Camera dei deputati - XVII Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento bilancio
Altri Autori: Servizio Bilancio dello Stato , Servizio Commissioni , Ufficio Rapporti con l'Unione Europea
Titolo: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014) - A.C. 1865 - Schede di lettura - Parte I ' Tomo 2 (Articolo 1, commi da 220 a 531)
Riferimenti:
AC N. 1865/XVII     
Serie: Progetti di legge    Numero: 95
Data: 01/12/2013
Descrittori:
BILANCIO DELLO STATO     
Organi della Camera: V-Bilancio, Tesoro e programmazione

 

Camera dei deputati

XVII LEGISLATURA

 

 

 

Documentazione per l’esame di
Progetti di legge

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(Legge di stabilità 2014)

 

A.C. 1865

Schede di lettura

 

 

 

 

n. 95

 

 

Parte I – Tomo 2

(Articolo 1, commi da 220 a 531)

 

 

2 dicembre 2013

 


Servizio responsabile:

Servizio Studi – Dipartimento Bilancio

( 066760-9932 – * st_bilancio@camera.it

Hanno partecipato alla redazione del dossier i seguenti Servizi e Uffici:

Servizio Bilancio dello Stato

Analisi di finanza pubblica n. 4

( 066760-2174 / 066760-9455 – * bs_segreteria@camera.it

Servizio Commissioni – Segreteria V Commissione

( 066760-3545 / 066760-3685 – * com_bilancio@camera.it

Segreteria Generale – Ufficio Rapporti con l’Unione europea

( 066760-2145 – * cdrue@camera.it

Il presente dossier è articolato in tre volumi:

§      Sintesi del contenuto (dossier n. 95/0) e Schede di lettura (dossier n. 95, Parte I), redatti dal Servizio Studi e dall'Ufficio rapporti con l'Unione europea, per le parti relative ai documenti all’esame delle istituzioni dell’Unione europea

§       Profili finanziari (dossier n. 95, Parte II) curati dal Servizio Bilancio dello Stato, nonché dalla Segreteria della V Commissione per quanto concerne le coperture.

 

La documentazione dei servizi e degli uffici della Camera è destinata alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.

File: ID0006s2.doc


INDICE
(Tomo I)

Schede di lettura

§      Articolo 1, comma 1 (Risultati differenziali).................................................... 3

§      Articolo 1, commi 2-4 (Finanziamento gestioni previdenziali)........................ 6

§      Articolo 1, comma 5 (Fondo per lo sviluppo e la coesione)........................... 9

§      Articolo 1, commi 6-9 (Fondi per programma “Aree interne del Paese”).... 14

§      Articolo 1, comma 10 (Formazione giovani extraeuropei - Agenzia ICE)... 16

§      Articolo 1, comma 11 (Contratti di sviluppo industriale).............................. 17

§      Articolo 1, comma 12 (Fondo per la crescita sostenibile)........................... 19

§      Articolo 1, comma 13 (Fondo rotativo per l’internazionalizzazione delle imprese) 20

§      Articolo1, comma 14 (Fondo credito all’esportazione)................................. 22

§      Articolo 1, comma 15 (Fondo settore aeronautico)..................................... 24

§      Articolo 1, commi 16, 18 e 19 (Interventi in favore di giovani imprenditori agricoli)    25

§      Articolo 1, comma 17 (Abolizione dello spesometro per i produttori agricoli esonerati da dichiarazione IVA)............................................................................................................... 29

§      Articolo 1, comma 20 (Determinazione acconti imposte sui redditi per imprese agricole)  31

§      Articolo 1, comma 21 (Programmi industriali navali d'interesse della Difesa) 32

§      Articolo 1, commi 22-24 (Diversa destinazione risorse per flotta navale)... 34

§      Articolo 1, comma 25 (Programma TETRA per forze di polizia)................. 37

§      Articolo 1, comma 26 (Finanziamento Cassa DD.PP. a grandi imprese)... 38

§      Articolo 1, commi 27-30 (Attività della Cassa DD.PP.)............................... 40

§      Articolo 1, commi 31-33 (Finanziamenti alle imprese)................................. 44

§      Articolo 1, comma 34 (Modifiche alla garanzia dello Stato sui debiti pregressi delle Amministrazioni pubbliche diverse dallo Stato)...................................................................... 53

§      Articolo 1, commi 35-39 (Obblighi da parte dei notai di versamento di somme su conti correnti dedicati)........................................................................................................ 55

§      Articolo 1, comma 40 (Finanziamenti per manutenzione rete stradale e nuove opere)  57

§      Articolo 1, comma 41 (Finanziamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria)  59

§      Articolo 1, comma 42 (Ulteriori interventi finanziabili nel Programma ANAS relativo a ponti, viadotti e gallerie)......................................................................................................... 60

§      Articolo 1, comma 43 (Finanziamenti per il sistema MO.S.E.)................... 61

§      Articolo 1, comma 44 (Contratto di servizio con RFI).................................. 63

§      Articolo 1, comma 45, 47, 49 (Finanziamento tratte ferroviarie).................. 65

§      Articolo 1, comma 46 (Risorse destinate alla S.S. 372 Telesina e al collegamento autostradale Termoli-S. Vittore)........................................................................................ 67

§      Articolo 1, comma 48 (Modifiche alla disciplina delle revoche delle risorse destinate alle infrastrutture strategiche)................................................................................................... 69

§      Articolo 1, comma 50 (Rinnovo veicoli trasporto pubblico locale)............... 70

§      Articolo 1, comma 51 (Revoche di risorse e loro destinazione prioritaria a metrotranvia di Padova) 71

§      Articolo 1, comma 52 (Finanziamento dell’autotrasporto)............................ 73

§      Articolo 1, comma 53 (Società di gestione dell’aeroporto di Trapani Birgi). 74

§      Articolo 1, commi 54-56 (Comitato centrale per l’Albo nazionale autotrasportatori)   75

§      Articolo 1, comma 57 (Finanziamenti per l’autostrada A4 Quarto d’Altino-Villesse-Gorizia)    77

§      Articolo 1, comma 58 (Banda larga)............................................................ 79

§      Articolo 1, comma 59 (Pagamento debiti relativo a opere pubbliche ex Agensud)    82

§      Articolo 1, comma 60 (Disposizioni concernenti Expo Milano 2015).......... 83

§      Articolo 1, commi 61 e 62 (Risorse per infrastrutture destinate a beni e attività culturali)   86

§      Articolo 1, comma 63 (Capitanerie di porto)................................................ 88

§      Articolo 1, comma 64 (Contributo in favore del Corpo della Guardia di finanza)   89

§      Articolo 1, comma 65 (Finanziamenti per infrastrutture al servizio della Fiera di Verona)   90

§      Articolo 1, comma 66 (Interventi contro il dissesto idrogeologico).............. 91

§      Articolo 1, comma 67 (Fondo depurazione reflui urbani)............................. 95

§      Articolo 1, comma 68 (Fondo per bonifica discariche abusive).................. 97

§      Articolo 1, comma 69 (Acquisto isola di Budelli)........................................ 100

§      Articolo 1, commi 70-73 (Interventi a favore della regione Sardegna a fronte degli eventi alluvionali del mese di novembre 2013)........................................................................... 101

§      Articolo 1, commi 74 e 75 (Disposizioni sospensive per centrali termoelettriche e turbogas) 105

§      Articolo 1, comma 76 (Incremento detrazioni per lavoro dipendente)....... 107

§      Articolo 1, comma 77 (Riduzione oneri contributivi assicurazione infortuni sul lavoro e malattie professionali).............................................................................................. 109

§      Articolo 1, commi 78 e 79 (Indennità INAIL danno biologico e rendite superstiti deceduti sul lavoro) 113

§      Articolo 1, comma 80 (Defiscalizzazione a fini IRAP per assunzioni a tempo indeterminato) 115

§      Articolo 1, commi 81 e 82 (Stabilizzazione degli associati in partecipazione) 119

§      Articolo1, comma 83 (Benefici per trasformazioni di contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato)............................................................................................. 120

§      Articolo 1, comma 84 (Aliquote soggetti autorizzati a somministrazione di lavoro)    121

§      Articolo 1 commi 85 e 86 (Aiuto alla crescita economica - ACE)............. 122

§      Articolo 1, comma 87 (Proroga detrazioni ristrutturazioni edilizie)............. 125

§      Articolo 1, commi 88-95 (Rivalutazione beni di impresa).......................... 135

§      Articolo 1, commi 96-98 (Affrancamento maggiori valori contabili)........... 139

§      Articolo 1, comma 99 (Remunerazione della disponibilità di capacità di produzione di energia elettrica)...................................................................................................... 142

§      Articolo 1, comma 100 (Fotovoltaico pubblico in zone colpite da calamità) 145

§      Articolo 1, comma 101-102 (Rivalutazione terreni e partecipazioni)......... 146

§      Articolo 1 commi 103-106 (Deducibilità fiscale a fini IRAP e IRES delle rettifiche su crediti e delle perdite su crediti)........................................................................................ 148

§      Articolo 1, commi 107 e 108 (Deducibilità dei beni concessi in locazione finanziaria)    153

§      Articolo 1, commi 109-111 (Imposta di registro proporzionale per i contratti di leasing di immobili strumentali – Esenzione Ipt per il riscatto dei veicoli in leasing)................ 155

§      Articolo 1, commi 112-116 (Deferred Tax Assets – Imposte differite attive nel settore bancario)    157


§      Articolo 1, comma 117 (Regime IVA agevolato per le cooperative sociali) 161

§      Articolo 1, comma 118 (Recupero imposte).............................................. 166

§      Articolo 1, comma 119 (Proroga termini attività delle cooperative che concedono finanziamenti ai soci)............................................................................................................ 168

§      Articolo 1, comma 120 (Fondo per l'incentivazione di iniziative per la partecipazione dei lavoratori) 170

§      Articolo 1, comma 121 (Nuove sedi per uffici giudiziari)............................ 172

§      Articolo 1, commi 122 e 123 (Ammortizzatori sociali)............................... 173

§      Articolo 1, comma 124 (Proroga della sospensione dei contributi e dei premi assicurativi)    178

§      Articolo 1, comma 125 (Lavoratori licenziati da enti non commerciali)..... 180

§      Articolo 1, commi 126 e 127 (Esodati)....................................................... 182

§      Articolo 1, commi 128 e 129 (Fondo per le non autosufficienze)............... 187

§      Articolo 1, comma 130 (Fondo per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati)   189

§      Articolo 1, comma 131 (5 per mille)........................................................... 190

§      Articolo 1, comma 132 (Lavoratori socialmente utili)................................. 192

§      Articolo 1, comma 133 (Carta acquisti)..................................................... 195

§      Articolo 1, comma 134 (Finanziamento del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere).................................................................................................... 200

§      Articolo 1, comma 135 (Misure in favore di giovani e disoccupati)........... 202

§      Articolo 1, comma 136 (Istituto nazionale di genetica molecolare)........... 205

§      Articolo 1, comma 137 (Assistenza sanitaria cittadini italiani all’estero).... 206

§      Articolo 1, comma 138 (Rivalutazione indennità emotrasfusi).................. 207

§      Articolo 1, comma 139 (Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti)   209

§      Articolo 1, commi 140 e 141 (Adesione delle aziende farmaceutiche al sistema del pay back)   211

§      Articolo 1, comma 142 (Screening neonatali per la diagnosi precoce di patologie metaboliche ereditarie).................................................................................................... 213

§      Articolo 1, comma 143 (Riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica) 215

§      Articolo 1, commi 144-145 (Anagrafe nazionale degli assistiti)................. 217


§      Articolo 1, commi 146-150 (Raccolta e distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari da parte delle ONLUS e degli operatori del settore alimentare)..................... 219

§      Articolo 1, commi 151-158 (Cofinanziamento nazionale programmi Unione Europea)  220

§      Articolo 1, comma 159 (Trasferimento al Ministero degli Affari esteri di fondi per programmi UE di aiuto allo sviluppo)...................................................................................... 227

§      Articolo 1, comma 160 (Pagamento sanzioni per pronunce di condanna per mancato recepimento di direttive UE)................................................................................................ 228

§      Articolo 1, comma 161 (Incremento Fondo per interventi strutturali di politica economica)     229

§      Articolo 1, comma 162 (Rifinanziamento del Fondo per le missioni internazionali)    230

§      Articolo 1, comma 163 (Ricostruzione privata nei comuni interessati dal sisma in Abruzzo)  231

§      Articolo 1, comma 164 (Ricostruzione sisma Calabria e Basilicata 2012 (Pollino))  233

§      Articolo 1, comma 165 (Fondo per il finanziamento ordinario delle università) 235

§      Articolo 1, comma 166 (Scuole paritarie)................................................... 236

§      Articolo 1, comma 167 (Fondo straordinario per il sostegno all'editoria)... 239

§      Articolo 1, comma 168 (Flotta aerea antincendio del Corpo forestale dello Stato)     241

§      Articolo 1, comma 169 (Impiego forze armate per vigilanze sul territorio) 242

§      Articolo 1, comma 170 (Fondo per l’efficienza dello strumento militare)... 244

§      Articolo 1, comma 171 (Assunzione di procuratori presso l’Avvocatura dello Stato) 245

§      Articolo 1, comma 172 (Fondo esigenze di funzionamento Arma dei Carabinieri)     246

§      Articolo 1, comma 173 (Contributi a favore di Associazioni combattentistiche)    247

§      Articolo 1, comma 174 (Semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE) 248

§      Articolo 1, comma 175 (Vertice UE sull’occupazione giovanile ed Asia-Europe Summit 2014)   253

§      Articolo 1, comma 176 (Fondazione istituto mediterraneo di ematologia). 255

§      Articolo 1, comma 177 (Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti)   256

§      Articolo 1, comma 178 (Contributo integrativo all’Agenzia delle entrate)... 257

§      Articolo 1, comma 179 (Finanziamento per la realizzazione della riforma del catasto)   258

§      Articolo 1, comma 180 (Restituzione contributo di perequazione sui trattamenti pensionistici di importo elevato).......................................................................................... 259

§      Articolo 1, comma 181 (Assunzione di magistrati ordinari)....................... 261

§      Articolo 1, comma 182 (Proroga del mandato di magistrati onorari)......... 263

§      Articolo 1, comma 183 (Rilascio concessioni di beni demaniali marittimi) 265

§      Articolo 1, comma 184 (Incremento della misura dei consumi medi di gasolio ad uso agricolo) 266

§      Articolo 1, comma 185 (Fondo bieticolo saccarifero)................................ 268

§      Articolo 1, comma 186 (Interventi vari a favore degli italiani nel mondo).. 270

§      Articolo 1, comma 187 (Competenze di Agea).......................................... 274

§      Articolo 1, comma 188 (Utilizzo somme iscritte bilancio Agea per l’attività di controllo e repressione delle frodi alimentari).................................................................................. 276

§      Articolo 1, comma 189 (Emergenza sanitaria batterio Xylella fastidiosa).. 277

§      Articolo 1, comma 190 (Pagamenti per il settore ippico)........................... 279

§      Articolo 1, comma 191 (Fondo finanziamento esigenze indifferibili).......... 281

§      Articolo 1, comma 192 (Risorse per il Fondo di garanzia per i mutui per impianti sportivi) 283

§      Articolo 1, comma 193 (Risorse per la proroga della convenzione con Radio radicale)     285

§      Articolo 1, comma 194 e 195 (Celebrazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale)    287

§      Articolo 1, commi 196-199 (Normattiva).................................................... 288

§      Articolo 1, comma 200 (Deroghe ai limiti di spesa per l’acquisto di arredi ed autovetture da parte di rappresentanze diplomatiche ed uffici consolari)....................................... 290


§      Articolo 1, comma 201 (Riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente)................................................................................ 292

§      Articolo 1, comma 202 (Disposizioni per fronteggiare l’emergenza socio-economica nell’isola di Lampedusa)............................................................................................... 294

§      Articolo 1, comma 203 (Centro nazionale adroterapia oncologica)........... 298

§      Articolo 1, comma 204 (Economie di spesa per Autorità garante concorrenza e Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità)................................................... 299

§      Articolo 1, comma 205 (Commissariamento province)............................. 301

§      Articolo 1, comma 206 e 207 (Fondazioni lirico-sinfoniche)...................... 302

§      Articolo 1, comma 208 (Locazioni passive immobili all’estero del Ministero degli Affari esteri)    305

§      Articolo 1, comma 209 (Incorporazione della Sicot nella Consip)............. 306

§      Articolo 1, comma 210 (Trasferimento a Fintecna della società Cinecittà Luce S.p.A.) 308

§      Articolo 1, comma 211 (Modernizzazione del sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica) 311

§      Articolo 1, comma 212 (Soppressione del credito d'imposta per promuovere l'offerta on line di opere dell'ingegno e trasferimento di somme a favore del credito d’imposta per l’adeguamento tecnologico degli operatori dell’editoria)......................................................................... 313

§      Articolo 1, comma 213 (Proroga della sospensione di agevolazioni tariffarie  postali editoriali)   315

§      Articolo 1, comma 214 (Disciplina transitoria per la concessione dei contributi ai periodici italiani diffusi all’estero).......................................................................................... 317

§      Articolo 1, comma 215 (Contenimento della spesa di personale della Banca d’Italia)    319

§      Articolo 1, comma 216 (Accertamenti medico legali per dipendenti assenti per malattia)  320

§      Articolo 1, comma 217 (Estensione dell’attività della Consip S.p.A.)........ 321

§      Articolo 1, comma 218 (Assunzioni in magistratura, progetti formativi tirocinanti presso gli uffici giudiziari, incentivazione personale amministrativo Ministero della giustizia) 324

§      Articolo 1, comma 219 (Minoranze linguistiche slovene).......................... 326

 


 
INDICE
(Tomo II)

Schede di lettura

§      Articolo 1, commi 220 e 221 (Fondo per la ricostruzione e la messa in sicurezza nei territori colpiti da eventi emergenziali) 331

§      Articolo 1, commi 222 e 223 (Proroga contratti lavoro a tempo determinato territorio de L’Aquila) 334

