Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento istituzioni
Titolo: Misure urgenti in materia di sicurezza - D.L. n. 187/2010 - A.C. 3857 - Elementi per l'istruttoria legislativa
Riferimenti:
AC N. 3857/XVI   DL N. 187 DEL 12-NOV-10
Serie: Progetti di legge    Numero: 407
Data: 16/11/2010
Descrittori:
ASSOCIAZIONI SPORTIVE E POLISPORTIVE   CRIMINALITA' ORGANIZZATA
GARE E MANIFESTAZIONI SPORTIVE   SEQUESTRO GIUDIZIARIO
VIGILANZA     
Organi della Camera: I-Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni
II-Giustizia

 

16 novembre 2010

 

n. 407/0

Misure urgenti in materia di sicurezza

D.L. 187/2010 - A.C. 3857

Elementi per l’istruttoria legislativa

 

 

Numero del disegno di legge di conversione

A.C. 3857

Numero del decreto-legge

187/2010

Titolo del decreto-legge

Disegno di legge per la conversione in legge del decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, recante misure urgenti in materia di sicurezza

Iter al Senato

No

Numero di articoli

11

Date:

 

emanazione

12 novembre 2010

pubblicazione in Gazzetta ufficiale

12 novembre 2010

assegnazione

13 novembre 2010

scadenza

11 gennaio 2011

Commissione competente

I Commissione (Affari costituzionali) e II Commissione (Giustizia)

Pareri previsti

III, V, VI (ex art. 73, comma 1-bis del Regolamento), VII, VIII (ex art. 73, comma 1-bis del Regolamento), XI, XII e XIV

 

 


Contenuto

Il decreto-legge consta di 5 Capi e 11 articoli.

 

Il Capo I (articoli 1 e 2) reca misure per gli impianti sportivi.

L’articolo 1, comma 1, con riferimento ai reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, ripristina fino al 30 giugno 2013 il vigore delle disposizioni in tema di "flagranza differita" e di applicazione delle misure cautelari in deroga ai presupposti generali, previste dall’articolo 8, commi 1-ter e 1-quater, della legge n. 401 del 1989, la cui vigenza è venuta meno il 30 giugno scorso; il comma 2, attraverso una novella all’art. 1 del decreto-legge 8/2007, sanziona con il pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro le società sportive che impiegano cd. steward in numero minore rispetto a quanto stabilito nel piano approvato dal Gruppo operativo sicurezza.

L’articolo 2, comma 1, novellando l’art. 2-ter del D.L. n. 8/2007, attribuisce ai c.d. steward ulteriori compiti rispetto a quelli attualmente previsti, definiti come servizi ausiliari dell’attività di polizia per i quali non è richiesto l’esercizio di pubbliche potestà o l’impiego imperativo di appartenenti alle Forze di polizia.

Il comma 2 attribuisce ad un decreto del Ministro dell’interno la definizione di condizioni e modalità  di affidamento dei compiti di cui al comma 1, prevedendo il parere parlamentare sul relativo schema.

Il comma 3, attraverso la novella all’art. 6-quater della legge 401/1989, dispone l’applicabilità ai reati di violenza o minaccia nei confronti degli steward, dell’aggravante prevista dall’articolo 339, terzo comma, c.p., di fatto commesso «mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone».

Il comma 4, inserendo nella medesima legge l’articolo 6-quinquies, equipara gli steward ai pubblici ufficiali al fine dall’applicazione delle pene previste dal reato di Lesioni personali gravi o gravissime ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive (art. 583-quater c.p.).

 

Il Capo II (artt. 3-5) reca disposizioni per il potenziamento dell’attività di contrasto alla criminalità organizzata e della cooperazione internazionale di polizia.

L’articolo 3 novella la legge n. 575 del 1965 e il decreto-legge n. 4 del 2010, con la finalità di introdurre misure di sostegno dell’attività dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; esso, in particolare prevede l’utilizzo dei beni confiscati da parte dell’Agenzia per finalità economiche e la destinazione dei relativi proventi al potenziamento della stessa Agenzia; l’inapplicabilità ai crediti erariali nelle ipotesi di confisca dei beni, aziende o società sequestrati dei limiti alla compensazione dei crediti previsti dall’art. 31 del D.L. 78/2010; la possibile estromissione con delibera dell’Agenzia di singoli beni immobili dall’azienda non in liquidazione e il successivo trasferimento dei medesimi agli enti territoriali che ne facciano richiesta e che utilizzano tali beni a qualsiasi titolo a fini istituzionali.

