Giunta per il regolamento - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 25 settembre 2012
CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 25 settembre 2012
708.
XVI LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giunta per il regolamento
COMUNICATO
Pag. 3

  Martedì 25 settembre 2012. — Presidenza del Presidente Gianfranco FINI.

  La seduta comincia alle 12.05.

Comunicazioni del Presidente.

  Gianfranco FINI, Presidente, ricorda che la Giunta è convocata per esaminare le proposte di principi e criteri direttivi riferiti al documento licenziato lo scorso 19 settembre, che sono stati presentati in Assemblea. Si tratta in particolare di una proposta dell'on. Vassallo, riferita all'articolo 15, comma 3, e all'articolo 15-ter, di una proposta presentata dai deputati Turco ed altri, riferita all'articolo 14, di una a firma Beltrandi ed altri, all'articolo 15, comma 2-bis, una a firma Bernardini ed altri all'articolo 15, comma 3, ed una dei deputati Farina Coscioni ed altri all'articolo 15-ter.
  Al riguardo, precisa che, in questa sede, la Giunta deve esprimere un orientamento sulle proposte presentate. Se questo fosse contrario, tale orientamento dovrebbe essere comunicato dai relatori all'Assemblea, la quale dovrebbe quindi procedere al voto sulle proposte, salvo che siano ritirate. Se l'orientamento fosse invece favorevole, i relatori dovrebbero predisporre un'ulteriore riformulazione della proposta di modifica regolamentare, al fine di recepirne i contenuti; tale riformulazione, se condivisa dalla Giunta, sarebbe sottoposta all'Assemblea.
  Invita quindi i relatori ad esprimere il proprio orientamento sulle proposte in questione.

