Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento affari comunitari
Altri Autori: Ufficio Rapporti con l'Unione Europea
Titolo: Attuazione della direttiva 2009/109/CE sugli obblighi in materia di relazioni e documentazione in caso di fusioni e scissioni - Schema di D.Lgs. n. 461 (artt. 6, co. 1, e 24, co. 1, L. 217/2011) - Elementi di valutazione per la compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea
Riferimenti:
SCH.DEC 461/XVI     
Serie: Note per la compatibilità comunitaria    Numero: 148
Data: 22/05/2012
Descrittori:
DIRETTIVE DELL'UNIONE EUROPEA   FUSIONE E CONCENTRAZIONE DI SOCIETA' ED ENTI
L 2011 0217     
Organi della Camera: XIV - Politiche dell'Unione europea
Altri riferimenti:
L N. 217 DEL 15-DIC-11   L N. 217 DEL 15-DIC-11

 

22 maggio 2012

 

n. 148

Attuazione della direttiva 2009/109/CE sugli obblighi
in materia di relazioni e documentazione in caso
di fusioni e scissioni

Schema di D.Lgs. n. 461
(artt. 6, co. 1, e 24, co. 1, L. 217/2011)

Elementi di valutazione per la compatibilità con l’ordinamento dell’Unione europea

 

Numero dell’atto

461

Titolo

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/109/CE che modifica le direttive 77/91/CEE, 78/855/CEE e 82/891/CEE e la direttiva 2005/56/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni

Norma di delega

Legge 15 dicembre 2011, n. 217, articoli 6, comma 1, e 24, comma 1 (Legge comunitaria 2010)

Commissione competente

II Giustizia e VI Finanze

 

 


Contenuto

L'articolo 6, comma 1 della legge comunitaria 2010 (legge15 dicembre 2011, n. 217) ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per l'attuazione alla direttiva del 16 settembre 2009, n. 2009/109/CE la quale, recando modifiche alle direttive del Consiglio 77/91/CEE, 78/855/CEE (ora rifusa nella direttiva 2011/35UE), 82/891/CEE e 2005/56/CE, ha lo scopo di ridurre gli obblighi informativi e documentali a carico delle società coinvolte in processi di fusione e scissione. Ai predetti scopi di semplificazione, la direttiva consente di effettuare gli adempimenti di pubblicità legale relativi ai progetti di fusione, di scissione e agli altri documenti da rendere disponibili ai soggetti interessati, tramite pubblicazione degli stessi sul web (sito della società medesima ovvero altro sito web designato a tale scopo dagli Stati membri) e l'invio di copia via posta elettronica, purché siano soddisfatte le garanzie di integrità e autenticità dei medesimi atti e documenti (articolo 2, n. 2 e 5; articolo 3, n. 1 e 5; articolo 4, n. 1).

Le norme europee inoltre stabiliscono che le società possano essere esonerate da alcuni obblighi di redazione documentale, previo accordo degli azionisti (articolo 2, n. 4). Si prevede inoltre la possibilità di omettere la redazione della situazione contabile, ove l’emittente, i cui valori mobiliari siano ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, pubblichi relazioni semestrali ai sensi delle disposizioni vigenti (articolo 2, n. 5). La direttiva fissa il termine di recepimento delle norme ivi contenute al 30 giugno 2011.

L’articolo 6 non indica principi e criteri direttivi specifici cui il Governo è tenuto a conformarsi nell’attuazione della direttiva 2009/109/CE, fatti salvi i principi generali di cui all’articolo 2 della legge comunitaria 2009 (legge n. 96 del 2010), in quanto richiamati dall’articolo 24 della legge comunitaria 2010.

La Relazione illustrativa che accompagna il provvedimento fa tuttavia presente che, alla luce del vigente divieto di aggravio degli adempimenti disposti dalle norme europee, in sede di loro recepimento (cd. divieto di gold plating, posto dall’articolo 15, comma 2 della legge n. 183 del 2011 – legge di stabilità 2012), lo schema intende avvalersi di tutte le opzioni previste nella direttiva, al fine di consentire la massima semplificazione della disciplina di fusioni e scissioni.

Il richiamato articolo 6, comma 1 della legge comunitaria 2010ha fissatoil termine per l’esercizio della delega al 17 aprile 2012 (ovvero entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge comunitaria 2011, pubblicata in G.U. il 2 gennaio 2012), salva l’applicazione (ai sensi dell’articolo 24 della medesima legge 217/2011) delle norme di proroga recate dall’articolo 1 della legge 4 giugno 2010, n. 96 (legge comunitaria 2009). Tale articolo, al comma 3, prevede infatti che i termini di esercizio della delega siano prorogati di 90 giorni, ove il termine per l’espressione del parere sugli schemi di decreto, da parte delle competenti Commissioni parlamentari, scada entro i trenta giorni ad esso precedenti, ovvero successivamente. Nel caso di specie, il parere sullo schema in esame deve essere reso entro il 26 maggio 2012; il termine per l’esercizio della delega è dunque posticipato al 16 luglio 2012.

