Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento affari sociali
Titolo: Proroga di termini in materia sanitaria - D.L. 89/2012 - A.C. 5323 - Elementi per l'esame in Assemblea
Riferimenti:
AC N. 5323-A/XVI     
Serie: Progetti di legge    Numero: 661    Progressivo: 1
Data: 16/07/2012
Descrittori:
PROROGA DI TERMINI   SANITA' PUBBLICA
SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE     
Organi della Camera: XII-Affari sociali

SIWEB

 

16 luglio 2012

 

n. 661/1

Proroga di termini in materia sanitaria

D.L. 89/2012 - A.C. 5323-A

Elementi per l'esame in Assemblea

 

Numero del progetto di legge

A.C. 5323-A

Titolo

Proroga di termini in materia sanitaria

Data approvazione in Commissione

12 luglio 2012

 

 


Contenuto

Il decreto-legge in esame, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 28 giugno, e di cui la XII Commissione affari sociali ha concluso l’esame nella seduta del 12 luglio, si compone di un unico articolo recante la proroga di alcuni termini in materia sanitaria e di un Allegato.

 

Più specificamente, l'articolo 1, comma 1, proroga al 31 dicembre 2012 – il termine, fissato al 31 ottobre dal testo originario del decreto, è stato così modificato nel corso dell’esame presso la XII Commissione - la facoltà di utilizzare, in via straordinaria e previa autorizzazione aziendale, il proprio studio professionale per l'esercizio dell'attività libero-professionale intramuraria, termine già prorogato al 30 giugno 2012 dall’articolo 10, commi 2 e 3, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216[1], convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14.

 

L’articolo 10 del citato D.L. 216/2011, al comma 2,  modificando l'articolo 1, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 120[2],  ha disposto la proroga al 30 giugno 2012 della facoltà di utilizzazione straordinaria del proprio studio professionale per l’esercizio dell'attività libero-professionale intramuraria (cosiddetta intramoenia allargata), previa autorizzazione aziendale, in deroga a quanto disposto dal comma 2 dell'articolo 22-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale) [3]; ciò naturalmente nelle ipotesi in cui non siano ancora stati completati gli interventi di ristrutturazione edilizia delle regioni e delle province autonome - effettuati presso le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie, i policlinici universitari a gestione diretta e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di diritto pubblico -, di cui al comma 1, dell’articolo 1 della citata legge n. 120/2007, al fine di garantire la disponibilità dei locali destinati all’attività libero-professionale intramuraria.

La proroga comporta anche lo spostamento (identico) del termine entro il quale le regioni e le province autonome devono procedere "all'individuazione e all'attuazione delle misure dirette ad assicurare, in accordo con le organizzazioni sindacali delle categorie interessate e nel rispetto delle vigenti disposizioni contrattuali, il definitivo passaggio al regime ordinario del sistema dell'attività libero-professionale intramuraria" (cfr. il citato comma 2 dell'art. 1 della L. n. 120 del 2007, e successive modificazioni).

 

Il comma 2 dell’articolo 1 del decreto-legge in esamedispone che, fino a quando non sia stato completato il processo di riorganizzazione e razionalizzazione degli organismi operanti presso il Ministero della salute, vale a dire, fino alla data di entrata in vigore del D.P.R. di cui all’articolo 2, comma 4, della L. 183/2010[4], e comunque, inderogabilmente, secondo una modifica introdotta dalla XII Commissione, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi organi collegiali e organismi elencati nell'Allegato 1, siano prorogati. Entro la medesima data il Ministro della salute, può, con propri decreti, rinnovarne la composizione, senza accrescere il numero dei componenti.

In proposito va ricordato che l’articolo 2 della citata legge 183/2010 attribuisce al Governo la delega ad adottare,  uno o più decreti legislativi volti alla riorganizzazione degli enti, istituti e società rispettivamente vigilati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero della salute, nonché alla ridefinizione del rapporto di vigilanza dei predetti Ministeri sugli stessi enti, ferme restando l’autonomia di ricerca e le funzioni attribuite a questi ultimi. Il richiamato comma 4 prevede l’emanazione di regolamenti adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per il riordino degli organi collegiali e degli altri organismi istituiti con legge o con regolamento nell'amministrazione centrale della salute, nel rispetto di alcuni criteri.

 

Il comma 3 attribuisce al Ministro della salute la facoltà di rinnovare con proprio decreto la composizione del Consiglio superiore di sanità – fatti salvi i componenti di diritto previsti dalla normativa vigente – nominando il Presidente e i componenti non di diritto e riducendo questi ultimi al numero di quaranta.

 

I pareri espressi dalle Commissioni in sede consultiva

Sul testo del decreto-legge la I Commissione affari costituzionali ha espresso un parere favorevole con un’osservazione per sottolineare l’opportunità di  coordinare le previsioni dei commi 2 e 3 con riguardo al Consiglio superiore di sanità, considerato che il comma 2 prevede la facoltà del Ministro di rinnovarne i componenti senza accrescerne il numero, mentre il comma 3 stabilisce la medesima facoltà limitandola al presidente e ai componenti non di diritto, riducendoli a quaranta.

Sul provvedimento si sono pronunciati anche il Comitato per la legislazione e la Commissione parlamentare per le questioni regionali.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Servizio Studi –  Dipartimento Affari sociali

( 066760-3266 – *st_affarisociali@camera.it

I dossier dei servizi e degli uffici della Camera sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.

File: D12089b



[1]   Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.

[2]    Disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria.

[3]Convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

[4]Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro