione delle risorse di cui al comma 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti definisce con apposito decreto i criteri per la ripartizione.
7. 13. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

(Votazione dell'articolo 7)

ART. 8.
(Disposizioni particolari per le città metropolitane e per le province).

(Votazione dell'articolo 8)

ART. 9.
(Disposizioni particolari per i comuni).

  Al comma 1, dopo le parole: in prossimità aggiungere le seguenti: di aeroporti,
9. 10. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:
  
6-bis. I comuni prevedono la realizzazione di apposite aree attrezzate per il deposito delle biciclette negli edifici di edilizia residenziale pubblica di nuova costruzione.
9. 11. Becattini.

  Dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:
  8. Le amministrazioni comunali, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo accordo con le parti interessate, provvedono alla adeguata dotazione nel territorio di propria competenza di rastrelliere idonee a impedire i furti di biciclette, prioritariamente nei luoghi di maggior interesse o affluenza, pubblici e privati, e nei pressi di stazioni ferroviarie, di autobus e negli altri luoghi di interscambio modale. Le amministrazioni comunali destinano almeno il 5 per cento della superficie dei posteggi di propria competenza riservati alle auto, alla sosta di biciclette mediante l'installazione di rastrelliere idonee ad impedire i furti di biciclette.
  9. Le amministrazioni comunali sostengono le spese per porre in essere le misure di cui al comma 8 nei limiti delle risorse disponibili e senza oneri per la finanza pubblica.
9. 12. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

(Votazione dell'articolo 9)

  Dopo l'articolo 9, aggiungere il seguente:
  Art. 9-bis. – (Modifiche al codice penale). – 1. All'articolo 625 del codice penale, al primo comma, dopo il numero 6), è aggiunto il seguente:
   «6-bis. Se il fatto è commesso su bicicletta esposta alla pubblica fede o assicurata con chiave di chiusura o catena antifurto a rastrelliere o altra struttura saldamente ancorata al terreno.»
9. 010. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

ART. 10.
(Modifica all'articolo 13 del codice della strada, in materia di ciclovie di complemento).

(Votazione dell'articolo 10)

ART. 11.
(Modifica all'articolo 1 del codice della strada, in materia di principi generali).

  Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
  2. Al codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) all'articolo 61, al comma 1, lettera c), le parole: «Gli autobus da noleggio, da gran turismo e di linea possono essere dotati di strutture portasci o portabagagli applicate posteriormente a sbalzo, in deroga alla predetta lunghezza massima» sono sostituite dalle seguenti: «Gli autobus da noleggio, da gran turismo e di linea possono essere dotati di strutture portasci, portabiciclette o portabagagli a sbalzo applicate posteriormente a sbalzo, o, per le sole strutture portabiciclette, anche anteriormente»;
   b) all'articolo 164, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
    «2-bis. Nel caso di autobus da noleggio, da gran turismo e di linea, in deroga al comma 2, è consentito l'utilizzo di strutture portabiciclette applicate a sbalzo anteriormente; tale struttura può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore fino ad un massimo di 80 cm dalla sagoma propria del mezzo».
11. 10. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

(Votazione dell'articolo 11)

  Dopo l'articolo 11, aggiungere il seguente:
  Art. 11-bis. – 1. All'articolo 1120, secondo comma, del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente numero:
   «4) le opere e gli interventi necessari per consentire l'uso degli spazi comuni, anche mediante rastrelliere, come posteggio per le biciclette dei condomini o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento di idonea superficie comune».
11. 010. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

ART. 12.
(Disposizioni finanziarie).

  Al comma 2, dopo la parola: realizzazione aggiungere le seguenti: e alla manutenzione.
12. 10. De Lorenzis, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.

  Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
  2-bis. Le risorse di cui ai commi 1 e 2 sono ripartite tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, proporzionalmente alle richieste di finanziamento relative alle azioni e alle misure effettivamente approvate da ciascuna regione e provincia autonoma e anche in percentuale alla quota di risorse messe a disposizione dalle singole regioni e province autonome dando priorità alle operazioni che fanno ricorso alla disciplina della finanza di progetto quale strumento che consente il finanziamento delle opere di pubblica utilità in materia di servizi e di strutture rivolti alla mobilità ciclistica limitando l'apporto di fondi pubblici e permettendo il conseguimento di maggiori livelli di efficienza con il coinvolgimento del privato nella fase di realizzazione e di gestione di tali opere.
12. 11. Castiello, Grimoldi.

(Votazione dell'articolo 12)

ART. 13.
(Relazione annuale sulla mobilità ciclistica).

  Al comma 2, sostituire le parole: 1o aprile con le seguenti: 1o marzo.

  Conseguentemente, al medesimo comma, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Qualora, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni non abbiano provveduto ad utilizzare le risorse loro destinate per gli interventi di cui alla presente legge, il Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvede alla ridestinazione sulla base degli interventi realizzati.
13. 10. Castiello, Grimoldi.

(Votazione dell'articolo 13)

  Dopo l'articolo 13 aggiungere il seguente:
  Art. 13-bis. – (Istituzione dell'Osservatorio sulla mobilità dolce). – 1. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo promuove e coordina le iniziative e gli accordi finalizzati all'incentivazione e alla diffusione della mobilità dolce a livello nazionale e internazionale.
  2. Con decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, è istituito, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Osservatorio sulla mobilità dolce, di seguito definito «Osservatorio». Il numero dei componenti, la composizione e le modalità di funzionamento sono stabiliti nel medesimo decreto.
  3. L'Osservatorio, presieduto dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, è composto dai Ministri di cui al comma 2, dai rappresentanti della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dai rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale di cui all'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, nonché dai rappresentanti di altre associazioni che per natura e statuto sono affini agli obiettivi della presente legge e dai rappresentanti di associazioni specificamente impegnate nella tutela e nella valorizzazione dei cammini storici italiani, delle vie verdi (greenways), delle ciclovie turistiche, nonché nella salvaguardia, nella promozione e nella gestione di ferrovie turistiche.
  4. L'Osservatorio svolge le seguenti attività:
   a) fornisce il supporto scientifico e tecnico per la redazione della rete nazionale e delle linee guida di mobilità dolce;
   b) esprime parere per l'approvazione di quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, lettere b) e g);
   c) collabora alla individuazione dei tronchi di ferrovie dismesse, da inserire nella rete nazionale e nel programma regionale di mobilità dolce;
   d) sostiene, attraverso iniziative pubbliche e supporti multimediali, la diffusione della pratica della mobilità dolce nell'opinione pubblica e nelle associazioni;
   e) vigila sull'attuazione della presente legge.

  Conseguentemente:
   all'articolo 5:
    al comma 1, alinea, dopo le parole:
mobilità ciclistica aggiungere le seguenti: e dolce;
    al comma 2, primo periodo, dopo le parole: mobilità ciclistica aggiungere le seguenti: e dolce;
    alla rubrica, aggiungere, in fine, le parole: e dolce;
   al titolo, aggiungere, in fine, le parole: e mobilità dolce.
13. 010. Busto, De Lorenzis, Daga, De Rosa, Micillo, Terzoni, Zolezzi, Vignaroli, Spessotto, Dell'Orco, Carinelli, Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Liuzzi.