Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento istituzioni
Titolo: Revisione dello strumento militare - A.C. 5569 - Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale
Riferimenti:
AC N. 5569/XVI     
Serie: Note per la I Commissione affari costituzionali    Numero: 472
Data: 04/12/2012
Descrittori:
DIFESA NAZIONALE   FORZE ARMATE
SPESA MILITARE     
Organi della Camera: I-Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni

 

4 dicembre 2012

 

n. 472

Revisione dello strumento militare

A.C. 5569

Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale

 

Numero del progetto di legge

A.C. 5569

Titolo

Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia

Iniziativa

Governo

Iter al Senato

Si

Numero di articoli

5

Date:

 

adozione quale testo base

28 novembre 2012

richiesta di parere

29 novembre 2012

Commissione competente

Difesa

Sede e stato dell’iter

Referente

Iscrizione nel programma dell’Assemblea

Discussione generale, in calendario da martedì 4 dicembre

 

 


Contenuto

Il disegno di legge A.C. 5569, già approvato con modificazioni dal Senato nella seduta del 6 novembre 2012 e non modificato dalla IV Commissione difesa della Camera, dispone il conferimento di una delega al Governo per il complessivo riordino in senso riduttivo dello strumento militare con significative implicazioni sia sulla dotazione strumentale che su quella organica del personale militare e civile preposto al medesimo settore.

Il provvedimento, reca, altresì, ulteriori disposizioni di diretta applicazione.

 

Nello specifico, il comma 1 dell’articolo in esame delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, due o più decreti legislativi per disciplinare la revisione in senso riduttivo:

 

Ø       dell’assetto strutturale e organizzativo del Ministero della difesa, in particolare con riferimento allo strumento militare, compresa l’Arma dei carabinieri limitatamente ai compiti militari;

Ø       delle dotazioni organiche complessive del personale militare dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare nell’ottica della valorizzazione delle relative professionalità;

Ø       delle dotazioni organiche complessive del personale civile del Ministero della difesa, nell’ottica della valorizzazione delle relative professionalità.

 

Per quanto riguarda, poi, le procedure di adozione dei decreti legislativi delegati, il comma 3 dell’articolo 1 prevede che tali provvedimenti dovranno essere adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dell’economia e delle finanze, nonché del Ministro della salute, per le disposizioni riferite al Servizio sanitario militare, e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per le disposizioni che presentano profili di interesse. È altresì prevista l’acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza unificata – per le disposizioni in materia di riserve di posti nei concorsi e di transito del personale militare e civile della Difesa presso altre pubbliche amministrazioni – e del parere delle competenti Commissioni parlamentari.

Per le materie di competenza, è altresì, previsto che siano sentiti il Consiglio centrale di rappresentanza militare e le organizzazioni sindacali del personale civile.

 

L’articolo 2 reca i principi e criteri direttivi relativi alla revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo del Ministero della difesa.

 

In particolare, ai sensi del criterio direttivo di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo in esame,dovranno essere previsti interventi di ottimizzazione delle risorse e di razionalizzazione delle strutture operative, logistiche, formative, territoriali e periferiche della difesa, anche attraverso la loro soppressione e il loro accorpamento.

Da tali interventi di razionalizzazione, entro sei anni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo attuativo della delega in esame (relativa alla revisione in senso riduttivo dell’assetto strutturale e organizzativo del Ministero della difesa), dovrà conseguire una contrazione complessiva delle richiamate strutture, in misura non inferiore al 30 per cento del loro attuale assetto.

 

L’articolo 3, composto da due commi, reca i principi e criteri direttivi riguardanti la revisione in senso riduttivo delle dotazioni organiche del personale militare (comma 1) e civile (comma 2) della Difesa.

 

Con riferimento al personale militare, entro l’anno 2024, dovrà essere effettuata una graduale riduzione generale a 150.000 unità di personale militare delle tre Forze armate (Esercito, marina militare ed Aeronautica militare), nell'ottica della valorizzazione delle relative professionalità.

