Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento istituzioni
Titolo: Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti - D.L. 196/2010 - A.C. 3909 - Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale
Riferimenti:
AC N. 3909-B/XVI   DL N. 196 DEL 26-NOV-10
Serie: Note per la I Commissione affari costituzionali    Numero: 253
Data: 19/01/2011
Descrittori:
CAMPANIA   ENTI LOCALI
SMALTIMENTO DI RIFIUTI     
Organi della Camera: I-Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni

 

19 gennaio 2011

 

n. 253

Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti

D.L. 196/2010 - A.C. 3909-B

Elementi per la valutazione degli aspetti di legittimità costituzionale

 

Numero del disegno di legge di conversione

A.C. 3909-B

Numero del decreto-legge

196

Titolo del decreto-legge

Conversione in legge del decreto-legge 26 novembre 2010, n. 196, recante disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti

Iter al Senato

Si (A.S. 2507)

Numero di articoli:

 

testo originario

3

testo approvato dal Senato

3

Date:

 

emanazione

26 novembre 2010

pubblicazione in Gazzetta ufficiale

26 novembre 2010

approvazione del Senato

19 gennaio 2011

assegnazione

26 novembre 2010

scadenza

25 gennaio 2011

Commissione competente

VIII Commissione (Ambiente)

Stato dell’iter

 

 

 


Contenuto

Il D.L. 196/2010 intende definire misure atte ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti urbani senza soluzione di continuità, accelerare la realizzazione di impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, incrementare i livelli della raccolta differenziata e favorire il subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania – con particolare riguardo alle province – nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti.

Il disegno di legge di conversione del decreto legge è stato approvato in prima lettura alla Camera il 21 dicembre 2010 e trasmesso al Senato (A.S. 2507) che lo ha approvato il 19 gennaio scorso con alcune modifiche.

In particolare, sono eliminati quattro siti di discarica dall’elenco delle discariche da realizzare ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto-legge n. 90/2008, di cui uno in base ad emendamento approvato nel corso dell’esame al Senato.

Viene prevista, inoltre, la possibilità, per il Presidente della regione Campania, sentiti le province e gli enti locali interessati, di nominare commissari straordinari con potere di agire in deroga alla legislazione vigente in materia di appalti pubblici e di valutazione di impatto ambientale al fine di garantire la realizzazione urgente dei siti da destinare a discarica.

I commissari straordinari che, a seguito delle modifiche apportate in prima lettura dalla Camera dei deputati, debbono possedere adeguate competenze tecnico-giuridiche e ricevono un incarico della durata massima di dodici mesi, sono da individuare fra il personale della carriera prefettizia, i magistrati ordinari, amministrativi o contabili, gli avvocati di stato, iprofessori universitari ordinari con specifica esperienza riguardo al trattamento dei rifiuti.

A seguito delle modifiche introdotte dalla Camera dei deputati, è esplicitata la procedura semplificata relativa alla valutazione di impatto ambientale (VIA), in luogo dell’originario richiamo all’analoga procedura prevista dal decreto-legge n. 90 del 2008. Pertanto, per la valutazione relativa all'apertura delle discariche e all'esercizio degli impianti, i commissari convocano la conferenza dei servizi, che è tenuta a rilasciare il proprio parere entro quindici giorni. In mancanza del parere nei termini previsti o in presenza di un parere negativo, si esprime il Consiglio dei ministri, entro i sette giorni successivi. Si stabilisce, inoltre che i predetti commissari svolgano, in luogo del Presidente della Regione Campania, le funzioni già attribuite al Sottosegretario di Stato di cui all'art. 1 del D.L. 90/208 (articolo 1, commi 1 e 2).

Ai sensi del nuovo comma 2-bis, introdotto al Senato, il Presidente della regione Campania -ovvero i commissari straordinari individuati ai sensi del comma 2 - cui viene attribuita la funzione di amministrazione aggiudicatrice, provvede, in via di somma urgenza, ad individuare le aree per la realizzazione urgente di impianti destinati al recupero, produzione e fornitura di energia mediante trattamenti termici di rifiuti nonché a conseguire le autorizzazioni e certificazioni pertinenti, i cui termini di rilascio sono ridotti della metà.

Si prevede quindi, sulla base di quanto già stabilito dall’articolo 9, comma 5, del DL 90/2008, la convocazione della conferenza dei servizi che è tenuta a rilasciare il proprio parere entro e non oltre sette giorni dalla convocazione. Qualora il parere reso dalla conferenza dei servizi non intervenga nei termini previsti ovvero sia negativo, il Consiglio dei Ministri si esprime entro i sette giorni successivi.

