Giunta per il regolamento - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 12 settembre 2012
CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 12 settembre 2012
703.
XVI LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giunta per il regolamento
COMUNICATO
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  Mercoledì 12 settembre 2012. — Presidenza del Presidente Gianfranco FINI.

  La seduta comincia alle 14.

Seguito dell'esame della proposta di modificazione al Regolamento Doc. II n. 22, concernente la modifica della disciplina relativa ai contributi ai Gruppi parlamentari.

  Gianfranco FINI, Presidente, fa presente che, come preannunciato nella Conferenza dei presidenti di gruppo del 6 settembre, la riunione odierna è stata convocata al fine di verificare le condizioni per portare in Aula in tempi brevi la proposta di modifica al Regolamento in materia di disciplina dei contributi ai Gruppi presentata dai deputati Questori, onn. Colucci, Mazzocchi e Albonetti, che sono stati invitati alla riunione.
  Richiama quindi la relazione svolta nella seduta del 31 luglio, ricordando che in tale sede aveva proposto anche alcune limitate integrazioni al testo; in tale occasione era stata altresì avviata la discussione, poi rinviata su richiesta di alcuni colleghi (in particolare gli onn. Leone, Calderisi e Favia) al fine di un approfondimento sul documento e sulle questioni poste nel dibattito.
  Queste ultime sono sostanzialmente due. La prima è relativa alla necessità che una riforma regolamentare che incide sulla disciplina dei contributi ai Gruppi si colleghi ad una modifica delle regole sulla loro formazione, con particolare riferimento alla loro corrispondenza con le liste elettorali, alla disciplina del Gruppo misto ed alla formazione delle componenti. La seconda questione – posta in termini di propedeuticità rispetto a quella di una riforma della disciplina dei contributi ai Gruppi – è quella della necessità di una precisazione normativa sulla loro natura giuridica, questione – come è noto – ampiamente dibattuta in dottrina.
  In proposito, osserva che un'estensione dell'ambito dell'intervento normativo a temi così complessi richiederebbe necessariamente un supplemento di lavoro istruttorio, escludendo conseguentemente che si possa pervenire direttamente ed in tempi rapidissimi – come sarebbe auspicabile – all'approvazione del documento presentato dai Questori.
  Dà quindi anzitutto la parola ai colleghi che intendono intervenire nella discussione avviata nella scorsa seduta, riservandosi, al termine, di decidere il percorso da seguire ai fini del prosieguo dei lavori.

  Gianclaudio BRESSA intende precisare la portata dell'intervento da lui svolto nella seduta della Giunta del 31 luglio scorso, laddove aveva fatto riferimento all'opportunità di fare chiarezza sulla natura giuridica dei Gruppi parlamentari. Al riguardo, non può che condividere quanto testé osservato dal Presidente in merito Pag. 4all'inevitabile allungamento dei tempi del lavoro della Giunta che si avrebbe ove si intendessero affrontare in modo organico questioni ancora controverse e irrisolte nel dibattito anche dottrinario. In proposito, le modifiche che a suo avviso sarebbe opportuno apportare al testo sono in realtà limitate e sono perfettamente coerenti con l'impianto originario della proposta.
  Muovendosi nel solco del dettato regolamentare ed attenendosi alla sua logica, il suo intendimento è infatti quello di introdurre – con la formulazione di proposte emendative o con una riscrittura del testo – una precisazione sulla natura dei Gruppi parlamentari, precisazione a suo avviso già desumibile dall'impostazione del Regolamento che, non a caso, colloca le norme sui Gruppi nell'ambito della parte prima, rubricata «Organizzazione e funzionamento della Camera». Ritiene dunque che si potrebbe chiarire in via normativa – replicando, sotto questo profilo, il regime giuridico dei Gruppi parlamentari nel sistema tedesco – che i Gruppi sono associazioni di deputati e soggetti necessari al funzionamento della Camera, secondo quanto previsto dalla Costituzione e dal Regolamento. Secondo questa logica, che evidenzierebbe anche la specificità dei Gruppi parlamentari rispetto alle forze politiche, la funzione di controllo sulla regolare tenuta della contabilità dei Gruppi spetterebbe al Collegio dei Questori, che si avvarrebbero dell'ausilio degli uffici della Camera; a tale previsione conseguirebbe altresì l'obbligo in capo a ciascun Gruppo di approvare uno statuto interno e individuare un soggetto deputato alla redazione di bilanci e rendiconti, la cui responsabilità sia chiaramente individuabile all'interno della struttura del Gruppo. Sottolinea infine come il presupposto per il funzionamento di tale modello sia che la redazione dei bilanci avvenga sulla base di criteri omogenei tra i Gruppi, secondo le indicazioni fornite dal Collegio dei Questori e dall'Ufficio di Presidenza.