 

A tal fine le misure transitorie, intese a realizzare con gradualità la riduzione delle dotazioni organiche, prospettate dal Governo, da definire in un piano di programmazione triennale scorrevole sono:

Ø       l’estensione dell’istituto dell’aspettativa per riduzione di quadri (ARQ) anche ad altre categorie di personale;

Ø       il transito presso altre pubbliche amministrazioni;

Ø       forme di esenzione dal servizio, da disporsi a domanda dell’interessato e previa valutazione da parte dell’amministrazione delle proprie esigenze funzionali.

 

In relazione al transito di personale militare in servizio permanente presso amministrazioni diverse dalla Difesa, si segnala che mentre la lettera m) del comma 1 dell’articolo 3 fa riferimento alle “amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, viceversa la lettera e) del medesimo comma fa genericamente riferimento ad “altre amministrazioni”[1]. Al riguardo, al fine di evitare possibili dubbi interpretativi, andrebbe chiarito l’ambito applicativo dell’espressione di cui alla lettera e).

Si segnala peraltro che il comma 3 dell’articolo 1 prevede l’intesa con la Conferenza unificata, solo per gli schemi di decreti legislativi riguardanti il transito presso le amministrazioni di cui alla lettera m) e non per quelle di cui alla lettera e).

 

Per quanto riguarda il personale civile il comma 2 dell’articolo 2 pone l'ulteriore obiettivo della riduzione delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero della difesa dalle attuali 30.000 unità a 20.000 unità, da conseguire sempre entro l'anno 2024[2], nell'ottica della valorizzazione delle relative professionalità.

 

In relazione ai citati obiettivi le misure prospettate da Governo (lett. d) sono:

 

Ø       la mobilità interna;

Ø       la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale;

Ø       il ricorso a forme di lavoro a distanza;

Ø       Il trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e successive modificazioni, nell’ambito delle relative facoltà assunzionali, secondo contingenti e misure percentuali stabiliti con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione.

 

L’articolo 4, reca:

 

Ø       disposizioni di carattere contabile e finanziario, connesse all’attuazione del processo di revisione previsto dal disegno di legge in esame;

Ø       disposizioni concernenti i programmi di ammodernamento e rinnovamento della Difesa;

Ø       disposizioni in merito ai concorsi a titolo oneroso delle forze armate.

 

Il comma 1 dell’articolo 5, dispone la soppressione del Consiglio superiore delle Forze armate, organo di alta consulenza del Ministro della difesa.

 

Relazioni allegate

Il disegno di legge presentato al Senato (A.S. 3271) era accompagnato dalle relazioni illustrativa e tecnica e dall’analisi tecnico-normativa del disegno di legge.

Come precisato dal Governo nella relazione illustrativa del provvedimento, “non è stata effettuata l’analisi di impatto della regolamentazione (AlR), ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, in quanto la rappresentazione di alcuni elementi richiesti ai fini della redazione coinvolge profili di sicurezza interna ed esterna dello Stato”.

 

Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite

Il provvedimento in esame è riconducibile nel suo complesso alla materia “difesa e forze armateattribuita alla potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera d) della Costituzione.

 

Possono essere, invece, ricondotte alla materia “ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali”, attribuita alla competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione le disposizioni del provvedimento che:

 

Ø       prevedono riserve di posti in favore di talune categorie di personale militare (militari di truppa delle Forze armate, congedati senza demerito) nei concorsi per le assunzioni presso le amministrazioni pubbliche (articolo 3, comma 1, lettera g).

Ø       il transito di personale militare in altre amministrazioni pubbliche (articolo 3, comma 1, lettere e) e m).

Ø       il transito di personale civile presso altre pubbliche amministrazioni (articolo 3, comma 2, lettera d).

 

Appare, invece, riconducibile alla materia “ordine pubblico e sicurezza”, attribuita alla competenza legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera h), la disposizione del disegno in esame volta a prevedere il riconoscimento ai volontari di truppa delle Forze armate congedati senza demerito dei titoli e dei requisiti minimi professionali e di formazione per poter aspirare alla nomina di guardia particolare giurata e per ottenere l’iscrizione nell'elenco del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi (articolo 3, comma 1, lettera l).