Il comma 3 prevede che l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, previa autorizzazione del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per l'economia e le finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, stipuli contratti di lavoro a tempo determinato, in deroga all'art. 7, comma 1, lett. b), del D.L. n. 4/2010 e, nei limiti stabiliti dall'autorizzazione.

Il comma 4 dispone la copertura degli oneri previsti dal comma 3 con corrispondente riduzione delle risorse del fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. A tal fine, il comma 5 autorizza il Ministro dell'economia e delle finanze a disporre le occorrenti variazioni di bilancio.

L’articolo 4, novellando l’art. 3 del D.L. n. 83/2002, integra la composizione della Commissione centrale consultiva per l’adozione delle misure di protezione e vigilanza, con un magistrato designato dal Ministro della giustizia per tutte le volte in cui la Commissione sia tenuta ad esprimersi su questioni di sicurezza relative a magistrati.

L’articolo 5 istituisce, presso il Ministero dell’interno, il Comitato per la programmazione strategica per la cooperazione internazionale di polizia (COPSCIP) con il compito di predisporre urgenti linee di indirizzo strategico per rafforzare l'attività del personale delle Forze di polizia all'estero.

 

Il Capo III (artt. 6 e 7) reca disposizioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari.

L’articolo 6 reca norme di interpretazione e attuazione dell’articolo 3 della legge n. 136 del 2010, concernente la tracciabilità dei flussi finanziari in materia di appalti. Accanto a norme che delineano l’efficacia temporale delle suddette disposizioni, l’articolo in commento precisa le modalità di utilizzo di conti correnti dedicati alle pubbliche commesse, specificando inoltre che per alcune ipotesi – pagamenti in favore di soggetti pubblici e/o soggetti qualificati, nonché spese di modesta entità – l’uso di strumenti di pagamento diversi dal bonifico è autorizzato a condizione che siano idonei ad assicurare la piena tracciabilità della transazione finanziaria. Il comma 3, infine, chiarisce il perimetro dei soggetti obbligati alla tracciabilità finanziaria negli appalti.

L’articolo 7, con alcune modifiche all’art. 3 e all’art. 6 della legge 136 del 2010, detta norme interpretative sui alcuni dei punti più complessi relativi alla tracciabilità dei finanziaria negli appalti ed integra il relativo sistema sanzionatorio.

 

Il Capo IV (artt. 8 e 9) detta disposizioni in materia di sicurezza urbana.

L’articolo 8, sostituendo l’art. 54, comma 9 del TUEL, prevede che il prefetto dispone tutte le misure necessarie al concorso delle forze di polizia per dare attuazione alle ordinanze adottate dai sindaci ai sensi del medesimo art. 54, mantenendo la disposizione già vigente che prevede il potere prefettizio di ispezione.

L’articolo 9, novellando l’articolo 20 della legge n. 689 del 1981, introduce un’ulteriore ipotesi di confisca amministrativa obbligatoria, che opera con riferimento alle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione e alle cose che ne sono il prodotto, a condizione che le violazioni siano gravi o reiterate e riguardino la materia della tutela del lavoro, dell’igiene sui luoghi di lavoro e della prevenzione degli infortuni sul lavoro

 

Il Capo V (art. 10) detta disposizioni per la funzionalità del Ministero dell’interno.

L’articolo 10 prevede il collocamento in disponibilità dei viceprefetti ed i viceprefetti aggiunti per l'espletamento di incarichi di gestione commissariale straordinaria, nonché per specifici incarichi connessi a particolari esigenze di servizio o a situazioni di emergenza.

 

L’articolo 11, infine, reca la clausola di entrata in vigore del decreto-legge.

 

Relazioni allegate

Il disegno di legge è corredato della relazione illustrativa, della relazione tecnica e del testo delle norme espressamente modificate o abrogate (allegato previsto dall’art. 17, comma 30, della legge n. 127 del 1997).

Il disegno di legge non è corredato né della relazione sull’analisi tecnico-normativa (ATN), né della relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR).