  Gianclaudio BRESSA, relatore, nel far presente di non aver potuto confrontarsi prima della seduta con il collega Leone, esprime orientamento contrario sulla proposta n. 1 a prima firma Maurizio Turco, volta a modificare l'articolo 14 del Regolamento al fine di integrare il testo con una disciplina relativa alla formazione, alle modalità di costituzione e alle modifiche nella composizione dei Gruppi parlamentari. Trattandosi di materia complessa, oggetto di numerose altre proposte di modifica al Regolamento, non può infatti che confermare l'orientamento emerso in Giunta nella riunione del 12 settembre scorso, allorché si è ritenuto di riservare l'approfondimento di questo tema alla discussione delle complessive proposte di modifica al Regolamento avanzate, sulle quali è in corso l'istruttoria. Senza quindi entrare nel merito della proposta, ritiene che l'esame debba essere rinviato a quella sede.
  Quanto alla proposta n. 2 Beltrandi ed altri, fa presente che essa mira a riformulare il comma 2-bis dell'articolo 15, individuando in ogni caso nell'Assemblea del Gruppo, a maggioranza assoluta, l'organo competente ad approvare il rendiconto. In proposito, nel dichiararsi personalmente favorevole sul merito della proposta, anche in considerazione del fatto che lo statuto del suo Gruppo già contiene Pag. 4una previsione in tal senso, ritiene di sottoporre alla valutazione della Giunta l'opportunità di introdurre una disposizione siffatta nel Regolamento, anche in considerazione del fatto che essa inevitabilmente impatterebbe sull'autonomia organizzativa dei Gruppi.
  Esprime quindi orientamento contrario sulla proposta n. 4 Bernardini ed altri, mentre, in relazione alla proposta n. 5 Farina Coscioni ed altri, esprime perplessità sui principi e criteri direttivi contenuti alle lettere da a) a d); ritiene invece opportuna una riflessione sul principio e criterio direttivo contenuto alla lettera e): con tale principio, si intende infatti innovare il comma 7 dell'articolo 15-ter per prevedere – in caso di mancata trasmissione del rendiconto nei termini o di mancata regolarizzazione nei termini – non solo la decadenza dal diritto all'erogazione dei contributi per l'anno successivo, ma anche la restituzione delle somme percepite e non rendicontate.
  Quanto, infine, alla proposta n. 3 Vassallo, esprime contrarietà su quei principi e criteri direttivi (contenuti al primo punto) con i quali si intende introdurre una disciplina regolamentare sulle modalità di erogazione dei contributi ai Gruppi e sulla loro quantificazione, in tal modo introducendosi elementi di eccessiva rigidità nella disciplina della materia, dovendo tale questione essere esaminata in altra sede. In particolare, il principio contenuto alla lettera c), che commisura il contributo esclusivamente alla consistenza numerica dei Gruppi, rischierebbe – allo stato attuale della disciplina sulla formazione dei Gruppi – di penalizzare eccessivamente i Gruppi di piccole dimensioni (tale preoccupazione naturalmente verrebbe meno se si introducessero nel Regolamento, come proposto dal suo Gruppo, disposizioni anti-frammentazione); il principio contenuto alla lettera d), che fissa un tetto massimo dei contributi ai Gruppi, dato dalla metà dell'ammontare complessivo dei fondi assegnati, per le spese generali e per il pagamento dei collaboratori, a ciascun deputato, comporterebbe di fatto, secondo i suoi calcoli, una riduzione di oltre il 60 per cento dei contributi, con il conseguente rischio che i Gruppi debbano disporre, tra l'altro, una corrispondente riduzione del loro personale. Ritiene poi che i temi delle risorse e dello statuto dei dipendenti dei Gruppi debbano essere affrontati in un'autonoma sede.
  Esprime contrarietà anche sul secondo punto della proposta n. 3, laddove prevede che il controllo sui rendiconti sia affidato a una società di revisione esterna scelta da ciascun Gruppo, secondo le previsioni della recente riforma della legge sul finanziamento dei partiti (articolo 9, comma 1, della legge n. 96 del 2012), ritenendo invece più garantista il meccanismo individuato dalla Giunta, ossia una società di revisione unica per tutti i Gruppi, individuata dall'Ufficio di Presidenza con gara pubblica.
  Venendo, infine, al terzo punto della proposta n. 3, che estende la pubblicità, analitica e sul sito internet della Camera, ai bilanci, all'organico dei Gruppi, al curriculum e al trattamento economico dei dirigenti, ritiene esso possa formare oggetto di riflessione da parte della Giunta. In proposito, esprime infatti una valutazione favorevole del suo Gruppo, pur non potendo sottacere che, a suo avviso, sarebbe necessaria una previsione generalizzata in tal senso per l'intera Camera, al fine di evitare incongruenze.

  Antonio LEONE, relatore, esprime la propria contrarietà pregiudiziale su tutte le proposte di principi e criteri direttivi presentate: il testo licenziato dalla Giunta rappresenta infatti il frutto di un lavoro approfondito e del confronto tra tutti i Gruppi parlamentari avvenuto in questa sede, di cui esso rappresenta una buona sintesi la cui validità intende confermare. L'Assemblea dovrebbe quindi pronunciarsi su questo testo, considerato anche che alcune questioni poste dai principi presentati – che, se recepite, ne stravolgerebbero l'impianto – richiederebbero altri approfondimenti ed un ulteriore sforzo di sintesi rispetto alle posizioni di tutti i Gruppi rappresentati in Giunta, che non Pag. 5crede sarebbe personalmente disponibile a fare in questa fase.
  Peraltro, la sua contrarietà risulta ancor più netta sui contenuti dell'ultimo principio contenuto nella proposta Vassallo n. 3, il cui accoglimento finirebbe per riaprire il dibattito, già affrontato in questa sede, sullo status giuridico dei dipendenti dei Gruppi parlamentari.

