Allegato B
Seduta n. 401 del 24/11/2010

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SALUTE

Interrogazioni a risposta scritta:

BARBARO. - Al Ministro della salute, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:
secondo un take dell'AgenParl del 23 novembre 2010, l'acqua che esce dai rubinetti di 128 comuni italiani è contaminata da alti valori di arsenico, diventati fuori legge dopo che il 28 ottobre 2010 la Commissione europea ha negato la terza deroga ai parametri massimi di arsenico chiesta dal nostro Paese;
la situazione è particolarmente grave nel Lazio, dove sono numerosi i comuni coinvolti, ma tocca anche altre regioni quali Campania, Lombardia, Trentino Alto Adige e Umbria -:
quando il Ministero della salute abbia ricevuto notizia della decisione europea che nega la deroga e per quale motivo, a distanza di quasi un mese dalla decisione stessa, non siano pervenute ancora comunicazioni ufficiali da parte del Ministero;
quali misure il Governo intenda adottare per salvaguardare la salute dei cittadini e indennizzare quanti hanno contratto malattie, anche gravi, a seguito del consumo di acqua non a norma;
se il Ministero della salute abbia a disposizione esami e campionamenti della risorsa idrica degli impianti di acquedotto dei 128 comuni interessati e se intenda costituire una commissione ad hoc al fine di monitorare costantemente la grave situazione delineata;
se siano state avviate indagini relative alla gestione degli acquedotti dei 128 comuni coinvolti.
(4-09665)

BELLOTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
il diritto alla salute è tutelato dalla Costituzione e ogni cittadino non solo italiano ma anche comunitario ha diritto ad accedere alle prestazioni sanitarie;
l'interrogante intende porre in evidenza un caso che ha messo in luce un evidente vulnus nella normativa italiana che contrasta palesemente con quella europea;
come risulta da una mail ricevuta dall'interrogante una cittadina polacca, la signora Wrona Grazyna ha ricevuto la tessera sanitaria cartacea e magnetica per un anno, con scadenza 16 ottobre 2010;
in tale data l'ASL 18 di Rovigo ha rifiutato il rinnovo, sostenendo che, anche se comunitaria, aveva diritto della suddetta

tessera solo per un anno, secondo quanto sancito dalla direttiva 2004/38/CE del Parlamento e del Consiglio;
la suddetta cittadina comunitaria risulta essere infatti convivente con un cittadino italiano, nel cui stato di famigli risulta assieme alla figlia, e regolarmente iscritta all'ufficio di collocamento con il cosiddetto «patto di servizio» poiché è disoccupata;
questo particolare caso la porrebbe fuori, secondo quanto sostiene la ASL di Rovigo, dalla casistica prevista dal decreto legislativo n. 30 del 3 febbraio 2007;
la stessa ASL sostiene che dovrebbe farsi rilasciare tessera sanitaria polacca, pur essendo questo impossibile dato che la signora risulta iscritta alle liste di collocamento italiane, richiedendo alternativamente il matrimonio come requisito sine qua non per il rilascio;
la cittadina comunitaria sarebbe quindi da ora costretta a pagare per intero ogni prestazione, oltre a non avere più diritto al medico di famiglia -:
se tale interpretazione sia rispondente a quanto previsto dalla normativa comunitaria e se non ritenga di assumere le iniziative, anche normative, di competenza affinché la tessera sanitaria sia rilasciata anche ai cittadini comunitari iscritti alle liste di collocamento italiane e rientranti, seppur non sposati, nello stato di famiglia di un cittadino italiano.
(4-09688)