In base all’articolo 9 del D.P.C.M. 11 settembre 2008, n. 170, è possibile l'esenzione dall'AIR, in casi straordinari di necessità ed urgenza; in ogni caso, tuttavia, la relazione illustrativa che accompagna il provvedimento deve contenere il riferimento alla disposta esenzione e alle sue ragioni giustificative e indicare sinteticamente la necessità ed i previsti effetti dell'intervento normativo sulle attività dei cittadini e delle imprese e sull'organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni, dando conto della eventuale comparazione di opzioni regolatorie alternative.

Precedenti decreti-legge sulla stessa materia

Si richiamano da ultimo il D.L. 11/2009 (conv. con mod. dalla L. 38/2009), recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori, il D.L. 151/2008 (conv. con mod. dalla L. 186/2008), che reca misure urgenti in materia di prevenzione e accertamento di reati, di contrasto alla criminalità organizzata e all'immigrazione clandestina, nonché il precedente D.L. 92/2008 (conv. con mod. dalla L. 125/2008) recante un complesso di disposizioni in materia di sicurezza pubblica, con specifico riguardo – tra l’altro – ai temi dell’immigrazione e del concorso delle Forze armate nel controllo del territorio.

Si richiama, inoltre, il D.L. 4/2010 (conv. con mod. dalla L. 50/2010), che ha istituito l’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, su cui interviene l’articolo 3 del decreto-legge in esame.

Motivazioni della necessità ed urgenza

Secondo quanto affermato nella relazione illustrativa e precisato nelle premesse del decreto-legge, l’adozione del provvedimento è legata alla straordinaria necessità ed urgenza di:

§         garantire la sicurezza dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive, prevedendo misure idonee a prevenire e reprimere comportamenti particolarmente pericolosi.

In proposito, la relazione illustrativa evidenzia in particolare il dato del consistente incremento delle lesioni riportate dagli steward nel 2010, che ha reso necessaria l’introduzione di alcune disposizioni volte alla tutela della sicurezza dei medesimi

§         adottare interventi mirati per rafforzare l’azione di contrasto alla criminalità organizzata e alla cooperazione internazionale di polizia;

§         adottare ulteriori misure di sicurezza urbana e per la funzionalità del Ministero dell’interno;

§         adottare ulteriori misure in materia di tracciabilità dei flussi finanziari.

Con riferimento a tale ultimo aspetto la relazione illustrativa evidenzia la necessità di un’univoca interpretazione e di specifici chiarimenti, richiesti soprattutto dalle categorie imprenditoriali e dal sistema economico-finanziario, in ordine all’applicazione di talune norme sulla tracciabilità introdotte con il Piano mafie. I problemi applicativi derivanti da tali norme sono evidenziati anche nella risoluzione 7-00389 (Ferranti ed altri), in corso di discussione presso la Commissione giustizia.

 

Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite

Il contenuto del provvedimento è riconducibile a materie contemplate dall’articolo 117, secondo comma, lettere h) (Ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale) ed l) (in particolare nella parte ordinamento penale) Cost., riservate alla competenza esclusiva dello Stato.

 

Conformità con altri princìpi costituzionali

Sembra opportuno valutare alla luce dei principi di tipicità, determinatezza e tassatività della fattispecie penale riconducibili all’art. 25 Cost. le disposizioni di cui all’art. 2 relative agli ulteriori servizi che si intende affidare gli steward. Infatti, le relative mansioni non sono indicate nel comma 1, né il comma 2 ne prevede la determinazione con il decreto del Ministro dell’interno ivi richiamato. Eppure, anche a tali mansioni si riferiscono sia le fattispecie penali cui si applica l’aggravante di cui al comma 3, sia  la fattispecie penale introdotta dal comma 4.

 

Specificità ed omogeneità delle disposizioni

Le disposizioni recate dal provvedimento, pur differenziate quanto all’oggetto (esse intervengono in materia di sicurezza nelle competizioni sportive, di criminalità organizzata e di cooperazione internazionale di polizia, di tracciabilità dei flussi finanziari nei contratti pubblici, di sicurezza urbana e di gestioni commissariali nei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose) nel complesso introducono misure volte ad assicurare una maggiore tutela della sicurezza della collettività.

