Giunta per il regolamento - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 18 gennaio 2012
CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 18 gennaio 2012
591.
XVI LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Giunta per il regolamento
COMUNICATO
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Mercoledì 18 gennaio 2012. - Presidenza del Presidente Gianfranco FINI.

La seduta comincia alle 16.25.

Comunicazioni del Presidente.

Gianfranco FINI, Presidente, precisa che l'odierna seduta della Giunta nasce da quanto accaduto nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo del 22 dicembre scorso quando il Ministro per i rapporti con il Parlamento ha chiesto di valutare la possibilità che al question time partecipi, in luogo del Ministro dell'economia e delle finanze - incarico ricoperto attualmente dal Presidente del Consiglio - il Vice Ministro, prof. Grilli.
Lo stesso Ministro Giarda ha sottolineato il carattere eccezionale e transitorio di questa estensione, da collocare nel quadro della manifestata volontà del Governo di assicurare il più possibile nel question time l'interlocuzione diretta con i Ministri competenti, riservando invece all'intervento sostitutivo del Ministro per i rapporti con il Parlamento un carattere residuale. In questa ottica, consentire la partecipazione al question time del Vice Ministro dell'economia avrebbe l'obiettivo di permettere ai Gruppi, con maggiore frequenza, di rivolgere quesiti, nel settore che in questo momento indubbiamente è maggiormente al centro dell'azione governativa, ad un rappresentante del Governo specificamente titolato a rispondere.
Come ha avuto modo di rappresentare in quella sede, tale partecipazione non è consentita dalla lettera del Regolamento: in assenza di un consenso unanime su una deroga eccezionale alla norma - stante l'opposizione del Gruppo della Lega Nord - ha portato la questione all'attenzione della Giunta.
Il Regolamento, all'articolo 135-bis, comma 1, prevede che «alle sedute dedicate allo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata intervengono, nell'ambito di ciascun calendario dei lavori, per due volte il Presidente o il Vicepresidente del Consiglio dei ministri e per una volta il ministro o i ministri competenti per le materie sulle quali vertono le interrogazioni presentate». Il Regolamento fa dunque riferimento ai «ministri competenti».
Il tema specifico della legittimazione dei Vice Ministri a rispondere al question time è già stato sollevato nella XIV legislatura: nella Giunta per il Regolamento del 25 febbraio 2004 il problema - posto dal Ministro pro tempore per i rapporti con il Parlamento - era però stato esaminato con riguardo alla possibilità di estendere tale facoltà in via ordinaria e generale a tutti i Vice Ministri; e, pur essendosi pronunciati a favore più componenti della Giunta, il Presidente aveva ritenuto che, a fronte del dettato regolamentare, non fosse possibile ricavare in

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via esclusivamente interpretativa tale legittimazione generale. Essa, infatti, avrebbe determinato un mutamento sostanziale dell'istituto, non realizzabile in via interpretativa.
Rispetto a tale conclusione non sono evidentemente sopravvenute novità - a livello legislativo o regolamentare - che possano metterla in discussione sul piano generale.
Vi è però da considerare la natura limitata della richiesta avanzata dal Governo, che non ha ad oggetto la possibilità di consentire a tutti i Vice Ministri di intervenire al question time, ma è circoscritta alla situazione dell'attuale Governo ed al solo Vice Ministro dell'economia, data la circostanza che l'incarico di Ministro dell'economia è, oggi, ricoperto dallo stesso Presidente del Consiglio. Tale situazione riduce obiettivamente - e molto considerevolmente, stante il carico di impegni che grava sul Presidente del Consiglio - la possibilità per i Gruppi di avere nel question time, sui temi economici e fiscali, un'interlocuzione diretta con il titolare del Dicastero, ristretta alle sole occasioni in cui sia prevista la partecipazione del Presidente del Consiglio. Ammettere l'intervento nel question time del Vice Ministro dell'economia - con una decisione interpretativa applicabile ai soli casi in cui il Presidente del Consiglio dei Ministri ricopra anche l'incarico di Ministro - costituisce quindi una soluzione procedurale razionale e di buon senso. Con riferimento al caso di specie, infatti, essa mirerebbe a tutelare le prerogative del Parlamento e dei Gruppi, garantendo, proprio in un momento così difficile per l'economia, un'interlocuzione diretta ed efficace con il rappresentante del Dicastero più qualificato a rispondere ai quesiti.
Invita dunque i membri della Giunta a pronunciarsi su tale questione, preannunciando che ove su di essa la Giunta converga tale orientamento sarebbe sancito in un apposito parere.

Rocco BUTTIGLIONE, Vicepresidente della Camera, richiama l'attenzione sulla necessità che la pronuncia della Giunta sia formulata in modo tale da riferirsi univocamente al Vice Ministro operante nel dicastero la cui titolarità è attualmente attribuita al Presidente del Consiglio dei Ministri, evitando locuzioni che possono indurre dubbi interpretativi circa la possibilità che la legittimazione a rispondere alle interrogazioni a risposta immediata in quel settore possa spettare anche ad altri Vice Ministri competenti in altri settori.