§      Articolo 1, comma 224 (Contributo per lo smaltimento dei rifiuti nelle zone colpite dal sisma del 2009 in Abruzzo) 336

§      Articolo 1, comma 225 (Contributi per la sistemazione dei cittadini colpiti da ordinanza di sgombero in seguito al sisma del 26 ottobre 2012 in Calabria e Basilicata) 338

§      Articolo 1, commi 226-228 e 245 (Deroghe al patto di stabilità interno per enti colpiti da eventi sismici) 340

§      Articolo 1, comma 229 (Differimento rate dei mutui concessi agli enti locali colpiti dal sisma 2012) 345

§      Articolo 1, commi 230-233, 238-242 (Interventi a favore delle zone colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012) 346

§      Articolo 1, commi 234 e 235 (Modifiche alla disciplina dei finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione dehttp://bd01.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?NAVIPOS=1&DS_POS=1&KEY=01LX0000771393ART87&FT_CID=43596&OPERA=01 - 45lle zone colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012) 354

§      Articolo 1, comma 236 (Assunzioni di personale nelle zone colpite eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012) 357

§      Articolo 1, comma 237 (Modifiche alla disciplina dei finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione dehttp://bd01.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?NAVIPOS=1&DS_POS=1&KEY=01LX0000771393ART87&FT_CID=43596&OPERA=01 - 45lle zone colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012) 359

§      Articolo 1, comma 243 (Centro poliedrico antiviolenza di genere di L’Aquila) 360

§      Articolo 1, comma 244 (Destinazione dei risparmi derivanti dalla riduzione dei pubblici per le spese sostenute dai partiti politici) 361

§      Articolo 1, commi 246 e 247 (Policlinici universitari gestiti da università non statali e finanziamento del Bambin Gesù) 363

§      Articolo 1, comma 248 (Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio) 364

§      Articolo 1, comma 249 (Incremento Fondo per interventi strutturali di politica economica) 365

§      Articolo 1, comma 250 (Incremento del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente) 366

§      Articolo 1, commi 251-253 (Contributi statali alle istituzioni culturali) 367

§      Articolo 1, comma 254 (Ottimizzazione spazi ad uso pubblico) 371

§      Articolo 1, comma 255 (Manutenzione degli immobili pubblici) 376

§      Articolo 1, comma 256 (Programma straordinario di cessione di immobili pubblici) 378

§      Articolo 1, comma 257 (Dismissione beni immobili dell’INDIRE) 380

§      Articolo 1, comma 258 (Organizzazione periferica uffici regionali scolastici) 381

§      Articolo 1, comma 259 (Risparmi di spesa sugli investimenti pluriennali per la difesa nazionale) 382

§      Articolo 1, comma 260 (Utilizzo immobili uffici giudiziari) 383

§      Articolo 1, commi 261-264 (Riduzione delle spese per consultazioni elettorali) 384

§      Articolo 1, comma 265 (Modalità di pagamento delle competenze al personale delle forze di polizia e delle Forze armate) 388

§      Articolo 1, commi 266 e 267 (Garante del contribuente) 390

§      Articolo 1, comma 268 (Centri di assistenza fiscale) 391

§      Articolo 1, comma 269 (Soppressione fondo esenzione IRAP lavoratori autonomi) 393

§      Articolo 1, comma 270 (Soppressione fondo pagamento canoni di locazione) 394

§      Articolo 1, comma 271 (Fondo gestione istituti contrattuali dei lavoratori portuali) 395

§      Articolo 1, comma 272 (Riduzione stanziamenti per contratti di produttività) 396

§      Articolo 1, commi 273 e 275 (Misure finanziarie compensative tra le Autorithies) 398

§      Articolo 1, comma 274 (Riduzione Fondo per interventi strutturali di politica economica) 404

§      Articolo 1, comma 276 (Risparmi di spesa per consumi intermedi di enti previdenziali) 405

§      Articolo 1, comma 277 (Fabbisogno finanziario programmato delle università statali) 407

§      Articolo 1, comma 278 (Predisposizione di un piano di ristrutturazione e razionalizzazione delle società controllate o interamente detenute dal MiBACT) 409

§      Articolo 1, comma 279 (Deroghe per le istituzioni culturali ai limiti sul numero dei componenti degli organi di amministrazione) 410

§      Articolo 1, comma 280 (Interpretazione del diritto di rivalsa dello Stato) 411

§      Articolo 1, comma 281 (Subentro nei procedimenti giurisdizionali pendenti in conseguenza della chiusura delle gestioni commissariali per emergenze di protezione civile e grandi eventi) 413

§      Articolo 1, comma 282 (Fabbisogni standard) 415

§      Articolo 1, comma 283 (Cure palliative) 418

§      Articolo 1, comma 284 (Prontuario continuità assistenziale ospedale-territorio) 419

§      Articolo 1, commi 285-288 (Spending review per la spesa dello Stato e degli enti territoriali e riduzione dei regimi di agevolazione fiscale) 421

§      Articolo 1, comma 289 (Riduzione dei trasferimenti correnti alle imprese) 431

§      Articolo 1, comma 290 (Riduzione spesa per consumi intermedi) 434

§      Articolo 1, comma 291 (Proroga delle gestioni commissariali delle province) 436

§      Articolo 1, comma 292 (Stazione sperimentale delle pelli) 440

§      Articolo 1, comma 293 (Modifiche al Codice antimafia) 442

§      Articolo 1, commi 294-300 (Alienazione di veicoli sequestrati o confiscati) 443

§      Articolo 1, commi 301-304 (Indennità di vacanza contrattuale) 445

§      Articolo 1, commi 305 e 317 (Trattamento accessorio del personale) 448

§      Articolo 1, comma 306 (Compensi professionali liquidati a seguito di sentenze favorevoli per la PA) 450

§      Articolo 1, commi 307-310 (Facoltà assunzionali delle PA (turn-over)) 451

§      Articolo 1, commi 311-315 (Estensione limite massimo retributivo personale PA) 455

§      Articolo 1, comma 316 (Retribuzione straordinaria delle Forze di Polizia e delle Forze Armate) 457

§      Articolo 1, commi 318 e 319 (Riduzione dell’indennità di servizio all’estero e dei rimborsi per spese di viaggio del personale delle Ambasciate e dei consolati) 458

§      Articolo 1, comma 320 (Finanziamento del SSN) 460

§      Articolo 1, comma 321 (Assunzioni di cittadini italiani licenziati già dipendenti di basi militari soppresse) 462

§      Articolo 1, comma 322 (Rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici) 463

§      Articolo 1, commi 323 e 324 (Modiche alla liquidazione del TFR) 465

§      Articolo 1, comma 325 (Contributo di solidarietà sulle pensioni di importo elevato) 467

§      Articolo 1, comma 326 (Norma di interpretazione autentica sulla legittimità di deliberazioni in materia previdenziale) 473

§      Articolo 1, comma 327 (Computo a fini pensionistici dei permessi ex legge n. 104/1992) 475

§      Articolo 1, commi 328-334, 346-351 (Patto di stabilità interno delle Regioni e ulteriore concorso agli obiettivi di finanza pubblica) 476

§      Articolo 1, commi 335-345 (Concorso agli obiettivi di finanza pubblica delle regioni a statuto speciale e delle province autonome) 483

§      Articolo 1, comma 352 (Modifiche alla base di calcolo del limite all'indebitamento per le regioni) 493

§      Articolo 1, comma 353 (Termine per l’esercizio in forma associata delle funzioni dei comuni) 495

§      Articolo 1, commi 354-365 (Patto di stabilità interno degli enti locali) 497

§      Articolo 1, commi 366-369 (Esclusione dal patto di stabilità interno 2014 degli enti territoriali  dei pagamenti per debiti in conto capitale) 512

§      Articolo 1, commi 370-381 (Nuova disciplina sui rapporti finanziari e sul contenimento dei costi del personale tra amministrazioni locali e società partecipate) 518

§      Articolo 1, comma 382 (Intese con le province di Trento e Bolzano) 530

§      Articolo 1, comma 383 (Strumenti finanziari derivati degli enti territoriali) 532

§      Articolo 1, comma 384 (Compensazione crediti d’imposta) 536

§      Articolo 1, commi 385 e 386 (Riordino agevolazioni tributarie) 538

§      Articolo 1, commi 387-390 (Razionalizzazione della spesa per crediti d’imposta) 540

§      Articolo 1, comma 391 (Aumento imposta di bollo su conto titoli) 543

§      Articolo 1, comma 392 (Aumento IVAFE) 545

§      Articolo 1, comma 393 (Soppressione di crediti di imposta e di agevolazioni fiscali) 547

§      Articolo 1, commi 394 e 395 (Servizi di pagamento) 549

§      Articolo 1, commi 396-399 (Rimborsi indebiti di imposta) 553

§      Articolo 1, comma 400 (Proroga contributo di solidarietà sulla parte eccedente il reddito complessivo di 300.000 euro) 555

§      Articolo 1, commi 401-407 (Imposta di bollo forfetaria sulle istanze trasmesse per via telematica) 557

§      Articolo 1, commi 408 e 409 (Contributo unificato nel processo tributario) 559

§      Articolo 1, commi 410-415 (Contributo obbligatorio per la partecipazione agli esami per l'avvocatura e ai concorsi per notariato e magistratura ordinaria) 560

§      Articolo 1, commi 416 e 417  (Riduzione di compensi per spese di giustizia) 562

§      Articolo 1, commi 418 e 419 (Agevolazioni per la piccola proprietà contadina) 564

§      Articolo 1, comma 420 (Proroga attività riscossione enti locali) 567

§      Articolo 1, comma 421 (Riscossione) 569

§      Articolo 1, commi 422 e 423 (Disposizioni in materia di assistenza fiscale) 575

§      Articolo 1, commi 424-428 (Estinzione agevolata di carichi affidati agli agenti della riscossione) 577

§      Articolo 1, comma 429 (Differimento dei termini dell’aumento del prelievo fiscale sui prodotti da fumo) 581

§      Articolo 1, comma 430 (Accise su benzine e gasolio) 583

§      Articolo 1, commi 431 e 432 (Profili fiscali degli interventi di sostegno del Fondo interbancario di tutela dei depositi) 584

§      Articolo 1, commi 433 e 434 (IRPEF residenti Campione d’Italia) 585

§      Articolo 1, commi 435 e 436 (Accisa ridotta per talune emulsioni) 586

§      Articolo 1, comma 437-439 (Concessioni per la raccolta del gioco del Bingo) 588

§      Articolo 1, commi 440 e 441 (Riordino della tassazione immobiliare comunale) 590

§      Articolo 1, commi 442-469 (La tassa sui rifiuti – TARI) 591

§      Articolo 1, commi 470-479 (Componente diretta alla copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni – TASI) 599

§      Articolo 1, commi 480-504 (Disciplina generale della IUC in materia di TARI e TASI) 608

§      Articolo 1, commi 505-515 (Disposizioni in materia di IMU) 614

§      Articolo 1, comma 516-521 (Erronei versamenti IMU) 626

§      Articolo 1, comma 522 (Fondo di solidarietà comunale) 629

§      Articolo 1, comma 523 (Tabelle A e B) 636

§      Articolo 1, comma 524 (Tabella C) 642

§      Articolo 1, commi 525 e 526 (Tabella E) 658

§      Articolo 1, comma 527 (Prospetto di copertura) 686

§      Articolo 1, comma 528 (Aliquota contributiva lavoratori autonomi) 688

§      Articolo 1, commi 529 e 530 (Collaboratori scolastici Ufficio scolastico provinciale di Palermo) 690

§      Articolo 1, comma 531 (Entrata in vigore) 692

 


Schede di lettura

 


 

Articolo 1, commi 220 e 221
(Fondo per la ricostruzione e la messa in sicurezza nei territori colpiti da eventi emergenziali)

 

 

Il comma 220, inserito nel corso dell’esame al Senato, prevede l’istituzione, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, di un Fondo con una dotazione pari a 26,5 milioni di euro per l'anno 2014.

Le risorse di tale fondo sono finalizzate ad interventi in conto capitale per la ricostruzione e messa in sicurezza dei territori interessati da eventi emergenziali pregressi, per i quali il rientro alla disciplina ordinaria (in base alla L. 225/1992) è già avvenuto o avverrà nel corso del 2014.

Si ricorda che il D.L. 59/2012 ha introdotto nel testo della L. 225/1992 una serie di disposizioni finalizzate a limitare temporalmente la durata dello stato di emergenza.

L’art. 5, comma 1-bis, della citata legge (introdotto dal D.L. 59 e novellato dall'art. 10, comma 1, lett. b), del D.L. 93/2013) stabilisce che la durata della dichiarazione dello stato di emergenza non può superare i 180 giorni prorogabile per non più di ulteriori 180 giorni.

Il successivo comma 4 (riscritto dal D.L. 59/2012) dispone, tra l’altro, che le funzioni del commissario delegato cessano con la scadenza dello stato di emergenza.

Il comma 4-ter del medesimo articolo 5, anch’esso introdotto dal D.L. 59, prevede l'emanazione, almeno dieci giorni prima della scadenza dello stato di emergenza, da parte del Capo del dipartimento della protezione civile di un'apposita ordinanza per favorire e regolare il subentro dell'amministrazione pubblica competente in via ordinaria a coordinare gli interventi.

L’art. 3, comma 2, del D.L. 59/2012 ha inoltre vietato la proroga o il rinnovo, se non una sola volta e comunque non oltre il 31 dicembre 2012, delle gestioni commissariali operanti, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, alla data di entrata in vigore del decreto.

 

Il comma 220 prevede che il citato fondo possa essere utilizzato anche per la concessione di contributi per scorte e beni mobili strumentali all'attività produttiva. Per il riconoscimento di tali contributi il comma richiede tutte le seguenti condizioni:

§      i danni devono essere in nesso di causalità con l'evento;

§      i danni devono essere dimostrabili con perizia giurata, risalente al periodo dell'evento.

 

Viene altresì disposto che gli interventi attuati con le risorse del citato fondo sono monitorati ai sensi del D.Lgs. 229/2011, che prevede procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche (per una sintesi dei contenuti di tale decreto si rinvia al commento del comma 66 del presente articolo).

In fase di prima attuazione, il comma 221 individua gli interventi ammessi al finanziamento del Fondo di cui al precedente comma (con le modalità ivi previste) di seguito indicati con i relativi importi:

a)   per un importo di 1,5 milioni di euro, contributi alle imprese che abbiano subito danni alle scorte e ai beni mobili strumentali all'attività produttiva a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio della regione Marche nei giorni dal 1° al 6 marzo 2011;

Con riferimento a tali eventi, si ricorda che lo stato di emergenza, dichiarato inizialmente con il D.P.C.M. 10 marzo 2011, è stato prorogato fino al 31 marzo 2013 dal D.P.C.M. 23 marzo 2012. Con l’ordinanza di protezione civile 10 giugno 2012, n. 7, il Presidente della regione Marche è stato nominato Commissario delegato per il superamento dell'emergenza e sono stati stanziati 25 milioni di euro a carico del Fondo per la Protezione civile. Con l’ordinanza 20 settembre 2013, n. 116 sono invece state dettate disposizioni per favorire e regolare il subentro della regione Marche nelle iniziative finalizzate al superamento della situazione di criticità determinatasi a seguito degli eventi meteorologici in questione.

Si ricorda altresì che, in attuazione dell’art. 1, comma 290, della L. 228/2012, il D.P.C.M. 23 marzo 2013 ha assegnato alla Regione Marche, per gli eventi alluvionali dei giorni dal 1° al 6 marzo 2011, un contributo di 16 milioni di euro per il triennio 2013-2015.

b)   interventi per la ricostruzione a seguito degli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito alcuni comuni delle province di Lucca, Massa Carrara, Genova e La Spezia nei giorni dal 20 al 24 ottobre 2013, nonché della regione Marche nei giorni tra il 10 e l'11 novembre 2013, per un importo di 20 milioni di euro per l'anno 2014 sulla base della ricognizione dei fabbisogni finanziari;

Con la delibera del Consiglio dei Ministri del 15 novembre 2013 (pubblicata nella G.U. 25 novembre 2013, n. 276) è stato dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 20, 21 e 24 ottobre 2013 nel territorio della regione Toscana, fino al centottantesimo giorno dalla data del provvedimento. L’art. 1 della delibera prevede, tra l’altro, che alla scadenza del citato termine la regione Toscana provvede, in via ordinaria, a coordinare gli interventi conseguenti all'evento finalizzati al superamento della situazione emergenziale in atto. La delibera dispone altresì che per l'attuazione dei primi interventi nelle more della ricognizione in ordine agli effettivi ed indispensabili fabbisogni si provvede nel limite di 16,5 milioni di euro.

 

Si segnala che non risulta dichiarato lo stato di emergenza ai sensi e per gli effetti dell'art. 5, commi 1 e 1-bis, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, per gli eventi alluvionali che hanno colpito Genova e La Spezia nei giorni dal 20 al 24 ottobre 2013, nonché alcuni comuni della regione Marche nei giorni tra il 10 e l'11 novembre 2013.

 

 

c)   per un importo di 5 milioni di euro per l'anno 2014, interventi diretti a fronteggiare i danni conseguenti al sisma verificatosi il 21 giugno 2013 nei territori della Toscana.

Con la delibera del Consiglio dei Ministri del 26 giugno 2013 è stato dichiarato, fino al 90° giorno dalla data del provvedimento (esteso fino al 180° giorno dalla successiva delibera del 4 ottobre 2013) lo stato di emergenza in conseguenza dell'evento sismico che il 21 giugno 2013 ha colpito il territorio delle province di Lucca e Massa Carrara. La stessa delibera ha previsto, tra l’altro, che alla scadenza del citato termine di 180 giorni, la regione Toscana provvederà, in via ordinaria, a coordinare gli interventi conseguenti all'evento finalizzati al superamento della situazione emergenziale in atto. Il comma 4 dell’art. 1 della medesima delibera ha previsto che per l'attuazione delle attività da porre in essere per il superamento dell'emergenza si provvede con un stanziamento di 3 milioni di euro. Con l’ordinanza di protezione civile 5 luglio 2013, n. 102 è stata disposta, tra l’altro, la nomina del prof. Giovanni Menduni a commissario delegato.