Il Presidente della regione altresì costituisce un'apposita struttura di supporto composta da esperti del settore aventi adeguate professionalità nel numero massimo di cinque unità, con oneri quantificati in euro 350.000 a valere sulle risorse di cui al successivo articolo 3.

 

Il provvedimento in esame interviene, inoltre, sulla gestione del ciclo dei rifiuti sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista istituzionale, stabilendo, in particolare, che nel caso di mancato rispetto, da parte dei comuni, degli obiettivi minimi di raccolta differenziata, il prefetto diffidi il comune inadempiente a provvedere entro tre mesi, trascorsi i quali attiva le procedure per la nomina di un commissario ad acta (comma 6). Si prevede, inoltre, anche la possibilità per il Governo di promuovere, nell'ambito di una seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, convocata su richiesta della Regione, un accordo interregionale volto allo smaltimento dei rifiuti campani anche in altre regioni (comma 7).

 

Nel corso dell’esame al Senato è stato introdotto il nuovo comma 7-bis, il quale, in considerazione della perdurante situazione di criticità e fino alla completa realizzazione dell'impiantistica necessaria per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti, autorizza il Presidente della regione Campania ad adottare una o più ordinanze, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 191 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cd. Codice ambientale), per l'apprestamento delle misure occorrenti a garantire la gestione ottimale dei rifiuti e dei relativi conferimenti per ambiti territoriali sovra provinciali.

Si ricorda che il predetto articolo 191 del d.lgs. 152/2006 detta la disciplina per l’adozione, da parte del Presidente della Giunta regionale o del Presidente della provincia ovvero del Sindaco, qualora si verifichino situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente, e non si possa altrimenti provvedere, di ordinanze contingibili e urgenti e l’esercizio dei poteri sostitutivi.

Poiché l’articolo 191 detta già una disciplina in deroga alla normativa vigente, ferme restando le disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale, sanitaria e di pubblica sicurezza, occorrerebbe chiarire la portata dell’ulteriore deroga disposta dalla norma in commento.

 

Con il nuovo comma 7-ter, introdotto al Senato,stante l'accertata insufficienza del sistema di gestione dei rifiuti urbani nella regione Campania, è prevista l’applicazione fino al 31 dicembre 2011 della disciplina sanzionatoria di cui all'articolo 6 del DL 172/2008.

Si ricorda che l’articolo 6 del D.L. 1727/2008 ha introdotto una disciplina speciale, applicabile esclusivamente nei territori in cui vige lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti, volta a rendere più rigoroso il sistema sanzionatorio in relazione ad una serie di condotte già vietate dal D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (c.d. codice ambientale), tramite la trasformazione di alcune di esse da fattispecie contravvenzionali a fattispecie delittuose, la differenziazione tra condotte dolose e condotte colpose e un significativo inasprimento delle pene.

 

L’articolo aggiuntivo 1-bis – già introdotto nel corso dell’esame presso la Camera dei deputati – proroga – attraverso apposite modifiche testuali – alcuni termini contenuti nell’articolo 11 del decreto-legge n. 195 del 2009.

In particolare, esso proroga al 31 dicembre 2011 il regime transitorio che attribuisce alla competenza dei comuni le attività di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti e di smaltimento o recupero inerenti alla raccolta differenziata. È inoltre prorogato al 31 dicembre 2011 il regime transitorio introdotto dal medesimo articolo 11, commi 5-bis e 5-ter, sulle modalità di calcolo e riscossione della tassa per smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) e della tariffa integrata ambientale (TIA). È invece spostato al 1º gennaio 2012 il termine del 1º gennaio 2011 previsto dal comma 5-quater del suddetto articolo 11 che disciplina l'esercizio da parte delle società provinciali delle funzioni di accertamento e riscossione della TARSU e della TIA, avvalendosi di soggetti terzi, nella regione Campania.

 

L’articolo 2 reca norme riguardanti i consorzi di bacino campani operanti nel settore dei rifiuti: da un lato vengono prorogate, non oltre il 31 dicembre 2011, le disposizioni in materia di ammortizzatori sociali al personale consortile risultante in esubero rispetto alla definizione delle piante organiche, di cui all'articolo 13, comma 2, del D.L. 195/2009; dall'altro viene previsto che le funzioni del Consorzio unico di bacino delle province di Napoli e di Caserta (istituito dal decreto-legge n. 90/2008 unificando i consorzi delle due province) siano esercitate separatamente, su base provinciale.