  Fabio GAVA, pur condividendo, in linea di principio, l'impostazione assunta dai relatori e le argomentazioni tecniche addotte a sostegno dell'orientamento contrario (salvo le precisazioni fatte dall'onorevole Bressa) sulle proposte di principi e criteri direttivi presentate, ritiene necessario svolgere a latere anche considerazioni di natura politica. Così come nella precedente riunione della Giunta è stato da tutti percepito l'interesse «politico» a che la proposta di modifica al Regolamento fosse approvata all'unanimità, analogamente, oggi, ritiene opportuno che sia percepita, con la stessa sensibilità politica, l'insidia derivante dalla contestualità mediatica del voto cui è chiamata l'Assemblea con fatti che non hanno riguardato la Camera, ma che certamente hanno scosso l'opinione pubblica e che inducono a valutare con particolare cautela tre questioni.
  La prima riguarda i contenuti del primo principio contenuto alla proposta n. 2 Beltrandi ed altri, che prevede che lo statuto di ciascun Gruppo debba in ogni caso individuare nell'Assemblea l'organo competente ad approvare – a maggioranza assoluta – il rendiconto. È evidente che questo intervento va in qualche misura ad incidere sull'autonomia dei Gruppi intesi come associazioni di deputati, prefigurandosi un contenuto necessario del relativo statuto. Tuttavia, siffatta modalità di approvazione del rendiconto rappresenterebbe indubbiamente una forma di garanzia: ritiene questo aspetto meritevole di attenta valutazione.
  Altrettanto meritevole di riflessione è il contenuto del principio direttivo di cui al primo punto, lettera d), della proposta n. 3 Vassallo (che fissa un tetto massimo dei contributi ai Gruppi). Pur consapevole che, ove si volesse accedere a tale proposta, si correrebbe il rischio di dover ridurre l'attuale organico del personale dipendente dei Gruppi, invita a prestare la dovuta attenzione alla proposta – volta alla riduzione della spesa pubblica attraverso la riduzione della dotazione dei Gruppi parlamentari – datane la rilevanza a livello mediatico.
  L'ultima questione che intende porre riguarda l'ultimo principio contenuto nella proposta n. 3 Vassallo, che attiene al regime di pubblicità del bilancio, dell'organico e del trattamento dei dipendenti dei Gruppi parlamentari. Pur consapevole della difficoltà di estendere tout court ai dipendenti dei Gruppi, che non sono dipendenti pubblici, il regime di pubblicità previsto per questi ultimi, ritiene tuttavia che, proprio per i fatti balzati all'attenzione dell'opinione pubblica in questi ultimi giorni, sia emersa una diffusa esigenza di trasparenza nella comunicazione delle modalità con le quali i Gruppi parlamentari utilizzano i soldi pubblici per remunerare i propri dipendenti.
  Invita conclusivamente la Giunta a valutare con attenzione le questioni poste, la cui delicatezza sul piano politico appare di tutta evidenza.