Fabio GAVA conviene sull'esigenza prospettata dal Vicepresidente Buttiglione.

David FAVIA ritiene che la formulazione della pronuncia della Giunta - che andrebbe comunque confinata entro i limiti della pronuncia interpretativa - dovrebbe altresì evidenziare come la legittimazione del Vice Ministro dell'economia sia da ammettere unicamente con riferimento al caso di specie, senza che essa possa valere per eventuali altre analoghe circostanze future in assenza di ulteriori specifiche deliberazioni della Giunta.

Linda LANZILLOTTA, nel dichiararsi d'accordo con il carattere eccezionale da conferire alla legittimazione del Vice Ministro dell'economia ad intervenire al question time, da circoscrivere dunque al solo caso di specie, segnala che un'eventuale estensione di carattere più generale porrebbe oltretutto dei problemi con riferimento ai casi in cui nell'ambito dello stesso dicastero più sottosegretari abbiano il titolo di Vice Ministro.

Giuseppe CALDERISI, nel concordare sul dato sostanziale che si intende qui stabilire, relativo alla partecipazione del Vice Ministro Grilli al question time, esprime l'avviso che, ove la Giunta addivenga ad un'operazione interpretativa della norma regolamentare nei termini prospettati dal Presidente, essa non potrebbe che essere ritenuta a valenza generale, dubitandosi altrimenti della stessa natura interpretativa della pronuncia in questione che avrebbe in realtà il solo

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effetto di derogare all'applicazione di una norma regolamentare.

Rocco BUTTIGLIONE, Vicepresidente della Camera, ritiene che la Giunta abbia davanti a sé due strade fra loro parzialmente alternative: da una parte, stabilire, con una pronuncia interpretativa stricto sensu, in via generale - quando la titolarità di un determinato dicastero faccia capo al Presidente del Consiglio dei ministri - la legittimazione del corrispondente Vice Ministro ad intervenire alle sedute dedicate allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata; ovvero, in alternativa - ed è quello che, a suo avviso, la Giunta dovrebbe fare oggi - riconoscere tale legittimazione in via derogatoria e solo con riferimento alla presente situazione che vede il Presidente del Consiglio ricoprire anche la carica di Ministro dell'economia e delle finanze. Ciò ferma restando ovviamente la possibilità che, ove in futuro si ripresenti la medesima situazione, la Giunta possa adottare una nuova pronuncia di segno analogo, non potendo però quella odierna proiettare i suoi effetti stabilmente per il futuro.

Gianfranco FINI, Presidente, nel precisare all'onorevole Calderisi che anche nel passato più recente si sono date da parte della Giunta deliberazioni interpretative del dettato letterale delle norme regolamentari di tenore analogo a quello oggi in discussione, prende comunque atto che l'orientamento emerso in seno alla Giunta - fatte salve le considerazioni di principio svolte dall'onorevole Calderisi - è nel senso di adottare una decisione che, con riferimento solo alla composizione dell'attuale Governo, consenta al Vice Ministro per l'economia e le finanze di intervenire alle sedute dedicate allo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Sottopone quindi alla Giunta l'adozione di un parere formulato nei seguenti termini:
«La Giunta per il Regolamento,
nella riunione del 18 gennaio 2012;
esaminato l'articolo 135-bis del Regolamento riguardante lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata;
confermato che, secondo quanto già chiarito in seno alla Giunta per il Regolamento nella riunione del 25 febbraio 2004, non appare possibile estendere in via interpretativa la legittimazione ad intervenire alle sedute di svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata indistintamente a tutti i Sottosegretari cui sia stato attribuito il titolo di Vice Ministro;
rilevato che tale pronuncia non fa però riferimento alla specifica fattispecie oggi sottoposta all'esame della Giunta, relativa al caso del Governo attualmente in carica, presieduto dal senatore Monti, in cui il Presidente del Consiglio dei Ministri ricopre anche l'incarico di Ministro dell'economia e delle finanze;
posto che, in tale fattispecie, l'ammissibilità dell'intervento del Vice Ministro appare coerente con la logica dell'istituto, che mira a garantire un'interlocuzione diretta degli interroganti con il rappresentante del Governo competente sulla specifica materia oggetto delle interrogazioni, laddove l'esclusione di tale possibilità - quanto alle interrogazioni di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze - finirebbe per limitare l'interlocuzione diretta ai soli casi in cui sia prevista la partecipazione del Presidente del Consiglio;

delibera il seguente parere:

Ricoprendo l'attuale Presidente del Consiglio anche l'incarico di Ministro dell'economia e delle finanze, nelle sedute dedicate allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata è consentito, in deroga all'articolo 135-bis Regolamento, l'intervento del Sottosegretario cui sia stato attribuito, ai sensi dell'articolo 10, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il titolo di Vice Ministro competente nell'ambito dello stesso dicastero».

La Giunta concorda.