 

Compatibilità comunitaria

Documenti all’esame delle istituzioni dell’Unione europea
(a cura dell'Ufficio Rapporti con l'Unione europea)

Con riferimento all’articolo 1, si ricorda che il Consiglio giustizia e affari interni del 3-4 giugno 2010 ha approvato una relazione di valutazione sull’attuazione della decisione 2007/412/GAI del Consiglio che modifica la decisione 2002/348/GAI concernente la sicurezza in occasione di partite di calcio internazionali.

Nella stessa data il Consiglio ha adottato una risoluzione nella quale chiede agli Stati membri di continuare a rafforzare ulteriormente la cooperazione di polizia per quanto riguarda le partite di calcio (e, se del caso, altri eventi sportivi) di dimensione internazionale. A tal fine la risoluzione contiene in allegato un manuale aggiornato di raccomandazioni per la cooperazione internazionale tra forze di polizia e misure per prevenire e combattere la violenza e i disordini in occasione delle partite di calcio di dimensione internazionale alle quali è interessato almeno uno Stato membro.

 

Incidenza sull’ordinamento giuridico

Attribuzione di poteri normativi

L’art. 2, comma 2, attribuisce ad un decreto del Ministro dell’interno la competenza a definire le condizioni e le modalità di esercizio dei compiti ulteriori degli steward cui si riferisce il comma 1 del medesimo articolo.

Coordinamento con la normativa vigente

Per la maggior parte delle disposizioni, il coordinamento si realizza attraverso l’uso della tecnica della novellazione.

 

Formulazione del testo

Con riferimento all’art. 2, comma 1, si rileva che, poiché in base alla normativa vigente i cd. steward già svolgono attività di controllo all’interno degli impianti sportivi, sembra opportuno specificare a quali altri servizi, definiti “ausiliari dell'attività di polizia”, il comma in esame intenda far riferimento escludendo l'esercizio di pubbliche potestà; inoltre, l’esigenza di definizione appare conseguente anche all’estensione disposta dai commi 3 e 4 di disposizioni penali a tutela degli steward a condizione della riconducibilità della condotta sanzionata alle mansioni svolte dai medesimi steward. Tanto più che il comma 2  prevede che il decreto del Ministro dell’interno stabilisca condizioni e modalità per l'affidamento dei compiti di cui al comma 2, ma non reca alcuna previsione per la loro definizione.

All’art. 3, comma 3, si rileva che l’articolo 7, comma 1, lett. b) del D.L. 4/2010, alle cui previsioni si dispone una deroga,già autorizza, per la fase di prima applicazione, il Direttore dell'Agenzia, nei limiti della dotazione organica, a stipulare contratti a tempo determinato, al fine di assicurare la piena operatività della stessa Agenzia. Pertanto non appare chiaro l’ambito della deroga al suddetto articolo 7 che si intende rendere autorizzabile; peraltro, se si intende riferire la deroga ai limiti della dotazione organica appare opportuno esplicitarlo.

All’art. 5 non vengono indicati i componenti del Comitato, ad eccezione del suo presidente , né si fa rinvio ad un successivo provvedimento di attuazione volto a definirne la composizione, che presumibilmente sarà individuata con atto del presidente.Inoltre, il medesimo articolo prevede la predisposizione di urgenti linee di indirizzo strategico, senza però fissare un termine per la loro adozione. Inoltre, sembrerebbe opportuno chiarire se dette linee strategiche debbano essere sottoposte ad aggiornamento periodico.

All’articolo 8, appare opportuno chiarire come interviene la novella ivi prevista sull’ambito discrezionale della competenza prefettizia.

All’art. 10 non risulta se gli incarichi speciali cui si fa riferimento coincidono effettivamente con gli incarichi speciali conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro competente, d'intesa con il Ministro dell'interno, previsti dall’art. 12, comma 2del D.Lgs. n. 139/2000. Si nota poi che la rubrica dell’articolo fa invece riferimento alle gestioni commissariali straordinarie nei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa e altri incarichi speciali.Quanto alla norma relativa alla proroga dell’incarico, si rileva la mancanza di specifica previsione in merito alla rinnovabilità che, pertanto, dovrebbe ritenersi esclusa. Si osserva poi che non risulta chiaro il trattamento giuridico ed economico che si applica ai soggetti collocati in disponibilità. Non risultano, inoltre,disposizioni sulla qualifica di spettanza al momento della cessazione del collocamento in disponibilità, né sono specificate le conseguenze di detta cessazione sull’indisponibilità di posti nella qualifica iniziale.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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