 

Articolo 1, commi 222 e 223
(Proroga contratti lavoro a tempo determinato territorio de L’Aquila)

 

 

I commi 222 e 223, al fine di completare le attività dirette alla prima fase di ricostruzione e di recupero del tessuto urbano, sociale ed occupazionale della città de L’Aquila e dei comuni del cratere, prevedono la possibilità di prorogare fino al 31 dicembre 2014 i contratti di lavoro a tempo determinato, anche in deroga ai vincoli alle assunzioni a tempo determinato presso le P.A. previste dalla normativa vigente.

 

Più specificamente, il comma 222 amplia l’ambito oggettivo e soggettivo stabilito dall’articolo 4, comma 14, del D.L. 101/2013 previsto per la proroga dei contratti a tempo determinato nei territori sopracitati.

 

Si ricorda che ai sensi dell’articolo 4, comma 14, del D.L. 101/2013 il comune dell'Aquila può prorogare o rinnovare i contratti di lavoro a tempo determinato previsti dall’articolo 2, comma 3-sexies, del D.L. 225/2010, avvalendosi del sistema derogatorio previsto dal articolo 7, comma 6-ter, del D.L. 43/2013, anche per il biennio 2014-2015, nel limite massimo di spesa di 1 milione di euro per ciascun anno a valere sulle disponibilità in bilancio, fermo restando il rispetto del patto di stabilità interno e della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale

 

Infatti, il comma in esame, in aggiunta a quanto previsto dal citato comma 14, dispone che, entro e non oltre il 31 dicembre 2014, anche i comuni del cratere sismico possano prorogare o rinnovare i contratti di lavoro a tempo determinato previsti dall’articolo 2, comma 3-sexies, del D.L. 225/2010, nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati in forza delle ordinanze emergenziali del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 7, comma 6-ter, del D.L. 43/2013, avvalendosi del sistema derogatorio ivi previsto anche per l'anno 2014 nel limite massimo di spesa di 0,5 milioni di euro.

 

L’articolo 2, comma 3-sexies, del D.L. 225/2010 ha disposto una deroga al blocco delle assunzioni per il Comune de L'Aquila e per i comuni montani della provincia de L'Aquila. Più specificamente, è stato previsto in deroga all'articolo 14, comma 9, del D.L. 78/2010, e all'articolo 24, comma 1, del D.Lgs. 150/2009, recanti, rispettivamente, norme volte al contenimento dei costi del personale degli enti territoriali e norme concernenti le progressioni di carriera nella P.A., che il Comune de L’Aquila possa stipulare contratti di lavoro a tempo determinato per gli anni 2011, 2012 e 2013 nel limite massimo di spesa di 1 milione di euro per ciascun anno. Lo stesso comma ha previsto altresì la facoltà, per i comuni della provincia de L’Aquila e quelli di cui all'articolo 1, comma 2, del D.L. 39/2009 , con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti che al 31 dicembre 2010 avessero avuto una dotazione di personale pari o inferiore ai due terzi della pianta organica, di stipulare contratti di lavoro a tempo determinato per gli anni 2011, 2012 e 2013, nel limite di spesa di 1 milione di euro per ciascun anno, per avvalersi di personale fino al limite di quattro quinti della pianta organica e nel rispetto delle condizioni prescritte dal patto dì stabilità interno, fatto comunque salvo il limite del 40% nel rapporto tra spese per il personale e spesa corrente. I predetti contratti sono consentiti nel rispetto del patto di stabilità interno. Infine, è stato stabilito che alla compensazione degli effetti intermini di fabbisogno ed indebitamento netto derivanti dall’applicazione delle misure di cui ai precedenti periodi, si provveda mediante utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del D.L. 154/2008, in misura pari ad 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, in termini di in termini di sola cassa.

Infine, si ricorda che l’articolo 7, comma 6-ter, del D.L. 43/2013 autorizza il comune de L’Aquila a prorogare e/o rinnovare i contratti di lavoro del personale a tempo determinato, anche con profilo dirigenziale, assunto sulla base della normativa emergenziale ed in servizio presso l’ente alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, anche in deroga alle vigenti normative limitative delle assunzioni a tempo determinato in materia di impiego pubblico. Per tale finalità è autorizzata la spesa nel limite di euro 1.200.000 per il 2013, a valere sulle risorse destinate all'Ufficio Speciale della città de L’Aquila e all’Ufficio speciale dei restanti comuni del cratere destinate all’assunzione di personale a tempo indeterminato, ai sensi dell'articolo 67-ter, comma 5, del D.L. 83/2012. A valere sulle medesime risorse, sino ad un massimo di euro 1.000.000 per l'anno 2013, i comuni del cratere, in condivisione con i coordinatori delle aree omogenee dei comuni medesimi, sentito il parere del titolare dell’Ufficio speciale sono altresì autorizzati a prorogare e/o rinnovare i contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati in forza delle ordinanze emergenziali del Presidente del Consiglio dei Ministri, avvalendosi del sistema derogatorio previsto dallo stesso comma.

 

Il comma 223, per le stesse finalità citate e per il solo anno 2014, autorizza il comune de L’Aquila, nel limite di spesa di 1,5 milioni di euro per lo stesso anno, a prorogare o rinnovare entro e non oltre il 31 dicembre 2014 i contratti a tempo determinato, anche per la copertura di incarichi di funzione dirigenziale, stipulati sulla base della normativa emergenziale e comunque a valere sulle economie di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 4013 del 23 marzo 2012[1], con rendicontazione al titolare dell'Ufficio speciale per la ricostruzione della città dell' Aquila.

La citata ordinanza stima gli oneri dovuti agli interventi previsti in 181,4 milioni di euro, che vengono coperti utilizzando le assegnazioni annuali CIPE nell'ambito della dotazione dell’ex Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), ora Fondo per lo sviluppo e la coesione[2].

La suddetta possibilità è concessa anche in deroga alla normativa vigente in materia di vincoli alle assunzioni a tempo determinato presso le amministrazioni pubbliche e nel rispetto del patto di stabilità e di spesa del personale di cui alla legge 296/2006 e al D.L. 112/200.


 

Articolo 1, comma 224
(Contributo per lo smaltimento dei rifiuti nelle zone colpite
dal sisma del 2009 in Abruzzo)

 

 

Il comma 224, introdotto durante l’esame al Senato, reca una disposizione per i territori colpiti dagli eventi sismici del mese di aprile 2009 nella regione Abruzzo, che prevede l’assegnazione di un contributo straordinario, per l’esercizio 2014, sulla base dei maggiori costi sostenuti o delle minori entrate conseguite derivanti dalla situazione emergenziale, nel limite complessivo di 31 milioni di euro, così ripartito:

§      24,5 milioni di euro per il comune dell’Aquila;

§      3,5 milioni di euro per gli altri comuni del cratere;

§      3 milioni di euro per la provincia dell’Aquila.

 

La norma specifica che la finalità della concessione del contributo è quella di assicurare, nel comune, nella provincia dell'Aquila e negli altri comuni colpiti dal sisma dell’aprile 2009, la stabilità dell'equilibrio finanziario e la continuità del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

 

Si fa notare che tale norma dispone, per l’esercizio 2014, quanto previsto per gli esercizi precedenti dall’art. 23, comma 12-septies, del D.L. 95/2012 (per il 2012) e dall’art. 1, comma 289, della L. 228/2012 (per l’esercizio 2013).

 

Si segnala, in proposito, che l’art. 7, commi 6-quinquies e 6-sexies, del D.L. 43/2013 ha novellato le citate disposizioni al fine di sostituire le parole “costi sostenuti o delle minori entrate" con le seguenti "costi sostenuti e/o delle minori entrate". Sarebbe, opportuno, pertanto, valutare se tale modifica debba essere apportata anche alla disposizione in commento.

 

Nell’indicare i comuni beneficiari la norma fa riferimento agli “altri comuni del cratere” individuati dai decreti del Commissario delegato n. 3 del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009.

Si tratta dei seguenti comuni: Acciano, Barete, Barisciano, Bugnara, Cagnano Amiterno, Capitignano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Montereale, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi (in Provincia dell'Aquila); Arsita, Castelli, Colledara, Fano Adriano, Montorio al Vomano, Penna Sant'Andrea, Pietracamela e Tossicia (in Provincia di Teramo); Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre de' Passeri (in Provincia di Pescara).

 

Si ricorda, inoltre, che in relazione alla rimozione delle macerie l’art. 9 del D.L. n. 39/2009 ha dettato una serie di disposizioni finalizzate ad agevolare la loro rimozione ed il relativo smaltimento. Tra esse quelle che hanno classificato i materiali derivanti dal crollo degli edifici o dalle demolizioni di quelli danneggiati dal terremoto con il codice CER 20.03.99, di cui all'allegato D della parte IV del D.Lgs. n. 152/2006, ovvero come “rifiuti urbani non specificati altrimenti”. E’ stato, inoltre, specificato che tale classificazione derogatoria opera limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto presso le aree di deposito temporaneo individuate e la definizione delle modalità operative per l‘attuazione di tali disposizioni è stata rinviata a successive ordinanze di protezione civile, adottate di concerto con il Ministro dell'ambiente e sentito l'ISPRA. Conseguentemente è stata adottata l’O.P.C.M. n. 3923/2011 che ha provveduto, anch’essa, a definire le macerie (ossia i materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati) quali rifiuti urbani precisando, quindi, le modalità del loro carico, scarico e trasporto, nonché la previsione di appositi centri di raccolta e di stoccaggio provvisorio. Per tali attività l’ordinanza ha stanziato fino ad un massimo di circa 20 milioni di euro (artt. 1, 2 e 3). La successiva O.P.C.M. n. 3942/2011 ha poi introdotto disposizioni transitorie relative al trasporto delle macerie in attesa del pieno avvio delle specifiche procedure previste dagli artt. 1 e 2 dell'O.P.C.M. n. 3923/2011. I trasportatori possono effettuare il trasporto dei rifiuti provenienti dalle demolizioni sino ai siti di stoccaggio provvisorio anche in deroga all'art. 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152/2006 che prevede l’iscrizione obbligatoria all’Albo nazionale gestori ambientali. Con l'O.P.C.M. n. 4014/2012 sono state adottate ulteriori misure volte a definire con maggiore coerenza le attività, le competenze, ed il quadro di riferimento per agevolare la rimozione delle macerie e più in generale le operazioni di rimozione dei rifiuti derivanti da crolli e demolizioni degli edifici pubblici e privati a seguito dell'evento sismico.

Sulla materia è intervenuto, infine, l’art. 8 del D.L. 43/2013. Il comma 1 di tale articolo, al fine di garantire la prosecuzione delle attività volte alla rimozione delle macerie conseguenti al sisma del 6 aprile 2009, ha previsto l’impiego di personale e mezzi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e delle Forze Armate, autorizzando tali soggetti ad operare in deroga alle disposizioni recate dal D.Lgs. 152/2006 su SISTRI, formulari per il trasporto dei rifiuti e obbligo di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali. Il comma 4, limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto, ha equiparato le macerie ai rifiuti urbani con codice CER 20.03.99. Lo stesso comma ha altresì stabilito che non costituiscono rifiuto i beni di interesse architettonico, artistico e storico, i beni ed effetti di valore anche simbolico, i coppi, i mattoni, le ceramiche, le pietre con valenza di cultura locale, il legno lavorato, i metalli lavorati.


 

Articolo 1, comma 225
(Contributi per la sistemazione dei cittadini colpiti da ordinanza di sgombero in seguito al sisma del 26 ottobre 2012 in Calabria e Basilicata)

 

 

Il comma 225, introdotto nel corso dell’esame al Senato, reca una disposizione finalizzata ad agevolare l'autonoma sistemazione dei cittadini la cui prima abitazione è stata oggetto di ordinanza di sgombero a seguito del sisma del 26 ottobre 2012 in Calabria e Basilicata.

 

A tal fine viene prevista l’estensione, fino al 31 dicembre 2014 e nel limite di spesa di 1 milione di euro, dei contributi previsti all'art. 2 dell'O.C.D.P.C. n. 25/2012.

 

L’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile n. 25 del 20 novembre 2012 (emanata in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza avvenuta con la delibera del Consiglio dei Ministri 9 novembre 2012) per fronteggiare l'emergenza derivante dall'evento sismico in questione, ha provveduto (all’art. 1) a nominare i Prefetti di Cosenza e Potenza quali Commissari delegati.

 

L’art. 2 della medesima ordinanza ha autorizzato i citati commissari, per il tramite dei Sindaci dei comuni interessati, ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa alla data del sisma, sia stata distrutta in tutto o in parte oppure sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità, adottati a seguito degli eventi sismici citati, un contributo per l'autonoma sistemazione nel limite di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare abitualmente e stabilmente residente nell'abitazione (elevato a 200 euro ove si tratti di un nucleo familiare composto da una sola unità). Lo stesso articolo dispone che qualora nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore a 65 anni, portatori di handicap, ovvero disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67% è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ognuna di tali persone. Il contributo per ciascun nucleo familiare non può comunque superare il limite massimo di 600 euro mensili.

 

I commi 2 e 3 dell’art. 2 dispongono altresì che i citati benefici economici sono concessi:

§       sino alla data della verifica di agibilità, qualora la stessa non confermi l'inagibilità;

§       in alternativa ad ogni altra forma di sistemazione alloggiativa a carico di strutture pubbliche.

 

L'O.C.D.P.C. 7 dicembre 2012, n. 30, all’art. 3 ha consentito il riconoscimento dei benefici economici di cui all'art. 2 dell'O.C.D.P.C. n. 25/2012 anche ai nuclei familiari in cui siano presenti persone appartenenti alle categorie definite nel medesimo articolo 2 (precedentemente citate) la cui abitazione principale, abituale e continuativa alla data del sisma, pur non essendo stata danneggiata dall'evento calamitoso, non sia agevolmente fruibile in conseguenza di provvedimenti di chiusura al transito, anche pedonale, adottati dalle competenti autorità a seguito dell'evento sismico predetto, ma nei soli casi di effettivo spostamento del nucleo familiare in altra struttura alloggiativa.

 

Si ricorda che con riferimento allo stesso evento sismico, il comma 164 dell’art. 1 del presente disegno di legge autorizza la spesa in conto capitale di 7,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 per il completamento degli interventi di ricostruzione.


 

Articolo 1, commi 226-228 e 245
(Deroghe al patto di stabilità interno per enti colpiti da eventi sismici)

 

 

I commi da 226 a 228, introdotti nel corso dell’esame al Senato, recano disposizioni volte ad alleggerire il patto di stabilità interno per il 2014 per le regioni Molise ed Emilia Romagna, colpite dagli eventi sismici, rispettivamente, dell’ottobre-novembre 2002 e del maggio 2012, nonché per le province e i comuni dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Veneto colpiti dal sisma del maggio 2012, escludendo dai vincoli le spese per la ricostruzione. Il comma 245 dispone in merito alla conseguente compensazione degli effetti finanziari.

Esclusione dal patto di stabilità delle spese per la ricostruzione della regione Molise (comma 226)

Il comma 226 stabilisce le modalità di calcolo, per l’anno 2014, del complesso delle spese finali per la regione Molise.

In particolare, per l’anno 2014, il complesso delle spese finali per la regione Molise è determinato, sia in termini di competenza sia in termini di cassa, dalla somma delle spese correnti e in conto capitale risultanti dal consuntivo, al netto di quelle effettuate per la ricostruzione e il ripristino dei danni causati dagli eventi sismici dell'ottobre e del novembre 2002.

L'esclusione opera nei limiti complessivi di 5 milioni di euro per l'anno 2014.

Sebbene non chiaramente espressa dalla norma, la finalità sembrerebbe quella di escludere le suddette spese da quelle rilevanti ai fini dell’applicazione del patto di stabilità interno.

 

Si ricorda che una deroga analoga, per l’anno 2013, è stata prevista per la regione Molise ai sensi dell’articolo 6-bis del D.L. 43/2013, come modificato dall’articolo 2, comma 4-bis del D.L. n. 120/2013, in relazione ai fondi stanziati per la ricostruzione e il ripristino dei danni causati dal sisma del 2002, per un importo complessivo pari a 15 milioni di euro.

 

La disciplina vigente del patto di stabilità interno per le regioni – dettata dall'articolo 32 della legge 183/2011 (legge di stabilità 2012) e dall'articolo 1, commi 448-472, della legge L.228/2012 (legge di stabilità 2013) a cui peraltro vari commi del disegno di legge in esame recano ulteriori modifiche – pone annualmente un limite al complesso delle spese finali di ogni singola regione.

Dal complesso delle spese considerate ai fini della verifica del patto di stabilità sono escluse una serie di spese o perché sottoposte ad una disciplina di contenimento specifica, come nel caso delle spese per la sanità, oppure perché considerate 'dovute', come nel caso delle spese finanziate dal fondo per il trasporto pubblico locale e ferroviario. Il lungo elenco delle spese escluse dal computo di quelle finali rilevanti ai fini del patto di stabilità è contenuto nel comma 4 dell'articolo 32 della citata legge 183/2011, modificato, peraltro, dal comma 228 del testo in esame.

 

Con riferimento alle modalità di calcolo del complesso delle spese finali rilevanti ai fini del patto di stabilità interno, si segnala che la legge finanziaria per il 2013 ha introdotto, al posto della cassa, una diversa modalità di calcolo dell'insieme da considerare, definita competenza eurocompatibile (o saldo eurocompatibile) definita dalla legge stessa.

 

A seguito di quanto detto, l'esclusione delle spese per la ricostruzione dal complesso delle spese finali della regione Molise, in quanto definite “sia in termini di competenza che in termini di cassa”, risulta formulata in modo non conforme alla disciplina vigente che – dal 2013 – calcola il complesso delle spese finali delle regioni rilevanti per il patto in termini di competenza eurocompatibile e di competenza finanziaria.