  David FAVIA, nel concordare con quanto testé evidenziato dal collega Gava, ritiene anch'egli che alcune delle proposte presentate pongano questioni di buon senso.
  Con ciò non intende riferirsi alla proposta n. 1 a prima firma Maurizio Turco, sulla quale condivide la posizione espressa dai relatori, bensì alle proposte n. 2, n. 3 e n. 5.
  Ritiene infatti pienamente condivisibile il primo principio contenuto nella proposta n. 2, a prima firma Beltrandi, che stabilisce che lo statuto di ciascun Gruppo debba prevedere che l'organo competente all'approvazione del rendiconto sia la relativa assemblea, a maggioranza assoluta. A tale proposito, ci tiene anche a precisare che una siffatta previsione non contrasterebbe affatto con l'autonomia riconosciuta Pag. 6ai Gruppi come soggetti di diritto privato, tant’è che il codice civile contiene analoghe previsioni circa il contenuto necessario degli statuti degli enti privati.
  Parimenti, ritiene condivisibili alcuni dei principi contenuti nella proposta n. 3 Vassallo. Si riferisce, in particolare, oltre all'ultimo capoverso, ai principi finalizzati a predeterminare, limitandoli, i contributi ai Gruppi parlamentari, nonché ai principi volti ad assicurare una maggiore trasparenza dei bilanci e dell'organizzazione interna dei Gruppi, ivi incluse le spese per il personale. Comprende che una riduzione dei contributi ai Gruppi potrebbe mettere a rischio il rapporto di impiego di molti dipendenti, ma ritiene che il tema meriti un'adeguata ponderazione.
  Infine, come peraltro già rappresentato durante la discussione generale in Assemblea, si dichiara favorevole al principio, contenuto nella proposta n. 5 Farina Coscioni ed altri, volto a prevedere il controllo sui rendiconti dei gruppi ad opera della Corte dei conti. Nella proposta in questione tale controllo è configurato come alternativo rispetto al sistema delineato dalla Giunta, mentre egli riterrebbe preferibile configurare il controllo della Corte dei conti come ulteriore rispetto agli altri. Analogamente, si esprime favorevolmente sul principio contenuto alla lettera c) di tale proposta, in materia di pubblicità, e su quello contenuto alla lettera e), che prevede un inasprimento delle sanzioni per i Gruppi che non adempiono agli obblighi di rendicontazione previsti.

  Dopo che Antonio LEONE, relatore, ha precisato che spetterà all'Ufficio di Presidenza deliberare in merito ad un'eventuale riduzione dei contributi destinati ai Gruppi parlamentari, David FAVIA ritiene comunque auspicabile che l'Ufficio di Presidenza vi proceda rapidamente.

  Marina SERENI invita i colleghi a riflettere su due delle questioni su cui l'onorevole Bressa ha espresso il proprio orientamento favorevole, ossia sul principio della pubblicità dei bilanci e dell'organizzazione interna dei Gruppi, contenuto all'ultimo punto della proposta n. 3 Vassallo, e sul principio, contenuto al primo punto della proposta n. 2 a prima firma Beltrandi, che assegna all'Assemblea dei Gruppi il compito di approvare i rendiconti a maggioranza assoluta, auspicando che, almeno su queste tematiche, si possa trovare una soluzione unanimemente condivisa.
  Quanto invece al principio contenuto alla lettera d) del primo punto della proposta Vassallo, analogo a quello contenuto nella proposta n. 4 a prima firma Bernardini, ritiene si tratti di questione molto delicata, posto che, ove si recepisse tale principio, si finirebbe per introdurre – come già sottolineato dall'onorevole Bressa – un elemento di eccessiva rigidità nel Regolamento della Camera. Pur ritenendo quindi che si debba andare verso una riduzione dei contributi ai Gruppi parlamentari, non ritiene sia questa la strada più indicata rispetto all'obiettivo: più appropriata sarebbe infatti la sede della discussione del bilancio interno della Camera, il cui esame è previsto nel calendario dei lavori dell'Assemblea già dalla prossima settimana.
  Ritiene in conclusione che, previa verifica da parte di ciascun Gruppo, si potrebbe appurare se vi siano le condizioni per modificare il testo già approvato dalla Giunta al fine di recepire i contenuti dei due principi – pubblicità dell'organizzazione interna dei gruppi e approvazione dei rendiconti con la maggioranza assoluta dell'Assemblea – sui quali sembra esservi condivisione in Giunta.

  Giuseppe CALDERISI, ritiene preferibile l'attuale formulazione del testo e condivide le considerazioni svolte dal collega Leone, reputando che alcuni dei principi e criteri presentati siano estranei rispetto alla materia trattata dalla proposta, mentre altri necessiterebbero di un adeguato approfondimento; altri ancora non sono condivisibili nel merito. Prende tuttavia atto dell'invito rivolto dalla collega Sereni ad approfondire le questioni sottese ai due principi sui quali è emersa una certa condivisione in Giunta e a verificare la Pag. 7fattibilità di un loro recepimento nel testo, ciò senza tuttavia esimersi dal rilevare che la previsione di un contenuto necessario dello statuto del Gruppo inevitabilmente inficerebbe la sfera di autonomia riservata ai Gruppi parlamentari.