PORFIDIA. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
in Italia, il solo gioco legalizzato coinvolgerebbe circa 29,3 milioni persone, di cui 7,1 con frequenza settimanale, e svilupperebbe un fatturato di circa 54,5 miliardi di euro;
sotto la voce «gioco legalizzato» rientrano decine di tipologie di gioco: superenalotto, lotto, totocalcio, ippica newslot, win for life, le varie lotterie, i gratta e vinci, nonché le molteplici scommesse sportive, il bingo e altri; in ogni caso si tratta di un monopolio dello Stato che appalta a società private mediante concessioni, ricevendo in cambio il pagamento di tasse per la gestione dei giochi. Nel complesso si tratta di oltre 20.000 aziende e 80 mila lavoratori;
in Italia il mercato dei giochi è diviso tra: Snai spa, HBS srl Rti, Cirsa Italia, Sisal slot spa, Cogetech spa, Codere Network spa, Lottomatica Videolot Rete spa, Gmatica srl, B plus gioco legale limited e Gamenet spa;
nel 2006, secondo i Monopoli di Stato, gli introiti del gioco erano di 15,4 miliardi. Nel 2009 hanno sfiorato i 54 miliardi, con un aumento vicino al 400 per cento. Nei soli primi mesi del 2010 le casse erariali statali hanno incassato 6,7 miliardi di euro;
negli ultimi anni il coinvolgimento dei minorenni è aumentato passando da 860 mila unità a 2,1 milioni;
nel 1810 Camillo Benso Conte di Cavour definiva il gioco d'azzardo «una tassa per gli imbecilli»;
secondo l'associazione contribuenti italiani, il nostro Paese ha il primato, in Europa, per la maggior cifra giocata al tavolo da gioco, una media quasi 1.900 euro annui;
recentemente l'associazione contribuenti italiani ha presentato il dossier «Gioco d'azzardo: il business dello Stato» (dal quale abbiamo tratto molti dei dati presenti nel presente scritto) edito in esclusiva con il periodico mensile Contribuenti.it e disponibile anche on-line sul sito www.contribuenti.it;
secondo lo studio nei primi dieci mesi del 2010 si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 14,1 per centro.

Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono stati lasciati sul tavolo da gioco circa 640 milioni in più;
a livello psichiatrico la dipendenza da gioco viene catalogata come una vera e propria patologia, che al pari dell'alcool e di altri stupefacenti, necessita di cure specifiche, individuali o di gruppo per essere superata;
agli interroganti sembra che lo Stato, più che della salute dei propri cittadini, sia interessato a fare cassa e quindi ad incitare, invogliare al gioco e alle scommesse, come se potesse realisticamente rappresentare una via d'uscita dalle difficoltà della vita di tutti i giorni;
e così, tra il Superenalotto (che presenta montepremi fuori da ogni logica di buon senso, e a nostro avviso anche offensivi nei confronti dei milioni di disoccupati e cassaintegrati italiani), Newslot (settore che nei soli primi mesi del 2010 ha incassato oltre 2,8 miliardi di euro), Poker on-line legalizzato (sponsorizzato da televisioni e stampa nazionali quasi fosse uno sport), centinaia di gratta e vinci, e infinite possibilità di scommesse sportive, non mancano certo le tentazioni per chi, affetto in maniera latente dal vizio del gioco, rischia di entrare definitivamente nel tunnel della dipendenza patologica;
l'articolo 32 della Costituzione dispone che: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività»;
la legge differenzia tra giochi legali e giochi illegali, ma sostanzialmente il problema del giocatore affetto da dipendenza rimane lo stesso, e la patologia non conosce forme legali di gioco. Senza tener conto che molte persone, soprattutto di giovane età possono passare facilmente dal gioco legalizzato a quello illegale, e, cosi facendo andando ad ingrossare i fatturati delle organizzazioni criminali, che investono e fatturano milioni di euro nel settore, divenuto ormai porta d'accesso principale per il riciclaggio di denaro sporco;
in tempi di crisi economica e occupazionale il fatturato dei giochi di Stato anziché scendere aumenta a conferma di come i singoli, sempre più pressati da problemi di ordine finanziario, si gettino facilmente nella rete del gioco nella cieca speranza del guadagno facile. Questa tendenza spiega anche fenomeni gravi come l'usura;
in modo silenzioso il gioco e le scommesse, stanno diventando l'ultima speranza per milioni di italiani che, nonostante facciano sempre più fatica ad arrivare a fine mese, vi si affidano peggiorando le loro condizioni economiche. Noi crediamo che questa tendenza sia estremamente grave e foriera di ulteriori problemi per i singoli e per l'assetto della stessa società -:
se, in virtù di quanto esposto in premessa, i Ministri, ognuno nella propria area di competenza, non ritengano opportuno intervenire con provvedimenti ed iniziative finalizzate ad arginare il dilagare incontrollato del fenomeno del gioco tra i cittadini, informando questi ultimi dei gravi rischi da dipendenza.
(4-09689)