Tale osservazione verrebbe meno qualora la finalità della norma – che peraltro non vene espressa nel comma in esame, come prima rilevato - sia invece quella di modificare per la regione Molise, in deroga alle norme vigenti, i criteri di computo dell’aggregato della spesa finale di riferimento ai fini del patto di stabilità interno, per l’anno 2014.

A tale riguardo, sarebbe opportuno un chiarimento da parte del Governo.

 

Con riferimento agli eventi sismici in questione si ricorda che lo stato di emergenza, dichiarato con D.P.C.M. 31 ottobre 2002, è terminato il 31 dicembre 2009 e che, con successiva O.P.C.M. n. 3839 del 12 gennaio 2010, è stato regolamentato il passaggio dalla gestione straordinaria a quella ordinaria.

I comuni molisani colpiti dal sisma del 2002 sono stati individuati da una serie di decreti a firma del Commissario delegato (decreto n. 5/2003, n. 7/2003, n. 21/2003 e n. 29/2004). Essi comprendono tutti i comuni della provincia di Campobasso (all’inizio erano stati esclusi i comuni di Campochiaro e Guardiaregia che sono stati successivamente inclusi con i decreti n. 21/2003 e n. 29/2004).

Riduzione obiettivi Patto di stabilità per gli enti locali colpiti dal sisma del 2012 (comma 227)

Il comma 227 reca un allentamento degli obiettivi del patto di stabilità per i comuni e le province di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto colpite dal sisma del maggio 2012.

Finalità della norma è quella di favorire la ripresa delle attività e consentire l'attuazione dei piani di ristrutturazione e il ripristino dei danni causati dal sisma.

In particolare, la norma stabilisce una riduzione degli obiettivi del patto di stabilità interno nell’importo complessivo di 25,5 milioni di euro nel 2014, da attuarsi con le procedure previste per il patto regionale verticale.

 

Si ricorda che con il “patto regionale verticale” le regioni autorizzano gli enti locali del proprio territorio a peggiorare il loro saldo obiettivo, attraverso un aumento dei loro pagamenti in conto capitale, e procedono contestualmente alla rideterminazione del proprio obiettivo di risparmio, in termini di competenza finanziaria e di competenza euro compatibile, attraverso una riduzione delle proprie spese soggette ai limiti del patto, per un ammontare pari all'entità complessiva dei pagamenti in conto capitale autorizzati agli enti locali, al fine di garantire – considerando insieme il comparto regione-enti locali - il rispetto degli obiettivi finanziari.

La procedura, come modificata dal comma 363 del presente provvedimento, prevede che gli enti locali comunicano all’ANCI, all’UPI e alle regioni e province autonome, entro il 1° marzo di ciascun anno, l’entità dei pagamenti che possono effettuare nel corso dell’anno; le regioni, entro il termine perentorio del 15 marzo, comunicano i nuovi obiettivi agli enti locali interessati dalla compensazione verticale.

 

La norma, nello stabilire che le regioni interessate, nel ridurre gli obiettivi degli enti locali, non devono comunque peggiorare i propri obiettivi di patto, definisce gli importi che le citate regioni dovranno cedere agli enti locali interessati:

§      Emilia-Romagna 20,5 milioni di euro;

§      Lombardia: 2,5 milioni di euro;

§      Veneto: 2,5 milioni di euro

.

Per l'individuazione dei comuni e delle province interessate la norma rinvia alle vigenti disposizioni che hanno elencato i comuni medesimi, costituite dall’articolo 1 del D.L. 74/2012[3], nonché dall’articolo 67-septies del decreto legge n.83/2012[4].

Una deroga del tutto analoga a quella qui in esame è già stata prevista per l’anno 2013 in favore dei comuni e delle province colpite dal sima del maggio 2012, (nonché per i comuni dell’Abruzzo colpiti dal sisma dell’aprile 2009) dall’articolo 6-quinquies del D.L. n. 43/2013.

In particolare la norma ha disposto la riduzione degli obiettivi del patto di stabilità interna, da attuarsi con le procedure previste per il patto regionale verticale, nei seguenti importi per i vari enti:

§      50 milioni per gli enti locali della regione Emilia Romagna;

§      5 milioni per gli enti locali della regione Lombardia;

§      5 milioni per gli enti locali della regione Veneto;

§      30 milioni per gli enti locali della regione Abruzzo.

Esclusione di spese dal patto di stabilità per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna (comma 228)

Il comma 228 modifica l'articolo 32, comma 4, della legge di stabilità 2012, al fine di inserire nell'elenco di spese escluse dal patto di stabilità della Regione Emilia-Romagna, i trasferimenti effettuati dalla regione medesima in favore delle popolazioni e dei territori colpiti dal terremoto del 2012.

La norma specifica, in particolare, che le spese escluse sono i trasferimenti effettuati a titolo di cofinanziamento della quota nazionale e regionale del contributo di solidarietà.

L'esclusione opera per il solo 2014 e nel limite di 10 milioni di euro.

Le tipologie di spese attualmente escluse dal computo ai fini dell'applicazione delle regole del patto di stabilità sono elencate al comma 4 dell'articolo 32 della legge di stabilità 2012, con le limitate modifiche apportate dal comma 452 dell'unico articolo della legge di stabilità 2013, che al comma 453, abroga ogni altra disposizione che esclude altre tipologie di spesa. Ulteriori modifiche alle deroghe al patto di stabilità, sono state apportate dal decreto legge n. 35/2013 nell'ambito delle misure volte ad accelerare la liquidazione dei debiti di conto capitale accumulati dagli enti territoriali nei confronti delle imprese.

 

Per quanto concerne la formulazione della norma si segnala che l'ultima lettera dell'elenco di cui al citato comma 4, è la lettera n-quater) e non m-quater) come scritto nel testo in esame, conseguentemente, anche la lettera aggiunta dovrà essere n-quinques).

 

In merito ai trasferimenti che vengono esclusi dal patto si ricorda che, ai fini del ristoro dei danni subiti nelle aree delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto a seguito del terremoto del 20 maggio 2012, il Ministro per la coesione territoriale ha acquisito la disponibilità delle Regioni a destinare un contributo di solidarietà finalizzato al sostegno di tali aree.

In particolare, in sede di Conferenza Stato regioni del 26 settembre 2012, le Regioni del Centro-Nord hanno dato la loro disponibilità ad un contributo complessivo di 100 milioni di euro (analogo a quello messo a disposizione dalle otto regioni del Mezzogiorno), a carico dei Programmi Operativi Regionali FESR e FSE dell’Obiettivo Competitività delle regioni del Centro-Nord da devolvere per il ristoro dei danni causati dal terremoto nelle aree dell’Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sulla base di criteri stabiliti nella nota del 7 giugno 2012, n. 8693. In tale Nota sono precisate le modalità di calcolo per l’attivazione del suddetto contributo.

Con riferimento specifico alla regione Emilia-Romagna, nella Nota risulta che la regione partecipa anch’essa al contributo di solidarietà, mediante un prelievo sulle risorse comunitarie e nazionali dei propri Programmi regionali Operativi Regionali FESR e FSE dell’Obiettivo Competitività per un totale di oltre 7,2 milioni di euro, di cui 4,5 milioni di cofinanziamento nazionale. Dei 100 milioni complessivi del contributo di solidarietà, la quota che viene devoluta alla regione Emilia medesima per il ristoro dei danni causati dal terremoto, risulta indicata nella Nota in circa 91,8 milioni di euro (comprensivi della quota di finanziamento comunitario e di cofinanziamento nazionale).

Si ricorda inoltre che l'art. 7, comma 1-ter, del D.L. 74/2012, contenente deroghe al patto di stabilità per i comuni e le province colpiti dal sisma del 2012, in relazione agli anni 2013 e 2014, esclude dalle spese sottoposte al patto quelle sostenute "con risorse proprie provenienti da erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini privati ed imprese e puntualmente finalizzate a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione"; l'esclusione opera nel limite di 10 milioni di euro.

 

Si segnala infine che il disegno di legge in esame contiene altre deroghe al patto di stabilità, tutte introdotte con formulazioni diverse. Il comma in esame è il solo che inserisce una lettera aggiuntiva all'elenco di spese escluse dal patto di stabilità di cui al citato art. 32, comma 4 della L. 183/2011.

Per quanto riguarda le regioni, le altre deroghe sono contenute nelle seguenti disposizioni:

§      il comma 166 autorizza, per l’anno 2014, la spesa di 220 milioni di euro da destinare al sostegno alle scuole paritarie e, poiché il finanziamento è attribuito alle regioni in ragione della loro competenza amministrativa in materia, le relative spese sono escluse dal patto di stabilità per il 2014, ma nel limite di soli 100 milioni di euro;

§      il precedente comma 226 esclude dal computo delle spese considerate ai fini del patto di stabilità della regione Molise, le spese effettuate per la ricostruzione e il ripristino dei danni causati dagli eventi sismici dell'ottobre e del novembre 2002, nel limite di 5 milioni di euro per l'anno 2014.

Un’ulteriore deroga è prevista dal comma 164 per le regioni Calabria e Basilicata: per tale deroga, che sembra presentare profili problematici, si rinvia al relativo commento nel presente dossier.

Compensazione degli effetti finanziari (comma 245)

Il comma 245 dispone in merito alla compensazione degli effetti finanziari sull’indebitamento netto e sul fabbisogno derivanti dai precedenti commi 226-228 recanti un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per la regione Molise e la regione Emilia-Romagna, nonché per i comuni e le province dell’Emilia, colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, valutati complessivamente in 40,5 milioni, che sono posti a valere sulle risorse del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali.


 

Articolo 1, comma 229
(Differimento rate dei mutui concessi
agli enti locali colpiti dal sisma 2012)

 

 

Il comma 229 posticipa, fino al termine del periodo di ammortamento, il pagamento delle rate 2013 e 2014 dei mutui concessi agli enti locali interessati dagli eventi sismici del maggio 2012

I mutui oggetto dalla disposizione in esame sono quelli concessi dalla Cassa depositi e prestiti ai comuni, ed alle corrispondenti province, interessati dagli eventi sismici del maggio 2012, come individuati nel decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 1° giugno 2012[5] nonché nell’articolo 67-septies del decreto-legge n. 83/2012[6], e che sono stati trasferiti dalla Cassa DD.PP.. al Ministero dell’economia e delle finanze, sulla base della disciplina vigente (articolo 5, commi 1 e 3 del D.L. n. 269/2003[7]) in tema di rapporti tra la Cassa ed il Ministero medesimi.

In relazione a tali mutui, il comma 229 stabilisce che il pagamento delle rate scadenti nell’esercizio 2013 e 2014, non ancora effettuato alla data di entrata in vigore della presente disposizione (vale a dire alla data della pubblicazione in Gazzetta della legge di stabilità, come stabilisce il penultimo periodo del comma in commento), è differito, senza applicazione di sanzioni e interessi, all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza del periodo di ammortamento.

La copertura degli oneri determinati dal mancato versamento dei ratei relativi al biennio 2013-2014, pari a 12,1 milioni di euro per l’anno 2014 e a 5,3 milioni di euro per l’anno 2015, è posta a carico delle contabilità speciali di cui all’articolo 2, comma 6, del decreto-legge n. 74/2012[8] che sono a tal fine versate all’entrata del bilancio dello Stato.

Si tratta delle contabilità speciali intestate ai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna. Lombardia e Veneto, aperte presso la tesoreria statale su cui sono assegnatele risorse provenienti dal fondo per la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma 2012, istituito dal medesimo articolo 6. Su tali contabilità speciali confluiscono anche le risorse derivanti dalle erogazioni liberali effettuate alle stesse regioni ai fini della realizzazione di interventi per la ricostruzione e ripresa dei territori colpiti dagli eventi sismici, nonché le risorse finanziarie a qualsiasi titolo destinate o da destinare alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma.


 

Articolo 1, commi 230-233, 238-242
(Interventi a favore delle zone colpite dagli eventi sismici
del 20 e 29 maggio 2012)

 

 

I commi 230-242 recano interventi diversi a favore delle zone colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012.

Estensione ad altri territori

Il comma 230 consente l’estensione ad altri territori degli interventi previsti per le zone colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 nei comuni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo.

In particolare, la norma prevede che possono essere ammessi agli interventi per l’assistenza alla popolazione e agli interventi stabiliti dall’articolo 1 e dall’articolo 4 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, nei limiti delle risorse ivi previste, anche comuni diversi da quelli identificati ai sensi dell'articolo 1 del medesimo decreto-legge e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012 n. 83.

L’ammissibilità agli interventi è consentita ai comuni limitrofi a quelli indicati dai due decreti legge citati in cui deve essere accertata, con apposita perizia giurata, l’esistenza di un nesso causale tra danni subiti ed eventi sismici.

 

Si osserva che andrebbe valutata l’opportunità di esplicitare meglio il richiamo agli interventi previsti dall’articolo 1 del decreto-legge n. 74/2012, atteso che tale norma, oltre a definire l’ambito di applicazione del decreto medesimo, dichiara al comma 1 che le disposizioni del decreto sono “volte a disciplinare gli interventi per la ricostruzione, l'assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei territori”, il che sembra configurare un rinvio a tutti gli interventi disciplinati dagli altri articoli del decreto, incluso l’articolo 4 del medesimo decreto-legge n. 74/2012 citato nel comma 230 in commento.

 

Il D.L. 74/2012, e in particolare l’articolo 1, ha definito il suo ambito di applicazione circoscrivendolo in una prima fase ai territori dei comuni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo colpiti dagli eventi sismici dei giorni 20 e 29 maggio 2012, per i quali è stato disposto il differimento dei termini per l'adempimento degli obblighi tributari con il D.M. economia e delle finanze del 1° giugno 2012 (art. 1, comma 1) nel cui allegato 1 sono individuati i 104 comuni danneggiati dagli eventi sismici[9]. L'art. 67-septies del D.L. n. 83/2012 ha esteso l’applicabilità delle disposizioni al territorio dei comuni di Ferrara e Mantova, nonché - ove risulti l’esistenza del nesso di causalità tra danni e i suindicati eventi sismici – di ulteriori comuni indicati nella norma[10]. Ulteriori disposizioni in favore dei territori colpiti dai citati eventi sismici sono state previste negli articoli 10, oltre che 67-septies, del decreto-legge n. 83 del 2012[11], negli articoli 7 e 3-bis del decreto legge n. 95 del 2012[12] e negli articoli 11 e 11-bis del decreto legge n. 174 del 2012[13], nonché, tra l’altro, nei commi da 365 a 379 della legge L. 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013)[14], negli articoli 6, 6 quinquies, 6-novies del D.L. n. 43/2013 e nell’articolo 11 del D.L. n. 76/2013.

In considerazione dell’entità dei danni subiti e al fine di favorire il processo di ricostruzione e la ripresa economica nei territori interessati lo stato di emergenza, è stato prorogato dapprima fino al 31 maggio 2013, dal comma 3 del citato articolo 1 del D.L. n. 74/2012, in deroga a quanto previsto dalla nuova disciplina degli stati di emergenza fissata dal D.L. n. 59/2012 e dalle deliberazioni del Consiglio dei ministri che hanno dichiarato lo stato di emergenza (art. 1, comma 3, del D.L. n. 74/2012). Successivamente, lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2014[15].

Ai sensi del comma 4 del citato articolo 1 del D.L. n. 74/2012, la responsabilità del coordinamento degli interventi per la ricostruzione è stata attribuita ai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto in qualità di Commissari delegati.

L’articolo 4 del D.L. n. 74/2012, ai commi 1 e 2, ha disposto che i Presidenti delle regioni colpite dal sisma stabiliscano, d’intesa tra di loro e sentite le province ed i comuni interessati, con propri provvedimenti, le modalità di predisposizione di un piano di interventi urgenti per il ripristino degli immobili pubblici e le modalità organizzative per consentire la ripresa dell’attività degli uffici. Il comma 3 prevede alcuni interventi per accelerare la ricostruzione e il consolidamento delle strutture sanitarie danneggiate nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Il comma 4 consente la rimodulazione dei programmi finanziati con fondi statali o con il contributo dello Stato riguardanti le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, il comma 5 dispone in ordine alla predisposizione e all’aggiornamento dei piani di emergenza comunali e il comma 5-bis prevede la possibilità di comando di segretari comunali non titolari di sede presso le amministrazioni comunali colpite dal sisma per l’esercizio di attività connesse allo stato di emergenza, in deroga al relativo ordinamento. Il comma 5-ter consente ai soggetti attuatori, per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali danneggiati, di affidare gli appalti dei servizi tecnici, di importo compreso tra euro 100.000,00 e la soglia comunitaria prevista per gli appalti di servizi, avvalendosi della procedura negoziata senza pubblicità del bando, che deve svolgersi fra almeno 10 concorrenti scelti da un elenco di professionisti e sulla base del principio di rotazione degli incarichi.

Si segnala, infine, che il D.L. n. 74/2012, all’articolo 2, ha istituito il Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

Contributi per la ricostruzione degli immobili

Il comma 231 estende l’applicazione dei criteri per la concessione dei contributi per la ricostruzione e la riparazione degli immobili nelle zone colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, ad ulteriori tipologie di soggetti beneficiari come di seguito indicato.

In particolare, la norma prevede che i criteri per la concessione dei contributi di cui all’articolo 3 del D.L. 74/2012, stabiliti per gli immobili di proprietari o per gli affittuari in possesso della residenza anagrafica, nei limiti delle risorse previste nel medesimo decreto-legge, si applichino anche qualora:

a)   il conduttore non possieda la residenza nell'edificio danneggiato oppure l'immobile risulti domicilio per lavoratori o foresteria, purché in entrambi i casi, il contratto di affitto sia stato regolarmente registrato in una data antecedente a quella del sisma;

b)   alla data del sisma il proprietario non sia risultato residente anagraficamente nell'immobile danneggiato poiché ospitato in una struttura sociosanitaria nella quale aveva trasferito temporaneamente la residenza;

c)   il proprietario di abitazione inagibile sia iscritto all'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero (AIRE) e l'immobile danneggiato sia adibito a domicilio nei periodi di permanenza in Italia.