Gianfranco FINI, Presidente, informa i membri della Giunta che, anche da parte di una associazione esterna alla Camera,

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sono pervenute sollecitazioni affinché siano introdotte, attraverso modifiche regolamentari, garanzie di esame parlamentare delle proposte di legge d'iniziativa popolare. Ritiene che il tema - riguardando uno strumento di democrazia diretta, ossia una forma di collegamento del Parlamento con la società civile - sia importante e meritevole di approfondimento, al fine di una valorizzazione di queste iniziative legislative - riconosciute a livello costituzionale - nelle procedure parlamentari, dato lo scarso rilievo che finora esse hanno avuto nella prassi. Tale approfondimento, da rimettere ad un relatore, dovrebbe consentire di verificare se vi siano le condizioni per procedere ad una modifica del Regolamento nel senso indicato.

Giuseppe CALDERISI, pur reputando certamente rilevante la questione posta dal Presidente all'attenzione della Giunta, ritiene tuttavia che vi siano da tempo all'attenzione della Giunta anche altri importanti temi di riforma di cui crede sia giunto il momento di avviare l'esame, analogamente a quanto gli risulta stia facendo il Senato. Ciò al fine di pervenire ad una riforma regolamentare condivisa che investa molteplici istituti, tra i quali senz'altro, ma non solo, quello delle procedure di esame delle proposte di legge di iniziativa popolare.

Gianfranco FINI, Presidente, precisa di non avere alcuna obiezione ad un lavoro istruttorio di tale genere. Presupposto di ciò è però che vi siano le condizioni per giungere a soluzioni largamente condivise, per le quali sarebbe ovviamente preliminarmente necessario conferire il mandato ad una pluralità di relatori.

Italo BOCCHINO si dichiara favorevole ad approfondire il tema delle procedure di esame delle proposte di legge di iniziativa popolare. In particolare, a suo avviso, la peculiare situazione politica del momento e la necessità di rinsaldare il rapporto tra le istituzioni e la società civile, dovrebbero indurre a prevedere un termine regolamentare per la conclusione dell'esame parlamentare delle proposte di legge di iniziativa popolare, ferma restando l'assoluta autonomia del Parlamento nella valutazione del merito. Ritiene poi che, se dovessero maturare le condizioni, tale modifica regolamentare potrebbe essere inserita in un quadro più ampio di riforme, volte a rendere più agile e trasparente l'attività parlamentare.

Marina SERENI, pur ritenendo anch'ella - come viene evidenziato in molte sedi - che il momento attuale sia particolarmente indicato per affrontare auspicabili modifiche regolamentari di ampio respiro, non reputa ostativo a questo obiettivo che venga esaminata con priorità la questione delle proposte di legge di iniziativa popolare. Ciò anche alla luce della distanza che si è venuta a creare tra le istituzioni parlamentari e la società civile.

David FAVIA, pur concordando sull'opportunità che si proceda - ove vi siano i margini per farlo - a complessive riforme regolamentari, reputa tuttavia che una modifica delle procedure di esame delle proposte di legge di iniziativa popolare al fine di introdurre garanzie circa l'effettività e i tempi di esame delle stesse, possa rappresentare una importante risposta del Parlamento alla società civile in un momento in cui si registra una certa lontananza tra l'uno e l'altra: ed a tal fine dichiara la sua disponibilità a svolgere l'approfondimento richiesto dal Presidente. Ricordando casi, anche rilevanti, in cui l'esame di proposte di legge di iniziativa popolare in sede referente ha stentato a concludersi, con la conseguente mancata iscrizione delle stesse nel calendario dei lavori dell'Assemblea, propone di estendere anche a tali proposte di legge il meccanismo della riserva di una quota del tempo disponibile del programma dei lavori dell'Assemblea, al fine di restituire alle proposte di legge di iniziativa popolare, mediante l'effettività dell'esame parlamentare, quella dignità che loro compete.

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Gianfranco FINI, Presidente, valutati l'attuale quadro degli approfondimenti istruttori attualmente in corso da parte dei membri della Giunta, incarica il deputato Bocchino di svolgere gli opportuni approfondimenti sulla materia e di riferirne gli esiti in una prossima riunione della Giunta.

Linda LANZILLOTTA, in relazione agli incarichi cui ha fatto riferimento il Presidente, chiede se non sia opportuno prevedere una precisa scansione temporale per lo svolgimento degli approfondimenti richiesti, al fine di sottoporne gli esiti alla Giunta.

Gianfranco FINI, Presidente, dato conto delle questioni su cui è in corso di svolgimento l'istruttoria da parte di relatori appositamente nominati, si riserva di inviare loro una lettera in vista di una sollecita conclusione di tale lavoro.

Dopo che David FAVIA, incaricato, assieme all'onorevole Gava, della predisposizione di una proposta di modifica dell'articolo 60 del Regolamento, relativamente alla questione dell'eventuale sanzionabilità dei comportamenti dei membri del Governo, precisa di aver proposto all'onorevole Gava una ipotesi normativa, Fabio GAVA precisa che, a seguito del suo passaggio ad altro Gruppo, appaiono superate quelle riserve che hanno finora impedito una sollecita conclusione dell'istruttoria.

La seduta termina alle 16.55.