  Gianclaudio BRESSA, relatore, ricorda di essersi espresso in senso favorevole anche sul principio contenuto alla lettera e) della proposta n. 5, che prevede un inasprimento delle sanzioni comminabili ai Gruppi che non adempiono agli obblighi di rendicontazione previsti. Invita pertanto i colleghi a verificare la possibilità di recepire nel testo anche tale ultimo principio.

  Gianfranco FINI, Presidente, preso atto delle esigenze istruttorie emerse ed al fine di consentirne lo svolgimento da parte dei relatori in tempi compatibili con il mantenimento della discussione della proposta al primo punto dell'ordine del giorno della seduta dell'Assemblea – ed acquisito l'orientamento dei Gruppi – sospende la seduta della Giunta, che riprenderà alle 15, al fine di addivenire ad un testo condiviso da sottoporre subito dopo all'Assemblea. L'inizio della ripresa pomeridiana dei lavori dell'Aula sarà conseguentemente differito alle 16.

  La seduta, sospesa alle 12.35, è ripresa alle 16.20.

  Gianfranco FINI, Presidente, nell'avvertire di aver disposto un ulteriore differimento della ripresa dei lavori dell'Assemblea, dato il protrarsi del lavoro istruttorio, dà la parola ai relatori per illustrarne gli esiti.

  Gianclaudio BRESSA, relatore, prima di passare ad illustrare le modifiche contenute nella riformulazione del testo elaborata dai relatori, individuate alla luce di una valutazione meditata dei principi e criteri direttivi indicati nelle diverse proposte presentate, desidera richiamare l'attenzione della Presidenza sulla necessità di valutare l'ammissibilità, nel vigente quadro costituzionale, del principio e criterio direttivo di cui alla lett. d) della proposta n. 5 Farina Coscioni ed altri, che prevede l'affidamento del controllo sui rendiconti dei Gruppi parlamentari alla Corte dei conti. Venendo al merito delle questioni, ribadisce come i principi e criteri direttivi di cui alla proposta n. 1 Maurizio Turco pongano questioni importanti, ed in particolare quello relativo alla riformulazione del nuovo comma 01 dell'articolo 14, ma che non sono tuttavia pertinenti all'oggetto delle modifiche regolamentari oggi in discussione. Sede appropriata per la loro valutazione è, infatti, quella della riforma complessiva dei Gruppi parlamentari, laddove in quest'occasione si sono precisati, relativamente a questi ultimi, solo gli aspetti strettamente funzionali alla materia oggi trattata.
  Relativamente al contenuto della proposta n. 2 Beltrandi ed altri precisa che essa risulta in buona parte accolta con la riformulazione del nuovo comma 2-bis dell'articolo 15, relativo alla previsione degli statuti dei Gruppi parlamentari, con l'esplicitazione del vincolo ad individuare nell'Assemblea l'organo statutariamente competente ad approvare il rendiconto.
  Sostanziale accoglimento hanno trovato nel nuovo testo anche i principi e criteri direttivi di cui alla proposta n. 3 Vassallo, attraverso l'introduzione di un nuovo comma 2-quater all'articolo 15 e la riscrittura del comma 3 del medesimo articolo, finalizzate, in particolare, al sostanziale recepimento dei principi e criteri direttivi di cui alle lettere a), b) e c) del primo capoverso e di quello di cui all'ultimo capoverso, con una formulazione ritenuta compatibile con l'autonomia statutaria dei Gruppi. Per quanto riguarda la previsione di un tetto all'ammontare dei contributi destinati ai Gruppi, individuato alla lettera d) della proposta n. 3 e nella proposta n. 4 Bernardini ed altri – che, peraltro, gli risulta essere stata ritirata – ritiene che la sede di discussione di tale previsione debba essere individuata correttamente nell'Ufficio di Presidenza, e non nell'ambito del procedimento di modificazione del Regolamento. Quanto al principio e criterio Pag. 8direttivo di cui al secondo capoverso della medesima proposta n. 3, ritiene che il testo già formulato dalla Giunta risulti anche più rigoroso e garantista della modifica proposta; infine con riferimento alla proposta n. 5, a parte la questione posta relativamente alla lettera d), segnala il sostanziale accoglimento del principio di cui alla lettera e).