 

Si osserva che andrebbe valutata l’opportunità di esplicitare meglio il richiamo all’articolo 3 del decreto legge 74/2012 in considerazione del fatto che tale articolo disciplina una serie di contributi per la riparazione e la ricostruzione delle abitazioni private e degli immobili ad uso non abitativo, nonché a favore delle imprese.

 

L'articolo 3, comma 1, lettera a), del D.L. 74/2012 concede contributi per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, ad uso produttivo e per servizi pubblici e privati e delle infrastrutture, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche, distrutti o danneggiati, in relazione al danno effettivamente subito.

L'articolo 3-bis (Credito di imposta e finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione) del D.L.95/2012 prevede che i contributi di cui al citato articolo 3, comma 1, lettera a), destinati ad interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo sono alternativamente concessi, su apposita domanda del soggetto interessato, con le modalità del finanziamento agevolato.

In particolare, il comma 1 dell’articolo 3-bis del D.l. 95/2012 stabilisce che i contributi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, destinati ad interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo, nei limiti stabiliti dai Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, con propri provvedimenti in linea con il Protocollo d’intesa 4 ottobre 2012, sono alternativamente concessi, su apposita domanda del soggetto interessato, con le modalità del finanziamento agevolato. A tal fine, i soggetti autorizzati all'esercizio del credito operanti nei territori interessati dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012 possono contrarre finanziamenti, secondo contratti tipo definiti con apposita convenzione con l'Associazione bancaria italiana, assistiti dalla garanzia dello Stato, ai sensi dell'articolo 5, comma 7, lettera a), secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, al fine di concedere finanziamenti agevolati assistiti da garanzia dello Stato ai soggetti danneggiati dagli eventi sismici, nel limite massimo di 6.000 milioni di euro.

Per quanto riguarda i criteri per la concessione dei contributi, il D.P.C.M. 4 luglio 2012, in attuazione dell'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, ha ripartito le risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 ed ha previsto specifici criteri per la concessione dei contributi da parte dei Presidenti delle Regioni interessate, con propri provvedimenti ai sensi dell’art. 3, comma 1 del D.L. 74/2012, ai seguenti soggetti:

a)    ai proprietari ovvero agli usufruttuari o ai titolari di diritti reali di garanzia che si sostituiscano ai proprietari, degli immobili colpiti dal sisma in cui era presente un'abitazione principale, un contributo per la riparazione con miglioramento sismico o per la ricostruzione delle strutture e delle parti comuni dell'edificio, ai sensi dell'art. 1117 del codice civile, fino all'80% del costo ammesso e riconosciuto. Ai fini del riconoscimento del contributo il Commissario delegato può tener conto della presenza di più abitazioni principali nell'ambito di un unico edificio;

b)    ai proprietari, ovvero agli usufruttuari o ai titolari di diritti reali di garanzia che si sostituiscano ai proprietari delle abitazioni principali, per le riparazioni o la ristrutturazione con miglioramento sismico o di ricostruzione degli edifici distrutti, un contributo nel limite massimo dell'80% del costo ammesso e riconosciuto;

c)    ai titolari delle attività produttive un contributo per la riparazione o la ricostruzione degli immobili destinati ad uso produttivo e degli impianti, fino all'80% del costo ammesso e riconosciuto.

Successivamente, in coerenza con il citato decreto 4 luglio 2012 è stato emanato il Protocollo d’intesa 4 ottobre 2012 tra il Ministro dell'economia e delle finanze e i Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, ai sensi dell'art. 3-bis, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, che reca i criteri e le modalità di attuazione del credito di imposta e dei finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio, destinati ad interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico, ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo, volti a ristabilire la loro piena funzionalità in tutte le componenti fisse e mobili strumentali all'attività, inclusi impianti e macchinari, secondo le modalità del finanziamento agevolato di cui all'art. 3-bis del D.L. 95/2012.

Da ultimo, con la modifica del citato articolo 3 del D.L.74/2012 da parte dell’articolo 2-bis del D.L. 1/2013, si prevede inoltre la possibilità di concessione dei contributi anche in modo tale da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, il ripristino e la ricostruzione degli immobili.

Ritenuta pertanto la necessità di aggiornare la misura massima del contributo che può essere concesso, già stabilita nel limite dell'80% del costo ammesso e riconosciuto dal citato decreto 4 luglio 2012 e dal citato Protocollo d'Intesa 4 ottobre 2012. di cui all'art. 3-bis del D.L. 95/2012 è stato emanato il D.P.C.M. 8 febbraio 2013 recante l’aggiornamento della misura dei contributi per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici nel maggio 2012.

Pagamento interessi per mutui e finanziamenti di immobili

Il comma 232 autorizza l’impiego delle risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, fino ad un importo massimo di 3 milioni di euro, per il pagamento dei maggiori interessi maturati in conseguenza della sospensione delle rate dei mutui e dei finanziamenti per gli immobili di edilizia abitativa.

In particolare, i Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, operanti in qualità di Commissari delegati ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, sono autorizzati ad impiegare fino ad un massimo di euro 3 milioni del Fondo per la ricostruzione di cui all'articolo 2 del medesimo decreto-legge, per il pagamento dei maggiori interessi maturati a carico dei soggetti che hanno contratto mutui o finanziamenti di qualsiasi genere per immobili di edilizia abitativa, a seguito della sospensione delle rate di cui all'articolo 8, comma 1, numero 9), del citato decreto-legge.

 

Il Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma è stato istituito dall’articolo 2 del D.L. 74/2012 nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Al Fondo sono affluite, nel limite di 500 milioni di euro, le risorse derivanti dal temporaneo aumento (fino al 31 dicembre 2012) dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante. Si prevede, inoltre, che il Fondo venga alimentato con le risorse rivenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea (ripartito con il Decr. 28 maggio 2013 nella misura di 670,2 milioni di euro), con le somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e dei movimenti politici (art. 16 della L. 96/2012, con il D.P.C.M. 16 ottobre 2012 sono state ripartite le risorse per il 2012) e con quota parte delle riduzioni di spesa previste dal D.L. 95/2012 nella misura pari a 550 milioni di euro per gli anni 2013 e 2014.

L'articolo 8, comma 1, numero 9), del D.L. 74/2012 prevede, tra l’altro, la sospensione dei termini fino al 30 novembre 2012 per il pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere, ivi incluse le operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento e di credito ordinario, erogati dalle banche, nonché dagli intermediari finanziari e dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a., comprensivi dei relativi interessi. Gli interessi attivi relativi alle rate sospese concorrono alla formazione del reddito d'impresa, nonché alla base imponibile dell'IRAP, nell'esercizio in cui sono incassati.

Differimento termini per la concessione di contributi a vantaggio delle imprese casearie

Il comma 233, inserito nel corso dell’esame al Senato, differisce dal 31 marzo 2013 al 31 dicembre 2014 il termine previsto per la valutazione da parte delle competenti autorità ai fini della concessione di contributi a vantaggio delle imprese casearie nelle zone colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, che ha interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo.

In particolare, la disposizione differisce i termini del 31 marzo 2013 attualmente indicati nel comma 1, lettera b), dell’articolo 3 del D.L. n. 74/2012 laddove si stabilisce che la concessione di contributi a vantaggio delle imprese casearie danneggiate dagli eventi sismici è valutata dall'autorità competente entro il 31 marzo 2013 ed il principio di certezza e di oggettiva determinabilità del contributo si considera rispettato se il contributo medesimo è conosciuto entro il 31 marzo 2013.

I due termini sono differiti dalla disposizione in commento, come già anticipato, al 31 dicembre 2014.

 

L’art. 3 del D.L. n. 74/2012 (recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici) ha previsto una serie di contributi per la ricostruzione e la riparazione delle abitazioni private, di immobili ad uso non abitativo e delle imprese, nonché contributi a favore delle imprese. In particolare, il comma 1, lettera b) di tale articolo ha previsto la concessione, previa presentazione di perizia giurata, di contributi a favore delle attività produttive, industriali, agricole, zootecniche, commerciali, artigianali, turistiche, professionali, ivi comprese le attività relative agli enti non commerciali, ai soggetti pubblici e alle organizzazioni, fondazioni o associazioni con esclusivo fine solidaristico o sindacale, e di servizi, inclusi i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, aventi sede o unità produttive nei comuni interessati dalla crisi sismica che abbiano subito gravi danni a scorte e beni mobili strumentali all'attività di loro proprietà.

Ricostruzione e riqualificazione dei centri storici e dei centri urbani danneggiati

I commi 238-242, introdotti durante l’esame del Senato, disciplinano la predisposizione di piani organici, da parte dei comuni, per favorire la ricostruzione e la riqualificazione delle zone dei centri storici e dei centri urbani dei territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012.

In particolare, il comma 238 fa genericamente riferimento alla predisposizione, da parte dei comuni sulla base di disposizioni regionali, di piani organici finalizzati al ripristino delle condizioni di vita, alla ripresa delle attività economiche ed alla riduzione della vulnerabilità edilizia ed urbana. Tali piani sarebbero finalizzati, secondo quanto recita la norma, a favorire la ricostruzione, la riqualificazione e la rifunzionalizzazione dei centri storici che hanno subito gravi al patrimonio edilizio pubblico e privato, ai beni culturali e alle infrastrutture in conseguenza del sisma del 2012.

I comuni interessati sono quelli previsti dall’allegato al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 1° giugno 2012, che insistono nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, e dall'articolo 67-septies del decreto-legge 22 giugno 2012 n. 83[16].

Il comma 239 stabilisce che al finanziamento dei piani possono concorrere le risorse disponibili ai sensi dell’articolo 3-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 e relative al credito di imposta e ai finanziamenti bancari agevolati concessi per i contributi alla ricostruzione, nonché risorse private derivanti da intese con le amministrazioni comunali interessate.

Ai sensi del citato articolo 3-bis, i contributi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, destinati ad interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo, nei limiti stabiliti dai Presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sono alternativamente concessi su apposita domanda del soggetto interessato, con le modalità del finanziamento agevolato.

 

Il comma 240 stabilisce la destinazione dei finanziamenti:

a)   agli interventi per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, ad uso produttivo e per servizi pubblici e privati e delle infrastrutture, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche, distrutti o danneggiati, in relazione al danno effettivamente subito; si tratta degli stessi interventi precedentemente citati e contenuti nell’articolo 3, comma 1, lettera a), del D.L. n. 74/2012 per i quali è possibile alternativamente accedere ai finanziamenti agevolati e al credito di imposta;

b)   all'acquisto delle aree necessarie per la delocalizzazione, parziale e totale, di edifici danneggiati comprensivo della eventuale potenzialità edificatoria;

c)   alla ricostruzione di immobili, da parte di terzi, che i proprietari non intendono riparare e che possono essere destinati ad attività produttive, a servizi, alla residenza o alla locazione; relativamente alla locazione, si specifica che deve trattarsi di alloggi a canone concordato con priorità per coloro che risiedevano alla data del sisma nel centro storico danneggiato;

d)   all'acquisto di immobili immediatamente disponibili per la destinazione residenziale o produttiva per i soggetti coinvolti nei piani dei comuni.

 

Il finanziamento previsto in tali specifici casi non può comunque eccedere la quota di contributo già riconosciuta a ciascuna unità immobiliare danneggiata[17].

 

Il comma 241 prevede che i criteri e le modalità di concessione dei finanziamenti sono definiti con appositi provvedimenti dei Presidenti delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto in qualità di commissari delegati, che garantiscono altresì il riconoscimento del finanziamento nei limiti dei danni riconosciuti.

Il comma 242 prevede che, nel caso di delocalizzazione totale degli edifici danneggiati, il finanziamento per l'acquisto di aree non può superare il 30% del costo dell'intervento di ricostruzione, con contestuale cessione gratuita al comune dell'area originaria su cui insiste l'edificio demolito e non ricostruito.

 

Si ricorda, infine, che il comma 5-bis dell’art. 14 del D.L. n. 39/2009 ha disciplinato la predisposizione dei piani di ricostruzione dei centri storici relativi ai comuni colpiti dal sisma del mese di aprile 2009 in Abruzzo.


 

Articolo 1, commi 234 e 235
(Modifiche alla disciplina dei finanziamenti bancari agevolati
per la ricostruzione
de
http://bd01.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?NAVIPOS=1&DS_POS=1&KEY=01LX0000771393ART87&FT_CID=43596&OPERA=01 - 45lle zone colpite dagli eventi sismici
del 20 e 29 maggio 2012)

 

 

I commi 234 e 235 modificano la disciplina dei finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 (nei territori dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) esentandoli dagli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio e estendendone l’ambito di operatività.

 

In particolare il comma 234 esenta i finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione (articolo 3-bis del D.L. n. 95 del 2012) dagli obblighi di adeguata verifica della clientela (prescritti dall’articolo 18 del D.Lgs. n. 231 del 2007).

L’articolo 18 del D.Lgs. n. 231 del 2007 individua gli obblighi di adeguata verifica della clientela, i quali consistono nelle seguenti attività:

a)    identificare il cliente e verificarne l'identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente;

b)    identificare l'eventuale titolare effettivo e verificarne l'identità;

c)    ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo o della prestazione professionale;

d)    svolgere un controllo costante nel corso del rapporto continuativo o della prestazione professionale.

 

Il comma 235 estende l’ambito di operatività dei finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione, disciplinati dall’articolo 3-bis del D.L. n. 95 del 2012, destinati ad interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo. In particolare, la lettera a) prevede che essi possono essere concessi:

§      per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa, ad uso produttivo e per servizi pubblici e privati e delle infrastrutture, dotazioni territoriali e attrezzature pubbliche, distrutti o danneggiati, in relazione al danno effettivamente subito (articolo 3, comma 1, lettera a) del D.L. n. 74 del 2013 – disposizione già richiamata dal vigente articolo 3-bis);

§      a favore delle attività produttive, industriali, agricole, zootecniche, commerciali, artigianali, turistiche, professionali, ivi comprese le attività relative agli enti non commerciali, ai soggetti pubblici e alle organizzazioni, fondazioni o associazioni con esclusivo fine solidaristico o sindacale, e di servizi, inclusi i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, aventi sede o unità produttive nei comuni interessati dalla crisi sismica che abbiano subito gravi danni a scorte e beni mobili strumentali all'attività di loro proprietà (articolo 3, comma 1, lettera b) del D.L. n. 74 del 2013);

§      a favore della delocalizzazione temporanea delle attività danneggiate dal sisma al fine di garantirne la continuità produttiva (articolo 3, comma 1, lettera f) del D.L. n. 74 del 2013).

Si segnala che il richiamo fatto dal comma 235, lettera a), alle parole “lettera a)” non è univoco, in quanto nell'articolo 3-bis, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, tali parole sono presenti due volte.

La lettera b) del comma 235 prevede che i contributi in esame possono essere destinati anche al risarcimento dei danni subiti dai beni mobili strumentali all'attività ed alla ricostituzione delle scorte danneggiate, alla delocalizzazione temporanea delle attività danneggiate dal sisma al fine di garantirne la continuità produttiva.

 

I finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione

L'articolo 3-bis del D.L. n. 95 del 2012 dispone che i contributi previsti dall’articolo 3 del D.L. n. 74 del 2012, per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo e a favore delle imprese, sono alternativamente concessi su apposita domanda del soggetto interessato, con le modalità del finanziamento agevolato della durata massima di venticinque anni e nei limiti stabiliti dai Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. I relativi contratti sono assistiti da garanzia statale nel limite di 6 miliardi di euro. E' autorizzata una spesa massima di 450 milioni di euro annui a decorrere dal 2013. In caso di accesso al finanziamento agevolato, in capo al beneficiario matura un credito d'imposta pari, per ciascuna scadenza di rimborso, all'importo ottenuto sommando alla sorte capitale gli interessi dovuti, nonché le spese strettamente necessarie alla gestione dei medesimi finanziamenti.

In proposito l'articolo 11, comma 11-quater, del D.L. n. 76 del 2013, ha precisato che sono assistiti da garanzia statale non solo i finanziamenti contratti dalle banche per acquisire le risorse, ma anche i finanziamenti da esse concessi ai soggetti danneggiati dagli eventi sismici per la ricostruzione. La norma ha chiarito, inoltre, che il limite massimo di 6 miliardi è riferito ai finanziamenti concessi ai soggetti danneggiati, e non a quelli contratti dalle banche.

La legge di stabilità per il 2013 (L. n. 228/2012, articolo 1, comma 376) ha previsto che nei casi di risoluzione del contratto di finanziamento, il soggetto finanziatore chiede al beneficiario la restituzione del capitale, degli interessi, e di ogni altro onere dovuto. In mancanza di tempestivo pagamento spontaneo, la banca comunica al Presidente della Regione, per la successiva iscrizione a ruolo, i dati identificativi del debitore e l'ammontare dovuto, fermo restando il recupero da parte dello stesso soggetto finanziatore delle somme erogate e dei relativi interessi nonché delle spese strettamente necessarie alla gestione dei finanziamenti, non rimborsati spontaneamente dal beneficiario, mediante compensazione ai sensi dell'articolo 17 del D.Lgs. n. 241 del 1997 (il quale prevede la facoltà del contribuente di compensare debiti e crediti d'imposta). Le somme riscosse a mezzo ruolo sono riversate in apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo per la ricostruzione.

Il D.M. 5 dicembre 2012 (pubblicato sulla G.U. n. 13 del 16 gennaio 2013) ha disciplinato la concessione della garanzia dello Stato sui finanziamenti accordati dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. ai sensi dell'articolo 3-bis, comma 1, del D.L. n. 95 del 2012.