L’articolo 1 dello schema in esame apporta modifiche formali e sostanziali alle norme del codice civile dedicate alla documentazione prodotta in occasione delle operazioni di fusione e scissione. In particolare, il comma 1 modifica l’articolo 2501-ter del codice civile, che impone all’organo amministrativo della società di redigere un apposito progetto di fusione di cui deve essere data pubblicità mediante deposito presso il registro delle imprese; per effetto delle norme proposte, in luogo del deposito si prevede la possibilità di pubblicarlo sul sito internet della società.

Il comma 2 modifica il successivo articolo 2501-quater, relativo alla situazione patrimoniale delle società coinvolte nella fusione; per effetto delle modifiche proposte, essa (lettera a) del comma 2) potrà essere riferita a una data non anteriore di oltre centoventi giorni al giorno in cui il progetto di fusione è depositato nella sede della società ovvero pubblicato sul sito internet della società. La lettera b) del comma 2 intende introdurre una specifica disciplina per le società quotate in mercati regolamentati, precisando che la situazione patrimoniale potrà essere sostituita dalla relazione finanziaria semestrale, purché riferita ad una data antecedente i sei mesi dal deposito/pubblicazione sul web del progetto di fusione. Inoltre (lettera c) del comma 2) la situazione patrimoniale non sarà richiesta ove vi rinuncino all’unanimità i soci delle partecipanti alla fusione (ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, lettera a), n. i) e ii) della direttiva).

Il comma 3 dell’articolo 1 modifica l’articolo 2501-quinquies c.c., che impone agli amministratori dei partecipanti alla fusione di predisporre una relazione che illustri e giustifichi, sotto il profilo giuridico ed economico, il progetto di fusione e il rapporto di cambio di azioni o quote. In particolare, si propone di disporre (in attuazione dell’articolo 2, paragrafo 4 della direttiva) che l’organo amministrativo segnali ai soci e all'organo amministrativo delle altre società partecipanti le modifiche rilevanti degli elementi dell'attivo e del passivo eventualmente intervenute tra la data di deposito o pubblicazione in internet del progetto di fusione e la data della decisione sulla fusione medesima. Analogamente a quanto previsto dal comma 2, la relazione non è richiesta se vi rinunciano all’unanimità i soci delle società che partecipano alla fusione.

Il comma 4 modifica l’articolo 2501-sexies c.c. che disciplina la relazione degli esperti sulla congruità del rapporto di cambio delle azioni o delle quote. In particolare, si propone di escludere - in ottemperanza all’articolo 1, paragrafo 2 della direttiva - la presentazione della relazione di stima, richiesta in occasione di conferimento di beni in natura o di crediti, ove sia redatta la predetta relazione degli esperti. Si fa salva l’ipotesi delle fusioni di società di persone con società di capitali, per le quali tale relazione di stima viene comunque richiesta.

Il comma 5 modifica l’articolo 2501-septies c.c., relativo agli obblighi di deposito del progetto di fusione, degli ultimi tre bilanci di esercizio delle società partecipanti e delle relative situazioni patrimoniali. Accanto a modifiche di coordinamento formale (comma 5, lettere b) e c)), si intende disporre (comma 5, lettera a))la possibilità di pubblicare tali documenti su internet in luogo del deposito presso la sede sociale e (comma 5, lettera d)), su richiesta del socio, la possibilità di trasmissione telematica dei predetti; si esonera la società dal fornire copia dei documenti, ove essi siano pubblicati sul sito internet e da lì liberamente scaricabili/ stampabili.

Il comma 6 modifica l’articolo 2505 c.c., al fine di recepire le disposizioni, contenute nell’articolo 25 della direttiva 2011/35/UE(in origine articolo 25 della direttiva 78/855/CEE, modificato dalla direttiva 2009/109/CE), che obbligano lo Stato membro a non richiedere, in determinate condizioni, l’approvazione della fusione con delibera assembleare, nel caso di fusione per incorporazione di società interamente posseduta, ma a prevedere la sua sostituzione con una decisione dell’organo amministrativo. Il vigente articolo 2505, comma secondo, prevede già che l'atto costitutivo o lo statuto contemplino tale possibilità. Lo schema intende dunque modificare le condizioni al cui rispetto è subordinata tale sostituzione.

In particolare, il richiamato articolo 25 della direttiva 2011/35/UE prevede:

a)    che siano rispettate da tutte le società partecipanti le disposizioni in materia di pubblicità del progetto di fusione;

b)    che sia garantito ai soci della società incorporante di prendere visione e di estrarre copia oltre che del progetto di fusione, dei bilanci e delle relative relazioni degli ultimi tre esercizi e della situazione patrimoniale (nel caso di fusione per incorporazione di società interamente posseduta non si fa luogo alla redazione della relazione dell'organo amministrativo e alla relazione degli esperti indipendenti);

c)     che sia garantito ad una minoranza qualificata di azionisti di chiedere la convocazione dell'assemblea per deliberare sulla fusione.