 

Infine, l’articolo 3 introduce disposizioni finanziarie di sostegno della gestione regionale del ciclo dei rifiuti, nonché misure volte alla copertura finanziaria degli accordi operativi per l’attuazione delle misure di compensazione ambientale.

Con una modifica introdotta dal Senato, si prevede la riduzione della metà dell’importo delle garanzie finanziarie previste dall’articolo 208, co. 11, lett. g), del Codice dell’ambiente per le imprese registrate ai sensi del regolamento CE 1221/2009 e del 40 per cento per le imprese con certificazione ambientale UNI EN ISO 14001.

 

Relazioni allegate o richieste

Il decreto-legge è accompagnato dalla relazione illustrativa, dall’analisi tecnico normativa e dalla relazione tecnica.

Precedenti decreti-legge sulla stessa materia

La gestione dell’emergenza rifiuti in Campania costituisce uno dei filoni legislativi che nel corso della legislatura sono stati trattati con il ricorso alla decretazione d’urgenza.

All’inizio della legislatura vengono emanati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro i decreti-legge nn. 90 e 107 del 2008: il decreto n. 107 è stato abrogato, con contestuale salvezza degli effetti, dalla legge 14 luglio 2008, n. 123, di conversione del decreto-legge n. 90. Quasi contestualmente, nell’ambito del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, vengono introdotti, durante l’iter di conversione, gli articoli 4-octies e 4-novies, recanti, rispettivamente, disposizioni in materia di trasferimento e smaltimento dei rifiuti nella regione Campania  e in materia di trattamento dei rifiuti e di impianti di termovalorizzazione, nonché l’articolo 4-decies, che ha modificato la disciplina delle deroghe previste dal decreto-legge n. 90/2008.

Successivamente sono intervenuti i decreti-legge:

- 6 novembre 2008, n. 172, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutela ambientale;

- 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed alla protezione civile.

A distanza di poco tempo dalla conversione del decreto-legge n. 172/2008, nell’ambito dell’articolo 4 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, viene inserito, durante l’iter di conversione, il comma 1-bis, che modifica l’articolo 7 del decreto-legge n. 90/2008.

Tali provvedimenti si caratterizzano per l’impianto derogatorio rispetto alla normativa vigente.

 

Collegamento con lavori legislativi in corso

Si segnala che le proroghe riguardanti i commi 2-ter, 5-bis e 5-ter dell’articolo 11 sono contenute nella tabella 1 di cui all’articolo 1 del decreto legge n. 225 del 2010 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie) in corso di conversione al Senato (AS 2518).

 

Motivazioni della necessità ed urgenza

Il decreto-legge è volto a stabilire, secondo quanto emerge dalla relazione illustrativa, le misure necessarie a consentire il subentro, da parte degli Enti territoriali campani nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, al fine di risolvere alcune criticità che si ritiene indispensabile affrontare con somma urgenza.

 

Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite

Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, la disciplina dei rifiuti si colloca nell'àmbito della materia tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, di competenza esclusiva statale ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione (sentenze n. 127/2010, 61/2009, 10/2009, 277/2008, n. 62/2008, n. 378/2007, n. 284/2006; n. 247/2006, n. 161/2005, n. 62/2005).

Tuttavia, «quando gli interventi individuati come necessari e realizzati dallo Stato, in vista di interessi unitari di tutela ambientale, concernono l'uso del territorio, e in particolare la realizzazione di opere e di insediamenti atti a condizionare in modo rilevante lo stato e lo sviluppo di singole aree, l'intreccio, da un lato, con la competenza regionale concorrente in materia di governo del territorio, oltre che con altre competenze regionali, dall'altro lato con gli interessi delle popolazioni insediate nei rispettivi territori, impone che siano adottate modalità di attuazione degli interventi medesimi che coinvolgano, attraverso opportune forme di collaborazione, le Regioni sul cui territorio gli interventi sono destinati a realizzarsi» (sentenza n. 62/2005).

Rilevano inoltre le materie “ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato” e “giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa”, riconducibili alla competenza esclusiva dello Stato ai sensi delle lettere g) e l) del secondo comma dell’art. 117 della Costituzione.

L’articolo 1, comma 2-bis, prevede che il Presidente della Regione costituisca un’apposita struttura di supporto per l’esercizio delle funzioni attribuite dal provvedimento in esame.

Poiché la formulazione della disposizione sembra implicare un obbligo di tipo organizzativo in capo alla Regione, si ricorda che quest’ultima è titolare di competenza legislativa residuale nella materia dell'organizzazione amministrativa delle Regioni e degli enti pubblici regionali ai sensi dell’articolo 117, quarto comma, della Costituzione.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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File: cost253-AC3909-B.doc