Il provvedimento del'Agenzia dell'entrate dell'11 gennaio 2013, emanato ai sensi del comma 2 del citato articolo 3-bis, ha individuato le modalità di utilizzo del credito d'imposta nel caso in cui i contribuenti abbiano scelto il finanziamento agevolato quale modalità di fruizione del contributo per gli interventi di riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo. In particolare è previsto che il pagamento delle rate di rimborso del finanziamento avvenga mediante il credito d'imposta di cui all'articolo 3-bis, comma 2, del citato D.L. n. 95 del 2012 e che le banche recuperano l'importo della rata attraverso l'istituto della compensazione di cui all'articolo 17 del D.Lgs. n. 241 del1997, senza applicazione dei limiti previsti dall'articolo 34 della legge n. 388 del 2000 e dall'articolo 1, comma 53, della legge n. 244 del 2007, ovvero mediante cessione secondo quanto previsto dall'articolo 43-ter del D.P.R. n. 602 del 1973. Con provvedimento dell'Agenzia dell'entrate del 4 febbraio 2013 si prevede la possibilità per la banca di recuperare l'importo della sorte capitale e degli interessi nonché delle spese strettamente necessarie alla gestione del medesimo finanziamento anche mediante la cessione del credito di cui all'articolo 1260 del codice civile, ferma restando l'indicazione dell'operazione di cessione nella dichiarazione dei redditi del cessionario. Con lo stesso provvedimento sono state definite le specifiche tecniche per la trasmissione telematica da parte delle banche all'Agenzia delle entrate, degli elenchi dei soggetti beneficiari, dell'ammontare del finanziamento concesso a ciascun beneficiario, del numero e dell'importo delle singole rate.

Il rispetto del limite di spesa autorizzato allo scopo a legislazione vigente è assicurato dal Presidenti delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, in sede di attuazione del protocollo di intesa tra il Ministro dell'economia e delle finanze e i Presidenti delle predette regioni, sottoscritto in data 4 ottobre 2012, come previsto dall'articolo 11, comma 1, lettera b), del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213.

 


 

Articolo 1, comma 236
(Assunzioni di personale nelle zone colpite eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012)

 

 

Il comma 236, introdotto al Senato, autorizza la proroga per il 2015 della deroga già prevista per il triennio 2012-2014 ai fini dell’assunzione di personale, attraverso contratti di lavoro flessibile (con scadenza non oltre il 31 dicembre 2014), per le strette finalità connesse alla situazione emergenziale prodottasi a seguito del sisma del 20 e 29 maggio 2012 in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

Tale proroga opera nel limite delle risorse disponibili sulle contabilità dei Commissari di cui all’articolo 1, comma 2, del D.L. n. 74/2012[18], in cui confluiscono le risorse finanziarie relative all’autorizzazione di spesa prevista dal comma 9 del citato articolo 3-bis.

Si ricorda che il richiamato comma 8 ha autorizzato, per il triennio 2012-2014, le unioni di comuni e, ove non costituite, i comuni colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012[19] ad assumere personale, con contratti di lavoro flessibile, con scadenza non oltre il 31 dicembre 2014, in deroga ai vincoli assunzionali contenuti in specifiche disposizioni normative[20]. Si ricorda che l'assegnazione delle risorse finanziarie per le assunzioni tra le diverse regioni è effettuata in base al riparto di cui al D.P.C.M. 4 luglio 2012.

Il successivo comma 9 dispone che agli oneri derivanti dalle assunzioni effettuate, nel limite di 3.750.000 euro per il 2012, di 20.000.000 euro per il 2013 e di 20.000.000 euro per il 2014, si provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma di cui all'articolo 2 del D.L. n. 74/2012, nell'ambito della quota assegnata a ciascun Presidente di regione.


 

Articolo 1, comma 237
(Modifiche alla disciplina dei finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione de
http://bd01.leggiditalia.it/cgi-bin/FulShow?NAVIPOS=1&DS_POS=1&KEY=01LX0000771393ART87&FT_CID=43596&OPERA=01 - 45lle zone colpite dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012)

 

 

Il comma 237 esenta le Università che hanno sede nei territori colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio (nei territori dell’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) dal divieto, per l’anno 2013, di acquistare immobili a titolo oneroso e di stipulare contratti di locazione passiva.

 

La norma, finalizzata a consentire il regolare svolgimento della didattica e reintegrare il patrimonio immobiliare danneggiato dal sisma del 2012 in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, prevede che le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 1-quater, non si applicano alle Università che hanno sede nei territori colpiti.

Il comma 1-quater dell’articolo 12 del D.L. n. 98 del 2011, inserito dalla legge n. 228 del 2012 (articolo 1, comma 138), vieta, per l’anno 2013, a tutte le amministrazioni pubbliche di acquistare immobili a titolo oneroso e di stipulare contratti di locazione passiva, salvo il caso di rinnovi ovvero nel caso in cui la locazione sia stipulata, a condizioni più vantaggiose per sostituire immobili dismessi o per continuare ad avere la disponibilità di immobili venduti.

 

Si ricorda, inoltre, che lo stesso articolo 12 prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2012 le operazioni di acquisto e vendita di immobili, effettuate sia in forma diretta sia indiretta, da parte delle amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) con l'esclusione degli enti territoriali, degli enti previdenziali e degli enti del servizio sanitario nazionale, nonché del Ministero degli affari esteri con riferimento ai beni immobili ubicati all'estero, sono subordinate alla verifica del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica da attuarsi con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze (comma 1).

A decorrere dal 1° gennaio 2014 nel caso di operazioni di acquisto di immobili, ferma restando la verifica del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, l'emanazione del decreto di verifica è effettuata anche sulla base della documentata indispensabilità e indilazionabilità attestata dal responsabile del procedimento (comma 1-bis).


 

Articolo 1, comma 243
(Centro poliedrico antiviolenza di genere di L’Aquila)

 

 

Il comma 243, introdotto dal Senato, intende finanziare la Provincia dell’Aquila affinché, in collaborazione con l’omonimo comune, realizzi un centro poliedrico per le donne e per il contrasto a situazioni di marginalità dovute alla violenza di genere e sui bambini,

 

La norma attribuisce per la realizzazione del centro le risorse disponibili di cui all’art. 10, comma 5, del D.L. n. 39/2009 (L. n. 77/2009) fino a un massimo di 3 milioni.

Tale ultima disposizione, per il 2009, al fine di favorire la ripresa delle attività dei centri di accoglienza, di ascolto e di aiuto delle donne e delle madri in situazioni di difficoltà, ivi comprese quelle derivanti dagli effetti degli eventi sismici, ha autorizzato la spesa di 3 milioni di euro a sostegno degli oneri di ricostruzione o di restauro di immobili a tale scopo destinati, situati nei comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo a partire dal 6 aprile 2009.


 

Articolo 1, comma 244
(Destinazione dei risparmi derivanti dalla riduzione dei pubblici per le spese sostenute dai partiti politici)

 

 

Il comma 244, introdotto nel corso dell’esame del Senato, prevede che i risparmi relativi al 2013 derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici, accertati nella misura di 67.629.845 euro, sono destinati in parte (60,5 milioni di euro) alla copertura degli oneri per il 2014 derivanti dai commi da 220 a 225 del presente provvedimento (si tratta di interventi in favore delle zone colpite da eventi sismici).

La quota residua (circa 8,6 milioni) confluisce nel Fondo per interventi strutturali di politica economica[21].

 

La legge 6 luglio 2012, n. 96, in materia di finanziamento dei partiti e movimenti politici, ha provveduto a ridurre i contributi a carico dello Stato in favore dei partiti politici, oltre a ridisciplinare il controllo dei bilanci dei partiti, con l’obiettivo di garantire la trasparenza e la correttezza della loro gestione contabile.

Ai sensi dell’art. 1, comma 1 della legge, i contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici sono ridotti a 91 milioni di euro annui. Inoltre, tale importo è corrisposto, per il 70%, come rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e quale contributo per l'attività politica e per il 30%, a titolo di cofinanziamento dei partiti politici, in proporzione ai contributi privati raccolti.

L’articolo 16 della medesima legge 96 ha destinato i risparmi conseguiti agli interventi in favore delle zone colpite dagli eventi sismici e dalle calamità naturali dopo il 1° gennaio 2009. Si prevede in primo luogo l’accertamento dei risparmi da parte del Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge; le somme così quantificate sono versati all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati ad apposito programma dello Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze relativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della protezione civile, al fine di destinarli alle amministrazioni pubbliche competenti in via ordinaria a coordinare.

Successivamente sono intervenuti ulteriori provvedimenti che hanno disposto in ordine alla destinazione di tali risorse.

Prima, l'articolo 2, comma 5 lettera b), del decreto-legge 74/2012 ha disposto che il Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate venga alimentato anche da quota parte delle risorse derivanti dalla riduzione del finanziamento ai partiti da ripartire con decreto del Presidente del Consiglio.

Poi, l'articolo 67-sexies del decreto-legge 83/2012 ha disposto il finanziamento degli interventi relativi al terremoto del 15 dicembre 2009 in Umbria (20 milioni di euro per l'anno 2012 e 15 milioni di euro per l'anno 2013) a valere sulle risorse di cui all'articolo 16 della legge 96/2012

 

I risparmi conseguiti, per l'anno 2012, mediante la riduzione dei contributi in favore dei partiti e dei movimenti politici, di cui al citato articolo 16, comma 1, sono stati accertati nel prescritto decreto del Ministro dell'economia e delle finanze nella misura di 91.245.955 euro e il D.P.C.M. 16 ottobre 2012 ha provveduto alla loro ripartizione tra le seguenti aree colpite da eventi sismici:

§      le province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo

§      l a regione Umbria

§      la provincia de L'Aquila e gli altri comuni della regione Abruzzo colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009.


 

Articolo 1, commi 246 e 247
(Policlinici universitari gestiti da università non statali e finanziamento del Bambin Gesù)

 

 

I commi in oggetto, introdotti durante l’esame al Senato, dispongono, per l’anno 2014, il finanziamento di 50 milioni di euro, e per ciascuno degli anni dal 2015 al 2024, il finanziamento di 35 milioni di euro annui in favore dei policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali, quale concorso dello Stato agli oneri per lo svolgimento delle attività strumentali al perseguimento dei fini istituzionali da parte delle medesime università.

L’erogazione del finanziamento è subordinata alla sottoscrizione di protocolli di intesa[22] tra le singole università e la regione interessata, che comprendano, eventualmente, la regolazione condivisa di pregressi contenziosi, mentre il riparto del predetto importo tra i citati policlinici è definito con decreto del Ministro della salute di concerto con quello dell’economia e delle finanze.

 

L’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo n. 517/1999[23], alle università non statali che gestiscono direttamente policlinici universitari si applica per analogia, la disciplina del decreto medesimo, fatte salve le particolari forme di autonomia statutaria ad esse spettanti. I protocolli d'intesa disciplinano gli ambiti operativi-organizzativi. Non possono in ogni caso essere derogate le disposizioni di cui all'articolo 5, in materia di personale.

Va ricordato che l’articolo 33, comma 32, della legge n. 183/2011 (legge di stabilità 2012) ha disposto un finanziamento di 70 milioni di euro per il 2012 in favore dei citati policlinici universitari. Successivamente l’articolo 1, comma 275, della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013) ha autorizzato, per l'anno 2013, la spesa di 52,5 milioni in favore dei policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali ai sensi dell'articolo 33, comma 32 della legge 12 novembre 2011, n. 183.

Il comma 247 rifinanzia per il 2014 l’attività dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù con un importo di 30 milioni di euro.


 

Articolo 1, comma 248
(Fondo per la tutela dell’ambiente e la
promozione dello sviluppo del territorio)

 

 

Il comma 248 autorizza la spesa per il 2014 di 30 milioni per il rifinanziamento del Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio previsto dall'articolo 13, comma 3-quater, D.L. n. 112/2008.

 

L’articolo 13, comma 3-quater, del decreto-legge n. 112/2008, ha istituito, presso il Ministero dell’economia e delle finanze (cap. 7536), il Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio, dotandolo originariamente di 60 milioni di euro per il 2009 e di 30 milioni per ciascun anno del biennio 2010-2011, destinando le relative risorse alla concessione di contributi statali per interventi realizzati dagli enti destinatari nei rispettivi territori finalizzati al risanamento ed al recupero dell’ambiente e allo sviluppo economico dei territori stessi.

Per l’anno 2013, il comma 1, terzo e quarto periodo, dell’articolo 33 della legge n. 183/2011 (legge di stabilità 2012) ha disposto il rifinanziamento di 50 milioni dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 13, comma 3-quater, del D.L. n. 112/2008. Tale dotazione aggiuntiva è stata successivamente incrementata – attraverso una apposita novella al citato articolo 33 – da 50 a 90 milioni per il 2013 dall’articolo 23, comma 12-quater del D.L. n. 95/2012, e poi ridotta di 10 milioni di euro dall’articolo 67-octies, comma 3, del D.L. n. 83/2012[24]. Successivamente l’articolo 4, comma 4-quater del D.L. n. 91/2013 ha incrementato le disponibilità del Fondo per il 2013 di 1,3 milioni da destinare specificamente alle istituzioni culturali ammesse al contributo ordinario annuale dello Stato ricomprese nella Tabella di cui all'art. 1 della legge n. 534/1996.

A ultimo, il D.L. n. 102 del 2013 (D.L. IMU) ha ridotto le disponibilità del Fondo per il 2013 di 50 milioni, a copertura parziale degli oneri da esso recati.

Nel bilancio a legislazione vigente per il 2014, il cap. 7536 presentava soltanto autorizzazioni di cassa per 66,3 milioni, conseguenti ad un analogo importo di residui stimati.

 

Si ricorda che alla ripartizione delle risorse e all’individuazione degli enti beneficiari del Fondo è previsto che si provveda con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, emanato in coerenza con un apposito atto di indirizzo delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari.


 

Articolo 1, comma 249
(Incremento Fondo per interventi strutturali di politica economica)

 

 

Il comma 249 incrementa il Fondo per interventi strutturali di politica economica di 210,3 milioni per l’anno 2014, di 190 milioni per l’anno 2015 e di 65 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.

 

Per una ricostruzione della dotazione del Fondo, conseguente alle norme contenute nel provvedimento in esame, si rimanda alla scheda di lettura del comma 143.


 

Articolo 1, comma 250
(Incremento del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente)

 

 

Il comma 250 rifinanzia il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di 190 milioni di euro per l’anno 2014.

Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari, istituito, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del D.L. n. 154 del 2008, nello stato di previsione del Ministero dell'economia (cap. 7593), è finalizzato a compensare gli effetti negativi scaturenti, in termini di cassa, da specifici contributi di importo fisso costante con onere a carico dello Stato, concessi in virtù di autorizzazioni legislative..

 

Si ricorda che il Fondo è interessato da numerose norme del provvedimento, che lo hanno utilizzato a compensazione degli effetti finanziari sull’indebitamento netto e sul fabbisogno da esse derivanti.

Per una analisi complessiva, si rinvia alla scheda di lettura del comma 201.


 

Articolo 1, commi 251-253
(Contributi statali alle istituzioni culturali)

 

 

I commi da 251 a 253 prevedono la delegificazione della materia relativa all’erogazione di contributi statali alle istituzioni culturali, attualmente regolata, fra le altre disposizioni, dalla L. n. 534/1996, alla quale (sola) il testo fa riferimento.

 

In materia, si ricorda che la L. n. 534/1996 ha riordinato la disciplina riguardante i contributi statali ad enti culturali, disponendo una razionalizzazione delle diverse ipotesi di erogazione, a decorrere dal 1° gennaio 1997[25].

In particolare:

§       l’art. 1 ammette al contributo ordinario annuale dello Stato le istituzioni culturali in possesso di specifici requisiti inseriti in una tabella triennale;

§       l’art. 7 prevede che il Ministro dei beni e delle attività culturali possa concedere contributi straordinari alle istituzioni culturali già inserite nella tabella per “singole iniziative di particolare interesse artistico o culturale o per l’esecuzione di programmi straordinari di ricerca”;

§       l’art. 8 autorizza il Ministro ad erogare contributi annuali agli enti culturali non inseriti nella tabella di cui all’art. 1, i quali siano comunque in possesso di alcuni requisiti minimi.

Successivamente, l'art. 32, co. 2 e 3, della L. n. 448/2001 (L. finanziaria 2002) ha dettato ulteriori disposizioni per il contenimento e la razionalizzazione degli stanziamenti dello Stato in favore di enti, associazioni, fondazioni. In particolare, il co. 2, rinviando alla Tabella 1 l'individuazione degli enti destinatari di contributi statali, ha disposto che gli importi sono iscritti in un'unica unità previsionale di base dello stato di previsione di ciascun Ministero e che il riparto è effettuato annualmente, entro il 31 gennaio, dal Ministro competente, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. Il co. 3 ha stabilito che la dotazione delle UPB è quantificata annualmente nella tabella C della legge di stabilità[26].

In relazione a tale previsione normativa, è stato istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali un nuovo capitolo, ora 3670, nel quale, fino all'esercizio finanziario 2007, sono confluiti anche i contributi ordinari e straordinari assegnati ad istituzioni culturali ai sensi, rispettivamente, degli artt. 1, 7 e 8 della L. 534/1996.

Ancora in seguito, l’art. 2, co. 396, della legge finanziaria 2008 (L. n. 244/2007) ha previsto, per i finanziamenti ai sensi della L. n. 534/1996, la costituzione, dal 1° gennaio 2008, di un apposito capitolo di bilancio e la disapplicazione di quanto previsto dall'art. 32, co. 2 e 3, della L. n. 448/2001. E' stato, pertanto, istituito il nuovo capitolo 3671.

 

Sembrerebbe dunque opportuno chiarire se il riferimento debba essere costituito solo dalla L. n. 534/1996.

 

Il comma 251 dispone che il regolamento di delegificazione (art. 17, co. 2, L. n. 400/1988), con il quale si intende razionalizzare la normativa recata dalla L. n. 534/1996, è adottato, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Ai sensi del comma 253, sullo schema di regolamento è acquisito il parere del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro 30 giorni dalla ricezione, decorsi i quali il regolamento è comunque emanato.

 

Il comma 252 individua le norme generali regolatrici della materia alle quali occorre attenersi nell’emanazione del regolamento.