  Antonio LEONE, relatore, si associa alle osservazioni del collega Bressa.

  David FAVIA rileva certamente un progresso nel nuovo testo elaborato rispetto a questioni particolarmente sensibili e importanti; restano tuttavia alcuni punti sui quali sarebbe stato forse possibile un ulteriore affinamento.
  Anche alla luce di un chiarimento avuto con il presentatore della proposta n. 1, ritiene che, in particolare, il principio relativo alla riformulazione del nuovo comma 01 dell'articolo 14 avrebbe forse potuto essere valutato positivamente dai relatori, costituendo il recepimento di un principio vigente nel Regolamento del Parlamento europeo. Altra perplessità gli suscita la mancata previsione di una disposizione relativa al contenimento dell'entità dei contributi ai Gruppi: al riguardo, consapevole del vincolo regolamentare che non prevede ordini del giorno nel procedimento di modifica del Regolamento, invita la Presidenza a valutare se, in via eccezionale, ed attesa la rilevanza del tema, non possa ammettere la presentazione di questo tipo di strumento al fine di rispondere all'esigenza in questione ovvero ad individuare un modo attraverso cui i relatori possano esporre questo aspetto nel procedimento in Assemblea. Esprime, infine, qualche riserva sulla formulazione relativa alla determinazione dei contributi di cui al comma 3, che potrebbe risultare discriminatoria nei confronti dei Gruppi di consistenza numerica più ridotta.

  Gianclaudio BRESSA e Antonio LEONE, relatori, richiamano l'attenzione sul fatto che l'Ufficio di Presidenza, in sede di definizione delle modalità necessarie ad assicurare la corresponsione del contributo ai Gruppi, potranno tener conto del rischio testè rappresentato dal collega Favia, ribadendo altresì che la discussione del tema del contenimento dei contributi trova la sua sede naturale nell'ambito della discussione del bilancio della Camera.

  Gianfranco FINI, Presidente, con riferimento alla questione preliminarmente sollevata dal collega Bressa nel suo intervento, tiene a precisare di aver attentamente valutato la parte del principio emendativo Farina Coscioni ed altri che affida alla Corte dei conti il controllo sui rendiconti interni dei Gruppi (lettera d della proposta n. 5). La Presidenza non ha potuto che rilevare che tale scelta risulta del tutto incompatibile con l'indirizzo assunto dalla Giunta, all'unanimità, di affidare i controlli sui rendiconti al Collegio dei Questori sulla base della relazione della società di revisione esterna, scelta questa che – sottolinea – è apparsa unanimemente alla Giunta pienamente rispondente all'esigenza di garantire la correttezza, trasparenza e regolarità della gestione dei Gruppi, come del resto emerso negli interventi svolti in Aula il 18 settembre.
  Peraltro la previsione contenuta nel suddetto principio emendativo del solo controllo della Corte dei conti, riducendo il ruolo dei Questori alla mera ricezione delle indicazioni da parte dell'organo esterno contabile, finirebbe per risultare incoerente con la natura dei Gruppi parlamentari, che il testo individua espressamente quali associazioni di deputati, e con le caratteristiche che definiscono complessivamente la posizione costituzionale della Camera nel nostro ordinamento. Sotto questo profilo, la lettera d) in esame appare, dunque, inammissibile in quanto incoerente con l'attuale assetto ordinamentale.
  Aggiunge che la previsione di questo tipo di controllo, incidendo sulla complessiva posizione dei Gruppi parlamentari, così come consolidata, nel nostro ordinamento, Pag. 9richiederebbe, per gli evidenti riflessi di carattere costituzionale, una valutazione congiunta da parte di entrambe le Camere, con conseguente proiezione normativa attraverso una fonte diversa da quella regolamentare.
  Conclusivamente, per le dette ragioni, non può ritenere ammissibile la lettera d) di cui alla proposta n. 5 Farina Coscioni ed altri.