 

Per quanto riguarda, invece, le disposizioni del provvedimento in esame concernenti la razionalizzazione della struttura organizzativa del Servizio sanitario militare, con particolare riferimento alla previsione riguardante l'apertura delle strutture ai cittadini sulla base di convenzioni stipulate tra il Ministero della difesa, il Ministero della salute, il Ministero dell'economia e delle finanze e le regioni interessate, con possibilità di esercizio dell’attività intra-muraria (articolo 2, comma 1, lettera b) n. 5), può essere richiamata la materia tutela della salute, spettante alla competenza legislativa concorrente tra Stato e regioni (art. 117, terzo comma, Cost.).

 

Al riguardo, si ricorda che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 105 del 2007 ha sottolineato che “la materia della sanità, dopo la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, ricomprende sia la tutela della salute, che assume oggi un significato più ampio rispetto alla precedente materia dell'assistenza sanitaria e ospedaliera, sia l'organizzazione sanitaria in senso stretto, nella quale le Regioni possono adottare una disciplina anche sostitutiva di quella statale (sentenze nn. 328 e 181 del 2006, n. 270 del 2005, n. 510 del 2002). ”L'organizzazione del servizio sanitario” – prosegue la sentenza – “inerisce ai metodi ed alle prassi di razionale ed efficiente utilizzazione delle risorse umane, finanziarie e materiali destinate a rendere possibile l'erogazione del servizio” (sentenza n. 105/2007).

A sua volta la disciplina dell’attività libero-professionale intramuraria, (oggetto articolo 2, comma 1, lettera b) n. 5)), è ascrivibile, secondo la giurisprudenza costituzionale, alla materia tutela della salute(sentenze n. 371/2008 e n. 50/2007).

 

Attribuzione di poteri normativi

Come precedentemente rilevato (cfr. “Contenuto”), il comma 1 dell’articolo 1  del disegno di legge A.C. 5569 delega il Governo ad adottare due o più decreti legislativi al fine di realizzare gli obiettivi previsti dal provvedimento in esame.

Il medesimo articolo 1 fissa, altresì, tempi e forme di adozione dei medesimi decreti legislativi, mentre il successivo articolo 3 individua i principi e criteri direttivi della delega legislativa.

Al riguardo, si segnala che il comma 2 prevede, data la complessità dell’intervento normativo, la possibilità di prorogare annualmentecon decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri per la Pubblica amministrazione e la semplificazione e dell’Economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari – i termini per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle dotazioni organiche del personale militare e civile (di cui all’articolo 3, commi 1, lettera a) e 2, lettera a)), sulla base dell’andamento effettivo dei reclutamenti e delle fuoriuscite del personale.

 

In relazione al comma 2 dell’articolo 5 si osserva che tale disposizione prevede una forma di “delegificazione spuria” che si produce quando si autorizza il Governo o un singolo Ministro ad intervenire su materie regolate per legge con strumenti e procedure difformi rispetto al modello delineato dall’articolo 17, comma 2, della legge n. 400/1988.

Andrebbe, pertanto, valutata la conformità della richiamata disposizione con il sistema delle fonti in considerazione del fatto che la medesima assegna ad un DPCM il compito di derogare a quanto contenuto in una delega legislativa, sebbene sia la medesima delega a contemplare tale facoltà.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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File: cost472-AC5569.doc



[1] Si segnala che l’inciso “o di altre amministrazioni” è stato aggiunto nel corso dell’esame del disegno di legge presso il Senato (em. 3.23 approvato nella seduta del 17 ottobre della Commissione difesa del Senato).

[2] Fermo restando il meccanismo di verifica e di adeguamento dei tempi di attuazione di cui al richiamato articolo 5, comma 2 (cfr. successivo paragrafo “Attribuzione di poteri normativi”).