Con riferimento a quanto dispone l’art. 17, co. 2, della L. n. 400/1988, si segnala, tuttavia, che le disposizioni in commento non individuano le norme da abrogare a seguito dell’entrata in vigore del regolamento e che le parole “principi e criteri direttivi” devono essere sostituite con le parole “norme generali regolatrici della materia”.

 

Esse attengono a:

§       trasparenza, pubblicità, semplificazione e celerità del procedimento (lett. a) e b)) e definizione delle procedure concorsuali per l’accesso ai contributi[27] (lett. h));

§       individuazione dei requisiti soggettivi degli istituti culturali che possono beneficiare dei contributi (lett. c)). La disposizione ne cita alcuni, non escludendo, in base alla formulazione utilizzata, che il regolamento ne possa individuare altri.

Fra quelli citati, alcuni sono analoghi a quelli previsti dall’art. 2 della L. n. 534/1996. Si tratta di:

§       possesso della personalità giuridica (requisito che nella L. n. 534/1996 è alternativo alla istituzione dell’ente con legge dello Stato);

§       assenza di fine di lucro;

§       possesso di un consistente patrimonio culturale pubblicamente fruibile in maniera continuativa anche mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie[28];

§       erogazione di servizi di accertato e rilevante valore culturale;

§       storicità della presenza dell’istituzione nel sistema culturale italiano[29];

Inoltre, sono citati i seguenti, nuovi, requisiti:

§       rilevanza nazionale e internazionale dell’attività svolta. Al riguardo, la lett. e) prevede anche che i contributi sono orientati prioritariamente e prevalentemente a favore delle istituzioni culturali di rilievo nazionale, anche al fine di evitare duplicazioni con i contributi erogati da regioni ed enti locali.

Per questa parte si riprende, dunque, la previsione presente nel disegno di legge governativo della XVI legislatura A.S. 2324;

§       svolgimento di attività e di programmi di ricerca e di formazione di rilievo nazionale e internazionale[30], elaborati anche in collaborazione fra più istituti culturali;

§       capacità di attrazione di capitali privati;

§       razionalizzazione del sistema di contribuzione statale e programmazione delle risorse statali anche tenendo conto dei contributi erogati dal MIBACT in base a disposizioni legislative (lett. d)).

Al riguardo si ricorda - con esclusivo riferimento, a titolo di esempio, ad enti inclusi nella Tabella triennale 2012-2014 (v. supra) - che:

-        l’art. 1 della L. n. 155/2009 ha riconosciuto alla Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC), a decorrere dal 2009, un contributo annuo di 300.000 euro;

-        gli artt. 1 e 2 della L. n. 169/2011 hanno disposto, a decorrere dal 2012, un contributo annuo di 600.000 euro alla Società internazionale per lo studio del medioevo latino (SISMEL), di 450.000 euro alla Fondazione Ezio Franceschini, di 500.000 euro a favore dell’Istituto storico italiano per il medioevo;

-        l’art. 30, co. 6, del D.L. n. 201/2011 (L. n. 214/2011) ha autorizzato la spesa di 700.000 euro annui, a decorrere dal 2012, per l’Accademia della Crusca.

-        Inoltre, per completezza, si ricorda, in relazione al dubbio esposto in apertura della scheda, circa l’ambito della prevista razionalizzazione, che la L. n. 238/2012 ha previsto la concessione di un contributo straordinario di un milione di euro ciascuno, a decorrere dal 2013, in favore di quattro soggetti: Fondazione Festival dei due mondi, Fondazione Rossini Opera Festival, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Festival Pucciniano, che già ricevono contributi ai sensi dell’art. 32, co. 2 e 3, della L. n. 448/2001;

§       previsione di una tabella di istituti culturali beneficiari del contributo statale, adottata su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le competenti Commissioni parlamentari, e sottoposta a revisione triennale (lett. f));

Si conferma, dunque, l’elaborazione di una tabella triennale degli istituti culturali ammessi al beneficio[31]. Rispetto a quanto dispone l’art. 1 della L. 534/1996, non è però prevista l’acquisizione del parere del competente Comitato di settore[32].

Al contempo, la lett. l) dispone l’elaborazione di una norma transitoria che faccia salve, fino all’entrata in vigore del regolamento, le eventuali richieste di contributi statali ai sensi dell’art. 1 della L. n. 534/1996.

Al riguardo si ricorda che con D.L. 31 agosto 2012 (pubblicato nella GU n. 248 del 23 ottobre 2012) è stata emanata la Tabella delle Istituzioni culturali ammesse al contributo ordinario annuale dello Stato per il triennio 2012-2014;

§       previsione di contributi per progetti di elevato valore culturale presentati da reti di istituti culturali e attinenti alle finalità istituzionali degli stessi (lett. g));

Il riferimento a progetti presentati da reti di istituti rappresenta una novità;

§       individuazione di forme di vigilanza sulla gestione economico-finanziaria delle istituzioni ammesse al contributo, attuate dal MIBACT, di concerto con il MEF.

Al riguardo si ricorda che l’art. 4 della L. n. 534/1996 ha attribuito al MIBAC funzioni di controllo sulla destinazione dei fondi assegnati alle istituzioni culturali inserite nella tabella; le stesse, a tal fine, sono tenute a trasmettere al Ministero i bilanci preventivi e consuntivi, le relazioni sull’attività svolta e i programmi di quella da svolgere, nonché altri atti e documenti che il Ministero richieda, a pena di eventuale esclusione dal contributo, ovvero della sospensione della sua erogazione. Specificamente per quest’ultimo caso, l’art. 5 dispone che, se la sospensione si protrae per sistematica inattività, l’istituzione è esclusa dalla tabella in sede di revisione della stessa.


 

Articolo 1, comma 254
(Ottimizzazione spazi ad uso pubblico)

 

 

Il comma 254 obbliga le amministrazioni pubbliche a scegliere, nell’individuazione degli immobili da assumere in locazione passiva, le soluzioni economicamente più vantaggiose, valutando anche la possibilità di decentrare gli uffici. Le stesse amministrazioni devono inoltre comunicare all’Agenzia del demanio i costi per l’uso degli immobili di proprietà statale e di terzi da loro utilizzati. L’Agenzia del demanio individua gli indicatori di performance (costo d’uso per addetto) sulla base dei dati comunicati dalle amministrazioni: entro due anni dalla pubblicazione degli indicatori le amministrazioni devono adeguarsi alle migliori performance.

 

Più in dettaglio, il comma 254 reca una serie di modifiche ai commi 222, 222-bis e 224 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010), con i quali sono dettate disposizioni in materia di locazioni passive di immobili pubblici e ottimizzazione degli spazi ad uso ufficio.

 

La lettera a) del comma 254 modifica il citato comma 222 il quale, a decorrere dal 1° gennaio 2010, ha imposto alle amministrazioni dello Stato di cui all’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001 (incluse la Presidenza del Consiglio dei ministri e le agenzie, anche fiscali), di comunicare annualmente all’Agenzia del demanio, la previsione triennale del loro fabbisogno di spazio allocativo, nonché delle superfici da esse occupate non più necessarie.

In particolare le amministrazioni interessate sono: tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), le Agenzie e il CONI.

Dette amministrazioni devono altresì comunicare all’Agenzia del demanio le istruttorie per reperire immobili in locazione: tale comunicazione, per effetto di una prima modifica apportata, va effettuata entro il 30 settembre di ogni anno (in luogo del precedente termine del 31 marzo 2011).

 

Il comma 222 della legge n. 191 del 2010 ha introdotto l’obbligo per tutte le amministrazioni pubbliche di trasmettere una serie di comunicazioni all’Agenzia del demanio relativamente agli immobili da esse utilizzati, con l’obiettivo di unificare in capo alla stessa Agenzia le procedure riguardanti le locazioni passive e di razionalizzare gli spazi utilizzati dalle amministrazioni. Le amministrazioni dello Stato sono tenute a comunicare all’Agenzia del demanio, entro il 31 gennaio di ogni anno, la previsione triennale del loro fabbisogno di spazio e delle superfici occupate che non risultano più necessarie. Si segnala, inoltre, che il comma 9 dell’articolo 12 del D.L. n. 98 del 2011 dispone che le amministrazioni comunicano annualmente all'Agenzia del demanio, a decorrere dal 1° gennaio 2013, le previsioni relative alle nuove costruzioni, la cui realizzazione sia programmata nel successivo triennio.

Le amministrazioni comunicano altresì all’Agenzia del demanio, entro il 31 marzo 2011 (la norma in esame, come detto, prevede una cadenza annuale entro il 30 settembre di ogni anno), le istruttorie in corso per reperire immobili in locazione. L’Agenzia, dopo aver verificato la corrispondenza dei fabbisogni comunicati con gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, svolge i seguenti compiti: accerta l'esistenza di immobili da assegnare in uso fra quelli di proprietà dello Stato ovvero trasferiti ai fondi immobiliari pubblici; verifica la congruità del canone degli immobili di proprietà di terzi, individuati dalle predette amministrazioni tramite indagini di mercato; rilascia alle predette amministrazioni il nulla osta alla stipula dei contratti di locazione ovvero al rinnovo di quelli in scadenza, ancorché sottoscritti dall'Agenzia del demanio. È nullo ogni contratto di locazione stipulato senza il preventivo nulla osta.

Le amministrazioni comunicano poi l’elenco dei beni immobili di proprietà di terzi utilizzati a qualsiasi titolo. Sulla base di tali comunicazioni, l'Agenzia elabora un piano di razionalizzazione degli spazi, trasmettendolo alle amministrazioni interessate e al Dipartimento del tesoro del MEF.

I periodi successivi del comma 222 riguardano gli interventi di manutenzione, il censimento degli immobili pubblici (anche degli enti previdenziali) e l’inadempimento dei predetti obblighi di comunicazione che comporta una segnalazione alla Corte dei conti.

 

Una seconda modifica apportata dal testo in esame al comma 222 riguarda l'obbligo per le amministrazioni alla ricerca di immobili in locazione passiva di selezionare le soluzioni economicamente più vantaggiose per l’erario sulla base di quanto previsto dal successivo comma 222-bis (un parametro di riferimento compreso tra 20 e 25 metri quadri per addetto), valutando anche la possibilità di decentrare gli Uffici. È evidente, infatti, che i canoni di immobili situati lontano dai centri storici delle città risultano più convenienti.

 

Viene infine modificato l'ottavo periodo del citato comma 222, prevedendo che il Piano di razionalizzazione degli spazi definito dall'Agenzia del demanio debba essere effettuato sulla base delle attività svolte e dei dati acquisiti ai sensi dello stesso comma 222 e del successivo 222-bis. Il Piano viene inviato - previa valutazione del Ministro dell’economia e delle finanze sulla sua compatibilità con gli obiettivi di riduzione del costo d’uso e della spesa corrente - ai Ministri interessati e pubblicato sul sito internet dell'Agenzia.

 

La lettera b) del comma 254 reca modifiche al comma 222-bis dell'articolo 2 citato, con il quale è stato definito un parametro di riferimento per la razionalizzazione degli spazi utilizzati dagli uffici pubblici compreso tra 20 e 25 metri quadrati per addetto a cui si dovranno uniformare le amministrazioni pubbliche.

Il vigente comma 222-bis (introdotto dall’articolo 3, comma 9, del D.L. n. 95 del 2012) ha assegnato alle amministrazioni interessate (le stesse del comma 222) il compito di predisporre, entro il 3 ottobre 2012, dei piani di razionalizzazione degli spazi che rispettino il nuovo parametro di riferimento per addetto e di comunicarli all’Agenzia del demanio. Alla Ragioneria generale dello Stato deve essere comunicato il rapporto tra metri quadrati per addetto scaturente dal piano. In caso di nuove costruzioni o di ristrutturazioni integrali il rapporto tra metri quadrati per addetto è determinato dall’Agenzia del demanio: la Circolare del 16 luglio 2012 ha determinato il parametro in una superficie da 12 a 20 metri quadri per addetto.

 

Il comma 222-bis contiene anche una disciplina di carattere premiale per le amministrazioni che conseguono un risparmio di spesa all’esito della razionalizzazione degli spazi: infatti, una quota del 15 per cento dei risparmi è utilizzata dalla stessa amministrazione per la realizzazione di progetti di miglioramento della qualità dell’ambiente di lavoro e di miglioramento del benessere organizzativo, purché tali progetti siano inseriti nell’ambito dei piani di razionalizzazione.

Il testo in esame in primo luogo sopprime l'obbligo per le amministrazioni di comunicare alla Ragioneria generale dello Stato il rapporto tra metri quadrati per addetto scaturente dal piano (soppressione del quarto periodo).

In secondo luogo è posto a carico delle Amministrazioni l'obbligo di comunicare all’Agenzia del demanio, secondo le modalità ed i termini determinati con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, i dati e le informazioni relativi ai costi per l’uso degli edifici utilizzati, di proprietà dello Stato e di terzi. Con provvedimenti direttoriali dell’Agenzia del demanio sono elaborati degli indicatori di performance in termini di costo d’uso per addetto sulla base dei dati e delle informazioni fornite dalle predette Amministrazioni dello Stato le quali, entro due anni dalla pubblicazione del relativo provvedimento sul sito internet dell’Agenzia del demanio, sono tenute ad adeguarsi ai migliori indicatori di performance ivi riportati.

 

La lettera c) del comma 254, infine, sostituendo il comma 224 dell’articolo 2 della legge n. 191 del 2009, destina le maggiori entrate e i risparmi di spesa derivanti dai precedenti commi al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato, fatto salvo quanto previsto dal comma 222-bis, sesto periodo (ossia la disciplina di carattere premiale ricordata supra).

Il vigente comma 224 prevede che le maggiori entrate e i risparmi di spesa derivanti dai commi 222 e 223 affluiscono al fondo di cui all’articolo 7-quinquies, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5 (per il finanziamento di interventi urgenti e indifferibili, con particolare riguardo ai settori dell’istruzione e agli interventi organizzativi connessi ad eventi celebrativi).

 

Si ricorda che la legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità 2013), intervenendo sull'articolo 12 del D.L. n. 98 del 2011, ha vietato, per l’anno 2013, a tutte le amministrazioni pubbliche di acquistare immobili a titolo oneroso e di stipulare contratti di locazione passiva, salvo il caso di rinnovi ovvero nel caso in cui la locazione sia stipulata, a condizioni più vantaggiose per sostituire immobili dismessi o per continuare ad avere la disponibilità di immobili venduti. A decorrere dal 1° gennaio 2014 le operazioni di acquisto di immobili da parte delle amministrazioni pubbliche (compresi gli enti territoriali e gli enti del servizio sanitario nazionale) potranno essere effettuate ove ne sia documentata l’indispensabilità e l’indilazionabilità. La congruità del prezzo è attestata dall’Agenzia del demanio.

Il decreto-legge n. 95 del 2012 ha disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2015, la riduzione del 15% del canone di locazione passiva delle pubbliche amministrazioni e delle autorità indipendenti per gli immobili in uso istituzionale. Qualora si tratti di contratti scaduti o rinnovati dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, la riduzione si applica immediatamente. Per il triennio 2012-2014 è disposto, inoltre, il blocco degli adeguamenti Istat relativamente ai canoni dovuti dagli stessi soggetti. Le regioni e gli enti locali da un lato, e lo Stato dall'altro, possono concedersi reciprocamente l'uso gratuito dei loro beni immobili per fini istituzionali. Gli enti previdenziali devono comunicare all'Agenzia del demanio gli immobili di loro proprietà, al fine di verificare l'idoneità degli stessi ad essere utilizzati in locazione passiva, a canoni ed oneri agevolati, dalla amministrazioni statali per finalità istituzionali. Sono infine previste specifiche e stringenti condizioni per il rinnovo dei rapporti di locazione: disponibilità delle risorse finanziarie necessarie per il periodo di durata del contratto di locazione; permanenza delle esigenze allocative all’esito dei piani di razionalizzazione nonché di quelli di riorganizzazione e accorpamento delle strutture.

La Corte dei conti, su dati dell'Agenzia del demanio, nella Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2012 ha evidenziato che l’attività di razionalizzazione degli spazi ha comportato la cessazione di locazioni passive per consegna di spazi in immobili in uso governativo per circa 7,3 milioni, la chiusura di locazioni per accorpamento degli spazi per circa 5,9 milioni, la riduzione di canoni per nuove locazioni e per rinnovi con accettazione della riduzione del canone per circa 1,4 milioni.

 

I dati dell’Agenzia del Demanio

In relazione alle politiche di contenimento delle locazioni passive da parte delle pubbliche amministrazioni, il direttore dell’Agenzia del demanio, Stefano Scalera, nel corso dell’audizione presso la Commissione finanze della Camera dei deputati il 22 maggio 2012, ha reso noto che dalle informazioni fornite dalle amministrazioni interessate (ai sensi dall’art. 2, comma 222, della legge 191/2009) risulta un totale di 11.002 occupazioni in immobili di proprietà di terzi. La spesa complessiva annualmente sostenuta per locazioni passive è pari a 1.215 milioni di euro.

Nel corso dell’audizione presso la Commissione finanze della Camera dei deputati il 12 giugno 2013 il Direttore Scalera ha evidenziato che annualmente le Amministrazioni dello Stato, incluse la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Agenzie fiscali comunicano all’Agenzia attraverso il “Portale P.A.” la previsione triennale del loro fabbisogno di spazio allocativo e le superfici occupate non più necessarie.

Sulla base di tali comunicazioni l’Agenzia elabora i piani di razionalizzazione degli spazi da attuare attraverso l’assegnazione alle Amministrazioni di immobili statali in uso governativo, con la chiusura di locazioni passive, con l’ottimizzazione degli spazi in immobili in uso governativo, con la permuta di immobili statali per l’acquisizione di beni in locazione passiva. Il perimetro di intervento è particolarmente vasto (circa 18 milioni di mq per gli immobili di proprietà dello Stato e circa 15 milioni di mq per gli immobili in locazione passiva).