  David FAVIA, condividendo la valutazione espressa dalla Presidenza circa l'ammissibilità del principio in questione nei termini in cui esso risulta formulato nella proposta n. 5, tiene a precisare che, invece, la proposta da lui avanzata relativa all'introduzione di un ruolo della Corte dei conti si riferiva alla previsione di un controllo aggiuntivo da parte di quest'ultima, da collocare al termine del procedimento di riscontro, e non sostitutivo; chiede, infine, se la proposta n. 1 risulti o meno ritirata.

  Gianclaudio BRESSA, relatore, premesso che gli consta l'intenzione dei presentatori di ritirare le proposte nn. 2, 4 e 5, quanto alla proposta n. 1 ribadisce che il suo contenuto, in particolare quanto alla prima parte, riguarda certamente un tema sul quale sia il Gruppo cui appartiene che altri Gruppi hanno manifestato una certa sensibilità, presentando anche proposte di modifica al Regolamento: esso, tuttavia, è estraneo al perimetro della discussione odierna, come definito convenzionalmente dai componenti della Giunta in rappresentanza di tutti i Gruppi nella seduta del 12 settembre scorso.

  Gianfranco FINI, Presidente, pone in votazione il nuovo testo dalla proposta doc. II, n. 24, come riformulato dai relatori.

  La Giunta approva all'unanimità.

  Gianfranco FINI, Presidente, rende alcune precisazioni sul prosieguo dell'esame della proposta di modifica al Regolamento doc. II, n. 24, nel nuovo testo appena licenziato dalla Giunta e che sarà pubblicato e immediatamente reso disponibile in Assemblea. Alla ripresa dell'esame in Assemblea la Presidenza darà la parola ai relatori per illustrare gli orientamenti emersi in Giunta e il suddetto nuovo testo; si procederà quindi a verificare se i presentatori delle proposte intendano ritirarle o se insistano per votarle. Come chiarito espressamente il 31 luglio 1997, le proposte ritirate o decadute non possono essere fatte proprie da altri deputati. Le proposte non ritirate potranno essere illustrate, in una fase unitaria, per dieci minuti ciascuna.
  Se le proposte saranno ritirate o respinte dall'Aula, si passerà al voto nominale finale sulla proposta doc. II, n. 24, nel nuovo testo formulato dalla Giunta, voto che sarà unico ed avrà ad oggetto la proposta nel suo complesso e non le singole modifiche da essa previste (il Regolamento esclude il voto per parti separate), previo svolgimento di una dichiarazione di voto per ciascun Gruppo. Ove fosse approvata una proposta di principi e criteri direttivi, sarebbe necessario ritornare in Giunta per un'ulteriore riformulazione del testo che accolga il criterio approvato dall'Assemblea.
  Ricorda, infine, che è stata avanzata nei termini regolamentari la richiesta di voto nominale in Assemblea sulle proposte di principi e criteri direttivi, mentre non è pervenuta, negli stessi termini, richiesta di scrutinio segreto. Ricorda, altresì, che per l'approvazione delle modifiche regolamentari occorre la maggioranza assoluta, maggioranza che non è invece richiesta dall'articolo 16, comma 4, del Regolamento per il voto sui principi e criteri direttivi.

  La seduta termina alle 16.40.