Per effetto delle modifiche proposte, la sostituzione con una delibera degli organi amministrativi è possibile purché:

§       siano rispettate le norme sulla pubblicità del progetto di fusione (anche via internet);

§       siano rispettate inoltre le norme sulla pubblicità e il deposito di atti, di cui all’art. 2501-septies (v. ante), anche tramite trasmissione telematica.

Il terzo comma del vigente articolo 2505 soddisfa la condizione di cui all’illustrata lettera c) (possibilità delle minoranze azionarie di chiedere la delibera assembleare).

Il comma 7 intende modificare l’articolo 2505-bis, al fine di recepire le norme (di cui all’articolo 28 della direttiva 2011/35/UE, come risultante dalla modifica operata con la direttiva 2009/109/CE) che prevedono, nel caso di fusione per incorporazione di società possedute al 90% o più, ma non nella totalità, la disapplicazione degli obblighi di redazione e pubblicazione della situazione patrimoniale, della relazione dell’organo amministrativo e della relazione degli esperti al sussistere di specifiche condizioni.

In particolare, per effetto delle modifiche proposte (comma 7, lettera a)),viene integrato il primo comma dell'articolo 2505-bis, al fine di aggiungervi il riferimento agli articoli che contengono gli obblighi i quali, in tale ipotesi, non sono più applicabili.

La lettera b) del comma 7 – in ottemperanza all'articolo 27 della direttiva 2011/35/UE, come risultante dalla modifica operata con la direttiva 2009/109/CE – modifica le norme che prevedono, nella predetta ipotesi, la possibilità di sostituire la delibera assembleare sulla fusione con la decisione dell’organo amministrativo; in particolare, sono modificate le condizioni alle quali può avvenire tale sostituzione, che vengono individuate nell’osservanza dell’articolo 2501-septies sulla pubblicazione e trasmissione dei documenti inerenti la fusione, anche tramite internet.

Il comma 8, modificando l’articolo 2506-bis c.c., introduce - in alternativa alla pubblicazione nel registro delle imprese - la possibilità di pubblicare via internet anche il progetto di scissione.

Il comma 9 dell’articolo 1 modifica le norme (contenute nell’articolo 2506-ter) relative alla scissione mediante costituzione di nuova società, nel caso in cui non si prevedano criteri di attribuzione delle azioni o quote diversi da quello proporzionale. In ottemperanza alle modifiche introdotte con la direttiva 2009/109/CE, in tale ipotesi si dispone (lettera a) del comma 9) che non siano richieste, oltre alla relazione degli esperti, nemmeno la relazione dell’organo amministrativo e la situazione patrimoniale, esentando la società dal relativo obbligo di pubblicazione. L’articolo 2506-ter è dunque integrato col riferimento ai modificati articoli 2501-quater e 2501-quinquies.

Per quanto concerne la lettera b) del comma 9, la Relazione illustrativa precisa che la direttiva 2009/109/CE ha reso obbligatoria la sostituzione della delibera assembleare di scissione con una decisione dell’organo amministrativo, in presenza di determinate condizioni; le modifiche all’articolo 2503-ter, comma quinto, sono dunque volte a recepire tali condizioni, limitando il rinvio ivi contenuto ai commi primo e secondo del già commentato articolo 2505 in materia di fusione, come modificato dallo schema in esame. In sostanza, nel caso di fusione per incorporazione di società già posseduta, la predetta sostituzione potrà essere effettuata ove – tra le altre - siano rispettate le norme sulla pubblicità del progetto di fusione, obbligo assolto anche mediante internet, e le norme sulla pubblicità e il deposito di atti, anche tramite trasmissione telematica ai soci.

L’articolo 2 del provvedimento intende sopprimere l’articolo 9, comma 4 del D.Lgs. n. 108 del 2008, in quanto – come precisa al riguardo la Relazione illustrativa – tale disposizione è superata dalla nuova disciplina delle fusioni transfrontaliere (direttiva 2007/63/CE, recepita con decreto legislativo 13 ottobre 2009, n. 147). La disposizione che si intende sopprimere prevede infatti che, nei soli casi di fusioni transfrontaliere, i soci di tutte le società partecipanti alla fusione possano rinunciare all'unanimità alla relazione degli esperti. Dal momento che la citata direttiva 2007/63/CE equipara la disciplina delle fusioni “interne” e transfrontaliere, si ritiene superfluo mantenere una specifica disposizione in materia di fusioni transfrontaliere, alle quali si applica la disciplina italiana (articolo 4, comma 1 del D.Lgs. n. 208 del 2008).

L’articolo 3 del provvedimento reca la clausola di invarianza finanziaria.

 

Procedure di contenzioso
(a cura dell'Ufficio Rapporti con l'Unione europea)

Il 26 gennaio 2012 la Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato (procedura di infrazione n. 2011/0485) per non aver comunicato le misure di recepimento della direttiva 2009/109/UE riguardante la semplificazione degli obblighi in materia di relazioni e documentazione in caso di fusioni e scissioni. Il termine di recepimento della direttiva era il 30 giugno 2011.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Servizio Studi – Dipartimento Affari Comunitari

( 066760-9409 –  *st_affari_comunitari@camera.it

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File: NOTST148.doc