Non tutte le Amministrazioni hanno fornito i dati utili ai fini del calcolo del rapporto mq/addetto (circa il 50%). Per le occupazioni per le quali è stato possibile verificare il suddetto parametro si rileva che circa il 60% degli utilizzi rispetta il parametro di legge compreso tra i 20 e 25 metri quadri per addetto (art. 2, comma 222 bis, della legge n. 191/2009). In caso di nuova costruzione o di ristrutturazione integrale il parametro è stato determinato dall’Agenzia del demanio in una superficie da 12 a 20 metri quadri per addetto (Circolare del 16.07.2012).

La situazione rilevata evidenzia per alcune funzioni istituzionali la necessità di una presenza capillare sul territorio. Peraltro vi sono configurazioni edilizie spesso inadatte ad azioni di miglioramento quali l’ottimizzazione degli spazi, l’efficientamento energetico, ecc. Si rileva, infine, una carenza dei fondi necessari agli interventi di riconfigurazione degli spazi

In un’ottica di miglioramento dell’azione di “spending review” sugli immobili, l’Agenzia del demanio reputa necessario affiancare al parametro mq/addetto il concetto di costo di occupazione che raffronti il costo totale di utilizzo degli edifici in rapporto al numero di persone e ai mq disponibili, al fine di identificare possibili azioni di efficientamento anche verificando l’incidenza delle principali voci di costo (canone di locazione reale o fittizio, spese per manutenzione, spese per utenze, spese per servizi di guardiania e pulizia).

Con riferimento alla norma (articolo 2, comma 222, della legge n. 191/2009) che attribuisce all’Agenzia del Demanio il compito di rilasciare il nulla osta alla stipula, previa verifica di congruità del canone, per i contratti di locazione passiva da sottoscrivere a cura delle Amministrazioni dello Stato, l’Agenzia del demanio evidenzia che l’attività svolta ha permesso di conseguire i seguenti risparmi: 10 milioni nel 2010, 12,5 milioni nel 2011 e 15 milioni nel 2012.

Sono in corso ulteriori attività propedeutiche alla realizzazione di operazioni finalizzate al contenimento della spesa per locazioni passive, mediante l’acquisizione in favore dello Stato, tramite permuta, di immobili di proprietà di terzi condotti in locazione dalle Amministrazioni statali per le esigenze istituzionali. A seguito della conversione in legge del D.L. n. 35/2013 (art. 10-bis) le operazioni di permuta sono state sottratte al divieto di acquisto di immobili da parte delle Amministrazioni pubbliche previsto per il 2013 dalla legge n. 228 del 2012.

 


 

Articolo 1, comma 255
(Manutenzione degli immobili pubblici)

 

 

Il comma 255 esclude dalla gestione accentrata da parte dell’Agenzia del demanio sugli interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, le sedi della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il Corpo della guardia di finanza è inoltre autorizzato, previa comunicazione all'Agenzia del demanio, all'esecuzione degli interventi specifici presso le sedi dei propri reparti.

 

In particolare, il comma 255, aggiungendo il comma 2-bis all’articolo 12 del D.L. n. 98 del 2011, prevede una deroga al principio del “manutentore unico” in capo all’Agenzia del demanio per gli immobili di proprietà dello Stato in uso per finalità istituzionali alle amministrazioni dello Stato e per gli immobili di proprietà di terzi utilizzati a qualsiasi titolo dalle stesse amministrazioni (lettere a) e b) del comma 2). La deroga è posta, in considerazione delle specifiche esigenze di operatività dei compiti di tutela della sicurezza e del soccorso pubblico, nei confronti delle sedi della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Previa comunicazione all'Agenzia del demanio, inoltre, il Corpo della guardia di finanza è autorizzato all'esecuzione degli interventi specifici presso le sedi dei propri reparti.

Conseguentemente, a decorrere dal 2014, gli importi corrispondenti agli stanziamenti di spesa che dal 1° gennaio 2013 sono confluiti ai fondi per le spese di parte corrente e di conto capitale per le manutenzioni ordinaria e straordinaria, istituiti nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze, impiegati dall'Agenzia del demanio per la sua attività di “manutentore unico” (comma 6), sono ritrasferiti ai competenti programmi degli stati di previsione del Ministero dell'interno e del Ministero dell'economia e delle finanze

 

In tema di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili utilizzati dalle pubbliche amministrazioni, si ricorda che l’articolo 12, commi da 2 a 8, del D.L. n. 98 del 2011 ha attribuito all'Agenzia del demanio il compito di gestire in maniera accentrata le relative decisioni di spesa (c.d. "manutentore unico"). ll D.L. n. 201 del 2011 ha spostato al 1° gennaio 2013 il termine a partire dal quale sono attribuiti tali compiti all’Agenzia del demanio. Sono fatte salve le specifiche previsioni di legge riguardanti il Ministero della difesa, il Ministero degli affari esteri e il Ministero per i beni e le attività culturali, nonché il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il D.L. n. 179 del 2012 ha escluso dalla competenza accentrata dell'Agenzia del demanio la manutenzione relativa agli istituti penitenziari. Con decreto del MEF dell'8 ottobre 2012 sono state definite le attività procedimentali relative alla manutenzione degli immobili pubblici; in particolare, in attuazione dell'articolo 12 del D.L. n. 98/11, sono state disciplinate le attività dei Provveditorati alle opere pubbliche e le modalità, i termini, i criteri e le risorse disponibili.

L'Agenzia del demanio può avvalersi di società a totale o prevalente capitale pubblico al fine di individuare gli operatori specializzati nell’esecuzione degli interventi manutentivi sugli immobili in uso alle amministrazioni dello Stato. In tal modo l’Agenzia del demanio opererà quale centrale di committenza (articolo 3, comma 12, del D.L. n. 95 del 2012).


 

Articolo 1, comma 256
(Programma straordinario di cessione di immobili pubblici)

 

 

Il comma 256 prevede la definizione da parte del Governo di un programma straordinario di cessioni di immobili pubblici, compresi quelli detenuti dal Ministero della difesa e non utilizzati per finalità istituzionali.

Tale programma, da definire entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge in esame, dovrà consentire introiti per il periodo 2014-2016 non inferiori a 500 milioni di euro annui.

Il programma è definito dal Governo sentita la Conferenza Unificata e la società di gestione del risparmio di cui all’articolo 33 del decreto-legge n. 98 del 2011, ovvero la Investimenti Immobiliari Italiani Società di Gestione del Risparmio società per azioni (InvImIt SGR S.p.a.), istituita con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 19 marzo 2013, con il compito di istituire fondi che partecipano a quelli immobiliari costituiti da enti territoriali, anche tramite società interamente partecipate, a cui conferire immobili oggetto di progetti di valorizzazione.

 

Si ricorda inoltre che nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2013 (Doc. LVII, n. 1-bis), presentata al Parlamento il 20 settembre 2013, la sezione IV.3 del documento è dedicata al piano di valorizzazione del patrimonio pubblico, evidenziando le iniziative del Governo per valorizzare e dismettere il patrimonio dello Stato. La Nota, premesso che il valore del patrimonio immobiliare pubblico, comprensivo dei terreni, sarebbe stimabile in circa 350 miliardi, segnala anzitutto la costituzione della InvImIt SGR (Investimenti Immobiliari Italiani Società di Gestione del Risparmio), una Spa con capitale interamente detenuto dal Ministero dell’Economia che provvederà all’istituzione di fondi di investimento finalizzati sia a partecipare in fondi d'investimento immobiliari chiusi degli enti territoriali e altri enti pubblici, al fine di valorizzare o dismettere il proprio patrimonio immobiliare disponibile, sia a valorizzare gli immobili di proprietà dello Stato non utilizzati per finalità istituzionali e quelli non più utilizzati dal Ministero della difesa.

La Nota ricorda inoltre una prima serie di operazioni di privatizzazione delle partecipazioni azionarie detenute dallo Stato, perfezionatesi in più tranches per complessivi 8.831 milioni e conclusesi nel 2013, mediante la cessione alla Cassa Depositi e Prestiti delle partecipazioni in Sace, Fintecna e Simest.

La Nota evidenzia infine che entro la fine dell’anno verrà individuato un programma di dismissioni di partecipazioni detenute direttamente o indirettamente dallo Stato: viene peraltro specificato al riguardo come il Governo abbia ritenuto opportuno dimezzare l'obiettivo di un punto percentuale di PIL all’anno di incassi da privatizzazioni, al fine di renderlo più realistico e fattibile, anche in considerazione delle ancora difficili condizioni del mercato immobiliare e finanziario.

 

Il Ministro dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, il 3 luglio 2013 ha dichiarato nel corso di un audizione presso le Commissioni riunite di Camera e Senato, che l’attività di messa a reddito degli immobili pubblici non utilizzabili per finalità istituzionali, è proseguita in particolare dando corso: (i) alla individuazione degli immobili da “canalizzare” verso fondi immobiliari – si tratta degli immobili già gestiti dall’Agenzia del demanio e di quelli dismessi dalla Difesa, nonché degli altri soggetti pubblici; (ii) a un programma di privatizzazione della gestione (mediante concessioni) per gli altri immobili denominato “Valore Paese”.

In tale contesto, CDP Investimenti SGR, di cui la Cassa Depositi e Prestiti detiene la quota di maggioranza, ha lanciato una famiglia di fondi comuni di investimento immobiliare riservati a investitori qualificati e destinati all’acquisto degli immobili degli enti pubblici.

Per quanto riguarda il patrimonio dello Stato, l’Agenzia del demanio ha individuato un primo portafoglio di beni non utilizzati, per un valore di circa 600 milioni di euro. Con riferimento al patrimonio in uso alla Difesa, la stessa ha dichiarato la non utilizzabilità per i propri fini istituzionali di circa 1.600 cespiti.

L’Agenzia del demanio sta promuovendo iniziative immobiliari riguardanti il patrimonio degli altri soggetti pubblici, indirizzando gli sforzi alla creazione di operazioni di potenziale interesse per la neo costituita InvImIt SGR, di cui è prossimo l’inizio delle attività. Il mandato della InvImIt sarà la valorizzazione, anche reddituale, del patrimonio immobiliare pubblico, la previsione di investimenti diretti e indiretti al fine di realizzare economie di scala nella gestione, nonché l’eventuale cessione dei beni. I fondi immobiliari da istituire presso la Invimit SGR avranno una iniziale disponibilità di circa 600 mln, derivante dalla sottoscrizione ex lege da parte degli enti previdenziali pubblici.

 

Si segnala che nella relazione governativa al D.L. n. 120 del 2013, contenente misure urgenti di riequilibrio della finanza pubblica, il Governo afferma che per riportare il deficit del bilancio 2013 entro un valore non superiore al 3% del Pil concorre altresì un programma di dismissioni immobiliari per complessivi 525 milioni di euro, da adottare con procedure a legislazione vigente, da realizzare entro il 2013.

Nel corso della conversione del D.L. n. 120 del 2013 il Governo ha chiarito che tali dismissioni avverranno secondo la procedura già utilizzata in occasione di precedenti analoghe operazioni, ovvero con vendita a trattativa privata anche in blocco. La normativa di riferimento è l’articolo 11-quinquies del D.L. n. 203 del 2005, il quale stabilisce che “l’Agenzia del demanio è autorizzata, con decreto dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con le amministrazioni che li hanno in uso, a vendere con le modalità di cui all’articolo 7, del D.L. n. 282 del 2002 – vendita a trattativa privata anche in blocco – i beni immobili ad uso non abitativo appartenenti al patrimonio pubblico”. Con riferimento alla controparte il Governo ha comunicato il coinvolgimento diretto o indiretto di Cassa Depositi e Presiti, attesa la disponibilità manifestata da quest’ultima.


 

Articolo 1, comma 257
(Dismissione beni immobili dell’INDIRE)

 

 

Il comma 257 prevede che con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca siano individuati i beni immobili appartenenti all’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE) da trasferire all’Agenzia del demanio per la successiva dismissione. Il citato decreto dovrà essere emanato entro 10 giorni dall'entrata in vigore della legge di stabilità 2014.

 

L'INDIRE è un ente di ricerca dotato di autonomia statutaria, scientifica, organizzativa, regolamentare, amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale, ed è sottoposto alla vigilanza del MIUR. Esso è stato ripristinato dal 1° settembre 2012 con l'articolo 19 del D.L. n. 98 del 2011, subentrando all'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica (istituita con la L. 296/2006).

L’Istituto ha sede legale a Firenze e si articola in tre nuclei territoriali interregionali, con sedi a Torino, Roma e Napoli.

Si segnala che in base all'articolo 7 dello Statuto, approvato con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 5 del 21 dicembre 2012, si avvale del patrimonio costituito dai beni mobili e immobili, dalle strutture ed infrastrutture e dalle attrezzature strumentali di sua proprietà e da quello recepito dagli ex-Irre.


 

Articolo 1, comma 258
(Organizzazione periferica uffici regionali scolastici)

 

 

Il comma 258 è finalizzato a modificare l’organizzazione periferica del MIUR per le competenze di istruzione non universitaria, per consentire di articolare gli Uffici scolastici regionali anche in livelli dirigenziali non generali, in relazione alla popolazione studentesca della relativa regione.

 

A tale scopo è disposta una novella all’articolo 75, co. 3, del D.Lgs. n. 300 del 1999 con la quale si prevede l’inserimento negli USR, quali autonomi centri di responsabilità amministrativa, anche dei dirigenti, in alternativa ai dirigenti generali.

 

La modifica è volta ad ottemperare agli obiettivi di riduzione della spesa di cui al D.L. 95/2012 (L. 135/2012), in quanto consentirà di diminuire il numero degli uffici dirigenziali generali. Si segnala che, attualmente, gli Uffici scolastici regionali (USR) sono tutti di livello dirigenziale generale.

 

La norma non definisce il livello di popolazione studentesca al di sotto della quale non è consentito affidare l’USR ad un livello dirigenziale non generale.


 

Articolo 1, comma 259
(Risparmi di spesa sugli investimenti pluriennali
per la difesa nazionale)

 

 

Il comma 259 stabilisce che i programmi di investimenti pluriennali per la Difesa nazionale siano rideterminati in maniera tale da conseguire risparmi di spesa, anche in termini di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, pari a 100 milioni di euro per gli anni 2015 e 2016.

 

Si ricordano i seguenti programmi di investimenti pluriennali per la difesa, integralmente o parzialmente finanziati con le risorse del Ministero dello Sviluppo economico:

 

§       Eurofighter: Programma, in cooperazione con Germania, Regno Unito e Spagna, relativo allo sviluppo ed all'acquisizione di velivoli per la difesa aerea, con compito primario di contrasto delle forze aeree avversarie e con capacità secondaria di svolgere missioni di attacco al suolo.

§       FREMM - Fregate Europee Multi Missione: Programma, in cooperazione con la Francia, relativo all'acquisizione di Fregate europee multimissione in sostituzione delle Fregate Lupo e Maestrale.

§       VBM Freccia: Programma relativo all'approvvigionamento di 249 VBM 8x8 di varia tipologia (Combat, Combat Support, Posto Comando) destinati a soddisfare le esigenze di supporto tattico, protezione e sicurezza delle unità dell'esercito impiegate in operazioni.

§       Forza NEC: Programma per la digitalizzazione della componente terrestre. Avvio della fase denominata "Integrated Test Bed (ITB) e “Concept development and experimentation (CD&E)” sull'architettura di sistema Forza NEC" (1^ spira), che ha come obiettivo la successiva digitalizzazione di una unità a livello Brigata media ed una forza anfibia.

§       SICRAL 2: Programma italo-francese duale, ha lo scopo di sostituire l'attuale sistema SICRAL (operativo dal 2001), al termine della sua vita operativa, prevista per il 2010-2011, nonché ad assicurare un'idonea riserva al SICRAL 1B, in orbita da aprile 2009.


 

Articolo 1, comma 260
(Utilizzo immobili uffici giudiziari)

 

 

Il comma 260, introdotto nel corso dell’esame al Senato, interviene sul decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 – di attuazione della delega in tema di nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero (geografia giudiziaria) - aggiungendo il comma 4-bis all'articolo 8 di tale decreto legislativo con riguardo all’utilizzazione degli immobili di uffici soppressi.

In particolare, l’art. 8, comma 1, del D.Lgs. n. 155/2012 prevede, in particolare, che in presenza di specifiche ragioni organizzative o funzionali, in deroga all'articolo 2, primo comma, della legge 24 aprile 1941, n. 392, il Ministro della giustizia può disporre che vengano utilizzati a servizio del tribunale, per un periodo non superiore a cinque anni dalla data di efficacia di cui all'articolo 11, comma 2, gli immobili di proprietà dello Stato, ovvero di proprietà comunale interessati da interventi edilizi finanziati ai sensi dell'articolo 19 della legge 30 marzo 1981, n. 119, adibiti a servizio degli uffici giudiziari e delle sezioni distaccate soppressi.

Il nuovo comma 4-bis – nell’ottica di una graduale attuazione della riforma delle geografia giudiziaria, tuttora in corso - stabilisce che in via sperimentale, il Ministro della giustizia può disporre, nell'ambito di apposite convenzioni stipulate con le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, che - per l'esercizio di funzioni giudiziarie nelle relative sedi - vengano utilizzati, per il tempo necessario, gli immobili adibiti a servizio degli uffici giudiziari periferici e delle sezioni distaccate soppressi. Le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di servizio oggetto delle convenzioni sono integralmente a carico del bilancio regionale.


 

Articolo 1, commi 261-264
(Riduzione delle spese per consultazioni elettorali)

 

 

I commi da 261 a 264, modificati nel corso dell’esame del Senato, recano misure di contenimento delle spese per le consultazioni elettorali.

 

In particolare, il comma 261 dispone la riduzione di 100 milioni, a decorrere dal 2014, del Fondo per le spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del Parlamento europeo e dei referendum, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.

Il Fondo è allocato nel capitolo 3020 del disegno di legge di bilancio (Tab 2) che a legislazione vigente reca uno stanziamento di 420 milioni, ridotti a 320 con l’approvazione della nota di variazioni.

 

Il comma 262 stabilisce che le operazioni di votazione delle elezioni e delle consultazioni referendarie in una unica giornata, dalle ore 7 alle ore 22 di domenica.