  Giuseppe CALDERISI, ritenendo condivisibile, nei termini testé esposti, la proposta del collega Bressa, reputa anch'egli preferibile che la verifica sui bilanci dei Gruppi parlamentari sia affidata ad organi interni della Camera, piuttosto che a soggetti esterni. L'ambito dell'intervento normativo dovrebbe riguardare, a suo avviso, la sola materia di cui all'articolo 15, dei contributi ai gruppi e relativi rendiconti, senza investire al momento l'articolo 14 del Regolamento.
  Quanto alla definizione del testo, richiama l'attenzione sull'esigenza di ben soppesare le formulazioni che si intendono adottare e che sia a tal fine garantito ai membri della Giunta il tempo minimo necessario. In questi termini, ritiene che si possa licenziare rapidamente un testo da sottoporre all'Assemblea.

  Armando DIONISI, anche alla luce delle vicende che hanno recentemente interessato il Consiglio regionale del Lazio, ritiene di poter superare le perplessità che aveva sollevato nella precedente seduta in relazione alle questioni poste dall'onorevole Bressa. Condivide in particolare l'opportunità di prevedere che i Gruppi parlamentari siano tenuti ad adottare uno statuto e che siano soggetti ai controlli interni.

  Raffaele VOLPI, avendo riflettuto all'interno del suo gruppo, ritiene che l'ipotesi di lavoro prospettata dall'onorevole Bressa, alla luce dei chiarimenti forniti nella seduta odierna ed alla delimitazione del perimetro della riforma, sia una buona base di partenza sulla quale lavorare al fine di superare gli elementi di ambiguità e giungere a soluzioni che garantiscano l'uniformità della gestione interna dei Gruppi e del relativo controllo ad opera di organi della Camera.

  Fabio GAVA, tenuto conto delle precisazioni fornite dal collega Bressa, ritiene anch'egli superate le perplessità che aveva sollevato nella seduta del 31 luglio scorso in merito all'impatto che la riforma all'esame – che, come congegnata nel testo predisposto dai deputati Questori, prevedeva un controllo esterno sui bilanci dei Pag. 5Gruppi – avrebbe potuto avere sul Gruppo misto, datane la struttura del tutto peculiare. L'introduzione di un controllo sui bilanci, predisposti secondo criteri omogenei sulla base delle indicazioni fornite dal Collegio dei Questori e dall'Ufficio di Presidenza, ad opera di organi interni, consentirebbe infatti di conseguire l'obiettivo della trasparenza nei bilanci, garantendo al contempo le peculiari esigenze del Gruppo misto.

  Gianfranco FINI, Presidente, non essendovi altri colleghi che intendono intervenire, ritiene di affidare ai deputati Bressa e Leone il compito di predisporre, entro venerdì 14, un nuovo testo, che sarà sua cura trasmettere immediatamente agli altri membri della Giunta, che possa raccogliere le esigenze rappresentate, nel rispetto dell'impostazione e dei contenuti del documento presentato dai Questori.
  Stabilisce sin d'ora il termine per la presentazione in Giunta delle proposte emendative al nuovo testo per martedì 18 settembre, alle ore 13, preannunziando l'intenzione di convocare la Giunta già nella giornata del 19 per l'esame delle eventuali proposte correttive, così da consentirne la discussione in Assemblea già nel mese di settembre.

  La seduta termina alle 14.15.